giovedì 26 maggio 2022

Museo della Musica di Bologna "letto" da ipo e non vedenti

Agenzia ANSA del 26/05/2022

BOLOGNA. Il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna si è dotato di un nuovo percorso audiotattile curato da La Girobussola Aps, associazione che si occupa di promuovere l'accessibilità culturale per persone ipo e non vedenti, fornendo strumenti per permettere un migliore godimento dell'arte, della cultura e delle esperienze di viaggio.

Grazie al contributo del Lions Club Bologna San Petronio, sono stati progettati supporti - testi in braille, file audio e mappe tattili - che consentono al visitatore con disabilità visiva una visita approfondita e coinvolgente del museo, esplorando alcuni dei pezzi più iconici e curiosi presenti nella collezione degli strumenti musicali. Parte essenziale del progetto è la realizzazione di una serie di mappe a rilievo, che nell'ampio formato A3 permettono una rappresentazione ricca di dettagli di immagini e oggetti attualmente collocati in vetrina nelle sale espositive o comunque non adatti ad un approccio tattile per questioni di conservazione.

Con questo progetto prosegue l'impegno con cui l'Istituzione Bologna Musei promuove e sostiene interventi a favore di un miglioramento dei livelli di accessibilità e inclusività delle proprie collezioni, nel superamento delle barriere culturali, cognitive e psicosensoriali. (ANSA)

mercoledì 25 maggio 2022

Arte "visibile" con mano Gli antichi reperti in 3D accessibili ai non vedenti

Il Giornale di Vicenza del 25/05/2022

Al museo naturalistico archeologico è stato inaugurato il nuovo percorso tattile. Diverse opere sono state riprodotte in eco-plastica, con targhe in braille Il progetto rientra tra le iniziative di inclusione promosse dal Comune.

VICENZA. "Vedere" la testa di toro dell'Età del Ferro attraverso le mani, seguendone i riccioli con le dita o esplorare una stele in basalto ripercorrendo l'iscrizione e apprezzando la ruvidezza della pietra. Tutto senza toccare e rischiare di rovinare il reperto originale. È stato presentato in occasione della Giornata internazionale dei musei, dedicata quest'anno a "Inclusione e sostenibilità", il percorso tattile del museo naturalistico archeologico, parte del progetto "Vicenza inclusion", portato avanti dall'assessorato alla cultura insieme alla start-up Shape 3D e di "Musei per tutti", che coinvolge anche gli assessorati al sociale, all'istruzione e la commissione Sviluppo economico, insieme ai musei civici, museo diocesano, Palladio museum e palazzo Leoni Montanari e all'UICI.

Un'iniziativa innovativa e dall'alto valore sociale, perché si inserisce in un settore, quello culturale, dove ancora è difficile trovare una vera e piena parità di opportunità.

La prima tappa, a febbraio, era stata la riproduzione di otto quadri e una scultura di palazzo Chiericati, con l'autorizzazione della Soprintendenza. La seconda, presentata dall'assessore Simona Siotto, insieme a Matteo Marini, presidente dell'Unione ciechi e ipovedenti di Vicenza, e Matteo Ive e Luca Casarotto di Shape 3D, è consistita nella creazione di altre sei riproduzioni. Obiettivo dell'iniziativa è facilitare la visita alle persone ipovedenti e cieche, ma anche aiutare i ragazzi a godere ancora meglio della visita. Con un occhio anche alla sostenibilità, visto che le riproduzioni sono stampate in "pla", un'eco-plastica ricavata dall'amido di mais. Al piano terra, il primo reperto tattile è, appunto, la testa di toro in marmo del I secolo, che faceva parte della decorazione dell'antico teatro Berga. Al primo piano, invece, sono due i reperti dell'Età del Ferro selezionati: la stele in basalto con la prima citazione del termine "Venetkens" e la tavoletta in bronzo con l'alfabeto venetico.

