lunedì 19 novembre 2018

Blocnotes mese di novembre 2018, notiziario del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I.

Scaricabile al seguente link il numero di novembre del notiziario informativo mensile del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I., a cura di Massimiliano Penna

BLOCNOTES NOVEMBRE 2018 (formato .doc)

Dimostrazione telefoni/ausili per persone con disabilità visiva a cura dell'Azienda TifloSystem S.r.l. - Sabato, 24 novembre 2018 alle ore 10.00

C/o Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I.
Via Mozart, 16 - Milano 
Dalle ore 10.00 alle ore 13.00

Dimostrazione telefoni e molti altri ausili per persone con disabilità visiva a cura dell'Azienda TifloSystem S.r.l. 

A seguire è prevista una degustazione di prodotti veneti! :-)

Prenotazioni entro il 22 novembre p.v.
Per info: 0499366933 - 0276011893



Inclusione scolastica, cosa non funziona in Italia

Libreriamo del 17-11-2018

Ce lo spiegano Flavio Fogarolo e Giancarlo Onger, esperti di didattica inclusiva ed ideatori del gruppo facebook “Normativa inclusione”, nel loro libro…

MILANO. Agli insegnanti capaci di vedere il futuro, ai genitori che non si arrendono mai. È dedicato a loro “Inclusione Scolastica: domande e risposte”, il libro realizzato da Flavio Fogarolo e Giancarlo Onger, esperti di didattica inclusiva ed ideatori del gruppo facebook “Normativa inclusione“, creato per cercare di rispondere alle esigenze di chiarezza di genitori e insegnanti rispondendo direttamente a specifici quesiti e aiutando a cercare le norme che servono davvero. Il volume è una raccolta di oltre 200 domande, con relative risposte, postate sulla bacheca social. Abbiamo intervistato uno degli autori, Flavio Fogarolo, per capire a che punto siamo in Italia in merito all’inclusione scolastica.

Perché nasce il gruppo Facebook “Normativa inclusione”?

La normativa che regola l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, disturbi di apprendimento o altro, si è molto trasformata negli ultimi anni ma il sistema tradizionale di ricerca e consultazione delle leggi, basato sui manuali a stampa, non è stato sostituito da nulla di veramente efficace: non esistono siti completi e organizzati, e sui social circolano molte informazioni contraddittorie. Il gruppo “Normativa inclusione” cerca di rispondere alle esigenze di chiarezza di genitori e insegnanti rispondendo direttamente a specifici quesiti e aiutando a cercare le norme che servono davvero.

Quali sono le domande più frequenti che vi sono state poste?

Dipende molto dai periodi dell’anno: in questi mesi prevale di gran lunga la discussione sul PEI e il PDP, i piani educativi/didattici con i quali le scuole esplicitano gli interventi individualizzati che attiveranno per tutto l’anno scolastico. Fino a poche settimane fa l’argomento prevalente erano gli insegnanti di sostegno che mancavano; adesso il problema si sta finalmente risolvendo, anche non ovunque. In altri mesi dell’anno si tende a parlare maggiormente di valutazione, di viaggi di istruzione, di procedure per l’iscrizione, di prove INVALSI, di esami…

In Italia esiste una normativa che permette una soddisfacente inclusione scolastica?

Sulla carta sì, ma i problemi non mancano, purtroppo. E sono spesso i genitori che segnalano tante situazioni in cui l’inclusione non funziona proprio.

Cosa dovrebbero ancora fare scuola ed istituzioni per favorire l’inclusione scolastica?

Le criticità maggiori riguardano la formazione degli insegnanti (tutti, non solo quelli di sostegno) che troppo spesso si trovano a interagire con alunni che presentano disturbi o patologie di cui sanno troppo poco. Non si chiedono competenze da medici, ma se si vuole insegnare qualcosa a Nicola si deve per forza sapere come funziona.

Altra palla al piede del nostro sistema di inclusione scolastica è l’abitudine, ancora molto diffusa, a delegare il problema ai pochi addetti ai lavori mentre gli altri insegnanti si considerano autorizzati a lavorare solo su una ipotetica “normalità”.

Manca infine una reale responsabilità sul raggiungimento dei risultati: questi ragazzi hanno veramente imparato in base alle loro potenzialità? Sembra che nessuno possa mai dirlo con certezza.

