mercoledì 20 novembre 2019

G! come giocare - Fieramilanocity , 22-23-24 novembre 2019

Fieramilanocity , 22-23-24 novembre 2019
Pad 3, Viale Scarampo – Gate 4
Linea 5 (Lilla) fermata Portello
Linea 1 (Rossa) fermata Lotto

Ciao a tutti/e!! 👨‍👩‍👧‍👦

Anche quest'anno il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sarà in fiera per promuovere il Progetto "Lombardia Facile...oltre la disabilità" e il tema del gioco come strumento a sostegno dell'inclusione e della socialità. 🎲♟🎯🧩

Sabato 23 e domenica 24 proporrà un laboratorio per scoprire come stimolare i sensi attraverso il gioco:
- Sabato 23 novembre, dalle 9:30 alle 16:00, LABORATORIO SENSO-PERCETTIVO,
- Domenica 24 novembre, dalle 9:30 alle 13:00, LABORATORIO SENSO-PERCETTIVO.

Giocare è un’attività a cui tutti i bambini hanno diritto e i giocattoli devono essere prodotti inclusivi per eccellenza.

Per maggiori informazioni: https://gcomegiocare.it/

martedì 19 novembre 2019

APERITIVO AL BUIO - Mercoledì 27 e venerdì 29 novembre, dalle ore 17:30. Salone “Rosario Di Salvo”, Cinisello Balsamo

Quando: Mercoledì 27 e Venerdì 29 Novembre 2019

Ore: dalle 17:30

Dove: Salone "Rosario Di Salvo"

Via Carlo Villa, 6 - Cinisello Balsamo (MI)

(ingresso via Garibaldi, sotto il parcheggio della Coop)

Un aperitivo completamente a luci spente per mettere in gioco i propri sensi e cambiare il proprio modo di percepire la realtà: è questa l’atmosfera prevista per il primo aperitivo al buio a Cinisello Balsamo, organizzato dal progetto L-inc in collaborazione con UICI - Consiglio Regionale Lombardo, Formofficina, Circolo Pablo Neruda, e UniAbita.

In occasione di "Stiamo al passo. Insieme per l'inclusione", organizzata dal Comune di Cinisello Balsamo, L-inc propone un’esperienza unica dove sperimentare nuovi livelli sensoriali e ridefinire i propri parametri spaziali, in cui non si dà importanza a ciò che si vede ma vengono esaltati gli altri quattro sensi.

Saranno infatti i camerieri non vedenti ad accompagnare le persone in sala, a indicare come riconoscere gli oggetti sul tavolo e a rimanere a disposizione per qualsiasi necessità.

Un momento non solo conviviale ma pensato anche per una buona causa: sostenere i progetti di vita indipendente delle persone con disabilità del progetto L-inc.

Ingresso con donazione a partire da €10,00.

Prenotazione obbligatoria: eventi@laboratoriolinc.it

Qui il volantino.

lunedì 18 novembre 2019

Stop agli interventi standard, PEI su misura per ogni alunno

Il Sole 24 Ore del 18.11.2019

Più attenzione agli studenti con disabilità, con nuove regole per la composizione delle commissioni che rilasceranno le certificazioni mediche e la previsione del coinvolgimento dell’intera comunità scolastica nel processo di inclusione. Una partecipazione maggiore delle famiglie nei momenti-chiave delle decisioni che saranno prese attorno all’alunno, dall’assegnazione delle diverse misure di sostegno, all’abbattimento delle barriere architettoniche.

È l’obiettivo, ambizioso e giuridicamente molto avanzato, che si pongono le norme in materia di inclusione approvate in via definitiva la scorsa estate attraverso il Dlgs 96/2019 che è andato a limare, integrare e, secondo l’intenzione del legislatore, migliorare il precedente Dlgs 66 del 2017, “figlio” della legge 107 del 2015, la cosiddetta “Buona Scuola”.

Il nuovo pacchetto.

Per il nuovo pacchetto inclusione è tempo di andare a regime: le novità introdotte in agosto sono in vigore dal 12 settembre scorso. Si apre la sfida dell’attuazione (sono allo studio dieci decreti ministeriali) che vedrà protagonista il Miur, ma che coinvolgerà anche quello della Salute, per le certificazioni. Regioni ed Enti locali, coinvolti attraverso la Conferenza Unificata, dovranno garantire una corretta attuazione su tutto il territorio delle nuove regole e una maggiore omogeneità dei servizi.

