lunedì 18 marzo 2019

Dalla Società Velica Caorle ASD: Corso di vela per ipo e non vedenti, 3/7 giugno

Con il comunicato n. 41/2017, la Sede Centrale UICI informa che la Società Velica Caorle ASD propone, dal 3 al 7 giugno, un corso scuola vela rivolto a persone non vedenti e ipovedenti.

Il corso si terrà a Caorle, presso la base a mare della S.V.C. sulla spiaggia di Levante, accanto alla chiesa della Madonnina adiacente al centro storico.

L'orario del corso è indicativamente dalle 9 alle 13, ma potrebbe variare in funzione delle condizioni meteo o da accordi presi con gli istruttori. Tuttavia, se l'orario venisse posticipato, l'albergo fornirà il cestino pranzo.

Il corso in mare si svolgerà a bordo di un natante a deriva mobile, il Tridente 16, con supporto di un gommone per la sicurezza.

Il numero dei partecipanti sarà da quattro a otto e saranno supportati da istruttori ed aiuto istruttori della Federazione Italiana Vela (F.I.V.).

Per ulteriori informazioni, consultare il comunicato in oggetto, raggiungibile al seguente url:

Scuola. Esame di stato nel II ciclo: indicazioni per alunni con disabilità, DSA e altri BES

Disabili.com del 14-03-2019

Pubblicata l’ordinanza sugli esami conclusivi del II ciclo di istruzione: date, modalità ed indicazioni operative, anche per alunni con BES.

ROMA. Sul sito del MIUR è disponibile l’OM n. 205 relativa all’Esame di Stato conclusivo del II ciclo di Istruzione e contenente alcune novità che entrano in vigore per effetto del D. Lgs n. 62/ 17. Nelle prossime settimane proseguiranno le simulazioni delle prove per consentire a insegnanti e studenti di testare i nuovi scritti previsti da tale decreto.

Le date.

La prima prova, di italiano, è calendarizzata per il 19 giugno. Il giorno dopo si terrà la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi. Vengono individuate anche le date per le eventuali prove suppletive. Per quanto riguarda la prova orale, l’ordinanza esplicita i vari passaggi e le modalità del colloquio. Nelle prossime settimane proseguiranno le simulazioni delle prove scritte. Il 26 marzo il MIUR pubblicherà una nuova simulazione della prova di italiano, il 2 aprile è in calendario la pubblicazione di ulteriori esempi della seconda prova.

L’ordinanza fornisce anche alcune indicazioni importanti in merito agli alunni con disabilità, con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o con altri Bisogni Educativi Speciali (BES).

Esame dei candidati con disabilità.

Il consiglio di classe stabilisce la tipologia delle prove d'esame e se esse hanno valore equipollente all'interno del piano educativo individualizzato (PEI). La commissione d'esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all'assistenza prevista per l'autonomia e la comunicazione, predispone una o più prove differenziate, in linea con gli interventi educativo-didattici attuati sulla base del PEI e con le modalità di valutazione in esso previste. Tali prove, ove di valore equipollente, determinano il rilascio del titolo di studio conclusivo del secondo ciclo di istruzione. Per la predisposizione, lo svolgimento e la correzione delle prove d'esame, la commissione può avvalersi del supporto dei docenti e degli esperti che hanno seguito lo studente durante l'anno scolastico.

Per la correzione sono predisposte griglie di valutazione specifiche, in relazione alle prove differenziate. I testi delle prove scritte sono trasmessi dal Ministero anche in codice Braille, per candidati non vedenti. Per i candidati che non conoscono il codice Braille si possono richiedere ulteriori formati (audio e/o testo), oppure la Commissione può provvedere alla trascrizione su supporto informatico, autorizzando in ogni caso anche l’utilizzazione di altri ausili idonei, abitualmente in uso nel corso dell'attività scolastica ordinaria. Per i candidati ipovedenti, i testi delle prove scritte sono trasmessi in conformità alle richieste delle singole scuole in merito a tipologia, dimensione del carattere e impostazione interlinea.

