domenica 28 novembre 2021

All'Istituto Ciechi un centro diurno per ragazzi e ragazze

Chiesa di Milano del 28/11/2021

Dedicato a non vedenti e portatori di altre disabilità, è la novità dell'istituzione milanese che martedì 30 novembre riceve l'Arcivescovo nella sede di via Vivaio. Ne parla il presidente Rodolfo Masto.

MILANO. Un piccolo paese. Una volta l’istituto di via Vivaio era come un piccolo paese. Dal 1840 al 1975, quando i piccoli ospiti hanno iniziato ad andare alla scuola media con gli altri, l’istituto offriva tutto ed era autonomo: c’erano il fuochista, il panettiere, la poltrona del dentista, le macchine per le radiografie. Era una realtà autosufficiente, anche dal punto di vista religioso, perché la gestione era affidata a un prelato inviato dalla Diocesi che abitava all’interno e amministrava anche i sacramenti, dalla Comunione all’estrema unzione. Oggi sono ancora conservati abiti liturgici di un certo pregio. Tra studenti, ragazzi, suore e personale vivevano nella struttura anche 350 persone.

Ci vorranno almeno due ore all’Arcivescovo per visitare l’Istituto dei ciechi di Milano, in via Vivaio, con i suoi 20 mila metri quadrati. Monsignor Mario Delpini è quasi di casa, perché come i suoi predecessori, dice il presidente della Fondazione, Rodolfo Masto, «ha voluto confermare la tradizione, che da anni lega la Diocesi di Milano all’istituto, di incontrare i giornalisti in occasione del loro patrono San Francesco di Sales presso la nostra istituzione». La visita in programma martedì 30 novembre alle 10.30 culminerà nella benedizione del nuovo centro diurno per ragazzi e ragazze.

Un nuovo percorso museale

Per la prima volta, dunque, l’Arcivescovo visiterà tutti i servizi e le attività che si svolgono all’interno, incontrando i vari ospiti. «Anzitutto vedrà il centro che progetta e produce materiali tiflodidattici – spiega il presidente -, che sono strumenti utili allo sviluppo all’esplorazione aptica (riconoscimento degli oggetti, ndr): si va da semplici attrezzature come la tombola fino alle più complesse come la tavola della chimica». È qui che vengono realizzati anche quei dispositivi utilizzati nei musei per permettere ai non vedenti di accedere alle opere d’arte esposte.

Poi l’Arcivescovo si sposterà per vedere gli allestimenti del nuovo percorso museale dell’istituto. «Abbiamo deciso di riportare al ricordo dei visitatori tutte le attività che si svolgevano una volta all’interno dell’istituto – sottolinea Masto -.

Ora stiamo recuperando anche gli animali impagliati e il museo Braille con le varie strumentazioni utilizzate nel tempo, abbiamo ritrovato addirittura un sistema solare del 1850. A volte erano gli stessi rettori a inventare e realizzare queste cose. Si confrontavano anche con altri istituti dei ciechi d’Europa, quello di Milano è sempre stato un riferimento importante». I maggiori scambi avvenivano con gli istituti di Parigi, in particolare sulle politiche educative e formative realizzate nell’Oltralpe.

«La tappa più significativa di questa visita sarà l’apertura del nuovo centro diurno per 24 ragazzi e ragazze con disabilità visiva e altre complesse – dice il presidente -. Oltre a non vedere, per esempio sono spastici, per loro quindi occorre un’assistenza molto particolare». La piccola comunità di minori si trasferirà nei prossimi giorni. Delpini proseguirà il percorso fino alla casa di riposo dove lo attendono gli ospiti, poi attraverserà i corridoi della scuola media statale dove sarà accolto dagli studenti.

