mercoledì 1 agosto 2018

Una mappa tattile mostrerà ai ciechi Sant'Ignazio


Gorizia. Inaugurata la mappa tattile della chiesa di Piazza Vittoria.

Il Piccolo di Trieste del 31-07-2018

Con postazione dedicata alla chiesa di piazza Vittoria si amplia il progetto #goriziaconTatto rivolto ai non vedenti e agli ipovedenti.
GORIZIA. Le splendide e antiche architetture della Chiesa di Sant'Ignazio da oggi sono a disposizione anche di chi non può coglierne la bellezza, quantomeno a livello visivo. È stata inaugurata la Mappa tattile della chiesa di piazza Vittoria. Si tratta di una postazione da toccare, come una mappa in rilievo, con alfabeto Braille destinata a non vedenti e ipovedenti. L'iniziativa nel suo complesso è stata realizzata nell'ambito del progetto #GoriziaconTatto, ideato dalla sezione di Italia Nostra, con la collaborazione dell'Uici e della facoltà di Ingegneria e Architettura dell'Università di Trieste e il contributo della Fondazione Carigo. I progetti della mappa e del sostegno sono a cura di Veronica Riavis. Hanno collaborato anche il Comune, l'Istituto regionale Rittmeyer per i Ciechi di Trieste, il Museo Tattile Omero di Ancona, l'Istituto dei Ciechi Cavazza di Bologna, le Università di Trieste e Udine, l'Erpac, i Musei provinciali, l'Isis Galilei di Gorizia e altri. Sinergie e un programma che coinvolge - al momento - cinque siti storici e museali, ognuno con un intervento indirizzato all'utenza cieca e ipovedente. Il primo degli interventi ha messo al centro Palazzo Coronini Cronberg con la riproduzione, per mezzo di stampanti 3D, di due "Teste di carattere" dello scultore Messerschmidt. Ulteriori interventi sono stati realizzati in castello, con una mappa tattile arricchita da una tabella esplicativa in Braille. Coinvolta anche la Sinagoga, con il restauro di un modello in legno della stessa e delle dispense esplicative, mentre a Palazzo Attems Petzenstein, sede della pinacoteca, è stata realizzata la riproduzione della parte centrale della facciata. Tempo fa l'associazione aveva espresso il desiderio di ampliare ancora il progetto coinvolgendo il Duomo, l'interno della pinacoteca di Palazzo Attems e il Giardino Viatori. (E.M.)

A spasso con Iubilantes lungo quei percorsi accessibili a chiunque

La Provincia di Como del 31-07-2018

COMO. Si chiama Camminacittà ed è un portale bilingue, unico in Italia, che dal 2009, racchiude mobilità dolce, turismo sostenibile e accessibilità. È frutto di un lavoro di squadra, iniziato grazie ad un "cammino", tra associazione Iubilantes, Uici di Como (Unione italiana ciechi ed ipovedenti), Politecnico e con una vasta rete di collaborazioni e partner (enti pubblici e privati, varie realtà e con la collaborazione di un progetto Interreg). Il sito presenta e fa riscoprire percorsi pedonali urbani, per ora, in otto località. In tutti i dettagli, anche in inglese: descrizione, mappe, tempi, punti di interesse, intersezioni con percorsi, collegamenti ai mezzi pubblici e parcheggi. E dà indicazioni oggettive sulle barriere architettoniche, così ciascuna persona può farsi una sua opinione sulla reale accessibilità. Non si tratta di percorsi certificati o misurati nella loro accessibilità. Il portale presenta, invece, itinerari "lenti" - è riscoprire il mondo come il pellegrino antico - di alta valenza culturale e vengono forniti dati utili, in modo che ogni potenziale utente, possa valutarne l'accessibilità effettiva, cioè il grado di fruibilità da parte di persone con esigenze specifiche. I soci di Iubilantes hanno messo a disposizione la lunga esperienza nei cammini. «Il progetto è iniziato quando Mario Mazzoleni era presidente di Uici, avevamo fatto anche dei viaggi ed iniziato a pensare al tema di come leggere le città - dice Ambra Garancini, presidente di Iubilantes - Con alcune persone di Uici avevamo fatto un'esperienza straordinaria: la mostra "Monumenti da toccare". Poi ci siamo detti "Perché non studiamo le città e facciamo dei percorsi?"». Qui la "scintilla". Poi, come detto, si amplia la rete di collaborazioni. Nell'équipe, tra gli altri, i presidenti di Uici che si sono succeduti. Il sito web è stato certificato come accessibile da soci Uici, che peraltro hanno testato in concreto gli itinerari. «Dal punto di vista umano abbiamo condiviso tanto e anche l'esperienza di costruire insieme i percorsi. - spiega Garancini - È fondamentale, inoltre, il fatto di avere l'esperienza di persone non vedenti ed ipovedenti, che ci ha fatto conoscere molto meglio quello che ci sta attorno, in tanti aspetti». Occorre precisare che nel progetto si tratta di «accessibilità universale», per tutti. Non solo per persone non vedenti ed ipovedenti, che collaborano al progetto. «Il concetto di base è una città per tutti. Un approccio alla città il più inclusivo possibile - conclude - La città, il bello, devono essere per tutti». Significa pensare a qualsiasi potenziale utente dei percorsi, cittadini o turisti. (M.Aia.)