La commissione può assegnare un tempo differenziato per l'effettuazione delle prove. In casi eccezionali, la commissione, tenuto conto della gravità della disabilità, della relazione del consiglio di classe e delle modalità di svolgimento delle prove durante l'anno scolastico, può deliberare lo svolgimento di prove equipollenti in un numero maggiore di giorni. Il colloquio si svolge con materiali predisposti in coerenza con il PEI. Agli studenti con disabilità, per i quali siano state predisposte prove non equipollenti, che non partecipano agli esami o che non sostengono una o più prove, viene rilasciato un attestato di credito formativo. Il riferimento all'effettuazione delle prove differenziate è indicato solo nell'attestazione e non nelle tabelle affisse all'albo dell'istituto.

Esame dei candidati con DSA.

Gli studenti con disturbo specifico di apprendimento (DSA) sono ammessi a sostenere l'esame secondo quanto previsto dal piano didattico personalizzato (PDP). La commissione d'esame, considerati gli elementi fomiti dal consiglio di classe, tiene in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive e, in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate. Sulla base della documentazione, la commissione predispone le modalità di svolgimento delle prove. Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati con DSA possono utilizzare tempi più lunghi di quelli ordinari e utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal PDP e che siano già stati impiegati per le verifiche in corso d'anno o che comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell'esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove. I candidati possono usufruire di dispositivi per l'ascolto dei testi della prova registrati in formati "mp3".

Per la piena comprensione, la commissione può individuare un proprio componente che legga i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. Nel diploma non viene fatta menzione dell'impiego degli strumenti compensativi. I candidati che hanno seguito un percorso con esonero dall'insegnamento delle lingue straniere e che sono stati valutati dal consiglio di classe con l'attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale percorso, sostengono prove differenziate, non equipollenti a quelle ordinarie, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell'attestato di credito formativo.

Il riferimento all'effettuazione delle prove differenziate è indicato solo nell'attestazione e non nelle tabelle affisse all'albo dell'istituto. Per i candidati che hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte di lingua straniera, la commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, predispone una prova orale sostitutiva e coerente con quanto previsto dal PDP. In tal caso, gli studenti che sostengono l’esame con esito positivo conseguono il diploma, su cui non viene fatta menzione della dispensa dalla prova scritta di lingua straniera.

Esame dei candidati con altri BES.

Per gli studenti con altri bisogni educativi speciali (BES), individuati dal consiglio di classe, devono essere fomite indicazioni per consentire di sostenere adeguatamente l'esame. La commissione, esaminate tali indicazioni e l’eventuale Piano Didattico Personalizzato, tiene in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive. In ogni caso, per tali studenti non è prevista alcuna misura dispensativa, mentre è possibile concedere strumenti compensativi, in analogia a quanto previsto per studenti con DSA, se sono già stati impiegati per le verifiche in corso d'anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell'esame. Gli studenti che sostengono con esito positivo l'esame di Stato a tali condizioni conseguono il diploma conclusivo.

giovedì 14 marzo 2019

Campus Internazionale sulla Comunicazione e l’Informatica per giovani ciechi e ipovedenti - ICC 2019 in Regno Unito

Con il comunicato n. 40/2019, la Sede Centrale informa che  anche quest’anno l’Unione desidera partecipare al Campus Internazionale sulla Comunicazione e l’Informatica per giovani ciechi e ipovedenti – ICC (http://www.icc-camp.info/).

L’edizione 2019 si terrà a Hereford (Regno Unito) dal 22 al 31 luglio 2019, e accoglierà numerose delegazioni provenienti da tanti Paesi europei ed extraeuropei, tra le quali il nostro gruppo di giovani italiani con disabilità visiva tra i 16 e i 20 anni con il loro coordinatore e un assistente vedente. Possibili eccezioni ai limiti di età saranno valutate caso per caso.

