lunedì 26 settembre 2022

Più inclusivo il turismo sull'Appia Antica

Agenzia ANSA del 26/09/2022

ROMA. Supporti fisici e tecnologie sensoriali aumentate per consentire ai visitatori della Via Appia Antica con disabilità visive e uditive di usufruire di una guida immersiva ai monumenti dell'area: è stato avviato con la collaborazione di CoopCulture, che si occupa della tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano, il progetto Archeoguide-Psa.

Promosso dall'associazione Italia Nostra, è stato inaugurato in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (24-25 settembre), che quest'anno hanno al centro il tema "Patrimonio culturale sostenibile: un'eredità per il futuro": un tema particolarmente sentito da CoopCulture, impegnata nello sviluppo di sistemi digitali che assicurino l'evoluzione della fruizione culturale verso modelli sostenibili e inclusivi, a vantaggio della resilienza e ripartenza del settore.

Il progetto è ora attivo presso il Mausoleo di Cecilia Metella, nel parco dell'Appia Antica e consiste di due pannelli di travertino su cui sono impressi a rilievo i simboli, gli emblemi e le rappresentazioni del monumento con descrizioni in Braille; due video in lingua dei segni, realizzati dall'Istituto Statale per Sordi; e musiche composte specificatamente per gli ascolti audio riadattati per un pubblico di non vedenti dal Centro Regionale di servizi alla persona disabile visiva S. Alessio - Margherita di Savoia.

I contenuti sono accessibili tramite QR Code e fruibili sull'app Itinerappia, realizzata da CoopCulture, che consente l'organizzazione di itinerari personalizzati verso gli oltre 130 monumenti del parco archeologico dell'Appia Antica.

Le donne con disabilità peggio di ogni altro sul mercato del lavoro

Superando del 26/09/2022

Se nell’Unione Europea le persone con disabilità continuano a subire discriminazioni sul lavoro, sia per quanto riguarda l’accesso al lavoro stesso, sia per la parità di retribuzione a parità di lavoro, le donne con disabilità devono fare i conti anche con il divario di genere. Tale specificità, però, non è stata adeguatamente considerata nelle Strategie della Commissione Europea per contrastare il fenomeno. Per questo il Forum Europeo sulla Disabilità ha elaborato alcune raccomandazioni, per far sì che si affrontino le disparità incontrate dalle donne con disabilità sul mercato del lavoro.

Il 18 settembre scorso si è celebrata la Giornata Internazionale della Parità Retributiva, una ricorrenza introdotta dalle Nazioni Unite per contrastare il fenomeno per cui le donne vengono pagate meno rispetto agli uomini, a parità di ruolo e di mansioni, in molti settori economici. Considerando che per le donne con disabilità la situazione è ancora più drammatica sia rispetto agli uomini (con e senza disabilità), sia rispetto alle altre donne, e considerando anche che tale specificità non è stata adeguatamente considerata nelle Strategie definite dalla Commissione Europea per contrastare il fenomeno, proprio in occasione della Giornata del 18 settembre l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, ha reso pubbliche una serie di raccomandazioni rivolte proprio alla Commissione Europea, per affrontare le disparità che le donne con disabilità incontrano nel mercato del lavoro e introdurre misure per la trasparenza retributiva.

Il diritto alla parità di retribuzione tra donne e uomini, a parità di lavoro o per lavori di pari valore, è uno dei princìpi dell’Unione Europea sanciti dai Trattati di essa, argomentano dall’EDF. E tuttavia, sebbene la parità di accesso all’occupazione sia migliorata nel corso degli anni, il divario tra lavoro e retribuzione rimane una realtà nell’Unione stessa.

I dati mostrano che le persone con disabilità continuano a subire discriminazioni sul lavoro, sia per quanto riguarda l’accesso al lavoro, sia per la parità di retribuzione a parità di lavoro. Esse hanno meno probabilità di essere assunte a tempo pieno, hanno minori opportunità di lavoro e in numerose situazioni i loro diritti non sono rispettati, né vengono loro forniti gli accomodamenti di cui hanno necessità.

In merito alla specifica condizione delle donne con disabilità, dal Forum osservano che sebbene esse costituiscano il 25,9% della popolazione femminile totale nell’Unione e il 60% della popolazione complessiva di oltre 100 milioni di persone con disabilità, purtuttavia continuano a subire discriminazioni multiple e intersezionali in tutti i settori della vita, compresi gli svantaggi socioeconomici, bassi tassi di occupazione e alti tassi di povertà.

