venerdì 4 dicembre 2020

Blocnotes mese di dicembre 2020

Scaricabile al seguente link il numero di dicembre del notiziario informativo mensile del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I., a cura di Massimiliano Penna.

BLOCNOTES DICEMBRE (formato .doc)

giovedì 3 dicembre 2020

Cremona, 3/13 dicembre - "IO TI VEDO COSI’" mostra sulla visione non visione

"IO TI VEDO COSI’" mostra sulla visione non visione che l’U.I.C.I. Cremona presenta, nell’ambito del Festival dei Diritti, in via Santa Chiara a Crema dal 3 al 13 Dicembre 2020.

È nei momenti più bui che dobbiamo concentrarci per vedere la luce. Dobbiamo liberarci dalla speranza che il mare esisterà per sempre, dobbiamo imparare a navigare nel vento. Mi sono capitate quasi per caso sotto gli occhi queste due citazioni di Aristotele Onassis, intanto che mi accingo a scrivere questo breve articolo sulla mostra che L'unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti terrà a Crema in collaborazione con Crema 0 barriere, il comune ed il CISVOL. E’ pensando proprio ai due aforismi dell'armatore greco che non ho potuto trattenermi dal calare la nostra iniziativa nel momento che stiamo vivendo. A memoria di persona non credo ci sia qualcuno che possa ricordare un disastro sanitario, economico, politico e sociale come la baraonda generata dall' imperversare in ogni angolo del mondo della pandemia da Covid 19, che sostanzialmente ha interessato i cinque sesti del 2020 e molto probabilmente ammesso che le promesse sui vaccini vengano mantenute in pieno, interesserà metà almeno del 2021. Gli ultra centenari ancora in vita, non credo abbiano un ricordo chiaro della cosiddetta "Spagnola" visto che intorno agli anni venti periodo in cui si scatenò, loro erano ancora in tenera età, mentre scrittori medici e storici avevano, motivo sconosciuto, completamente rimosso l'evento, tranne poi riscoprirlo proprio in questa fase, dove comparazioni fra le due pandemie, conferenze, articoli, inchieste varie, interviste ad esperti o presunti tali hanno riempito le pagine dei giornali ed i palinsesti di radio, tv, e la rete internet ovviamente. Risulta evidente, almeno al sottoscritto sembra così, che lo sconvolgimento dei comportamenti ha toccato in generale le azioni di ognuno di noi, per cui tutte le previsioni, programmazioni ed intenzioni sono andate a farsi benedire, in breve, sorpresi, per non dire tramortiti, incapaci di organizzare una qualsiasi reazione adeguata, almeno nella prima parte della pandemia. A questo ovviamente non poteva sottrarsi la nostra piccola sezione, che però, smaltito lo smarrimento della prima fase, ha immediatamente risposto e sfruttando le ottime opportunità che le moderne tecnologie mettono a disposizione ha fatto tutto il possibile per tenere uniti i nostri associati continuando nel contempo ad operare affinché le istanze e la visibilità dei disabili visivi non passassero in secondo piano, evitando così il pericolo che sotto la spinta dell'emergenza sanitaria autorità ed istituzioni si dimenticassero di noi. Questo il motivo principale che caparbiamente ci ha spinto ad inserire la nostra mostra fotografica "Io Ti Vedo Così", nell'ambito del "Festival dei Diritti", che sotto la regia del CISVOL si terrà a Crema dal tre al quindici dicembre e che quest'anno avrà come tema la Cura. Cura per la salute, ma anche all’ambiente, alle relazioni, alle comunità, alle città. Inizialmente era previsto che la mostra fosse esposta in uno spazio chiuso, però con l'aumento dei contagi ed il richiamo delle autorità ad evitare assembramenti, lavorando di fantasia, facendo di necessità virtù e sfruttando qualche suggerimento del pm del CISVOL Francesco Monterosso abbiamo riversato le immagini su manifesti che sono stati affissi in via Santa Chiara e resteranno visibili fino al quindici dicembre.