«Per realizzare la stele - spiega Ive - abbiamo aggiunto all'impasto per la stampa della sabbia, per rendere la ruvidezza del materiale». Eco-plastica grigia, invece, per il bicchiere in ceramica a bocca quadrata risalente al Neolitico. Due anche le riproduzioni nell'area naturalistica: un corallo fossile oligocenico, vissuto circa 30 milioni di anni fa e un "curculio vicentinus", un coleottero autoctono. La conservatrice del museo, Viviana Frisone, guida la visita. Marini tocca e legge le targhette in braille «molto ben fatte, spiegano chiaramente il reperto che si sta toccando. Non posso che ringraziare l'amministrazione e l'azienda per questa iniziativa. In un momento in cui il contatto fisico è venuto meno, hanno puntato sul tatto, che è il senso che per noi sostituisce la vista. È anche un modo per riportare i nostri ragazzi al museo». Orgogliosa Siotto, che sottolinea come in Italia ci siano «una sola opera in 3D a Roma e qualcuna a Ferrara, mentre a Vicenza siamo già alla seconda tappa e la prossima sarà il museo del Risorgimento. Nella giornata dei musei, che il Ministero ha dedicato a "Inclusione e sostenibilità" è un messaggio importante, ma queste riproduzioni saranno utili anche per coinvolgere maggiormente i bambini».