In particolare i dati relativi all’Unione Europea indicano che circa il 49% delle donne con disabilità, di età compresa tra 20 e 64 anni, sono occupate, rispetto al 53,9% degli uomini con disabilità della stessa fascia di età. Inoltre solo il 20% delle donne con disabilità ha un’occupazione a tempo pieno, rispetto al 29% degli uomini con disabilità, al 48% delle donne senza disabilità e al 64% degli uomini senza disabilità. Pertanto, la condizione delle donne e delle ragazze con disabilità non è solo peggiore di quella delle donne senza disabilità, ma è anche peggiore di quella dei maschi con disabilità.

Se vi è una significativa disparità nell’accesso al lavoro, vi sono poi notevoli differenze anche nella capacità di reddito. I dati dell’Indice di Uguaglianza di Genere 2021, espresso nello standard di potere d’acquisto (PPS), mostrano che il reddito netto equivalente medio dell’Unione Europea era di 16.822 PPS all’anno per le donne con disabilità rispetto a 17.746 PPS per gli uomini con disabilità, 20.100 PPS per le donne senza disabilità e 20.935 PPS per gli uomini senza disabilità.

Le minori risorse finanziarie e la povertà lavorativa sono quindi una realtà anche per molte donne con disabilità che lavorano a tempo pieno o part-time. Pertanto, le risorse finanziarie delle donne con disabilità sono inferiori rispetto a quelle degli uomini con disabilità e a quelle delle donne senza disabilità.

Tale disparità salariale si determina a causa delle barriere e delle discriminazioni che le donne con disabilità incontrano, e in particolare sono dovute agli stereotipi e ai pregiudizi basati sul genere e sulla disabilità.

Tra i tanti ostacoli, le cause alla base del divario occupazionale e retributivo sono molteplici: i livelli di istruzione e formazione inferiori; lo stigma e la discriminazione; la segregazione nei diversi settori economici; la conciliazione tra lavoro retribuito e vita privata, che vede le donne trascorrere più tempo a svolgere lavori informali non retribuiti e ad assumere responsabilità di cura.

È proprio a partire da questi dati di fatto che l’EDF ha elaborato le raccomandazioni di cui si è detto, per affrontare il divario retributivo ineguale che colpisce le donne con disabilità. Infatti, se è pur vero che nell’affrontare le disuguaglianze durevoli, la Commissione Europea ha incluso misure per promuovere l’accesso al mercato del lavoro nella sua Strategia sui Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030 e nella Strategia per la Parità di Genere 2020-2025, è vero anche che, sfortunatamente, le donne con disabilità, le loro sfide e le loro prospettive non sono esplicitamente o sufficientemente menzionate nelle misure in questione. Pertanto, per garantire che nessuna donna venga lasciata indietro, l’Unione Europea deve studiare il divario retributivo di genere tra le donne con disabilità rispetto agli uomini con disabilità e alle donne senza disabilità.

Nello specifico, il Forum raccomanda alla Commissione Europea quanto segue:

- Gli obblighi di trasparenza retributiva devono essere applicati a tutti i datori di lavoro, indipendentemente dalle dimensioni dell’organizzazione e dal tipo di impiego.

- La legislazione deve introdurre un approccio intersezionale attraverso misure positive e pratiche di assunzione non discriminatorie.

- L’allineamento degli stipendi nel lavoro a tempo parziale e in quello a tempo pieno.

- Le informazioni sulla trasparenza retributiva devono essere disponibili e accessibili.

- La legislazione deve prevedere sanzioni effettive e proporzionate per le imprese e risarcimenti per le vittime di discriminazione.

- Gli organismi per la parità devono avere accesso ai resoconti salariali ed essere attrezzati per sostenere le denunce di disparità salariali da parte delle donne con disabilità. (Simona Lancioni)

Per ogni ulteriore informazione: Marine Uldry, responsabile dell’Ufficio Diritti Umani dell’EDF (marine.uldry@edf-feph.org).

sabato 24 settembre 2022

Lime e l’Unione Italiana Ciechi insieme per parlare di sicurezza e tutela delle persone con disabilità

Motori Quotidiano del 24/09/2022

ROMA. Due componenti dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Roma hanno fatto visita al magazzino di Lime situato in zona Tiburtina dove avviene tutta la manutenzione, necessaria per assicurare la garanzia e la sicurezza dei mezzi: dalla sostituzione delle batterie alla diagnosi generale.

