giovedì 12 settembre 2019

Le diverse discriminazioni nei confronti delle donne con disabilità

Superando.it del 12.09.2019

Le definizioni in tema di discriminazione delle donne con disabilità, che qui elenchiamo, come le ha proposte il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (l’organo di esperti indipendenti che monitora l’attuazione della Convenzione ONU), appaiono utili e necessarie, giacché alcune forme di discriminazione si riconoscono abbastanza facilmente, come la discriminazione diretta, mentre altre, per essere riconosciute, richiedono competenza e capacità critiche. Tra queste, ad esempio, vi sono la discriminazione strutturale o sistemica e la discriminazione per associazione.

Il Comitato ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità è l’organo di esperti indipendenti che monitora l’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità da parte degli Stati che l’hanno ratificata (l’Italia, con la Legge 18/09, è tra questi).

Nel Commento Generale n. 3 – disponibile in inglese e in altre lingue, ma non in italiano -, il Comitato si occupa delle donne con disabilità, poiché la Convenzione dedica proprio ad esse uno specifico articolo (il sesto), e numerosi richiami in molte altre parti del Trattato.

Adottato nel 2016, il Commento in questione contiene numerose e preziosissime indicazioni – di principio e operative – riguardo a come debba essere intesa la parità di genere alla luce Convenzione ONU e tra le tante indicazioni contenute nel documento, vi è anche l’individuazione delle diverse forme di discriminazione alle quali sono soggette le donne e le ragazze con disabilità.

Alcune forme di discriminazione, oltre ad essere definite, sono corredate da un esempio che aiuta a focalizzarle concretamente. Vediamo dunque quali sono, nei diversi punti del Commento in esame.

L’espressione discriminazione multipla si riferisce a una situazione in cui una persona subisce una discriminazione per due o più motivi, e si produce una discriminazione composta o aggravata. Tra i motivi di discriminazione possiamo individuare l’età, la disabilità, l’origine etnica, indigena, nazionale o sociale, l’identità di genere, l’opinione politica o di altro genere, la razza, lo status di rifugiato, lo status di richiedente asilo o di migrante, la religione, il sesso e l’orientamento sessuale (punto 4 del Commento Generale n. 3 del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità).

Con discriminazione intersezionale si intende una situazione nella quale i diversi motivi di discriminazione si influenzano reciprocamente in modo da risultare inseparabili (punto 4). «Il concetto di discriminazione intersezionale – si legge nel punto 16 – riconosce che gli individui non subiscono discriminazioni come membri di un gruppo omogeneo, ma, piuttosto, come individui con strati multidimensionali di identità, stati e circostanze della vita. Riconosce le realtà vissute e le esperienze di accresciuto svantaggio degli individui causato da forme multiple e intersecanti di discriminazione, che richiedono l’adozione di misure mirate in relazione alla raccolta disaggregata dei dati, alla consultazione, all’elaborazione delle politiche, all’applicabilità delle politiche di non discriminazione, e alla fornitura di rimedi efficaci».

La discriminazione diretta si verifica quando le donne con disabilità sono trattate in modo meno favorevole di un’altra persona in una situazione simile per ragioni vietate.

Essa comprende anche atti od omissioni dannosi sulla base di ragioni vietate delle quali non esiste una situazione analoga comparabile. Ad esempio, la discriminazione diretta si verifica quando le testimonianze di donne con disabilità intellettive o psicosociali che affermano di essere vittime di violenza vengono respinte nei procedimenti giudiziari, a causa di eventuali limitazioni della capacità di agire giuridicamente, impedendo loro di avere giustizia e di ottenere risposte efficaci alla violenza subita (punto 17).

La discriminazione indiretta si riferisce a leggi, politiche o pratiche che appaiono neutrali se prese alla lettera, ma che tuttavia hanno un impatto sproporzionatamente negativo sulle donne con disabilità. Ad esempio, le strutture sanitarie possono apparire neutre, ma in realtà sono discriminatorie quando non includono lettini accessibili alle donne con disabilità per effettuare gli screening ginecologici.

