martedì 29 novembre 2022

Intelligenza artificiale nel trattamento del glaucoma

Tecnica Ospedaliera del 29/11/2022

ROMA. All’interno del ricco programma del 101o Congresso nazionale della Società Italiana di Oftalmologia – SIO, ospitato a Roma, presso l’Hotel Cavalieri dal 16 al 19 novembre scorsi, una sessione organizzata in collaborazione con l’Associazione Campana Glaucoma, ASCG, ha acceso i riflettori su questa grave patologia oculare, con relazioni che hanno approfondito le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale così come le forme di glaucoma meno note.

Il glaucoma è una malattia oculare degenerativa correlata in genere a una pressione dell’occhio troppo elevata. Secondo l’OMS, a livello globale interessa circa 55 milioni di soggetti, rappresentando la seconda causa di cecità dopo la cataratta, ma la prima di tipo irreversibile; in Italia si stima che colpisca circa un milione di persone ma la metà di esse non ne sarebbe a conoscenza perché non effettuando visite oculistiche periodiche complete che includano il fondo oculare, il tono ovvero la pressione oculare e il campo visivo.

Nelle varie forme di glaucoma – a eccezione di quello acuto – la malattia insorge e si sviluppa in assenza di sintomatologia. Quando il soggetto nota una compromissione del campo visivo, i danni a carico delle fibre del nervo ottico sono già presenti. Proprio per questo risulta cruciale effettuare controlli periodici completi che possano eventualmente intercettare precocemente la patologia scongiurandone gli effetti più nefasti.

Intelligenza artificiale nella diagnosi del glaucoma

Proprio in tal senso le più recenti tecnologie e l’intelligenza artificiale possono rappresentare un importante alleato nella diagnosi di malattia, un tema questo particolarmente sfidante affrontato da Carlo Giuliani, medico chirurgo e membro del consiglio direttivo dell’Associazione Campana Glaucoma in occasione del Simposio SIO organizzato con l’Associazione Campana Glaucoma nel corso del 101o Congresso nazionale della Società italiana di Oftalmologia. «Negli ultimi anni i progressi nell’intelligenza artificiale hanno permesso lo sviluppo di algoritmi che corrispondono o probabilmente superano le prestazioni umane nell’interpretazione dei dati medici. L’oftalmologia è stata in prima linea in questa rivoluzione dell’intelligenza artificiale e lo screening della retinopatia diabetica è emerso come un caso del suo uso preventivo».

L’intelligenza artificiale nello screening della retinopatia diabetica

Inoltre, «uno studio condotto da Orbis ha dimostrato che gli screening relativi alla retinopatia diabetica supportati dall’AI hanno migliorato l’adozione dei servizi di riferimento da parte dei pazienti. L’intelligenza artificiale potrebbe avere risultati simili se applicata allo screening per altre condizioni oculari.

L’intelligenza artificiale è difatti in grado di creare connessioni tra dati nel giro di pochi secondi. Inoltre, mostrando alla macchina immagini di retinopatia diabetica per consentirle di “imparare” come appare la malattia, è emerso che ha raggiunto l’87-90% di sensibilità e il 98% di specificità».

Molti pazienti con retinopatia diabetica non si sottopongono ad esami e screening con regolarità. Un maggiore utilizzo della fotografia e della telemedicina può dunque migliorare l’aderenza allo screening. Nel 2018, l’FDA americana ha approvato il primo sistema di intelligenza artificiale autonomo, la fotocamera IDx-DR.

Il suo algoritmo addestra l’intelligenza artificiale a identificare la retinopatia diabetica dalle fotografie del fondo oculare, un processo per il quale non è richiesta la presenza di un medico, un elemento questo che potrebbe contribuire ad abbattere alcune delle barriere di accesso alle cure oculistiche.

«In futuro, si potrebbe auspicare di avere un sistema in grado di eseguire uno screening affidabile per il glaucoma sulla base di fotografie del disco ottico acquisite utilizzando una fotocamera retinica a basso costo».

