mercoledì 28 luglio 2021

Un giorno da cieca tra le vie di Aosta guidata dal radar di odori e rumori

La Stampa del 28/07/2021

La cronista bendata da due non vedenti ha provato le difficoltà quotidiane nel muoversi tra ostacoli di ogni genere. Tutto è azzerato e si perde ogni senso di orientamento. È una lotta continua anche contro piccole e grandi inciviltà.

AOSTA. Luca Casella e Giulia Oblach scendono dall'autobus 3 alle 16 e i primi a spuntare dalle portiere sono i loro bastoni bianchi. Siamo all'angolo di piazza Chanoux e hanno deciso di accompagnarmi bendata fino all'Arco d'Augusto. Un venerdì pomeriggio, fra dehors, furgoncini della nettezza urbana, turisti e «odori guida» per farmi provare cosa significa ad Aosta la quotidianità di un cieco, gli ostacoli che trova, la sua lotta contro l'inciviltà.

Luca conosce bene Aosta, ora ha 48 anni e ha perso la vista quando ne aveva 17. È fidanzato da quasi dieci anni con la giovane Giulia, una studentessa universitaria di fuori Valle a un passo dalla laurea, con cui presto andrà a vivere a Venezia. Giulia è schietta e gentile, sensibile al pari di Luca nel rispetto per gli altri. Sono entrambi ciechi, «basta con questo "non vedenti" o ipovedenti", siamo ciechi!» e sono autonomi, viaggiano in autobus, in treno, prenotano le vacanze su Booking, mandano messaggi, leggono il giornale, studiano, «insomma ciechi, mica alieni».

Luca mi benda all'imbocco di via Porta Praetoria, con un ultimo sguardo cerco di memorizzare tutto, poi l'immagine svanisce. Mi sembra impossibile poter avanzare fra la folla, Luca mi porge il braccio e iniziamo a camminare. Il suo bastone bianco, come un pendolo, sonda la strada anche per me. L'impressione è che si stia correndo, ed è sbagliata: «Stiamo andando molto lenti, io andrei di gran lunga più veloce».

Dietro di noi c'è Giulia, che consolida la sua conoscenza di una città che non le appartiene. Dopo pochi metri non so più dove sono, in compenso ho smesso di chiedermi come possa guardarci la gente. «Noi lo capiamo quando e come siamo osservati», mi spiega Luca. Sento un rumore metallico: «Ecco, è il primo dehors, te ne sei accorta? Dove ci sono sedie e tavolini la strada è più in pendenza. Basterebbe delimitarli con qualche ringhiera per renderci più facile la vita». Cambiamo direzione e Luca mi chiede se ho capito dove siamo: l'odore di kebab è inconfondibile. Cerco di ricordare dove si trovi con esattezza, ma non riesco: quando ci vedi non ne hai bisogno, Luca invece sa sempre dov'è e cosa c'è vicino a lui. Lo sento salutare uno dei tanti che lo conoscono. Qualche secondo dopo sulla strada per me ci sono solo puzza e rumore: è un furgone della nettezza urbana che sta svuotando i bidoni. Siamo fermi. Aspettiamo che finisca, presumo, accanto all'ingresso di un palazzo. Sembra che il tempo non passi mai. Poi il rumore finisce e proseguiamo: dopo poco mi arriva una leggera spallata da un passante, che Luca, che in questo momento è i miei occhi, non poteva prevedere. Mi chiedo chi sia più cieco dei ciechi. La puzza svanisce, sento che la via si sta aprendo, oltre qualche fioriera e quelli che a me sono sembrati infiniti dehors c'è aria, la pavimentazione è diversa. Siamo alla Porta Praetoria. Una signora ci dice «andate dritto, è qui, andate». Io non so quale passerella stiamo imboccando, e ora non lo sa nemmeno Luca: «Spesso questo genere di indicazioni, che nascono dai migliori intenti, ci disorientano - mi spiegherà una volta arrivati all'Arco -. Io volevo imboccare la passerella a sinistra, invece ci siamo ritrovati in quella di destra».