La discriminazione per associazione riguarda le persone sulla base del loro legame con una persona con disabilità. Spesso le donne che svolgono il ruolo di caregiver subiscono discriminazioni per associazione. Ad esempio, la madre di un bambino con disabilità può essere discriminata da un potenziale datore di lavoro per il timore che questa sia una lavoratrice meno coinvolta o disponibile a causa degli impegni di cura nei confronti del figlio (punto 17).

Anche negare un accomodamento ragionevole è una forma di discriminazione. Essa si verifica quando modifiche e aggiustamenti necessari e opportuni (che non impongono un onere sproporzionato o indebito) vengono negati, nonostante siano necessari per garantire che le donne con disabilità godano, su base di uguaglianza con gli altri, dei loro diritti umani e delle libertà fondamentali. Ad esempio, a una donna con disabilità può essere negato un accomodamento ragionevole se non può sottoporsi a una mammografia in un centro sanitario a causa dell’inaccessibilità fisica dell’ambiente costruito (punto 17).

C’è, infine, la discriminazione strutturale o sistemica che si concretizza in schemi nascosti o palesi di comportamento istituzionale discriminatorio, tradizioni culturali discriminatorie e norme e/o regole sociali discriminatorie. Lo stereotipo dannoso relativo al genere e alla disabilità, che può portare a tale discriminazione, è indissolubilmente legato alla mancanza di politiche, regolamenti e servizi specifici per le donne con disabilità. Ad esempio, a causa degli stereotipi basati sull’intersezione di genere e disabilità, le donne con disabilità possono incontrare barriere nel denunciare la violenza (come non essere credute ed essere liquidate dalla polizia, dai pubblici ministeri e dai tribunali). Allo stesso modo, le pratiche dannose sono fortemente connesse e rafforzano i ruoli di genere e le relazioni di potere costruiti socialmente che possono riflettere percezioni negative o credenze discriminatorie riguardo alle donne con disabilità, come la convinzione che gli uomini con HIV/AIDS possano essere curati attraverso rapporti sessuali con donne con disabilità. La mancanza di consapevolezza, formazione e politiche per prevenire stereotipi dannosi sulle donne con disabilità da parte di funzionari pubblici – siano essi insegnanti, fornitori di servizi sanitari, agenti di polizia, pubblici ministeri o giudici – e da parte del pubblico in generale, può spesso portare alla violazione dei diritti (punto 17).

Le definizioni e le esemplificazioni in tema di discriminazione proposte dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità appaiono quanto mai utili e necessarie, giacché alcune forme di discriminazione si riconoscono abbastanza facilmente, come ad esempio la discriminazione diretta, mentre altre, per essere riconosciute, richiedono competenza e capacità critiche.

Ora, se consideriamo che la “non discriminazione”, la “parità di opportunità” e la “parità tra uomini e donne” sono tre dei Princìpi generali sui quali si basa la citata Convenzione ONU (Princìpi generali individuati nell’articolo 3, ma vincolanti e riferibili, trasversalmente, a tutti gli articoli della Convenzione stessa), diventa evidente che, se davvero vogliamo attuare la Convenzione, dobbiamo imparare a riconoscere e a contrastare le discriminazioni in tutte le loro forme e non solo in quelle più facili da individuare.

a cura di Simona Lancioni,

Responsabile di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa), nel cui sito il presente approfondimento è già apparso. Viene qui ripreso – con alcuni riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

In relazione al Commento Generale n. 3 del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, segnaliamo anche testo di Simona Lancioni intitolato Commento Generale del Comitato ONU sulle donne con disabilità, presente anch’esso nel sito di Informare un’h.

Per approfondire poi i temi trattati nel presente testo, oltreché fare riferimento al lungo elenco di testi da noi pubblicati, presente a questo link, nella colonnina a destra dell’articolo intitolato Voci di donne ancora sovrastate, se non zittite, si può anche accedere sempre al sito di Informare un’h, a Donne con disabilità: quadro teorico di riferimento, nonché alla Sezione generale dedicata a Donne con disabilità.