Cambiamento culturale.

Le norme del 2017 e del 2019 gettano le basi per un cambiamento culturale. L’Italia, già all’avanguardia (dal 1977 sono state abolite le classi speciali per gli alunni diversamente abili), si allinea al principio, riconosciuto dalle Nazioni Unite, secondo cui la disabilità è «in relazione al contesto». È il principio dell’accomodamento ragionevole che indica «le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati (...) per assicurare alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di eguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e libertà fondamentali».
Seguendo i principi indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità sulla redazione del Profilo di funzionamento della persona con disabilità, la legge stabilisce che, per garantire qualità di vita più elevata ai ragazzi con disabilità, bisognerà offrire loro opportunità valutate caso per caso in termini di sussidi didattici e metodologie di studio. Che non dovranno più essere definiti in modo “standard”, solo in relazione diretta al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico davvero individualizzato. Su questo principio viene costruita l’architettura della nuova inclusione scolastica. Con diversi effetti pratici.

Si parte dalla certificazione.

Tutto parte dalla certificazione della condizione di disabilità. Questa andrà sempre richiesta all’Inps, secondo la legge 104 del 1992. La certificazione serve in diversi ambiti. Nella scuola è propedeutica per poter richiedere le misure di supporto e il docente di sostegno, l’assistenza specialistica.
Con il Dlgs 66 e le sue modificazioni, viene cambiata la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità per l’inclusione scolastica. Oltre al medico legale, dovranno essere presenti un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria infantile e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Una novità che guarda alla necessità di avere nel gruppo di lavoro una figura che sia in grado di comprendere a fondo le problematiche dello studente.

L’accertamento.

L’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva per l’inclusione scolastica (che deve essere esplicitamente richiesta dalla famiglia) è necessario per poter elaborare il Profilo di funzionamento predisposto «secondo i criteri del modello bio-psico-sociale della Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (Icf) dell’Organizzazione mondiale della sanità». Considerando, cioè, la persona nella sua totalità, senza “tipizzare” le soluzioni proposte con riferimento solo agli aspetti medici.

Profilo di funzionamento.

Il Profilo di funzionamento è il documento che serve per la predisposizione del Piano educativo individualizzato (Pei). Al suo interno sono definite le misure utili (sostegno, ausili, tipi di assistenza) per l’alunno e la sua reale inclusione. È la base per poter avanzare le richieste (in ambito scolastico o anche ai fini dei servizi offerti dagli enti territoriali) che serviranno ad attuare il principio di accomodamento ragionevole sancito dall’Onu. Introducendo la prospettiva Icf dell’Organizzazione della sanità, non si guarda più alla disabilità come “menomazione”, ma all’intera persona e al suo “funzionamento” in termini positivi nel contesto.
Il Profilo viene redatto da specialisti del Sistema sanitario nazionale, con la collaborazione delle famiglie e, se possibile, insieme allo studente con disabilità, per garantirne il diritto all’autodeterminazione. È prevista la partecipazione del dirigente scolastico o di un docente specializzato sul sostegno didattico della scuola.
Una volta prodotto, il documento è trasmesso dalla famiglia alla scuola e all’Ente locale competente che predispongono, rispettivamente, il Pei (in ambito scolastico) e il Progetto individuale (per la dimensione legata ai servizi territoriali). I criteri per le nuove certificazioni e per il Profilo di funzionamento dovranno essere decisi dal ministero della Salute in raccordo con quelli dell’Istruzione, delle Politiche sociali, della Famiglia, degli Affari regionali. Per far partire a pieno regime il nuovo sistema serviranno lo sforzo di molti attori e una efficace rapidità di coordinamento.

di Alessandra Migliozzi

venerdì 15 novembre 2019

Insegnanti sostegno, nel 2019 crescono ancora i disabili. Ma sulle 14mila e 500 assunzioni previste, ne sono state fatte solo 2500

Il Fatto Quotidiano del 15.11.2019

Insegnanti di sostegno, nel 2019 crescono ancora i disabili. Ma sulle 14mila e 500 assunzioni previste, ne sono state fatte solo 2500.