Per proporre la propria candidatura a partecipare al campus occorrerà inviare:

- i propri dati personali (nome e cognome, data di nascita, visus, recapito email e telefonico, indirizzo di residenza);

- un testo in lingua inglese di almeno 200 parole con una propria presentazione, hobbies, preferenze, motivazioni, ecc.

Scrivere al Coordinatore Nazionale per ICC 2019 Alessandro Bordini a info@alessandrobordini.com e in copia a Francesca Sbianchi, Coordinatrice dell’Ufficio Relazioni Internazionali a inter@uiciechi.it al più presto e comunque preferibilmente entro il 10 aprile 2019.

Il file .zip contenente il comunicato in oggetto e la scheda di presentazione del progetto è scaricabile al seguente url:

Il progetto pilota per formare sommelier non vedenti

Il Sole 24 Ore del 14-03-2019

C’è un’attenzione crescente che il mondo del food indirizza ai diversamente abili. Ora anche quello della sommellerie ha intrapreso un’iniziativa per chi è colpito da handicap visivo. È di pochi giorni fa la firma del primo protocollo d'intesa nazionale tra l'ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) e l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Il primo corso omologato.

Dopo il successo dei corsi sperimentali attivati a Verona e Brescia nel 2018, con una proposta curricolare speciale riservata a non vedenti e ipovedenti, le due associazioni hanno infatti deciso di confermare la collaborazione.

I responsabili del progetto hanno studiato dunque il primo corso per assaggiatori di vino omologato in tutta Italia dedicato ai soci UICI. Si tratta di moduli composti da 9 lezioni di 3 ore, dove docenti qualificati guideranno gli aspiranti sommelier alla scoperta del mondo del vino, supportati dal testo di studio tradizionale tradotto in braille o in formato audio. Il tutto a un costo ridotto.

“La scelta di avviare una collaborazione – dichiara il presidente UICI Mario Barbuto – nasce dal desiderio di offrire a tutti i nostri associati la possibilità di accedere a un percorso formativo degustativo su una delle eccellenze del nostro Paese, il vino. La disponibilità e la sensibilità con cui i dirigenti dell'ONAV si sono avvicinati al nostro mondo porterà alla nascita di un nuovo sbocco occupazionale con percorsi aggiuntivi specializzanti”. La collaborazione Onav-Uici prevede al momento l'attivazione di corsi speciali di avvicinamento al vino dedicati a ciechi e ipovedenti.

“Tutto è nato da un evento organizzato da ONAV in occasione di Vinitaly 2016 – ricorda la vicepresidente Pia Donata Berlucchi, che si dedica con passione al coordinamento dei progetti sociali – L'esperienza di degustazione guidata per alcuni gruppi di non vedenti arrivati da Brescia e da Verona è stata entusiasmante e da quel momento abbiamo iniziato a lavorare su un progetto comune”. Al momento è stato adeguato solo il primo livello, ma non si esclude di evolvere (con manuali in braille e docenti specializzati) anche i livelli successivi.

“Per il momento accontentiamoci di apprendere i primi rudimenti per riconoscere gli aromi e il gusto di quello che molto spesso ci servono a tavola”, dichiara Barbuto, “ma il sogno di evolvere le competenze per chi ha spesso una sensibilità più acuta dei normo-vedenti potrebbe essere a portata di mano”.

I corsi saranno attivati, sulla base del protocollo, dalle delegazioni territoriali ONAV nelle rispettive aree di riferimento, in collaborazione con l'Uici (il calendario verrà comunicato attraverso il sito ONAV).

di Giambattista Marchetto

mercoledì 13 marzo 2019

Il turismo oggi è davvero accessibile a tutti?

Solo Ecologia del 13-03-2019

I numeri del turismo accessibile al giorno d’oggi non devono tenere conto unicamente dei soggetti che soffrono di una disabilità fisica. Tale mercato, infatti, include un mondo più ampio e per certi versi più generico, quale quello dei bisogni: non tutte le persone, infatti, hanno disabilità riscontrabili ed evidenti. Si pensi, per esempio, alle donne in gravidanza, ai bambini o ai genitori con passeggini, così come agli anziani: essi ovviamente non sono disabili, eppure hanno caratteristiche o esigenze speciali che richiedono delle accortezze particolari.

