martedì 21 settembre 2021

Il Milan da oggi è davvero per tutti

Vita del 21/09/2021

La società rossonera ha firmato due collaborazioni insieme alla Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano onlus, all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti onlus e all’Ente Nazionale Sordi. Un impegno che si tradurrà in investimenti e progetti concreti allo stadio e sulle piattaforme digital.

MILANO. AC Milan ha annunciato i rinnovi delle partnership insieme alla Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano Onlus, all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus e all’Ente Nazionale Sordi, con l’obiettivo di continuare a costruire un Club sempre più inclusivo, aperto e capace di rispondere alle esigenze e alle aspettative di tutti. Un impegno e un nuovo importante tassello all’interno della strategia di responsabilità sociale, valore fondante del Club.

Si rafforza così il percorso e il programma di inclusione “Il Milan per tutti”, che vede da sempre il Club in prima linea, attraverso progetti e iniziative concrete, dentro e fuori dal campo, riconosciuti anche come casi esemplari e di studio dalla UEFA.

«I nostri tifosi sono al centro di tutto ciò che facciamo, senza distinzioni. Perché il Milan è di tutti. Siamo dunque orgogliosi di firmare oggi questi due accordi, che testimoniano l’impegno concreto del Club nelle politiche di inclusione, in linea con il nostro Manifesto RespAct», ha spiegato il presidente AC Milan, Paolo Scaroni, «Insieme renderemo il Club ancora più accessibile, attraverso l’identificazione di nuove iniziative e soluzioni efficaci per garantire accessibilità a tutti i tifosi. Rafforzeremo così una best case che ci vede pionieri nel settore e che mettiamo a disposizione di tutto il sistema calcio italiano, in attesa che tutto il settore possa evolvere e fare un reale scatto in avanti in tema di inclusione sociale».

A partire dall'esperienza allo stadio, che rappresenta il momento ideale per abbracciare tutta la famiglia rossonera. Una partita a San Siro è in grado di generare passione, entusiasmo, condivisione ed emozioni uniche che meritano di essere vissute da tutti. In particolare per ciascuna partita in casa il Milan garantisce in media 250 ingressi gratuiti per tifosi con disabilità e i loro accompagnatori. Un’esperienza resa possibile grazie ad importanti investimenti effettuati a partire dal 2016 con l’obiettivo di aumentare il numero di postazioni dedicate, per migliorare la qualità delle stesse e offrire un servizio di steward dedicato. Nell'ambito di “San Siro per tutti”, il Club ha creato un settore esclusivo posto a livello del campo, dedicato ai tifosi non vedenti e ipovedenti, grazie alla collaborazione con la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano Onlus e all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus. Un nuovo servizio che prevede la presenza di due speaker che, dalla tribuna stampa dello stadio, raccontano ogni dettaglio di ciò che succede a San Siro durante la partita a tutti i tifosi che fanno richiesta del servizio. Il racconto, grazie alla collaborazione con Radio Rossonera, viene trasmesso ai sostenitori attraverso un segnale radio dedicato, grazie a un apparecchio audio che viene loro distribuito direttamente ai posti assegnati.

Grazie all’importante percorso di digitalizzazione e modernizzazione del Club, il Milan porta le emozioni di tutto mondo rossonero e l’atmosfera dello stadio ovunque, anche a casa, attraverso home device e canali digitali ufficiali AC Milan (sito e APP). In questa direzione vanno anche le partnership con Google e Alexa Amazon, che permettono di accedere a una serie di funzionalità che, non solo rendono le partite più intense, ma fanno vivere pienamente ai tifosi rossoneri la propria passione. Oltre alla telecronaca della partita: news, podcast, cori e molto altro.

Il Milan, inoltre, garantisce la fruibilità dei contenuti digitali per tifosi sordi: mediante l’accordo con L’Ente Nazionale Sordi, infatti, ogni settimana vengono sottotitolati e tradotti in LIS i video e le interviste più rilevanti. Inoltre, come unico Club in Italia, vengono trasmesse live in LIS tutte le conferenze stampa pre gara di Mister Pioli.

Per il consigliere della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano Onlus, Mario Barbuto, «la firma del protocollo di intesa fra AC Milan e la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano dà spessore e continuità all’impegno della società rossonera a voler far vivere la magia e le suggestioni del calcio in presenza alle persone con disabilità visiva. Per i tifosi non vedenti essere accolti con affetto e disponibilità allo stadio di San Siro, in occasione degli incontri, è un segnale molto bello e importante».

«Sono estremamente felice di comunicare il proseguimento anche per la stagione 2021/22 dell'appassionante collaborazione con AC Milan per la fruizione di prodotti video sottotitolati e tradotti in Lis e delle conferenze stampa pre partita di mister Pioli tradotte in lingua dei segni», ha aggiunto il Presidente del Consiglio Regionale lombardo dell'Ente Nazionale Sordi, Renzo Corti.

«Abbiamo ricevuto dai numerosissimi tifosi sordi rossoneri di tutta Italia grande consenso e soddisfazione per quanto finora scaturito dalla collaborazione», ha aggiunto, «In tanti ci hanno detto che finalmente si è avverato un sogno: grazie a questo servizio i tifosi sordi possono sentirsi un po’ più partecipi delle avventure della loro squadra del cuore che sono diventate loro accessibili. In qualità di Presidente ribadisco il motto: ENS sempre con i sordi per garantire il diritto di tutti al pieno accesso alla vita quotidiana del nostro Paese».

L’impegno del Club in progetti e iniziative di inclusione, rientra all’interno del più ampio Manifesto RespAct di AC Milan per equità sociale, uguaglianza e inclusività lanciato lo scorso anno. Un programma di iniziative che concretizza la visione e l'impegno del Club nella condivisione di valori positivi dello sport e della lotta ad ogni forma di pregiudizio e discriminazione, facendo leva sulla enorme potenzialità del Club di coinvolgere e connettere emotivamente i propri sostenitori e interlocutori di riferimento.

di Lorenzo Maria Alvaro

sabato 18 settembre 2021

Glaucoma, un piccolo intervento può risolvere il problema agli occhi

Corriere del Mezzogiorno del 18/09/2021

NAPOLI. I maggiori specialisti nel campo della chirurgia oculistica si sono ritrovati a Napoli per discutere delle innovazioni nella chirurgia mini invasiva per la cura del glaucoma. A organizzare questo rendez vous nazionale è stato il dottor Mario Sbordone (direttore dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Santa Maria delle Grazie), che in diretta streaming ha trasmesso alcuni interventi realizzati proprio con le nuove tecniche oggi disponibili. «Troppi pazienti con glaucoma ritardano l’intervento a causa di mancate diagnosi o, peggio ancora, dell’errata convinzione che evitare l’intervento chirurgico sia la scelta giusta. Oggi — ha spiegato — a differenza di qualche anno fa, esistono infatti delle tecniche chirurgiche mini-invasive che possono aiutare i pazienti affetti da glaucoma a preservare la vista senza dover sopportare gli effetti collaterali degli interventi tradizionali. Quindi, una chirurgia “light” ma efficace, che è preferibile ad un uso prolungato di colliri», ha detto Sbordone che da più di 15 anni si occupa di chirurgia mini-invasiva del glaucoma, facendo del Santa Maria delle Grazie un punto d’eccellenza anche per l’oculistica. «Queste tecniche - aggiunge - consentono oggi di evitare gli effetti collaterali degli interventi tradizionali, che pur avendo un ottimo rapporto di efficacia e sicurezza costringono ad un decorso post operatorio faticoso e sofferto per il paziente». Dunque, si punta oggi ad un minore rischio post operatorio e di conseguenza anche un minor disagio e una ripresa più rapida. Lo specialista spiega infatti che gli effetti collaterali che maggiormente si riscontrano dopo un intervento “tradizionale” sono l’ipotono e le emorragie. Interventi basati su tecniche mini invasive durano in media solo 15 minuti in un regine di day surgery, decisamente più “leggeri” rispetto a quanto avviene con la chirurgia tradizionale. Ma cosa avviene di preciso? «Semplificando non poco, lo scopo della chirurgia mini-invasiva per il glaucoma - spiega Sbordone - è quello di creare una piccola fistola che consenta il drenaggio dell’umore in eccesso dal bulbo oculare. Si adoperano degli stent piccolissimi per regolare il deflusso del liquido, device di altissima precisione che hanno uno spessore inferiore a quello di un capello. Parliamo di interventi di assoluta precisione che si fanno in anestesia locale, senza alcun dolore per il paziente». Questo il messaggio che si leva con forza da Napoli: oggi esistono tecniche che possono arrestare il glaucoma. Ma bisogna giocare d’anticipo.

di Roberto Russo

venerdì 17 settembre 2021

Scuola, il Tar boccia i nuovi piani di studio per i disabili: discriminatori

Corriere della Sera del 17/09/2021

I giudici amministrativi hanno dato ragione alle famiglie che avevano fatto ricorso contro l’esonero totale degli alunni da alcune materie. Un provvedimento che sarebbe stato «in contrasto con le norme internazionali di tutela della disabilità».

ROMA. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha annullato il decreto 182/2020. La norma, emanata dal ministero dell’Istruzione in concerto con il ministero dell’Economia, modificava le modalità di assegnazione delle ore di sostegno per gli alunni disabili e ridisegnava il PEI. il Piano educativo individualizzato è il programma didattico da «cucire» sulle esigenze degli studenti con disabilità. Il ricorso è stato presentato da un gruppo di associazioni rappresentative delle famiglie e degli insegnanti di sostegno. Ed è stato pienamente accolto. La sentenza boccia il decreto sia dal punto di vista procedurale che di contenuto.

Uno degli aspetti più controversi era la questione dell’esonero. Il nuovo PEI prevedeva l’ipotesi di esonerare totalmente gli alunni con disabilità dal frequentare le lezioni di una determinata materia, per assegnarli ad attività di laboratorio separate. Una misura discriminante per il fronte raccolto sotto lo slogan #NoEsonero. Il TAR ha dato loro ragione, ritenendo l’«esonero generalizzato» in contrasto con le norme internazionali in materia di tutela della disabilità. Ugualmente in contrasto con la normativa italiana e internazionale sarebbe il meccanismo per l’assegnazione delle ore di sostegno. Il TAR la definisce una «predeterminazione rigida e rigorosa del range delle ore di sostegno attribuibili». In base alla definizione del grado di disabilità, lo studente avrebbe avuto diritto a un range prestabilito di ore di sostegno. A titolo di esempio: a fronte di un grado lieve di disabilità, l’alunno ha diritto a un numero di ore di sostegno tra zero e sei. Si tratta di un automatismo che contrasta con il principio di assegnare le risorse in base alle effettive necessità e che lascia spazio ad uno scenario di assegnazione di ore «al ribasso». Magari per far fronte a vincoli di bilancio. Sul punto il TAR ha sottolineato come «le esigenze di finanza pubblica non possano giustificare restrizioni alle tutele da riservarsi agli studenti disabili […] Ciò non significa che ogni disabilità comporti l’automatica attribuzione del massimo delle ore di sostegno […] ma neppure è ammissibile che esigenze di finanza pubblica possano indebitamente limitare detta assegnazione, riducendola oltre modo rispetto a quanto sarebbe invece necessario per il raggiungimento dello scopo». Scopo che rimane la piena inclusione.

Oggi, l’attribuzione delle ore di sostegno passa attraverso una proposta del GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo. Una proposta quindi condivisa da dirigente scolastico, insegnanti, famiglia e professionisti esterni. Anche la composizione e i poteri di questo organo sono stati oggetto di ricorso. Le associazioni avevano denunciato una penalizzazione delle famiglie confermata dal pronunciamento del TAR. Non solo la disciplina sul GLO non rientrava tra i temi della legge delega, ma con il decreto bocciato si conferivano eccessivi poteri al dirigente scolastico. Ad esempio per ciò che concerne l’autorizzazione di pareri di specialisti nominati dalla famiglia dell’alunno con disabilità. «Praticamente tutti i nostri rilievi sono stati accolti – dice Evelina Chiocca, del Coordinamento italiano insegnanti di sostegno, una delle associazioni che hanno presentato il ricorso – Queste criticità le avevamo fatte presenti: la misura dell’esonero, la revisione dell’orario, la messa all’angolo della famiglie. Misure che tradiscono lo stesso spirito della legge. L’esonero, uno degli aspetti più gravi, non può esistere in una scuola dell’inclusione. L’abbiamo affermato dal primo giorno».

E ora che succede? Nei fatti cambierà poco o nulla. Il decreto 182 prevedeva da gennaio l’adozione facoltativa del nuovo modello di PEI. Un’ipotesi del tutto teorica. L’operatività vera scattava da questo nuovo anno scolastico. «Ho visto titoli abbastanza catastrofisti – continua la Chiocca - I PEI sono stati fatti e i Gruppi di lavoro hanno lavorato. Si prosegue come prima, in continuità con quello che si è fatto a maggio/giugno 2021. Salvo che il ministero non dia delle nuove indicazioni coerenti e chiare. Noi siamo disponibili a un confronto. Ci interessa solo che i diritti degli alunni con disabilità siano garantiti».

di Francesco Sellari

giovedì 16 settembre 2021

Inclusione scolastica e nuovo Pei, Fish sulla bocciatura del Tar: "Il nodo è la formazione"

Redattore Sociale del 16/09/2021

L'annullamento del decreto da parte del Tar Lazio ha creato "grave disorientamento nel mondo della scuola, ma la nostra impressione è che l'organo ministeriale interverrà emanando un regolamento, ristabilendo serenità nelle scuole e sicurezza per migliorare la qualità inclusiva".

ROMA. "Disorientamento", ma anche fiducia, perché per l'inclusione si continuerà a lavorare: così Fish interviene commentando la sentenza del Tar Lazio del 14 settembre, che ha annullato l'intero decreto interministeriale n. 182/2020 con cui si individuava la disciplina per la compilazione dei nuovi modelli di Pei, i piani educativi ministeriali personalizzati per gli alunni e le alunne con disabilità. "Molte famiglie e tutti coloro che operano per l'inclusione scolastica, oggi si interrogano su quali siano le ricadute che la sentenza potrà comportare per l'anno scolastico che è appena cominciato", riferisce Fish, ricordando che i Pei devono essere elaborati e redatti entro il 31 ottobre e verificati alla fine dell'anno scolastico, ossia la fine di giugno, allo stesso tempo, devono essere soggetti a verifiche periodiche durante l'anno. "Tali scadenze sono previste dal decreto legislativo 66/201 - osserva Fish -, non nel decreto ministeriale 182 che ora è stato annullato dal Tar Lazio". E quindi, precisa Vincenzo Falabella, presidente della Fish. "queste scadenze restano pienamente in vigore anche dopo la sentenza del Tar. Così come rimangono le norme sul Glo, in particolare i commi 10 e 11 dell'art. 15 della L. 104 modificata dal Dl 96 del 2019. Così come resta anche invariata la previsione del Glo, cioè il gruppo operativo sull'inclusione, di cui fanno parte tutti i docenti, non solo l'insegnante di sostegno, così come ne fanno parte i genitori e lo stesso studente per le scuole superiori, oltre a quelle figure professionali specifiche interne ed esterne all'istituzione scolastica che interagiscono con la classe e l'alunno con disabilità che possono portare elementi informativi utili per la costruzione condivisa ed ampia del Pei".

Tuttavia, continua Falabella, "la sentenza del Tar Lazio ha provocato un grave disorientamento nel mondo della scuola, poiché l'impegno profuso dal Ministero per la formulazione dei nuovi Pei da adottare da quest'anno è stato notevole con webinar e numerose faq di chiarimenti forniti agli istituti scolastici; dunque, c'era stata di certo una ampia consultazione tra le associazioni e le scuole circa le modalità di inclusione degli alunni con disabilità", dichiara Falabella. Va anche detto che "quasi tutte le modifiche che avevamo chiesto al decreto n.182 e che oggi sono state recepite dal Tar, anche se in maniera disorientante, erano state ottenute già con un lungo dialogo tra le associazioni aderenti alla federazione e il ministero dell'Istruzione, che tuttavia non è stato pronto a trasformarle in atto normativo. Tuttavia - continua il presidente della Fish - siamo fiduciosi. Perché nonostante quest'anno si sarebbero dovuti iniziati ad usare i nuovi modelli di Pei, oggi annullati, questo non determina, automaticamente, che non si possa, così come da decenni avviene, poter in ogni caso procedere alla redazione di un piano personalizzato per ciascun alunno con disabilità, anche senza le nuove indicazioni modellate da parte del decreto".

Fa ancora notare Falabella: "Il Tar ha posto l'accento sul fatto che il decreto avesse agito in 'eccesso di delega’ (per esempio intervenendo su come determinare la quantità dei sostegni) rispetto alle modalità di redazione del Pei e di coordinamento degli interventi che il decreto legislativo 66/2017 richiedeva. In sostanza, la nostra impressione è che l'organo ministeriale interverrà emanando un regolamento, ristabilendo serenità nelle scuole e sicurezza per migliorare la qualità inclusiva. Quello che è certo, comunque, è che la sentenza non interferisce per nulla con i corsi di aggiornamento obbligatorio di 25 ore che dovranno svolgersi proprio per favorire la presa in carico del progetto inclusivo da parte di tutti i docenti curriculari. Il nostro auspicio, però, non può che essere quello che si metta fine una volta per tutte ai provvedimenti di tipo emergenziali - conclude Falabella -A quella cultura normativa di mettere una toppa, una pezza, che poi si rivela in certi casi peggiore del buco. Perché il nodo fondamentale è la mancata formazione, a monte, di tutti i docenti, sulla didattica inclusiva".

Ed è proprio sul tasto dell'inclusione scolastica che oggi la Fish oggi torna a battere, chiedendo l'immediata istituzione di una classe di concorso per il sostegno, una per ogni ordine e grado di istruzione. "Perché è sempre più concreto il rischio che circa un terzo degli alunni con disabilità cominci il nuovo anno scolastico non avendo docenti specializzati - osserva Fish -, una circostanza ancora di più aggravata dal fatto che la normativa attuale consente agli insegnanti di ruolo di sostegno di passare su cattedra comune dopo soli cinque anni di permanenza su cattedra di sostegno. In questo senso, continuiamo a rifiutare l'idea che per oltre un terzo dei quasi 300 mila studenti con disabilità italiani i docenti per il sostegno continueranno ad essere dei semplici badanti. E, pertanto, continuerà a lavorare per l'inclusione scolastica di tutti gli alunni con disabilità. Infatti, tornando alla sentenza del Tar, pur rilevando molti dei rilievi espressi nel ricorso, Fish aveva scelto proprio per questo un confronto collaborativo per fare in modo che il ministero modificasse tutti gli aspetti assolutamente critici che avessero potuto restringere i diritti degli alunni con disabilità e delle loro famiglie. Dunque, l'obiettivo era proprio quello di evitare che si determinasse un arresto così importante come quello che oggi impone il Tar rispetto agli elementi innovativi del decreto, che, invece, erano importanti".

La piattaforma unica nazionale dei Contrassegni CUDE

Superando del 16/09/2021

La creazione della “Piattaforma unica nazionale informatica del contrassegno unificato disabili europeo” (CUDE) consentirà alle persone con disabilità di presentare al proprio Comune di residenza la richiesta del codice univoco associato al CUDE stesso. La versione digitale di quest’ultimo dispenserà quindi le persone con disabilità dal dover verificare le modalità di accesso alle ZTL dei Comuni diversi dal proprio; inoltre, consentirà loro di circolare liberamente nei Paesi dell’Unione Europea. Non da ultimo, diventerà più difficile commettere abusi

Com’è ben noto, nel settembre 2012, come riferito anche su queste pagine, era stato introdotto in Italia il nuovo contrassegno di parcheggio per disabili, di colore azzurro, che aveva sostituito quello arancione, ed era conforme al CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo), previsto dalla Raccomandazione del Consiglio Europeo 98/376/CE (prodotta nel 1998) e valido anche negli altri Paesi aderenti all’Unione Europea. E tuttavia la versione cartacea del contrassegno non aveva in realtà semplificato la vita delle persone con disabilità come avrebbe dovuto, obbligandole a registrarsi, ad esempio, ogni volta che dovevano entrare in una ZTL (Zona a Traffico Limitato) fuori dal proprio Comune.

Ora l’iter che prevede la creazione di una banca dati unica dei CUDE è stato completato dal Decreto del 5 luglio scorso (Istituzione della piattaforma unica nazionale informatica dei contrassegni unici), emanato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili di concerto con i Dicasteri dell’Economia e delle Finanze e dell’Interno.

La Piattaforma unica nazionale informatica del contrassegno unificato disabili europeo si trova nell’Archivio Nazionale dei veicoli tenuto dalla Motorizzazione e dovrebbe sostituire le banche dati dei singoli Comuni.

La versione digitale del CUDE ha il duplice vantaggio di dispensare le persone con disabilità dal dover verificare le modalità di accesso alle ZTL dei Comuni diversi dal proprio in cui intendono recarsi, e di consentire loro di circolare liberamente nel Paesi dell’Unione Europea (mentre prima poteva accadere che alcuni Stati non riconoscessero la validità dei documenti cartacei italiani).

Per ottenere il CUDE digitale, la persona con disabilità deve presentare al proprio Comune di residenza la richiesta del codice univoco associato al CUDE. Questa procedura può essere effettuata anche per via telematica, tramite lo SPID o la carta d’identità digitale. Quindi deve compilare un apposito modulo previsto nel Decreto Ministeriale, indicando, «secondo un criterio di priorità di preferenza, il numero di targa di uno o più veicoli, fino ad un massimo di due», che intende utilizzare per muoversi.

La circostanza che il CUDE sia personale consente alla persona titolare di fruirne su qualsiasi veicolo abbia a disposizione, ma quando viaggia su un veicolo che non aveva registrato, deve comunicarne di volta in volta la targa, inde evitare che le arrivino multe per infrazioni rilevate da sistemi automatici. Ricevuta la richiesta, il Comune inserirà i dati, aggiornando la piattaforma unica. Dal canto suo il CED (Centro Elaborazione Dati) della Motorizzazione genererà il codice univoco e da quel momento il CUDE diventa operativo.

Poiché la piattaforma sarà aggiornata anche con il collegamento automatico tra il CED e l’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente), sarà indubbiamente più difficile commettere abusi come, ad esempio, l’utilizzo del contrassegno di una persona defunta. (Simona Lancioni)

La presente nota è già apparsa nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa) e viene qui ripresa, con minime modifiche dovute al diverso contenitore, per gentile concessione.

mercoledì 15 settembre 2021

A Roma il corso di golf per non vedenti, la magia va in buca: «Giocando ci sentiamo più forti»

Leggo del 15/09/2021

ROMA. La pallina va in buca e scatta l’applauso. Può sembrare una cosa semplice, invece è un grande risultato. A impugnare il ferro numero 7, infatti, è Alessandro, 15 anni, non vedente. Ma riesce a giocare senza problemi. È il risultato di “Liberi di sbagliare”, corso di golf che accoglie adulti e ragazzi non vedenti facendoli allenare a colpi di swing nei campi del Circolo del Golf Casal Palocco, organizzato con il patrocinio della Federazione Golf Lazio, del Sant’Alessio, istituto per persone con disabilità visiva, e del Rotary club Ostia. Cosa significhi calcare il campo da golf lo spiega bene Aldo, uno dei partecipanti: «Colpire quella pallina è magico dà un senso di libertà grandissima, la disabilità scompare e dimentichi di essere non vedente». Infatti si tratta anche di uno dei pochi momenti in cui i ragazzi si muovono da soli.

Il maestro Riccardo Valeri, ideatore del progetto spiega: «Adottiamo dei dispositivi sonori per individuare la zona dove mandare la pallina, e con l’aiuto di una persona, mettiamo il giocatore davanti alla pallina seguendo il classico movimento dello swing: così piano piano i nostri ragazzi riescono a colpirla». La mascotte del gruppo è Alessandro, 15 anni: «È molto bello giocare a golf, mi dà una sensazione di tranquillità e calma». Anna Licausi, la mamma gli fa eco: «Quando torna a casa è felice, mi dice, mamma ho fatto buca ed è incredibile come riescano a colpire la palla pur non vedendo».

Stefano, uno dei giocatori, racconta: «Per me giocare a golf significa sentirmi vivo e mi fa pensare: vai avanti puoi farcela ancora».

«Ci insegnano a vivere delle emozioni bellissime e ci riempiono il cuore di gioia - sottolinea Pierluigi Iorio, direttore del Circolo del Golf Casal Palocco - durante la lezione imparano, ad esempio, a concentrarsi sul movimento, a immaginare la traiettoria e infine il colpo». «Prima di tutto si divertono e stanno all’aperto e tutto diventa una grande terapia» aggiunge Amedeo Piva, presidente del Sant’Alessio.