In via Sant'Anselmo c'è la canalina sulla pavimentazione a guidarci. È a tratti bagnata, Luca mi invita a fare attenzione perché lo ha capito dal rumore della punta del suo bastone. Poco dopo, un elicottero (del soccorso alpino forse?) ci costringe quasi a fermarci: «I rumori sono essenziali per noi, se non possiamo sentire i rumori perdiamo un punto di riferimento fondamentale, quindi quando sono coperti è meglio fermarsi». Mi concentro su quelli - quelli che sentirebbe un orecchio anche poco allenato - e sento il carillon di un negozio. Ora, più o meno, so dove sono. «Pensa, se ce lo tolgono sono guai!», scherza. Superiamo una fioriera - che mi sembra più ingombrante che mai - ed è Luca a spiegarmi che siamo arrivati «di fronte a sua maestà l'Arco d'Augusto». Sì ma dove? «Accanto alla pizzeria, non lo senti il profumo?». È finita. Scatto un selfie bendata, pessimo al contrario delle foto che Luca mi fa poco dopo con il cellulare e mi invia.

Mentre beviamo un caffè Luca e Giulia mi raccontano la loro vita. Sempre con gli occhi rivolti a me («per rispetto ed educazione, ci sembra più che normale») mi parlano di «accessibilità» farlocca, quella dei proclami per le passeggiate in montagna accessibili, dove però non esiste un modo per arrivare all'inizio del sentiero: «Se non c'è un mezzo che mi ci può portare devo farmi accompagnare, dove sta l'accessibilità?». Mi spiegano che pochi accorgimenti potrebbero dare un grande aiuto a loro, ma anche migliorare la fruizione ai servizi per tutti: «Hanno tolto la sintesi vocale esterna alle fermate dell'autobus perché dava fastidio a qualcuno - mi spiegano -. Noi possiamo anche chiedere, per carità, ma è una questione di civiltà. Per di più come servizio sarebbe utile anche a un turista che non sa dove si trova».

A volte basterebbe rivolgere all'altro lo stesso sguardo vivido di Luca e Giulia, per dare forma alla civiltà.

di Sara Sergi

martedì 27 luglio 2021

Una terapia genica per il glaucoma. Più vicino un trattamento che salvi la vista

HealthDesk del 27/07/2021

Il 77% delle cellule retiniche resta in funzione dopo aver simulato negli animali la degenerazione del nervo ottico causata dal glaucoma. I test comportamentali dimostrano che dopo 12 mesi dalla terapia la vista è buona. Lo studio su Cell.

Un nuovo studio su Cell apre la strada alla possibilità di una terapia genica per il glaucoma. La ricerca, sostenuta dal National Eye Institute (parte dei National Institutes of Health statunitensi), è ancora in fase pre-clinica ma gli esperimenti sugli animali sono promettenti: la terapia, testata su modelli di topi con glaucoma, protegge le cellule del nervo ottico e preserva la vista.

Il glaucoma consiste nella neuro-degenerazione irreversibile del nervo ottico, il fascio di assoni delle cellule gangliari della retina che trasmette segnali dall'occhio al cervello per produrre la visione. Il glaucoma è una malattia cronica e per tanto irreversibile, ma il danno alla vista può essere contenuto con interventi mirati. Le terapie attualmente disponibili puntano a rallentare la perdita della vista riducendo la pressione intraoculare eccessiva, un fattore di rischio presente nell’80 per cento dei casi.

Alcuni tipi di glaucoma però, definiti a a pressione intraoculare normale, progrediscono fino alla cecità nonostante la normale pressione all’interno dell’occhio. Ovviamente in questi casi la strategia terapeutica basata sulla riduzione della pressione non funziona. Così le terapie neuro-protettive rappresenterebbero una nuova opportunità di trattamento per quei pazienti che non possono beneficiare delle cure standard.

