mercoledì 3 giugno 2020

Coronavirus: a settembre si torna a scuola? Quali tutele per disabili e malati rari?

Osservatorio Malattie Rare.it del 03.06.2020

I bambini contagiano? La didattica a distanza può davvero funzionare? Facciamo il punto con gli esperti.

Ormai ce lo stiamo chiedendo tutti: le scuole, di ogni ordine e grado, riapriranno davvero a settembre? Con o senza mascherine, con alternanza o turni, la ripresa delle attività scolastica rappresenta uno dei maggiori interrogativi delle famiglie italiane. “Una risposta univoca non esiste", spiega Antonella Viola, immunologa, Professore Ordinario di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e Direttore Scientifico dell’Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP-Città della Speranza). "I numeri della situazione attuale suggeriscono che siamo fuori pericolo, a patto di continuare il monitoraggio e la prevenzione. Se lo scenario rimanesse questo, come tutti ci auguriamo, possiamo e dobbiamo assolutamente tornare a scuola. Se le cose dovessero cambiare in peggio naturalmente dovremo correre ai ripari. La scuola è stata chiusa come misura sanitaria, non ce lo dimentichiamo. L’obiettivo era tutelare i bambini, gli insegnanti, le famiglie (e anche i nonni, cardine del welfare familiare italiano). Il distanziamento funziona, ma se riapriamo tutto non possiamo pensare di tenere chiuse le scuole o i centri estivi.”

Altra domanda che tutti ci poniamo è: ma i bambini contagiano o non contagiano? “Chi sostiene di avere una risposta certa rischia di sbagliare – spiega l’esperta – i dati attualmente disponibili presentano delle discrepanze tali da non permetterci di prendere posizione. Sarebbe davvero importante che il Governo finanziasse un progetto di studio proprio sulla carica virale dei bambini. La mia proposta è di analizzare la carica virale nelle feci (per i più piccoli è molto importante anche la trasmissione orofecale e sarebbe utile capire se possiamo escluderla come fonte di contagio) e nelle vie respiratorie. Serve celerità, le famiglie hanno bisogno di risposte concrete.”

Auspicando che l’Università possa ricoprire sempre di più un ruolo attivo nella gestione dell’emergenza sanitaria, sappiamo che proprio l’Università riparte con la didattica mista. “A quanto pare il prossimo anno faremo lezioni in presenza e a distanza, per avere classi più piccole, alternando gli alunni. La didattica online all’università funziona. Ma l’Università è anche formazione e interazione, il rapporto umano è fondamentale. Non usiamo il COVID-19 come scusa, sarebbe un errore.”

La didattica mista, l’alternanza tra didattica in presenza, può essere una soluzione anche per bambini e ragazzi della scuola dell’obbligo?

“La didattica a distanza non è una soluzione per i più giovani, questo ormai lo abbiamo capito tutti – spiega la Prof.ssa Tina Naccarato, docente di laboratorio nel corso di specializzazione per il sostegno all’Università Cattolica di Milano e tutor coordinatore Scienze della Formazione Primaria Università della Calabria – quello che si è fatto è solo una risposta a questa situazione eccezionale. Ed è una risposta che può anche funzionare, solo se viene adottata una pedagogia della vicinanza, prima di tutto.”

Naccarato premette che il problema della DAD (didattica a distanza) investe soprattutto i più piccoli, anche se non solo loro. “Per la scuola dell’infanzia presenta numerosi problemi, anche a causa della mancanza di padronanza nell’uso degli strumenti tecnologici, è da escludersi. Può essere efficace a partire dalle classi più alte della scuola primaria, ma solo ed esclusivamente con un’adeguata supervisione da parte dei genitori. Altrimenti il rischio di perdere gli alunni per strada è altissimo. È necessario un atteggiamento attento e vigile, spirito collaborativo e tempo da dedicare. E qui si innesca il rischio di burn out per le famiglie, che in questo periodo si fanno carico del lavoro, della cura parentale e della cura educativa.”

Questa però era l’unica opzione possibile, gli insegnanti e le scuole (o perlomeno la maggior parte) si sono attivati in prima battuta per far sentire la propria vicinanza. Per una didattica efficace sono necessari livelli di competenza e di impegno che non tutti hanno. Le metodologie per la DAD si stanno costruendo ora, speriamo non ci servano a settembre, ma sicuramente potremo applicarle efficacemente ad altri ambiti, ad esempio per coinvolgere i bambini che non possono entrare in classe a causa di particolari patologie, limitazioni motorie gravi o situazioni patologiche temporanee.”

Per bambini e ragazzi con disabilità e con bisogni educativi speciali, che cosa si è potuto fare e si sta facendo durante questo periodo di emergenza?

“Il sostegno prosegue da remoto – chiarisce Naccarato - Non è sempre facile attuare, per il docente, le misure necessarie a garantire un supporto individualizzato. La tecnologia offre molte possibilità, ma anche qui è necessaria la piena collaborazione della famiglia. Diversa è la situazione di bambini e ragazzi che frequentano la scuola da casa o dall’ospedale. Per loro questa situazione ha dei risvolti che definirei addirittura positivi: è più facile entrare in classe e sentirsi inclusi. Per questo motivo dico che da tutta questa eccezionalità dobbiamo portarci a casa qualcosa di buono: se impariamo ad usare gli strumenti adeguati possiamo utilizzare la tecnologia a scopo inclusivo, per chi non può comunque entrare in classe fisicamente.”

Peraltro – prosegue la docente - Come docente di Formazione Primaria posso dire che le attenzioni ci sono: come previsto dalla nota ministeriale 388 del 17 marzo, le scuole hanno provveduto a rimodulare l’intera progettazione e l’ordinanza ministeriale 11 del 16 maggio sulla valutazione prevede piani di integrazione degli apprendimenti e piani di lavoro individualizzati. Anche per gli alunni con bisogni educativi speciali sarà attivato lo stesso percorso. Chiaro è che in questa fase la valutazione sarà soprattutto formativa, incentrata su impegno e partecipazione.”

Se a settembre si rientrerà in classe bambini e ragazzi con malattie rare dovranno stare a casa?

“Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che questo virus impatti maggiormente su persone affette da patologie genetiche e rare – spiega l’immunologa Viola - Le patologie che incidono su morbilità e mortalità sono ipertensione, disturbi renali e cardiaci, obesità e diabete. Bambini e ragazzi affetti da immunodeficienze, sottoposti a trapianto o chemioterapia sono a rischio come lo sono sempre stati. Per loro valgono e varranno sempre le misure preventive necessarie.”