domenica 22 maggio 2022

Toccare un'opera d'arte per darle vita la grande bellezza della mia rinascita

L’Eco di Bergamo del 22/05/2022

BREMBATE. Sfiorare una statua con una carezza, seguirne con le dita le forme e la struttura, può rivelarne molti segreti. È un gesto di solito proibito nei musei, quindi ancor più desiderato, soprattutto di fronte a certe opere piene d'incanto scolpite nel marmo levigato. «È una strada diversa per conoscere l'arte» racconta con un sorriso Samanta Seno, 39 anni, di Brembate Sopra, non vedente, guida del progetto «Valori Tattili. Sei Sculture della collezione Zeri raccontate da persone cieche» all'Accademia Carrara, patrocinato dall'Unione italiana ciechi e ipovedenti e promosso in collaborazione con Lions Club Bergamo Host. «Il tatto - come scrive Margaret Atwood - viene prima della vista, prima delle parole. È il primo linguaggio, e l'ultimo, e dice sempre la verità». Andromeda, principessa d'Etiopia, nella statua di Pietro Bernini, che è una delle opere scelte per queste visite tattili, è incatenata alla roccia, in attesa del mostro marino a cui sarà sacrificata. Il mito, narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, ha un lieto fine: la giovane viene salvata da Perseo, che si innamora di lei e la sposa. «È una delle mie preferite - spiega Samanta - perché in passato era al centro di una fontana, è stata esposta agli elementi, la sua superficie è stratificata e ha molto da raccontare». Anche lei, come la protagonista di questa storia antica e affascinante, non si è fatta imbrigliare dal destino e dalla malattia, e ha continuato a impegnarsi per realizzare i suoi sogni. È nata con una condizione rara, il glaucoma congenito: «Fino ai vent'anni potevo ancora distinguere forme, oggetti e colori, anche se la mia capacità visiva era solo di tre decimi e mezzo. Questo mi ha comunque permesso di condurre un'infanzia e un'adolescenza normali, seppure dovevo sottopormi a interventi e controlli periodici. Portavo gli occhiali, avevo qualche difficoltà di spostamento ma potevo comunque recarmi a scuola in modo autonomo, seguire le lezioni, tenermi al passo con i compiti. Mi piaceva leggere, divoravo libri di narrativa e classici, anche se i miei mi pregavano di preservare la vista. La lettura comunque non influiva sulla progressione della malattia». Ha frequentato il liceo socio-psicopedagogico al Secco Suardo: «Allora abitavo a Filago, vicino a Capriate, e mi spostavo in autobus». Poi ha deciso di iscriversi alla facoltà di Storia all'Università statale di Milano: «Dovevo prendere più mezzi ed era quindi più complicato, soprattutto in metropolitana, ma riuscivo comunque a cavarmela, e ne ero fiera. Ho dei bellissimi ricordi del primo anno, in cui riuscivo a frequentare le lezioni e a dare gli esami in modo autonomo». Purtroppo in seguito le sue condizioni di salute sono peggiorate: «Ho dovuto sottopormi a una serie di interventi sempre a causa del glaucoma. Sono stati anni difficili, in cui ho dovuto mettere in pausa lo studio, perché non riuscivo più a frequentare le lezioni, passavo da un ricovero all'altro in ospedale. In questo periodo ho dato due esami all'anno da non frequentante, ma non ho mai abbandonato completamente, perché mi piaceva studiare e la speranza di riuscire a completare il percorso mi dava forza. Purtroppo nel frattempo ho perso completamente la vista. Quando mi è stato possibile ricominciare, ho dovuto cambiare il mio metodo di lavoro. Prima infatti potevo comunque contare sulla mia memoria visiva». La sua famiglia le ha offerto un sostegno fondamentale: «I miei genitori e mio fratello mi hanno circondato di attenzioni, facendomi vivere in un clima bello e gioioso nonostante le difficoltà. Questo mi ha permesso di trovare la forza di proseguire gli studi. Sono stati loro, all'inizio, a leggermi ad alta voce i libri e a registrarli su cassetta. Così ho finalmente conquistato la laurea triennale in Scienze storiche». Samanta ha dovuto adattarsi alla sua nuova condizione: «La malattia mi ha sempre accompagnata, fin da quando sono nata, ma ho sempre tenuto viva la speranza che le mie condizioni non peggiorassero. Non credevo di diventare cieca. Gli anni peggiori sono stati quelli degli interventi continui, in cui la mia vita è rimasta sospesa in una bolla. In seguito ho dovuto fare i conti con la differenza rispetto alla vita di prima. Ce l'ho fatta grazie alle persone che avevo intorno e grazie alla fede, un pilastro della mia vita». In quel periodo di grande incertezza Samanta non sapeva bene come proseguire, quale forma dare al suo futuro: «Ho provato a cercare lavoro nel mondo della cultura, delle case editrici e dei musei. Dato che non ricevevo riscontri ho proseguito gli studi iscrivendomi alla laurea specialistica in antropologia culturale sempre a Milano. Mio papà mi ha aiutato molto, perché nel frattempo era andato in pensione e ha scelto quindi di accompagnarmi ogni giorno all'università per le lezioni. Questa volta ho terminato nei tempi giusti, perché ormai avevo acquisito il metodo. Non è stato facile accettare di aver bisogno di una guida per spostarmi, e poi ricominciare a essere autonoma imparando a usare il bastone. Ho seguito un corso di orientamento e di mobilità. Grazie all'istruttore di questo corso ho incontrato mio marito Paolo, anche lui non vedente. Ci siamo sposati nel 2016, ed è stato lui a incoraggiarmi a cimentarmi nella laurea specialistica. Abbiamo costruito insieme una vita piena e felice, siamo parte integrante della comunità di Brembate, abbiamo splendidi amici con cui facciamo viaggi e tante esperienze bellissime». Finiti gli studi Samanta ha pensato di entrare nel mondo della scuola: «Mi sono accorta, però, che era difficile, perché le regole per l'ingresso cambiano periodicamente. Ho acquisito i crediti necessari per insegnare italiano e storia nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Mi sono iscritta in graduatoria e sono stata chiamata per una supplenza di nove mesi in un istituto tecnico. È stata una bella esperienza, per certi versi sorprendente, anche se molto impegnativa. Ho seguito poi un corso di educazione museale perché da tempo covavo il sogno di lavorare nei musei o negli enti culturali». Dal 2018 al 2019 ha seguito un percorso di formazione di un anno all'Accademia Carrara per diventare guida museale per l'esplorazione tattile di alcune sculture della Collezione Zeri esposte nella pinacoteca cittadina, con la guida di Lucia Cecio, responsabile dei servizi educativi dell'Accademia Carrara: «Le lezioni mi hanno aiutato a scoprire aspetti molto interessanti del mondo dell'arte e dei beni culturali». Le visite aperte al pubblico sono iniziate nel dicembre del 2019 ma poco dopo l'inizio della pandemia le ha interrotte: «Il nostro compito era prendere per mano le persone e accompagnarle nell'esplorazione, ma il pericolo del contagio l'ha reso impossibile. La riapertura del museo è stata graduale. Noi abbiamo ricominciato nel 2021. Mi sono appassionata a questo lavoro e spero in futuro di ampliare la mia attività facendo in modo che diventi la mia occupazione principale». Le visite si svolgono il secondo sabato di ogni mese alle 15 (prossimo appuntamento il 9 giugno, info su www.lacarrara.it), l'ingresso è possibile al massimo a sei visitatori per ogni fascia oraria, l'attività dura un'ora e mezza. «Presentiamo prima il museo, poi la Collezione Zeri. Ci sono tre guide per ogni visita, ognuna accompagna i visitatori a esplorare due o tre sculture. Dopo una presentazione della scultura, dell'epoca in cui è stata realizzata e dell'autore iniziamo l'esplorazione vera e propria». Questa opportunità è offerta a tutti, vedenti e non vedenti, «in genere però - sottolinea Samanta - sono di più le persone vedenti a iscriversi. Sono ancora rari i percorsi espositivi in cui è possibile toccare le sculture originali a mani nude. L'Accademia ha selezionato sculture in marmo che non risentono di questa attività, e comunque attua un costante monitoraggio delle opere per assicurarne l'integrità. È un'esperienza bella e coinvolgente sia per i visitatori sia per noi. Mi piace trasmettere la bellezza della cultura, raccontare una storia. Con ogni persona che si rivolge a me per essere guidata nasce un rapporto diretto e particolare, spesso carico di emozione». Il tatto rivela particolari inediti: «Ci sono aspetti - sottolinea Samanta - di cui è difficile accorgersi a livello visivo. Spesso le persone sono abituate a vedere le immagini scorrere in modo rapido, come alla televisione o sui social network, così i dettagli si perdono. Noi guide, invece, toccando queste opere da due anni e mezzo, spesso ci imbattiamo in dettagli di cui non ci eravamo accorte, perché ci vuole tempo e pazienza per scoprirli. Lo stesso Zeri diceva che una scultura per essere davvero conosciuta dev'essere toccata. Così realizziamo questo suo suggerimento». Accanto all'Andromeda di Pietro Bernini c'è per esempio «Lucrezia» di Orazio Marinali, dell'inizio del '700, la matrona romana di cui parla Tito Livio in «Ab Urbe condita», simbolo di coraggio, pronta ad affrontare un drammatico destino per non rinnegare i suoi valori. E ancora i giovani indiani d'America di Randolph Rogers, un cacciatore e una pescatrice, che raccontano storie di altri Paesi e culture lontane. «Ognuna - dice Samanta - parla del tempo in cui è stata scolpita, ha molto da svelare e restituisce sempre qualcosa di speciale e di bello. Il mio sogno sarebbe lavorare sempre a progetti come questi». Samanta ha scoperto che anche la vita «al buio» può essere densa di gioia e di emozioni, sempre aperta a nuove sfide e conquiste: «E pensare che avevo così paura di mostrarmi fragile, di chiedere aiuto. Ho sperimentato quanto il sostegno degli altri possa essere importante nella vita. È vero che non ci si salva da soli».