I ricercatori hanno individuato come target terapeutico la chinasi CaMK di tipo II, un enzima coinvolto nel funzionamento del sistema neuronale che regola i processi e le funzioni cellulari chiave in tutto il corpo, anche nelle cellule gangliari retiniche nell’occhio, le cellule da cui partono gli assoni che formano il nervo ottico. Finora però non era chiaro in che modo sfruttare le potenzialità di CaMKII per limitare i danni del glaucoma. L'inibizione dell’enzima, per esempio, in alcune condizioni può rivelarsi protettiva per le cellule gangliari della retina in altre dannosa. Gli scienziati hanno scoperto che la via di segnalazione del CaMKII veniva compromessa ogni volta che le cellule gangliari retiniche sono esposte a tossine o a traumi dovuti a una lesione del nervo ottico. E così hanno ipotizzato l’esistenza di una correlazione tra l'attività di CaMKII e la sopravvivenza delle cellule gangliari retiniche.

Proseguendo nelle indagini, hanno poi osservato che l'attivazione attraverso la terapia genica della CaMKII aveva un effetto protettivo sulle cellule gangliari della retina. A questo punto hanno testato la terapia genica sui topi sottoponendoli al trattamento poco prima dell’esposizione a sostanze tossiche che avviavano rapidamente il danno alle cellule e subito dopo lo schiacciamento del nervo ottico che provocava lo stesso danno, ma più lentamente. Gli scienziati hanno notato che alla maggiore attività della CaMKII corrispondeva una maggiore probabilità di conservazione delle cellule gangliari retiniche.

Tra i topi trattati con la terapia genica, il 77 per cento delle cellule gangliari retiniche era sopravvissuto 12 mesi dopo lo shock tossico rispetto all’8 per cento dei topi non trattati. Sei mesi dopo lo schiacciamento del nervo ottico, il 77 per cento delle cellule gangliari retiniche era rimasto intatto rispetto al 7 per cento del gruppo di controllo. Ma la vista era preservata?

I ricercatori hanno dimostrato con appositi strumenti che l’aumento dei tassi di sopravvivenza delle cellule gangliari della retina corrispondeva effettivamente a una maggiore probabilità di preservare la funzione visiva. Questo dato è stato confermato da tre test comportamentali. I topi trattati erano in grado di seguire gli stimoli visivi prodotti dallo schermo di un computer, sceglievano di posizionarsi in luoghi più sicuri dimostrando la capacità di distinguere gli oggetti anche in base alla forma e alla profondità e scappavano o si nascondevano quando dall’alto arrivava all’improvvisa una minaccia. I topi non trattati con la terapia genica non avevano le stesse reazioni.

«Se le rendiamo più resistenti e tolleranti agli eventi che causano la morte cellulare nel glaucoma, le cellule gangliari retiniche potrebbero essere in grado di sopravvivere più a lungo e mantenere la loro funzione», concludono i ricercatori.

Mostre e non vedenti, suggerimenti per una migliore fruizione

Roma Sette del 27/07/2021

Due docenti, di cui uno cieco dalla nascita, in visita al World Press Photo. Il consiglio: abbinare alle didascalie codici QR, per ascoltare storie e descrizioni

ROMA. Testaccio non è solo il cuore di una accogliente romanità: quest’anno è anche la “location” che consente di accedere al mondo nella sua multiforme vastità anche grazie al World Press Photo, in corso fino al 22 agosto al Mattatoio, che raccoglie le immagini finaliste dell’omonimo concorso di fotografia giornalistica. Alla mostra hanno dedicato una visita due docenti, Alessio Conti, cieco dalla nascita, che insegna filosofia, e la collega Maria Spoto.