Sono in effetti in corso degli studi sui pazienti con malattie reumatologiche e da poco è stato pubblicando il bando Telethon "Malattie Genetiche Rare e COVID-19", che nasce dalla volontà di Fondazione Telethon di rispondere all’emergenza dovuta alla pandemia di COVID-19 attraverso un’opportunità di finanziamento alla ricerca. Tale finanziamento sarà dedicato a progetti di ricerca che utilizzino le malattie genetiche rare come strumento per aumentare la comprensione della patologia dovuta all’infezione da SARS-CoV2.
La speranza però è quella di ottenere una terapia efficace, che potrebbe anche essere somministrata in via preventiva per i soggetti a rischio. “Mi riferisco nello specifico agli anticorpi monoclonali, uno in particolare che – se i dati lo confermeranno – potrebbe essere disponibile ma non prima di dicembre. Si tratta di farmaci potenzialmente in grado di bloccare l’ingresso dei virus nelle cellule: una sorta di immunità trasferita. L’idea di somministrarli anche alle categorie a rischio è una possibilità da valutare attentamente. Nel frattempo è necessario lavorare per permettere il rientro in classe in sicurezza”. Questa forma di immunità trasferita e provvisoria potrebbe aiutarci finché non arriverà un vaccino. Ce ne sono molti in fase avanzata di sperimentazione ma è difficile immaginare che possa arrivare prima della prossima estate.

Cosa succederà però se non si potrà tornare regolarmente in classe?

“Se non si torna in classe servirà una forte alleanza col territorio – prosegue Naccarato – servono spazi e supporto. I genitori non possono più continuare così, i bambini e ragazzi non ce la fanno più. Ma nemmeno i docenti possono farcela, perché la scuola è anche relazione e socialità e l’apprendimento stesso non può prescindere da questo.”

La mancata riapertura delle scuole può certamente essere considerata un rischio, sotto molti aspetti. “Il rischio di perdita dell’alunno per i più grandi è ancora più forte, perché talvolta gli adolescenti sono lasciati soli. Per non parlare dei bambini e ragazzi in situazione di fragilità sociale. Gli svantaggi sociali, economici, linguistici rischiano di trasformarsi in una condanna alla marginalità. E un conseguente altissimo rischio di danni a tutti i livelli. Ricordiamoci che per alcuni la scuola è salvezza. La scuola è dell’obbligo per molti motivi. Portare a scuola gli studenti non vuol dire solo istruirli, ma anche dare loro occasioni di benessere il loro benessere a tutto tondo”. Sarà inoltre fondamentale elaborare insieme percorsi educativi per tutti e percorsi quantomeno di sollievo per le disabilità più gravi.

“Io però sono positiva – conclude Naccarato – e vorrei che iniziassimo a lavorare sul fronte dell’architettura pedagogica, che apre un gran numero di possibilità per rimodulare gli spazi. Per l’inclusione, per situazioni d’emergenza. Al polo Gravi di Genova portano in classe ragazzi con disabilità gravi e gravissime. Volendo si può.”

Ricordiamo infine che il Decreto Legge 19 maggio 2020, n.34 – meglio noto come Decreto Rilancio – si è occupato anche dell’ambito scolastico, dedicandogli l’articolo 231: "Misure per sicurezza e protezione nelle istituzioni scolastiche statali e per lo svolgimento in condizioni di sicurezza dell’anno scolastico 2020/2021". L’articolo prevede alcune misure finalizzate ad assicurare la ripresa dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica. In estrema sintesi il fondo dedicato è incrementato di 331 milioni di euro, da destinarsi a diverse finalità: servizi professionali, formazione, assistenza (tecnica, per la didattica, medico-sanitaria e psicologica), dispositivi di protezione, sanificazione, strumentazione per la didattica a distanza e anche un generico “interventi in favore della didattica degli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali".

Le domande lasciate aperte da questo documento e dal Ministero dell’Istruzione sono molte. La chiusura delle scuole è certamente un problema legato all’apprendimento, ma è anche un serio problema sociale. La scuola è principalmente comunità, condivisione e confronto. Ingredienti senza i quali è davvero difficile diventare grandi.

Il Ministero dell’istruzione ha convocato sindacati, enti locali, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Protezione Civile, Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute, Forum nazionali delle associazioni studentesche, dei genitori, delle scuole paritarie, della Federazione italiana per il superamento dell'handicap in videoconferenza, per giovedì 4 giugno alle 17,30.

di Ilaria Vacca

lunedì 1 giugno 2020

Passo dopo passo, dalla capanna alla luna di Antonio Giuseppe Malafarina

Superando.it del 01.06.2020

«La “sindrome della capanna” – scrive Antonio Giuseppe Malafarina – è la paura di uscire di casa che alla fine del lockdown ha colpito molti. Ne soffro anch’io. E ne soffrono tantissime persone quando sono costrette a restare a casa per lunghi periodi. Il mondo là fuori inizia a fare paura. Alle volte, però, il coraggio è solo la risposta alla paura di stare fermi. La vita va affrontata, per non restarne oppressi. Passo dopo passo. Tappa dopo tappa, dalla capanna alla luna»

Aperte le porte c’è un mondo che aspetta, fuori. La gente di corsa a riempirlo, a esplorarlo nuovamente come se prima non lo avesse mai vissuto. Forse la lontananza, il desiderio soffocato, ne ha enfatizzato i contorni. Forse è solo il bisogno di non stare dove si è. Ed è proprio fra il non stare e l’affrontare che nasce quella che gli esperti chiamano “sindrome della capanna”. La paura di uscire di casa che alla fine del lockdown ha colpito molti. Ne soffro anch’io. E ne soffrono tantissime persone quando sono costrette a restare a casa per lunghi periodi. Il mondo là fuori inizia a fare paura.

Senza voler effettuare una disamina psicanalitica, quando passi molto tempo in un ambiente, quello diventa il tuo ambiente di riferimento. Ti relazioni con quel contesto e il resto, piano piano, svanisce. Anzi, diventa altro. Vedi sempre le stesse cose, frequenti gli stessi spazi, incontri gli stessi volti e persino il tempo assume una dimensione individuale.

Se non fosse per lo scandire di certi rituali, come il ripetersi di colazione, pranzo e cena, potresti perdere la concezione del tempo solare, che è quello con cui fa i conti il nostro organismo.

Ho passato mesi nell’arco della vita in reparti illuminati solo dalla luce artificiale. Senza la percezione fisica dell’alternanza giorno e notte il corpo risente. Si abitua, ma resta confuso. Vivi inuna dimensione tua, dove un giorno si distingue dall’altro non perché c’è stata di mezzo una notte buia, bensì perché è cambiato il turno degli infermieri. Oppure perché alla televisione è passato il telegiornale e cose del genere. Come nelle lunghe notti mensili nei pressi dei poli.

Alla lunga si innesta un’estraniazione dalla realtà, ovvero si costituisce una realtà tanto personale da rischiare di rimanerci imprigionati. Il bisogno di uscire, in alcuni casi all’insaputa della tua psiche quantomeno a livello cosciente, viene meno. Le circostanze creano un ambiente per cui qualcun altro mantiene i rapporti con l’esterno al posto tuo. E via via che la situazione si prolunga, la tua psiche si adegua, smettendo di avere bisogno dell’esterno. Lo so bene, mi capita quando per il freddo passo settimane in casa.

Ma non è tutto, perché più ti abitui a stare, più scegli di stare dentro. Il tuo organismo, con le sue componenti tangibili e con i suoi fattori immateriali, si adatta così bene a quella situazione che ci si adagia dentro. Vi si accomoda sfacciatamente convinto di essere autosufficiente. L’esterno diventa superfluo e progressivamente ignoto, fino a trasformarsi in “terribile”.