La natura e la disabilità visiva

Superando.it del 12.09.2019

«Consentire alle persone con disabilità visiva di vivere pienamente le meraviglie naturali del nostro pianeta e promuovere l’importanza di creare esperienze inclusive e sensoriali nei parchi nazionali e nei giardini di tutto il mondo»: sono gli obiettivi con cui Evan Barnard, giovane studioso americano, ha realizzato il sito web “Nature for the blind”, che raccoglie oltre 200 percorsi all’aperto fruibili da persone con disabilità visiva, tra itinerari dedicati, sentieri facilmente percorribili e giardini sensoriali, in trentacinque Paesi di tutto il mondo. E c’è spazio anche per l’Italia.

C’è un sito web americano che raccoglie più di duecento percorsi all’aperto fruibili da persone con disabilità visiva, tra itinerari dedicati, sentieri facilmente percorribili e giardini sensoriali sparsi in trentacinque Paesi di tutto il mondo.
Per realizzarlo, come leggiamo nel sito di «SuperAbile INAIL», «sono state fondamentali la volontà e l’impulso di Evan Barnard, un giovane da sempre appassionato di natura, che ha iniziato a collaborare con la comunità ipovedente degli Stati Uniti all’età di 12 anni, quando aiutò a risistemare il sentiero Big Pine Braille, nella foresta Marshall, i cui pannelli in rilievo erano stati rubati. Volontario per il Georgia Council of the Blind (“Consiglio dei Ciechi della Georgia”), Barnard si è poi adoperato per dar vita al Whispering Woods Braille Trail: corde guida per indicare il percorso, cartelli tattili, nessun ostacolo in cui poter inciampare e la possibilità di accarezzare e annusare alberi e piante sono stati i piccoli trucchi per renderlo accessibile alle persone non vedenti e non solo. Da qui la curiosità di voler capire cosa succedesse al di fuori degli Stati Uniti».

Il sito si chiama Nature for the blind e Barnard, che oggi studia Ecologia all’Università della Georgia, ha via via scoperto che esistono numerose esperienze naturalistiche per persone con disabilità visiva nelle parti più disparate del globo, come il Touch ‘N’ Smell Garden all’interno dell’Istituto Nazionale di Ricerca Botanica di Lucknow in India, il Giardino Sensoriale di Rio de Janeiro in Brasile o il sentiero accessibile a tutti del Parco Nazionale di Carara in Costa Rica, fino a un percorso a tema in Braille nel Tennessee (Stati Uniti), nel Warrior’s State Park di Kingsport, basato sulla serie di libri per ragazzi delle Cronache di Narnia.

«Il sito web – spiega lo stesso Barnard – offre la possibilità di godersi l’aria aperta ovunque si viva o si voglia andare in vacanza. L’obiettivo è quello di consentire alle persone con disabilità visiva di vivere pienamente le meraviglie naturali del nostro pianeta e di promuovere l’importanza di creare esperienze inclusive e sensoriali nei parchi nazionali e nei giardini di tutto il mondo».

E l’Italia? Al momento, nel nostro Paese, Nature for the blind segnala due itinerari accessibili ai non vedenti, il primo dei quali in Trentino Alto Adige, all’interno del Parco Naturale Puez-Odle, partendo dal parcheggio della Malga Zannes in Val di Funes (Bolzano), il secondo in Friuli Venezia Giulia, ovvero il Sentiero Didattico Pian dei Ciclamini nel Parco Naturale delle Prealpi Giulie, con partenza dall’Hotel ai Ciclamini di Lusevera (Udine), entrambi percorribili anche in carrozzina.

Il sito, inoltre, menziona anche il Giardino Sensoriale dell’Orto Botanico di Lucca e il Museo Tattile e Olfattivo dell’Orto Botanico di Napoli.

