martedì 16 ottobre 2018

Blocnotes mese di ottobre 2018, notiziario del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I.

Scaricabile al seguente link il numero di ottobre del notiziario informativo mensile del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I., a cura di Massimiliano Penna

Seminario formativo "Prospettive e problemi alla luce delle esperienze di Sardegna e Friuli Venezia Giulia" - Cinisello Balsamo, lunedì 29 ottobre 2018

Progetti personalizzati

Prospettive e problemi alla luce delle esperienze di Sardegna e Friuli Venezia Giulia

Seminario formativo
Lunedì 29 Ottobre 2018, 09:30-13:30
Villa di Breme Forno, Via Martinelli 23,
Cinisello Balsamo (MI)

Quando: Lunedì 29 Ottobre

Orario: dalle 9:30 alle 13:30

Dove: Villa di Breme forno

Via Martinelli 23, Cinisello Balsamo (MI)

Per partecipare, compila il modulo

Sono stati richiesti i crediti per gli assistenti sociali CROAS.
E’ previsto il servizio di sottotitolazione.

Definire un “budget personalizzato” che possa raccogliere tutti i sostegni necessari alla persona con disabilità per la realizzazione del suo progetto di vita vuol dire superare rigidità e frammentazioni, mettendo la persona con disabilità al primo posto.

Un'idea che raccoglie molti consensi ma che fatica a trovare spazio nelle politiche nazionali e regionali, almeno in Lombardia. Alcuni territori hanno invece da tempo assunto questa sfida e alla luce di queste esperienze è possibile mettere a fuoco opportunità e problemi che si possono incontrare nel passaggio dalle parole ai fatti.

Friuli Venezia Giulia e Sardegna sono le due regioni italiane dove questa sfida è stata accettata, nel primo caso con l’introduzione del Budget di Salute e, nel secondo, con l’utilizzo estensivo dei progetti previsti dalla Legge 162/98.

ore 09:30
Accoglienza e registrazione partecipanti

ore 10:00
Introduce e modera
Marco Bollani, progetto L-inc

Saluti istituzionali

Elena Poma, Regione Lombardia

Progetto L-inc: il modello prende forma

Monica Pozzi, progetto L-inc
Valentina Doratiotto, progetto L-inc

ore 11:00
La progettazione personalizzata nei modelli di welfare di Friuli Venezia Giulia e Sardegna

Ranieri Zuttion, Azienda per l'Assistenza Sanitaria del Friuli Venezia Giulia
Marco Espa e Francesca Palmas, ABC Sardegna

ore 13:00
Conclusioni

Marco Bollani, progetto L-inc

Scarica il volantino al seguente link

domenica 14 ottobre 2018

XIII GIORNATA DEL CANE GUIDA

Carissime e carissimi,

per celebrare la XIII Giornata del Cane Guida, la Commissione Regionale Cani Guida della Lombardia Vi invita a partecipare, con i Vostri fedeli accompagnatori a quattro zampe, ad una iniziativa che si svolgerà a Cremona, Sabato 27 Ottobre, con il seguente programma:

ore 10,00   appuntamento alla stazione ferroviaria e partenza in corteo verso il centro città per raggiungere la piazza del Comune (distribuzione strada facendo opuscoli divulgativi sul Cane Guida e sulle leggi che ne tutelano i diritti);

ore 12,00   pranzo in un locale del centro;

ore 13,00   appuntamento al centro commerciale “Cremona Po” di via Castelleone 108, dove verrà posizionato un gazebo presso il quale riceveremo i visitatori, distribuendo materiale illustrativo e fornendo informazioni sul prezioso ruolo che il Cane Guida svolge a favore delle persone cieche e ipovedenti;

ore 17,00   dimostrazione di addestramento della Scuola del Servizio Cani Guida di Limbiate.

Vi esortiamo a partecipare numerosi, soprattutto perché le nostre fedeli e impareggiabili guide meritano di essere celebrate degnamente almeno una volta l’anno, benché, in realtà, andrebbero ringraziate ogni giorno per ciò che fanno per noi!