Dal pensare perché uscire al come si sta bene qui al chi me la fa fare si fa in fretta. E da quel chi me la fa fare al che paura ad andare là fuori è un tutt’uno. Dalla pigrizia al terrore ci vuole poco. Veramente poco. Capita così automaticamente che non te ne rendi conto.

Dentro tutto è a portata di mano. Fuori c’è il rischio. Dentro sei protetto. Fuori può capitare di tutto. Scatta un senso di autoprotezione così potente che solo il pensiero di uscire ti fa piombare in un mucchio di paure. L’ignoto non è controllabile. E non importa se quell’ignoto ti era noto sito a qualche settimana fa. Ora non lo è più.

Fuori potrebbe succedere qualunque cosa. Dentro la puoi controllare, fuori? Fuori no. Fuori non hai le certezze che hai dentro. La paura avanza. Tu provi anche a reagire, ma appena ti affacci sulla soglia di casa inizi a sentire cose che non sentivi. Tutto è amplificato dal tuo stato di perenne allerta.

Si generano tuoi pensieri assolutamente ragionevoli che, obiettivamente, sono catastrofici e decisamente improbabili. Inizi a convincerti che potrebbe anche colpirti un corvo impazzito, accanendosi ripetutamente contro la tua nuca e cose del genere. D’altra parte se qualcuno ha girato un film su un’opportunità simile forse non è proprio campata per aria.

Da fuori tutto sembra abbastanza assurdo, in verità non lo è. Prima cosa, perciò, rispetto per chi versa in queste condizioni, che i suoi motivi li ha. Le persone con la “sindrome della capanna” devono essere comprese. La sindrome non coincide con un disturbo mentale, dicono gli esperti, tuttavia indica un malessere. Un malessere che passa.

Basta lasciarsi scorrere addosso la vita. Basta uscire di casa, che una volta usciti le cose sono meno peggio di quelle che sembrano. Fuori, poi, scatta quel processo di distrazione per cui smetti di lasciarti trascinare dal vortice di pensieri cattivi. Rompi la spirale e ti senti meglio. Se ci ragioni sopra, una volta affrontato l’esterno, ti rendi conto che uscire si può. E la vecchia rassicurante routine dell’ambiente chiuso inizia a perdere il suo status di privilegiata.

Il segreto sta nel procedere per piccoli obiettivi. Tentare di varcare l’uscio per affrontare un ambiente distante centinaia di chilometri può non essere la scelta migliore. Può funzionare, ma meglio scegliere mete vicine, dove ci si sente più sicuri. E se ci si fa accompagnare dalle persone giuste, quelle che sanno darti la carica anche semplicemente tenendoti spensierato, meglio. Uscita dopo uscita le distanze si allungano.

La vita è costellata di traguardi, di punti di svolta. Alcuni li definiamo noi, altri càpitano. Possiamo prefiggerci degli obiettivi e raggiungerli, e questi sono traguardi definiti. Ma ci sono svolte indipendenti da noi, come un dramma improvviso o un successo inatteso. Il coraggio alle volte è solo la risposta alla paura di stare fermi. La vita va affrontata, per non restarne oppressi. Passo dopo passo. Tappa dopo tappa, dalla capanna alla luna.

Il presente testo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Paura di uscire di casa, il mio viaggio dalla capanna alla luna”). Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

La Scuola del distanziamento sociale… di Marco Condidorio

Giornale UICI del 01.06.2020

Nei giorni scorsi leggo sui social network “la didattica a distanza è un ossimoro”.

Ma guarda un po’!

Certo, la didattica è per definizione relazione tra due o più persone le quali, per vivere in modo completo il percorso di istruzione ed educazione, si trovano in uno spazio: l’aula!

La didattica a distanza, poiché ogni persona di quella “relazione” educativa occupa, col proprio corpo uno spazio fisico diverso da quello d’ognuno dei componenti il gruppo, che virtualmente si ritrova in uno spazio virtuale, l’aula del prossimo futuro, come può vivere in modo diretto quella relazione educativa?

Dunque, o parliamo di didattica o parliamo di distanza; i due termini faticano, per la loro natura concettuale per cui sono stati pensati, a definire un binomio costruttivo che tenda ad un risultato scolastico degno di un percorso educativo reale.

La relazione tra bambini e maestra; tra alunni e insegnante; fra studenti e docente è qualcosa che supera ogni astrazione e progetto politico sul presente e futuro della e per la scuola: di fatto è costruzione fisica di linguaggi corporei; di lessici emozionali ed emozionanti; di relazioni umane di simpatia e antipatia; di sguardi generosi ed ammiccanti; di sfioramenti e fragranze; di carezze e scappellotti!

Punti di forza della stessa didattica.

E d’altro canto, è quella scolastica in presenza, la vera istruzione.

La didattica frontale è più di un concetto, è vita quotidiana fatta di incontro, affiatamento e di convivenza.

Come possiamo insegnare a conoscere e riconoscere le passioni? Come spieghi le emozioni ad un gruppo di alunni-studenti attraverso uno schermo di pixel?

No, gli stessi giganti della letteratura italiana, internazionale, hanno dedicato la loro vita a scrivere pur di trasmettere a noi e alle generazioni future i valori su cui l’uomo costruisce il proprio cammino; con cui l’uomo può comprendere meglio la propria natura di essere pensante.

Montessori ha spesa la vita per costruire un modello educativo, che tiene conto anzitutto della natura umana, poi quella della relazione.

Come insegni ad un bimbo la bellezza dell’alfabeto, i suoni e l’estetica delle singole letterine?

Come puoi guidarne e accrescerne le conoscenze e le capacità di lettura, se lo hai lontano?

E l’esperienza del mondo fisico, come può essere mediata da uno spazio virtuale?

La morbidezza e la rigidità dei materiali; il loro peso, la loro consistenza.

La possibilità di manipolare materiali quali il pongo, il das, la creta e di farlo in gruppo con i propri compagni; di creare con loro e con loro di costruire storie e giochi.

Imparare a tenere in mano un pennello, una matita.

Fare una riga, disegnare un cerchio piuttosto che una casetta.

Chiede il Piccolo Principe al pilota, nell’omonimo romanzo straordinario di Antoine de Saint-Exupéry

“Mi disegni una pecora?”

Ce la vedete voi una maestra, intenta a realizzare un disegno per un bimbo, lei nel cucinino di casa, il bimbo nel salottino di casa sua?

O magari, nel rispetto del distanziamento sociale, entrambi mascherati, uno su un banco, la maestra sull’altro?

E il gioco, non è forse grida, risate, manate e abbracci?

La didattica è relazione, dunque anche “frustrazione”.

Sentimento importantissimo per l’apprendimento.

La frustrazione da didattica, vogliamo sostituirla con quella negativa dell’allontanamento?

La didattica è colore, disegno, manipolazione, orientamento, esplorazione, non solo corporea ma anche dell’ambiente, quello dell’aula, della scuola.

La didattica è costruzione di relazioni, non solo tra i compagni, ma anche con gli adulti, suoi maestri e anche il personale scolastico.

Tolleranza e comprensione.

Ascolto e riflessione.

Esposizione del proprio pensiero e l’accoglimento di quello altrui.

