domenica 7 marzo 2021

La portalettere Barbara nella Città dei fiori per Rai Pubblica Utilità

Gazzetta di Mantova del 07/03/2021

MANTOVA. Armata di sorriso, percorre ogni giorno il centro storico sul suo triciclo elettrico di Poste Italiane. Barbara Marsala, 50enne siciliana trapiantata per lavoro a Mantova da due anni, è un volto noto per tanti abitanti del centro storico. Al lavoro di portalettere, affianca, però, da molti anni una passione che l'ha portata fino a Sanremo. Marsala collabora, infatti, da quattro anni con Rai Pubblica Utilità. Il suo campo è quello delle audiodescrizioni, servizio che aiuta le persone con disabilità visiva a fruire in maniera più completa di film, spettacoli, opere teatrali.

«Questo è il mio secondo anno al Festival - racconta - L'audiodescrizione è rivolto a persone non vedente o ipovedenti. Selezionando il secondo canale audio della televisione è possibile ascoltare una speaker che in diretta descrive la scenografia, gli effetti luce sul palco, i gesti dei cantanti. Quando ci sono sketch comici, ad esempio, vengono spiegate anche le espressioni facciali o i movimenti del corpo».

Compito di Marsala è occuparsi della scrittura dei testi. Di fatto, il copione che poi viene letto dalle speaker. «Per questo sono tra le poche persone ammesse all'Ariston quest'anno. Devo seguire le prove per poter predisporre i testi. Tra le cose che cambiano ogni sera, ci sono gli abiti degli artisti in gara. Di conseguenza sono in contatto con i costumisti di tutti i cantanti e degli ospiti, che mi inviano la descrizione tecnica degli abiti. Che poi io descrivo nel copione. Molto, poi, dipende dalla bravura della speaker, in particolare quando ci sono improvvisazioni. E con Fiorello questo accade spesso».

L'emozione di trovarsi su quel palco non lascia indifferenti. «L'aspetto che amo di più è sentire la musica dal vivo, l'audio è pazzesco. L'artista che mi ha colpito di più? Loredana Bertè. Una persona molto carina, umile e disponibile con tutti.

Marsala ha sempre frequentato il mondo del teatro, fin dai 19 anni. Poi un master a Parigi le fece scoprire il mondo dell'audiodescrizione. Tanti anni a Roma, prima dello sbarco nella nostra città.

«Con Rai Pubblica Utilità solitamente mi occupo dell'audiodescrizione per film o eventi teatrali, come la prima della Scala. Sanremo è un'esperienza splendida, anche se il clima è diverso rispetto allo scorso anno, quando c'era molta gente. In questi giorni c'è tranquillità e in teatro ci sono soli pochi addetti ai lavori. A Mantova - conclude - riprenderò il mio lavoro di portalettere. Un ruolo che amo, visto che mi permette di parlare e conoscere a fondo le persone».

di Matteo Sbarbada

Scherma, ingegnere di Saronno progetta un casco speciale per non vedenti

Il Notiziario del 07/03/2021

SARONNO. Un semplice "bip" a volte può fare la differenza. Lo sanno bene Laura Tosetto e Alessandro Buratti, atleti di scherma non vedenti tra i primi in Italia ad utilizzare in allenamento il batfencer (dall’inglese bat – pipistrello), un casco sensoriale in grado di orientarli sulla pedana. L’idea nasce dal loro allenatore Giancarlo Toran ed è stata sviluppata negli ultimi mesi dall’ingegnere programmatore saronnese Andrea Basilico. «Il batfencer indica agli atleti non vedenti la distanza dall’avversario – dice Basilico – È un casco dotato di sensori simili a quelli nelle macchine per il parcheggio. In cuffia vengono sentiti tanti più bip quanto è più vicino l’avversario».