Tra i ragazzi è sempre più "epide-miopia"

Corriere Quotidiano del 22/05/2022

SORRENTO. La miopia è sempre più diffusa tra bimbi e ragazzi, al punto che tra gli addetti ai lavori è stato coniato il termine “epide-miopia” per indicarne l’incremento. Nelle popolazioni asiatiche riguarda ormai il 60-70% dei ragazzi (90% a Singapore), negli Usa negli ultimi 30 anni si è registrato un incremento del 50%, con un tasso di incidenza passato dal 26 al 42% (46% nelle femmine).

Dati simili sono stati riscontrati in studi condotti in Europa. Entro il 2050 si prevede che oltre il 50% della popolazione mondiale sarà miope, con un costo attuale stimato attorno a 200 miliardi di dollari l’anno.

“Solitamente – rileva Roberto Caputo, Direttore di Oftalmologia Pediatrica del Meyer di Firenze – la miopia insorge verso i 5-6 anni, o in adolescenza e progredisce per tutta l’età adolescenziale. Se elevata (oltre 6 diottrie) aumenta il rischio di maculopatia, glaucoma e distacco di retina. Quello a cui stiamo assistendo è che abbiamo più bambini miopi e con forme più gravi. E’ importante la prevenzione per rallentare l’evoluzione.