A chi si rivolge principalmente il vostro libro?

A insegnanti e genitori. Anzi, la nostra dedica iniziale dice così: “Agli insegnanti capaci di vedere il futuro, ai genitori che non si arrendono mai.”

Vedere il futuro significa saper lavorare per la vita, non per la scuola: non è facile, ma non ci sono alternative.

Che i genitori di questi alunni non si arrendano mai è un dato di fatto. A volte a scuola passano per rompiscatole, impiccioni e mai contenti: è il loro modo di difendere i propri figli più fragili, e a loro va tutta la nostra stima e solidarietà.

di Salvatore Galeone

Restyling dei gabbiotti dei ciechi. Non c'è più spazio per gli abusivi

Il Giorno del 18-11-2018

MILANO. «UNA VOLTA a Milano ce n'erano una cinquantina. Niente a che vedere con i gabbiotti di adesso. Erano semplici tavolini arrangiati. Poi c'è stata un'evoluzione. Ora sono otto, ai piedi della Madonnina. Belli, sul modello delle nuove edicole: abbiamo investito 350mila euro». Un punto d'orgoglio per l'Unione italiana ciechi e ipovedenti di Milano, di cui Rodolfo Masto (nella foto) è presidente. Parla dei botteghini sistemati ai lati dei portici di corso Vittorio Emanuele II e dintorni, da decenni gestiti da non vedenti che vendono biglietti della lotteria e souvenir. «Consentono di avere un lavoro a chi, magari anziano, così arrotonda la pensione. E per i giovani una prima esperienza, anche temporanea», evidenzia Masto. I vecchi gabbiotti sono stati sostituiti da strutture più moderne e con i comfort, riscaldamento d'inverno e aria condizionata d'estate. «Unica pecca: la dimensione ridotta». Al lato, la pubblicità. «Il 50% degli incassi serve per coprire la spesa sostenuta per le nuove strutture - chiarisce Masto -. Il resto, per servizi di accompagnamento e assistenza ai non vedenti, 15mila prestazioni all'anno. I volontari purtroppo sono sempre meno». Ma l'Unione dei ciechi non vuole fermarsi al restyling: «Abbiamo in mente progetti ambiziosi. Il primo: trasformare questi gabbiotti in punti informativi in cui poter acquistare pure biglietti di ingresso a teatri e musei. Grazie alla tecnologia i non vedenti possono accedere ai database e compiere tutte le operazioni necessarie». C'è un altro sogno: «Aumentare il numero dei nostri botteghini estendendoli in più quartieri, magari con meno vincoli dal punto di vista paesaggistico, così da poter avere più spazio». E più servizi da offrire. DUE ANNI FA strutture abusive erano finite sulle pagine del Giorno, che denunciò i finti-ciechi che lavoravano senza autorizzazione. Dopo l'intervento di Palazzo Marino, l'ordine è stato riportato con l'aiuto dell'Unione ciechi ed è stato siglato un accordo per evitare il ripetersi del fenomeno. Ma anche per tenere lontani i furbi «che spesso si sistemavano accanto ai nostri gabbiotti con tavolini e sedie vendendo merce, lasciando intendere che fossero affiancati a noi. Ma non era vero» ricorda Masto. Adesso, accanto alle strutture chiaramente riconoscibili e uguali tra loro, non c'è più spazio per gli abusivi. (M.V.)

venerdì 16 novembre 2018

È cieca ma fa la navigatrice La sua storia diventa un film

La Tribuna di Treviso del 15-11-2018

A raccontare l'impresa di Elisa è il videomaker castellano Daniele Costa. Lei "legge" le curve in braille, lui coglie l'esperienza con 5 microcamere in auto.