Anche quest’anno, il rapporto tra alunni disabili e docenti di sostegno rimane troppo alto (1,72, in linea con lo scorso anno) con oltre 60mila supplenze. Significa studenti poco assistiti, girandole in cattedra, disagi per famiglie e classi.
Tanti alunni, pochi docenti (o almeno non quanti servirebbero), troppe supplenze e graduatorie in ritardo. Ogni anno nella scuola italiana si ripresenta il problema del “sostegno”, gli insegnanti che devono aiutare i ragazzi disabili, dalle elementari alle superiori. “E ogni anno va un pochino peggio”, commenta Salvatore Nocera della Fish (Federazione italiana per il sostegno dell’handicap). Non che ci siano grosse novità rispetto al passato: le criticità sono sempre le stesse, non riuscire a risolverle aumenta il disagio. Anche quest’anno, il rapporto tra alunni disabili e docenti di sostegno rimane troppo alto (1,72, in linea con lo scorso anno) con oltre 60 mila supplenze. Significa studenti poco assistiti, girandole in cattedra, problemi per famiglie e docenti.

L’ALLARME DELLE ASSOCIAZIONI.

Sono i numeri (che il Ministero pubblica ad ogni inizio di anno scolastico) a preoccupare le associazioni: nel 2019/2020 aumentano gli alunni disabili, che passano da 245.723 a 259.757; ma aumentano anche i posti di sostegno, da 141.412 a 150.609, ma non abbastanza per colmare il gap. Il divario resta ampio, il quadro sostanzialmente immutato e proprio per questo critico.

Disabili, federazioni abbandonano il tavolo al Miur sull’inclusione scolastica: “Avevamo un incontro col ministro, ma se ne è andato”.

AUMENTANO I DISABILI (NEL 2019 +15MILA).

Il dato che colpisce di più è proprio l’aumento di studenti portatori di handicap: è una costante dell’ultimo decennio, nel corso del quale il numero è salito di 85mila unità (+48%). Questo grazie anche a un’attenzione sempre maggiore sulle certificazioni. Tante situazioni che prima venivano trascurate oggi trovano una spiegazione clinica e un supporto specifico. Inoltre, negli ultimi anni sta aumentando anche il numero di immigrati e stranieri, che spesso vengono da condizioni di disagio e necessitano di aiuto. Sta di fatto che ogni anno ci sono più alunni da assistere e il 2019/2020 non fa eccezione, anzi segna un record (+15 mila).

EMERGENZA SOSTEGNO: MANCANO GLI SPECIALIZZATI.

Il problema è che i docenti di sostegno non aumentano così tanto. Il Miur rende noto il numero di posti (comunque inferiore al fabbisogno), ma il vero problema è che ad ogni cattedra purtroppo non corrisponde un docente. Non di ruolo almeno: dei 150mila posti annui, 50mila sono in deroga, cioè autorizzati solo successivamente rispetto al contingente di personale assegnato ad inizio anno alle scuole, e quindi coperti con supplenti. In più, anche nell’organico di diritto tanti posti restano vuoti perché non ci sono docenti da assumere. La mancanza di insegnanti di sostegno sta diventando una vera e propria emergenza: anche quest’anno, delle 14.500 assunzioni previste ne sono state fatte appena 2.500 perché le graduatorie a cui attingere sono ormai esaurite. Dati definitivi ancora non ci sono, ma almeno 60-70mila posti sono supplenze. Per il sostegno significa discontinuità didattica e mancanza di specializzazione (la quasi totalità dei supplenti non ha il titolo): tutto ciò di cui non avrebbe bisogno uno studente disabile.

MIUR IN AFFANNO: ARRIVANO 14MILA NUOVI DOCENTI (MA NON BASTANO).

In questa situazione, il Ministero si muove in affanno, al costante inseguimento di una soluzione che sembra sempre tardiva e insufficiente. A maggio è stata approvata la riforma del sostegno (dopo che la precedente targata Pd era stata congelata per circa un anno): il nuovo sistema è entrato in vigore a settembre, si attendono gli esiti. Prima di tutto, però, servono nuovi maestri e professori, senza di cui ogni cambiamento sarà inutile. A tal fine sono partiti i nuovi Tfa (tirocinio formativo attivo) per il sostegno. L’anno scorso l’ex ministro Bussetti ha emanato il bando, in primavera si sono svolte le prove, le lezioni sono attualmente in corso e a inizio 2020 saranno concluse. Nuovi specializzati, ossigeno per le scuole. Però saranno solo 14mila: si tratta di corsi tenuti dalle università, più di tanti gli atenei non riescono ad ospitarne in un anno. I docenti potranno essere assunti il prossimo settembre, ma non basteranno a colmare il fabbisogno e al Miur già preparano il bando per un nuovo ciclo (ne erano stati previsti tre per 40mila posti totali), i cui vincitori comunque non saranno pronti prima del 2021, se va bene. Intanto l’emergenza continua.