Il reciproco aiuto, mutuato e mediato da gesti e attenzioni, non può essere bagaglio esistenziale di una quotidianità virtuale o semi mascherata.

Anche poter vedere il proprio compagno piangere per magari asciugargli la lacrima sulla guancia, non ha un corrispettivo virtuale che possa surrogarne l’evento, il gesto fisico accompagnato dall’emozione.

È come chiedere ad un essere umano, nella fase di crescita, di imparare a riconoscere il sole e il rumore del mare attraverso una cartolina, un semplice film.

Il sapore è fisico, personale, immediato, non mediabile attraverso lo schermo freddo di un personal computer.

Il calore del vento, il freddo del ghiaccio, la sensazione che si prova nel tenere tra le dita i fiocchi di neve, non hanno altra realtà che possa trasmetterne l’esperienza.

Immaginiamo poi se quel bambino, alunno o studente è cieco assoluto o ipovedente grave, tutto ciò sarebbe davvero assurdo.

E noi?

Sin qui ho difesa la didattica a distanza, l’opera camaleontica che ha permesso di tenere vivo il dialogo scolastico, pur virtuale, con milioni di bambini, alunni e studenti.

L’ho difesa dalle prime illuminanti riflessioni di chi, pur non essendo protagonista attivo della didattica a distanza, sentenziava già dalle prime ore dell’evento straordinario, sull’inutilità della stessa didattica, richiamando i fondamenti pedagogici e didattici in nome di una verità, di cui chiunque svolga la professione docente con coscienza, conosce e dunque sa benissimo.

La didattica è relazione, anzitutto!

Questa sorta di mantra lo ritrovavo ovunque, peccato che l’emergenza e il distanziamento sociale ci ha costretti in un isolamento educativo e dunque anche didattico, non per scelta, ma per imposizione. E allora, ogni disquisizione sui principi di una didattica, intesa come relazione, della prima ora, era quanto meno superflua se non irrispettosa nei riguardi degli stessi bambini, alunni e studenti, nonché del corpo docente tutto.

Stiamo dando il massimo, magari non sarà il meglio, potevamo fare di più, vero, ma quanto è stato fatto sin qui, e durerà sino agli esami di maturità, è davvero tantissimo.

Oggi però, giunti quasi al termine dell’anno scolastico, iniziano ad aggirarsi strani fantasmi per il paese e soprattutto negli ambienti ministeriali e non solo: Ma se il Paese ha reagito così bene alla didattica a distanza, perché non prendere in considerazione l’uso delle tecnologie e per proseguire con questa metodologia di istruzione?

Oppure, per risolvere i problemi legati alla sicurezza, definiamo un nuovo scenario scolastico: aule semi vuote in cui far stare metà o meno degli studenti di una classe; mentre l’altra metà seguirà la lezione da casa su piattaforma web.

Scenario che si presenterà così:

una bambina, mascherata, seduta al centro di una figura composta da cinque banchi.

Quello a cui è seduta la nostra bambina; un banco dietro e uno davanti; due ai lati, sinistro e destro. I quattro banchi rigorosamente vuoti, per consentire il distanziamento sociale di almeno un metro.

Potremmo definire la figura col concetto del segno matematico “più”. O, il che forse si addice meglio, al simbolo della “croce”.

Questa composizione si ripete tante volte quante ne sono consentite dallo spazio dell’aula.

Poi, di fronte a loro, rigorosamente mascherato, l’insegnante.

Cinque ore. Cinque lunghe e interminabili ore in cui gli alunni e gli studenti dovranno vivere la loro nuova scuola, quella di un carnevale senza alcun sorriso né emozioni.

Sulla cattedra, debitamente sistemato, il computer col quale lo stesso insegnante terrà lezione all’altra parte degli alunni o studenti.

Connessioni precarie per una didattica, per metà a distanza e per metà in rigorosa diretta mascherata!

Se, come è giusto che sia, la salute prima d’ogni cosa e al di sopra di tutto, iniziamo a mettere mano a un nuovo sistema di fare scuola, che non eserciti il distanziamento sociale come metodo per lo svolgimento di una didattica tradizionale, ma eventualmente per ripensare la stessa didattica tradizionale per trasformarla in qualcosa che non assomigli ad una emergenza, ma alla normalità, in cui la relazione continui a essere il perno educativo-didattico attorno cui costruire il percorso di istruzione per tutti i bambini, gli alunni e gli studenti della scuola italiana.

Marco Condidorio (Direttore Scientifico I.Ri.Fo.R Molise)

Bando di Concorso a. a. 2019/2020 - Master di II livello in Disability Manager Accreditato e convenzionato da INPS quale master Executive

Domande di ammissione entro il 23 giugno 2020

Comunicato della Sede Centrale UICI n. 88/2020

Art. 1

Attivazione Master, contenuti ed obiettivi formativi

Presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale è istituito e attivato per l’A.A. 2019/2020 il Master Executive di II livello in “Disability Manager” accreditato e convenzionato da INPS quale master Executive. Coordinatrice del Master è la prof.ssa Margherita Interlandi, professore associato presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Dipartimento di Economia e Giurisprudenza.

Il master è stato accreditato dall’INPS in regime di convenzione all’uopo stipulata con l’Ateneo di Cassino al fine di poter contribuire alla formazione avanzata attraverso l’attribuzione di n. 4 (quattro) borse di studio per la partecipazione al master in favore dei dipendenti della pubblica amministrazione in servizio iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

Il Master in “Disability Manager” si propone di Il Master si propone di formare figure professionali attive nel campo della diversità e disabilità, i cosiddetti “Disability Manager”, in grado di gestire e coordinare le diverse figure all’interno del panorama aziendale e non solo, tenendo in particolare considerazione l’accoglienza delle persone con disabilità, creare network tra i vari soggetti coinvolti e definire tutte quelle strategie volte a favorire l’accessibilità, il coinvolgimento e l’inserimento dei cittadini disabili ed evitare così ogni forma di discriminazione ed attuare programmi di gestione della diversità.

Per favorire la crescita di una cultura dell’inclusione a 360°, il Master propone un approccio trasversale sul tema, non solo dunque legato alla disabilità, alla qualità della fruibilità dei posti di lavoro e/o di svago e alla diversità ma legato anche ad aspetti come la relazione di aiuto, la cura, l’empatia e la presa in carico alla persona.

Data la trasversalità della figura del disability manager, il Master si propone di fornire conoscenze nell’ambito delle discipline sanitarie, della psicologia del lavoro e della sociologia, delle discipline giuridiche, per focalizzarsi poi, sui temi dell’organizzazione aziendale, il management e la gestione delle risorse umane, e fornire strumenti per la gestione dell’inclusione sociale.

Il Master intende formare in sintesi una nuova figura professionale in grado di:

- Gestire la disabilità e la diversità sul luogo di lavoro in un’ottica di benessere organizzativo;

- Sviluppare la sensibilità verso il tema della “progettazione per tutti” e la capacità di cogliere (e magari prevenire) le difficoltà non solo del disabile motorio, ma anche di quello sensoriale, della persona anziana e di tutte quelle persone con problemi momentanei;

- Garantire l’inclusione dei soggetti con diversità e disabilità nel contesto lavorativo;

- Acquisire una competenza aggiuntiva ad una professionalità di base già consolidata;

- Creare network tra organizzazioni e territorio;

- Supportare gli enti e le aziende ad acquisire una nuova vision organizzativa.