Oltre i limitiIl regista è castellano, e al centro del suo cortometraggio c'è una storia che farà molto discutere, in positivo: quella di Elisa, non vedente che fa la navigatrice di rally "leggendo" la strada in braille. Lui è Daniele Costa, 26 anni, cresciuto a pane e cinema, impegnato da sempre nell'associazione "Viviamo Borgo Pieve" e nel movimento "Sottosopra". Già premiato al Revine Lago Film Fest, si accinge ora a presentare un altro cortometraggio cinematografico: "Il Circuito", 14 minuti di riprese che raccontano la storia di Elisa Moscato, una non vedente che fa da navigatrice rally nel "Progetto Mite" di Brescia grazie al quale ipovedenti e non vedenti, forniti di road book in braille o ingrandito, svolgono il ruolo di navigatori in gare di regolarità e rally. Quest'anno sono già state corse la Lessinia 8 Sport e la Valsugana Historic 2018.Daniele Costa ha raccontato la sua avventura, il suo coraggio, la sua speranza. Elisa è non vedente dall'età di 17 anni a causa di una malattia congenita. Il lavoro fatto da Daniele osserva e ripercorre, attraverso il mezzo video, le sue modalità di ridefinizione spaziale e le esigenze interpretative del mondo che la circonda. Da circa quattro anni Elisa fa la co-pilota di rally, sport che le consente di rielaborare il proprio spazio e i propri confini in relazione e grazie all'attività sensoriale che compie. Da quando Elisa ha perso la vista, le immagini di cui aveva avuto esperienza sono rimaste nella sua memoria, contribuendo a determinare un nuovo processo di apprendimento della realtà circostante. Il rally è diventato per lei un'esperienza totalizzante che le permette di acquisire sensazioni e stimoli connettendoli alle immagini appartenenti alla sua memoria. Ad aiutare Daniele nella sua ricerca sono stati Gilberto e Barbara Pozza, padre e figlia, che con il loro progetto Mite aiutano i non vedenti ad applicarsi nel mondo del rally. Il cortometraggio di Daniele è un mix tra adrenalina, speranza e sensazioni che Elisa prova mentre si trova dentro all'abitacolo. L'abitacolo, il suono del motore, fanno del cortometraggio un capolavoro sui generis. Il cortometraggio verrà presentato ufficialmente venerdì 23 a Padova in quel di Porto Astra, cinema multisala nei pressi della stazione. Durante le riprese, Daniele Costa ha cercato di portare lo spettatore ad immedesimarsi nel "sedile" di Elisa, nella sua postazione, nel suo ruolo tanto cruciale quanto difficile nella sua descrizione cinematografica. «All'interno dell'abitacolo sono state inserite cinque telecamere che osservano e registrano le modalità di apprendimento di sensazioni esterne da parte di Elisa», rivela Daniele.

di Elia Cavarzan

giovedì 15 novembre 2018

Ecco il Progetto "Born to climb" Arrampicate per non vedenti

La Provincia di Como del 14-11-2018

Dedicato agli adolescenti e ai bambini con disabilità visive. La "Montagna terapia", così, è un approccio terapeutico-riabilitativo.

LECCO. Camminare, scalare, cimentarsi con elementi in teoria ostili come il ghiaccio e addirittura sciare. Queste erano attività che fino a una decina di anni fa erano praticate solo dai normodotati: ambienti di roccia, neve o ghiaccio non erano nemmeno presi in considerazione per i disabili.

LA NOVITÀ.

Poi però le cose sono cambiate. "Born to climb" (nati per arrampicare) è un interessante progetto che coinvolge i non vedenti nell'arte della scalata, un percorso di didattica inclusiva pensato per avvicinare bambini, adolescenti e giovani con disabilità visive alla pratica dell'arrampicata. Il progetto è sostenuto dalla Cooperativa La Vecchia Quercia in collaborazione con i Ragni di Lecco Asd e il Consorzio Consolida Lecco. Il programma dell'iniziativa "Born to climb" prevede un ciclo di incontri nei quali ragazzi ciechi e ipovedenti tra i 6 e i 17 anni, residenti in provincia di Lecco, possono testare l'esperienza dell'arrampicata sportiva. Il primo appuntamento si è svolto sabato scorso presso la palestra dei Maglioni rossi a Lecco ed è stato un successo: «È stata un'occasione di incontro fra partecipanti e istruttori per familiarizzare con l'arrampicata, sperimentando in prima persona una prima vera "scalata verso la cima"», spiegano gli organizzatori.