E tuttavia, come scrive Michela Trigari sempre in «SuperAbile INAIL», «non si tratta delle uniche esperienze naturalistiche per ciechi in Italia. Dalla segnaletica in Braille sulle Orobie bergamasche al percorso odoroso del Parco dei Mulini di San Pietro al Tanagro (Salerno), dal Giardino Sensoriale Helen Keller dell’Orto Botanico del Salento a Lecce al sentiero tattile del Parco dei Briganti di Santeramo in Colle (Bari), dal percorso per non vedenti del Giardino Sensoriale del Polo Tattile a Roma al Giardino Sensoriale del Polo Tattile Multimediale di Catania, anche nella nostra Penisola non mancano “sentieri alternativi”». (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa).

"Retina in salute": il nuovo canale che parla di cura degli occhi

La Repubblica del 12.09.2019

Repubblica e la Società Oftalmologica Italiana insieme per un canale tematico dedicato alle informazioni su come proteggersi la vista con un focus sui problemi della retina come la degenerazione maculare senile che colpisce almeno 200 milioni di persone in tutto il mondo. Aggiornamenti e notizie sullo stato della ricerca, le risposte degli esperti, sezioni dedicate alla prevenzione, alle terapie e alle testimonianze.

Sono la "macchina fotografica" del nostro cervello e ci consentono di vedere tutto ciò che ci circonda. Sono gli occhi, l’organo della vista che spesso diamo per scontato e di cui non sempre ci prendiamo cura nel modo giusto. Anzi, proprio i ritmi di vita e di lavoro a cui li sottoponiamo, con lunghe ore davanti a vari dispositivi, li mettono a dura prova.

Proprio agli occhi è dedicato il nuovo canale “Retina in salute. Come proteggersi la vista” interamente dedicato alla conoscenza dell’organo della vista con un focus sulle malattie della retina che colpiscono in prevalenza gli over 60, fascia di popolazione in costante aumento per l’allungamento della speranza di vita. Le maculopatie, per esempio, sono una causa importantissima di perdita della visione centrale nei Paesi più avanzati, tra cui l’Italia. In particolare, la degenerazione maculare senile colpisce almeno 200 milioni di persone in tutto il mondo e circa in 1/5 di questi casi la malattia progredisce allo stadio avanzato che comporta forti di disabilità visive.


Il sito, realizzato con il patrocinio della Società Oftalmologica Italiana e in collaborazione con l'Agenzia Internazionale per la prevenzione della Cecità-IAPB Italia Onlus, si compone di otto sezioni per fornire ai lettori tante informazioni a cominciare dall’anatomia dell’occhio e dal meccanismo con cui avviene la messa a fuoco. Spazio anche alle spiegazioni sui sintomi delle varie malattie che possono mettere a rischio la vista, la prevenzione, le cure innovative e gli esperti che rispondono alle domande dei lettori. E poi ci saranno le storie di chi ogni giorno convive con disturbi della vista che possono mettere a rischio la qualità della vita e a volte anche la piena autonomia delle persone.

Il canale, realizzato con il contributo non condizionato di Novartis, sarà online da domani ed affronta il tema del rientro al lavoro e a scuola che sottopone la vista a sforzi maggiori per la continua esposizione a migliaia di stimoli digitali. Con un’intervista, Matteo Piovella, presidente della Società Oftalmologica Italiana, spiega come prendersi cura degli occhi anche quando si lavora per tante ore al giorno davanti al computer. I lettori avranno anche la possibilità di inviare le domande agli oculisti di ‘Retina in salute’ oppure segnalarci la testimonianza di qualcuno che soffre di una patologia oculare scrivendo alla casella di posta elettronica retinainsalute@repubblica.it.

di Irma D'Aria

mercoledì 11 settembre 2019

Sci nautico, nuovo record mondiale per Daniele Cassioli nello slalom

La Gazzetta dello Sport del 11.09.2019

NOVARA. Ai campionati italiani di sci nautico a Recetto, in provincia di Novara, Daniele Cassioli, non vedente dalla nascita, il più grande sciatore nautico paralimpico di sempre, nella prova di slalom ha stabilito il nuovo record mondiale girando la boa con corda a 11 a 58km/h.