- Supportare le imprese, sia pubbliche che private, che intendano adottare modelli innovativi di gestione delle risorse umane e di contenimento del costo del lavoro.

La didattica del master è articolata come segue:

Denominazione

insegnamento Denominazione modulo

SSD CFU

Aspetti giuridici della disabilità Funzione amministrativa, accessibilità e disabilità IUS/10 8

Strumenti di diritto privato in materia di diversità e disabilità IUS/01 3

Diritto del lavoro e disabilità IUS/07 3

Le politiche attive per le persone con disabilità IUS/20 3

Aspetti medici della disabilità Psicologia sociale e del lavoro di rete per le disabilità M-PSI/01 5

Strumenti e nuove tecnologie al servizio della disabilità Tecnologie digitali per la disabilità: presente e futuro ING-IND/10 5

Competenze chiave del disability manager per l'Human Resources Management del futuro L-ART/04 2

La cultura organizzativa inclusiva M-DEA/01 2

Management e politiche gestionali Strategie aziendali e management disability SECS-P/08 3

Nuovi modelli organizzativi per l’inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità SECS-P/08 2

CASI PRATICI e testimonianze del settore IUS/10 2

Esercitazioni individuali e di gruppo, progetti applicativi, seminari e workshop in fad 5

Project work 16

Prova finale 1

60

Art. 2

Numero di partecipanti

Il numero massimo degli ammessi al Master è di 10 (dieci) iscritti, di cui 4 (quattro) al massimo con conferimento di borse di studio da parte dell’INPS. L’Ateneo si riserva di non attivare il corso qualora non venga raggiunto il numero minimo di 4 (quattro) iscritti.

Art. 3

Titoli di ammissione al Master

L’accesso al master è riservato ai candidati in possesso almeno della laurea di secondo livello, di cui ai DM 509/1999 e 270/2004, oppure di titoli equipollenti ai sensi della normativa vigente.

Possono richiedere l’ammissione al master i candidati in possesso di un titolo accademico straniero equiparabile, per durata e contenuto, al titolo accademico italiano richiesto per l'accesso al corso. L’iscrizione, tuttavia, resta subordinata alla valutazione della idoneità del titolo da parte degli organi accademici ai soli fini dell’iscrizione, nonché al superamento della selezione prevista. Il diploma posseduto, debitamente corredato di traduzione ufficiale in lingua italiana munita di legalizzazione e di dichiarazione di valore rilasciata a cura della Rappresentanza italiana competente per territorio nel paese al cui ordinamento appartiene l’istituzione che ha rilasciato il titolo, deve essere trasmesso, entro il termine di cui all’art. 6 del presente bando, all’Ufficio Offerta Formativa ed Esami di Stato dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, sito presso il Rettorato - Viale dell’Università Campus Folcara, 03043 Cassino (FR).

I candidati che vogliono usufruire delle borse di studio INPS dovranno allegare alla domanda di ammissione on-line al Master il nulla osta alla partecipazione da parte dell’Amministrazione di appartenenza e una relazione della stessa Amministrazione in cui vengono esposte le motivazioni che supportano la candidatura, anche con riferimento alle particolari caratteristiche professionali del dipendente.

I partecipanti saranno selezionati da una commissione rappresentativa delle aree scientifiche, culturali e lavorative interessate dal corso.

La selezione dei candidati sarà basata sulla valutazione dei seguenti aspetti:

-analisi del curriculum studiorum e dei titoli conseguiti;

-accertamento degli aspetti motivazionali e delle propensioni individuali verso le materie oggetto del Master, attraverso colloquio individuale che, su disposizione dell’Ateneo potrà essere svolto anche in modalità telematica;

- valutazione della relazione prodotta dall’Amministrazione di appartenenza del candidato.

La graduatoria di merito sarà ordinata in base al punteggio che ogni candidato riuscirà a totalizzare, sulla base della griglia riportata nella seguente tabella:

Titoli valutabili Voto Punteggio

attribuito

Voto di laurea magistrale 66 a 70 26

71 a 75 27

76 a 80 28

81 a 85 29

86 a 90 30

91 a 95 31

96 a 100 32

101 a 105 33

106 a 109 34

110 e 110 e lode 35

Relazione dell’amministrazione di appartenenza del candidato in cui vengono esposte le motivazioni che supportano la candidatura, anche con riferimento alle particolari caratteristiche professionali del dipendente Max 16

Dottorato Max 5

Corsi di formazione certificati Max 8

Master universitari Max 6

Prova orale da 18 a 30

Con riferimento al voto di laurea, in caso di possesso di più titoli di studio, i relativi punteggi non sono cumulabili e sarà considerato esclusivamente il titolo di studio che dà luogo al punteggio più alto.

La Commissione preposta alla selezione sarà nominata con Decreto Rettorale.

Alla commissione spetterà la redazione di una graduatoria di merito secondo l’ordine decrescente della valutazione complessiva assegnata a ciascun candidato. La graduatoria degli ammessi al Master sarà trasmessa all’INPS, responsabile dell’assegnazione delle borse di studio previste e pubblicata sul sito dell’Ateneo all’indirizzo: http://www.unicas.it/didattica/post-laurea/master/info-bandi-e-iscrizioni/master-20192020.aspx nella sezione dedicata del master.

La graduatoria degli aventi titolo alla borsa di studio INPS – Gestione dipendenti pubblici sarà redatta dal medesimo Istituto, sulla base della valutazione di merito fatta dall’Ateneo e sulla base del bando emanato dallo stesso in data 23 dicembre 2019.

Art. 4

Durata del Corso ed acquisizione crediti formativi

L'iter didattico del Master è comprensivo di attività didattica frontale, didattica e-learning di studio guidato e di didattica interattiva, di cui:

145 ore di didattica frontale
121 ore di didattica e-learning
35 ore di esercitazioni individuali e di gruppo, progetti applicativi, workshop e seminari in fad
400 ore di project work
25 ore di prova finale
Il Master ha una durata pari a un anno accademico e inizierà entro il 30 ottobre 2020

Alla prova finale sono ammessi solo gli allievi che abbiano frequentato almeno il 70% delle attività formative e che abbiano superato tutte le verifiche di profitto e svolto il project work previsto.

Il project work consisterà nella progettazione e realizzazione di ricerche sul campo finalizzate all’applicazione delle conoscenze e competenze acquisite sui casi concreti

Obiettivo del project work formativo professionalizzante, da svolgersi presso l’Amministrazione di appartenenza dei partecipanti o presso altra Amministrazione, sarà lo sviluppo di un progetto empirico di ricerca simulando e descrivendo processi di Management dell P.A. da realizzarsi individualmente o in gruppi (in entrambi i casi la formalizzazione dell’apporto individuale sarà oggetto di valutazione specifica).

Il project work dovrà vertere su un progetto di miglioramento e innovazione.