Masto, che ricorda la passione dell’Arcivescovo per gli organi, gli mostrerà quello storico di via Vivaio, da poco restaurato. La conclusione del tour è prevista nella prestigiosa Sala Barozzi per lo scambio di auguri natalizi e la benedizione finale.

martedì 16 novembre 2021

Legge Delega sulla disabilità: FISH e FAND in audizione alla Camera

Superando del 16/11/2021

ROMA. «Nella Missione 5 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza viene riportato: “L’obiettivo principale della riforma è quello di modificare la legislazione sulle disabilità e promuovere la deistituzionalizzazione (vale a dire il trasferimento dalle istituzioni pubbliche o private alla famiglia o alle case della comunità) e l’autonomia delle persone con disabilità”. Tale azione dovrà comportare: I) il rafforzamento dell’offerta di servizi sociali; II) la semplificazione dell’accesso ai servizi sociali e sanitari; III) la riforma delle procedure di accertamento delle disabilità; IV) la promozione di progetti di vita indipendente; V) la promozione del lavoro di gruppi di esperti in grado di sostenere le persone con disabilità con esigenze multidimensionali. Da qui la necessità di arrivare quanto prima ad una legge delega e per questo con la presente Memoria, esprimiamo parere positivo sul complessivo impianto di questo Disegno di legge, che è volto ad introdurre una chiara declinazione dei princìpi che stanno alla base del nuovo modo di intendere la condizione di disabilità, basato sul modello dei diritti umani, previsto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e dagli altri atti internazionali ed europei sul punto [grassetti nostri nella citazione, N.d.R.]».

Si apre così l’ampia e approfondita Memoria (disponibile integralmente a questo link), presentata ieri, 15 novembre, dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), in occasione di un’audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera, cui la stessa Federazione ha partecipato insieme alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), sul Disegno di Legge Delega al Governo in materia di disabilità (Atto C. 3347), approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, come avevamo segnalato anche sulle nostre pagine.

Su tale Disegno di Legge, la FISH, tramite le parole del proprio Presidente Vincenzo Falabella, aveva espresso un parere in generale positivo, «apprezzando l’assunzione di responsabilità da parte del Governo, che aveva recepito, tra l’altro, le istanze della nostra Federazione». «Continuando a produrre nostra documentazione – aveva concluso -, guarderemo ora con attenzione ai Decreti Attuativi che dovranno dare corpo e sostanza ai princìpi affermati con l’approvazione di questo Disegno di Legge Delega».

La Memoria citata, dunque, che contiene anche una serie di proposte emendative al testo presentato dal Governo, è il primo tassello di quella documentazione preannunciata dal Presidente della FISH.

Durante l’audizione, oltre a sottolineare con forza i punti della Memoria citati inizialmente, Falabella ha voluto dare particolare evidenza a quella che viene ritenuta «una raccomandazione centrale, anch’essa presente nella Convenzione ONU, quella cioè in cui si chiede di porre in atto garanzie del mantenimento del diritto a una vita autonoma e indipendente in tutti i territori di uno Stato, ossia, nello specifico, in tutte le Regioni del nostro Paese. E per raggiungere questo obiettivo occorre appunto reindirizzare le risorse dell’istituzionalizzazione a servizi radicati nelle comunità e aumentare il sostegno economico».

Al centro poi dell’intervento della FISH in Commissione Affari Sociali della Camera, vi sono stati altri due passaggi ritenuti fondamentali, vale a dire innanzitutto la definizione di “condizione di disabilità”, con il conseguente riconoscimento di essa, «utile a determinare l’approntamento dei giusti sostegni per le persone con disabilità – come è stato sottolineato -, affinché possano seguire il proprio percorso di vita, liberamente scelto, ancorché supportato nel superare ogni tipo di barriera (fisiche, organizzative e culturali) che nei vari contesti di vita si frappongono alla fruizione libera e su base di uguaglianza rispetto agli altri dei diritti umani, sociali, civili».

Riprendendo quindi uno dei concetti-chiave della Convenzione ONU, ci si è soffermati sulla «definizione di “accomodamento ragionevole”, non pensato come ragionevole contenimento della spesa, ma come individuazione degli accorgimenti, degli adattamenti e delle modifiche da mettere in campo in modo adeguato e pertinente, per raggiungere gli obiettivi di sostegno del percorso di vita di ciascuna persona con disabilità».