Non c’è difficoltà, insomma, che non possa essere superata dall’emozione di calcare il green e colpire l’asta della bandierina della buca. «Lo sport del golf è integrazione e solidarietà, impegnandosi ogni giorno si può raggiungere qualsiasi obiettivo», spiega Mattia Marchetti, presidente del Circolo del Golf Casal Palocco.

I partecipanti al corso di golf hanno anche ricevuto una maglietta a loro dedicata, da parte del Rotary Club Ostia.

di Cristina Montagnaro

Università Italiane: Test di accesso preclusi alle persone con disabilità visiva e non solo…

Giornale UICI del 15/09/2021

“Bisogna ritrovare la forza di indignarci quando la sensibilizzazione e la promozione della consapevolezza dimostrano di essere inutili chimere. Indignarci quindi ed agire di conseguenza in tutte le sedi istituzionali” è il fermo commento di Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, di fronte ad una ennesima situazione discriminante, rilevata dall’UICI e dall’Agenzia Iura, che riguarda in questo caso l’accesso ai corsi universitari. “Non stiamo parlando di un videogame – prosegue Barbuto – È il test che rende possibile iscriversi all’università e provare a costruire un futuro di dignità. Un test che, nonostante decenni di norme e standard nazionali ed internazionali continua a risultare ancora non accessibile”.

Ma veniamo ai fatti che evocano responsabilità di alto livello e su cui già UICI anticipa, solo per iniziare, interrogazioni parlamentari alla Ministra competente (Maria Cristina Messa). Ormai da qualche anno l’accesso a molti corsi universitari è condizionato da test di ingresso. Il sistema prevalente per la propedeutica fornitura di materiali di preparazione, la simulazione di test e poi la sua esecuzione è la Piattaforma SEB (Safe Exam Browser) e poi il Test Online CISIA (TOLC). Il candidato studente si iscrive alla piattaforma, si prepara al test e poi lo esegue (anche da remoto). Sempre che non sia cieco. Infatti, per stessa ammissione di chi di recente ha adottato il sistema, SEB (un browser che si scarica sul proprio PC) e TOLC non sono accessibili, non rispondono cioè agli standard fissati in Italia già nel 2004. Il sistema è gestito e fornito agli atenei italiani dal Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per l’Accesso (CISIA), consorzio senza fini di lucro, formato esclusivamente da Atenei statali. 53 Atenei e le Conferenze di Ingegneria, Architettura e Scienze. Il che riguarda la stragrande maggioranza degli studenti italiani.

Di fronte a questa evidenza – che UICI ha presentato al CISIA e alla Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità – non si sono ottenute risposte circa il motivo della scelta di un sistema realizzato nel mancato rispetto degli standard nazionali ed internazionali di accessibilità. Si è al contrario proposto quello che impropriamente è definito un “accomodamento ragionevole”: consentire al candidato cieco o ipovedente di svolgere la prova su un modulo PDF accessibile appositamente realizzato dal CISIA. Perché un modulo PDF sia accessibile è necessario rispettare alcune regole di base sufficientemente note e consolidate presso i professionisti. Orbene, alla prima prova dei fatti nemmeno il cosiddetto “l’accomodamento ragionevole” ha funzionato. Il 13 settembre u.s. un candidato cieco si è presentato presso una sede dell’Ateneo patavino, per la concordata esecuzione del test su modulo PDF. E questo si è rivelato, agli stessi responsabili dell’Ateneo, inaccessibile per chiunque e quindi la persona non vedente non ha potuto eseguire il test.

“Questo accade oggi nel nostro Paese a distanza di quasi vent’anni dalla Legge sugli standard sull’accessibilità (2004), a dodici dalla ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e mentre la UE continua a ribadire la priorità dell’accessibilità di luoghi e strumenti. Questa vicenda è emblematica e non può finire qui” conclude Barbuto ribadendo:1. che le Leggi dello Stato vanno rispettate sempre e comunque;2. che la nostra associazione e le sue diramazioni tecniche da sempre sono a disposizione e hanno dichiarato la propria disponibilità ad offrire consulenza e assistenza tecnica gratuita.