mercoledì 16 ottobre 2019

La tua zampa, la mia mano… la nostra Storia! di Mario Barbuto

Giornale UICI del 16.10.2019

Il 16 ottobre ricorre la Giornata Nazionale del Cane Guida che l’Unione celebrerà in due distinti momenti a carattere nazionale a Messina e a Firenze e con tante iniziative territoriali in decine di città italiane.

La Giornata e le celebrazioni sono soprattutto una occasione per instaurare e proseguire il dialogo con i cittadini e con le istituzioni per confermare e ribadire il ruolo prezioso svolto da questi amici a quattro zampe nella vita quotidiana di tantissimi ciechi e ipovedenti e per sollecitare le autorità, il Governo e il Parlamento a porre speciale attenzione al tema, provvedendo a fornire le necessarie risorse alle Scuole e agli utenti.

I tempi di attesa per avere un Cane Guida, infatti, superano spesso i due anni dalla richiesta e rendono intollerabilmente lungo il periodo nel quale un cieco è costretto a privarsi della propria guida e a rinunciare in tutto o in parte alla propria indipendenza personale.

Le Scuole di addestramento in Italia si contano sulle dita di una mano e operano spesso in condizioni di ristrettezza finanziaria e di carenza di mezzi e di strutture, prevalentemente grazie all’impegno, spesso volontario, degli operatori, degli addestratori e degli amministratori, costretti a fare i conti con le dure leggi del Bilancio: spese di gestione, oneri di allevamento e reperimento cuccioli, mantenimento, addestramento e cura dei cani.

La formazione di un Cane Guida comincia praticamente dalla nascita. Anzi, dal momento della selezione degli esemplari da accoppiare alle fattrici preposte alla riproduzione.

Dopo i primi due mesi di vita con la mamma, i cuccioli vanno presso famiglie affidatarie che curano la loro educazione di base, iniziando quel lungo e complicato cammino che porterà alla formazione di un Cane Guida, in genere in un percorso complessivo di 18-24 mesi.

All’età di un anno circa, i cani ritornano alla Scuola e iniziano il vero e proprio addestramento specifico che al termine li condurrà a condividere le proprie giornate con una persona priva di vista, in quella che diventerà una vita di simbiosi pressoché totale.

Qualche anno fa, abbiamo voluto conferire il Premio Braille proprio a una famiglia affidataria, perché fosse il segno della nostra riconoscenza e gratitudine verso le tante persone che offrono il proprio impegno, la propria disponibilità e il proprio amore, accogliendo un cucciolo per quegli otto, dieci mesi, propedeutici all’addestramento vero e proprio.

Ho già avuto modo anche di persona di constatare con quale affetto e con quale dedizione queste persone si dedicano al proprio compito educativo, sebbene consapevoli che dovranno presto privarsi della compagnia e della presenza del cucciolo loro affidato, preparandosi dunque a quello strappo dell’anima e a quella ferita del cuore, a causa di una separazione, necessaria e prevista, dopo alcuni mesi di convivenza che sviluppano legami forti tra cane ed essere umano.

Le lacrime che accompagnano spesso il giorno di questa separazione, sia pure nella consapevolezza e con la gioia di aver reso un nobile servizio e compiuto un grande gesto d’amore, segnano il momento in cui il cucciolo torna a Scuola e lascia definitivamente le persone affidatarie che lo hanno accolto, accudito e coccolato nei primi mesi di vita.

Qui a Scuola ha inizio ora l’addestramento specifico, grazie al lavoro di istruttori competenti e qualificati che offrono tutta la loro professionalità per una decina di mesi che condurranno il cane, se tutto va bene, a divenire la guida inseparabile di un cieco per gli anni avvenire.

