giovedì 13 febbraio 2020

XIII Giornata Nazionale del Braille - Mantova, 22 febbraio 2020

Concerto di Musica Leggera
Sabato 22 febbraio ore 16:00
Auditorium Monteverdi
Conservatorio "Lucio Campiani"
Via della Conciliazione n. 33 - Mantova

La Sezione Territoriale di Mantova dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS, il Club Italiano del Braille e il Conservatorio di Musica "Lucio Campiani" di Mantova

in occasione della XIII Giornata Nazionale del Braille

propongono alla cittadinanza il

Concerto di Musica Leggera

tenuto dal Maestro Sergio Mancini piano solo

e concerto dell'artista Vanessa tagliabue Yorke Sings Edith Piaf accompagnata al pianoforte dal Maestro Andrea Bettini

Con la presentazione della strumentazione attraverso la quale le persone non vedenti di tutte le età e di ogni parte del mondo, grazie al codice braille, possono accedere all'istruzione, alla cultura e alla relazione...

Ingresso ad offerta libera!

Blocnotes mese di febbraio 2020

Scaricabile al seguente link il numero di febbraio del notiziario informativo mensile del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I., a cura di Massimiliano Penna.

BLOCNOTES FEBBRAIO 2020 (formato .doc)

martedì 11 febbraio 2020

Bando e regolamento 2020 Concorso Nazionale di Poesia e Racconti “BASILIO BELTRAMI - PENSIERI E PAROLE”

Candidature entro il 30 maggio 2020

Con il comunicato n. 21/2020, la Sede Centrale UICI rende noto che la Sezione di Trento dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Onlus-APS e I.Ri.Fo.R. Trento – Onlus, vista la numerosa e qualificata partecipazione avuta nell'ultima edizione ed in considerazione degli ottimi risultati ottenuti, indicono la 16° edizione del Concorso di poesia e racconti intitolato "Basilio Beltrami - Pensieri e Parole", in ricordo dello scomparso Consigliere dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus - Sezione Provinciale di Trento.

Al Concorso in parola possono partecipare quanti desiderano trovare nuovi spazi e nuove possibilità di confronto per la loro creatività e la loro fantasia.

La Giuria è composta da Antonia Dalpiaz, Lilia Slomp Ferrari, Lia Cinà Bezzi, Giuliano Beltrami e Italo Bonassi personaggi autorevoli del mondo della cultura e del giornalismo, in grado, con la loro presenza, di garantire prestigio e serietà al Concorso.

Per la 16° edizione sono stati previsti i seguenti premi:

Euro 800,00.- per il primo classificato
Euro 400,00.- per il secondo classificato
Euro 200,00.- per il terzo classificato

I suddetti premi sono egualmente riferiti ad entrambe le sezioni del Concorso; inoltre, qualora la Giuria lo ritenesse opportuno, verranno segnalati alcuni lavori fino ad un massimo di tre per ogni categoria.

A tutti i vincitori sarà rilasciata la motivazione della giuria. Inoltre ai segnalati sarà consegnato un piccolo ricordo della manifestazione.

Per ulteriori informazioni si rinvia al comunicato in oggetto, consultabile al seguente indirizzo:

lunedì 10 febbraio 2020

Come non difendere i diritti delle persone con disabilità di Stefania Delendati

Superando.it del 10.02.2020

«Ogni giusta causa diventa ingiusta, se sfocia nella prepotenza e nell’oltraggio cieco. Sforziamoci di sottrarci da questo meccanismo, non voltiamoci dall’altra parte. Facciamolo tutti, anche noi disabili, e non solo quando una persona con disabilità viene offesa, ma anche quando si degenera per “difendere” i nostri diritti»: lo scrive Stefania Delendati, riflettendo sulla vicenda di quell’agente di polizia locale toltosi la vita, dopo essere stato bombardato di insulti in rete, per avere parcheggiato su un posto riservato alle persone con disabilità, ciò di cui si era pubblicamente scusato.