La miopia ha sicuramente una base genetica. Ma quello che ha influito molto sull’incremento degli ultimi 30 anni è l’aumento delle attività ‘da vicino’: tablet, telefonini e meno ore trascorse all’aria aperta. Il quadro sembra essersi aggravato con la pandemia: alcuni lavori in Cina hanno mostrato che l’aumento delle ore passate sugli schermi e la ridotta socializzazione hanno causato un aumento della miopia soprattutto a 6-8 anni. Prevenirne l’insorgenza e ridurre il rischio di progressione si può. Secondo alcuni studi trascorrere ogni giorno 40 minuti all’aperto comporterebbe una riduzione dell’incidenza della miopia del 23%. Altre ricerche rilevano che il rischio di progressione scenderebbe del 54% per i bimbi che trascorrono ogni settimana almeno 11 ore all’aperto. “Una buona regola – rileva Caputo – è cercare di far trascorrere ai bimbi più tempo all’aperto, senza telefonino, magari praticando sport”.

“Da qualche anno – conclude – una letteratura consolidata dimostra come l’atropina (per ora disponibile solo come preparato galenico) a bassissimo dosaggio, somministrata ogni sera, abbia un’efficacia elevata (60- 70%) nel ridurre la velocità di progressione della miopia. Sono invece un’innovazione recente occhiali con lenti a defocus periferico”. (ANSA).

Via Vivaio: interviene l’associazione Luca Coscioni «Bimbi della scuola ciechi discriminati»

Milano Post del 22/05/2022

MILANO. Dopo mesi di schermaglie in punta di fioretto, siamo ormai agli schiaffoni, nella vicenda della scuola dei ciechi di via Vivaio. Coi genitori che, esasperati dal silenzio dell’amministrazione seguito a tutte le loro richieste di informazioni circa la nuova sede in cui il Comune vorrebbe trasferire i ragazzi, l’edificio di viale D’Annunzio in zona Darsena, sono infine passati alle vie legali, con una denuncia per discriminazione presentata contro il Comune, accompagnata da una diffida a procedere, e da un paio di ricorsi al Tar.

L’altro ieri, poi, il Consiglio di istituto ha deciso di rendere nota ai media la pronuncia dell’Agenzia delle Entrate, che definiva “congruo” il canone d’affitto richiesto dall’Istituto dei ciechi per i 2.500 metri quadrati in cui ha sede la scuola media, oltre al parere della Direzione educazione della stesso Comune, che indicava che, come minimo per i prossimi due anni, la scuola media per ciechi di via Vivaio avrebbe potuto rimanere nella sua sede storica.

Pronunce che smascherano il quadro costruito nei mesi dall’amministrazione comunale e riducono la vicenda a quella di un puro e semplice taglio di una prestazione, quella del pagamento dell’affitto che consenta a ragazzi in gran parte disabili o ipovedenti di non doversi sobbarcare lo stress e il disagio di un trasloco in una sede lontana e sconosciuta.

Ragazzi e famiglie, ieri, hanno incassato anche il sostegno dell’Associazione Luca Coscioni che, si legge in una nota, «ha diffidato il Comune a seguito della decisione di trasferire la Scuola per ciechi dallo storico edificio di via Vivaio 7 all’edificio comunale di via D’Annunzio 15». La diffida intima all’amministrazione comunale di revocare la decisione del trasferimento e di mettere in atto «tutte le soluzioni necessarie per mantenere invariata l’attuale sede, con l’obiettivo di salvaguardare il progetto educativo e sociale di integrazione ed inclusione scolastica tuttora in essere.