Un processo articolato e complesso che richiede mezzi, spazi, competenze, dedizione… Un percorso a ostacoli tra fasi di socializzazione, esami clinici e comportamentali, faticosi momenti di addestramento, indirizzati a questi fantastici esseri a quattro zampe, pronti a donare a una persona non vedente tutto il loro amore incondizionato e tutte le loro abilità, rendendone più facili le giornate, più ricca la vita sociale, più intense le relazioni umane.

L’emozione gioiosa dei non vedenti nel momento in cui ricevono il proprio cane, basta da sola a ripagare delle fatiche e delle difficoltà quotidiane nella conduzione, gestione e amministrazione di una Scuola di addestramento per Cani Guida.

Abbiamo ancora dinanzi a noi le immagini forti dell’ultima consegna di quattro cani, svoltasi in luglio a Palermo, nella prestigiosa sede del Parlamento siciliano. Abbiamo nelle orecchie le parole commosse dei non vedenti assegnatari; nel cuore, il loro racconto di questo incontro “fatale” tra una zampa fedele e una mano amica, per costruire insieme una Storia di vita.

A Firenze, e più precisamente a Scandicci, la Scuola della Regione Toscana festeggia i novant’anni della propria attività, segnati da consegne di centinaia e centinaia di Cani Guida che hanno recato sollievo, conforto e indipendenza ad altrettanti ciechi in Italia.

A Messina, nella sede prestigiosa del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università, l’incontro tra istruttori, operatori, studenti, docenti e cittadini tutti, a sancire una alleanza intorno a un progetto di vita che recherà luce, gioia e autonomia a tante persone in difficoltà nel muoversi per recarsi al lavoro e per ogni altra incombenza della vita quotidiana.

Ecco dunque a caratterizzare la nostra Giornata Nazionale del Cane Guida, lo slogan che illustra la condivisione che si instaura e si sviluppa ogni qualvolta un cane e un conduttore entrano in simbiosi:

“La tua zampa, la mia mano… la nostra Storia!”.

L'istruzione domiciliare inclusiva degli alunni con disabilità: serve una norma, di Salvatore Nocera

Superando.it del 16.10.2019

«È necessario – scrive Salvatore Nocera – che l’istruzione domiciliare inclusiva degli alunni con disabilità, svolta a domicilio in collegamento con la classe, venga normata dal Ministero dell’Istruzione, anche alla luce di alcune difficoltà operative, quali il rifiuto di alcuni docenti di accettare una telecamera in classe e il numero di ore in cui il docente di sostegno debba recarsi al domicilio dell’alunno. È necessario farlo, per evitare ulteriore contenzioso e per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica».

Quando era in discussione il testo della Legge Quadro sui diritti delle persone con disabilità, che sarebbe poi stata la Legge 104/92, ci si soffermò sul problema del diritto all’istruzione degli alunni con disabilità impossibilitati a frequentare per gravi motivi di salute (deficienze immunitarie, allergie ecc.). La discussione portò alla formulazione dei commi 9 e 10 dell’articolo 12 della norma citata, concernente il diritto all’istruzione in ospedale per quegli alunni con disabilità cui fosse certificata l’impossibilità a frequentare la scuola per almeno trenta giorni all’anno.

Le Associazioni tentarono di fare approvare anche una norma concernente il diritto all’istruzione domiciliare di tali alunni, ma la maggioranza del Parlamento fu contraria, paventando il rischio di un’enorme diffusione di tale modalità i cui costi non erano facilmente quantificabili; ci si limitò, quindi, ad estendere il diritto all’istruzione in ospedale non solo agli alunni con disabilità, ma anche ad alunni senza disabilità che avessero però le stesse impossibilità di frequenza.

Successivamente iniziarono a diffondersi alcune prassi sperimentali di istruzione a domicilio che portarono a far sì che il Ministero dell’Istruzione cominciasse a inserire in calce ad ogni Ordinanza e Circolare concernente l’istruzione in ospedale anche un breve paragrafo riguardante l’istruzione domiciliare prima degli alunni con disabilità e poi anche di quelli senza disabilità.