Prima dell’avvio del project work, i candidati che usufruiscono delle borse di studio INPS, devono consegnare formale dichiarazione, resa dall’amministrazione di appartenenza o da altra amministrazione, dell’utilità del tema di ricerca descritto nel progetto.

Il rispetto della frequenza prevista del master, il superamento delle verifiche in itinere e di fine modulo, lo svolgimento del project work e la verifica finale daranno luogo al rilascio da parte dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale del titolo di Master EXECUTIVE di II livello in “Disability Manager”, che conferisce 60 Crediti Formativi Universitari.

Art. 5

Sedi svolgimento attività Master

Le attività didattiche si svolgeranno presso la sede dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, in via San Angelo Località Folcara, Cassino.

Art. 6

Presentazione domande di ammissione e calendario delle prove di selezione

Le domande di ammissione on-line devono pervenire entro il 23 giugno 2020.

La domanda di ammissione al master si effettua on-line attraverso la procedura predisposta sul sito internet: https://gomp.unicas.it/.

Oltre alla domanda di ammissione è previsto il versamento, entro il suddetto termine, di € 50,00 a titolo di contributo, non rimborsabile, per la copertura delle spese di selezione.

Il versamento dovrà essere effettuato espressamente secondo una delle seguenti modalità:

Mediante PagoPA il sistema dei pagamenti elettronici a favore delle pubbliche amministrazioni. Il modulo di pagamento dovrà essere stampato on-line accedendo alla propria area riservata sul sito web dell’Ateneo http://gomp.unicas.it/
I pagamenti potranno essere effettuati scegliendo liberamente lo strumento di pagamento e il canale tecnologico preferito.

Mediante carta di credito attraverso la procedura on-line disponibile sul sito dell’Ateneo http://gomp.unicas.it/
ATTENZIONE: non è ammesso il pagamento con bonifico e non si risponde dei versamenti effettuati in forme diverse dalle modalità sopra indicate.

L’elenco dei candidati ammessi a sostenere il colloquio con indicazione delle modalità di svolgimento dello stesso sarà pubblicato entro martedì 29 giugno 2020 sul sito dell’Ateneo http://www.unicas.it/didattica/post-laurea/master/info-bandi-e-iscrizioni/master-20182019.aspx In pari data verrà comunicata

I colloqui di selezione si svolgeranno il 3 luglio 2020, alle ore 12.00.

La graduatoria degli ammessi al Master, sarà pubblicata a partire dall’8 luglio 2020 sul sito internet: http://www.unicas.it/didattica/post-laurea/master/info-bandi-e-iscrizioni/master-20192020.aspx nella sezione dedicata del Master e sarà inviata all’INPS per l’attribuzione delle borse.

I candidati diversamente abili ai sensi della Legge 5 febbraio 1992 n.104, dovranno fare esplicita richiesta in relazione al proprio handicap, riguardo all'ausilio necessario, nonché l'eventuale necessità di tempi aggiuntivi per poter sostenere le prove specificate nel presente bando.

Non sarà data altra comunicazione ai candidati, tutti gli avvisi in merito alla selezione saranno pubblicati sul sito internet: http://www.unicas.it/didattica/post-laurea/master/info-bandi-e-iscrizioni/master-20192020.aspx nella sezione dedicata del Master.Il presente bando ha valore di notifica a tutti gli effetti. L’assenza del candidato al colloquio sarà considerata come rinuncia al concorso.

Art. 6 bis

Requisiti per i candidati che intendono concorrere all’assegnazione della borsa INPS

Requisiti di ammissione al concorso:

Per poter essere ammesso al concorso, il candidato deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

essere dipendente della pubblica amministrazione in servizio e iscritto alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
essere in possesso del titolo di accesso previsto dal livello del master (laurea triennale e titoli equipollenti per master di I livello e laurea magistrale e titoli equipollenti per master di II livello)
non aver già ottenuto dall’Istituto, negli anni accademici , 2015/16, 2016/17, 2017/18 e 2018/2019, borse di studio per Master executive e/o corsi di aggiornamento professionale, convenzionati e finanziati dall’Istituto medesimo.
Requisiti per l’assegnazione della borsa di studio: Il candidato deve essere in possesso di tutti i requisiti previsti dall’Ateneo per l’ammissione al Master ed aver superato le prove di selezione previste dal presente bando.

Presentazione della richiesta di beneficio all’INPS:

Per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso è necessario da parte del richiedente il possesso di un “PIN”, utilizzabile per l’accesso a tutti i servizi in linea messi a disposizione dall’Istituto. Il PIN è un codice univoco identificativo personale che rileva l’identità del richiedente. Il Pin si può richiedere: a) online, digitando “richiesta PIN on line” nel motore di ricerca del sito istituzionale www.inps.it b) tramite il Contact Center; c) presso gli sportelli delle Sedi INPS.
Per ottenere il PIN occorrono alcuni giorni. Pertanto, chi ne fosse sprovvisto deve provvedere tempestivamente. L’Istituto non sarà responsabile per il mancato invio della domanda da parte di utenti che non hanno ottenuto il PIN in tempo utile.
Una volta ottenuto il PIN, è possibile accedere ai servizi dal sito internet istituzionale www.inps.it – nella sezione “Tutti i servizi”.
Per presentare domanda on line di partecipazione al concorso è sufficiente essere in possesso di un “PIN on line”; non è richiesto il possesso di un “PIN dispositivo”.
Per tutte le informazioni relative al PIN, è possibile accedere dalla Home Page dell’Istituto, www.inps.it, digitando “Pin on line” nel motore di ricerca.
Domanda di partecipazione al concorso, tempi e modalità di invio:

La domanda deve essere presentata dal soggetto Richiedente, esclusivamente per via telematica entro i termini di scadenza indicati nel presente bando, digitando “master Executive” nel motore di ricerca sul sito www.inps.it e aprire la relativa scheda prestazione Borse di studio per Master universitari “executive”. Una volta aperta la scheda, è sufficiente cliccare su “Accedi al Servizio”, inserire PIN e codice fiscale ed entrare all’area riservata, dove è possibile effettuare le successive scelte: per aree tematiche, per ordine alfabetico, o in alternativa, per tipologia di