Per informazioni, potete rivolgervi a Flavia Tozzi e Claudio Mapelli, rispettivamente referente e coordinatore della Commissione regionale Cani Guida.

Arrivederci al 27 Ottobre!

Un caro saluto,

Flavia Tozzi e Claudio Mapelli.

venerdì 12 ottobre 2018

FAND: STUPORE E SDEGNO PER IL PREMIO AI MEDICI INPS CHE NEGHERANNO MALATTIA ED INVALIDITÀ

Roma, 10 ottobre - “Apprendiamo con stupore e sdegno la notizia, pubblicata dal Fatto Quotidiano di ieri (9 Ottobre 2018), che il Presidente dell’INPS, Tito Boeri, lo scorso marzo, ha firmato una delibera – rimasta fino ad ora nell’ombra – che introduce, tra i criteri di valutazione utili alla retribuzione di risultato dei medici, per la prima volta da quest’anno, le prestazioni per malattia negate e le invalidità revocate”. È quanto dichiara il Presidente Nazionale FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità), Franco Bettoni, che aggiunge: “in base a quanto deliberato, si arriverà ad un risultato aberrante, ovvero, quanto più il medico negherà prestazioni tanto più aumenterà la sua retribuzione, creando dunque un evidente conflitto tra il diritto del cittadino a vedere riconosciuta la propria condizione di malattia o invalidità ed il pur legittimo incentivo del medico ad ottenere una retribuzione di risultato, e tuttavia è assurdo accettare che debba fondarsi su detti criteri di valutazione”. “Sarebbe invece più giusto – aggiunge il Presidente della FAND – ancorare la retribuzione di risultato al numero di visite effettuate, considerata la lungaggine dei tempi necessari oggi per fare una visita di accertamento”. “Contestiamo fermamente – conclude Bettoni – la decisione dell’INPS e ne chiediamo la revoca, anche perché siamo certi che presterebbe il fianco ad una serie di contenziosi presumibilmente molto onerosi per le casse dello Stato”.

Responsabile Ufficio Stampa FAND – Marinella de Maffutiis
Tel. 0654196334/205 – Cell. 3290582315

giovedì 11 ottobre 2018

"A me gli occhi": c'è il dottore della vista

Il Tirreno del 11-10-2018

Il Meyer di Firenze eccellenza in centro Italia per il glaucoma e la cataratta congenita: per questa patologia si effettuano interventi anche su bambini al di sotto dei 6 mesi con un giorno di ricovero.

FIRENZE. Marco Sabia Il dottor Roberto Caputo è il primario del reparto di oftalmologia pediatrica del Meyer. Un'autorità quando si parla di occhi dei bambini.

Dottor Caputo, quando è consigliabile portare il proprio figlio alla prima visita oculistica?

«Ci sono delle tappe, ad esempio a 3 e 6 anni, in cui si fanno degli screening. È il pediatra che segue il bambino e che valuta se ha bisogno di ulteriori approfondimenti. Se c'è, però, una familiarità per determinate patologie, il mio consiglio è portare subito il bambino dall'oculista. Nei primi mesi di vita, invece, vengono eseguiti test importanti, come quello del "riflesso rosso", per escludere patologie gravi tipo il retinoblastoma e la cataratta congenita».

Ma la cataratta non è una patologia da anziani?

«Affatto. Se si nota il cristallino dell'occhio opaco, quello è un segno inequivocabile della cataratta congenita: il bambino da quell'occhio non vede e bisogna intervenire entro il secondo mese di vita».

Quali sono i problemi principali per la vista di un bambino?

«Abbiamo l'occhio pigro, lo strabismo, il nistagmo (movimenti involontari del bulbo oculare), il torcicollo oculare, la cataratta congenita, la miopia infantile e patologie rare come il glaucoma congenito. O alterazioni retiniche, come la retinopatia del prematuro. E ogni patologia segue un percorso diagnostico e clinico differente».

