venerdì 23 febbraio 2024

“Celebrando l’accessibilità: la XVII Giornata Nazionale del Braille” - Cosenza, 24 febbraio 2024 dalle 9:30 alle 12:30

Il Club Italiano del Braille e la Presidenza Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS, con la collaborazione del Consiglio Regionale della Calabria dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS, organizzano:

“Celebrando l’accessibilità: la XVII Giornata Nazionale del Braille”

24 FEBBRAIO 2024, ore 9:30-12:30

Auditorium IIS Cosentino Todaro, Via Repaci, 45/47 – Rende (Cosenza)

“Il Codice Braille: tradizione, innovazione e versatilità”

SEMINARIO RIVOLTO A INSEGNANTI, EDUCATORI E STUDENTI

Ore 9,30: Apertura dei lavori

LINDA LEGNAME, Vice Presidente Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS: “Le celebrazioni della Giornata Nazionale del Braille a duecento anni dall’invenzione del Codice”

Saluto delle Istituzioni presenti:

PIETRO TESTA, Presidente del Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS della Calabria

GIUSEPPINA PRINCI, Vice Presidente e Assessore all’Istruzione della Regione Calabria

ANTONELLA VALENTI, Ordinario di Pedagogia Speciale, Direttrice del Corso di Sostegno, Delegata dal Rettore per l’Inclusione

FRANCO MOTTA, Presidente della Sezione Territoriale di Cosenza dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS

LUCIANA LOPRETE, Consigliere Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS

ANNAMARIA PALUMMO, Consigliere Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS

Modera: NICOLA STILLA, Presidente del Club Italiano del Braille

Intervengono:

GIANCARLO ABBA, Tiflopedagogista, Consulente Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi Roma, Docente Didattica Speciale e Apprendimento per la Disabilità Visiva Università Cattolica Milano

“Il Braille: un valore culturale, un valore formativo, un valore inclusivo”

ENRICHETTA ALIMENA, Attivista e Disability Manager

“Noi siamo pronti, e voi?”

ANNA LISA SERPI, Insegnante Specializzata in Tiflopedagogia e Tiflodidattica

“Intervento tiflodidattico e apprendimento del Braille nella pluridisabilità”

TERESA COLONNA, Interprete e Formatrice di LIS

“Autonomia ed inclusione delle persone sordocieche: un obiettivo possibile”

CARLO BRUNI, Tiflology Skilled Educator

“Ruolo degli ausili assistivi nella didattica del Braille”

GIANLUCA CASALINO, Responsabile del Polo Musicale della Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita” ONLUS di Monza

“Note in rilievo: esplorare il mondo della musica attraverso il Braille”

SABRINA STUPPINO, Responsabile del Centro di Consulenza Tiflodidattica di Reggio Calabria

“L’importanza dei Centri di Consulenza tiflodidattica a supporto degli studenti con disabilità visiva”

Dibattito

Conclusioni a cura di Nicola Stilla, Presidente del Club Italiano del Braille.

mercoledì 21 febbraio 2024

22-23 FEBBRAIO 2024, XVII GIORNATA NAZIONALE DEL BRAILLE

L’UNIONE ITALIANA CIECHI E IPOVEDENTI E IL CLUB ITALIANO DEL BRAILLE CELEBRANO IL SISTEMA DI LETTURA E SCRITTURA CHE SPALANCA LE PORTE DELLA CONOSCENZA ALLE PERSONE CON DISABILITA' VISIVA

Da quasi duecento anni permette alle persone con disabilità visiva di accedere alla cultura e all'informazione: è il codice Braille, un'invenzione antica che si trova a proprio agio nell'era digitale, uno strumento geniale e di sorprendente attualità. 

Riconoscendone l'importanza storica e sociale, lo Stato italiano ha voluto dedicare al Braille una giornata commemorativa, fissata per il 21 febbraio di ogni anno; nel 2024, il Club Italiano del Braille e l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti hanno deciso di celebrare la XVII Giornata Nazionale del Braille a Genova, con un evento in due giornate organizzato presso la Sala Quadrivium, in Piazza Santa Marta, 3.

Giovedì 22 febbraio, dalle 17:30 alle 19:30, si terrà il primo di questi, un  musicale al quale interverranno musicisti e rappresentanti delle Istituzioni che si occupano di disabilità visiva in Italia;  saranno presenti tra gli altri il Presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, storica associazione nazionale che si occupa della tutela dei diritti delle persone con disabilità visiva nel nostro paese, e il Presidente del Club italiano del Braille Nicola Stilla, da molti anni impegnato nella promozione del codice di lettura e scrittura:

"Sono molti i motivi per i quali riteniamo che sia di cruciale importanza diffondere e rilanciare la cultura del Braille tra le persone con minorazione visiva e non solo - dicono Mario Barbuto e Nicola Stilla -: Il Braille è da sempre sinonimo di accessibilità, autonomia, indipendenza, partecipazione, emancipazione e crescita socioculturale: parole, concetti chiave che aprono le porte dell'integrazione e dell'affermazione sociale delle persone con disabilità visiva".

Nell'occasione, si esibiranno musicisti non vedenti che proprio grazie al Braille e alla sua applicazione nella musica hanno potuto intraprendere gli studi in questo campo.

Per il giorno successivo, venerdì 23 febbraio 2024, il Club Italiano del Braille e L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti organizzano un seminario rivolto a studenti, educatori e alla cittadinanza tutta per raccontare le mille applicazioni del Braille e la sua sorprendente attualità in un contesto tecnologico e mediatico del tutto diverso da quello della prima metà del XIX secolo, quando fu inventato.

Il seminario si svolgerà dalle 9:15 alle 12:30 sempre presso la Sala Quadrivium, e coinvolgerà autorità locali e nazionali ed esperti della didattica per le persone con disabilità visiva.    