Liv Aakvik dal palco all'audiolibro: "La mia voce per i disabili"

Avvenire del 31-07-2018

OSLO. Così come l'inverno è stato lungo e molto freddo, con il termometro sceso anche a meno trenta, e lunghe notti gelate, l'estate a Oslo è calda come mai lo è stata negli ultimi trent'anni. Incontro Liv Aakvik all'1B di Observatoriegaten, dove si trova il Norsk lyd - Og Blindeskriftbibliotek, la Biblioteca norvegese audio e braille per i ciechi. Mentre fuori il sole del nord acceca e rischiara ogni cosa, lei se ne sta dentro un minuscolo studio buio e refrigerato a registrare.
È un'attrice dello storico Tramteater, il gruppo più importante di teatro politico norvegese, e in passato ha collaborato anche con Dario Fo e Franca Rame. Entrati nello spazioso edificio, mentre saliamo al secondo piano, mi spiega che ci troviamo in una biblioteca pubblica dove si producono audio-libri, o si traducono quelli cartacei in braille, e non è riservata solo ai non vedenti, ma a tutte le persone che hanno difficoltà a leggere un testo scritto, come per esempio i dislessici.
«Ci sono malattie come la sclerosi multipla - dice mesta - che non ti permettono più di girare le pagine di un romanzo». I libri sono letti anche in inglese, in somalo e persino in urdu, per i pakistani che vivono a Oslo, e da tutta la Norvegia cinquantamila persone ogni anno scaricano sui propri pc libri di tutta la letteratura mondiale, compresa quella italiana, di cui sono state registrate 130 opere, tra le quali quelle di Machiavelli, Dante, Moravia, Pasolini, Pirandello e Primo Levi. Lei viene qua dal 1988, ne ha letti moltissimi in questi anni, per giorni, in completa solitudine dentro la sala di registrazione, a raccontare capitolo per capitolo e a calibrare la voce. In questo periodo sta registrando l'autobiografia del politico socialdemocratico Jen Evensen. «Prima di iniziarlo pensavo che fosse un libro noiosissimo - racconta divertita -, invece l'ho trovato interessante. Lui, ha giocato un ruolo fondamentale nella Norvegia moderna, soprattutto nel periodo del boom del petrolio, quando ha capito che le multinazionali dovevano sfruttare i giacimenti senza che lo stato perdesse la sovranità».
Adesso sta leggendo un «giallo criminale», così lo definisce, di Eva Joly, una norvegese eletta al Parlamento europeo in Francia, che ha combattuto per tutta la vita la corruzione ad ogni livello. «Ogni libro ha la sua voce - dice Liv, con umiltà -, cerco di trovare quella del libro, ma è sempre la mia voce. Faccio prima delle letture per cercare il tono, la chiave interpretativa». Ma a volte mentre registra, pensa alle persone che la ascolteranno, «devono sentire il libro, entrare nel libro, e non pensare a me che leggo, e questo è difficile, perché la mia deve essere una interpretazione naturale ». Dice che alcuni suoi colleghi si commuovono mentre leggono, ha visto anche persone piangere, mentre lei mantiene sempre una distanza professionale. Ha letto libri inglesi, svedesi, francesi tradotti, ma sono storie leggere, rassicuranti, non la grande letteratura, e anche se sono gialli, non si tratta mai di cose molto tragiche. Mentre conversiamo, sbuca dal corridoio un uomo alto e capelluto, il viso molto espressivo, Anders Ribù. «Lui legge la grande letteratura - dice Liv invitandolo -, è uno dei più bravi lettori di audiolibri norvegesi». Il tipo si ferma, mi spiega che adesso sta leggendo la scrittrice tedesca Lesa Fenny Erpenberg, ma con la sua voce ha dato vita anche all'Inferno di Dante Alighieri, Dostoevskij, Tolstoj, molta letteratura russa.
L'idea che Liv leggesse ad alta voce a una platea di ciechi però mi piaceva, e anche quella che ogni uomo è un libro, come succede nel toccante finale di Fahrenheit 451, il film di Truffaut tratto dal romanzo di Bardbury, dove i sopravvissuti a un disastro nucleare si ritrovano sulle rive di un fiume ed ognuno è la memoria di un'opera della letteratura mondiale che conosce e racconta ad alta voce a memoria senza possederne copia per non trasgredire la legge.
di Angelo Ferracuti

sabato 28 luglio 2018

Corte dei conti contro Miur: "Sui disabili disorganizzato, inadeguato, omissivo"


La Repubblica del 28-07-2018

La relazione sul quinquennio 2012-2017: "A scuola gli studenti con bisogni sono il 2,9 per cento, un record. "Praticamente raddoppiati in tutte le regioni". I docenti dedicati sono 154 mila, il costo per lo Stato pari a 5,1 miliardi di euro. I numeri dell'Abruzzo e le 225 sentenze in Sicilia che hanno assegnato più ore.
ROMA. La Corte dei conti affonda la scuola italiana sul suo aspetto più delicato: il sostegno. Ieri l’organismo di controllo contabile ha reso pubblica la sua relazione “Gli interventi per la didattica a favore degli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali”. Considera il quinquennio 2012-2017 e si spinge, in alcuni casi, dentro l’anno scolastico appena concluso. Spiega il lavoro: il sistema "disabilità scolastica" costa 5,1 miliardi di euro l’anno. Quattro miliardi servono solo per pagare gli stipendi ai docenti specializzati. Bene, nelle considerazioni finali la Corte dei conti scrive: “La coesistenza sul tema di scuola, enti locali e servizi sanitari ha mostrato la farraginosità dell’impianto, la genericità delle intese e un’estrema frammentarietà degli interventi”. Un’estrema frammentarietà degli interventi, sì. Che ricasca sugli studenti, le loro famiglie. Si manifestano, poi, “carenze in tema di dati e indicatori sulla qualità dell’istruzione e dell’inclusione degli studenti con disabilità”. Nel dettaglio: sono pochi gli interpreti della lingua dei segni per bambini sordi, limitati il materiale didattico e le tecnologie di ausilio.
Nelle 129 pagine scritte dal relatore Leonardo Venturini si trovano, enucleati in testa, i sei punti del ritardo italiano sulla questione. Sono: l’inadeguatezza di una pianificazione delle risorse per l’integrazione a livello centrale, la si definisce addirittura “un’incapacità previsionale dell’amministrazione”, quindi la rigidità delle procedure operative, la debolezza esecutiva degli strumenti di coordinamento fra le diverse istituzioni, “un intreccio non virtuoso”. E poi i ritardi nell’erogazione delle risorse alle scuole, la mancanza di informazioni ispirate all’evidenza statistica dei dati, cosa che va di pari passo con “la carenza nell’attività di valutazione dell’efficacia delle prassi di integrazione e inclusione”. Infine, "l’incertezza ed episodicità delle risorse finanziarie dedicate". Un disastro amministrativo, ecco.
All’interno del ministero dell'Istruzione – seguendo i ragionamenti della Corte dei conti – si allarga una babele di uffici non dialoganti “articolata in una molteplicità di strutture operanti” nelle diverse direzioni generali, a cui si aggiungono, sul territorio, gli Uffici scolastici regionali “che svolgono analoghe funzioni”. Un raddoppio di strutture per gli stessi compiti. La magistratura sottolinea – cosa che, d’altro canto, si può applicare a tutto ciò che riguarda il Miur – “la difficoltà incontrata nell’ottenere le informazioni sia sulla dimensione della disabilità presente nella scuola sia sugli elementi finanziari e gestionali”. Di più, “è lontana la realizzazione di un sistema integrato di fonti informative” e, il commento porta avanti l’accusa, “le omissioni del ministero si prestano a rilevanti stigmatizzazioni”.
Gran parte dei soldi prima erogati dallo Stato, a causa delle spending review che si sono succedute a partire dal 2012, sono diventate “risorse non aventi natura obbligatoria” con ricadute “sulla tenuta dell’intero sistema educativo”. Scrive la Corte dei conti: “Una concreta integrazione passa attraverso l’assegnazione di finanziamenti certi e continui”.
Un nodo critico cruciale nelle politiche scolastiche di sostegno, sottolinea il relatore Venturini, è l’accelerata mobilità del personale docente, di sostegno e no. Si tratta di un fattore che non favorisce l’integrazione, “talché sarebbe necessario individuare soluzioni organizzative che agevolino la continuità didattica per l’alunno diversamente abile”. La Riforma Faraone del 2017 ha cercato di porre un freno alle specializzazioni sul sostegno prese dai docenti solo per ottenere punti di carriera che consentono di avere prima una cattedra.
Gli alunni diversamente abili sono passati dal 2,3 per cento dell’anno scolastico 2011-2012 al 2,9 per cento del 2016-2017. Una crescita di un quarto in cinque anni. In Calabria, alle elementari, il 4,46 per cento sul totale ha bisogno di aiuto. E così il 4,74 per cento in Abruzzo alle medie e, sempre in Abruzzo, il 3,66 nelle superiori. Ecco, la distribuzione territoriale. Nella scuola dell’infanzia e nelle superiori la maggiore concentrazione di alunni diversamente abili è in Centro Italia, nella scuola primaria si registra nel Meridione, nelle medie al Nord. In generale, negli ultimi cinque anni la disabilità nell'infanzia (3-6 anni) è raddoppiata in termini percentuali in tutte le regioni.
Dai dati Istat emerge che l’8,5 per cento delle famiglie di alunni con bisogni (scuola primaria) ha presentato un ricorso al tribunale civile o amministrativo per avere un maggiore numero di ore di sostegno. Nel Mezzogiorno la quota di famiglie che si è rivolta alla magistratura è decisamente più alta. Nel 2016-2017 – questi sono dati diretti Miur – ci sono state 24 sentenze sul tema in Campania, 30 sentenze e 12 ordinanze in Lombardia, ben 228 sentenze e 175 ordinanze in Sicilia con un ripristino, qui, di 2.292 ore di sostegno. Solo in Campania, va considerato, nel 2015 c’erano 1.008 alunni ospedalizzati.
A fronte di un tema – l’handicap a scuola - che è stato affrontato per la prima volta nel 1975 sotto la ministra Franca Falcucci, l’ultimo monitoraggio (17 marzo 2018) ha fatto emergere che i numeri del personale docente per il sostegno sono sempre cresciuti passando da quota 110.216 nel 2014 ai 154.432 dell’ultima stagione (un terzo sono insegnanti in deroga). Il tetto di un docente in deroga ogni 138 alunni è stato a lungo non rispettato e alla fine abolito. Il problema è che sono cresciute anche le certificazioni di disabilità raggiungendo nel 2016 la cifra di 254.366. Ognuna di queste comporta una spesa media di 33 mila euro anno: 5,1 miliardi il totale, appunto. “Il fenomeno è da tenere sotto osservazione”, dice la Corte dei conti, “attraverso un continuo monitoraggio dei posti di sostegno in deroga e la crescita di un sistema di verifica”. A proposito del sempre contestato rapporto tra sostegno e medicalità, si legge: “La presenza di un legame tra disabilità e accertamento medico-legale non è in linea con quello espresso dalla Convenzione Onu e la certificazione del deficit continua ad essere un’attestazione di natura medica”. Non scolastica.
È interessante notare come ancora nel 2016 i docenti laureati sul sostegno fossero quasi 56 mila, i diplomati oltre 68 mila. E come, nelle ultime stagioni, il Miur abbia ripristinato l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica.
di Corrado Zunino

venerdì 27 luglio 2018

Ford Feel The View, anche i non vedenti potranno godere dei paesaggi mentre viaggiano

Da Ford e AEDO arriva Feel the View, per un paesaggio “in punta di dita”!

DigitalDay.it del 27-07-2018

Ford partecipa con AEDO allo sviluppo di Feel The View, un apparecchio che tramite opportune vibrazioni, permetterà ai non vendenti di leggere immagini dei paesaggi circostanti, in viaggio e non solo.
Nella splendida cornice delle Dolomiti, presso Cortina d'Ampezzo, in occasione della presentazione della nuova Ford Ecosport AWD, abbiamo avuto modo di provare "Feel the View", un innovativo dispositivo che permette ai non-vedenti di godere del paesaggio fuori dal finestrino dell'auto, sentendolo con il tatto e l'udito.
L'idea nasce dal desiderio di rendere accessibile a tutti la bellezza dei panorami quando si viaggia in auto (e non solo). In quest'ottica la casa automobilista Ford, incarnando lo spirito che era già di Henry Ford, di voler migliorare la vita delle persone, cambiando il modo in cui si muovono, ha supportato questo progetto di AEDO, start-up italiana specializzata nello sviluppo di sistemi d'ausilio alle persone non vedenti e ipovedenti. Ford ha agito così da facilitatore, permettendo la realizzazione di un prototipo perfettamente funzionante che abbiamo provato di persona.
Il dispositivo, lungo poco più di 30 cm, si applica direttamente al finestrino dell'auto e integra, rivolta verso l'esterno del veicolo, una fotocamera che scatta una foto del paesaggio che si vuole "vedere".
A questo punto Feel The View è in grado di decodificare l'immagine e, riducendola in scala di grigi a 256 colori, la trasforma in una sorta di mappa tattile dove, ad ogni gradazione di grigio, è associata una specifica intensità di vibrazione.
Dei particolari attuatori trasferiscono quindi questa vibrazione al finestrino dell'auto, dove il non-vedente, passando il dito sulla superficie, può recepirle e interpretarle.
La sofisticata tecnologia di Feel The View infatti, riesce a identificare la precisa posizione del dito sulla superficie, e ritornare la corretta vibrazione relativa alla porzione dell'immagine che si sta esplorando.
Idealmente così, con il dito e il solo uso del tatto, è possibile seguire, e così percepire, il profilo di una montagna, di una nuvola o di un edificio. Nello stesso tempo, l'intensità della vibrazione ci darà un'idea del suo colore, della sua intensità luminosa, e renderà molto intuitivo il "passaggio" da una struttura all'altra.
Il movimento del dito è recepito attraverso dei sensori di prossimità sulla base del dispositivo, mentre le vibrazioni sono emesse da particolari attuatori. Il "cervello" del sistema è basato su una piattaforma Arduino mentre la fotocamera (almeno quella presente del prototipo) era una comune GoPro.
A migliorare l'esperienza c'è anche il supporto di una intelligenza artificiale online, alla quale la foto scattata al paesaggio viene inviata in tempo reale e che la ritorna sotto forma di descrizione vocale così che al non vedente viene anche descritta la natura di quello che sta percependo con il tatto scorrendo il dito sulla superficie.
Per la realizzazione del prototipo sono state coinvolte persone appartenenti ad alcune associazioni, come la sede italiana di Views International o l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Nella fase di studio sono stati ascoltati i loro desideri, mentre in quella di progettazione si è cercato di interpretarne al meglio le impressioni, elaborando le reazioni nell’utilizzo della nuova tecnologia, in modo da realizzare un prototipo definitivo in linea con le loro esigenze. Insieme a noi, sulle Dolomiti, c'erano anche due di loro, ed è stato molto emozionante vedere la loro gioia nel momento in cui, per la prima volta, erano in grado di godere di quello stupendo panorama.
Dal canto nostro, pur non essendo certamente allenati al pari di chi ha sviluppato una sensibilità al tatto superiore alla media, siamo riusciti a cogliere i profili delle montagne, percependo chiaramente le variazioni di intensità delle vibrazioni.
Abbiamo apprezzato l'ottima risoluzione del sistema di tracciatura del tocco sul finestrino, che riesce in maniera molto precisa a seguire il tracciato e restituire così le opportune vibrazioni che, sulla superficie altamente riflettente del vetro, erano chiaramente interpretabili anche per noi.
Attualmente non ci sono piani di sviluppo definitivo, ma secondo AEDO questo prodotto potrebbe andare in commercio a circa 100 euro, un prezzo decisamente competitivo, se paragonato ad altri sistemi Braille che costano comunemente intorno ai 2.000 euro.
di Alessandro Cucca

martedì 24 luglio 2018

Inizio anno scolastico rischia di partire senza docenti, posti vacanti in Lombardia

UIL Scuola Lombardia: fra pensionamenti e trasferimenti in Lombardia si partirà con migliaia di posti vacanti che non si riuscirà a coprire in tempo.

OrizzonteScuola.it del 24-07-2018

Il Segretario generale UIL Scuola Lombardia Carlo Giuffré – Con oltre 2000 pensionamenti di docenti e i movimenti relativi ai trasferimenti in altre regioni avvenuti nelle scorse settimane,
il dato allarmante per le scuole della Lombardia è quello che si partirà con migliaia di posti vacanti che non si riuscirà a coprire per tempo, se non ci sarà un’attenta programmazione già da ora.
Il risultato finale che si prefigura in Lombardia dopo i trasferimenti è comunque quello che avremo migliaia di posti vacanti di cui:
• 1371 alla scuola primaria
• 482 all’infanzia
• 1203 posti di Lettere
• 1079 di Matematica alle Medie
•oltre 2000 posti da coprire alle Secondarie di 2° grado, tra le quali spiccano Materie letterarie, Matematica, Matematica e Fisica, Tecnologia informatica, Tecnologia meccanica.
A tali posti vacanti in organico di diritto, se ne aggiungeranno altri innumerevoli che si renderanno vacanti per via delle assegnazioni provvisorie in altre regioni e su tali posti si dovranno convocare i docenti per l’assunzione a tempo determinato, con una calendarizzazione sicuramente poco compatibile con l’inizio del nuovo anno scolastico che comporterà ripercussioni sugli alunni che saranno privati del diritto di avere gli insegnanti sin dal primo giorno di scuola.
Appare chiaro che la tempistica ordinaria dei trasferimenti, quella dei concorsi e delle assunzioni sui posti vacanti non garantisce il regolare funzionamento del sistema scuola e tutti gli anni il problema si ripropone.
Oltre a ciò, un’ulteriore grandissima problematica è quella dei docenti con diploma magistrale assunti in ruolo con riserva che si pensa di tutelare con il “decreto dignità” che non fa altro che aggravare ancora una volta il sovraccaricare le aule di Giustizia e rendere precarie le condizioni di lavoratori, alunni e famiglie.
La UIL scuola su questa problematica ha avanzato una proposta concreta che prevede un intervento legislativo urgente che possa sanare gradualmente la situazione, a partire da un’analisi delle situazioni giuridiche del personale interessato e dei tanti posti liberi esistenti nel settore primario.
Ove non ci siano controinteressati, appare superfluo licenziare, trasformare i contratti in presenza di posti vacanti su cui è facile trovare soluzioni che prevedano lo scioglimento positivo della riserva con cui sono stati assunti in ruolo.
Per quanto riguarda il sostegno agli alunni diversamente abili, la UIL Scuola Lombardia ritiene sia “drammatica” la situazione dei posti di sostegno scoperti nelle scuole statali della regione:
• 2415 alla scuola media
• 1137 alla scuola primaria
• 457 alla scuola secondaria di 2° grado
• 233 alla scuola dell’infanzia
Dopo l’approvazione del D.Lvo. n. 66 del 13 aprile 2017 – Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107, che prevede una formazione specifica con adeguata e specifica formazione del personale docente da utilizzare sulle diverse disabilità, ci ritroveremo a settembre con migliaia di posti da coprire con personale senza alcuna competenza specifica!
Il diritto allo studio e l’inclusione dei diversamente abili viene assicurata solo a parole; nelle scuole della Lombardia i posti verranno coperti con supplenti annuali e temporanei privi di titolo di specializzazione e di competenze specifiche, che accettano la nomina su posto di sostegno per assicurarsi uno stipendio e fanno quello che possono.
È una situazione catastrofica e non accettabile da chi come noi della UIL Scuola crede nella funzione che la scuola è chiamata ad assolvere.
Affinché vi sia un’inclusione di qualità, occorre investire realmente ed adeguatamente sulla formazione dei docenti specializzati mancanti e di conseguenza sugli alunni con disabilità che usufruirebbero del vero diritto allo studio.
Per superare questa “piaga” riteniamo che a livello regionale, di concerto con Regione Lombardia, confidando nella sensibilità dell’Assessore all’Istruzione e lavoro e dell’USR, si debba aprire un tavolo che coinvolga il MIUR per provare a trovare una soluzione possibile, ovvero un piano straordinario finanziato dalla regione che coinvolga le Università lombarde al fine di istituire corsi annuali di specializzazione per il sostegno in numero adeguato ai posti organico di sostegno vacanti nella regione
La regione ha competenze sul diritto allo studio e sull’inclusione che deve essere assicurata in modo adeguato; ha il dovere quindi di metterci le risorse economiche necessarie per la formazione dei docenti abilitati che aderirebbero in massa, se le Università aprissero detti corsi con numeri di accesso congrui.
Avremmo finalmente, se non del tutto, in larga parte, coperto con persone specializzate i posti di sostegno vacanti e daremmo veramente ai diversamente abili possibilità di apprendimenti e miglioramenti psico-fisici.