Spieghiamo.

«Partiamo dall'occhio pigro: l'occhio non è stimolato a funzionare. Noi andiamo a bendare l'occhio "buono", per "forzare" quello pigro a fare il suo compito. L'occhio pigro (ambliopia) va preso in tempo (anche ben prima dei 3 anni), perché nei casi gravi dopo i 6 anni è quasi intrattabile. Preso nel momento giusto, invece, si riesce a migliorare la vista fino ai 6-10 anni, poi l'occhio non migliora né peggiora».

Ma a cosa deve fare attenzione un genitore?

«È difficile da dire, perché un bimbo con un occhio completamente cieco può non adottare comportamenti tali da far pensare che ci sia qualcosa che non va. Possiamo però evidenziare alcuni campanelli d'allarme: lo strabismo, la cefalea, una postura anomala della testa, l'arrossamento oculare e la lacrimazione, la chiusura di un occhio o il fatto che il piccolo ne strizzi uno per mettere a fuoco».

Quali sono le vostre "armi" contro le patologie dell'occhio dei bambini?

«Innanzitutto la visita, che consiste in due fasi: nella prima vengono svolti test soggettivi, come la valutazione della motilità, dell'acuità visiva e della visione binoculare; poi la pupilla viene dilatata con gocce, per bloccare la messa a fuoco. Così possiamo valutare i difetti refrattivi come la miopia, l'astigmatismo e l'ipermetropia e riusciamo anche a studiare il fondo oculare, cioè la retina e il nervo ottico. Dopo ci sono i trattamenti, compreso quello chirurgico: per strabismo e nistagmo di solito operiamo in day hospital, per la cataratta congenita al di sotto dei 6 mesi serve un giorno di ricovero e per il glaucoma congenito ne servono 2. Nel centro Italia siamo un punto di riferimento per queste ultime due patologie. Il nostro segreto è lavorare in team: con il reparto di neurologia per la neuro-oftalmologia; con l'allergologia, ad esempio per la congiuntivite primaverile, che dovrebbe essere rara ma noi trattiamo circa 1000 casi l'anno. Con la reumatologia seguiamo le uveiti, patologie infiammatorie spesso associate a malattie reumatologiche come l'artrite idiopatica giovanile, che ha gravi conseguenze per l'occhio».

E la ricerca?

«Adesso sta progredendo a livello di genetica oculare: siamo agli inizi ma riusciamo a fare diagnosi molto accurate, che poi possono portare a sperimentazioni cliniche, come sta accadendo in America, dove abbiamo un rapporto diretto soprattutto con il Children's Hospital di Philadelfia».

E la miopia?

«È un'epidemia: il 40% di chi è nato dal 2000 in poi ne soffre. Ci sono studi che stimano che nel 2050 ci saranno 5 miliardi di miopi».

Colpa di smartphone e tablet?

«Non è stato ancora provato con certezza che ci sia una correlazione tra l'utilizzo intensivo di questi dispositivi e l'insorgere di danni o difetti visivi. Credo che serva un utilizzo consapevole di questi strumenti: da questo punto di vista è fondamentale lo sport, che obbliga i ragazzi a tenerli in borsa per qualche ora. Sembra, infatti, che la riduzione dell'attività all'aperto possa compartecipare nel peggioramento della miopia».

mercoledì 10 ottobre 2018

Giornata mondiale della vista, la prevenzione può essere "low cost"

Redattore Sociale del 10-10-2018

Mario Barbuto, presidente dell'UICI, evidenzia quanto sia "necessario, importante e conveniente prevenire le patologie visive, piuttosto che curare la cecità. Dal governo 1 milione alle regioni per centri di prevenzione: chiediamo 5 milioni. A Bologna, il 16% dei bambini delle elementari ha rivelato problemi di vista, in alcuni casi seri".