di Lorenzo Vendemiale Twitter: @lVendemiale

mercoledì 13 novembre 2019

Trasporti e ambiente costruito: il Forum Europeo chiede la piena accessibilità

Superando.it del 13.11.2019

«L’accessibilità è molto più di una questione tecnica: l’esercizio di tutti i diritti delle persone con disabilità – vita indipendente, partecipazione, libertà di scelta e di mobilità – dipende dall’accessibilità, che è dunque una profonda questione politica e di diritti umani. L’accessibilità garantisce che i bambini con disabilità possano giocare con tutti i coetanei, che tutte le persone con disabilità possano vivere e lavorare, fare la spesa, studiare e partecipare ad attività ricreative in città piccole e grandi e nelle zone rurali, assicurandone ovunque la presenza e la visibilità. Essenziale, quindi, per le persone con disabilità, l’accessibilità è tuttavia di beneficio per tutti i cittadini della società, a partire dalle persone con limitazioni funzionali temporanee, dagli anziani, dai migranti e dalle famiglie tutti. Essa contribuisce pertanto alla sostenibilità economica e sociale. La legislazione è un elemento di fondamentale importanza, ma c’è bisogno di un ampio ventaglio di azioni per garantire che l’accessibilità sia presente ovunque, su base continuativa, man mano che le nostre società progrediscono. Ed è essenziale che tutti gli aspetti dell’accessibilità includano l’effettivo coinvolgimento delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative».

Inizia così la Risoluzione adottata la scorsa settimana a Helsinki, in Finlandia, dal Consiglio Direttivo dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che prosegue con una serie di considerazioni, non certo ultima quella sulla Direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 aprile scorso, entrata in vigore il 27 giugno successivo, e dedicata ai requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi, ovvero l’European Accessibility Act (“Atto Europeo sull’Accessibilità”), del cui percorso anche «Superando.it» si è ripetutamente occupato.

Lo stesso Forum aveva già prodotto un’ampia e approfondita analisi di quella Direttiva, della quale avevamo messo a disposizione dei Lettori sia i punti ritenuti favorevoli che le criticità evidenziate.

«Tutti gli Stati Parte che hanno ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – prosegue dunque la Risoluzione dell’EDF -, compresa l’Unione europea e tutti i suoi Stati Membri, sono tenuti ad adottare misure legislative adeguate per garantire il diritto all’accessibilità. Quest’ultima, infatti, è una condizione essenziale per il godimento dei diritti fondamentali da parte di oltre 100 milioni di persone con disabilità nell’Unione Europea, diritti che comprendono l’istruzione inclusiva e l’occupazione lavorativa, una vita indipendente, l’autonomia personale e la libertà di circolazione. Oggi, però, le persone con disabilità non possono esercitare pienamente e liberamente i loro diritti a causa della mancanza di accessibilità, senza dimenticare che i cambiamenti demografici stanno portando a un’importante crescita di persone anziane con problemi di disabilità. Abbiamo apprezzato il contributo dell’European Accessibility Act nel migliorare l’accessibilità dei prodotti e dei servizi (principalmente digitali) del mercato unico, nonché di altre normative correlate, ma riteniamo che quella stessa norma non affronti in modo efficace gli aspetti cruciali relativi all’accessibilità dei trasporti e dell’ambiente costruito».

Alla luce di tutto ciò, quindi, il Forum chiede che «gli Stati Membri dell’Unione Europea adottino un approccio ambizioso e globale nel recepire a livello nazionale l’European Accessibility Act, allargandone le norme anche all’ambiente costruito e ai trasporti. Chiediamo inoltre che gli Stati Membri riducano i tempi di resa accessibile dei prodotti e dei servizi da parte degli operatori economici. E ancora, chiediamo di garantire l’effettiva attuazione della Direttiva Europea, istituendo meccanismi di monitoraggio, di reclamo e di applicazione efficaci e accessibili. A tutte le Autorità Nazionali e Locali, infine, nonché alle imprese che forniscono servizi e prodotti per il settore dei trasporti e dell’ambiente costruito, chiediamo che diffondano e utilizzino le norme europee più aggiornate per migliorare l’accessibilità di quegli stessi prodotti e servizi, come la prevista norma europea sull’accessibilità e l’usabilità dell’ambiente costruito (prEN 17210)».