«L’edificio di via D’Annunzio presenta barriere architettoniche e ostacoli di ogni tipo, e quindi non può essere in nessun modo ritenuto idoneo a garantire la prosecuzione i quel modello pedagogico, di integrazione e inclusione scolastica che rappresenta il tratto distintivo dell’Istituto Statale per ciechi di via Vivaio» hanno dichiarato Rocco Berardo, avvocato e coordinatore delle iniziative sulla disabilità dell’Associazione Luca Coscioni e Alessandro Gerardi, avvocato e consigliere generale della stessa Associazione. «L’annunciato trasferimento pertanto rappresenterebbe una violazione del divieto di discriminazione per motivi di disabilità, introdotto dalla legge numero 67 del 2006 e riconosciuto dalla convenzione sui diritti delle persone con disabilità, In caso di mancata risposta da parte del Comune, come Associazione ci riserviamo di agire in sede legale per far cessare la condotta discriminatoria con contestuale rimozione dei suoi effetti pregiudizievoli il diritto allo studio degli studenti disabili».

II plesso di viale D’Annunzio, infatti, «oltre a violare le norme per l’edilizia scolastica (articolo 4, comma 2, della legge 23 / 1996), presenta numerose criticità e problemi di accessibilità e inclusività che i consulenti del Consiglio d’istituto hanno evidenziato e trasmesso in una relazione al Comune di Milano, senza peraltro ottenere risposte» concludono dall’Associazione.

Per il Comune, il pronunciamento di un ente tanto conosciuto e riconosciuto sul fronte delle battaglie per l’uguaglianza dei disabili rappresenta un’altra grana non da poco, lungo una vicenda che si trascina ormai da sei mesi e nella quale il sindaco Beppe Sala, che pur pochi giorni fa era intervenuto a una manifestazione del coro dei ragazzi della Vivaio, non ha mai avvertito né l’opportunità né la necessità di spendere due parole per far conoscere la sua posizione.

giovedì 19 maggio 2022

Mostra "La cultura della plastica: arte, design, ambiente"

Dietro la Notizia del 19/05/2022

ANCONA. Venerdì 20 maggio inaugura la nuova mostra del Museo Tattile Statale Omero “La cultura della plastica: arte, design, ambiente”, visitabile fino al 31 agosto con ingresso gratuito.

Un’esposizione, ideata da Andrea Sòcrati e allestita da Fabio Fornasari, per raccontare un materiale onnipresente nella nostra vita, ora esaltato, ora condannato, ora povero, ora chic, ora pop ora di élite.

Un materiale miracoloso, la plastica, che si trasforma da materia bruta a oggetto perfetto e utile ma che causa gravi problemi di inquinamento se viene abbandonato nell’ambiente e soprattutto nel mare.

Partner del progetto sono: il Liceo Artistico Mannucci, l’Università Politecnica delle Marche, Garbage Group, Fratelli Guzzini, Vesta Design.

La mostra è suddivisa in tre settori, ognuno dei quali racconta un legame tra plastica, arte, design e ambiente.

La mostra è tattile ed esperienziale, con tutti i supporti utili alla fruizione da parte di un pubblico con disabilità visiva, uditiva e cognitiva, grazie al Media partner Rai Pubblica Utilità, che ha realizzato video esplicativi in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e allo staff del museo Omero che ha prodotto sottotitoli e audiodescrizioni di alcuni video, didascalie in Braille e la guida di lettura facilitata alla mostra.

Presente anche un tavolo per i più piccoli con giochi in plastica oltre a due postazioni con tavolini e sedie per svolgere attività dedicate alle persone con autismo.

Il prof. Nicola Farina per il Liceo artistico Mannucci ribadisce il valore etico oltre che estetico dell’arte: questa mostra di forte impatto educativo si presta infatti, dopo Ancona, ad essere ospitata in altre località, accompagnata da attività didattiche inclusive sul tema della salvaguardia dell’ambiente.

L’intento è quello di promuovere, anche attraverso i linguaggi dell’arte e del bello, la conoscenza della plastica e di promuovere un’azione di sensibilizzazione sui temi del riciclo, della sostenibilità e della tutela dell’ambiente in un decennio, 2021-2030, proclamato dall’ONU “decennio del mare”.

La mostra inaugura in una settimana ricca di eventi per Ancona e la Mole Vanvitelliana grazie alla concomitanza con Ancona-Marche Design Week 2022 e la rassegna Tipicità in blu.

mercoledì 18 maggio 2022

Agli "Accessibility Days 2022" spazio a tutte le disabilità

Redattore Sociale del 18/05/2022

Torna in presenza e lo fa dalla prestigiosa sede dell'Istituto dei Ciechi di Milano il più grande evento italiano gratuito sull'accessibilità e l'inclusività delle tecnologie digitali promosso insieme all'UICI nazionale.

MILANO. Conferenze, workshop, aree tematiche, software house internazionali e un palcoscenico d'eccezione. Ma anche cene al buio, l'emozionante percorso sensoriale "Dialogo nel buio" e tutti i momenti che avvicinano lo spettatore, più di ogni altra esperienza, al mondo della disabilità e al ruolo imprescindibile dell'inclusione.

Tornano gli Accessibility Days (https://accessibilitydays.it/2022/it/) e per l'edizione 2022 lo fanno in grande e con una marcia in più: raccogliendo gli spunti, gli insegnamenti e le nuove urgenze di questo tempo che ha stravolto l'idea di quotidiano. E approfondendo temi che riguardano tutte le disabilità, con focus particolari su quella visiva e una forte e crescente collaborazione con l'Unione italiana ciechi e ipovedenti (UICI). Proprio dai soci dell'UICI di Ancona l'evento aveva avuto origine 6 anni fa.

A Milano, 20 e 21 maggio, il più grande appuntamento italiano sull'accessibilità e l'inclusività delle tecnologie digitali si presenta in doppia veste: presenza e online. E riprende il filo interrotto dal Covid nel 2020, facendo tesoro di tutto quello che di buono è arrivato dalla tecnologia negli ultimi due anni.

Sede della due giorni sarà il prestigioso Istituto dei Ciechi di Milano che per l'occasione ospiterà oltre 20 aree espositive e banchetti, un'area gaming accessibile e l'angolo dei maker con dispositivi che potranno essere provati di persona. L'ingresso è gratuito.

Microsoft, Google, Meta, Ibm, Rai, Salesforce, TIM, Fastweb, Airbnb: i giganti delle collaborazioni internazionali abbracciano nuove sinergie con gli altri protagonisti dell'edizione 2022. Dal Dipartimento per la trasformazione digitale all'AGID, l'agenzia per l'Italia digitale, dal CNR all'Inps, dal Politecnico di Milano alla Lega del Filo d'Oro, dall'Ente nazionale sordi (Ens) all'AID (associazione italiana dislessia).L'evento più atteso da sviluppatori, designer, maker, creatori, editori di contenuti e da tutte le persone che si occupano di tecnologie digitali, dedica ampio spazio anche al mondo della scuola, tra i settori che più di altri hanno dovuto fare i conti con la rete per superare le distanze. E a quello dell'occupazione con "Lavoropiù" che mette a disposizione un'importante opportunità di selezione e reclutamento per le persone appartenenti alle categorie protette.

"Abbiamo atteso questo momento per due anni - esordisce Sauro Cesaretti, tra i fondatori degli Accessibility Days - e finalmente ora potremo incontrarci in presenza per condividere, attraverso l'esperienza diretta, tutte le novità che la tecnologia è in grado di offrire. Consideriamo un ottimo risultato essere riusciti ad ampliare il campo: dalla disabilità visiva, punto di partenza degli AD, a tutte le disabilità".

"Il 2021 ha segnato un anno di svolta nella percezione dell'accessibilità da parte di aziende ed organizzazioni che stanno rivolgendo, come non mai, il loro interesse verso questo importante tema - sottolinea Stefano Ottaviani, cofondatore -. Invitiamo tutti a partecipare all'evento del 20 e 21 maggio: un'edizione ancora più ricca di contenuti e di attori di primo livello. E, a chi ne avrà la possibilità, consigliamo di raggiungerci a Milano, per arricchire le proprie conoscenze e vivere una due giorni che promette di rivoluzionare esperienze e punti di vista".

Prevista per i docenti la possibilità di acquisire crediti sulla piattaforma SOFIA. Tutte le sessioni dell'evento sono accessibili anche alle persone con disabilità uditiva grazie al sistema di sottotitolazione e al servizio di interpretariato LIS (Lingua dei segni italiana).

Sul sito dedicato all'evento è possibile prendere visione del programma e iscriversi all'iniziativa.