ROMA. Controllare la vista, per non rischiare di perderla: è questo, in sintesi, l'appello che rivolge l'Unione italiana ciechi e ipovedenti, in occasione della Giornata mondiale della vista, che si celebra l'11 ottobre. Una ricorrenza che, come ci spiega il presidente Mario Barbuto, “ha un obiettivo altissimo: sradicare dal mondo il problema della cecità. Quasi un miliardo di persone, secondo l'Oms, convivono con la cecità o con difetti visivi molto gravi – riferisce ancora Barbuto - La maggior parte di queste situazioni nasce dalle condizioni di indigenza e povertà nelle aree geografiche del mondo più povere. Ci sono poi le cosiddette malattie rare, o ereditarie, o genetiche, diffuse nei paesi più ricchi come in quelli più poveri, come il glaucoma e la retinite”. Cruciale, per queste ultime patologie e in particolare per il glaucoma, potrebbe essere in un futuro non troppo remoto il ruolo delle nuove tecnologie: “ultimamente iniziano a esserci i primi impianti di microchip – ci spiega infatti Barbuto - che attraverso sistemi diversi, forniscono al cervello impulsi elettrici che permettono di avere una sorta di visione bionica della realtà: è il cosiddetto occhio bionico. Possiamo dire che in questo momento sono in corsa gli oculisti e gli ingegneri elettronici: e questi ultimi rischiano di arrivare prima”.

Se tanto possono quindi le tecnologie, ancor di più però può la prevenzione, che è il tema centrale della Giornata. “In tutto il mondo, ogni anno, la Giornata mondiale serve per promuovere conoscenza e sensibilizzazione su questa tematica, perché riteniamo che, come in tanti altri settori della vita sociale, che prevenire possa non solo aiutare le persone, ma anche indirizzare meglio le risorse pubbliche e private”. Se infatti da un lato è vero che prevenire costa e che la prevenzione incrocia, dunque, il tema della “povertà sanitaria”, sempre più diffusa anche nel nostro Paese, è vero anche che la cura è assai più onerosa e che quindi sarebbe proficuo indirizzare più risorse pubbliche proprio alla prevenzione. “Un lungo percorso di cura di una persona colpita da cecità ha costi altissimi per i contribuenti: sarebbe quindi molto più efficace e meno dispendiosa un 'azione di prevenzione, che passi anche per visite '"ow cost" e accessibili a tutti”.

Barbuto indica quindi alcuni possibili impegni che da un lato lo Stato, dall'altro le associazioni potrebbero e dovrebbero assumersi. Dal punto di vista delle istituzioni, occorre innanzitutto un maggiore impegno finanziario: “La legge 286 del 1997 ha istituito centri regionali dedicati proprio alla prevenzione dei problemi di vista – ricorda Barbuto - Nell'arco degli anni, però, la disponibilità era a scesa a meno di 100 mila euro: come UICI, ci siamo adoperati chiedendo un fondo di 5 milioni di euro. Lo scorso anno abbiamo ottenuto 1 milione, continueremo a lavorare per ottenere un ulteriore incremento. Da quel che ci risulta, le regioni hanno utilizzato le risorse disponibili a questo scopo, attivando servizi di prevenzione a costo zero, ma con le ben note liste di attesa”.

Un'altra opportunità di "prevenzione low cost", che l'UICI sta rafforzando, è quella di “offrire ambulatori oculistici di base nelle nostre sezioni: ce ne sono già in molte città. Qui l'accesso alla visita è molto rapido, aperto a tutti e costa tra i 25 e i 30 euro. Un'altra possibilità che attiviamo quando possibile, grazie alla collaborazione di medici oculisti volontari, è quella di utilizzare unità mobili, che in diversi giorni dell'anno si collocano in una piazza importante della città ed effettuano screening oculistici di 10-15 minuti. Infine, importanti sono le iniziative nelle scuole, come gli screening di massa che abbiamo svolto in alcune città e da cui sono emersi dati non rassicuranti: qualche anno fa a Bologna, per esempio, sono stati controllati tutti i bambini delle elementari e oltre il 16% aveva problemi oculari, che rischiavano in alcuni casi di diventare, negli anni, anche patologie serie. È un dato che ci fa ribadire quanto sia necessaria un'attenzione da parte delle strutture pubbliche, della politica e degli amministratori, per potenziare le attività di prevenzione.