Un nuovo trionfo per il campione di sci nautico che in questi campionati nazionali è sceso in acqua nelle figure, salto e slalom e si è ripreso il record in slalom (5.5 boe con corda a 12.25 metri, a 58 km/h) dopo che gli era stato soffiato lo scorso luglio durante gli ultimi mondiali in Norvegia.

Solo 5 settimane fa durante i Mondiali di Skarnes, in Norvegia, Daniele, nonostante una costola incrinata, aveva comunque vinto 3 ori nelle specialità di salto, figure e combinata non vedenti e 2 argenti nelle specialità di slalom e combinata assoluta portando a quota 25 gli ori mondiali vinti finora.

CHE PALMARES!. Daniele Cassioli ad oggi ha vinto 25 medaglie d’oro ai Campionati Mondiali di Sci Nautico, 25 a quelli Europei e 35 agli Italiani. Detiene i record del mondo nelle specialità di: salto (21,10 metri), figure (2010 punti) e il nuovo segnato in slalom (1 boa con corda a 11 metri, a 58 km/h). Per tre volte è stato eletto atleta mondiale dell’anno dall’International Waterski & Wakeboard Federation, categoria disabili: 2008, 2010, 2014. Nel 2003, 2013 e 2015 ha ricevuto dal Coni la medaglia d’oro al valore atletico. Nel 2012 e nel 2014 è stato premiato agli Italian Sport Awards come sportivo paralimpico dell’anno. Il 15 agosto 2018 ha ricevuto la medaglia d’oro al merito sportivo dal Comitato Paralimpico Italiano.

PER E CON I BAMBINI. Oltre all’eccezionale risultato di Cassioli quest’anno si è fissato un nuovo speciale record, infatti per la prima volta due bambini non vedenti sotto i 14 anni hanno partecipato ai campionati italiani di sci nautico paralimpico. Questo straordinario risultato è stato raggiunto anche grazie al grande impegno che Daniele mette fuori dall’acqua per avvicinare i bambini non vedenti a questa disciplina e allo sport in generale.

di Gian Luca Pasini

Giocando si impara: giostre e altalene accessibili nei parchi italiani per diffondere l’inclusione

Il progetto, ideato da UILDM, si propone di difendere il diritto al gioco realizzando strutture inclusive in cui la disabilità non sia un ostacolo al divertimento dei bambini.

Giocare è un diritto, sancito sia dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità sia dalla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo. Eppure non sempre questa tappa, fondamentale nel processo di crescita, riesce a concretizzarsi. Basta andare in un qualsiasi parco giochi della nostra penisola per rendersi conto che le giostre, le altalene e tutti gli altri giochi presenti il più delle volte non sono adatti ai bambini disabili. Negli 8000 comuni, che compongono l’Italia, sono solo 350 i parchi inclusivi.

L’assenza di strutture ludiche adeguate a tutte le necessità ha spinto la UILDM Unione Lotta alla Distrofia Muscolare, tra le Associazioni Amiche di Fondazione Telethon, ad ideare nel 2017 il progetto “Giocando si impara” per sostenere e difendere il diritto al gioco dei bambini, che sono costretti a convivere con una disabilità fisica o intellettiva. Grazie ai fondi raccolti nel corso dell’anno e alla collaborazione con le istituzioni locali, l’Associazione è riuscita nel 2018 ad acquistare, trasportare ed installare giostre, altalene e altri giochi accessibili e fruibili da tutti. Si è iniziato con l’inaugurazione del parco giochi, accessibile e inclusivo, dei Giardini Montanelli a Milano. Si è passati poi all’inaugurazione di un’altalena inclusiva, con il suo pavimento smorza cadute e 2 pannelli ludici sensoriali al Parco Pertini di Arezzo. Ultima, ma solo per il momento, l’inaugurazione a Milano del parco giochi di Villa Finzi, 280 mq con pavimentazione anti-trauma colorata e 11 giochi completamente accessibili. Ma la realizzazione di strutture ludiche inclusive non finisce qui. Nei prossimi mesi “Giocando si impara” arriverà con i suoi giochi adatti a tutti anche a Gorizia, Parma, Vicenza, Pesaro-Urbino e Milano.