Per gli atleti non vedenti la difficoltà maggiore è non tanto sull’uso dalla spada quanto la percezione della distanza reale. «All’inizio con i primi prototipi facevo molta fatica a capire come funzionava – racconta Alessandro, campione italiano di categoria – dovevo sempre stare attento sui bip e non riuscivo a capire bene dove stavo tirando. Adesso invece il dispositivo è migliorato molto anche su questo aspetto».

E i risultati, con il casco sensoriale ma anche con impegno e costanza quotidiani, un pò per volta arrivano. «È come avere la possibilità di dotare gli atleti non vedenti di un “senso in più” – commenta il maestro Toran – siamo stati entusiasti e ci siamo dati da fare per cercare di realizzare questa idea. Adesso siamo già abbastanza avanti: il prototipo che i ragazzi stanno utilizzato verrà presto sostituito da una versione ancora più performante. Speriamo con quello di chiudere la fase sperimentale». Il casco sensoriale ad infrarossi che sviluppa l’udito in pedana ha un obiettivo: consentire anche agli schermidori ciechi di gareggiare insieme agli atleti normo vedenti. Ci credono Alessandro e Laura che si allenano senza sosta nell'”Accademia di Scherma Felli” di Busto Arsizio.

di Claudio Agrelli

sabato 6 marzo 2021

Dialogonet raccontato da una guida

Da Lucemagazine

Certo suona un po’ strano, dopo aver ripetuto per tanti anni «Ciao ragazzi, benvenuti all'Istituto dei Ciechi!», aprire l'incontro dicendo: «Mi vedete e mi sentite bene? Grazie per avermi ospitata nella vostra scuola (o nelle vostre case se i ragazzi sono in dad)».

Sì, è proprio così: anche se virtualmente, durante i laboratori DialogoNet con gli studenti mi sento davvero accolta come un'ospite attesa con entusiasmo e tanta curiosità.

Una delle curiosità più forti è capire come, pur essendo non vedente, riesca a gestire in autonomia il computer che sto utilizzando per il collegamento.

Ascoltare in tempo reale la sintesi vocale del pc o dello smartphone, o la lettura di un testo scritto in Braille, suscita grande stupore: «Ma come fai a capire cosa dice quella voce che parla così veloce? E come fai a leggere in modo così fluido usando le mani?»

Queste domande mi offrono lo spunto per spiegare che, grazie al continuo allenamento, gli altri sensi si affinano compensando la mancanza della vista in un modo che, per chi non vive in prima persona questa condizione, è difficile da immaginare.

Qualche attività interattiva li aiuta a comprendere come, per chi vede, la poca abitudine impedisca un uso pienamente efficace degli altri sensi, che in realtà sono sempre a disposizione di tutti ma spesso poco sfruttati.

Attraverso il confronto diretto e spontaneo con la guida, gli studenti scoprono che ciechi e ipovedenti in fondo non sono poi così diversi da loro: a volte cambiano le strategie e gli strumenti per affrontare i compiti della vita quotidiana, ma i risultati, le passioni e le soddisfazioni sono gli stessi, anzi queste ultime a volte sono ancora più grandi perché, si sa, le conquiste più sudate sono quelle che appagano maggiormente.

E, sempre attraverso il dialogo, scoprono che la strategia vincente per approcciarsi alla disabilità, e più in generale alla diversità, è sempre quella della spontaneità, dell'apertura all'altro senza pregiudizi, del rispetto reciproco delle esigenze altrui.

A proposito di dialogo: per tutti, ma soprattutto per chi non vede, la gestione di un evento online crea sicuramente qualche difficoltà. Mancano quei riscontri uditivi che, dal vivo, ci permettono di capire il livello di attenzione e interesse di chi ci sta ascoltando: uno sbadiglio soffocato, i bisbigli tra compagni, qualche esclamazione di meraviglia, ma anche quel silenzio carico di attesa e stupore che accompagna le dimostrazioni pratiche... Tutti elementi di cui sento la mancanza quando parlo davanti ad uno schermo, mentre i miei interlocutori, se stanno seguendo da casa, tengono giustamente i microfoni spenti per evitare che i rumori di sottofondo possano creare disturbo. Ecco perché ogni tanto mi interrompo per fare qualche domanda o semplicemente per chiedere: «Ci siete?» Ed ecco che le loro voci, pronte e decise, mi incoraggiano a proseguire. Anche questo è dialogo!