PALAZZOLO SULL'OGLIO. Tra le cronache di Sanremo e l’allarme Coronavirus, una piccola notizia è passata quasi inosservata. In provincia di Brescia, a Palazzolo sull’Oglio, un agente di polizia locale quarantatreenne si è tolto la vita nel cortile del Municipio. Un gesto estremo che lascia sempre senza parole, imperscrutabili le vere ragioni della scelta, nessuno può capire cosa scatta nella mente di una persona che decide volontariamente di andarsene da questo mondo.

Forse questo fatto non mi avrebbe colpito così tanto (e mi vergogno un po’ ad ammetterlo), se non fosse trapelato, da alcune testimonianze di amici e parenti, che l’uomo si sarebbe suicidato in quanto vittima di insulti in rete, dopo che la sua auto di servizio sarebbe stata fotografata in un posto riservato alle persone con disabilità e la foto sarebbe finita su Facebook.

Cyberbullismo, lo chiamano, ne sono bersaglio prediletto i più fragili, i “diversi”, in genere chi fatica di più a difendersi, per carattere o perché non possiede gli strumenti per farlo.

Haters, letteralmente “odiatori”, nel gergo di internet sono gli individui che diffondono insulti, ben nascosti dietro la maschera dell’anonimato che i social consentono di indossare.

Sono parole che abbiamo imparato a conoscere, lo scorso 7 febbraio è stata la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, dedicata soprattutto ai giovanissimi che del fenomeno sono i principali vessati e vessatori, perlomeno quelli di cui si parla di più. Perché esiste un sottobosco di persone di età non meglio definita che hanno male interpretato l’uso delle nuove tecnologie e si godono l’ebbrezza dell’offesa indiscriminata, colpevolmente inconsapevoli del fatto che il virtuale può essere molto reale.

Anche le persone con disabilità sono a volte vittime di insulti gratuiti, additati come un peso per la collettività, presi in giro per l’aspetto fisico, nei casi più gravi “invitati” a starsene nascosti o, peggio, a togliersi di torno definitivamente. Nel caso del vigile di Palazzolo, però, il disabile è stato usato come pretesto per scaricare addosso ad un uomo una valanga di fango che non meritava. La difesa del debole, questa volta, si è spinta oltre e ha annientato senza pietà una persona sensibile.

Gian Marco Lorito, questo il nome dell’agente di polizia, ha ammesso subito la propria colpa il 24 gennaio, quando il presidente dell’ANMIC di Bergamo (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili), Giovanni Manzoni, ha pubblicato sul suo profilo Facebook la foto dell’auto dei vigili urbani parcheggiata nei pressi dell’Università della città orobica.

Una segnalazione doverosa, non oltraggiosa, un utilizzo adeguato dei social per fare educazione sociale. Pesante il tono di alcuni commenti che non hanno tardato a fioccare, finché la notizia non è arrivata al diretto interessato. Immediatamente Gian Marco ha scritto una lettera di scuse e l’ha resa pubblica, ha riconosciuto di avere commesso una leggerezza che, lui per primo, reputava ancor più grave per la divisa che indossava, il ruolo che ricopriva e l’esempio che era tenuto a dare: «Non ho parole per esprimere il mio rammarico. Voglio precisare che non era mia intenzione, ma purtroppo mi sono confuso con la segnaletica, anche se ciò non mi giustifica».

Si è multato e ha devoluto all’ANMIC l’importo della sanzione: «A seguito di quanto successo, voglia accettare un contributo di cento euro per l’Associazione da lei presieduta, oltre alle mie scuse, e continui a credere nelle Istituzioni e nel nostro lavoro».

La sua volontà di ripartire dall’errore «per poter fare di più e meglio», parole sue, è stata compresa dal presidente Manzoni che ha commentato: «Questo episodio ha dato la possibilità di rinsaldare la collaborazione tra ANMIC e forze dell’ordine».

Tanti hanno apprezzato il gesto del vigile, solo che gli improperi non si sono fermati, ogni “leone della tastiera” ha alimentato la violenza verbale verso gli altri, in un’escalation di furore che ha annientato Gian Marco il quale, indifeso, ha preferito sottrarsi nel modo che sappiamo.

Il fatto che un dramma come questo sia partito da un episodio di “abuso” nei confronti delle persone con disabilità mi ha profondamente colpita. E ancor di più mi ha colpito non leggere dispiacere da parte di qualcuno appartenente alla categoria coinvolta, se non le parole di quelli direttamente implicati nella vicenda.

Ogni giusta causa diventa ingiusta, se sfocia nella prepotenza e nell’oltraggio cieco, quando si finisce per insultare tanto per passare il tempo, in un delirio di onnipotenza che non si ferma a riflettere sul sincero e immediato pentimento di un uomo che ha commesso una leggerezza, ma con maturità lo ha riconosciuto.

Le scuse di Gian Marco non sono state un gesto scontato di questi tempi, oggi che vince la “legge del più forte” e anche di fronte a un torto evidente si urla per aver ragione. Siamo troppo abituati all’aggressività ormai, il confine tra la sacrosanta critica e l’arroganza dell’insulto è diventato sottilissimo.

Sforziamoci di sottrarci da questo meccanismo, non voltiamoci dall’altra parte. Facciamolo tutti, anche noi disabili, e non solo quando una persona con disabilità viene offesa, ma anche quando si degenera per “difendere” i nostri diritti. Non alimentiamo questo meccanismo con il silenzio, non permettiamo che le nostre cause siano perorate con la protervia. Come diceva Martin Luther King, «quello che mi spaventa non è la violenza dei cattivi, è l’indifferenza dei buoni».

venerdì 7 febbraio 2020

FISH e FAND: più forte il quadro istituzionale sulle politiche per la disabilità

Superando.it del 07.02.2020

È una notizia rilevante che siano ripresi a pieno ritmo i lavori del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, presso il neocostituito Ufficio per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità. E secondo le Federazioni FISH e FAND, i lavori sono ripresi in un quadro istituzionale molto più forte, poiché coordinati ora direttamente dalla Presidenza del Consiglio. Questo, infatti, potrebbe rendere più immediatamente praticabili ipotesi di riforma e azioni concrete, in àmbito di politiche sulla disabilità.

Cambi di Governo, di Ministri, di maggioranze hanno prodotto indubbiamente un effetto di rallentamento anche sulle politiche riguardanti la disabilità, su auspicate riforme e sull’applicazione di programmi e intenti già formalizzati. Diventa quindi una notizia rilevante che siano ripresi ieri, 6 febbraio, presso la Presidenza del Consiglio, i lavori del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.

L’incontro è avvenuto – fatto anche questo significativo – presso il neocostituito Ufficio per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità, formalizzato con Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM del 21 ottobre 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 gennaio scorso).

L’Ufficio, incardinato nella Presidenza del Consiglio, ha il compito di svolgere un importante ruolo di coordinamento, indirizzo, monitoraggio e collegamento fra Ministeri ed Enti. Fondamentali, quindi, come appare chiaro a tutti, sono il confronto e la sinergia con le organizzazioni delle persone con disabilità e quindi anche con l’Osservatorio, istituito in Italia in occasione delle ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Ed è stato proprio il nuovo capo dell’Ufficio, il consigliere Antonio Caponetto, a condurre l’incontro, affiancato da Giuseppe Recinto, consigliere del Presidente del Consiglio in materia di disabilità. Presenti il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Giampiero Griffo, i rappresentanti delle Regioni, dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), del Ministero della Salute e quelli delle due Federazioni FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità).

I lavori, dunque, sono ripresi in un quadro istituzionale molto più forte, poiché, come detto, sono ora coordinati dalla Presidenza del Consiglio. Questo apre nuove opportunità e possibilità per l’Osservatorio, rendendo più immediatamente praticabili ipotesi di riforma e azioni concrete.

In tal senso le condizioni sono le migliori per perseguire quel mainstreaming che più volte è stato richiesto, ovvero che la disabilità venga inserita in tutte le politiche e la legislazione che incidono sulla vita delle persone. È importante, quindi, garantire alle organizzazioni di persone con disabilità e dei loro familiari, da un lato di partecipare agli organismi che possono proporre azioni al Governo – come appunto l’Osservatorio Nazionale -, dall’altro di essere ascoltati in modo consultivo dalle Autorità di Governo, prima che esse procedano ad attuare misure di intervento che potrebbero generare una violazione dei loro diritti.

A questo proposito, FISH e FAND hanno richiamato i contenuti della lettera appello inviata al presidente del Consiglio Conte il 3 dicembre scorso, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità (se ne legga anche sulle nostre pagine, il testo integrale della lettera appello), con le richieste in essa contenute che rimangono valide e che godono dei presupposti per essere attuate.

«Rafforzare il dialogo con le due Federazioni, ma anche rendere l’Ufficio uno strumento permanente del Governo, sia nell’applicazione della Convenzione ONU, sia nel mainstreaming della disabilità»: sono questi gli intenti espressi da Antonio Caponetto e Giuseppe Recinto, come vengono riferiti da FISH e FAND.

Durante l’intenso confronto, sono state illustrate e condivise non solo le metodologie, ma anche le strategie di lavoro dell’Osservatorio. È stata espressa, e sottolineata, l’importanza della consultazione reale con la società civile ed è stato evidenziato nuovamente che una delle priorità di questo Governo è l’emanazione di un Codice sulla Disabilità, sul cui testo non mancherà il confronto propositivo con l’Osservatorio e le Federazioni.

Soddisfazione è stata dunque espressa dai rappresentanti di FISH e FAND, secondo i quali «l’Osservatorio avrà un importante ruolo tecnico e di supporto dell’Ufficio per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità e quindi anche nella scrittura e nella condivisione dei contenuti del Codice sulla Disabilità».

Sempre all’insegna del coinvolgimento e del confronto con le due Federazioni, l’Ufficio ha poi ripreso i lavori su alcuni temi “caldi” ormai da tempo, quali la Disability Card, strumento europeo che dovrà permettere alla persone con disabilità di accedere a vari servizi gratuiti o a costo ridotto in materia di trasporti, cultura e tempo libero, in regime di reciprocità con i Paesi che hanno aderito all’iniziativa, il CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo), per arrivare a una banca dati nazionale dello stesso, e il necessario finanziamento di misure per l’inclusione delle persone sorde e con ipoacusia.

FISH e FAND hanno quindi evidenziato la necessità di porre al centro del dibattito il Secondo Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, nonché le Osservazioni Conclusive al primo Rapporto Ufficiale dell’Italia rispetto all’attuazione dei princìpi e delle disposizioni contenute nella Convenzione ONU, elaborate a Ginevra dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Il Codice sulla Disabilità, infatti, dovrà necessariamente intrecciarsi con questi due documenti programmatici e di indirizzo.

Nelle prossime settimane l’Osservatorio sarà convocato in seduta plenaria alla presenza del presidente del Consiglio Conte, che ha mantenuto la delega sulle tematiche della disabilità.

In conclusione, sia Vincenzo Falabella che Nazaro Pagano, presidenti nazionali rispettivamente di FISH e FAND, hanno espresso «sollievo per la ripresa dei lavori, essendo l’Italia uno dei primi Paesi a dotarsi di uno strumento di reale coordinamento sulla politiche della disabilità, sul modello dell’UNDIS delle Nazioni Unite [United Nations Disability Inclusion Strategy, N.d.R.]». (a cura della redazione di «Superando.it»).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

giovedì 6 febbraio 2020

La riqualificazione professionale: un’opportunità in una sfida di Massimiliano Penna

Se l’istruzione rappresenta il primo e fondamentale passo del lungo percorso che dovrebbe portare ad una vera inclusione sociale, il lavoro rappresenta lo strumento per eccellenza attraverso il quale la stessa si può realizzare.

Da sempre l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), tanto a livello centrale quanto a livello periferico tramite le proprie strutture territoriali, è costantemente impegnata nelll’affrontare il delicatissimo tema del lavoro per far sì che alle persone con disabilità visiva vengano garantite, compatibilmente con le problematiche che la disabilità visiva comporta, occasioni per mettere alla prova le competenze acquisite e raggiungere la piena realizzazione personale.

Per decenni le professioni cosiddette “tradizionali” come quella del centralinista hanno costituito un valido sbocco lavorativo; tuttavia i mutamenti del mercato del lavoro portati sia dalla crisi economica sia dall’avvento delle nuove tecnologie impongono profonde riflessioni, così da poter individuare azioni idonee ad individuare nuove occasioni di inserimento lavorativo per chi si affaccia sul mercato del lavoro e, per chi già vi è inserito, favorire quanto più possibile percorsi di riqualificazione professionale che permettano di continuare a svolgere la professione con le modalità che le nuove esigenze impongono.

L’avvento dei moderni strumenti tecnologici ha portato con sé enormi vantaggi impensabili fino a pochi decenni fa (basti pensare alla moltitudine di informazioni acquisibili tramite la rete internet), ma nel contempo rappresenta una continua sfida per le categorie deboli, le quali, per non essere escluse, necessitano di costanti adattamenti delle tecnologie assistive.

A livello regionale, fra il 2017 e il 2018 l’UICI Lombardia è stata impegnata quale capofila all’interno del progetto a valenza regionale “Azioni di sistema”.

Il progetto ha rappresentato un momento di enorme valore, in quanto ha consentito di attuare una profonda riflessione sull’attuale situazione lavorativa delle persone non vedenti ed ipovedenti in Lombardia.

“Avvalendoci della pluriennale esperienza delll’Istituto dei Ciechi di Milano in materia di servizi al lavoro – dichiara il Presidente Regionale UICI della Lombardia Nicola Stilla, sono stati attuati interventi volti a favorire non solo l’inserimento lavorativo, ma anche il mantenimento lavorativo tramite percorsi di riqualificazione professionale. Il lavoro – prosegue Stilla – in questo caso ha rappresentato ovviamente lo scopo del progetto, ma al tempo stesso ha fatto da strumento che ha permesso, per la prima volta, la predisposizione di linee guida in materia di inserimento e mantenimento lavorativo, che potranno essere utilizzate da noi come associazione in sede di confronto con gli enti preposti, nonché dalle aziende disponibili ad inserire nel personale persone con disabilità visiva. La nostra azione prosegue poi quotidianamente con l’attuazione di ogni sforzo per individuare gli spazi più adatti a a favorire l’inserimento lavorativo, ma il primo elemento da cui partire è la disponibilità delle aziende. Sul versante della riqualificazione, poi, non sempre vi è la disponibilità dei soggetti interessati e di conseguenza risulta evidente che da parte nostra sia necessaria anche una forte azione di tipo culturale. Naturalmente anche in questo caso la disponibilità delle aziende è il punto da cui partire e da parte nostra vi è la piena disponibilità a mettere a disposizione, ove venga richiesto, tutte le conoscenze in nostro possesso e tutta l’esperienza maturata in materia. Da parte nostra vi è sempre stata e vi sarà anche in futuro piena disponibilità al dialogo e al confronto come ad esempio avviene da tempo con tutte le sedi territoriali dell’Agenzia delle Entrate, al fine di predisporre interventi di riqualificazione professionale che siano realmente rispondenti ai nuovi assetti organizzativi. Il mercato del lavoro – conclude Stilla – negli ultimi anni ha subito profondi mutamenti sia per via della pressante crisi economica, sia in conseguenza della diffusione delle moderne tecnologie e restare al passo con i suddetti cambiamenti, ove ve ne siano le opportunità, diventa fondamentale ancor di più per le categorie deboli”.

Anche a livello nazionale la riqualificazione professionale per l’UICI rappresenta una delle priorità. Dall’anno scorso, infatti, è in atto un costante confronto con l’Agenzia delle Entrate, volto a predisporre percorsi di riqualificazione che permettano ai centralinisti telefonici di trovare nuovi spazi lavorativi compatibili con i nuovi assetti dell’ente.

“In primo luogo – dichiara il Vicepresidente Nazionale UICI Stefano Tortini – abbiamo proceduto ad una attenta indagine conoscitiva della situazione dei dipendenti con disabilità visiva presso l’ente anche al fine di verificare la disponibilità degli stessi ad intraprendere un percorso di questo tipo. La sfida che ci attende sarà delle più ardue in quanto, una volta pianificati gli interventi di concerto con la stessa Agenzia delle Entrate, saremo chiamati a predisporre percorsi formativi calibrati sulle singole situazioni. Dietro ogni lavoratore c’è infatti un insieme di potenzialità e di attitudini personali che vanno ben oltre la disabilità e anche in questo caso sarà nostro compito interpretare al meglio le singole situazioni”.

La figura del centralinista telefonico è ormai cambiata; i servizi automatizzati e l’instradamento diretto delle chiamate fanno sì che non sia più indispensabile un addetto preposto esclusivamente alla gestione delle chiamate stesse. Sarà allora indispensabile predisporre percorsi di riqualificazione che puntino a formare delle figure in grado di interagire col pubblico e soddisfare le diverse richieste avvalendosi dei moderni strumenti informatici.

Tutto ciò rappresenta sì una sfida, ma anche uno stimolo per mettere a frutto le migliori competenze presenti all’interno dell’Associazione, in vista di un obiettivo fondamentale sia dal punto di vista personale di ogni lavoratore che collettivo: l’inclusione sociale.

mercoledì 5 febbraio 2020

San Siro per tutti. Partita audio-descritta a chi non può vederla

La Repubblica del 05.02.2020

MILANO. «Voi sarete i nostri occhi». Questo il patto stretto tra i tifosi non vedenti del Milan e i cronisti di Radio Rossonera, che dal 19 maggio 2019 raccontano le partite casalinghe del club agli appassionati ciechi e ipovedenti. L'iniziativa "San Siro per tutti", la prima di questo genere in Italia, è stata fortemente voluto da Ivan Gazidis, amministratore delegato e direttore del Milan, e riserva dieci posti (più altri dieci per gli accompagnatori) alle persone non vedenti e ipovedenti che, con radiolina e auricolari, possono godere a pieno dell'atmosfera della Scala del Calcio. «Abbiamo studiato l'esperienza degli stadi nordeuropei e soprattutto inglesi, dove tutto ciò è normale » racconta Martino Roghi, corporate social responsibility nanager del Milan e responsabile del progetto. «Il primo passo è stato quello di consultare l'Istituto dei ciechi di Milano e la UEFA. Abbiamo quindi trovato i posti nel primo anello arancio: più vicino possibile al campo, perché i tifosi vogliono sentire l'emozione del match, ma allo stesso tempo lontani dalla Curva Sud, in modo da non interferire con l'audio-descrizione». La cronaca è a cura di Radio Rossonera, che dalla tribuna stampa utilizza microfoni che emettono segnali radio, captati in presa diretta dagli auricolari consegnati agli appassionati. «In questo modo il segnale arriva tempestivamente e si evita quel ritardo nella comunicazione che rovinerebbe tutto».

Francesco Cusati, dell'Istituto dei ciechi, è un tifoso rossonero e un assiduo frequentatore di San Siro: «Andavo allo stadio quando ancora vedevo, poi ho perso la vista, e ho smesso di divertirmi. Non riuscivo a godermi l'esperienza, perché la cronaca della radio arrivava in ritardo rispetto alle azioni. Sentivo il pubblico esultare prima del gol. A volte c'era un amico che cercava di raccontarmi il match, ma come si fa? Non era un professionista». Il Milan ha quindi proposto all'Istituto l'idea dell'audio-descrizione. «Ci abbiamo lavorato per alcuni mesi - prosegue Cusati - . Adesso sfruttando le frequenze a circuito chiuso, la cronaca è simultanea: ci vengono descritti il contesto, gli spalti, le coreografie della Curva Sud. Si capisce perché il pubblico rumoreggia».

Sugli spalti con Francesco, c'è il piccolo Alessandro Ravelli, che accompagnato dal padre Stefano non si perde una partita. È timido, ma quando il Milan segna tira fuori tutta la grinta e la gioia di un bambino di dieci anni. Una fila più in basso invece Massimiliano vive la partita come faceva una volta in Curva Sud: «Ero un ultrà, seguivo la squadra anche in trasferta. Quando ho iniziato a perdere la vista non sono più andato allo stadio. Adesso grazie a questa iniziativa sono tornato a San Siro, ed è bellissimo. È vero, la partita la puoi seguire anche da casa, ma solo qui puoi provare l'adrenalina.

di Alessia Conzonato