Rispetto all’iter della citata Direttiva Europea sull’Accessibilità 2019/882, ricordiamo in conclusione che il termine di recepimento per gli Stati Membri è stato fissato per il 28 giugno 2022, quello di applicazione per il 28 giugno 2025, che diventerà il 28 giugno 2027 per alcuni prodotti e servizi. Termini ritenuti del tutto eccessivi dall’EDF, che auspica pertanto una decisa accelerazione dei tempi da parte dei singoli Stati. (S.B.)
Ringraziamo Luisella Bosisio Fazzi per la collaborazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@edf-feph.org.

martedì 12 novembre 2019

Il Faro del 12.11.2019

Bicampionessa iridata in questa importante rassegna che anticipa le Paralimpiadi. E ci pensa adesso Assunta. Nella storia dei lanci.

DUBAI. I Mondiali paralimpici di atletica leggera di Dubai sono sempre più nel segno di Assunta Legnante. La scia delle sue vittorie è inarrestabile e, questa volta, la pluricampionessa paralimpica e iridata porta in dote ancora un oro ma nella specialità del disco F11. Si tratta della terza medaglia per l’Italia in questa rassegna mondiale, la sua seconda a livello personale dopo aver conquistato il metallo più prezioso anche nel peso. Ma non si è voluta accontentare qui, perché con il primo posto arriva anche il nuovo record europeo di 37,89, a soli 15 centimetri dal precedente siglato un mese fa.

E oggi non ci sono più aggettivi per descrivere un’atleta così completa come lei: mentalità vincente, determinazione esemplare, capitana rispettata ed ispirazione per tutta la squadra azzurra.

In gara l’atleta non vedente piazza il primo lancio a 36,22 e si mette subito in sicurezza in seconda posizione. È però con il tentativo successivo che riesce a superare l’attuale primatista iridata, la cinese Zhang Liangmin, per passare in testa a 36,98. È poi alla quinta prova che arriva la consacrazione mondiale e il primato continentale.

La sua reazione a fine gara è estatica: “Due è sempre meglio di uno. Oggi è un giorno stupendo, sono riuscita nel mio intento. La gara è stata tirata con la cinese e io mi sono divertita. Volevo tanto questo podio, non mi interessava il metallo. Sono arrivata qui nel pieno delle mie capacità fisiche e mentali grazie al lavoro che ho fatto insieme a Roberto, il tecnico che mi segue nel disco, e con Nadia qui in veste di guida e tecnico della Nazionale, un binomio vincente. Finalmente ho nuovi stimoli perché le mie quattro avversarie lanciano tutte più di 34 metri. Ho solo il piccolo rimpianto che, se non mi fossi infortunata al polpaccio ai Societari di un mese fa, avrei potuto puntare al record del mondo, che è uscito in varie sedute di allenamento. Nel disco ho fatto il personale, nel peso lo stagionale, posso solo dire che il lavoro è stato ottimale. Ora penso alle Paralimpiadi di Tokyo”.

La cinese Zhang è argento con 36,78, mentre il bronzo va alla brasiliana Izabela Campos (34,28).

UICI Toscana - Settimana bianca: Dobbiaco, 25 gennaio – 01 febbraio 2020

Con il comunicato n. 137/2019, la Sede Centrale comunica che il Consiglio Regionale UICI toscano organizzerà dal 25 gennaio al 01 febbraio 2020 la settimana bianca sulle nevi di Dobbiaco.

L’organizzazione prevede l’impiego di guide professioniste sia per accompagnare gli sciatori, sia, nei limiti del possibile, per uscite con escursioni. Sarà possibile noleggiare l’attrezzatura per praticare lo sci di fondo presso il “noleggio sci” situato di fronte all’Hotel. Il soggiorno avverrà presso l’Hotel Union con trattamento di mezza pensione. Per lo spuntino di mezzogiorno vi sono ottime opportunità a portata di mano a costi sostenibili, fra cui il Centro fondo, distante poche centinaia di metri dall’Hotel Union, oltre naturalmente presso le malghe presenti nei dintorni. Il costo della settimana bianca è di  € 507,50 (71 a persona + 1,50 di tassa di soggiorno), escluso il premio della polizza assicurativa, obbligatoria per tutti i partecipanti.

Per ulteriori informazioni si rinvia al comunicato in oggetto, consultabile al seguente url: