mercoledì 15 settembre 2021

A Roma il corso di golf per non vedenti, la magia va in buca: «Giocando ci sentiamo più forti»

Leggo del 15/09/2021

ROMA. La pallina va in buca e scatta l’applauso. Può sembrare una cosa semplice, invece è un grande risultato. A impugnare il ferro numero 7, infatti, è Alessandro, 15 anni, non vedente. Ma riesce a giocare senza problemi. È il risultato di “Liberi di sbagliare”, corso di golf che accoglie adulti e ragazzi non vedenti facendoli allenare a colpi di swing nei campi del Circolo del Golf Casal Palocco, organizzato con il patrocinio della Federazione Golf Lazio, del Sant’Alessio, istituto per persone con disabilità visiva, e del Rotary club Ostia. Cosa significhi calcare il campo da golf lo spiega bene Aldo, uno dei partecipanti: «Colpire quella pallina è magico dà un senso di libertà grandissima, la disabilità scompare e dimentichi di essere non vedente». Infatti si tratta anche di uno dei pochi momenti in cui i ragazzi si muovono da soli.

Il maestro Riccardo Valeri, ideatore del progetto spiega: «Adottiamo dei dispositivi sonori per individuare la zona dove mandare la pallina, e con l’aiuto di una persona, mettiamo il giocatore davanti alla pallina seguendo il classico movimento dello swing: così piano piano i nostri ragazzi riescono a colpirla». La mascotte del gruppo è Alessandro, 15 anni: «È molto bello giocare a golf, mi dà una sensazione di tranquillità e calma». Anna Licausi, la mamma gli fa eco: «Quando torna a casa è felice, mi dice, mamma ho fatto buca ed è incredibile come riescano a colpire la palla pur non vedendo».

Stefano, uno dei giocatori, racconta: «Per me giocare a golf significa sentirmi vivo e mi fa pensare: vai avanti puoi farcela ancora».

«Ci insegnano a vivere delle emozioni bellissime e ci riempiono il cuore di gioia - sottolinea Pierluigi Iorio, direttore del Circolo del Golf Casal Palocco - durante la lezione imparano, ad esempio, a concentrarsi sul movimento, a immaginare la traiettoria e infine il colpo». «Prima di tutto si divertono e stanno all’aperto e tutto diventa una grande terapia» aggiunge Amedeo Piva, presidente del Sant’Alessio.

Non c’è difficoltà, insomma, che non possa essere superata dall’emozione di calcare il green e colpire l’asta della bandierina della buca. «Lo sport del golf è integrazione e solidarietà, impegnandosi ogni giorno si può raggiungere qualsiasi obiettivo», spiega Mattia Marchetti, presidente del Circolo del Golf Casal Palocco.

I partecipanti al corso di golf hanno anche ricevuto una maglietta a loro dedicata, da parte del Rotary Club Ostia.

di Cristina Montagnaro

Università Italiane: Test di accesso preclusi alle persone con disabilità visiva e non solo…

Giornale UICI del 15/09/2021

“Bisogna ritrovare la forza di indignarci quando la sensibilizzazione e la promozione della consapevolezza dimostrano di essere inutili chimere. Indignarci quindi ed agire di conseguenza in tutte le sedi istituzionali” è il fermo commento di Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, di fronte ad una ennesima situazione discriminante, rilevata dall’UICI e dall’Agenzia Iura, che riguarda in questo caso l’accesso ai corsi universitari. “Non stiamo parlando di un videogame – prosegue Barbuto – È il test che rende possibile iscriversi all’università e provare a costruire un futuro di dignità. Un test che, nonostante decenni di norme e standard nazionali ed internazionali continua a risultare ancora non accessibile”.

Ma veniamo ai fatti che evocano responsabilità di alto livello e su cui già UICI anticipa, solo per iniziare, interrogazioni parlamentari alla Ministra competente (Maria Cristina Messa). Ormai da qualche anno l’accesso a molti corsi universitari è condizionato da test di ingresso. Il sistema prevalente per la propedeutica fornitura di materiali di preparazione, la simulazione di test e poi la sua esecuzione è la Piattaforma SEB (Safe Exam Browser) e poi il Test Online CISIA (TOLC). Il candidato studente si iscrive alla piattaforma, si prepara al test e poi lo esegue (anche da remoto). Sempre che non sia cieco. Infatti, per stessa ammissione di chi di recente ha adottato il sistema, SEB (un browser che si scarica sul proprio PC) e TOLC non sono accessibili, non rispondono cioè agli standard fissati in Italia già nel 2004. Il sistema è gestito e fornito agli atenei italiani dal Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per l’Accesso (CISIA), consorzio senza fini di lucro, formato esclusivamente da Atenei statali. 53 Atenei e le Conferenze di Ingegneria, Architettura e Scienze. Il che riguarda la stragrande maggioranza degli studenti italiani.

Di fronte a questa evidenza – che UICI ha presentato al CISIA e alla Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità – non si sono ottenute risposte circa il motivo della scelta di un sistema realizzato nel mancato rispetto degli standard nazionali ed internazionali di accessibilità. Si è al contrario proposto quello che impropriamente è definito un “accomodamento ragionevole”: consentire al candidato cieco o ipovedente di svolgere la prova su un modulo PDF accessibile appositamente realizzato dal CISIA. Perché un modulo PDF sia accessibile è necessario rispettare alcune regole di base sufficientemente note e consolidate presso i professionisti. Orbene, alla prima prova dei fatti nemmeno il cosiddetto “l’accomodamento ragionevole” ha funzionato. Il 13 settembre u.s. un candidato cieco si è presentato presso una sede dell’Ateneo patavino, per la concordata esecuzione del test su modulo PDF. E questo si è rivelato, agli stessi responsabili dell’Ateneo, inaccessibile per chiunque e quindi la persona non vedente non ha potuto eseguire il test.

“Questo accade oggi nel nostro Paese a distanza di quasi vent’anni dalla Legge sugli standard sull’accessibilità (2004), a dodici dalla ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e mentre la UE continua a ribadire la priorità dell’accessibilità di luoghi e strumenti. Questa vicenda è emblematica e non può finire qui” conclude Barbuto ribadendo:1. che le Leggi dello Stato vanno rispettate sempre e comunque;2. che la nostra associazione e le sue diramazioni tecniche da sempre sono a disposizione e hanno dichiarato la propria disponibilità ad offrire consulenza e assistenza tecnica gratuita.

Università, la denuncia: "Test di accesso preclusi alle persone con disabilità"

Redattore Sociale del 15/09/2021

Barbuto (Uici) segnala l' "ennesima situazione discriminante": "Il test, nonostante decenni di norme e standard nazionali ed internazionali continua a risultare ancora non accessibile". L'associazione annuncia "solo per iniziare, interrogazioni parlamentari".

ROMA. "Bisogna ritrovare la forza di indignarci quando la sensibilizzazione e la promozione della consapevolezza dimostrano di essere inutili chimere. Indignarci quindi ed agire di conseguenza in tutte le sedi istituzionali". È il commento di Mario Barbuto, presidente nazionale dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, che denuncia l' "ennesima situazione discriminante", rilevata dall'Uici e dall'Agenzia Iura nell'accesso ai corsi universitari. Non stiamo parlando di un videogame - prosegue Barbuto - È il test che rende possibile iscriversi all'università e provare a costruire un futuro di dignità. Un test che, nonostante decenni di norme e standard nazionali ed internazionali continua a risultare ancora non accessibile".

L'associazione annuncia "solo per iniziare, interrogazioni parlamentari alla ministra competente (Maria Cristina Messa)" e ricostruisce i fatti.

"Ormai da qualche anno l'accesso a molti corsi universitari è condizionato da test di ingresso. - spiega l'organizzazione - Il sistema prevalente per la propedeutica fornitura di materiali di preparazione, la simulazione di test e poi la sua esecuzione è la Piattaforma Seb (Safe Exam Browser) e poi il Test online cisia (Tolc). Il candidato studente si iscrive alla piattaforma, si prepara al test e poi lo esegue (anche da remoto). Sempre che non sia cieco. Infatti, per stessa ammissione di chi di recente ha adottato il sistema, Seb (un browser che si scarica sul proprio pc) e Tolc non sono accessibili, non rispondono cioè agli standard fissati in Italia già nel 2004. Il sistema è gestito e fornito agli atenei italiani dal Consorzio interuniversitario sistemi integrati per l'accesso (Cisia), consorzio senza fini di lucro, formato esclusivamente da Atenei statali. 53 Atenei e le Conferenze di Ingegneria, Architettura e Scienze. Il che riguarda la stragrande maggioranza degli studenti italiani".

"Di fronte a questa evidenza, che Uici ha presentato al Cisia e alla Conferenza nazionale universitaria dei delegati per la disabilità, - prosegue - non si sono ottenute risposte circa il motivo della scelta di un sistema realizzato nel mancato rispetto degli standard nazionali ed internazionali di accessibilità. Si è al contrario proposto quello che impropriamente è definito un 'accomodamento ragionevole’: consentire al candidato cieco o ipovedente di svolgere la prova su un modulo Pdf accessibile, appositamente realizzato dal Cisia. Perché un modulo Pdf sia accessibile è necessario rispettare alcune regole di base sufficientemente note e consolidate presso i professionisti. Orbene, alla prima prova dei fatti nemmeno il cosiddetto 'accomodamento ragionevole’ ha funzionato".

L'Uici racconta che "il 13 settembre un candidato cieco si è presentato presso una sede dell'Ateneo patavino, per la concordata esecuzione del test su modulo Pdf. E questo si è rivelato, agli stessi responsabili dell'Ateneo, inaccessibile per chiunque e quindi la persona non vedente non ha potuto eseguire il test".

"Questo accade oggi nel nostro paese a distanza di quasi vent'anni dalla Legge sugli standard sull'accessibilità (2004), a dodici dalla ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e mentre la Ue continua a ribadire la priorità dell'accessibilità di luoghi e strumenti. Questa vicenda è emblematica e non può finire qui", conclude Barbuto ribadendo che "le Leggi dello Stato vanno rispettate sempre e comunque" e che l'associazione e le sue diramazioni tecniche "da sempre sono a disposizione e hanno dichiarato la propria disponibilità ad offrire consulenza e assistenza tecnica gratuita".

martedì 14 settembre 2021

Senzaspine, un Don Giovanni senza precedenti

La Repubblica del 14/09/2021

BOLOGNA. Un "Don Giovanni" da ascoltare, ma anche da toccare. L'ultima sfida dell'Orchestra Senzaspine, il collettivo di musicisti guidati da Tommaso Ussardi e Matteo Parmeggiani, è proporre Mozart a chi non può sentirlo e raccontarlo a chi non può vederlo.

La strada verso il Teatro Duse, dove il 5, 6 e 7 novembre è di scena il capolavoro mozartiano, è ancora lunga. E proprio per questo ieri mattina al Mercato Sonato, il quartier generale dell'Orchestra Senzaspine, è cominciata la chiamata a raccolta di numerose realtà associative che macinano sforzi quotidiani per favorire l'inclusività e l'accessibilità culturale a favore di non udenti e non vedenti, dall'Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza alla Fondazione Gualandi, dall'Ens ( Ente Nazionale Sordi) a Fiadda Emilia- Romagna ( Associazione per i diritti delle persone sorde). Nel preparare lo spettacolo - che vedrà a sua volta la collaborazione dell'Accademia di Belle Arti per le scene e dell'Antoniano per i costumi - i Senzaspine organizzeranno laboratori sulla percezione per avvicinare alla musica di Mozart chi con i soli sensi non potrebbe arrivarci.

«Si tratta di aiutare a sviluppare sensibilità diverse - spiega Tommaso Ussardi, sul podio dell'Orchestra Senzaspine per questa nuova produzione -. I modi sono i più svariati: attraversando i luoghi del palcoscenico, toccando i tessuti, mostrando gli attrezzi di scena e il dietro le quinte, ma anche organizzando laboratori di canto senza l'uso della voce, guardando i gesti delle mani e i movimenti delle labbra. Queste sono solo alcune delle forme alternative per la decodificazione di linguaggi, spesso inaccessibili. Nel farlo, cercheremo di non essere semplicemente didascalici, ma proveremo a restituire il significato più profondo dell'opera».

Anche il libretto del Don Giovanni sarà pensato per essere usufruito da tutti, con una storia illustrata e semplificata della trama accanto alla traduzione in caratteri braille. E per i non udenti ci sarà la possibilità di accedere a una descrizione audio e video nella lingua dei segni tramite un Qr Code inserito nel libretto.

L'opera sarà preceduta da una tre giorni di musica al Giardino Parker Lennon (via del Lavoro, dal 17 al 19 settembre), con spettacoli di circo, danza, teatro e hip hop, commistioni di generi e linguaggi ibridi accessibili anche alle persone con disabilità sensoriali. «L'abbiamo chiamata Mozart Fest ispirandoci al nome Wolf-Gang: ci piace giocare con immaginari opposti, tra musica classica e cultura popolare» . Nessuna sorpresa, quindi, se si vedranno show di free style a suon d'orchestra o lezioni di break dance e street art a tema mozartiano. Il catalogo è ancora tutto da scrivere. (lu.bac.)

I deficit della vista aumentano il rischio di demenza

La Repubblica del 14/09/2021

Cataratta, maculopatie e retinopatia diabetica (ma non il glaucoma) sono correlate ad un aumento del rischio di demenza così come alcune patologie sistemiche tra cui infarto e depressione.

Se la vista inizia a dare problemi attenzione al cervello: potrebbe essere uno dei primi segni di demenza e - se si riducono gli stimoli sensoriali visivi - la sua progressione aumenta. A suggerirlo sono alcuni studi dai quali emerge un legame tra alcune delle patologie oculari più diffuse - come degenerazione maculare senile, cataratta, malattie oculari legate al diabete e glaucoma - e deterioramento cognitivo. L'incidenza di queste condizioni oftalmiche aumenta con l'età, così come l'incidenza di condizioni sistematiche come diabete, ipertensione, malattie cardiache, depressione e ictus, che sono fattori di rischio accettati per la demenza. Lo rivela un lavoro pubblicato sul British Journal of Ophthalmology e condotto da Xianwen Shang, della Guangdong Academy of Medical Sciences, Guangzhou in Cina.

Con la retinopatia diabetica rischio del 61%

Gli esperti hanno considerato un campione di 12.364 adulti di 55-73 anni arruolati nello studio britannico Biobanca. I partecipanti sono stati monitorati tra 2006 e 2010, fino al 2021. Durante tutto il periodo sono stati registrati 2.304 casi di demenza. È emerso che rispetto alle persone senza patologie visive all'inizio dello studio, il rischio di ammalarsi di demenza è del 26% maggiore per coloro che soffrono di degenerazione maculare, 11% maggiore per quelli che hanno la cataratta, il 61% maggiore per quelli che soffrono di retinopatia diabetica. Il glaucoma, invece, non è risultato associato ad un aumento del rischio di malattia di Alzheimer, ma ad un rischio maggiore di demenza vascolare.

Le altre patologie

All'inizio dello studio, ai partecipanti è stato chiesto anche se avessero mai avuto infarto, angina, ictus, ipertensione o diabete, e sono stati valutati per verificare se soffrissero di depressione. Al termine dello studio, gli esperti hanno potuto osservare che il rischio di demenza cresce ulteriormente se le persone soffrono anche di malattie quali diabete, problemi cardiovascolari e depressione. Soffrire di una di queste patologie e anche di un problema oftalmico aumentava ulteriormente il rischio di demenza che risultava ancora maggiore quando si verificava una malattia oculare correlata al diabete insieme ad una condizione sistemica. Inoltre, il rischio di demenza risultava maggiore tra gli individui con più condizioni oftalmiche.

I limiti dello studio

Trattandosi di uno studio osservazionale, non si può stabilire una relazione di causa/effetto, e gli autori evidenziano anche diversi potenziali limiti, principalmente legati all'acquisizione dei dati. Le condizioni oftalmiche, infatti, sono state definite sulla base dei dati auto-riferiti e dei registri dei pazienti ricoverati. Ciò significa che potrebbe trattarsi di una sottostima, che le cartelle cliniche e i registri dei decessi potrebbero non aver individuato tutti i casi di demenza e che alcune casi di declino cognitivo documentati durante il follow-up potrebbero essersi verificati prima delle malattie oculari. “Resta il fatto - concludono i ricercatori - che degenerazione maculare senile, cataratta e malattie oculari legate al diabete, ma non il glaucoma, sono associate ad un aumentato rischio di demenza”.

di Irma D'Aria

lunedì 13 settembre 2021

La Regione Lombardia modifica le Linee Guida sul trasporto a scuola.

Superando del 13/09/2021

«La Regione Lombardia potrà riconoscere un rimborso straordinario della spesa di trasporto da casa a scuola e viceversa, nel caso in cui questa sia sostenuta dalla famiglia»: lo ha stabilito una Deliberazione della Giunta Regionale Lombarda, adottata dopo un’istanza posta dalla Federazione LEDHA, adeguando in tal modo le Linee Guida Regionali del 2017 sul trasporto scolastico degli studenti con disabilità, dopo che il Tribunale di Milano aveva condannato il Comune di Milano e la stessa Regione Lombardia per discriminazione in riferimento al trasporto scolastico di una ragazza con disabilità.

Come avevamo riferito all’inizio di luglio, la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) aveva inviato una lettera agli Assessori di competenza della propria Regione, per chiedere di integrare le Linee Guida Regionali del 2017 relative al trasporto scolastico degli studenti con disabilità, garantendo il loro diritto all’inclusione scolastica e specificando che alle famiglie si sarebbero dovute rimborsare integralmente le spese sostenute per il trasporto stesso, come stabilito dall’Ordinanza prodotta il 3 giugno dalla Prima Sezione Civile del Tribunale di Milano (anche di essa si legga sulle nostre pagine), che aveva portato alla condanna del Comune di Milano e della Regione Lombardia per discriminazione in riferimento al trasporto scolastico di una ragazza con disabilità.

Ebbene, tramite la Deliberazione della Giunta Regionale Lombarda XI/5139, approvata il 2 agosto scorso, è arrivata appunto, come richiesto dalla LEDHA, l’integrazione a quelle Linee Guida.

Come spiegano dalla Federazione lombarda, «tale Deliberazione prevede che, al fine di garantire un’inclusione scolastica “priva di ogni onere aggiuntivo per le famiglie”, la Regione Lombardia potrà riconoscere un rimborso straordinario della spesa di trasporto da casa a scuola e viceversa, nel caso in cui questa sia sostenuta dalla famiglia. Il Comune competente potrà richiedere questo contributo straordinario in fase di rendicontazione, motivando adeguatamente la richiesta».

«Oltre all’assenza di autonomia dello studente e al possesso di diagnosi funzionale – si legge ancora nella Delibera -, nella quale sia esplicitata la necessità di trasporto, occorre documentare: le ragioni per cui è la famiglia a sostenere la gestione e il costo del servizio; l’esito dell’espletamento di procedure concorsuali per l’aggiudicazione del servizio, nel rispetto dei princìpi di efficacia, efficienza ed economicità; l’impossibilità da parte del Comune di individuare soluzioni alternative per la gestione del servizio».

E infine, «il rimborso straordinario riconosciuto da Regione Lombardia al Comune “potrà equivalere a una quota supplementare del 50% rispetto a quanto spettante” e già previsto dalle precedenti linee guida con la DGR 3163/2020». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it (Ilaria Sesana).

«Bastoni intelligenti» e radiofari per non vedenti

Corriere della Sera del 13/09/2021

Letismart è un sistema innovativo che permette alle persone con disabilità visiva di orientarsi e interagire con l'ambiente urbano muovendosi in autonomia. A Mantova sono stati installati i primi 16 radiofari che «dialogano» con i bastoni bianchi utilizzati dalle persone non vedenti, dotati di dispositivi tecnologici (microchip di appena 8 grammi) che si attivano in corrispondenza delle antenne segnalando dove ci si trova e in quale direzione andare per raggiungere la destinazione desiderata. I radiofari sono stati posizionati vicino all'entrata dell'ospedale vecchio e lungo il tragitto che porta in centro storico, all'ingresso della sede dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (Uici), all'entrata dell'ufficio postale in piazza Martiri di Belfiore, del municipio in via Roma e dell'infopoint turistico in piazza Mantegna. Quando si arriva a una ventina di metri dall'antenna, il «bastone intelligente» vibra e, attraverso un altoparlante, emette un messaggio vocale per avvisare la persona non vedente che sta per arrivare in un determinato luogo. A questo punto è possibile prenotarsi premendo un pulsante sull'impugnatura del bastone per attivare il radiofaro e produrre impulsi sonori che consentono alla persona di arrivare a destinazione. Il progetto Letismart è nato da un'idea di Marino Attini, dirigente nazionale Uici. Il dispositivo, sperimentato per la prima volta a Trieste e in Friuli Venezia Giulia sui semafori e sui mezzi pubblici, a Mantova questo sistema è stato implementato dall'assessorato comunale ai Lavori pubblici. Ogni dispositivo costa circa 700 euro.

di Giovanni Vigna