Selezionando “Accesso “e successivamente la voce “Inserisci domanda Master executive” sarà visualizzato il modulo da compilare, in cui compaiono già i dati identificativi del soggetto richiedente.
Ѐ possibile presentare la domanda di partecipazione al concorso per più di un Master di interesse, fermo restando che la borsa di studio è conferita per un solo Master prescelto.
Nel modulo di domanda online è obbligatorio inserire l’indirizzo e-mail (non PEC) e i riferimenti telefonici mobili attraverso i quali poter ricevere dall’Istituto informazioni operative e amministrative. Per tutte le comunicazioni personali saranno utilizzati esclusivamente messaggi di posta elettronica e SMS.
In caso di variazione dei dati comunicati all’atto della domanda, il richiedente dovrà provvedere a segnalare tale variazione alla Sede territoriale competente.
Dopo l’invio telematico della domanda, l’INPS trasmetterà un avviso di conferma dell’avvenuto ricevimento della stessa. L’istanza di partecipazione è, inoltre, consultabile con la funzione “Visualizza domande inserite” nella propria area riservata a cui si accede dal sito www.inps.it. Una volta inviata la domanda, è opportuno effettuare la predetta visualizzazione per verificare l’esattezza dei dati inseriti e l’avvenuta trasmissione della domanda medesima.
La domanda non è modificabile; pertanto, per correggere ogni eventuale errore sarà necessario presentare una nuova domanda. In tal caso, sarà istruita l’ultima domanda pervenuta, seguendo l’ordine cronologico di invio, entro il termine di scadenza di presentazione della domanda stessa, come indicato nel Bando INPS del 23 dicembre 2019.
È possibile monitorare lo stato di lavorazione della domanda, accedendo attraverso il portale www.inps.it, accedendo al servizio dalla pagina della prestazione come indicato nel presente articolo, all’interno della propria area riservata.
In caso di particolari difficoltà nell’utilizzo della procedura telematica per l’invio della domanda, non superabili attraverso gli ordinari strumenti di supporto messi a disposizione dall’Istituto e non riconducibili a problematiche relative al PIN o alla regolare iscrizione in banca dati, il richiedente può presentare la domanda di partecipazione al concorso rivolgendosi al servizio di Contact Center al numero 803164, gratuito da telefono fisso, o al numero 06164164, a pagamento da telefono mobile, al costo della tariffa prevista dal proprio operatore.
Le domande devono essere presentate dal richiedente entro 5 giorni dalla pubblicazione della lista degli idonei da parte dell’Ateneo.
I candidati che vogliono usufruire del contributo devono allegare alla domanda di iscrizione al Master, il nulla osta alla partecipazione da parte dell’Amministrazione di appartenenza e una relazione della stessa amministrazione in cui sono esposte le motivazioni che supportano la candidatura, anche con riferimento alle particolari caratteristiche professionali del dipendente.
Graduatoria – criteri

La graduatoria del concorso sarà predisposta, successivamente alla comunicazione dell’elenco degli ammessi da parte dell’Ateneo, sulla base della votazione di ammissione al Master in esito alle relative prove selettive, rapportata in centesimi, determinata ad insindacabile valutazione e giudizio dell’Ateneo.

L’elenco dei candidati ammessi al Master sarà trasmesso all’INPS con indicazione del punteggio individuale di ammissione espresso in centesimi. Le borse saranno assegnate secondo l’ordine di graduatoria e previa verifica dei requisiti

A parità di punteggio di ammissione, la posizione in graduatoria sarà definita in ordine crescente di età del concorrente (dal più giovane al più anziano).

Non saranno ammessi alle graduatorie finali i candidati non ritenuti idonei dall’Ateneo a seguito delle prove di selezione.

Saranno esclusi dalla graduatoria finale i candidati che, negli anni accademici precedenti, hanno già ottenuto il beneficio come dettagliato nell’Avviso INPS. L’esclusione non opera nel caso in cui il candidato non abbia fruito del suddetto beneficio, per il quale risulta formalizzata la relativa accettazione on line, a causa di:

mancata attivazione del corso da parte dell’Ateneo;
avvenuta formale revoca dell’accettazione del beneficio entro la data di inizio del corso negli anni accademici precedenti;
ritiro dal corso o mancato conseguimento del relativo titolo, per documentati motivi di salute del candidato come dettagliato nell’Avviso INPS.
La graduatoria dei vincitori sarà approvata dalla Direzione regionale Lazio. A seguito di eventuali rinunce, ai fini dell’individuazione dei candidati aventi diritto all’assegnazione della borsa di studio, si procederà con lo scorrimento della graduatoria.

Graduatorie – Pubblicazione

La graduatoria sarà pubblicata sul sito istituzionale www.inps.it nella specifica sezione riservata al concorso.

L’esito del concorso, inoltre, potrà essere visualizzato all’interno della propria area riservata.

Accettazione borse di studio

Successivamente all’approvazione delle graduatorie da parte dell’INPSi candidati risultati in posizione utile ai fini dell’assegnazione della borsa di studio riceveranno una comunicazione dall’Istituto con avviso inviato all’indirizzo di posta elettronica comunicato nel modulo di domanda, o con sms al numero di telefono mobile, comunicato dal Richiedente all’atto di presentazione della domanda di partecipazione.
I predetti candidati dovranno, entro cinque giorni dalla comunicazione di cui al comma precedente, formalizzare l’accettazione della borsa di studio attraverso la specifica funzione attiva nell’area riservata.
La mancata accettazione nei termini di cui al comma precedente equivale ad espressa rinuncia.
L’accettazione della borsa di studio riferita ad un singolo Master comporta l’automatica esclusione dalle graduatorie relative agli altri Master previsti dall’avviso Inps e per i quali il candidato ha presentato domanda di partecipazione. L’esclusione opera anche nel caso in cui le graduatorie relative alle altre offerte formative non siano state ancora pubblicate.
Ritiro – mancato conseguimento del titolo

Salvo che per documentati motivi di salute del candidato, ostativi alla prosecuzione del corso, certificati da una struttura sanitaria pubblica, nel caso di ritiro dal corso o mancato conseguimento del titolo, il beneficiario sarà escluso da ogni analogo beneficio erogato dall’Istituto per la durata di cinque anni accademici. L’esclusione non opera nel caso di revoca dell’accettazione del beneficio, intervenuta almeno sette giorni prima dell’inizio del corso, qualora comunicata a mezzo fax, PEC o raccomandata alla competente Direzione regionale INPS Lazio.

Accertamenti e sanzioni

Ai sensi dell’art. 71, comma 1, del DPR 445/2000, l’Istituto eseguirà controlli, anche a campione, sulla veridicità delle dichiarazioni rese dal richiedente in autocertificazione e/o dichiarazione sostitutiva. Ove risultassero dichiarazioni mendaci, falsità negli atti, uso o esibizioni di atti falsi o contenenti dati non corrispondenti a verità, i dichiaranti incorreranno nelle previste sanzioni penali, nella decadenza del beneficio per cinque anni accademici dall’accertamento e saranno altresì tenuti alla restituzione delle somme corrisposte dall’Istituto all’Ateneo.

Istanze di riesame

Eventuali istanze di riesame dovranno essere notificate, entro 30 giorni dalla pubblicazione della graduatoria sul sito www.inps.it, alla competente Direzione regionale Lazio.

Responsabile del procedimento

Il responsabile del procedimento è il Dirigente responsabile in materia di welfare della Direzione regionale Lazio

Note informative

Per comunicazioni urgenti è disponibile l’indirizzo di posta elettronica DCSNAIC.prestazioniwelfare@inps.it.

Sul portale istituzionale www.inps.it, all’interno dell’area riservata, è possibile visualizzare la domanda presentata, verificare lo stato della pratica, nonché l’esito del concorso.

Per ogni informazione è disponibile il Contact Center, al numero verde 803 164 (da telefoni fissi) e al numero 06 164164 (da telefoni cellulari). Quest’ultimo servizio è a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico del chiamante. Il servizio telefonico è sempre attivo con risponditore automatico 24 ore su 24; il servizio con operatore è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 20.00 e il sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00, festivi esclusi.