A questo punto, nel rimandare i Lettori e le Lettrici ad un testo allegato alla Memoria della FISH (disponibile a questo link), che “isola” ed esplicita i principali punti nodali di cui, secondo la Federazione, si dovrà tenere conto nell’iter della Legge (se ne legga l’indice nel box in calce), va ricordato in conclusione che nello strutturare le proposte emendative, la FISH, insieme alla FAND, ha anche tenuto conto del fatto che la Commissione Affari Sociali della Camera ha stabilito di svolgere congiuntamente l’analisi del Disegno di Legge con altre due Proposte di Legge (Atto C. 424: Norme per garantire la vita indipendente delle persone con disabilità e Atto C. 1884: Istituzione dell’Autorità garante della persona disabile), sulla seconda delle quali la FISH ha espresso in audizione la propria contrarietà. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: ufficiostamnpa@fishonlus.it.

Legge Delega in materia di disabilità: i punti nodali secondo la FISH

1. Riferimento internazionale di cui tenere conto: Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

2. Quanto prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sulla Legge Quadro sulla disabilità.

3. Riforma degli accertamenti delle condizioni invalidanti in direzione del riconoscimento della condizione di disabilità.

4. Unità di Valutazione Multidimensionale per individuare la condizione di disabilità nei vari contesti della persona e conseguente progettazione.

5. Autodeterminazione.

6. Progettazione in Amministrazione Condivisa con Terzo Settore e Comunità.

7. Deistituzionalizzazione e sostegni e servizi per l’abitare.

8. Budget di Progetto al posto del Budget di Salute.

9. Portabilità del progetto individuale e del progetto di vita indipendente.

10. Accesso ai servizi – livelli essenziali.

11. Interventi di sistema.

domenica 14 novembre 2021

Il battistero sensoriale ora si può «toccare»

Il Giorno del 14/11/2021

VARESE. Il Battistero di Varese si sdoppia: da ieri c'è una novità a disposizione di varesini e visitatori, che consiste in un modello tattile che riproduce in piccolo la forma dello storico monumento. Il modellino è stato realizzato in legno e si può ammirare proprio all'interno del Battistero di San Giovanni. Una rappresentazione da guardare, ma anche, e soprattutto, da toccare: l'obiettivo è quello di rendere la struttura più inclusiva, a favore anche di persone cieche o ipovedenti.

Il progetto vuole dare al monumento varesino ancora più rilevanza architettonica, con uno strumento in grado di valorizzarlo e renderlo accessibile a tutte le tipologie di visitatori. L'iniziativa è stata promossa dal Museo Tattile di Varese, realtà culturale presente dal 2011 in città presso i locali di Villa Baragiola. «Questo, come ogni modello tattile, è uno strumento utile per non vedenti e ipovedenti, ma non solo - ha spiegato la responsabile del museo Livia Cornaggia - i modelli tattili hanno infatti una funzione conoscitiva per tutti, in particolare per chi ha una sensibilità contraddistinta da fragilità o limitazioni di ordine cognitivo e sensoriale». L'idea ha visto la fattiva collaborazione della sezione varesina di Italia Nostra, che da tempo si occupa dell'apertura al pubblico del Battistero in settimana e nei weekend. «Abbiamo accolto subito il progetto - ha detto il presidente Carlo Mazza - il modellino resterà qui permanentemente in esposizione». Il modello è stato realizzato dall'artigiano varesino Giorgio Caporale. All'iniziativa ha collaborato anche il Comune di Varese, presente all'inaugurazione con gli assessori Enzo Laforgia (cultura) e Roberto Molinari (servizi sociali). «Auspico vengano riprodotti presto anche altri beni architettonici di interesse storico e artistico della nostra città», ha detto Laforgia, mentre Molinari ha sottolineato l'aspetto dell'inclusività. «È importante lavorare in questo senso di apertura, a partire da luoghi come questo, per una città aperta, accogliente e inclusiva a tutti i livelli». Per la comunità pastorale infine è intervenuto don Corrado Bardella, che ha ringraziato tutti i promotori del progetto. Il modello tattile sarà a disposizione dei visitatori del Battistero, e sono previste anche visite guidate a carattere inclusivo.