Già da tempo l’UICI aveva testimoniato diversi episodi che hanno visto coinvolte persone non vedenti imbattersi in monopattini parcheggiati in sosta vietata, creando situazioni di grave disagio sui marciapiedi.

Nell’incontro Enrico Stefàno, Senior Public Policy Manager per l’Italia di Lime, ha infatti raccontato tutte le novità tecnologiche messe in campo dall’azienda per incentivare un utilizzo corretto dei mezzi, come il Lime Vision, ancora in fase di test: si tratta della prima piattaforma di visione computerizzata sostenuta dall’intelligenza artificiale per rilevare se il monopattino si trova sul marciapiede, riducendo drasticamente la velocità e intimando il conducente a scendere dallo stesso attraverso un segnale audio.

Non solo innovazione: Lime attua diverse azioni di deterrenza al fine di evitare, o quantomeno limitare, l’uso scorretto e posizionamento sbagliato dei mezzi. I monopattini, per esempio, sono costruiti con una pedana più corta per evitare la salita sul veicolo di due persone. Inoltre ai conducenti viene mostrato dove non poter parcheggiare e se al termine del noleggio il mezzo non viene lasciato in un posto adibito, l’utente non può terminare la corsa. Alla seconda infrazione, si riceve una sanzione da Lime sotto forma di detrazione di un importo di 5 euro, mentre alla quarta infrazione l’utente vede cancellato il proprio account non solo per l’Italia ma anche per gli altri Paesi.

Soddisfatti i rappresentanti UICI in visita al magazzino Lime: “Le problematiche legate all’uso dei monopattini sono ormai note e ne abbiamo già ampiamente discusso insieme. L’uso del monopattino che deve ancora essere assimilato da tutti, è uno straordinario strumento di mobilità sostenibile ma come tutte le nuove cose vanno sapute gestire. Vi è sicuramente bisogno di un utilizzo in pieno rispetto delle norme e della cittadinanza. Non si pensa minimamente al prossimo che può avere una problematica nel passare in una strada interrotta da un monopattino o da una bicicletta mal riposta. Pensiamo ad esempio ad una persona con la carrozzina, o a una ipovedente, ma anche ad una guidata da un cane o dal bastone, così come le persone più anziane che hanno queste difficoltà”.

“Roma questo l’ha sempre vissuto con le macchine prima o con oggetti lasciati sulle strade e marciapiedi e ora con i monopattini. Un cittadino rispettoso fa vivere al meglio la città. Ci fa molto piacere l’impegno che state mettendo voi di Lime e l’attenzione che avete rispetto alle esigenze delle persone e l’accelerata della vostra tecnologia per superare le problematiche che danno sicuramente una mano alla nostra categoria. Vi dovrebbe poi essere un’emulazione da parte delle altre aziende di sharing delle buone prassi implementate da Lime”.

Conclude Enrico Stefàno:

“Grazie mille per gli spunti e contributi e per pungolarci sugli aspetti da migliorare, sui quali assicuriamo il massimo impegno in coerenza con la nostra missione di contribuire a una mobilità condivisa, sicura e sostenibile”.

di Francesco Forni

Una app riconosce i farmaci per i non vedenti di Anna Lisa Bonfranceschi

Salute del 24/09/2022

Continuano ad affinarsi le tecniche digitali per rendere gli ipovedenti autonomi nell'assunzione dei farmaci, puntando al riconoscimento di immagini e alle informazioni lette poi ad alta voce ai pazienti.

L'alfabeto Braille inserito sui farmaci è stato una rivoluzione per tutti i pazienti ipovedenti e non vedenti, un supporto in più a favore della loro autonomia, anche nell'assunzione dei medicinali. Ma da solo non basta, o meglio potrebbe non bastare, nel caso in cui non si conosca quella scrittura. Per questo c'è chi da tempo lavora a qualcosa di alternativo che, sfruttando le tecnologie digitali, consenta una facile lettura dei farmaci, delle indicazioni su posologia e data di scadenza, sfruttando solo la fotocamera di uno smartphone.