Pur senza aver mai visto uno scatto, Conti è sempre stato attratto dalla capacità della fotografia di isolare, dal continuo fluire degli eventi, un frammento di vita per donarlo alla collettività. «Mai ho avuto questa impressione come visitando tale mostra – spiega -. Una vastità non solo geografica ma anche segnata dall’emergere di situazioni conflittuali non sempre al centro dell’attenzione mediatica. Si dischiudeva un orizzonte ignoto di foto fatte di parole, inquadrando suggestioni sospese tra attualità, cronaca e storia». Evocativa, per la sua capacità di cogliere un attimo, è a suo avviso l’immagine del ciclista fatto cadere e messo fuori competizione da un suo concorrente sleale, che ispira riflessioni sullo sport, sul valore della vita e delle regole. Altre immagini significative, quelle sulla società americana, «in cui il numero delle armi supera quello delle persone: sono stati descritti ambienti e situazioni di vita quotidiana rese abnormi dall’ingombrante presenza di armi di ogni sorta che, nella cultura del nemico, offrono ai singoli l’illusione di difendersi. Le molte immagini sul conflitto arabo-israeliano ricordano questa ferita mai rimarginata, tanto profonda che persino la paradossale modalità di generazione di un figlio da un padre recluso e una madre libera, in assenza di momenti di intimità, appare funzionale al perpetuarsi di una cultura d’odio».

In un periodo così particolare non possono mancare riferimenti al Covid. Lo è certamente la foto vincitrice, un’immagine – commentano Conti e Spoto – «che mostra l’abbraccio filtrato dalla plastica tra un’anziana e un’operatrice sanitaria. Anche l’ambiente non è stato risparmiato dall’epidemia, in uno scatto in cui un tritone nuota accanto a una mascherina».

Dai due docenti arriva un suggerimento. «Oggi i disabili visivi usano gli smartphone – sottolinea Conti -, si potrebbero abbinare alle didascalie codici QR che consentano di ascoltare le storie ed una dettagliata descrizione della foto, che senza indugiare su particolari poco significativi, enuclei gli elementi essenziali in modo da non ingombrare lo spazio dell’interpretazione». «Chi ascolta deve farsi una propria opinione degli ambienti descritti – dice Spoto -, il mio puntodi vista deve semplicemente offrire un’immagine, non la sua interpretazione o la suggestione di un’emozione, quella è personale. Con simili semplici rimedi, il non vedente potrebbe comunque accedere all’opera complessiva, elaborando egli stesso un’idea di quanto gli viene proposto».

di Angelo Zema

lunedì 26 luglio 2021

Contro i falsi miti: il sito "Le lenti del pregiudizio" lancia una nuova rubrica

Redattore Sociale del 26/07/2021

BOLOGNA . Si chiama "Pregiudizi: pensieri e parole" la nuova iniziativa proposta dal blog "Le lenti del pregiudizio", ideato e curato da Katia Caravello, giornalista cieca, con Carlo Duò e Daniela Fordalisi, anche lei con disabilità visiva. Obiettivo del progetto è "fare cultura su quei temi che sono frequentemente oggetto di pregiudizi e stereotipi", ispirandosi ai "valori espressi nella Carta di Assisi e, parlando di disabilità, nel Decalogo della buona informazione sulla disabilità di Franco Bomprezzi".

La nuova rubrica, "Pregiudizi: pensieri e parole", si pone come "spazio in cui approfondire temi delicati attorno ai quali insistono pregiudizi e stereotipi che fanno male, non solo a chi ne è oggetto, ma alla società nel suo complesso - spiega Caravello - Lo faremo dialogando con esperti, giornalisti e raccogliendo voci di strada, singoli cittadini e reti sociali. Il nostro intento è quello di farne un appuntamento regolare, da trasmettere dall'autunno in diretta sui nostri canali social".