Tale prassi, ormai in parte normata, proseguì fino ai primi Anni 2000; in seguito, però, fu fortemente ostacolata da un orientamento ministeriale che subordinava l’applicazione dell’istruzione domiciliare a una preventiva ospedalizzazione di almeno trenta giorni, ciò che ho sostenuto essere una deformazione del requisito dei trenta giorni di impossibilità a frequentare, che non faceva alcun riferimento né favoriva alcuna interpretazione data dal Ministero.

Le esperienze di istruzione domiciliare, quindi, estese a tutti gli alunni che ne avessero il requisito divennero oggetto di maggiore attenzione ministeriale, fino ad arrivare al 2013, con il progetto di ricerca denominato TRIS (acronimo che sta per “Tecnologie di Rete e Inclusione Scolastica”), avviato d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, l’ITD (Istituto per le Tecnologie Didattiche) del CNR e l’allora Fondazione Telecom (oggi Fondazione TIM).

Tale ricerca si è avvalsa di un Comitato Tecnico-Scientifico di tutto rispetto, essendo composto da grandi esperti nel campo delle nuove tecnologie telematiche e da docenti universitari di Pedagogia e Didattica, tra i quali ben noti al mondo della disabilità la professoressa Roberta Caldin e il professor Pasquale Moliterni.

I risultati di TRIS sono stati raccolti in un volume pubblicato nel 2018 a cura di un gruppo di autori coordinati dal professor Guglielmo Trentin, responsabile scientifico del progetto. Assai interessante, il libro (Classi ibride e inclusione socio-educativa. Il progetto TRIS, FrancoAngeli) è scaricabile gratuitamente a questo link. Esso si compone di dieci capitoli (221 pagine) e descrive le finalità e i risultati della ricerca, invitando il Ministero ad un ulteriore approfondimento per la disseminazione dei risultati della ricerca stessa.

Invero, alcuni significativi risultati si sono ottenuti a livello normativo in occasione dell’emanazione del Decreto Legislativo 66/17, che dedica espressamente l’articolo 16 all’istruzione domiciliare, superando così le resistenze manifestatesi all’atto della discussione della Legge 104/92. In quell’articolo, infatti, si sancisce espressamente il diritto all’istruzione domiciliare per tutti gli alunni che abbiano un’impossibilità a frequentare le classi per gravi motivi di salute per un periodo superiore a trenta giorni, anche non consecutivi, evidenziando l’opportunità offerta dalle nuove tecnologie informatiche. A livello organizzativo didattico si prevede quindi che l’alunno «non frequentante» continui a far parte della classe cui è iscritto, che alcuni docenti a turno per alcune ore settimanali possano raggiungerlo a domicilio e che la valutazione svolta dai docenti di classe (collegati via internet e Skype) e i docenti che si recano a domicilio venga effettuata da quello dei due gruppi che abbia maggiormente seguito l’alunno stesso, utilizzando le relazioni scritte del gruppo minoritario di docenti.

Da quanto sopra detto risulta la necessità che l’istruzione domiciliare inclusiva tramite le cosiddette “classi ibride”, svolta a domicilio in collegamento con la classe, venga particolarmente normata dal Ministero con un Decreto Applicativo del citato articolo 16 del Decreto Legistiavo 66/17. Ciò perché purtroppo si sono verificate alcune difficoltà operative.

La prima è che alcuni docenti si rifiutano di accettare una telecamera in classe tramite la quale invece gli alunni non frequentanti possono seguire le lezioni, le interrogazioni dei compagni e ricevere proprie interrogazioni. La motivazione addotta della tutela dell’immagine e della privacy può essere superata o con accorgimenti che non riprendano la figura del docente (lasciando quindi libero solo l’audio) o con una norma che chiarisca – eventualmente anche con un accordo sindacale – che l’istruzione domiciliare, per i docenti, è un obbligo rientrante nel loro stato giuridico.

La seconda difficoltà operativa riguarda invece in particolare gli alunni con disabilità, rispetto ai quali si è sollevato il problema se il docente per il sostegno debba recarsi al domicilio dell’alunno per tutte le ore assegnate. Ad esempio l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ha stabilito, con una Circolare del 15 novembre 2017 (numero di protocollo 32987), che non si possano superare le sei ore settimanali, orario massimo per il pagamento dello straordinario. Fortunatamente, però, il Tribunale Civile di Roma, con l’Ordinanza “Cautelare” del 17 aprile 2018 ha stabilito che invece il docente per il sostegno debba recarsi per tutte le ore a lui assegnate.

Condivido pienamente quest’ultima Sentenza poiché diversamente vi sarebbe un danno erariale dovuto al numero di ore pagate al docente che non verrebbero svolte a domicilio dell’alunno, ma utilizzate a scuola per eventuali supplenze o altre attività che nulla hanno a che fare con l’istruzione domiciliare.

Ci si augura, dunque, che il Ministero dell’Istruzione voglia al più presto emanare le norme chiarificatrici di cui si è detto, onde evitare ulteriore contenzioso e migliorare la qualità dell’inclusione scolastica.

* Salvatore Nocera,

Presidente nazionale del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), della quale è stato vicepresidente nazionale. Responsabile per l’Area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio sull’Integrazione Scolastica dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down).

lunedì 14 ottobre 2019

Un'importante Sentenza della Cassazione sulle strisce blu

Superando.it del 14.10.2019

Condotta discriminatoria ai sensi della Legge 67/06»: questo ha stabilito l’importante Sentenza n. 24936 depositata il 7 ottobre scorso dalla Seconda Corte di Cassazione Civile, e destinata a creare un prezioso precedente giurisprudenziale.

Il provvedimento ha rovesciato una precedente Sentenza della Corte d’Appello di Torino, accogliendo il ricorso di una persona con disabilità sostenuta dall’UTIM (Unione per la Tutela delle Persone con Disabilità Intellettiva).
In sostanza, la Sentenza della Suprema Corte ha stabilito che anche le persone con disabilità che non hanno la patente e un’auto propria, come coloro che hanno problemi intellettivi o motòri molto gravi, abbiano diritto a parcheggiare gratuitamente l’automobile di chi li accompagna nei posti con le strisce blu, quando siano occupati i parcheggi per persone con disabilità.

Tutto parte dalla Deliberazione della Giunta Comunale di Torino n. 2003 03663/006 (Nuova disciplina delle riserve di sosta personali per disabili – Istituzione permesso gratuito di sosta per disabili – Approvazione), regolamento secondo il quale solo le persone con disabilità munite di patente e autoveicolo avevano diritto a parcheggiare gratuitamente tra le strisce blu, escludendo invece da tale agevolazione le persone con disabilità senza patente e autoveicolo, salvo nel caso in cui dimostrassero di doversi recare nel centro cittadino almeno dieci volte al mese, per esigenze di lavoro o di cura.

«L’Amministrazione comunale torinese – si legge nella Sentenza della Cassazione -, in quanto verosimilmente conscia che gli appositi spazi riservati al parcheggio esclusivo degli invalidi sono normalmente insufficienti ha rilasciato ai disabili muniti di patente e proprietari di veicolo uno speciale permesso gratuito per il parcheggio sulle strisce blu del centro cittadino. Tuttavia nel far ciò, il Comune ha contestualmente posto in essere una condotta discriminatoria indiretta ai danni dei disabili (presumibilmente affetti da una patologia più grave) non muniti di patente e non proprietari di un autoveicolo, che necessitano per i loro spostamenti del necessario ausilio di un familiare, i quali possono fruire dello stesso permesso solo se in grado di documentare accessi frequenti nel centro cittadino per lo svolgimento di attività lavorative, di assistenza e cura».

Per la Suprema Corte, dunque, «non vi è dubbio che una tale previsione si configuri come discriminatoria ai danni di quest’ultima categoria di disabili, in quanto non reputa meritevole di tutela l’accesso gratuito del disabile al centro cittadino per motivi di mero svago e di relazione sociale (come invece consentito ai disabili con patente ed autoveicolo)».

Il motivo della diversità di trattamento prevista dal Comune, conclude la Sentenza, «risiede nell'intento di prevenire abusi nell'utilizzo del permesso speciale da parte degli stessi familiari, ma se è pur vero che tale rischio esiste non può certo essere risolto negando un diritto», semmai predisponendo «un adeguato, e anche severo, sistema di controlli e sanzioni».

Ora, dunque, la Corte d’Appello di Torino dovrà rimuovere gli effetti discriminatori della Deliberazione della Giunta Comunale, estendendo anche alle persone con disabilità più grave il trattamento previsto per le persone con disabilità munite di patente e autovettura, oltre a dover riesaminare anche le domande di risarcimento danni presentate dalle persone con disabilità discriminate. (S.B.)

Google Maps, in arrivo funzione di navigazione per i non vedenti

FocusTECH del 14.10.2019

È in arrivo a breve una nuova modalità di navigazione sulla famosa applicazione Google Maps per aiutare anche le persone non vedenti.

Con la grande espansione di Internet e degli smartphone, c’è stata una rivoluzione in tutti i campi, compreso quello della navigazione. Se prima, infatti, si usava orientarsi su strade nuove chiedendo informazioni o seguendo cartine geografiche, ora ormai tutti utilizzano le varie app disponibili di navigazione, sia sugli smartphone sia integrato stesso nelle macchine.

Senza dubbio, l’applicazione in merito più famosa ed utilizzata è Google Maps, merito dell’ottima facilità e completezza d’utilizzo, oltre al fatto che periodicamente viene aggiornata e migliorata con nuove funzioni, come è il caso dell’ultima, ovvero la modalità di navigazione per i non vedenti. Scopriamola meglio.

La nuova funzione di Google Maps.

La funzionalità è in fase di distribuzione sulle versioni per Android e iOS dell’app, anche se non sarà messa subito a disposizione di tutti. Inizialmente, infatti, verrà prima testata in lingua inglese e giapponese, quindi solo in Giappone e Stati Uniti, e ci vorrà del tempo per arrivare anche in Europa, e solo se funzionerà come previsto.

La modalità di navigazione per non vedenti è molto simile a quella classica di quando si è a piedi. Viene data, ovviamente, maggiore enfasi sulle indicazioni vocali che sono costanti. Verranno detti i nomi delle vie che si attraversano, quelle dove bisogna svoltare, quando bisogna prestare particolare attenzione, se si sta seguendo il giusto percorso per arrivare alla meta prefissata.

La nuova modalità di Google Maps si annuncia molto utile per tutti gli ipovedenti e i non vedenti interessati a esplorare nuovi luoghi autonomamente e senza dover essere accompagnati ogni volta.

da Francesco Borea

giovedì 10 ottobre 2019

Non autosufficienza, c'è l'accordo sul Piano: nel 2019 sono 573,2 milioni

SuperAbile.it del 10.10.2019

ROMA. "Eliminare le diseguaglianze territoriali e costruire un percorso condiviso", questi gli obiettivi individuati dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo riportate nella nota del Ministero, in apertura dell'incontro della Rete per la protezione e l'inclusione sociale in cui è stato illustrato, per la consultazione, il “Piano per la Non Autosufficienza 2019/2021”. "Il Piano - si legge nella nota - è anche un'occasione per fare il punto sul Fondo per le Non Autosufficienze FNA, a circa 13 anni dalla sua istituzione, avvenuta con la Legge finanziaria per il 2007. Dalla dotazione iniziale 100 milioni di euro per l'anno 2007 il Fondo è via via cresciuto fino a oltre 573 milioni di euro nel 2019, di cui 550 strutturali”. Proprio la strutturalità delle risorse permette oggi, con gli interventi previsti nel Piano, la possibilità di avviare un percorso volto a "garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale con riguardo alle persone non autosufficienti", che era la filosofia originaria del Fondo. Nell'imminenza del decreto di riparto, che adotterà il Piano, il Ministero ha voluto riunire i protagonisti del settore e offrire per la prima volta una analisi dettagliata della platea dei beneficiari e degli interventi finanziati a valere sul Fondo nei territori, da utilizzare come punto di partenza per l'affermazione di politiche dalle caratteristiche omogenee in tutto il Paese. In particolare, all'interno del sistema dei servizi dovrà essere garantito, in particolare alle persone con disabilità gravissima, un assegno di cura e per l'autonomia che permetta di intensificare sensibilmente i sostegni di cui tali persone necessitano. E dovrà affermarsi un modello unitario di riconoscimento delle persone che esprimono maggiori bisogni.

Le Regioni: "Fatto un buon lavoro". "Oggi Governo, Regioni e Comuni nell'ambito della Rete della protezione e dell'inclusione sociale si sono confrontati con le parti sociali e le rappresentanze del terzo settore e credo sia stato fatto davvero un buon lavoro. Partirà, infatti, dopo l'intesa nella prossima Conferenza Unificata, il primo Piano sulla non autosufficienza che avrà durata triennale 2019/2021 e che prevede il riparto di un fondo che per il 2019 ammonta a 573,2 milioni di euro". Lo annuncia il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, commentando l'esito del confronto che si è tenuto presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha visto la partecipazione del Ministro, Nunzia Catalfo, e di diversi assessori regionali alle politiche sociali.

"Il Piano, grazie alla programmazione triennale, consentirà alle Regioni di dare continuità agli interventi assistenziali per le persone in condizioni di non autosufficienza", spiega l'assessore della Regione Molise, Luigi Mazzuto, coordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni. Il Fondo, prosegue Mazzuto, "registra un incremento di circa 120 milioni di euro e come per lo scorso anno almeno la metà delle risorse dovrà essere impiegata per i disabili gravissimi. Rispetto al riparto c’è una importante novità e cioè che la Regione, per evitare qualsiasi interruzione dei servizi, può chiedere al Ministero il 50% delle risorse anche in attesa del perfezionamento del previsto Piano regionale. Per quanto riguarda, infine, il piano nazionale va sottolineato che si attua attraverso piani regionali che tengono conto della programmazione territoriale.

L’incontro della FISH con il ministro dell’Istruzione Fioramonti

Superando.it del 10.10.2019

Nel corso di un confronto definito «molto intenso e chiarificatore» con il nuovo ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha voluto innanzitutto riportare quanto segnalato direttamente da migliaia di famiglie in tutta Italia, ovvero, come si legge in una nota diffusa dalla Federazione, «i disagi, le difficoltà, le violazioni avvenute anche all'inizio di quest’anno scolastico, che rappresentano un palese ostacolo all'inclusione, se non, in molti casi, alla stessa frequenza delle alunne e degli alunni con disabilità. Insegnanti di sostegno non assegnati, assistenza alla persona e alla comunicazione indisponibili, servizi di trasporto non attivati, sono la rappresentazione di una situazione grave, non gestita preventivamente anche se ampiamente segnalata dalla nostra Federazione. Si aggiunga che i dati da noi raccolti delineano una situazione addirittura peggiore degli anni scorsi».

Su tali aspetti il responsabile del Dicastero ha raccolto le indicazioni provenienti della FISH di attivare da subito tutte le misure che impediscano il ripetersi di questi disagi il prossimo anno. In tal senso, il Ministro ha comunicato di volere inserire quanto prima, nella Programmazione del Ministero, da presentare al Consiglio dei Ministri, «azioni e interventi congruenti con queste finalità».