di Lorenzo Crespi

venerdì 12 novembre 2021

Barriere architettoniche, la Lombardia dà il via libera alle linee guida per i Piani per l'accessibilità

Redattore Sociale del 12/11/2021

La Giunta della regione Lombardia ha approvato le linee guida per la redazione dei Piani per l'accessibilità, l'inclusione e il benessere ambientale (Peba). I destinatari sono i comuni, con particolare riferimento a quelli fino a 5 mila abitanti, che hanno bisogno di un maggiore supporto per la realizzazione dei Piani e delle opere fondamentali per migliorare l'accessibilità degli spazi pubblici.

MILANO. La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell'assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Alessandra Locatelli, ha approvato le linee guida per la redazione dei Piani per l'accessibilità, l'inclusione e il benessere ambientale (Peba).

"L'obiettivo - ha spiegato l'assessore - è agevolare la redazione dei Piani e aumentare significativamente il numero dei comuni che li adottano in ottica di accessibilità e inclusione sociale. I destinatari sono i comuni, con particolare riferimento a quelli fino a 5.000 abitanti, in quanto hanno bisogno di un maggiore supporto per la realizzazione dei 'Peba' e delle opere fondamentali per migliorare l'accessibilità degli spazi pubblici".

Nello specifico, è prevista l'istituzione all'interno del comune di due strumenti di riferimento: un Ambito di consultazione permanente sull'accessibilità cittadina, che sia un luogo di ascolto, proposta, partecipazione e condivisione di tutti gli attori e dei portatori di interesse e un Ambito di coordinamento e riferimento tecnico per l'accessibilità, che avrà il compito di divenire riferimento tecnico interno del Comune per favorire l'iter di tutte le fasi utili per l'elaborazione del Piano.

Per facilitarne la redazione e lo sviluppo efficace, inoltre, si propone un'articolazione in più fasi, che va da quella preliminare, alla definizione delle strategie e degli obiettivi, all'analisi delle criticità, fino alla presentazione alla cittadinanza.

"Le linee guida approvate - ha concluso l'assessore - non sono solo delle norme a cui attenersi, ma un vero e proprio strumento per affiancare i Comuni nell'elaborazione di un piano che possa integrarsi con le politiche già attive sul territorio, che sia condiviso dalle associazioni e dalla cittadinanza e che possa accelerare il processo di adozione di misure preziose che rendano le nostre città più inclusive".

Disability card, dopo anni di attesa arriva anche in Italia: ecco cos’è e come funziona

Il Fatto Quotidiano del 12/11/2021

Arriva anche in Italia la Disability card dopo l’ok del Garante della Privacy. È un nuovo strumento che potrà essere utilizzato per migliorare l’inclusione nei Paesi UE delle persone con disabilità. Si può ottenerla facendo richiesta gratuita online sulla piattaforma dell’Inps. Ad annunciarlo il 10 novembre è il ministro per le Disabilità Erika Stefani che ha spiegato come la carta “si inserisce in un percorso di semplificazione e sburocratizzazione, richiesto dalle famiglie e dalle associazioni”. Contattata da Ilfattoquotidiano.it la ministra Stefani spiega che “la Disability card permette l’accesso gratuito o a tariffe agevolate, a beni servizi e luoghi della cultura ma non solo, ed è anche uno strumento utile a sostituire i verbali cartacei che attestano la condizione di disabilità”. Si tratta di un primo passo ufficiale, un po’ tardivo, atteso da anni dalle associazioni e previsto dall’Unione Europea per implementare vari programmi a sostegno dei diritti delle persone disabili. La Disability card è richiedibile ma andrà “riempita” con i servizi annessi che verranno poi formalizzati attraverso futuri accordi e convenzioni tra lo Stato e altri enti pubblici/privati che vi aderiranno.