«La prima volta che sono salito su un’altalena accessibile ho pensato: se mi diverto io, figurati un bambino di 5 anni – spiega Marco Rasconi, Presidente di UILDM - Così abbiamo deciso di dar vita al progetto “Giocando si impara”. Non basta però regalare le giostre e i giochi, bisogna che i bambini capiscano anche che questi sono un bene di tutti, per poterli rispettare. Per questo da settembre abbiamo ampliato l’iniziativa con gli incontri nelle scuole. La diversità spinge chiunque ad alzare delle barriere, soprattutto quando si comincia a crescere, ecco perché dobbiamo far capire ai bambini e ai ragazzi che questa altro non è che un pezzo di cui si compone il mondo. Solo così potranno inglobare la diversità nella loro quotidianità ed avere un atteggiamento inclusivo verso le differenti realtà che li circondano».

“A scuola di inclusione: giocando si impara”, realizzato grazie alla vincita del bando “unico” del Ministero del lavoro e delle politiche sociali previsto dalla riforma del Terzo settore, prevede la collaborazione e il lavoro in rete di una serie di soggetti attivi tra cui le 66 sezioni di UILDM, 17 amministrazioni locali e gli studenti di 17 scuole sul territorio italiano. Oltre all’installazione di nuovi giochi accessibili nei comuni aderenti, il progetto prevede anche una serie di incontri con bambini e ragazzi tra i banchi di scuola. In queste circostanze l’Associazione avrà la possibilità di sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della disabilità, proprio lì dove troppe volte ancora, per paura o scarsa conoscenza, si tende a vedere la diversità come un limite e non come una ricchezza.

«Quando abbiamo dato vita al progetto “Giocando si impara” le prime giostre ci sono state regalate, poi con il passare del tempo ci hanno chiesto di regalarle, spero quindi che prima o poi si arrivi al momento in cui ci chiederanno come regalarle. Vorrebbe dire che le comunità locali hanno finalmente scelto di essere inclusive. Sarebbe bello vedere in ogni città una giostra o un parco accessibile”. Giocando si impara ad accettare sé stessi e gli altri con i propri limiti e le proprie qualità. Giocando si impara ad essere autonomi, ma allo stesso tempo a stare in gruppo. Giocando si impara a crescere e a diventare adulti consapevoli.

Per informazioni sul progetto, potete scrivere a :

venerdì 6 settembre 2019

LA TRAVIATA, Concerto Inaugurale delle Celebrazioni per i 100 anni dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS - APS

25 ottobre 2019, ore 21.00 - Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro, 2 - Milano

Concerto Inaugurale delle Celebrazioni per i 100 anni
dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS - APS

La Traviata

di Giuseppe Verdi, selezione in forma semiscenica

con la partecipazione di

Amici del Loggione del Teatro alla Scala e Ensemble Testori

BIGLIETTI da 15 a 20 euro (esclusa prevendita)
INFORMAZIONI E PREVENDITA Aragorn: 02 465.467.467 (lunedì/venerdì, ore 10-13 e 14-17)
Amici del Loggione del Teatro alla Scala: 02 806.806.12 (lunedì/sabato, ore 16/19.30) – via Silvio Pellico 6 Milano

Blocnotes mese di settembre 2019

Scaricabile al seguente link il numero di settembre del notiziario informativo mensile del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I., a cura di Massimiliano Penna.

BLOCNOTES SETTEMBRE 2019 (formato .doc)