«Abbiamo inoltre ribadito la necessità – prosegue la nota della FISH – di rafforzare, orientare e imprimere nuovo vigore al Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Permanente per l’Inclusione Scolastica del Ministero, ambito in cui vengono delineati gli indirizzi operativi per le politiche immediate e future su questi aspetti, sulla base delle indicazioni provenienti dalla Consulta dello stesso Osservatorio. Una necessità, questa, che si assomma a quella di prevedere luoghi consolidati di confronto e coordinamento anche con altri Ministeri e in particolare con quello del Lavoro e delle Politiche Sociali, nonché con quello della Salute».

Vi è poi un ulteriore elemento centrale e urgente sottolineato dalla Federazione: «È iniziato un percorso normativo (Decreto Legislativo 66/17 e sua recente correzione con il Decreto Legislativo 96/19) che fissa importanti indicazioni e principi, ma che non è ancora operativamente attuato, perché mancano Decreti Applicativi e Regolamenti. Abbiamo pertanto chiesto l’immediata degli atti applicativi previsti, ad iniziare dal principio centrale della continuità didattica. Il Ministro ha accolto l’indicazione, come pure l’ipotesi di procedere per obiettivi strategici prioritari».

«Raccogliamo con favore l’attenzione dimostrata dal ministro Fioramonti – commenta Vincenzo Falabella, presidente della FISH – confidando che essa si traduca in atti concreti su cui presteremo costante attenzione. È quasi superfluo, inoltre, ribadire il perseverare della nostra disponibilità alla collaborazione e al confronto in ogni luogo e in ogni momento che sia efficacemente orientato alla reale inclusione delle persone con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

giovedì 3 ottobre 2019

Brescia: Teatro Grande accessibile – Opere in programma

Torna, per il terzo anno, OPEN, il progetto della Fondazione del Teatro Grande riservato alle disabilità sensoriali.

Grazie al coordinamento della Prof.ssa Elena Di Giovanni dell’Università degli Studi di Macerata, la Fondazione del Teatro Grande realizza un importante progetto con l’obiettivo di avvicinare i disabili sensoriali (visivi e uditivi) al Teatro Grande e rendere l’attività di spettacolo comprensibile e aperta a tutti.

Il progetto OPEN si sviluppa su due fronti: da un lato consente, primo in Italia, la fruizione degli spettacoli attraverso un’innovativa tecnologia Sennheiser (azienda del suono leader in campo internazionale), dall’altro prevede degli itinerari di approfondimento (visite in LIS, percorsi esplorativi e tattili) che sono di ausilio per la comprensione degli spettacoli e del Teatro stesso.

Per la Stagione settembre-dicembre 2019 riportiamo a seguire il calendario degli appuntamenti a cui – previa prenotazione entro i termini indicati – sarà possibile aderire e le modalità di partecipazione.

CALENDARIO PROGETTO OPEN – SETTEMBRE-DICEMBRE 2019
- 29/09/2019 ore 11: Percorso esplorativo e tattile L’Heure espagnole e Gianni Schicchi
Percorso alla scoperta del teatro, dello spettacolo e della musica, guidato da operatori e persone cieche e ipovedenti.
- 29/09/2019 ore 15 e 30: L’Heure espagnole, opera di Maurice Ravel. Gianni Schicchi, opera di Giacomo Puccini
Audiodescrizione con sistema Mobile Connect per ciechi e ipovedenti.
- 05/10/2019 Pazzi per l’Opera. Guglielmo Tell
Incontro di approfondimento dedicato all’opera
Guglielmo Tell. I relatori raccontano le opere e guidano il pubblico all’ascolto delle principali arie.
- 13/10/2019 ore 11: Percorso esplorativo e tattile Guglielmo Tell
Percorso guidato dedicato all’opera e agli strumenti musicali, riservato a ciechi e ipovedenti.
- 13/10/2019 ore 15 e 30: Guglielmo Tell, opera di Gioachino Rossini
Audiodescrizione con sistema Mobile Connect per ciechi e ipovedenti.
- 10/11/2019 ore 11: Pazzi per l’Opera. Macbeth
Incontro di approfondimento dedicato all’opera Macbeth. I relatori raccontano le opere e guidano il pubblico all’ascolto delle principali arie.
- 16/11/2019 ore 11: Percorso esplorativo e tattile Macbeth
Percorso guidato all’interno della scenografia dell’opera, riservato a ciechi e ipovedenti. Il percorso sarà legato alle scenografie e ai materiali utilizzati per realizzarle. Un percorso volto all'esplorazione materiale degli elementi usati per costruire una scena.
- 16/11/2019 ore 15 e 30: Macbeth, opera di Giuseppe Verdi
Audiodescrizione con sistema Mobile Connect per ciechi e ipovedenti.
- 24/11/2019 ore 10: La bella e la bestia
Laboratorio creativo riservato a bambini e ragazzi ciechi e ipovedenti. I partecipanti potranno toccare costumi e oggetti di scena e registrare la propria voce per l’audiodescrizione.
- 30/11/2019 ore 11: Pazzi per l’Opera. Aida
Incontro di approfondimento dedicato all’opera Aida. I relatori raccontano le opere e guidano il pubblico all’ascolto delle principali arie.
- 01/12/2019 ore 11: Percorso esplorativo e tattile La bella e la bestia
A seguito del laboratorio creativo del 24 Novembre, i ragazzi che hanno partecipato avranno modo di toccare alcuni elementi di scena e approfondire lo spettacolo prima della recita.
- 01/12/2019 ore 15 e 30: La Bella e la Bestia, balletto della compagnia Malandain Ballet Biarritz
Audiodescrizione con sistema Mobile Connect per ciechi e ipovedenti.
- 08/12/2019 ore 11: Percorso esplorativo e tattile Aida
Percorso guidato all’interno della sartoria del Teatro per toccare costumi e accessori, riservato a ciechi e ipovedenti.
- 08/12/2019 ore 15 e 30: Aida, opera di Giuseppe Verdi
Audiodescrizione con sistema Mobile Connect per ciechi e ipovedenti.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
La partecipazione agli spettacoli e ai percorsi del progetto OPEN è gratuita per i disabili sensoriali, ma i posti sono limitati. Le prenotazioni si effettuano tramite mail all’indirizzo accessibilita@teatrogrande.it entro i 5 giorni precedenti la data di interesse. È previsto un biglietto scontato al 50% per gli accompagnatori (posti di primo settore).

Una volta ricevuta conferma di prenotazione, il ritiro dei biglietti per gli spettacoli può essere effettuato presso la Biglietteria del Teatro Grande a partire dal martedì precedente la rappresentazione. Per le visite in LIS e i percorsi tattili, sarà sufficiente presentare la mail di conferma della prenotazione.

Per usufruire del sistema Sennheiser durante le rappresentazioni (sia per le audiodescrizioni, sia per l’amplificazione del suono) è sufficiente portare con sé uno smartphone/tablet con batteria carica e un paio di cuffie auricolari (cuffie auricolari aggiuntive saranno disponibili anche in loco).

Basterà poi scaricare l'App gratuita MobileConnect per iOS o Android, una specifica App che converte lo smartphone in un vero e proprio ricevitore portatile. Dopo aver seguito la semplice guida per l'avvio dell'apparato, il sistema è subito pronto all'uso. In ogni caso, ulteriori indicazioni di utilizzo del sistema verranno fornite anche via e-mail e durante i percorsi tattili. Si consiglia di prendere posto a Teatro almeno 20 minuti prima dell'inizio dello spettacolo. Il personale del Teatro sarà a disposizione durante tutti gli appuntamenti per qualsiasi necessità, esigenza o difficoltà tecnica.