Come funziona la Disability card – Grazie ad un QR code riportato sul retro della carta, tutte le persone con uno smartphone potranno riconoscere e certificare la condizione di disabilità del titolare. La procedura per il rilascio della card è possibile tramite il sito dell’Inps e la richiesta potrà essere inoltrata dagli aventi diritto o anche dalle Associazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità, abilitate dall’Inps all’uso del canale telematico. Nella domanda online, ad esempio, dovranno essere inseriti il nome e cognome del richiedente, codice fiscale, domicilio della persona con disabilità o quello del suo tutore, curatore, procuratore o di altro rappresentante previsto dalla legge, oltre che l’indirizzo di residenza, indirizzo di spedizione, numero di telefono fisso o cellulare. Si dovrà anche allegare una fotografia in formato tessera. Una volta verificati dall’Inps i dati inseriti e la correttezza dei requisiti per il rilascio, la tessera verrà spedita al richiedente presso l’indirizzo indicato, e la procedura sarà completata entro 60 giorni dalla richiesta. Nel caso in cui la carta si dovesse deteriorare o venga smarrita o rubata si dovrà rifare una nuova richiesta sempre online all’Inps. È importante inoltre sottolineare che in caso di furto o smarrimento sarà necessario allegare la relativa denuncia all’autorità competente, perché la Disability card ha valore sia di documento di identità, in quanto fornito di dati e di fototessera, che di documento di riconoscimento dell’invalidità. La tessera è riprodotta dall’Istituto Poligrafico della Zecca di Stato, anche in codice braille, apponendo nella parte frontale la sigla dello Stato emittente, un ologramma metallizzato riportante la bandiera UE ed avrà una ulteriore indicazione nel caso in cui la persona che l’abbia richiesta sia un soggetto che necessiti di accompagnatore.

Chi ne ha diritto? È una misura già prevista dal programma dell’UE 2014-2020 in materia di disabilità – Finalmente anche l’Italia si dota di una carta di questo tipo e che consentirà l’accesso a tutte le agevolazioni di beni e servizi che saranno però attivati tramite protocolli d’intesa o convenzioni tra l’Ufficio per le Politiche a favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e soggetti pubblici e privati. “Ringrazio in particolare il presidente Tridico per la sensibilità dimostrata e per l’impegno costante da parte degli uffici di Inps al progetto. Stiamo stipulando diverse convenzioni con strutture pubbliche e private, e prevediamo i primi rilasci delle card entro l’anno”, dice il ministro Stefani. Ne hanno diritto tutte le persone con disabilità dal 67 al 100% di invalidità. La durata della carta è di un massimo di 10 anni, poi deve essere rinnovata. Il Centro Studi Giuridici di HandyLex spiega che “la Disability card è parte integrante di un percorso indicato dal Regolamento UE n. 1381/2013, che nell’àmbito del programma “Diritti, Uguaglianza e cittadinanza per il periodo 2014/2020”, prevedeva come obiettivo specifico la promozione e la protezione dei diritti delle persone con disabilità”. Secondo HandyLex la Disability Card può essere considerato “uno strumento per semplificare il processo di inclusione sociale, consentendo un accesso molto più spedito e rapido ai servizi ed alle agevolazioni per le persone con disabilità”. Viene anche specificato che “la Carta Europea della Disabilità si colloca tra le misure adottate su base volontaria dagli Stati Membri per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia dell’UE 2010/2020 in materia di disabilità, finalizzata all’introduzione di una tessera che permetta l’accesso delle persone con disabilità a servizi in coerenza reciproca con gli altri Paesi dell’UE, per consentire la piena inclusione nella vita sociale della comunità”. La notizia è stata commentata con positività dal presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, Vincenzo Falabella. La FISH è da anni che si stava impegnando con le istituzioni preposte alla creazione della carta. “Esprimo una certa soddisfazione”, dice al Fatto.it Falabella, “per l’introduzione di questa tessera unica, che permetterà l’accesso alle persone con disabilità a vari servizi, consentendone un importante passo avanti rispetto all’inclusione nella vita sociale della comunità. Lo Stato italiano si adegua a quanto già stabilito dall’UE”.

di Renato La Cara

giovedì 11 novembre 2021

Cultura e arte accessibili a tutti - Una rivista per non vedenti

L’Eco di Bergamo del 11/11/2021

Roboante Magazine, rivolta anche a ipovedenti e a chi ha disturbi specifici di apprendimento. Realizzata da un collettivo di under 35. Previsti pure progetti di inclusione nella vita sociale.

Rendere la cultura e l'arte accessibili a tutti. È con questo spirito che ha preso vita Roboante Magazine, la rivista accessibile anche a non vedenti e ipovedenti presentata a Bergamo lo scorso 30 ottobre: una fanzine autoprodotta che vuole dare dignità a tutte quelle tematiche che per definizione sono roboanti e quindi altisonanti, tanto da venir evitate o ignorate. «Roboante è la diffusa variante non corretta del termine reboante: fortemente rimbombante, dotato di profonda risonanza - si legge nell'editoriale del numero zero del magazine -. Spesso si definisce roboante ciò che è altisonante, ampolloso ma senza alcuna sostanza. Questa fanzine ha per protagonisti tutti quei temi considerati futili o sgradevoli, che non vale la pena trattare ma che, allo stesso tempo, è impossibile ignorare. La redazione attribuisce all'aggettivo roboante una interpretazione più ampia e quindi slegata al solo mondo del sonoro. Roboante è tutto ciò che rimbomba nella sua peculiare bellezza di elemento visivo, olfattivo, sonoro, tattile... I valori di Roboante si radicano profondamente nel tentativo di rendere la cultura un bene accessibile a tutte le persone». Tutto nasce da un'idea di Arianna Lenzi, giovane da sempre attenta alle persone e al sociale grazie ad una sensibilità respirata in famiglia fin da piccola, che ha pensato di unire il suo lavoro in campo culturale con i suoi interessi in ambito di volontariato. «La scorsa primavera abbiamo iniziato a pensare all'idea di come l'estetico può essere reso godibile a tutti, anche a chi non può vederlo - racconta Arianna -. Le fanzine vanno molto di moda tra i giovani, allora ci siamo chiesti chi non poteva accedervi: non vedenti, ipovedenti, persone affette da disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa). Abbiamo pensato alla nostra fanzine perché anche queste persone potessero accedervi». Il progetto ha pian piano preso piede e suscitato l'interesse di molti, tanto che dietro a Roboante oggi c'è un collettivo di under 35 che negli ultimi mesi si è dedicato all'autoproduzione della fanzine. Ma anche a dar corpo e forma a progetti di inclusione e di accessibilità grazie ai quali giovani non vedenti possano entrare in contatto con giovani vedenti creando scambi, relazioni e creazioni culturali. In particolare Roboante ha l'obiettivo di coinvolgere attivamente persone non vedenti, soprattutto giovani, all'interno della vita culturale e sociale di Bergamo. Le persone del gruppo, infatti, credono fortemente in una cultura inclusiva: grazie all'impaginazione, curata da Dario Carta, la rivista risulta consultabile anche alle persone ipovedenti, mentre per i non vedenti è stato creato un podcast gratuito, disponibile anche su Spotify, dove i contenuti della fanzine sono narrati e interpretati da due doppiatrici e da due attori della compagnia teatrale Figli Maschi. Fondamentale la collaborazione con l'Unione italiana ciechi e ipovedenti di Bergamo, che ha da subito sostenuto la proposta e ha fornito ai giovani suggerimenti importanti dati dalla decennale esperienza associativa. «Il loro contributo è stato fondamentale per orientarci. Un esempio su tutti è quello del braille: volevamo scrivere tutta la rivista in braille ma ci hanno spiegato che non tutti i giovani non vedenti lo conoscono, perché la tecnologia vocale lo ha spesso sostituito - racconta Lenzi -. Questo ci ha portato alla scelta di creare un podcast che accompagna la rivista, ma abbiamo comunque scelto di trascrivere l'editoriale in braille come forma di sensibilizzazione». Non solo: sempre grazie all'Unione ciechi il collettivo è entrato in contatto con due tiflologi esperti in narrazione di elementi visivi per non vedenti che hanno dato un contributo importante nella realizzazione dei podcast e ha conosciuto la tecnologia minolta, fogli con effetto vellutato che consentono di creare immagini in rilievo per permettere la lettura delle immagini con le mani. Il progetto, realizzato anche in collaborazione con le Associazioni Omero e Bambini in Braille, ora si prepara ad una 2ª edizione grazie a laboratori mensili che aiutano i 10 giovani redattori, metà vedenti e metà non vedenti, a creare contenuti originali e a sviluppare le loro idee. E non si ferma alla fanzine: l'obiettivo è di far nascere relazioni tra giovani vedenti e non, attivandoli perché possano essere artisti e rendere la cultura fruibile a tutti. Per saperne di più visitare la pagina Facebook o il profilo Instagram «roboante.zine».

martedì 9 novembre 2021

Spoleto, alla Rocca Albornoz la mostra “Toccar con mano i Longobardi”

Umbria Domani del 09/11/2021

SPOLETO. Continuano le celebrazioni per il decennale del sito seriale ‘I longobardi in Italia’ come Patrimonio Mondiale UNESCO, con la mostra itinerante “Toccar con mano i Longobardi” che sarà inaugurata venerdì 12 novembre alle ore 15.30 alla Rocca Albornoz – Museo nazionale del ducato di Spoleto, dopo le tappe di Ancona, Benevento e Monte Sant’Angelo.

L’esposizione, che sarà visitabile fino al 6 marzo, è stata realizzata in collaborazione con il ‘Museo Tattile Statale Omero’ di Ancona e finanziata dal Ministero della Cultura a valere della L.77/2006, si pone l’obiettivo di far conoscere la straordinarietà e la complessità del sito UNESCO attraverso un percorso tattile e una gamma differenziata di opzioni di fruizione che ne facilitano la comprensione, assicurando a tutti un’esperienza multisensoriale ottimale.

Nelle sale saranno esposti sette modellini tridimensionali in scala dei monumenti architettonici che rappresentano maggiormente il sito seriale longobardo e sette modellini relativi alle aree in cui sono situati i monumenti, per permettere l’esplorazione tattile dei loro contesti di provenienza. A rendere il percorso ancor più accessibile saranno le audio descrizioni (in italiano e inglese), registrate dagli attori della Compagnia #SIneNOmine della Casa di Reclusione di Maiano a Spoleto, da ascoltare tramite NFC e QR code, nonché un catalogo in Braille e uno in large print in libera consultazione, infine, per consentire una fruizione dei modelli inclusiva, sono stati realizzati dei video con la tecnica del compositing nella LIS – Lingua dei Segni Italiana, insieme ad immagini e animazioni, sottotitoli e audio.

La mostra "Toccar con mano i longobardi", permette di conoscere e “toccare” le sette eccellenze architettoniche del sito seriale "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)", da dieci anni riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale, un itinerario dei luoghi del potere Longobardo che, oltre alla Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), ricomprende: l’area della Gastaldaga e il complesso episcopale a Cividale del Friuli (UD), l’area monumentale con il Monastero di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il Castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria foris portas a Torba e a Castelseprio (VA), il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno (PG), il Complesso di Santa Sofia a Benevento e il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG).

L’esposizione è curata dall’Associazione Italia Langobardorum – struttura di gestione del sito seriale – che fa parte del circuito della IX edizione della Biennale “Arteinsieme – cultura e culture senza barriere” un gruppo di musei e luoghi della cultura che promuovono attività finalizzate a favorire la partecipazione delle persone con disabilità e con esigenze speciali in generale o provenienti da culture altre, valorizzando il patrimonio artistico contemporaneo, l’accessibilità dell’arte e dei beni culturali, nella convinzione del forte potere sociale che ha l’arte, che si vive ed esperisce insieme.

INFO: Mostra “Toccar con Mano i Longobardi”

Inaugurazione: venerdì 12 novembre, ore 15.30

Indirizzo Rocca Albornoz-Museo Nazionale del Ducato di Spoleto | Piazza Bernardino Campello 1, Spoleto (PG)

orari: dal lunedì alla domenica: 9.30-18.00, chiuso il mercoledì

info e prenotazioni: +39 0743.22 30 55

di Luana Pioppi