lunedì 21 settembre 2020

Disabilità precoce, dopo il tirocinio l'impegno in uno studio europeo

Redattore Sociale del 21/09/2020

ROMA. Una laurea in lingue e letterature straniere, un master e già molti viaggi alle spalle: Damaso Di Emidio 31 anni, non vedente dalla nascita, è il protagonista di uno dei 10 tirocini formativi extra curriculari promossi dall'Unione ciechi e ipovedenti delle Marche per migliorare le opportunità di inserimento lavorativo di giovani con disabilità visiva. "Grazie a questo tirocinio formativo ho avuto la possibilità di mettere a frutto le mie conoscenze e i miei studi. - ha sottolineato - E' stata un'esperienza importante che mi ha riservato anche una bella sorpresa: la collaborazione con un progetto europeo che nel 2021 mi porterà in Francia e in Austria. Per me è una grande soddisfazione".

"Il progetto complessivo si chiama 'Vediamoci al lavoro! - spiega Alina Pulcini, presidente Uici Marche - e lo abbiamo lanciato per motivare i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro anche con professioni diverse da quelle tradizionali, per sensibilizzare le aziende e la comunità sulle capacità delle persone con disabilità visiva e per creare, attraverso un lavoro di rete, una sinergia tra la nostra associazione e i centri per l'impiego, favorendo l'incontro tra domanda e offerta".

Il tirocinio è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno secondo cui "l'inserimento lavorativo, in particolare per i giovani diversamente abili, rappresenta una priorità assoluta".

"Conosco l'unione ciechi da sempre ma non ero mai stato nella sede provinciale di Ascoli, dove ho svolto il tirocinio: il centro Officina dei Sensi. Nonostante questo, mi sono trovato subito a mio agio e sono riuscito a inserirmi senza grandi difficoltà. Il tirocinio è iniziato a febbraio e poi, durante il lockdown, è proseguito in smart working per poi riprendere in presenza in questi ultimi mesi - racconta Di Emidio - Principalmente ho svolto traduzioni da e per l'inglese per il sito dell'Uici provinciale e anche per quello dell'Officina dei Sensi. Poi ho lavorato in segreteria, a contatto con i soci dell'Unione, sulla gestione dei database e come pubbliche relazioni. Ma la cosa che mi ha entusiasmato di più è stato collaborare a un progetto internazionale a cui parteciperò, speriamo in presenza, nel 2021: a febbraio infatti dovrei essere ad Angers, in Francia, e a fine maggio a Vienna. Il progetto riguarda la disabilità precoce di bambini e ragazzi e vede l'Uici di Ascoli e Fermo tra i partner. Io sarò in trasferta come aiuto segretario e traduttore. Sono molto contento di aver avuto questa opportunità".

"E' stata un'ottima occasione per entrare nel mondo del lavoro, fare formazione e aprire la strada ad altre opportunità legate ai miei studi. - conclude - Sono una persona tenace e non mi abbatto facilmente ma non mi aspettavo di ottenere così tanti risultati. Per il futuro? Mi piacerebbe molto trovare un lavoro simile a questo". Un consiglio ai ragazzi non vedenti? "Non restare chiusi in casa e prendere al volo qualunque occasione".

Educare bambini con disabilità nella scuola, cercando di renderli adulti felici di Paola Di Michele


Superando del 21/09/2020

«Si dovrebbe introdurre nelle Università e nei corsi di formazione per docenti e assistenti – scrive Paola Di Michele – una nuova materia di studio: Psicologia dell’inclusione e della rappresentazione mentale della diversità. A monte delle leggi, infatti, credo che il punto sia quanto, nella scuola e nella società in genere, si lavori per una cultura di valorizzazione e accoglienza della diversità in senso universale. Quanto lo stigma sociale di una diagnosi e la paura della diversità incidano psicologicamente, sull'accoglienza».