È stato grazie alla fotografa ferrarese Beatrice Pavasini, che attraverso una ventina di scatti ha fissato in immagini la qualità della visione di chi ci vede poco o non ci vede affatto, che questo mondo cerca di emergere. La mostra, ridotta per opportunità a dodici immagini, ha più di un obbiettivo, il primo dei quali far vedere la qualità della vista di un disabile visivo, dandogli nel contempo l'idea di ciò che un ipovedente vede e come e quale differenza c'è fra ipovisione e cecità. Il secondo dare al passante, attraverso la lettura dei due manifesti descrittivi ed uno sguardo alle immagini, una idea precisa del carico di difficoltà e frustrazioni a cui un disabile visivo può andare incontro. Il terzo rendere un po’ meno anonima una categoria di persone, che per motivi un po’ culturali, ma più che altro oggettivi, vedi le abbondanti barriere sensoriali disseminate per la città, ad oggi risultano sconosciuti ai più. Quarto ed ultimo una risposta ai tempi complicati che stiamo vivendo, e far si che la nostra comunità pur fra mille difficoltà non si chiuda in un lockdown asettico ed incolore, ma continui a far pulsare il suo cuore verso la cultura, verso le persone con disabilità, verso la solidarietà, e gli altri mille ambiti che popolano la quotidianità di una collettività. Insomma prendersi CURA di Crema che vive.

Mimmo Iuzzolino Responsabile del settore Autonomia U.I.C.I.

“Io Ti Vedo Così” è una mostra fotografica, di forte e immediato impatto visivo ed emotivo, dedicata al mondo dell’ipovisione e non visione, ideata a partire da un lavoro svolto all’interno del Centro Regionale di Ipovisione dell’Unità Oculistica di Cesena, insieme alla sezione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Forlì.

La mostra presenta una serie di pannelli fotografici di figure umane, elaborate e modificate dall’artista Beatrice Pavasini, che ad uno sguardo un po’ distratto, possono apparire come delle foto mosse o riuscite male: invece hanno l’intento di riprodurre la qualità di visione caratteristica delle patologie della vista che causano ipovisione e cecità.

Osservando tali immagini le persone normo vedenti hanno l’opportunità di vedere il mondo nello stesso modo di persone affette da disabilità visiva grave e, per un momento, immedesimarsi in quella condizione, così da comprenderne meglio le difficoltà che si trovano ad affrontare nella quotidianità.

La mostra, realizzata in collaborazione con il Comitato Crema Zero Barriere, è esposta a Crema negli spazi di affissione pubblica di Via Santa Chiara ed accessibile su youtube all’indirizzo:

https://www.youtube.com/watch?v=iqtSlNP3lic

Arte accessibile nel Duomo di Orvieto e nel Museo MODO. Work in progress

Orvieto news del 03/12/2020

ORVIETO. Oggi è il 3 dicembre "Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità". Negli anni scorsi, fin dal 2013, il museo MODO ha sempre onorato questa ricorrenza con molte iniziative in un percorso rivolto all’accessibilità del patrimonio artistico della cattedrale e del museo stesso. Purtroppo a causa dell’emergenza sanitaria i Luoghi della Cultura sono chiusi, ma non fermi!

Così anche il progetto per l’accessibilità prosegue con idee e nuovi programmi, e con l’obiettivo di coinvolgere sempre più associazioni, enti e istituzioni nell’obiettivo di rendere Orvieto “città accessibile”, in particolare sensibilizzando le giovani generazioni all’attenzione solidale verso la disabilità e all’impegno sociale.

Come infatti segnalava opportunamente Sandra Grassini, ipovedente e socio di UICI Terni nonché attiva sostenitrice del progetto orvietano, “si tratta anche di un passo avanti non solo per i turisti con disabilità visiva (già, anche loro viaggiano!), ma anche per le persone normodotate, studenti compresi, che prendono atto delle difficoltà quotidiane del mondo della disabilità”.

Qualche nota di remind.

L’esperienza di apertura all’accessibilità ha inizio nel 2012 con l’attività di formazione e didattica avviata con il progetto “Arte Accessibile nel duomo di Orvieto e nel museo MODO” grazie alla collaborazione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti UICI Perugia e del Museo tattile Statale Omero di Ancona, e con il finanziamento di Regione Umbria 2011-12.

Sono poi diventati partners attivi del progetto: IISACP - Liceo Artistico di Orvieto e l’associazione di volontariato civico Lions Club Orvieto che ha direttamente finanziato strumentazione e supporti didattici specialistici.