PROGETTO. Il progetto unisce le competenze degli educatori con quelle degli istruttori di arrampicata, un'iniziativa che segue la filosofia della "Montagna terapia" che da qualche anno molte sezioni del Club alpino italiano portano avanti con numerose uscite e da qualche tempo è anche oggetto della Commissione scientifica del Cai. La "Montagna terapia", infatti, è un approccio terapeutico-riabilitativo e socio-educativo finalizzato alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione degli individui portatori di differenti problematiche.

LA SFIDA. «Ogni ragazzo arrampicando ha così la possibilità di mettersi in gioco e affrontare le proprie scalate in tutta sicurezza - spiegano gli organizzatori - insieme alla guida esperta degli educatori de La Vecchia Quercia e agli istruttori Fasi, per i quali è prevista una formazione specifica.È un'iniziativa che promuove i benefici psicofisici dello sport in generale e soprattutto di questa disciplina che per sua natura spinge i climber a sfidare i propri limiti». Lo sport, così, diventa un'occasione per mettersi alla prova: «Con "Born to climb" l'arrampicata sportiva diventa così uno strumento di inclusione sociale - concludono - non solo incoraggia una competizione propositiva verso se stessi, ma, allo stesso tempo, educa al confronto e alla fiducia verso gli altri, attraverso un processo educativo orientato all'integrazione». (A. Mas.)

mercoledì 14 novembre 2018

"Guardare con le mani, toccare con gli occhi", ecco la mostra dei libri braille

Press-IN anno X / n. 2457

MonzaToday del 14-11-2018

"Guardare con le mani, toccare con gli occhi", ecco la mostra dei libri braille

LISSONE. “Guardare con le mani, toccare con gli occhi”. È il nome della mostra del libro tattile organizzata dal comune di Lissone da sabato 17 a sabato 24 novembre. Dal 17 al 25 novembre 2018 ricorre infatti "La settimana nazionale Nati per Leggere" istituita nel 2014 per promuovere il diritto alla lettura ed alle storie delle bambine e dei bambini. Il periodo coincide con la data del 20 novembre, giorno in cui ricorre la Giornata Internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

In concomitanza con la ricorrenza, la Biblioteca propone momenti di lettura e condivisione attraverso l’esperienza del libro tattile con i bambini e le loro famiglie. 
Dai libri di stoffa per i più piccoli, ai cartonati, fino ai pop up e ai libri braille, Il libro, in tutte le sue declinazioni diventa un mezzo di conoscenza e di scoperta.Proprio i libri braille rappresentano un importante patrimonio che viene presentato all’utenza lissonese durante questo evento, restando sempre a disposizione dei bambini per la consultazione.

I libri braille, nel numero complessivo di sei volumi, sono stati donati alla Biblioteca di Lissone dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Prociechi – Onlus, nell’ambito del progetto “A spasso con le dita”. Il progetto nazionale è stato avviato nel novembre 2010 a sostegno dell’integrazione fra ragazzi ciechi, ipovedenti e vedenti, ideato dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Prociechi Onlus.

Il progetto ha previsto la fornitura gratuita di una collezione di 6 libri tattili a biblioteche pubbliche, reparti pediatrici, istituzioni impegnate nella promozione della lettura e istituzioni che operano per l’integrazione scolastica e sociale dei bambini minorati della vista. La biblioteca di Lissone è stata selezionata tra i beneficiari dal comitato scientifico del Progetto Nazionale Nati per Leggere. 
“Come negli anni precedenti si conferma l’attenzione della Biblioteca lissonese nell’avvicinare i bambini, sin da piccolissimi, alla conoscenza del libro come oggetto ed alla lettura. L’adesione, sempre entusiasta, dei bibliotecari al progetto nazionale “Nati per leggere” è uno degli aspetti del lavoro di sensibilizzazione che l’Amministrazione, proprio attraverso la sua biblioteca, porta avanti - dichiara l’Ass.re Tremolada alla Cultura - La donazione dei libri braille è un ulteriore riconoscimento che ci consente di implementare il patrimonio in direzione inclusiva”.

La mostra del libro tattile “Guardare con le mani, toccare con gli occhi”, è visitabile da sabato 17 fino a sabato 24 novembre con i seguenti orari: mart-ven 9.30 - 12.30 e 14.00 - 18.30; sab. 9.30 - 12.30 e 14.00 - 17.30.