È l'informazione ai cittadini che deve arrivare: è importante controllarsi, spendere 10 minuti del proprio tempo, perché la vista è un bene troppo prezioso. E se lo dicono i ciechi, potete crederci!”. (cl)

Una Sanità più attenta a chi non vede

Superando.it del 09-10-2018

TORINO. Una Sanità più attenta alle necessità di chi non vede o vede poco: è questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e dall’UICI del capoluogo piemontese (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), accordo che prevede una serie di accorgimenti dedicati alle persone con disabilità visiva, che potranno ricevere assistenza durante tutto il percorso sanitario, dalla prenotazione delle visite fino all’accesso in ospedale.

Inviare infatti un’impegnativa medica tramite mail o fax, prenotare una visita ambulatoriale, sono azioni che per le persone con una minorazione visiva possono rappresentare un ostacolo. D’ora in poi, quindi, telefonando agli URP (Uffici Relazioni col Pubblico) dei vari presìdi sanitari facenti capo alla Città della Salute, sarà possibile concordare ad esempio le modalità di invio dell’impegnativa (se richiesta) e ricevere assistenza nella prenotazione di esami, visite o trattamenti sanitari.

Ma non solo: l’Azienda Ospedaliera torinese si è impegnata infatti a ridurre le barriere architettoniche all’interno delle proprie strutture, oltre ad istituire un servizio di accompagnamento negli ambulatori oculistici, consentendo a chi non vede o vede poco di richiedere un aiuto per muoversi all’interno delle strutture stesse e trovare, ad esempio, l’ambulatorio desiderato. Verrà inoltre installata anche una cartellonistica adatta agli ipovedenti, con caratteri ingranditi e ad alto contrasto.

L’accordo prevede poi un’altra importante innovazione: sempre all’interno del Servizio di Oculistica, al secondo piano dell’Ospedale San Lazzaro di Via Cherasco, è stato aperto uno sportello informativo, gestito dall’UICI, che permetterà alle persone di ricevere tutti i lunedì (ore 9-12) assistenza su vari aspetti riguardanti la riabilitazione visiva e l’autonomia personale tramite gli ausili tecnologici, dall’istruzione al lavoro.

Lo sportello è stato inaugurato alla presenza del direttore sanitario del Presidio Molinette, Antonio Scarmozzino e di Franco Lepore e Titti Panzarea, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’UICI di Torino.

«È un nostro dovere – dichiara Silvio Falco, direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino – mettere le persone con disabilità nelle condizioni migliori di accedere alle strutture ospedaliere e ai servizi. Il protocollo d’intesa sottoscritto con l’UICI nasce proprio da queste necessità, per migliorare e rendere più fruibili l’accesso e il percorso sanitario nei nostri ospedali. Il tutto all’insegna dell’umanizzazione della Sanità e delle cure».

«Cura e riabilitazione – aggiunge dal canto suo Franco Lepore – sono due facce di un medesimo percorso. Con il nuovo sportello informativo abbiamo un’opportunità in più per mettere le nostre competenze al servizio di chi ne ha bisogno. Così, in un unico luogo, i pazienti con disabilità potranno incontrare la professionalità di oculisti e ortottisti, ma anche scoprire strategie utili e capire di non essere soli ad affrontare le sfide quotidiane». «Più in generale – conclude – siamo felici dell’attenzione e della sensibilità dimostrata dalla Città della Salute. La Sanità è un aspetto fondamentale della vita ed è giusto che anche chi ha una disabilità possa affrontare il percorso di cura con serenità e, per quanto possibile, in autonomia». (L.M.e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficio.stampa@uictorino.it (Lorenzo Montanaro)