Nel "numero zero" della rubrica, il cui video è pubblicato sul canale Youtube del blog, "si è parlato di come si diffondono pregiudizi e stereotipi e di come influenzano la vita dei singoli e della collettività - riferisce Caravello - riflettendo anche sul ruolo giocato dai media. In questa prima puntata abbiamo sentito Pina Lalli, professore ordinario di sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l'Università di Bologna e curatrice dell'Osservatorio di ricerca sul femminicidio, e Chiara Ludovisi, redattrice dell'agenzia Redattore Sociale.

Il progetto, le "lenti".

"Le lenti del pregiudizio è un luogo virtuale in cui si parla di benessere psicologico e salute mentale, di tossicodipendenza e dipendenze patologiche, di disabilità, di minoranze etniche e religiose, di orientamenti sessuali, di questioni di genere e di tanto altro - spiega Caravello - I temi vengono trattati in modo semplice, ma non semplicistico, al fine di sfatare falsi miti, smontare pregiudizi e superare stereotipi, raccogliendo la voce dei protagonisti e il parere degli esperti (docenti universitari, psicologi, medici, psichiatri e così via). La nostra mission - conclude Caravello - è combattere pregiudizi e stereotipi dove fanno più danni, con gli strumenti della scienza e della conoscenza. Crediamo che questa sia l'unica strada per liberarsi di quelle lenti che, indossate inconsapevolmente, deformano la realtà, influenzando opinioni, scelte e relazioni interpersonali".

Insieme a Katia Caravello, dello Staff redazionale fanno parte stabilmente Daniela Fiordalisi e Carlo Duò. Il progetto ha ottenuto il sostegno di diverse realtà culturali ed associative: l'associazione culturale Firstmaster di Roma, Ebookecm e Ebookscuola, l'Istituto Luigi Configliachi per minorati della vista di Padova, l'associazione GiULia ( GIornaliste Unite LIbere Autonome di Roma), l'Associazione fra professionisti Extrafondente di Bologna, l'associazione culturale EOS di Bologna.

Insegnanti di sostegno, a due mesi dal ritorno a scuola non si sa quanti ne saranno assunti

Il Fatto Quotidiano del 26/07/2021

Secondo la Cisl scuola, serviranno 90mila docenti specializzati per gli alunni disabili, ma ce ne saranno solo 50mila. Unica certezza, gli 11mila a tempo determinato (un anno) previsti da un emendamento M5s al decreto "Sostegni bis". Ciriaci (Misos): "Al Sud poche cattedre e molti docenti, al Nord molti posti scoperti".

ROMA. Mancano meno di due mesi alla ripartenza della scuola, ma a oggi ancora non si sa quanti saranno i docenti di sostegno con specializzazione che saranno assunti a tempo indeterminato dallo Stato. L’unica certezza è che grazie a un emendamento all’articolo 59 del decreto Legge “Sostegni bis” presentato da Vittoria Casa (5Stelle) e approvato dalla commissione bilancio della Camera, 11mila docenti specializzati avranno la cattedra a tempo determinato e dopo l’anno di prova potranno diventare di ruolo.

A detta della Cisl Scuola all’inizio del prossimo anno avremo bisogno di 90mila docenti per i disabili, ma ci saranno solo 50 mila insegnanti specializzati. Il resto saranno tutti maestri e professori “in deroga” ovvero precari che non potranno assicurare la continuità didattica ai ragazzi. Nemmeno i 22 mila posti resi disponibili dal ministero dell’Università per i corsi universitari volti al conseguimento della specializzazione risolveranno il decennale problema della mancanza di maestri e professori “esperti”.

A spiegarci il perché è Ernesto Ciriaci, presidente del “MiSoS”, Movimento insegnanti di sostegno specializzati: “Ancora una volta i posti per i corsi sono soprattutto al Sud dove ci sono poche cattedre e molti docenti specializzati a differenza del Nord dove ci sono molti posti, ma troppi sono scoperti. Non basta dire che sono stati messi a disposizione 22mila posti ma bisogna analizzare i dati. Nelle regioni settentrionali sono disponibili poco più di 3,3 mila posti dei 22 mila totali, mentre nel Mezzogiorno ce ne sono 12,8mila (quasi il 60%)”.