Ciechi in cammino sui sentieri di montagna

Valle d’Aosta: quando il turismo è a misura di tutti!

Libero del 24-07-2018

VALLE D'AOSTA. Due ore di passeggiata in montagna. Luca, cieco da quando aveva 17 anni, si è sentito immerso nella natura. «Mi è piaciuto camminare sentendo vicino il suono dell'acqua e immaginare una fonte purissima». Non è lo stesso che mangiare con gli occhi il panorama mozzafiato della Valle D'Aosta, certo, ma è un inizio per andare oltre alla disabilità. Luca, oggi 45enne, anziché essere costretto a rimanere chiuso in un albergo o a fare piccoli giri in paese, si è spinto in uno dei tanti itinerari che la Valle d'Aosta offre ai turisti. Percorsi che arrivano ai rifugi fin quasi sulle vette, escursioni tra boschi e pinete, luoghi finora interdetti alle persone come lui, perse senza l'insostituibile bastone bianco. Luca ha potuto addentrarsi per quei sentieri sterrati, che d'inverno diventano bianchi di neve, grazie a un accompagnatore, un volontario, che ha camminato con lui, fianco a fianco, senza mai lasciarlo un attimo. Prima non era così. Il servizio è nuovo, partito da pochissimo nella regione alpina grazie a una sinergia tra la sezione di Aosta dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici), in collaborazione con la cooperativa sociale C'era l'Acca e l'associazione sport per tutti (Aspert). Altre regioni si stanno adeguando e arrivano adesioni. È bastata un'idea semplice, un pensiero fisso su come rendere meno pesante un handicap che colpisce con sempre maggiore frequenza. L'Uici ha pensato a un turismo a misura di ciechi. La coop ha reclutato i volontari, un'istruttrice ha tenuto un corso di formazione per insegnare agli interessati come gestire un ipovedente sui sentieri di montagna. Il presidente regionale Uici, Luigi Giunta, ha contattato gli albergatori della valle e le aziende di soggiorno locali affinché potessero proporre questo servizio nei loro circuiti. Si parte, ovviamente, con escursioni in piano, ad esempio da Etroubles lungo la via Francigena, ma poi tutto varia da persona a persona, molto dipende dall'età e dalle condizioni generali del "turista speciale", soprattutto dal grado di autonomia. «Uno degli itinerari privilegiati è la camminata che raggiunge il ponte acquedotto sul Ru Prevot», ci spiega Maria Cosentino di C'era l'Acca, «che passa lungo vecchi canali d'irrigazione costruiti nel Medioevo, ma in passato siamo stati anche al Parco del Gran Paradiso e puntiamo ad ampliare la gamma dei percorsi. All'inizio bisogna scegliere sentieri larghi dove non vedente e accompagnatore possono procedere affiancati, solo in un secondo tempo, con l'esperienza, potremo pensare a zone più strette e meno agevoli dove camminare in fila indiana». Tecnicamente la camminata avviene in due modi. Nel primo il non vedente prende il braccio dell'accompagnatore all'altezza del gomito. Il secondo prevede che entrambi tengano in mano un comune laccetto, uno ad un'estremità, l'altro al lato opposto. Il tatto è essenziale per le persone affette da cecità. Anche toccare un tronco d'albero, sentire gli aghi dei larici sui polpastrelli delle dita, accarezzare una foglia durante una passeggiata in montagna, diventa una piccola luce. Nel buio.
di Brunella Bolloli