Il progetto, funzionale a rendere fruibile il patrimonio culturale della città a ‘pubblici’ differenziati e a promuovere un’offerta culturale compatibile in particolare con le disabilità visive, si è concentrato inizialmente sulla realizzazione di specifici ausili didattici per la visita del Duomo.

Successivamente il museo MODO e il Museo Emilio Greco (che fa parte del MODO) sono stati attivati per la percezione tattile: è stato costituito un percorso di visita tattile all’interno del museo MODO, con la realizzazione di alcune copie di sculture originali, che potranno gradualmente essere incrementate.

Nel 2019 si è valorizzata la collaborazione con UICI Terni con una nuova progettualità volta a promuovere la visita accessibile di Orvieto a livello nazionale.

L’obiettivo del progetto attualmente in progress riguarda l’incremento del percorso assistito per ciechi e ipovedenti all’interno della Cattedrale orvietana e del Museo. L’itinerario, facendo leva sui sensi vicarianti la vista (udito e tatto) ha la finalità di far avvicinare all’arte tutte quelle persone che rischiano di esserne escluse, che esse siano non vedenti, ipovedenti o anziani con difficoltà visive.

La disponibilità di riproduzioni fisiche delle opere d’arte con percorsi di esplorazione tattile all’interno del MODO e della cattedrale rappresenta infatti l’opportunità più apprezzabile e richiesta. Il progetto, connotato da un alto valore sociale e culturale, può promuovere il Duomo di Orvieto come “centro di cultura e turismo accessibile”, gettando le basi per ulteriori sviluppi, creando anche nuove opportunità nel campo della didattica museale.

La visita che ci aspetta.

Alla ripresa dell’attività di visita che si auspica prossima, all’interno del Duomo di Orvieto, nello spazio dedicato presso la navata laterale destra sono disponibili i seguenti strumenti didattici:

- tavole tiflodidattiche della Facciata e della Pianta del Duomo di Orvieto con illustrazione grafica in rilievo e testo descrittivo in braille del monumento e delle opere presenti;

- album cartaceo in braille con testo descrizione del Duomo – in Italiano e in Inglese;

- 2 album cartacei con testo descrizione della Cappella del Corporale e della Cappella di San Brizio nel Duomo in braille e illustrazioni degli affreschi in rilievo;

- audio-guide in italiano-inglese realizzate sulla base di un testo guida in cui si è cercato di descrivere adeguatamente, tenendo conto delle diverse abilità dell’utente cieco, la complessità della cattedrale orvietana e del museo MODO (con la consulenza di UICI);

- modello architettonico in scala 1:150 del Duomo realizzato in legno dal Liceo Artistico di Orvieto;

- copia in scala ridotta della statua del San Tommaso Apostolo, realizzata dalla sezione di Architettura e ambiente del Liceo Artistico di Orvieto.

All’interno del museo MODO il percorso tattile include:

- copia in resina in scala 1:1 della statua bronzea del San Michele Arcangelo e il drago, già sulla facciata della cattedrale orvietana e oggi esposta presso il museo, realizzata;

- copia in resina modellata a mano in scala 1:1 del bellissimo modello in argilla della testa di San Tommaso apostolo plasmata da Ippolito Scalza; la copia è stata realizzata da Davide Fodaro dell’ISCR Istituto Superiore Conservazione e Restauro.

Marinetti pensa con la pelle: la rivoluzione del tatto nell’arte

Il Fatto Quotidiano del 03/12/2020

Può essere “eccitante”, “volitivo”, “morbido” ma anche “freddo”, “irritante”, “nostalgico”: è il tatto, senso che – per Filippo Tommaso Marinetti – è il nuovo cuore pulsante dell’arte. Lo annuncia cento anni fa, il 14 gennaio 1921, al Théâtre de l’Oeuvre di Parigi. Il padre del Futurismo declama a gran voce: “Nasce un senso visivo alla punta delle dita, il tatto si scinde in diversi modi e si localizza in altri punti. I gomiti vedono. Le ginocchia ascoltano”.

Da dove gli provenga il pensiero del Tattilismo – il cui manifesto originale è esposto al Museo Tattile Omero di Ancona e che oggi l’editore Fve pubblica per la prima volta in volume (Tattilismo. Lo splendore geometrico e meccanico) – è lui stesso a raccontarlo. “Una notte dell’inverno 1917, scendevo tastoni nel sotterraneo buio di una batteria di bombarde per raggiungere senza candela il mio giaciglio. Mi preoccupavo di non urtare ma urtavo baionette, gavette e teste di soldati dormienti. Mi coricai e non dormii, ossessionato dalle sensazioni tattili che avevo provate e catalogate. Quella volta, per la prima volta, pensai ad un’arte tattile”.