Un vero turismo per tutti, poi, deve considerare anche le persone che hanno una disabilità sensoriale, come quelle non vedenti e quelle non udenti, senza dimenticare i disagi degli ipovedenti e degli ipoudenti.

Molti sono gli individui che hanno specifiche necessità alimentari, non solo dovute a problemi fisici – la celiachia è il più classico degli esempi, ma la casistica delle intolleranze e delle allergie è molto più ampia – ma anche basate su ragioni culturali e religiose

La domanda di turismo accessibile.

E, ancora, ci sono gli obesi, le persone che soffrono di autismo, i disabili cognitivi e i disabili motori: tra questi ci sono coloro che hanno difficoltà di deambulazione e i soggetti che per muoversi hanno bisogno di una sedia a motore, di una sedia a rotelle o di un girello.

La domanda potenziale di turismo accessibile in Europa, secondo i dati che vengono forniti da Eurostat, parla di più di 127 milioni di persone: di queste, circa 46 milioni soffrono di una o più forme di disabilità, mentre gli altri 81 milioni di persone sono semplicemente anziani che hanno superato i 65 anni di età.

Non è una nicchia.

Come è facile intuire da questi dati, di conseguenza, quello del turismo accessibile non può certo essere considerato un settore di nicchia, in quanto solo nel Vecchio Continente coinvolge il 17% della popolazione.

Il continuo invecchiamento della popolazione stessa, peraltro, è un fattore che non può essere trascurato, ed è anche per questo motivo che le destinazioni turistiche si dovrebbero impegnare per promuovere, implementare e migliorare il proprio livello di accessibilità.

Un invecchiamento costante che non è correlato solo all’incremento dell’aspettativa di vita, ma anche alla riduzione delle nascite. Si calcola, sulla base delle stime che sono state messe a disposizione dall’Oms, che entro il 2040 oltre il 28% della popolazione in Europa Occidentale avrà più di 65 anni, mentre nel nostro Paese questa percentuale sarà ancora più elevata, arrivando a sfiorare il 33%, per un’età media di ben 52 anni.

Le persone coinvolte.

Quando si parla di turismo accessibile, d’altro canto, è bene tenere in considerazione che quasi sempre gli individui che hanno una o più disabilità necessitano di un accompagnatore che consenta loro di muoversi. La quantità di persone coinvolte, dunque, aumenta in misura radicale.

Per ogni disabile che disponga delle possibilità fisiche ed economiche per viaggiare devono essere calcolati due accompagnatori, che in molti casi sono parenti e amici.

Se la spesa media per vacanza di una persona è pari a 620 euro, un rapido calcolo permette di intuire come il turismo accessibile sia in grado di generare un reddito potenziale pari a 166 miliardi di euro, frutto del coinvolgimento di 268 milioni di persone fruitrici di servizi di questo settore.

Cosa rende accessibile il turismo.

Non rimane, a questo punto, che identificare con precisione il turismo accessibile, definito come l’insieme di strutture e servizi che consentono la fruizione del tempo libero e delle vacanze a chi ha bisogni speciali, nelle migliori condizioni di comfort, di sicurezza e di autonomia, sulla base del principio di uguaglianza e – soprattutto – con dignità.

di Daniele Grattieri

martedì 12 marzo 2019

Iniziativa di cooperazione internazionale – raccolta materiali tiflodidattici e per l’autonomia

Con il comunicato n. 37/2019, la Sede Centrale informa che l’UICI ha lanciato una raccolta di materiali tiflodidattici e per l’autonomia quotidiana a favore di due associazioni di ciechi dell’estero con cui la nostra Unione ha un legame particolare: la prima è l’Unione dei Ciechi d’Albania, con cui l’Unione da molti anni ha iniziato un percorso di accompagnamento, e la seconda è l’Unione Nazionale delle Associazioni per la Promozione dei Ciechi e degli Ipovedenti in Burkina Faso, con cui l’Unione ha di recente firmato un accordo di gemellaggio che stimola l’Unione ad intervenire in questo paese africano con interventi diversificati, tra cui la presente raccolta materiali da destinare al centro per bambini non vedenti di Tenkodogo.