Basta uno smartphone

L'idea di base è abbastanza semplice: sfruttare uno smartphone per inquadrare il codice a barre di un farmaco. Ma è solo apparentemente semplice, perché scansionare un codice a barre può essere complicato per un non vedente. Ecco allora che tecnologie smart per la loro identificazione potrebbero rappresentare un aiuto in più.

È il caso del sistema Scandit, ottimizzato per riconoscere codici barre in condizioni non ideali: da lontano, con poca luce, non allineati alla telecamera. Scandit è stato da poco adottato dalla app Theia per la scansione dei farmaci: tutte le informazioni essenziali, quali nome, dosaggio, scadenza e lotto, sono mostrate sull'interfaccia della app e, soprattutto, lette ad alta voce.

Per ora solo in francese, ma la promessa è che possa essere disponibile presto anche in altre lingue e magari integrata anche a un sistema che aiuti a ricordare quando assumere i farmaci. Va da sé che come app, per funzionare su tutti gli smartphone, serva attivare le modalità di accessibilità adeguate agli utenti ipovedenti.

Confezioni smart

Theia però non è l'unica app né l'unico tentativo di digitalizzare e semplificare l'assunzione dei farmaci per gli ipovedenti. Nell'ultimo decennio, infatti, diversi gruppi di ricerca hanno sviluppato dei sistemi per il riconoscimento digitale dei farmaci, basati su tecnologie diverse, ma tutte che sfruttano sostanzialmente sistemi per l'interpretazione di immagini, eventualmente convertite in testo e, quindi, in voce.

Ci sono stati progetti che prevedevano semplicemente dei sistemi di riconoscimento immagini e altri che invece contavano sul coinvolgimento dei farmacisti, chiamati a etichettare i farmaci con un qr-code. Anche in Italia, con il caso di una farmacia che ha proposto la creazione di un'etichetta in rilievo per essere trovata con facilità, senza bisogno di particolari lettori scanner.

giovedì 22 settembre 2022

Ludovica, prima studentessa cieca ammessa alla Scuola Normale Superiore di Pisa

Donna click del 22/09/2022

È stato un bel traguardo quello raggiunto da Ludovica Amato, la studentessa diciannovenne pisana cieca sin dalla nascita, amante del latino e del greco, che è la prima universitaria non vedente ad essere stata ammessa alla Scuola Normale Superiore di Pisa, uno fra i più prestigiosi atenei d’Italia ma non solo.

Ludovica Amato, prima non vedente ammessa alla Normale di Pisa

Anche se, in realtà, ci sono già stati casi analoghi a quello di Ludovica all’interno della Normale, in quelle circostanze si trattava di ricercatori e post-doc e mai di studenti universitari. Per lei lo studio della letteratura antica “è una luce che illumina la vita delle persone”: nel suo caso specifico le parole l’hanno aiutata ad illuminare il suo cammino quando tutt’intorno non c’era che oscurità. “Ho lavorato sodo fin dai primi anni del liceo classico Galilei di Pisa per raggiungere questo traguardo – racconta Ludovica – Quando ho ricevuto la notizia dell’ammissione non ci potevo credere”.

Ludovica Amato: “La letteratura antica illumina il mio cammino”

E così ieri la diciannovenne ha varcato per la prima volta la soglia della facoltà di Lettere fra la commozione dei parenti e di tutte le persone che l’hanno contattata per complimentarsi e per continuare a supportarla. Ludovica è riuscita ad abbattere determinate ‘barriere mentali’ mentre sulle barriere fisiche dice: “Mi appello al senso civico dei cittadini perché un marciapiede occupato da uno scooter o un monopattino elettrico abbandonato sul posto auto per disabili sono ostacoli per chi ogni giorno esce di casa e vorrebbe muoversi senza problemi”.

Ora per Ludovica e la sua famiglia è tempo di festeggiamenti sia per l’ammissione ma anche per il compleanno (saltato per sostenere le prove che sono cadute proprio a ridosso dell’appuntamento annuale). “Non mollate mai – dice la ragazza rivolgendosi ai coetanei – Anche quando la strada sembra segnata ognuno di noi può trovare dentro di sé la chiave del cambiamento per realizzare i propri desideri e aspirazioni”.

Cosa è la Scuola Normale Superiore di Pisa?

La Scuola Normale Superiore è un istituto universitario a ordinamento speciale, il cui prestigio nel campo della ricerca e della formazione è riconosciuto a livello internazionale. Due dei suoi ex allievi – Giovanni Gronchi e Carlo Azeglio Ciampi – sono stati presidenti della Repubblica; tre – Giosuè Carducci, Enrico Fermi e Carlo Rubbia – hanno ricevuto il Premio Nobel, e, più recentemente, Alessio Figalli ha vinto la Fields Medal. Fondata da Napoleone nel 1810, sull’esempio della École normale parigina, è la più antica Scuola universitaria italiana. La Normale promuove la cultura, l’insegnamento e la ricerca nell’ambito delle discipline umanistiche, delle scienze matematiche e naturali, e sociali, esplorandone le interconnessioni.

L’ offerta formativa della Normale si organizza in due percorsi, il corso ordinario (un percorso parallelo ai corsi di laurea triennale e magistrale) e il corso di perfezionamento (PhD). Le attività si articolano in tre Classi: la Classe di Lettere e filosofia, la Classe di Scienze (entrambe con sede a Pisa) e la Classe di Scienze politico-sociali (con sede a Firenze).

Uno dei principali scopi della Normale è individuare e coltivare il talento dei propri allievi e allieve, garantendo un insegnamento che sviluppi le capacità individuali in un contesto di convivenza, dialogo e collaborazione. Il percorso di studi è fatto di esperienze, ricerche, approfondimenti, momenti di intuito, e le capacità individuali progrediscono attraverso la condivisione.

di Manuela Zanni

mercoledì 21 settembre 2022

Mostra "Io Ti Vedo Così" - Meda, dal 29 settembre al 2 ottobre 2022

Io ti vedo così: le foto che mostrano come vede il mondo una persona ipovedente

Come vedono il mondo le persone ipovedenti? Come vede la natura, le persone, gli animali, le città chi ha problema di vista e a causa di una patologia vede il mondo offuscato o con un quadro visivo limitato? A raccontarlo, attraverso le immagini, è l’artista Beatrice Pavasini che dal 29 settembre al 2 ottobre allestirà a Meda in Sala Civica Radio la mostra intitolata “Io ti vedo così”.

Una mostra fotografica itinerante proposta dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS di Monza con il patrocinio e la collaborazione del comune di Meda e dell’Istituto Auxologico di Meda. Una carrellata di immagini che mostrano il mondo così come lo percepiscono le persone ipovedenti. Una mostra che nasce da un lavoro svolto all’interno del gruppo di sostegno mensile del Centro Regionale di Ipovisione dell’Unità Oculistica di Cesena, insieme alla sezione territoriale dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Forlì.

La mostra della Pavasini comprende una carrellata di pannelli fotografici che riproducono figure umane, elaborate e modificate dalla stessa artista, che mostrano come vedono gli occhi di chi è ipovedente. Il tutto corredato da didascalie che spiegano la patologia e che problemi provoca alla vista. Un modo non solo per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione, ma anche per abbattere barriere e pregiudizi nei confronti di chi ha problemi visivi. Perché, solo vedendo come vede una persona con disabilità visiva, ci si rende conto degli ostacoli che ogni giorno questa persona deve affrontare. E soprattutto imparare le strategie per aiutarla. Una mostra per ricordare alla popolazione di imparare a vedere con gli occhi di chi, per malattia o per un trauma, non vede perfettamente. Perché la disabilità visiva resta ad oggi, purtroppo, una disabilità che isola e rende la persona invisibile. Anche se queste persone hanno affinato un modo tutto personale per “osservare” e conoscere il mondo, anche grazie all’utilizzo di specifici ausili.

La mostra è dedicata a Marina Travagliati, consigliera dell’UICI Monza prematuramente scomparsa lo scorso marzo.

La mostra la mattina rimarrà aperta per gli studenti, il pomeriggio anche per il pubblico. Sono già numerose le classi degli istituti di Meda e Brianza che visiteranno l’allestimento anche con dimostrazioni in loco per imparare a ‘vedere’ con gli occhi degli altri. Inoltre sabato 1 ottobre alle 16 si terrà una conferenza con la dottoressa Veronica Forlani, oculista all’Auxologico, che parlerà di ipovisione (cause, diagnosi, cura e ausili). L’ingresso è libero ma per motivi organizzativi è necessario confermare la partecipazione all’UICI Monza (tel. 039.2326644, oppure inviando un’email a uicmon@uiciechi.it).