È la guerra, l’esperienza in trincea nella Grande Guerra a ispirargli l’idea della pelle come “conduttrice di pensiero”, quale soluzione al disarmo emotivo degli uomini e delle donne che portano, secondo Marinetti, “i sintomi di un male profondo e misterioso”, stretti nella morsa di “un pessimismo senza speranza” che li induce ad accumulare beni materiali. Per rimarginare questa ferita e salvare l’essere umano dall’inabilità ad accostarsi alla vita, l’artista intuisce la necessità di un nuovo vitalismo basato su un ritrovato contatto con il mondo: riscoprire e la propria sensibilità percettiva. Nascono così le Tavole tattili, opere d’arte per il rinascimento della “conoscenza sensoriale”. Rinascimento, sì, perché occorre tornare a uno stadio di pre-conoscenza: come il bambino si muove, spaventato ed eccitato, alla scoperta del mondo e tocca tutto, lo stesso deve fare l’uomo per fare pace con l’esistere. I materiali sono i nuovi trasmettitori delle emozioni (intuizione che si rivelerà importante per artisti quali Munari o Burri): il velluto per eccitarsi, la lana per immalinconirsi, la carta vetrata per irritarsi. Nella sua folie creatrice, Marinetti consiglia di stare chiusi in casa e indossare guanti per “allenare i sensi”. Ed ecco che facciamo un salto ai giorni nostri, ai tempi del confinamento e delle restrizioni da pandemia, quando proprio toccare (l’altro, le cose, il mondo) è la proibizione maestra. E chissà se anche stavolta giungerà l’Arte a salvarci.

Non vedente esce di casa e viene travolto da un monopattino

055 Firenze del 03/12/2020

FIRENZE. “Sono uscito di casa e un monopattino mi è venuto addosso. Per fortuna l’istinto mi ha portato a fare un passo indietro, altrimenti sarei stato travolto. L’investitore mi ha buttato a terra il bastone ed è fuggito via. Purtroppo in quel momento non c’era nessuno”. È il racconto di Giulio Paternò, non vedente. “Per fortuna non ho subito gravi conseguenze, solo un leggero choc. Voglio però raccontare la mia disavventura per porre l’accento sulla pericolosità di certi mezzi, che si sentono padroni pure dei marciapiedi. Occorre una regolamentazione, prima che qualcuno si faccia male sul serio”.

Il piccolo incidente, come riporta una nota dell'Unione ciechi di Firenze, è successo sabato scorso, alle 10, in via Monteverdi. “Stavo uscendo di casa, col bastone in avanti, come sempre. All’improvviso, un gran botto”, racconta Paternò. “Quanto accaduto pone ancora una volta all’attenzione il tema di questi mezzi ecologici, che dovrebbero essere regolamentati”, afferma Niccolò Zeppi, presidente UICI Firenze. Proprio la prossima settimana l’UICI avrà un incontro in Comune sul tema della mobilità. “Ci vogliono maggiori controlli e poi bisogna pensare ad un sistema di tracciabilità di questi mezzi. Non sarebbe male anche l’obbligo di assicurazione, così magari eviteremmo fughe a gambe levate da parte dei responsabili dei sinistri - continua Zeppi - Noi capiamo la necessità di utilizzare mezzi alternativi, ma questo non deve certo andare a scapito della sicurezza, in particolare degli utenti più deboli quali siamo noi. Quante volte, sui marciapiedi, veniamo urtati dalle biciclette… Con l’arrivo dei monopattini, poi, che sfrecciano a velocità elevata, il problema si è acuito enormemente”.

L’UICI della capitale ha anche lanciato una petizione su change.org in cui i monopattini vengono definiti “mine vaganti”. L’Unione chiede un sistema di rumore artificiale Avas (Audible vehicle alert system) in modo che il mezzo in movimento venga sempre e comunque segnalato, ma anche una chiara identificazione dei luoghi in cui lasciare questi mezzi, che altrimenti vengono abbandonati in modo indiscriminato, e l’adozione di un sistema Gps che regoli automaticamente la velocità del mezzo a 6 km orari, allorché gli stessi transitino nei centri storici o in zone particolarmente affollate. “Non dimentichiamoci che a Firenze sta anche per sbarcare una flotta di monopattini elettrici a noleggio - ricorda Zeppi - Benissimo la mobilità sostenibile, ma facciamo anche in modo che nessun pedone si faccia del male”.