Una questione sollevata anche dalla Cisl Scuola. Confrontando il numero dei posti vacanti e quello di chi sta frequentando il quinto ciclo di Tfa si ha chiaro come manchi una efficace e razionale programmazione dei percorsi formativi. Al Nord a fronte di 19.286 posti vacanti ci sono solo 3.210 studenti in tfa; al Centro su 7.113 cattedre vuote tfa sono 5.970 e al Sud dove gli insegnanti specializzati mancanti sono 4.532, i posti in tfa sono 10.035.

I 22 mila posti per i corsi sono la prima tranche dei 90 mila posti autorizzati dal ministero dell’Economia che andranno a regime nel 2024. Ai corsi si accede a domanda e con il superamento di una prova selettiva. Il 20 settembre inizieranno i candidati della scuola dell’infanzia; seguiranno il 23 quelli della primaria; il 24 quelli delle medie e infine, il 30 gli aspiranti delle superiori.

Su questo tema Giovanni Merlo, direttore della Lega per i diritti e la dignità delle persone con disabilità solleva un’altra questione: “Siamo soddisfatti dell’aumento del numero di insegnanti specializzati previsto, ma va assicurata la continuità didattica ai ragazzi. Da anni chiediamo un vincolo sulle cattedre di sostegno per evitare il facile passaggio al posto comune. Un meccanismo che crea un turn-over di docenti che mette in crisi la qualità dell’insegnamento e l’autorevolezza stessa della figura del docente di sostegno”.

Per quanto riguarda gli undici mila docenti che troveranno posto grazie all’emendamento della deputata Casa, i neoassunti avranno un incarico a tempo determinato durante il quale svolgeranno il percorso annuale di formazione iniziale e prova. Al termine del percorso, i docenti in prova saranno sottoposti a valutazione da parte del preside, sentito il comitato di valutazione e sulla base dell’istruttoria di un docente al quale saranno state affidate dal dirigente le funzioni di tutor. Chi supererà la prova avrà il diritto alla conferma in ruolo. Per gli assunti in prima fascia delle Gps (graduatorie provinciali e di istituto per le supplenze) è prevista un’eccezione: dopo la valutazione, i candidati dovranno fare anche una prova disciplinare davanti ad una commissione formata da membri esterni.

Intanto in viale Trastevere si attendono risposte dal Mef: si parte da una base di 30mila posti. La copertura di queste cattedre vacanti dipende da quanti sono già oggi in graduatoria tra concorsi precedenti, quelli appena conclusi e graduatorie ad esaurimento con la specializzazione. A seguire saranno assunti i docenti che hanno fatto i concorsi straordinari con le procedure previste dal decreto “Sostegni Bis”. Bisognerà, inoltre, fare i conti con le decisioni di quegli insegnanti che all’atto dell’assunzione si troveranno su più graduatorie e con le assegnazioni provvisorie che sposteranno le persone.

di Alex Corlazzoli

sabato 24 luglio 2021

DALLA SEZIONE UICI DI COMO: WEEK END SULL’ALTO LAGO E VALTELLINA - SABATO 18 E DOMENICA 19 SETTEMBRE 2021

Prenotazioni entro i primi giorni di agosto.

Costeggiando il nostro Lago, scopriremo il museo della Barca, Cantine valtellinesi, il caseificio del Bitto, il Ponte nel Cielo e il Museo della Moto Guzzi

1° GIORNO: LECCO/COMO – PIAN DI SPAGNA – VAL GEROLA - MORBEGNO - ARDENNO

Ritrovo dei partecipanti a Lecco Piazza Stazione alle ore 7.30 e alle ore 8.30 a Como Rebbio, partenza con Pullman Gt alla volta del Museo della Barca Lariana a Pianello del Lario, 2 millenni di storia nautica sul Lago di Como. Visita Guidata all’interno del Museo. Al termine della visita trasferimento del gruppo verso la zona dell’alto Lario, per un ottimo pranzo a base di pesce nella zona della riserva naturale Pian di Spagna.

Nel pomeriggio proseguimento delle visite con visita alla casera dello Storico Ribelle (Bitto) in Val Gerola e successivamente sosta nel centro di Morbegno per la visita ad una bottega storica e alle sue famose cantine, possibilità di una piacevole passeggiata nel centro di Morbegno, al termine trasferimento del gruppo in Hotel, sistemazione nelle camere riservate con servizi privati, cena con menù ricco di piatti tipici del territorio e pernottamento (presso Hotel la Brace).

2° GIORNO: ARDENNO – PONTE TIBETANO – MANDELLO DEL LARIO- COMO/LECCO

Ottima prima colazione abbondante in Hotel, in mattinata partenza alla volta della Val Tartano, per vivere un esperienza unica passeggiando sul Ponte nel Cielo, il Ponte Tibetano sospeso ad olte 140 mt d’altezza. Al termine di questa meravigliosa esperienza, spostamento del gruppo nella zona di Colico, per il pranzo in Ristorante. Nel pomeriggio visita guidata con ingresso al Museo della Moto Guzzi di Mandello del Lario che quest’anno festeggia i 100 anni. Al termine, tempo permettendo piacevole passeggiata sul lungo lago e rientro a Lecco e Como nel tardo pomeriggio / prima serata.

Quota di Partecipazione: min 15 paganti 250.00 euro

Supplemento singola + 25.00 euro

La Quota Comprende:

Viaggio a/r in Pullmino Gt da max 20 posti – Pensione completa con Bevande incluse dal pranzo del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno – Visite guidate all’interno dei Musei – Visita alle Cantine e al Caseificio – Biglietto d’ingresso al Ponte Tibetano – Assicurazione sanitaria e Bagaglio – Tassa Soggiorno.

La Quota non Comprende:

Mance ed extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce La Quota Comprende.

PRENOTAZIONI ENTRO I PRIMI GIORNI DI AGOSTO

CON ACCONTO DI 50.00 EURO

SALDO I PRIMI DI SETTEMBRE

n.b. indicare in fase di prenotazione eventuali allergie o intolleranze alimentari.

Per ulteriori informazioni circa le modalità di prenotazione, si prega di contattare la Sezione UICI di Como:

Tel. 031 / 57 05 65

e-mail uicco@uici.it

Dalla Sezione UICI di Lecco: SULLE ORME DEL POETA DANTE ALIGHIERI - TOUR CULTURALE TRA IL CASENTINO, AREZZO, FIRENZE E IL VINO NOVELLO DI MONTEPULCIANO

DAL 10 AL 13 SETTEMBRE 2021. PRENOTAZIONI ENTRO IL 30 LUGLIO 2021.

1° GIORNO: LECCO – AREZZO

Ritrovo dei partecipanti alla stazione ferroviaria di Lecco verso le ore 6.00 / partenza ore 6.15 e partenza con il Pullman GT alla volta della Toscana, arrivo nella citta’ di Arezzo, pranzo in ristorante e tutto il pomeriggio sarà dedicato alla visita e alla scoperta della bella citta’ di Arezzo con l’ausilio della ns guida locale, si partira’ dal Duomo, la piazza principale, la chiesa di San Domenico e molto altro ancora. Al termine delle visite pomeridiane, trasferimento in Hotel 4*, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento.

2° GIORNO: INTERA GIORNATA A FIRENZE

Prima colazione in Hotel e trasferimento a Firenze, incontro con la guida, intera giornata di visite ad una delle città piu’ belle e ricche d’Italia, l’ingresso in citta’ avverra’ con una comodissima e velocissima tramvia recentemente inaugurata per portare i turisti nel cuore cittadino. Rcordiamo che Firenze è quasi completamente pedonale per tutto il nucleo storico. Partenza dalla basilica di Santa Maria Novella e proseguimento verso il Duomo, il Battistero e tutto il nucleo antico, sosta per il pranzo in ristorante. Nel tardo pomeriggio rientro verso l’hotel con il ns autobus. Cena e pernottamento in Hotel.