La mostra rimarrà aperta giovedì 29 settembre e venerdì 30 settembre il pomeriggio dalle 16 alle 19, sabato 1 ottobre e domenica 2 ottobre dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.

La Reggia diventa un plastico 3D per essere vissuta anche dai "non vedenti"

Caserta News del 21/09/2022

CASERTA. È in fase di ultimazione un modello 3D ad alta definizione della facciata, del tetto di copertura, del quarto cortile e di metà della galleria centrale del Cannocchiale della Reggia di Caserta. Il progetto è stato realizzato grazie a una donazione della Micron Foundation, che si pone l’obiettivo di arricchire la vita della comunità anche attraverso iniziative che promuovono l’inclusione e abilitano opportunità eque per tutti.

L'iniziativa è finalizzata ad incrementare l'accessibilità e l'inclusività del Museo, anche per i non vedenti, nell'ambito di una più ampia progettazione relativa alla fruizione ampliata del proprio patrimonio e al superamento delle barriere culturali, cognitive e psicosensoriali nei luoghi della cultura. Non soltanto le persone con disabilità visiva potranno conoscere parte della Reggia di Caserta attraverso il tatto, ma tutti potranno vivere un’esperienza di visita più completa.

Il rilievo strumentale e tridimensionale della Reggia di Caserta è stato realizzato con tecnologia laser scanner. Questa tecnologia consente l’acquisizione dei dati che descrivono la geometria del manufatto architettonico con un elevato grado di precisione. Essa, quindi, permette di rilevare la cosiddetta “Nuvola di Punti - Point Cloud” che restituisce una serie di informazioni, coordinate metriche, con precisione millimetrica anche a distanze elevate. Oltre a ciò, la strumentazione utilizzata rileva il "valore di riflettanza". Esso conduce a una restituzione non solo tridimensionale del modello in scala, ma anche di identificare la sua consistenza materica. In questo modo ogni superficie viene descritta sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo. Ad integrazione della fase di rilievo metrico, è stato effettuato anche il rilievo fotografico.

Tramite l’utilizzo di software dedicati, le singole scansioni, effettuate da differenti punti (stazioni di rilievo), sono state unite in un unico sistema di riferimento cartesiano senza alterazione dei dati geometrici. Si è giunti così alla generazione del modello 3D, visualizzabile grazie agli oltre 9miliardi di punti che hanno costituito la nuvola di punti complessiva e alla generazione di superfici tridimensionali. Le nuvole di punti del fabbricato, poi, sono state sottoposte ad azioni di restituzione grafica 2D. Si è, quindi, passati alla ricostruzione delle piante, sezioni e prospetti in modo vettoriale. L'ultima fase di modellazione 3D è stata realizzata con software che permettono la definizione geometrica dell'architettura e la "scultura digitale" per orpelli, decorazioni, conchiglie, foglie e capitelli.

Successivamente, grazie a una pianta tattile munita di sensori, sarà possibile scoprire anche la distribuzione degli ambienti interni. Tali sensori, disposti in corrispondenza degli Appartamenti Reali, dello Scalone, della Cappella Palatina e nel Teatro di Corte, saranno attivabili con un tocco, che darà il via all'audiodescrizione degli spazi. Il modello 3D della Reggia di Caserta sarà parte dei percorsi tattili permanenti che l'Istituto museale metterà a disposizione dei suoi visitatori.

Il 30 settembre si terrà la presentazione riservata alla stampa.

Dalla sua fondazione nel 1999, la Micron Foundation ha supportato con oltre 150 milioni di dollari le comunità dove i dipendenti di Micron vivono e lavorano tramite iniziative filantropiche ed attività di volontariato. I programmi di donazione da parte della Foundation ed i programmi aziendali di donazione da parte di Micron rientrano nell’organizzazione Micron Gives i cui finanziamenti, programmi e impegno nel volontariato si concentrano sulla promozione dell’educazione scientifica ed ingegneristica e sulla risposta ai bisogni umani fondamentali.