Lecco, "Please touch me", ad occhi chiusi nel Museo

Resegone Online del 03/12/2020

Giovedì 3 Dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, il progetto “Please touch me. Ad occhi chiusi nel Museo. Percorsi multisensoriali nei musei di Palazzo Belgiojoso” è arrivato alla sua conclusione.

LECCO. Nell’impossibilità di inaugurare i nuovi percorsi multimediali con la presenza del pubblico i nuovi allestimenti sono presentati in anteprima alla stampa e sui social media, accompagnati da un breve video. Per il futuro sono previste l’inaugurazione con il pubblico e giornate dedicate, al fine di accogliere i visitatori ed accompagnarli nella scoperta dei nuovi percorsi.

“Please touch me. Ad occhi chiusi nel Museo” è stato promosso da Eliante Società Cooperativa Onlus, capofila del progetto, e dal Comune di Lecco, con il sostegno della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Como, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Sondrio e Varese e con la collaborazione della FAND (Federazione delle Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) Provinciale e dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Consiglio Regionale Lombardo.

Il progetto ha visto la creazione di tre nuovi percorsi museali per ipovedenti e non vedenti nel Polo museale di Palazzo Belgiojoso, non destinati solamente a questa categoria di visitatori, ma per offrire a tutti la possibilità di avvicinarsi al patrimonio culturale archeologico, storico e naturalistico dei nostri musei con modalità nuove, in grado di coinvolgere anche sul piano emozionale. Il progetto è stato cofinanziato da Fondazione Cariplo.

La fruizione delle risorse museali è una parte importante della formazione culturale di ogni individuo. La presenza di disabilità di qualunque genere non dovrebbe mai costituire un ostacolo o essere motivo di esclusione per nessuno. Essere in grado di offrire anche questo livello di approccio è ancor più importante nei confronti delle persone non vedenti o ipovedenti.

Con il progetto Please touch me è stato abbattuto il tabù del “vietato toccare” e la visita diventa, per tutti, un’esperienza multi-sensoriale da fruire non solo con gli occhi ma anche toccando direttamente alcuni degli oggetti esposti. I nuovi percorsi espositivi all’interno dei tre musei di Palazzo Belgiojoso (Archeologico, Storico e di Storia Naturale), infatti, sono stati pensati per rendere accessibile l’invisibile, coinvolgendo le persone con disabilità visive, e non solo, nella conoscenza diretta dei reperti conservati.

Nella realizzazione del progetto sono state integrate le giuste esigenze di tutela del patrimonio con l’offerta di esperienze basate sull’uso del tatto.

Si tratta di una proposta innovativa, che ha previsto l’interazione e l’integrazione di diverse professionalità e tecnologie, da quelle artistiche, dell’archeologia sperimentale e della linguistica applicata alle disabilità, fino a quelle multimediali, contribuendo alla formazione di una comunità culturale sempre più ampia e partecipe alla vita del museo. È il tatto il senso protagonista di questo nuovo allestimento: un senso che permette di conoscere nel dettaglio ogni singolo elemento di un oggetto (i materiali, la tecnica di lavorazione, l’aspetto esteriore…), di sentirlo e di sperimentarlo.

L’itinerario è pienamente integrato coi percorsi espositivi di ciascun museo e ne è diventato una componente imprescindibile. È costituito da diverse postazioni, studiate per favorire l’approccio autonomo del visitatore ai contenuti, tramite didascalie in rilievo, fedeli riproduzioni e pezzi originali: reperti lapidei, oggetti d’uso comune e militaria, esemplari di fauna locale ed esotica.

Ulteriori informazioni su i reperti originali e il loro aspetto esteriore, come anche la segnaletica orientativa, sono state riprodotte su schede tattili e didascalie in braille. Nel Museo di Storia Naturale sono state progettate e realizzate anche tre postazioni tattili e sonore, dedicate alla conoscenza ludica e interattiva dei mammiferi, degli uccelli italiani ed esotici tramite i loro richiami.

Ogni postazione tattile è dotata di un segnalatore elettronico, che attiva audio-descrizioni - in italiano e/o inglese - sulla singola sala museale e sugli elementi esposti. Questa coinvolgente opportunità è resa possibile grazie a un riproduttore appositamente progettato, che verrà consegnato ad ogni visitatore. Per tutti, e in particolare per i visitatori con altri tipi di disabilità, è stata creata un’applicazione caricata su tablet a disposizione degli interessati, con testi in italiano e inglese corredati da immagini, che sarà comunque un utile strumento sostitutivo delle tradizionali audioguide.

Il progetto è stato curato dalla cooperativa Eliante, che con proprio personale è referente scientifico dei dei musei archeologico e naturalistico, e dalla Direzione del SiMUL.

Mauro Belardi - Presidente Cooperativa Eliante onlus

L’attenzione al tema dell’inclusione è un impegno che la nostra Cooperativa ha consolidato nel tempo con la realizzazione di percorsi per la fruizione dei luoghi da parte delle persone con disabilità. Nei musei di Palazzo Belgiojoso, dove s’intrecciano elementi legati alla natura e alla storia antica e recente, abbiamo concentrato i nostri sforzi per promuovere una fruizione non solo estetica, legata esclusivamente alla vista e possibile solo per i vedenti. Abbiamo quindi cercato di creare un’alleanza tra ciò che è speciale e ciò che è normale, con nuove esperienze che rispondono alle esigenze di fruizione dei beni museali da parte dei non vedenti. La fruizione di un’opera diventa così un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, e che permette a tutti i visitatori di scoprire che, oltre a quella visiva, esistono altre dimensioni sensoriali. Nel museo il visitatore è un “attore”, una persona che interagisce con gli allestimenti attraverso tutti i sensi.

Simona Piazza - Vice sindaco e Assessore a Cultura e coesione sociale

È con molta soddisfazione che annunciamo il completamento di una proposta innovativa per il territorio, che trova spazio in un progetto dell’amministrazione comunale atto a rendere sempre più inclusivi e dunque fruibili al pubblico i contenuti conservati ed esposti presso i poli museali cittadini.

Si tratta di una proposta e di un percorso che migliorano l’offerta delle nostre collezioni museali e ne amplificano le potenzialità, anche attraverso una messa in rete delle nostre risorse che consente, con delle installazioni che troveranno spazio in città in occasione della vera e propria apertura al pubblico dell'esposizione, un'ulteriore promozione di quanto il nostro Sistema Museale Urbano ha da offrire.

Enrico Rossi - Membro della Commissione Centrale di Beneficenza per la provincia di Lecco

Il progetto Please touch me si pone l’obiettivo di tutelare le categorie più fragili, poiché il grado di civiltà di una comunità si misura anche dall’attenzione che questa riserva alle persone che hanno maggiormente bisogno, oltre alla cura e alla salvaguardia dei beni comuni per accrescere il capitale sociale del territorio. Inoltre questa iniziativa ha una progettualità in grado di autorigenerarsi: Fondazione Cariplo desidera infatti avviare progetti che siano in grado di generare effetti anche in futuro e che il territorio faccia propri sviluppandoli nel tempo, perché il contributo non sia una beneficienza ma il seme di un frutto destinato a crescere.

Giuseppe Stolfi - Soprintendente - Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese.

Il progetto di cui presentiamo la realizzazione è frutto di una rinnovata sensibilità da parte dei Musei italiani per forme di valorizzazione inclusiva che consentano a chiunque, senza distinzioni, di poter fruire del patrimonio culturale, assicurando la concreta attuazione del diritto di accesso per tutti alla cultura come indicato nell’art. 12 della Convenzione di Faro del 2013 sull'eredità culturale.

Nel caso dei Musei del SiMUL, le scelte progettuali sono state traversali rispetto alle diverse collezioni ospitate in Palazzo Belgiojoso in modo da consentire, attraverso una selezione dei beni attenta da una parte alla conservazione e dall’altra all’offerta di informazioni, nuove forme di fruizione di beni di natura differente ma che concorrono a raccontare la storia dell’umanità e del suo ambiente. La possibilità di interagire in modo multisensoriale con beni normalmente fruibili solo con la vista non solo va incontro alle esigenze di quanti hanno deficit sensoriali, ma anche arricchisce l’esperienza di visita di ogni visitatore.

Nicola Stilla - Consigliere nazionale UICI

Fino a qualche decennio fa, l’arte era quasi esclusa se non per piccole cose di tipo monumentale che ci veniva concesso di “toccare”! E comunque in rarissime eccezioni, legate più alla buona volontà delle guide o dei responsabili dei siti museali. Negli ultimi dieci o venti anni, per fortuna, qualcosa è cambiato o sta cambiando. Sono nate molte esperienze che hanno permesso anche alle persone non vedenti di potersi avvicinare maggiormente all’arte ed abbiamo anche notato che l’atteggiamento dei responsabili dei siti museali si è modificato individuando metodiche e ausili che hanno favorito l’accesso all’arte. Anche questa iniziativa, come altre sul territorio di Lecco, ci consentirà di fruire in maniera autonoma del patrimonio artistico del nostro “bel Paese”. Oggi disponiamo di tecnologie e metodi che possono assicurare alle persone non vedenti ed ipovedenti di poter “gustare” delle bellezze di tutto il nostro patrimonio culturale e proseguire sulla strada di una reale inclusione non solo scolastica e lavorativa ma anche culturale. Auspico che il moltiplicarsi di iniziative come questa possano favorire ed accelerare questo processo culturale ed esprimo vivo apprezzamento per il lavoro portato avanti e riconoscenza ai promotori per aver pensato alla fruibilità del museo anche per le persone non vedenti ed ipovedenti.

Silvano Stefanoni - Presidente FAND Provinciale

Con soddisfazione in qualità di Presidente FAND provinciale ho visto crescere questo progetto dal primo momento come voglia di offrire a chi non vede le collezioni di Palazzo Belgiojoso in un percorso museale inclusivo. Successivamente ho condiviso la sua attuazione in una fruibilità anche per le persone con disabilità sensoriale, offrendo ai sordi, di conoscere in autonomia tutti gli spazi con tablet descrittivi i vari reperti, che qui richiamano la storia, l’archeologia e le scienze naturali di questo territorio e non solo. Sono sicuro che i continui progressi tecnologici e la grande sensibilità di chi fin qui hanno lavorato alla realizzazione di questo percorso, potranno in un futuro, che speriamo non molto lontano, renderlo accogliente ed ospitante per tutte le persone con disabilità in un’ottica di museo da vivere e non solo visitare in condivisione con tutta la collettività.

mercoledì 2 dicembre 2020

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sostiene la Fiera online dell’impiego delle persone con disabilità di importanti organismi europei e internazionali, data: 3 dicembre 2020

Con il comunicato n. 177/2020, la Sede Centrale informa che l’Unione ha accolto con piacere l'invito a promuovere la “Online Career Fair for Persons with Disabilities”, che si terrà dalle ore 12.00 alle ore 16.00 del prossimo 3 dicembre, proprio in concomitanza con la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. I promotori della Career Fair sono importanti organismi internazionali e Global Careers, un’agenzia specializzata nell’organizzazione di eventi online per l’incontro di domanda e offerta di lavoro.

I candidati che si iscriveranno alla “Career Fair” avranno l’opportunità di incontrare virtualmente gli addetti alle risorse umane di alcune agenzie delle Nazioni Unite, tra cui l’Alto Commissariato per i Diritti Umani e l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni, e dell’Ufficio Personale delle istituzioni dell’Unione Europea.

L’iscrizione alla “Career Fair” è gratuita e riservata a quanti riconoscano di essere in possesso dei seguenti requisiti:

- Avere almeno 3 anni di esperienza lavorativa (tirocini esclusi);

- Avere una laurea di primo livello;

- Avere buone competenze linguistiche in almeno due lingue, di cui una sia l’inglese;

- Avere una forte motivazione a lavorare in organizzazioni internazionali di diritto pubblico.

Le iscrizioni alla Career Fair sono già aperte e sarà possibile inviare la propria candidatura a parteciparvi fino al 3 dicembre stesso tramite il seguente link:

https://app.brazenconnect.com/a/gcf/e/MbpqK

Requisiti di sistema di accesso alla piattaforma: Windows 8, Internet Explorer 11, JAWS 18 e superiori.

Ulteriori informazioni sull’evento sono disponibili alla pagina: https://www.globalcareersfair.com/campaign/global-careers-for-persons-with-disabilities/