Esempio di uso dell’intelligenza artificiale nella diagnosi precoce del glaucoma

Intanto, il prof. Dinesh Kulmar del Royal Melbourne Institute of Technology ha sviluppato un algoritmo di intelligenza artificiale basato sul presupposto che il glaucoma alteri il riflesso fotomotore diretto.

Il software sviluppato dal team di ricercatori misura come la pupilla si adatta alla luce ambientale riuscendo a rilevare minuscoli cambiamenti nella dimensione della stessa in soli 10 secondi senza compromettere l’accuratezza dell’esame. «L’uso di strumentazioni informatiche è oggi difatti molto utile a carattere predittivo ma può tradursi anche in un rilevante strumento terapeutico, oggi ancora in fase molto embrionale ma dalle grandi potenzialità», ha concluso Giuliani.

Iridotomia nel glaucoma da chiusura d’angolo: ancora indispensabile?

Il dibattito circa la perdurante necessità di eseguire iridotomia nel glaucoma da chiusura d’angolo è stato affrontato dalla relazione di Stefano Miglior, direttore della Clinica Oculistica del Policlinico di Monza. Il glaucoma da chiusura d’angolo prevede diverse forme: acuta, intermittente, cronica. «La gestione dell’attacco acuto richiede un intervento urgentissimo, con l’iridotomia che va eseguita immediatamente. A seguire può esserci una regressione dell’attacco acuto, ma anche una cronicizzazione del glaucoma. In quest’ultimo caso si procede con la rimozione del cristallino e la sostituzione con una lente artificiale intraoculare (IOL)», ha spiegato Miglior.

Nel glaucoma ad angolo stretto intermittente, si ha un rialzo intermittente della pressione intraoculare, spesso sintomatico. L’iridotomia si dimostra di grande utilità al fine di una stabilizzazione. «Nel glaucoma cronico ad angolo chiuso, sovente sintomatico, la pressione intraoculare è alta. L’iridotomia è generalmente risolutiva, ma quando non lo è si possono utilizzare dei miotici e poi procedere con una facoemulsificazione o con una faco-trabeculectomia. Uno studio ha dimostrato che i risultati della faco sulla pressione intraoculare sono migliori di quelli conseguiti con l’iridotomia. La facoemulsificazione risulta preferibile anche in termini di qualità della vista. Le complicanze (piccole) sono comunque maggiori con l’iridotomia che con la faco».

Oggi la facoemulsificazione risulta importante per la gestione del glaucoma da chiusura d’angolo perché induce una marcata riduzione della pressione intraoculare che si mantiene nel tempo. «L’iridotomia risulta quindi indispensabile nell’attacco acuto laddove c’è anche il sospetto di un’iride a plateau. Risulta consigliata ma non obbligatoria nel glaucoma intermittente e nella chiusura cronica laddove la facoemulsificazione non risulta prontamente eseguibile», ha concluso Miglior.

Glaucoma normotensivo, cosa fare?

«Il glaucoma normotensivo è una particolare forma clinica caratterizzata da danni morfo-funzionali glaucomatosi in assenza di ipertono oculare. La fisiopatologia del danno non è nota e include: disregolazione vascolare, alterata secrezione del fluido cerebrospinale e maggiore suscettibilità al tono; associazione con la demenza senile in base a due geni coinvolti in entrambe le patologie – OPTN e TBK1», ha spiegato Arcangelo Menna, medico chirurgo oculista presso l’Ospedale SS Annunziata di Napoli.

Il danno è dato dall’aumento del tono che può avere cause vascolari, tossicità da glutammato, disfunzione mitocondriale e stress ossidativo.

Il glaucoma normotensivo è una forma clinica che produce danni tipici del glaucoma anche in assenza di ipertono vascolare. «Da noi è meno frequente rispetto al Giappone e comunque maggiormente diffuso nel sesso femminile.

Esiste un rapporto con il fluido cerebrospinale, tanto che molti pazienti che ne sono affetti soffrono anche di Alzheimer. Ci si chiede se il danno oculare primario sia vascolare o neuronale, ma a oggi appare impossibile spiegarlo».