3° GIORNO: INTERA GIORNATA NEL CASENTINO

Prima Colazione in Hotel, intera giornata dedicata alla visita della zona collinare chiamata il casentino, incontro con la guida per inizio della visita al Castello di Poppi, luogo in cui Dante si esiliò ed al suo borgo annesso con la Pieve. Sosta per il pranzo in ristorante in fase di escursione, nel pomeriggio proseguimento poi anche al Castello di Romena, dove il sommo poeta ebbe l’ispirazione per il suo cantico dell’inferno. Rientro in hotel prima di cena e pernottamento.

4° GIORNO: AREZZO – MONTEPULCIANO

Prima colazione in Hotel, In mattinata rilascio delle camere e partenza verso le colline di Montepulciano, incontro con la guida e visita ai luoghi simbolo dell’antico Borgo ed al Tempio di San Biagio, posizionato in un’area estremamente verdeggiante e paesaggistica. Al termine Pranzo in ottimo ristorante, Agriturismo ai piedi di Montepulciano, Luogo storico che conserva ancora oggi una delle più antiche cantine di Montepulciano. Il pranzo dell’arrivederci si effettuerà proprio qui in questo luogo antico. Al termine prima del viaggio di rientro per chi lo desidera ci sarà anche la possibilita’ di acquisto di quanto degustato a tavola tutto prodotto dall’azienda famigliare, doc e bio, dalle marmellate, al vino ai formaggi e dolci ecc….

Viaggio di rientro con arrivo previsto a Lecco in serata verso le ore 21.30 / 22 c.a..

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

MIN. 30 PAGANTI 480.00 EURO

SUPPLEMENTO SINGOLA 80.00 EURO

LA QUOTA COMPRENDE:

• Viaggio a/r in Pullman Deluxe Gt

• 3 notti in soggiorno presso Hotel 4* ad Arezzo

• Trattamento di Pensione Completa dal pranzo del 1° giorno al pranzo dell’ultimo giorno

• Bevande incluse ai pasti

• Ottimi menù curati e ricercati con prodotti tipici del territorio

• Servizio guida turistica per tutti i giorni di visite indicate

• Servizio Auricolari a noleggio per ogni cliente

• Biglietto della Tranvia Fiorentina

• Biglietti d’ingresso necessari ove non è possibile applicare la riduzione disabili

• Assicurazione sanitaria e bagaglio

• Tasse e percentuali di servizio

• Accompagnatore dell’Agenzia Vecchie Mura Viaggi di Lecco

LA QUOTA NON COMPRENDE

• Mance ed extra di carattere personale

• Tassa di soggiorno

• Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota Comprende”

Prenotazione entro il 30 luglio 2021 presso la sezione UICI Lecco 0341.284328 - Acconto € 180,00 da effettuarsi al momento della nostra conferma di effettuazione gita - Saldo entro fine agosto pv

N.B.: in fase di prenotazione è necessario portare a conoscenza dell’organizzazione eventuali allergie o intolleranze alimentari e altre richieste particolari.

In fase di prenotazione informare della presenza di cani guida (i nostri hotel e i nostri ristoranti accolgono senza alcuna restrizione i nostri amici animali)

Precisiamo, come a voi è già noto per tutte le nostre iniziative, che è indispensabile l'iscrizione di un accompagnatore per 1 o 2 soci al fine di non dover chiedere l'assistenza personale ad altre persone partecipanti alla gita.

L’ordine del programma di visite potrebbe per necessità di disponibilità di prenotazione subire delle variazioni, senza interferire nei contenuti.