La notizia del momento è la scuola. E, in particolare, l’inclusione scolastica dei bambini con disabilità e tutti quei casi in cui non è stato loro concesso di entrare a scuola o dove, semplicemente, è stata ridotta la loro frequenza scolastica per mancanza di insegnanti di sostegno o di assistenti all'autonomia e alla comunicazione.

Sulle testate giornalistiche è stata nei giorni scorsi la “notizia” del momento, come se si trattasse di uno scoop giornalistico riguardante qualcosa mai successo prima.

Personalmente ci ho ragionato a lungo, beninteso, per quel che può valere l’opinione di un’assistente all'autonomia e alla comunicazione.

È evidente che il piano del ragionamento non può essere quello legale. Nessun Dirigente Scolastico, infatti, metterebbe mai per iscritto una richiesta del genere, perché è più che evidente che, rifiutando la possibilità di frequenza scolastica a un bambino/bambina con disabilità certificata, si incorre in una violazione gravissima del suo diritto costituzionale all'istruzione, senza se e senza ma.

Quanto poi sia difficoltoso reperire insegnanti di sostegno, specie se formati per esserlo, non è questione che possa riguardare i genitori dei bambini, né tanto meno l’assegnazione dell’assistente all'autonomia e alla comunicazione, dal momento che non è una scusante la difficoltà di bilancio dell’Ente Locale preposto a provvedere al servizio, stante anche la Sentenza della Corte Costituzionale 275/16 secondo la quale «non è legittimo lasciare alla discrezionalità politica dei bilanci l’esigibilità del diritto allo studio dei bambini con disabilità», e, più oltre, «ridurre i finanziamenti di anno in anno rende del tutto variabile e inattendibile la continuità e la pianificazione necessari all'attuazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato)». Ciononostante, il taglio progressivo e orizzontale delle ore di assistenza rimane pratica comune da parte degli Enti Locali, cui, per un motivo che davvero non comprendo, il servizio è ancora assegnato.

Se dunque su un piano legale non ci sono dubbi che si tratta di pratiche del tutto illegittime e mortificanti in un Paese civile e che pure ha la legislazione fra le più avanzate del mondo in materia di inclusione scolastica, allora il ragionamento deve necessariamente spostarsi su un altro piano. Per deformazione professionale, quello psicologico.

Credo che bisognerebbe introdurre, nelle Università e nei corsi di formazione per docenti e assistenti, una nuova materia di studio: Psicologia dell’inclusione e della rappresentazione mentale della diversità.

Per me, a monte delle leggi, il punto è quanto, nella scuola e nella società in genere, si lavori per una cultura di valorizzazione e accoglienza della diversità in senso universale. Quanto lo stigma sociale di una diagnosi e la paura della diversità incidano psicologicamente, sull'accoglienza.

Proverò a fare qualche esempio.

«Ma quanto è bello, questo bambino, però…». Che se fosse pure brutto sarebbe un disastro… Oppure, «che lavoro meraviglioso che, fai, quanto sei brava…”, come se tutti gli educatori fossero appena discesi dalla “montagna della Santità”. E giù discorrendo.

O ancora il terrore panico che prende certi docenti appena scoprono che il bambino in questione è “scoperto” per qualche ora. Semiologicamente, bisognerebbe chiedersi il reale significato di questa parola. Forse che i bambini con disabilità hanno più freddo degli altri?

Oppure, semplicemente, il bambino con disabilità è un “problema” esclusivo dell’insegnante di sostegno o dell’assistente. Come se non si potesse prevedere che, in assenza dei delegati dell’inclusione scolastica, l’insegnante curricolare non potesse essere anche l’insegnante di quel dato bambino, magari predisponendo del materiale ad hoc, magari avendo a scuola predisposto una classe con tutti gli strumenti per essere inclusiva (Universal Design for Learning…). Magari smettendo di porre il bambino con disabilità in un angolo remoto dell’aula a navigare nella sua solitudine (e in questo, a dire il vero, le normative anti-Covid proprio non aiutano tutto il nostro lavoro sulla socializzazione).

Altra discussione “calda” di questi giorni riguarda la pubblicazione del modello unificato di PEI (Piano Educativo Individualizzato). Un conto sono le disposizioni date dall'alto, un conto è la realtà operativa.

Nella mia esperienza come formatrice, racconto ai miei alunni e futuri colleghi la leggenda del “Giacomo” (nome del tutto di fantasia, da me convenzionalmente scelto a caso).

Il “Giacomo” è il “PEI Primigenio”, scritto ere geologiche fa dalla “Prima Insegnante di sostegno”, una specie di essere mitologico che per prima ha redatto tale scocciatura burocratica. Da cui sono discesi tanti altri PEI, modificati (e non sempre) solo nel nome e nei codici indicanti la disabilità del bambino specifico.

Ora questa pratica si sta lentamente abbandonando e ci si sta convincendo che il PEI – sempre e solo scritto dall'insegnante di sostegno e, se si è fortunati, anche da noi assistenti, quindi non dall'intero Collegio Docenti – è utile e il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo sull'Inclusione) ha un senso operativo e valutativo. Ciononostante, nella discussione sul potere di “voto” all'interno del GLO mi viene da chiedermi: si tratta dello stesso GLO che ci vogliono mesi per organizzare, a cui con difficoltà partecipano solo alcuni degli attori coinvolti, con estrema difficoltà o quasi mai anche il neuropsichiatra infantile dell’ASL di competenza? Si tratta dello stesso GLO in cui noi assistenti, che pure qualcosina del bambino sappiamo, non veniamo mai nominati come membri dalla legislazione vigente, se non (per pura e semplice interpretazione) come personale esterno alla scuola?

Ecco, credo che bisognerebbe davvero lavorare sulla psicologia dell’inclusione e smettere di appiccicare etichette e di pensare che tutto debba essere “speciale” o “normale”. Perché è un attimo ad essere “anormali”. Chiedere per conferma alla mia maestra di prima elementare, che mi legava la mano sinistra dietro la schiena per correggermi. E io, alla faccia sua, sono ancora, felicemente, disgrafica. Tradotto: ho una scrittura illeggibile. Ma tant'è, esistono i computer.

* Paola Di Michele,

Psicologa clinica, formatrice, assistente all'autonomia e alla comunicazione.

domenica 20 settembre 2020

Oltre 4.000 studenti disabili Mancano ancora 800 insegnanti

Corriere della Sera del 20/09/2020

BRESCIA. Lo scorso anno i docenti di sostegno in dotazione organica in provincia di Brescia erano 1.459, quest'anno sono 2.366. Di questi oltre 800 sono ancora da nominare. Sono alcuni dei numeri che emergono dal dossier sulla scuola lombarda diffuso dall'ufficio scolastico regionale. Il rafforzamento degli organici sul sostegno si accompagna alla crescita del numero di disabili nella scuola bresciana, quest'anno saliti a 4.590 rispetto a una popolazione scolastica che invece risulta in calo da oramai diversi anni. Cinque anni fa, per dare l'idea, gli studenti disabili a Brescia erano quasi un migliaio in meno. Al contrario, la popolazione scolastica delle scuole statali era di oltre 158 mila studenti mentre quest'anno, causa calo demografico, è di poco più di 154 mila studenti.

Guardiamo alle scuole paritarie e vediamo che la crescita dei disabili, in cinque anni, è passata da 440 a 600 studenti. A proposito di paritarie, abbiamo segnalato la controtendenza delle iscrizioni registrata negli ultimi mesi, ben lontana però dal frenare la tendenza di medio periodo che invece conferma l'emorragia. Cinque anni fa gli studenti bresciani iscritti alle paritarie erano 31.189, quest'anno sono meno di 29 mila, oltre 2 mila in meno, un calo superiore al 7 percento. Stabile ma comunque in lieve crescita la percentuale di studenti di cittadinanza non italiana. Quest'anno gli alunni stranieri che frequentano la scuola in provincia di Brescia sono 30,676, di cui 599 nuovi ingressi. Cinque anni fa erano 29.619, di cui però i nuovi ingressi erano stati oltre 1.100. Brescia, alle superiori, conferma l'anomalia: gli iscritti ai licei sono il 38% (cinque anni fa erano il 35%!), quando la media regionale è del 49% (cinque anni fa era il 45%). Quest'anno il Covid, con le relative misure di sicurezza da adottare, ci ha messo del suo a complicare l'avvio dell'anno scolastico ma i problemi che si trascina il sistema scolastico sono cronici da tempo, tra governi di ogni colore che negli anni hanno prevalentemente tagliato e complessità delle domande a cui dare risposte. Questa settimana dovrebbe essere completato il quadro delle nomine per la scuola secondaria di primo e secondo grado (avverrà il 23 e il 24, da calendario dell'ufficio territoriale) ma è facile immaginare che più di un buco rimarrà, dal momento che le graduatorie degli insegnanti di sostegno o di diverse discipline scientifiche sono vuote da tempo.

di Thomas Bendinelli

sabato 19 settembre 2020

'Teatro on air', a Follonica la seconda stagione teatrale totalmente accessibile anche alle persone con disabilità

Maremma news del 19/09/2020

FOLLONICA. “Teatro on air – per un teatro accessibile” è una rassegna che prenderà il via il 26 settembre a nella Sala Leopoldina del Teatro Fonderia Leopolda e la sua unicità è quella di essere una stagione teatrale pensata per essere condivisa con le persone che non possono andare a teatro: non vedenti, disabili, malati e anziani.

Il cartellone della seconda edizione è stato presentato oggi a Grosseto da parte di Massimiliano Gracili, ideatore della rassegna, Sioli Sereni e Luciana Pericci rispettivamente presidente e vice presidente dell’Unione Nazionale dei ciechi e ipovedenti di Grosseto, Sonia Lenzi e Sandro Petri dell’Associazione Liber Pater che ha organizzato la manifestazione in collaborazione con il Comune di Follonica, l’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti (UICI) e la Cooperativa sociale Arcobaleno.

Il programma prevede la partecipazione e il coinvolgimento di grandi nomi del panorama teatrale nazionale con quattro spettacoli che rinunciano alla scenografia, ai costumi, e alle azioni e si affidano solo a letture con la voce come unica e grande protagonista. Si inizia sabato 26 settembre con Ninni Bruschetta (attore di teatro, cinema e tv), che leggerà “Il mio nome è Caino” del giornalista e scrittore Claudio Fava; sabato 3 ottobre Ascanio Celestini, una delle voci più note del teatro di narrazione in Italia, sarà protagonista in “La freccia azzurra” di Gianni Rodari; venerdì 23 ottobre Paolo Briguglia, attore divenuto celebre con la sua partecipazione al film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, con “Nel mare ci sono i coccodrilli” di Fabio Geda.

Infine la rassegna si chiude sabato 14 novembre con l’attrice Donatella Finocchiaro che leggerà “Cecità”di Jorge Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998. Tutti gli spettacoli iniziano alle 21.15. Gli spettatori potranno essere presenti in sala ma gli spettacoli si potranno seguire in tutta Italia online gratuitamente grazie alla diretta streaming dalla web radio della Cooperativa Arcobaleno accessibile dal sito www.teatro-on-air.it. In questo modo si può raggiungere un pubblico impossibilitato a causa della propria disabilità ad essere presente ?sicuramente nel teatro, ma che grazie alla rete potrà condividere nello stesso istante le suggestioni delle parole lette durante gli spettacoli. Un progetto che nasce dall’esperienza maturata negli anni dall’associazione Liber Pater attraverso la realizzazione di numerosi laboratori ed eventi con la lettura ad alta voce per abbattere ogni barriera.

“La caratteristica principale della rassegna è proprio questa - ha spiegato Massimiliano Gracili - quella di provare ad abbattere le distanze, di rendere fruibile grazie al web il teatro anche per tutti coloro che normalmente al teatro non ci possono andare. Per questo abbiamo chiesto agli artisti di non animare il loro racconto ma di puntare tutto sulla suggestione vocale, alla voce. Voglio poi ringraziare il Comune di Follonica per aver sposato il nostro progetto e in particolare il direttore artistico del teatro Eugenio Allegri”. “La cultura dovrebbe essere un bene di tutti - hanno aggiunto Sioli Sereni e Luciana Pericci della UICI - ma spesso non è così. E questo riguarda le strutture ma anche i contenuti che troppe volte non usano i linguaggi adatti a chi è portatore di una disabilità. Per questo motivo siamo orgogliose di sostenere questa rassegna che punta ad essere inclusiva per tutti”. “Per chi vuole essere presente fisicamente agli spettacoli - ha ricordato Sandro Petri di LIber Pater - la sala Leopoldina ha le carte in regola con una platea senza barriere architettoniche e spazi dove si possono rispettare tutte le norme sanitarie anti covid”.

“Teatro on air, teatro accessibile” , realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze per il progetto Nuovi Pubblici e della Regione Toscana, è una rassegna che fa parte del progetto del Comune di Follonica "Il Teatro Fuori dal Teatro” con la direzione artistica di Eugenio Allegri. Ingresso 10 euro (abbonamento a 4 spettacoli 35 euro), biglietteria e prenotazioni: Museo Magma interno ex ilva, tel. 056659027 - da martedì a domenica ore 15.30 - 19.00, oppure alla biglietteria del Teatro Il giorno dello spettacolo, dalle ore 20:00 fino a esaurimento dei posti disponibili.

Info: www.teatro-on-air.it Facebook: teatro accessibile

Più alunni con disabilità e meno prof di sostegno. Maturità, effetto Covid: raddoppiano i voti alti

Corriere della Sera del 19/09/2020

La fotografia della scuola. Pubblicato il dossier della scuola in Lombardia. Perse 10 mila iscrizioni in un anno, 2 mila solo a Milano: scende ancora nelle classi delle elementari e cala anche il numero degli studenti con cittadinanza non italiana.

MILANO. L’effetto Covid sull’esame di maturità è nero su bianco nel dossier della scuola in Lombardia pubblicato ieri: più che raddoppiate le lodi, i 100 e i voti sopra il 90. Dopo il lockdown per la pandemia e mesi di scuola a distanza l’indicazione del ministero era l’ammissione per tutti, e la linea condivisa è stata evitare stangate e premiare il merito. Ed ecco come è andata: nelle scuole della provincia di Milano sono stati quasi trecento gli studenti diplomati con lode e più di 1.500 con il Cento. Nel documento che viene pubblicato all’inizio di ogni anno scolastico i dati sull’esame di Stato sono nell’ultimo capitolo. Il dossier che fotografa il pianeta scuola in Lombardia si apre con il numero degli alunni. In calo. Scende ancora nelle classi delle elementari, e cala anche quello degli studenti con cittadinanza non italiana. Mentre è sempre più alta la percentuale di studenti con disabilità. In primo piano il bilancio sugli organici, che arriva mentre a Milano devono ancora partire le nomine dei supplenti perché la nuova graduatoria provinciale è in fase di revisione e i presidi intanto stanno chiamando dalle liste d’istituto «supplenti a tempo» che potrebbero essere sostituiti da chi ha un punteggio migliore.

Nel dossier del provveditorato i numeri dei posti previsti e delle assunzioni. «Il ministero ne ha autorizzate molte di più ma non abbiamo trovato candidati. I posti che saranno assegnati a supplenti quest’anno arrivano a 25 mila, contando anche i 10 mila chiesti in Lombardia per l’emergenza Covid», ricorda la direttrice dell’Ufficio Scolastico Augusta Celada. E sottolinea che resta l’emergenza degli insegnanti di sostegno: «Sale il numero degli studenti disabili e servono docenti specializzati. Si è arrivati a 25 mila posti, considerate anche le deroghe. Lo scorso anno erano meno di ventimila. E ad oggi ne mancano seimila». Ecco i dati sulle assunzioni a tempo indeterminato dai concorsi: a Milano nelle scuole dell’infanzia sono 234 ( 109 l’anno precedente) e alla primaria 935 (erano 619). Alle medie e alle superiori però lo scenario cambia: le assunzioni per le medie sono appena 31 ( erano 871), per le superiori 91 (582). «Per le scuole del secondo ciclo i concorsi sono stati banditi soltanto adesso e le graduatorie sono vuote», dice la direttrice dell Usr.

Così parte il nuovo anno nelle scuole della regione. In classe più di un milione di studenti. Diecimila in meno rispetto a un anno fa ( duemila in meno a Milano). «Il calo riguarda la scuola dell’infanzia e la primaria. È iniziato nel 2015 e non si ferma. Rispecchia l’andamento demografico e sono meno numerosi anche gli studenti stranieri», è la spiegazione di Celada. Nel dossier i numeri dei presidi, un migliaio in Lombardia. A ottantadue dirigenti è stato assegnato anche l’incarico di reggente in un secondo istituto. I presidi part time sono il doppio dello scorso anno. «Ci sono stati tanti pensionamenti, ma non soltanto: — dice Celada —. Dei 360 dirigenti nominati un anno fa 50, con la legge 104, hanno chiesto di tornare nella regione di provenienza e sono andati via». Infine i dati sulle scelte degli studenti. Aumentano i liceali (48%) in tutta la regione e a Milano sfiorano il 56%, un terzo sceglie l’istituto tecnico e il 13% si iscrive al professionale.

di Federica Cavadini

venerdì 18 settembre 2020

Museo Omero – Uno zoom sull’arte

Giornale UICI del 15/09/2020

Incontri online con:

Cyrille Gouyette (Musée du Louvre)

Giuseppina Capriotti (Centro Archeologico Italiano al Cairo)

James Bradburne (Pinacoteca di Brera)

Christian Greco (Museo Egizio)

Tiziana Maffei (Reggia di Caserta)

Cinque istituzioni di rilievo internazionale, invitate dal Museo Omero, raccontano l’arte dall’antichità ad oggi.

Dal 23 settembre al 18 novembre 2020.

Incontri online sulla piattaforma web Zoom e sulla pagina Facebook del Museo Omero.

Il Museo Tattile Statale Omero organizza un calendario di cinque incontri online dal titolo “Uno zoom sull’arte” proponendo un ventaglio di grandi istituzioni culturali e di illustri personaggi. L’invito a partecipare è rivolto agli operatori, agli studiosi e a tutti coloro che amano l’arte e i luoghi della cultura, per mettere a fuoco alcuni temi che appassionano chi è spinto dall’interesse e dalla curiosità intellettuale a riempire il proprio tempo libero con il piacere di far funzionare il cervello.

Calendatio incontri – i mercoledì dalle 18 alle 19.30

23 settembre – L’eredità classica nella street art. Parodia e deviazioni

a cura di Cyrille Gouyette, Storico dell’arte e Incaricato per il Dipartimento Educazione del Musée du Louvre.

Intervistato da Loretta Secchi, Università di Bologna.

7 ottobre – Alla ricerca di Seti I: un giallo archeologico tra Egitto e Roma Capitale

a cura di Giuseppina Capriotti, Responsabile del Centro Archeologico Italiano al Cairo

21 ottobre – Brera: ripensare un museo

a cura di James Bradburne, Direttore generale della Pinacoteca di Brera

Intervistato da Nunzio Giustozzi, storico dell’arte, editor Electa

4 novembre – Rivoluzione digitale e Umanesimo

a cura di Christian Greco, Direttore Museo Egizio di Torino

18 novembre – Reggia di Caserta museo verde: il patrimonio storico artistico e paesaggistico per lo sviluppo sostenibile della società

a cura di Tiziana Maffei, Direttrice della Reggia di Caserta

Gli incontri si svolgono su piattaforma Zoom: la partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati. Occorre prenotarsi via mail all’indirizzo conferenze@museoomero.it, altrimenti sarà possibile seguire la diretta via streaming sulla pagina Facebook del Museo Omero @museoomero. Il Museo Omero in un periodo critico per la fruizione dei beni culturali a causa delle gravissime limitazioni imposte dalla pandemia – tanto più nel caso di un museo tattile – reagisce con un’iniziativa di grande spessore, si serve dell’ausilio della tecnologia e rifiuta di adagiarsi sul piccolo cabotaggio in attesa di tempi migliori. Con “Uno zoom sull’arte” vuol dimostrare che qualsiasi tempo può diventare “il migliore”.

giovedì 17 settembre 2020

Bambini disabili, l'Italia non garantisce il supporto

Il Sole 24 Ore del 17/09/2020

La legge per garantire nelle scuole un supporto adeguato ai bambini disabili c'è, ma l'Italia non la applica. E così la mancanza di un insegnante di sostegno per una bambina autistica che non ha ricevuto il supporto dovuto durante la scuola primaria è costata all'Italia una condanna per violazione dell'articolo 2 del Protocollo n. 1 alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo che assicura il diritto all'istruzione e dell'articolo 14 della Convenzione che vieta ogni forma di discriminazione. Lo ha accertato la Corte europea con la sentenza del 10 settembre (G.L. contro Italia, ricorso n. 59751/15), con la quale Strasburgo ha dato ragione ai genitori di una bambina che, malgrado l'articolo 13 della legge n. 104/1992 prevedesse un'assistenza specifica, si erano visti privare del supporto alla bimba per due anni scolastici. Le istanze di ripristino del servizio erano finite nel nulla. Il Tribunale amministrativo regionale della Campania e poi il Consiglio di Stato avevano dato torto ai genitori sostenendo, tra l'altro, che l'amministrazione aveva dovuto fronteggiare una riduzione di risorse arrivate dallo Stato.

Prima di tutto, la Corte europea ha chiarito che il diritto all'istruzione è indispensabile e deve essere garantito a ogni bambino con situazioni di disabilità. Non basta adottare leggi volte a sostenere i bambini che hanno alcune difficoltà, ma è necessario assicurare un sostegno adeguato a favorire autonomia e socializzazione. Sostegno che deve essere concreto ed effettivo per assicurare il pieno rispetto dei diritti convenzionali. Tra questi il divieto di discriminazione che impone agli Stati di scegliere con attenzione gli interventi necessari per evitare impatti negativi sulle persone che hanno una particolare vulnerabilità. Le autorità nazionali hanno previsto un'educazione inclusiva nei confronti dei bambini disabili ma, nel caso in esame, la bambina non aveva potuto continuare a frequentare la scuola primaria in modo simile agli alunni privi di disabilità e questo proprio a causa del mancato supporto. La Corte europea, inoltre, ha bocciato la difesa italiana incentrata sui tagli di bilancio così come ha criticato le pronunce del Tar e del Consiglio di Stato perché le eventuali restrizioni al budget avrebbero dovuto avere un impatto non solo sugli scolari con disabilità ma anche sugli altri, con una ripartizione del sacrificio che, invece, non era stato preso in considerazione. La decisione di procedere al taglio delle spese per il sostegno era ricaduta unicamente sulla bambina disabile e le aveva impedito la frequenza della scuola primaria in modo analogo agli altri bambini, con un'evidente discriminazione nei suoi confronti.

Strasburgo, poi, sottolinea la gravità della situazione perché la discriminazione subita dalla ricorrente era stata particolarmente grave in quanto avvenuta durante la scuola primaria, fondamentale sia per le basi dell'istruzione sia per l'integrazione sociale. Così, le autorità nazionali non hanno agito con diligenza e hanno impedito il diritto all'istruzione della bambina privata della sua prima esperienza di vita all'interno di una comunità di coetanei.

La Corte di Strasburgo ha condannato l'Italia a versare 2.520 euro per i danni materiali e 10mila euro per i danni non patrimoniali, nonché 4mila euro per le spese sostenute.

di Marina Castellaneta