Nella clinica si presentano pupille più grandi ed escavate; alla diagnosi differenziale, alterazioni cliniche come emorragie del disco ottico e mal di testa. Nel campo visivo emergono una percentuale più elevata di punti anomali nelle regioni centrali superiore e inferiore.

Obiettivo primario del trattamento è la riduzione del tono. Gli analoghi delle prostaglandine sono di gran lunga i farmaci più popolari per la gestione di questo tipo di glaucoma.

«Gli inibitori della protein chinasi associati a Rho potrebbero abbassare la IOP aumentando il deflusso dell’umore acqueo attraverso il trabecolato. Offrono anche la possibilità di neuroprotezione, un impatto favorevole sul flusso sanguigno oculare e persino un effetto antifibrotico».

La riduzione della pressione del 30% viene giudicata normale. A confondere il quadro già complesso, l’elemento che non sempre questi glaucomi peggiorano. Ridurre la pressione in modo drastico appare comunque utile.

«Si tratta quindi di una neuropatia ottica multifattoriale per la quale non esistono fattori predittivi in quanto il danno può progredire nonostante un buon controllo pressorio».

Glaucoma miopico, un caso a parte

«Il glaucoma miopico rappresenta un caso particolare, anche perché non è ancora chiara l’origine di quanto sia legato alla miopia e quanto al glaucoma», ha spiegato Paolo Lepre, oftalmologo ed esperto di glaucoma e chirurgia del glaucoma.

Alcuni studi identificano una correlazione tra miopia e glaucoma più che altro di carattere casuale: il paziente miope si sottopone a controlli con maggiore frequenza e riceve quindi una diagnosi più tempestiva.

Altri sostengono tuttavia che i soggetti con miopia elevata abbiano un rischio doppio o triplo di sviluppare glaucoma.

Altri studi, anche con campioni molto numerosi, evidenziano una miopia con un deficit di 6 o più diottrie come un fattore di rischio (è il caso degli studi Tajimi e Aravind).

Altri studi asseriscono invece il contrario.

Appare difficile una diagnosi differenziale. «È comunque esperienza comune che le miopie medio elevate rappresentino un fattore di “confusione” nella diagnosi strumentale del glaucoma. Dunque, tutti i soggetti miopi devono godere di un’attenzione maggiore da parte dell’oculista, soprattutto in presenza di fattori di rischio aggiuntivi per il glaucoma, come la familiarità», ha concluso Lepre.

di Elena D’Alessandri

Incontro online dal titolo “Il coraggio…di guardare oltre i limiti”

In occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità, la sezione UICI di Cremona è lieta di invitarvi ad un incontro online, Sabato 3 Dicembre alle ore 09,45, dal titolo: “Il coraggio…di guardare oltre i limiti”.

Si tratta di immergersi in un mondo speciale che desidera raccontare le esperienze di atleti con disabilità, allenatori, dirigenti e tutti coloro che praticano e lavorano nel mondo degli sport agonistici e amatoriali.

Vogliamo fortemente promuovere il messaggio che attraverso l’ inclusione e un impegno costante, si possono raggiungere traguardi impensabili.

Lo sport è la chiave per rendere tutti in grado di superare i limiti, pregiudizi che a volte ci rendono la quotidianità difficile.

L’incontro verrà trasmesso in diretta streaming attraverso la pagina Facebook della Sezione UICI di Cremona: https://www.facebook.com/UiciCR

Vi aspettiamo numerosi! 

domenica 27 novembre 2022

L'Infinito in Braille sull'opera di Pasqualoni

Corriere Adriatico del 27/11/2022

RECANATI. L'Infinito di Leopardi inciso manualmente su una lamina di piombo, in alfabeto braille: un invito ad andare oltre la visione del reale e i limiti della vista fisica, utilizzando il linguaggio per i ciechi come fosse scultura di luce. È questo il senso dell'opera, dell'artista romana Ester Pasqualoni, che da ieri è custodita nella biblioteca del Centro Studi Leopardiani di Recanati. Un'apertura anche verso la disabilità, tanto che la cerimonia di presentazione dell'opera è stata anche l'occasione per raccontare l'avvio, all'Orto sul Colle dell'Infinito, del progetto del Fai per l'accessibilità dei beni che gestisce. Il Fai e il Centro Nazionale di Studi Leopardiani hanno presentato ieri l'opera di Ester Pasqualoni (Roma 1980) donata al Fai da Miramart by Andrea Fustinoni e Fabio D'Amato per l'Orto sul Colle dell'Infinito a Recanati. Nell'opera, l'artista ha inciso manualmente su una lamina di piombo il capolavoro di Leopardi in alfabeto braille. L'opera ha la forma di un kakemono (un prezioso rotolo di tessuto o di carta), dove la stoffa e la carta sono state sostituite dal piombo e le bacchette in legno da tondini in ottone. Il Fai è particolarmente grato ai donatori e all'artista, che ha tradotto in quest'opera il senso profondo dell'esperienza de L'Infinito, che si sente quando non si vede, prendendo a prestito proprio le parole di Leopardi.

Il percorso

Spiegato poi l'avvio, anche all'Orto sul Colle dell'Infinito, del progetto del Fai per l'accessibilità dei beni che gestisce, elevando gli standard di accoglienza inclusiva dei beni e avviando a questo scopo collaborazioni con enti locali e nazionali. All'Orto sul Colle dell'Infinito il Fai sta lavorando per ampliare il percorso ordinario di visita, rafforzandone l'offerta culturale accessibile attraverso visite, supporti multisensoriali, attività e laboratori inclusivi che, in un orizzonte pluriennale, verranno sviluppati insieme a diverse istituzioni. A oggi è stata avviata una relazione con l'istituto Villaggio delle Ginestre di Recanati e il museo tattile Omero di Ancona.

di Giulia Sancricca

Show teatrale per non vedenti

Il Resto del Carlino del 27/11/2022

MILANO. Un importante traguardo è stato raggiunto dal Centro Diego Fabbri quando domenica 13 novembre, per la prima volta, è stato portato al Teatro Carcano di Milano, uno dei più grandi della città, il progetto, unico in Italia, "Teatro No Limits" che permette al pubblico cieco e ipovedente di poter assistere, attraverso l’audiodescrizione, agli spettacoli teatrali.

Lo spettacolo in scena a Milano è stato "‘L’attesa" con Anna Foglietta e Paola Minaccioni e grazie al Teatro No Limits, è stata aperta una barriera fino a quel momento insormontabile. Al progetto hanno collaborato la Fondazione Istituto Dei Ciechi di Milano , l’Unione Italiana Ciechi Sezione milanese col sostegno della Fondazione Cariplo. Molti non vedenti hanno assistito allo spettacolo complimentandosi con gli addetti del Centro Diego Fabbri e con l’augurio di poter essere presenti ad altri spettacoli. Questa prima tappa rappresenta l’occasione per la diffusione del progetto, ma anche ‘ del nome del nostro illustre concittadino – ha precisato Paolo De Lorenzi, direttore del Centro – e della nostra Forlì, città universitaria, di arte, cultura e sport.

Con l’audiodescrizione, il pubblico non vedente e ipovedente, utilizzando cuffie wireless collegate alla sala di regia, viene accompagnato da una voce narrante lungo tutto lo spettacolo senza sovrapporsi ai dialoghi e ai suoni. Tutto in sinergia con lo spettacolo. L’audiodescrizione è l’unico strumento che permette di accedere a tanti eventi dal vivo.

Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità TOCCA, PARLA, TORNA

Appuntamento al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina di Vigevano

3 dicembre 2022 - ore 15.00

Il gruppo dirigente della Sezione Territoriale di Pavia dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità invita tutti ad un esperienza ‘tattile’. Il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, nella prestigiosa sede del Castello Sforzesco di Vigevano, apre le porte invitando adulti, famiglie, bambini, con o senza disabilità, a vivere l'esperienza del museo attraverso l'opportunità di toccare alcune sculture per accostarsi all'arte in modo nuovo, potenziando i sensi, alla scoperta di quanti siano i modi in cui un'opera possa essere fruita.

TOCCA, PARLA, TORNA invita chi verrà in visita a fare tre passi molto semplici e molto preziosi per il futuro del museo:

- toccare con un’esperienza sensoriale i reperti scultorei conservati nelle nostre collezioni

- parlare con noi dell’esperienza e in generale di come vive questo luogo di cultura

- tornare nei prossimi mesi per rafforzare il legame con il museo e vedere come questo cambierà per tutti

Sarà l'inizio di una riflessione sugli strumenti che il Museo vuole mettere a disposizione e un'occasione di confronto e di ascolto con i rappresentanti della nostra Associazione.

Questa iniziativa segna anche la partenza del Progetto "Musei Polisensoriali", con il quale la Direzione regionale Musei Lombardia interpreta il dialogo tra musei e collettività in modo nuovo, creando molteplici possibilità di interazione con gli spazi e le opere.

Sede e informazioni:

Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti –Onlus –Aps

Sezione Territoriale Di Pavia- Viale Campari 62/c

27100 - Pavia (PV)

Tel. 0382/530102

Museo Archeologico Nazionale della Lomellina

Piazza Ducale, 20

27029 – Vigevano (PV)

Tel. 0381/72940

sabato 26 novembre 2022

Arianna Ortelli e la sfida dei videogiochi per ipovedenti

Startup Italia del 26/11/2022

La CEO di Novis Games, startup che permette ai non vedenti di videogiocare intervistata per la rubrica Unstoppable Women: «Ho reso mio essere "un po’ maschio" un punto di forza. Essere l’unica donna della stanza nel presentare la startup e in minoranza nel gaming è anche un’occasione per parlare di gender gap».

Di inclusione si parla spesso ma sono ancora molto poche le aziende che la includono nel proprio core business. Tra queste c’è Novis Games, la startup innovativa ad impatto sociale con sede a Torino trainata da Arianna Ortelli. Rivoluzionare il mondo del gaming rendendolo completamente accessibile a persone cieche e ipovedenti è la mission della startup. Abbiamo intercettato la giovanissima CEO per chiederle come è riuscita a far diventare un business quella che era soltanto un’idea e cosa significa per una ragazza lavorare in un settore a quasi completa conduzione maschile.

Arianna, come è nata l’idea di Novis Games?

Ho studiato Economia Aziendale e poi Business Admnistration all’Università degli Studi di Torino. Nel frattempo, ho lavorato come store manager al Mamà Bistrot, un format di Passione Italia Group, poi come Junior Consultant presso la SEI, School of Entrepreneurship & Innovation, dopo aver seguito un percorso di formazione su imprenditoria e innovazione. È lì che è nata l’idea di Novis Games, mentre stavo terminando la triennale. Passare dal prototipo all’idea in 10 giorni è stato difficile, ma ho cercato subito qualcuno che potesse essere interessato all’idea. Mi sono rivolta all’associazione A.P.R.I. di Torino per presentare il prodotto e, in quella occasione ho conosciuto Marco Andriano, ipovedente, che è stato uno dei primissimi ambasciatori ad abbracciare il progetto, entrando nel team come cofounder. Sono sempre stata appassionata di startup e innovazione. Penso che implementare l’utilizzo della tecnologia sia il motore per la crescita di modelli di business sostenibili sia da un punto di vista economico che ambientale e sociale. Nel mio tempo libero gioco a calcio, il mio sport preferito da quando sono bambina. Sono tifosa sfegatata del Torino FC, che mi ricorda sempre: “ama il tuo sogno, se pur ti tormenta”. Novis Games, con tutta probabilità, è nata dalla fusione di queste mie due passioni.

“Implementare l’utilizzo della tecnologia penso che sia il motore per la crescita di modelli di business sostenibili”.

Come è cresciuta Novis Games?

Abbiamo creato una sorta di ping-pong con audio a destra e sinistra che permette a persone cieche e ipovedenti di usare la grafica. Nel 2019, abbiamo costituito la società e abbiamo ricevuto il primo investimento, che ci ha permesso di testare il mercato, finalizzare il prodotto e crescere come team. La svolta è arrivata lo scorso anno, quando siamo entrati a far parte di Quickload assieme a una community di oltre 500 persone tra non vedenti e ipovedenti e abbiamo ricevuto un investimento preseed da Digital Magics e Innova. La principale difficoltà che abbiamo riscontrato è stata rendere accessibile la grafica e il videogioco tradizionale permettendo di trasformare l’esperienza grafica che associa suoni a oggetti in una sorta di vocabolario che permette a non vedenti e ipovedenti di navigare online. L’agente virtuale potrà avviare e integrare diverse tipologie di gioco. Al momento, stiamo distribuendo questi tools a piccoli giocatori.

Quanto e come è cresciuto, negli ultimi anni, il settore del gaming in Italia?

Il gaming, in Italia, è un settore che ancora ha bisogno di crescere. Novis Games ha avuto la fortuna di entrare in una community di piccoli giocatori indipendenti che stanno creando una rete di interesse a livello nazionale. Siamo andati a Colonia questa estate per partecipare a un’iniziativa in questo campo dove eravamo una briciola se comparati all’intero settore, ma essere molto piccoli avvantaggia le collaborazioni molto strette e con altre startup. A mano a mano abbiamo conosciuto altri mentor e advisor di altre società che ci hanno proposto delle collaborazioni. È un settore in cui si è sempre molto diffidenti. Si pensi che in Italia ci sono 160 aziende di gaming, ma se hai in mente di affacciarti come imprenditore in questo settore devi pensare a un progetto proiettato sul mercato globale. Entrare nell’ecosistema non è semplice ma, una volta che ci sei dentro, è facile fare community.

“Il gaming, in Italia, è un settore che ancora ha bisogno di crescere”.

Da donna, è stato difficile entrare in un settore quasi esclusivamente a prevalenza maschile?

Da quando avevo due anni rompevo le scatole per giocare a calcio e ho sempre fatto tutto quello che mi girava per la testa. A mano a mano, il mio essere “un po’ maschio” è diventato un punto di forza e un modo per distinguermi. Essere l’unica donna della stanza nel presentare la startup piuttosto che giocare nel gaming è anche un’occasione per portare alla luce il fenomeno del gender gap. Ho sempre vissuto realtà molto giovani come Talent Garden e Fondazione Agnelli, dove sei circondato da altre startup e aziende giovani e innovatrici, in un ambiente molto disteso e mentalmente molto aperto, che mi ha dato lo stimolo per crescere.

Quali sono le ultime iniziative che avete lanciato?

“Sfida alla pari”, il videogioco accessibile anche a ipovedenti e non vedenti sviluppato assieme a Dinobros. Grazie al sistema sviluppato, le persone possono fare affidamento su un sistema di impulsi sonori, detti “audio 3D”, capaci di avvisare della presenza di ostacoli durante il percorso di gioco. L’idea è nata assieme a Samuele Sciacca e Manolo Saviantoni. Grazie a un un design e una storyline semplice e intuitiva, l’idea progettuale è applicabile su scala più ampia per videogiochi più complessi e di diversa natura con l’obiettivo di rendere sempre più inclusivo tutto il mondo videoludico, non solo italiano ma anche internazionale.

Quali sono i vostri prossimi obiettivi?

Oggi stiamo ampliando la nostra rete tra clienti, fornitori e partners, rendendo accessibili anche i videogiochi grafici attraverso il nostro tool di sviluppo accessibile e puntiamo a fare brand awareness con la possibilità di parlare di inclusione assieme a DinoBrost. Ci piacerebbe tantissimo collaborare con Università delle Neuroscienze e fare ricerca sui suoni. Al momento, abbiamo sviluppato un vocabolario che applica il gioco in maniera solamente ludica ma immaginiamoci che questi suoni comunichino l’azione che la persona ipovedente voglia svolgere: in questo senso, il progetto assume una sfaccettatura ancora più interessante. Per raggiungere questo obiettivo si deve lavorare tanto sia sulle metriche business che su quelle ad impatto; è un progetto che ha bisogno di respiro internazionale. Stiamo facendo un grande lavoro di sensibilizzazione e coltivando un buon rapporto con l’ecosistema.

di Chiara Buratti

giovedì 24 novembre 2022

Biblioteca ciechi, SOS alla Regione

Il Giorno del 24/11/2022

Il vice presidente all'assessore Stefano Bolognini: «Servono fondi per tradurre in Braille testi e spartiti musicali».

MONZA. «Vorremmo il sostegno della Regione per la realizzazione del nostro Concorso di lettura in Braille, su cui abbiamo uno specifico progetto. E soprattutto stiamo valutando di presentare un emendamento alla legge di bilancio della Regione per ottenere un maggior riconoscimento per le nostre riscritture in Braille di testi e spartiti musicali». È andato dritto al sodo Nicola Stilla, vice presidente della Biblioteca italiana ciechi Regina Margherita nell'incontro con l'assessore regionale ai Giovani e alla comunicazione Stefano Bolognini, in visita alla realtà monzese che dal 1928 presta ogni anno oltre 60mila pubblicazioni in tutta Italia, tra narrativa, saggistica, romanzi, libri di scuola, e cinque riviste tra pubblicazioni informative di settore e magazine di attualità, oltre a centinaia di testi musicali. Stilla ha accompagnato l'assessore alla scoperta del cuore pulsante della biblioteca, nata in un'ala laterale della Villa Reale e che dal 1996 trova casa in via Ferrari. Si attraversa la zona più classica in cui i libri vengono custoditi in grossi volumi, alcuni risalenti ancora agli anni Venti. Un addetto mostra il sesto di dieci volumi che costituiscono l'intero romanzo de "I miserabili" di Victor Hugo. «Il territorio ha una realtà preziosa che non si conosce - osserva Bolognini - e che invece offre un servizio da preservare e valorizzare». Tra magazzino, zona di trascrizione e tipografia dove si stampano i testi nuovi, l'assessore ha incontrato anche i protagonisti della biblioteca, che rendono fruibili realtà culturali diverse anche ai non vedenti. Uno di questi è Gianluca Casalino, pianista concertista professionista non vedente che si occupa della riscrittura in Braille degli spartiti musicali. «La musica viene rappresentata per funzioni sequenziali - racconta Gianluca -, prima ci concentriamo sulla fase di apprendimento tattile e poi su quella di memorizzazione della mano destra e poi della sinistra. Quindi il tutto viene mandato a memoria già nella fase di studio, per poi utilizzare le mani per suonare. È un percorso complesso, ma ci permette di essere pronti per un concerto prima dei normodotati che studiano il pezzo e successivamente lo assimilano a memoria». «Gianluca è dipendente - spiega Stilla - ma esternalizzando il servizio, la riscrittura di uno testo di narrativa in Braille costa 4 - 5 euro a pagina, mentre per la musica il servizio costerebbe dai 10 ai 15 euro a pagina, perché sono rarissimi gli esperti competenti che se ne occupano. Per poter soddisfare sempre più utenti e avvicinare sempre più giovani non vedenti alla musica, sarebbe opportuno l'aiuto economico di Regione Lombardia». L'assessore si è impegnato a trovare il modo di includere tra le pieghe del bilancio anche un aiuto per i musicisti non vendenti. Bolognini si è poi intrattenuto con i diversi operatori, tra cui Sergio Toselli, tipografo storico. I testi in Braille sono una nicchia specializzata nel mare dell'editoria, quindi l'assessore ha chiesto a Sergio come fosse arrivato lì: «Negli anni Ottanta quando la biblioteca aveva ancora sede alla Villa Reale - ricorda Stefano - feci domanda per un lavoretto post diploma. Poi il mondo del Braille e la possibilità di essere d'aiuto a una tipologia particolare di fruitori mi ha affascinato e sono rimasto: quest'anno sono 30 anni».

di Cristina Bertolini