Per ulteriori informazioni, si rinvia al comunicato in oggetto, raggiungibile all’url di seguito riportato. All’interno della pagina troverete anche il link per il download del comunicato e del documento allegato, nel quale vengono specificati gli strumentidi cui i 2 enti necessitano.

L'ennesimo no alle "classi pollaio" ove vi siano alunni con disabilità, di Gianluca Rapisarda

Superando.it del 11-03-2019

Una recente Sentenza prodotta dal TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) della Sicilia ha evidenziato una volta ancora che il deprecabile fenomeno delle cosiddette “classi pollaio”, ove in presenza di studenti con disabilità, il numero degli alunni ecceda quello previsto dalle norme vigenti, non solo viola la normativa sulla sicurezza e sulla prevenzione antincendio, ma, soprattutto, non garantisce la qualità della didattica, inficiando ogni tentativo di personalizzazione degli insegnamenti destinati prevalentemente agli alunni con disabilità.

Nei mesi scorsi, un gruppo di genitori di studenti di una scuola superiore di secondo grado di Palermo aveva impugnato un provvedimento con cui quella stessa scuola aveva disposto la formazione, per il presente anno scolastico, di una classe con 26 allievi e, dunque, con un numero di alunni – in presenza di persone con disabilità – eccedente le disposizioni normative vigenti.

Sulla vicenda si è espresso qualche giorno fa il TAR della Sicilia (Tribunale Amministrativo Regionale), tramite l’Ordinanza 252/19, riconoscendo che l’eccessivo numero di alunni per classe non consente di disporre della metratura adatta per ospitare un’intera scolaresca, impedendo quindi il rispetto dei limiti di densità previsti dal Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975 che prevedono invece 1,96 metri quadrati per alunno nel caso di attività didattiche “normali”.

Il TAR siciliano ha ravvisato anche, da parte della scuola palermitana, la mancata ottemperanza del Decreto Ministeriale del 26 agosto 1992, riguardante l’affollamento previsto dalle norme di prevenzione degli incendi per l’edilizia scolastica.

«Ritengo davvero importante – commenta Gianluca Rapisarda, consigliere della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi – e di portata “strategica” questa Sentenza dei Giudici Amministrativi siciliani, in quanto ha tenuto ad evidenziare, ove ce ne fosse ulteriore bisogno, che il deprecabile fenomeno tutto italiano delle cosiddette “classi pollaio” non solo viola la normativa sulla sicurezza e sulla prevenzione antincendio, ma, soprattutto, non garantisce la qualità della didattica, inficiando ogni tentativo di personalizzazione degli insegnamenti destinati prevalentemente agli alunni con disabilità. A tal proposito, vale la pena rammentare che in merito alla formazione delle classi, il Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 81/09 (articolo 5, comma 2), successivamente confermato nell’agosto 2017 dalla Nota del Ministero 1553, stabilisce che, in caso di presenza di alunni con disabilità, il numero degli allievi non debba superare, di norma, i 20 per classe. In definitiva, il numero massimo di alunni di una classe delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, in presenza di studenti con disabilità, dovrebbe essere al massimo di 20».

«L’occasione di questa Ordinanza – aggiunge Rapisarda – mi è anche propizia per rinnovare al Ministero dell’Istruzione la pressante richiesta di superare l’attuale generica dicitura fissata dalle parole “di norma”. Infatti, tale formula aleatoria ha finora determinato troppa discrezionalità ed eccessive incomprensibili “deroghe” nell’applicazione, costringendo le famiglie a ricorrere sempre più frequentemente ai Giudici per ottenere il riconoscimento dei diritti dei loro figli». (S.B.)