Per tutto quanto non espressamente riportato nel presente bando si rimanda a quanto disposto dall’INPS nel bando di concorso disponibile sul sito internet http://www.inps.it/

Art. 7

Presentazione domande di immatricolazione

Gli ammessi al corso, pena la decadenza, sono tenuti a iscriversi entro il 22 luglio 2020 presentando apposita domanda indirizzata al Rettore compilata per via telematica collegandosi al sito http://gomp.unicas.it/ e seguendo le informazioni riportate.

La tassa d’iscrizione è stabilita in € 10.000,00 da versare in due rate. La prima rata di € 5.000,00 più l’imposta di bollo di € 16,00 deve essere versata all’atto d’iscrizione entro il suddetto termine; la seconda di € 5.000,00 entro il giorno 31 gennaio 2021.

I beneficiari delle borse di studio INPS sono esonerati dal pagamento della tassa di iscrizione e sono tenuti solo alla presentazione della domanda di iscrizione telematica collegandosi al sito https://gomp.unicas.it/.

Il versamento dovrà essere effettuato espressamente secondo una delle seguenti modalità:

Mediante PagoPA il sistema dei pagamenti elettronici a favore delle pubbliche amministrazioni. Il modulo di pagamento dovrà essere stampato on-line accedendo alla propria area riservata sul sito web dell’Ateneo http://gomp.unicas.it/ I pagamenti potranno essere effettuati scegliendo liberamente lo strumento di pagamento e il canale tecnologico preferito.
Mediante carta di credito attraverso la procedura on-line disponibile sul sito dell’Ateneo http://gomp.unicas.it/
Tutti i versamenti relativi alla tassa di iscrizione effettuati oltre i termini stabiliti saranno assoggettati ai vigenti diritti di mora. I candidati che non risultano beneficiari della borse di studio INPS, che intendono rinunciare volontariamente all’immatricolazione, dovranno darne immediata comunicazione all’Ufficio Offerta Formativa ed Esami di Stato tramite e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: master.ateneo@unicas.it allegando fotocopia fronte retro di un documento di riconoscimento, affinché si possa procedere al recupero dei posti. La rinuncia volontaria agli studi, comunque giustificata, effettuata oltre il decimo giorno dall’inizio ufficiale del Corso, esclude il rimborso delle tasse di iscrizione versate al Master. In caso di rinuncia, e comunque non oltre il decimo giorno dall’inizio ufficiale del corso, potranno subentrare i candidati dichiarati idonei e compresi nella graduatoria definitiva.

Art. 8

Divieto di contemporanea iscrizione

Ai sensi della normativa vigente è vietata la contemporanea iscrizione ad altri corsi di studio, anche di Atenei diversi.

Art. 9

Rilascio del titolo di Master

A conclusione del Master, agli iscritti che avranno svolto le attività e adempiuto agli obblighi previsti dal presente bando sarà rilasciato, secondo la legge vigente, un Diploma di Master universitario di II livello in “Disability Manager” con l'indicazione dei crediti acquisiti.

Art. 10

Responsabile del procedimento

Ai sensi della legge n. 241 del 7 agosto 1990 e successive modifiche e integrazioni, il responsabile del procedimento di cui al presente bando è la dott.ssa Anna Angela Grimaldi, Responsabile dell’Ufficio Offerta Formativa ed Esami di Stato.

Art. 11

Informativa ai sensi del Regolamento UE n. 679/2016 (GDPR) e D.Lgs. 101/2018

È titolare del trattamento dei dati l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

Legale Rappresentante dell’Università è il Rettore pro tempore. Dati di contatto: protocollo@pec.unicas.it - Responsabile della protezione dei dati: rpd@unicas.it – pec: dpo@pec.unicas.it
Finalità del trattamento e base giuridica Ai sensi dell’art. 6 del Regolamento Europeo il trattamento dei dati è necessario per l'esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all'esercizio di pubblici poteri di cui è investito il Titolare del trattamento. I dati forniti verranno trattati nella misura strettamente necessaria e per le finalità connesse all’iscrizione ed allo svolgimento dei Corsi di Master.

Natura del conferimento dei dati e conseguenze di un eventuale rifiuto I dati personali conferiti sono trattati in osservanza dei principi di liceità, correttezza e trasparenza previsti dalla legge, anche con l’ausilio di strumenti informatici e telematici atti a memorizzare e gestire i dati stessi e, comunque, in modo tale da garantirne la sicurezza e tutelare la massima riservatezza dell’interessato. Il conferimento dei dati è obbligatorio. L' eventuale rifiuto di fornire tali dati comporta l’impossibilità di dar corso all’iscrizione al corso e alla gestione delle attività procedurali correlate.

Modalità del trattamento e soggetti autorizzati al trattamento La raccolta dei dati avviene nel rispetto dei principi di pertinenza, completezza e non eccedenza in relazione ai fini per i quali sono trattati. Il trattamento dei dati sopra indicati avviene in base a procedure manuali, cartacee e informatizzate, mediante il loro inserimento in archivi cartacei e/o informatici esclusivamente ai fini dell’adempimento delle prescrizioni di legge ovvero per finalità amministrative e didattiche, da parte dei soggetti incaricati al trattamento dei dati stessi. Il conferimento dei dati è obbligatorio. L’eventuale rifiuto di conferimento di dati comporta l’impossibilità per il Titolare, per il Responsabile e per gli incaricati, di effettuare le operazioni di trattamento dati e, quindi, l’impossibilità di erogare i relativi servizi e/o corrispettivi e/o agevolazioni richieste. In particolare, il mancato conferimento del consenso al trattamento dei dati preclude l’instaurazione e la prosecuzione del rapporto con l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

Diritti dell’interessato

L’interessato potrà chiedere al Titolare o al Responsabile della Protezione dei dati, sopra indicato, ricorrendone le condizioni, l’accesso ai dati personali ai sensi dell’art. 15 del Regolamento, la rettifica degli stessi ai sensi dell’art. 16, la cancellazione degli stessi ai sensi dell’art. 17 o la limitazione del trattamento ai sensi dell’art. 18, ovvero potrà opporsi al loro trattamento ai sensi dell’art. 21, oltre a poter esercitare il diritto alla portabilità dei dati ai sensi dell’art. 20 dello stesso.

In caso di violazione delle disposizioni del Regolamento, l’interessato potrà proporre reclamo all’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali. La partecipazione al concorso, con le modalità di cui al presente bando, implica la presa di conoscenza della suddetta informativa e il rilascio esplicito del consenso del trattamento dei dati personali.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alle seguenti strutture attivate presso l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale:

- Coordinatore del Master: Margherita Interlandi, Dipartimento di Economia e Giurisprudenza, Campus Folcara - 03043 CASSINO (FR), telefono 0776/299.4603, e-mail m.interlandi@unicas.it
- Segreteria amministrativa: Ufficio Offerta Formativa ed Esami di Stato, sito presso il Rettorato - Viale dell’Università Campus Folcara, 03043 Cassino (FR), tel. 0776-2993155, 0776-2994106; 0776-2993345; 0776-2993298, e-mail master.ateneo@unicas.it
Il Rettore

(Prof Giovanni BETTA)