Diversa è la sensazione quando mi collego con le classi che fanno lezione in presenza: qui sento chiaramente il vociare vivace prima del mio intervento, la prof Che richiama all’ordine, la campanella che scandisce il cambio dell’ora…

È come se fossi realmente con loro a scuola, tanto da percepirne l'atmosfera.

Spesso accade che l'eccezionalità di una situazione si trasformi in occasione per crescere e allargare gli orizzonti. Così l'impossibilità di accogliere fisicamente gli studenti presso la mostra ci ha spronati a cercare un modo per andare noi da loro e continuare così il dialogo.

Questa nuova forma di incontro sta rivelando un valore e un'efficacia inaspettati. Per questo siamo convinti che DialogoNet proseguirà anche quando, speriamo presto, potremo riprendere le attività in presenza, rappresentando una possibile risposta alle difficoltà di qualche scuola che, per lontananza o per problemi organizzativi di qualsiasi natura, non può raggiungerci ma non vuole rinunciare ad un’esperienza educativa così significativa per i propri studenti; ma soprattutto crediamo che DialogoNet sia una valida opportunità per preparare o completare la visita al percorso: penso alla possibilità di rispondere in modo esaustivo alle molte domande dei ragazzi o di mostrare loro concretamente il funzionamento degli ausili, incompatibile con i tempi e le modalità di svolgimento del tour classico, durante il quale l'attenzione è giustamente concentrata sull'esplorazione degli ambienti con tutti i sensi esclusa la vista.

Alla fine del laboratorio online è sempre un dispiacere chiudere la connessione, ma spesso il dialogo continua sui social, dove le classi condividono l'esperienza vissuta attraverso post, video e articoli che dimostrano l'impegno e l'interesse con cui hanno partecipato, accettando la sfida di un dialogo che, in un certo senso, è comunque al buio, perché apre alla scoperta di qualcosa di nuovo.

Elisabetta Corradin

venerdì 5 marzo 2021

Una rete per il territorio

Lucemagazine del 05/03/2021

Dal 2018 l’Istituto dei Ciechi ospita ogni anno un evento dal valore simbolico molto alto, che vede la partecipazione di storiche realtà del Terzo settore, che si sono gemellate con la Fondazione Asilo Mariuccia. Da quel primo appuntamento si è andata rafforzando una rete collaborativa attiva sul territorio, dove lo scambio di esperienze e la condivisione di saperi ha rafforzato l’efficacia delle azioni di tutti.

L’ultimo incontro, svoltosi in Sala Barozzi, risale al novembre 2019, circa tre mesi prima delle restrizioni sanitarie dovute alla pandemia. Allora la giornalista del Corriere Elisabetta Soglio venne premiata dall’Asilo Mariuccia per il suo impegno nel trattare tematiche riguardanti il sociale. Fu un incontro molto bello, durante il quale associazioni diverse - per storia, obiettivi e identità - si trovavano unite nel comune impegno di operare per il bene della comunità.

Riconoscere ciò che gli altri facevano era infatti un modo per riconoscersi, e si tornava a casa da quegli incontri con la sensazione di essere su una giusta strada, con una motivazione ancora più forte nel rimettersi al lavoro il giorno dopo. Purtroppo questa, come tantissime altre occasioni di incontro, è stata interrotta.

Per non disperdere quel capitale di esperienze, saperi e relazioni, il 4 marzo 2021 è stato organizzato un incontro tra i vari enti gemellati sulla piattaforma online Zoom. Sono intervenuti l’assessore al Welfare di regione Lombardia Alessandra Locatelli e i rappresentanti di realtà davvero importanti che operano da tempo sul territorio milanese. Tra queste, Croce Rossa Italiana, Società Umanitaria, Pane Quotidiano, City Angels, Fondazione Don Gnocchi, Gruppo di Betania, Associazione Caf, Fondazione Francesca Rava e l’Istituto dei Ciechi di Milano.

Il presidente dell’Istituto milanese ha sottolineato come l’impegno di queste associazioni assomigli a «un orto, dove il lavoro dell'uomo ha prodotto delle eccellenze. Il merito – ha spiegato Masto - non è individuale, ma della città di Milano che, con generosità e lungimiranza, ha sostenuto la nascita di questi enti. Noi siamo eredi della solidarietà filantropica della città. Per questo è più che mai necessario far capire quello che facciamo e il valore di ciò che facciamo.»

Durante l'incontro del 4 marzo è stato siglato un nuovo atto di gemellaggio con la Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus. Camillo De Milato, Presidente della Fondazione Asilo Mariuccia ha dato così il benvenuto al nuovo ente gemellato: «Attraverso la rete e la sinergia dei 12 gemelli, oggi vogliamo offrire un’opportunità di futuro a chi è più in difficoltà, e costruire un mondo in cui c’è più spazio per tutti. Con la rete vogliamo potenziare la nostra identità, basata oggi su tre pilastri ovvero persone, cure, innovazione e su un solo concetto fondamentale: il bene comune. Con il benvenuto alla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, vogliamo dimostrare il valore di lavorare insieme per il territorio, pensando al futuro in risposta ai bisogni delle persone.»

Marco Rolando

giovedì 4 marzo 2021

Disabilità, "nessun paese dell'Ue garantisce elezioni pienamente accessibili"

Redattore Sociale del 04/03/2021

La denuncia di Krzystof Pater, membro del Comitato economico e sociale europeo: esistono discriminazioni nell'accesso al voto delle persone con disabilità, diverso da paese a paese. Alle elezioni del Parlamento europeo del 2019, milioni di disabili non hanno potuto votare per ragioni tecniche o organizzative: "Com'è possibile che nel XXI secolo così tanti cittadini siano impossibilitati a votare solo perché hanno una disabilità?"

BRUXELLES. "Con gli occhi di oggi, sembra incredibile che nell'attuale territorio dell'Unione europea l'ultima limitazione del voto alle donne sia stata revocata solo nel 1976. Tuttavia, ben pochi sembrano battere ciglio di fronte al fatto che questo stesso diritto viene oggi negato a milioni di cittadini europei semplicemente perché hanno una qualche forma di disabilità". Inizia così il rapporto di Krzystof Pater, membro polacco del Comitato economico e sociale europeo (Cese) sul diritto di voto delle persone disabili. Ieri la Commissione europea ha presentato la nuova Strategia sui diritti delle persone con disabilità per il periodo 2021-2030, con l'obiettivo di contribuire a migliorare la situazione di milioni di europei con disabilità che continuano a subire discriminazioni su molti fronti. Uno degli ambiti ancora molto problematici è proprio quello dell'accesso al voto, di fatto negato a molti disabili in tutta Europa.

"In otto Stati membri i cittadini non possono votare per il loro candidato alle elezioni europee o ad altre elezioni se non sono in buona salute e fisicamente in grado di recarsi al seggio - scrive Pater -. In 18 Stati una persona non vedente non può votare senza assistenza. Se una persona ha una disabilità che le impedisce di usare le mani, non può votare nei nove paesi in cui il candidato viene scelto scrivendo il suo nome, quello del suo partito oppure il numero di identificazione sulla scheda elettorale".

Tra il 2016 e la fine del 2018, Pater ha condotto un'indagine in 27 Stati membri, registrando tutti i limiti e gli ostacoli che gli elettori con disabilità dovevano affrontare: ha contattato le commissioni elettorali statali e le associazioni a difesa delle persone con disabilità, e al termine della ricerca ha pubblicato il report "La realtà del diritto di voto delle persone con disabilità alle elezioni del Parlamento europeo". La conclusione? Nessuno dei paesi dell'Unione europea può garantire che le elezioni siano accessibili a tutti. Alle elezioni del Parlamento europeo del 2019, infatti, le persone con disabilità che non hanno potuto votare per ragioni tecniche o organizzative sono state milioni.

"La situazione non migliorerà da sola e, in assenza di modifiche giuridiche per rimuovere queste barriere, il numero di cittadini potenzialmente privati del diritto di voto continuerà ad aumentare - continua Pater -. A causa del rapido invecchiamento della popolazione, infatti, la quota di persone con qualche tipo di disabilità aumenta di un punto percentuale in media ogni sei anni in Europa".

Il 2 dicembre 2020, alla vigilia della Giornata internazionale delle persone con disabilità, il Cese ha adottato un parere nel quale invita a emendare l'Atto elettorale del 1976, chiedendo di inserire una dichiarazione per cui nessun cittadino europeo può essere privato del diritto di voto alle elezioni del Parlamento europeo a causa di una disabilità o di uno stato di salute. La proposta è quella di estendere a tutto il territorio dell'Unione le buone pratiche già esistenti, provenienti da diversi Stati membri.

"Non è possibile che le disposizioni di voto per le persone con disabilità differiscano da un paese all'altro - conclude Pater -. Ad oggi, in uno dei paesi membri una persona costretta a letto ha il diritto di votare per posta, con un'urna elettorale mobile o via Internet, ma la stessa persona, se vivesse in un altro paese, non avrebbe nessuna possibilità di esercitare questo diritto. Bisogna agire con urgenza per garantire che nel 2024, quando si terranno le prossime elezioni del Parlamento europeo, tutte le persone con disabilità possano effettivamente esercitare il loro diritto di voto. Com'è possibile che nel XXI secolo così tanti cittadini siano impossibilitati a votare solo perché hanno una disabilità, e i politici facciano così poco per cambiare questa situazione?"

di Alice Facchini

La Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030

Superando del 04/03/2021

«Siamo all’inizio di un percorso decisivo: ora, per dare forma concreta alle nuove iniziative e alle strutture previste dalla Strategia, sarà sempre necessario da una parte coinvolgere pienamente e in modo sostanziale le organizzazioni di persone con disabilità, dall’altra stanziare adeguate risorse umane e finanziarie»: così Yannis Vardakastanis, presidente del Forum Europeo sulla Disabilità, commenta “a caldo” l’arrivo di un testo fondamentale, quale la Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030, intitolata “Union of Equality” (“Un’Unione di Uguaglianza”)

BRUXELLES. E alla fine, dopo un lungo iter seguito anche dal nostro giornale, è arrivata la Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030, significativamente intitolata Union of Equality (letteralmente “Un’Unione di Uguaglianza”) e l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, la accoglie con grande favore, parlando di «“data storica” per il movimento europeo delle persone con disabilità» e di un documento «che delinea proposte e aree di lavoro volte a migliorare le condizioni di vita di cento milioni di persone con disabilità attraverso una concreta attuazione di quanto fissato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».

«È molto positivo – si legge in una nota diffusa dal Forum – che la Strategia si basi sulla Convenzione ONU, facendo riferendo alle Raccomandazioni che l’Unione Europea ha ricevuto nel 2015 dal Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. Per altro, alcune delle azioni proposte dalla Strategia sono molto concrete e all’insegna di una chiara calendarizzazione; altri obiettivi, invece, sono più ambiziosi e dovranno essere ulteriormente elaborati sotto forma di un piano d’azione, indicando le date-termine per tutte le iniziative, al fine di arrivare auna piena attuazione della Strategia stessa».

Tra i passaggi particolarmente apprezzati dall’EDF, vi è innanzitutto «il riconoscimento della terribile situazione affrontata dalle persone con disabilità a causa della pandemia, nonché le azioni previste a sostegno degli Stati Membri sulla deistituzionalizzazione delle persone con disabilità e il rafforzamento del coordinamento nelle riforme sanitarie a livello nazionale».

Grande evidenza viene data quindi alla proposta di una “Carta della disabilità” a livello dell’Unione Europea, da rendere attiva nel 2023, per facilitare la libera circolazione delle persone con disabilità. E ancora, sempre in vista del 2023, la preparazione di “Percorsi verso la vita indipendente”, da condividere con gli Stati Membri dell’Unione, oltre a una struttura complessiva di qualità, da approntare entro il 2024, per i servizi sociali riguardanti le persone con disabilità e a una concreta iniziativa volta ad aumentare l’occupazione delle persone con disabilità all’interno delle Istituzioni dell’Unione.

Da ultimo, ma non ultimo, un preciso impegno a coinvolgere le organizzazioni di persone con disabilità nell’attuazione della Strategia.

L’EDF non manca poi di sottolineare i vari elementi in linea con le proprie stesse proposte, ma che dovranno essere ulteriormente sviluppati.

«Ad esempio – si legge nella nota del Forum – la creazione entro la fine del 2022 del Centro Risorse AccessibleEU è certamente positiva e tuttavia è inferiore al potenziale che una nuova Agenzia dell’Unione Europea per l’accessibilità avrebbe potuto avere. Ci auguriamo quindi che si lavori per far sì che questo nuovo organismo diventi effettivamente un efficace motore di accessibilità».

Da rendere poi operativa, tramite una specifica legge del Parlamento e del Consiglio Europeo, è la “Guida alle buone prassi elettorali”, rivolta agli Stati Membri, per garantire entro il 2023 tutti i diritti politici alle persone con disabilità, mentre l’invito rivolto agli Stati stessi, per sbloccare la Direttiva sulla Parità di Trattamento, giacente ormai da tredici anni, viene ritenuto senz’altro ancora pertinente. «Il Covid – commentano a tal proposito dall’EDF – ci ricorda ogni giorno la mancanza di protezione contro la discriminazione che le persone con disabilità devono affrontare in àmbito sanitario. Qui, però, la Strategia non menziona alcun piano alternativo per garantire la non discriminazione in tutta l’Unione Europea nei vari settori».

Quasi conseguente è il successivo rilievo, riguardante il fatto che «nemmeno la situazione specifica delle persone con disabilità che subiscono molteplici forme di discriminazione sulla base, ad esempio, del loro genere, età, orientamento sessuale o origine etnica, viene focalizzata al meglio. Tale questione dovrà quindi essere affrontata attraverso azioni mirate».

Infine, viene accolta con favore anche la creazione della Piattaforma sulla Disabilità, che riunisce organismi responsabili a livello nazionale e dell’Unione Europea, proprio allo scopo di attuare la nuova Strategia. «In tal senso – dichiarano dal Forum – apprezziamo senza riserve l’impegno a nominare dei “Coordinatori della Disabilità” in tutte le Istituzioni e le Agenzie comunitarie, per garantire un’adeguata integrazione della Convenzione ONU e il giusto coordinamento interistituzionale».

Sulla Convenzione ONU, però, il Forum individua una criticità, rispetto alla quale chiede l’istituzione di una specifica “Unità Convenzione”. «Sebbene infatti la Strategia presti attenzione al cosiddetto mainstreaming – si afferma – ovvero all’impegno a fare riferimenti sistematici alla disabilità e alla Convenzione ONU in tutti i settori politici pertinenti o nella formazione del personale sui diritti delle persone con disabilità, senza un rafforzamento delle risorse umane e finanziarie, o senza appunto l’istituzione di una specifica “Unità Convenzione”, diventa difficile capire come si possa raggiungere tale obiettivo».

Nel ringraziare in particolare la Commissaria Europea per l’Uguaglianza e la Parità di Genere Helena Dalli, «per il suo ruolo determinante nel trasformare in realtà questa Strategia, grazie al rigoroso approccio e all’ascolto delle organizzazioni di persone con disabilità», Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF, commenta: «Siamo all’inizio di un percorso decisivo, di cui esamineremo ogni passo, lavorando per assicurare l’attuazione della Strategia in linea con la Convenzione ONU e sollevando nuove discussioni, quando esse di volta in volta sorgeranno. Di fronte infatti ad eventuali lacune e carenze, è nostro dovere evidenziarle e avviare campagne per azioni più forti a livello sia dell’Unione Europea che dei singoli Stati. Per dare forma alle nuove iniziative e alle strutture previste dalla Strategia, in modo tale che esse diventino inclusive e di impatto, sarà sempre necessario da una parte coinvolgere pienamente e in modo sostanziale le organizzazioni di persone con disabilità, dall’altra stanziare adeguate risorse umane e finanziarie».

«Questo nostro lavoro – conclude Vardakastanis, con parole decisamente significative – non potrà dirsi realizzato se ancora milioni di cittadini europei con disabilità resteranno a casa in attesa di un vaccino contro il Covid, se milioni di loro continueranno ad essere rinchiusi in strutture segreganti, se la disabilità continuerà ad essere al tempo stesso causa ed effetto di povertà ed esclusione, se non affronteremo, giorno dopo giorno, la discriminazione e la negazione dei nostri diritti, se tante persone con disabilità non potranno ancora esercitare il loro diritto di voto, se non potranno circolare liberamente in un’Europa senza barriere e se non potranno vivere dove e con chi vorranno, con un sostegno adeguato. Alla luce di tutto ciò, credo che mai prima d’ora il nostro lavoro per costruire una vera Europa dell’uguaglianza sia stato più urgente». (Stefano Borgato)

mercoledì 3 marzo 2021

Borsa di studio internazionale per studenti e ricercatori con disabilità – scadenza candidature: 31 marzo 2021

Comunicato della Presidenza Nazionale UICI n. 21/2021

Anche quest’anno, il Forum Europeo della Disabilità (European Disability Forum), in collaborazione con la società di software americana Oracle, ha emanato un bando per l’erogazione di una borsa di studio rivolta a studenti con disabilità con alto profitto, iscritti per l’anno accademico 2020-2021 a un corso di laurea (triennale o magistrale) o a titolari di dottorato di ricerca nei settori dell’informatica, dell’ingegneria informatica, della user experience e ambiti similari.

I candidati devono essere cittadini dell’Unione Europea, residenti in uno dei paesi comunitari e iscritti per l’anno accademico 2020-2021 presso un’università di un paese comunitario, incluse le università online.

La borsa di studio, del valore di 6.500 Euro, sarà conferita per un progetto o una ricerca che tenga conto delle esigenze delle persone con disabilità in termini di accessibilità delle TIC, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e/o in cui vengano proposte delle soluzioni per promuoverne l’accessibilità.

Il progetto o la ricerca, che può essere in fase di ideazione o già di realizzazione, ma il cui sviluppo è in ogni caso previsto nel presente anno accademico, deve essere oggetto della tesi o parte del programma di studio o di ricerca dellìaspirante borsista.

Le ricerche e i progetti verranno valutati secondo i seguenti criteri:

- livello accademico del candidato

- originalità del progetto o della ricerca

- qualità scientifica del progetto o della ricerca a partire dallo stato dell’arte della tecnologia

- modalità di considerazione delle diversificate esigenze delle persone con disabilità

- grado di innovatività e qualità del contributo che il progetto o la ricerca offre al miglioramento dell’accessibilità delle tecnologie per le persone con disabilità

Sarà accordata preferenza agli studenti impegnati in corsi di laurea o dottorati per tutto l’anno 2021.

Le candidature dovranno essere presentate entro il 31 marzo 2021. Ulteriori indicazioni, comprese le modalità di presentazione della candidatura, sono reperibili sul sito del Forum Europeo della Disabilità al seguente indirizzo:

https://www.edf-feph.org/european-disability-forum-and-oracle-e-accessibility-scholarship-2021/