Due quindi gli appuntamenti a Genova:

Giovedì 22 febbraio 2024, dalle ore 17:30 alle ore 19:30, Sala Quadrivium, Piazza Santa Marta 3: evento musicale aperto alla cittadinanza

Venerdì 23 febbraio 2024, dalle ore 9:15 alle ore 12:30, Sala Quadrivium, Piazza Santa Marta 3: Seminario rivolto a insegnanti, educatori, studenti e alla cittadinanza

Sarà possibile seguire entrambi gli eventi anche su:

Slash Radio Web (http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp)

Il Braille: il piacere della conoscenza attraverso le dita

Il giorno 21 febbraio di ogni anno, in Italia si celebra la Giornata Nazionale del Braille, il metodo di letto scrittura inventato dal francese Luis Braille che da quasi duecento anni, rappresenta la “chiave” della conoscenza per le persone prive della vista di tutto il mondo. Un codice universale che, pur rimanendo inalterato, nel corso del tempo, si è saputo adattare al grande sviluppo tecnologico, attraverso dispositivi sempre più piccoli ed evoluti, come ad esempio i display braille che consentono la lettura di testi in digitale, o le piccole barre Braille che si possono collegare anche agli smartphone di ultima generazione.

L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ente di tutela morale e materiale delle persone con disabilità visiva, da 103 anni, mostra un impegno costante nella sensibilizzazione sulla conoscenza e l’uso del sistema braille, quale eccellente opportunità di accesso alla cultura, per l’emancipazione socio-lavorativa, per la conquista delle autonomie nella vita quotidiana…

La sezione UICI di Mantova, costantemente impegnata nella promozione e nella formazione all’uso del Braille fin dalla scuola primaria a favore dei propri assistiti, dei docenti di sostegno e degli assistenti alla comunicazione in sinergia con i tiflologi e tifloinformatici della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano, per celebrare come ogni anno questa giornata così preziosa, organizza incontri di conoscenza e sperimentazione nelle scuole, di questo codice così inclusivo e performante, da considerare quale patrimonio di conoscenza per tutti.

Sabato 24 febbraio alle ore 11, sarà inaugurata l’installazione di un nuovo radiofaro Letismart, un sistema innovativo di orientamento per le persone con disabilità visiva, già presente in un’altra ventina di punti nella nostra città. Il radiofaro è stato posizionato in modo tale da poter facilmente individuare l’ingresso della Gioielleria Tosoni di Via Roma n.7 a Mantova da parte delle persone con disabilità visiva dotate di Letismart che arrivano anche da altre città, presso la quale tre anni fa, dalla volontà condivisa della Presidente UICI Mirella Gavioli e di Gaia e Laura Tosoni particolarmente sensibili e desiderose di “esaltare” una così preziosa invenzione, è nata l’iniziativa “il Gioiello che Brailla”. Si tratta della realizzazione artigianale di gioielli personalizzati, sui quali vengono incise le lettere richieste, in codice braille e in codice grafico, per un gioiello unico nel suo genere, esclusivo ed inclusivo, “da leggere con le dita” come il Braille, un dono da conoscere, esaltare e condividere in tutte le sue forme.

Per info UICI MANTOVA Via Conciliazione 37 tel. 0376.32.33.17 www.uicimantova.it

lunedì 12 febbraio 2024

Disability Card. Accordo sulla carta europea disabilità e contrassegno parcheggio disabili

Disabili.com del 12/02/2024

Le istituzioni UE hanno raggiunto un accordo sulla tessera che riconoscerà la condizione di disabilità in tutti gli stati dell’Unione, riconoscendo le relative agevolazioni e benefici, oltre ai diritti di mobilità e parcheggio.

Procede a grandi passi l’iter verso una tessera europea della disabilità e il nuovo contrassegno auto disabili unificato: due progetti che dovrebbero semplificare la libera circolazione e l’accesso alle agevolazioni perviste negli Stati membri dell’UE quando ci si trova al difuori della propria nazione.

Il Forum europeo sulla disabilità segnala infatti che nella giornata di giovedì scorso è stato raggiunto, dalle istituzioni dell'UE, l'accordo provvisorio sulla tessera europea di disabilità, che costituisce una accelerata all’iter del testo definitivo della Carta, che potrà così essere votato prima della fine della legislatura.

Va detto, tuttavia, che, seguendo tutti i passaggi comunitari e poi nazionali degli Stati membri, la Card diventerà pienamente operativa solo tra 4 anni

CARTA EUROPEA DI DISABILITÀ

La Disability Card europea sarà una tessera che funzionerà come prova della disabilità in tutta l'UE. Attraverso questo strumento, durante i soggiorni di breve durata in altri Paesi dell'Unione Europea, alle persone con disabilità sarà garantito pari accesso a condizioni speciali e trattamenti preferenziali rispetto a servizi, attività e strutture pubbliche e private. Vale a dire, ad esempio, accessi prioritari, tariffe ridotte, assistenza personale e guide in braille o audio per trasporti, eventi culturali, musei, centri ricreativi e sportivi, nonché parchi di divertimento. La tessera integrerà le tessere o i certificati nazionali esistenti e riconosce il ruolo di ciascuno Stato membro nella valutazione dello stato di disabilità.

IL NUOVO CONTRASSEGNO EUROPEO DI PARCHEGGIO

Analogamente, la tessera di contrassegno europeo per il parcheggio disabili servirà a fornire ai suoi titolari gli stessi diritti di parcheggio in tutta l’UE, garantendo parità di accesso ai parcheggi riservati designati e ad altre condizioni e strutture di parcheggio. Questo nuovo contrassegno auto disabili europeo sostituisce il contrassegno di parcheggio UE per le persone con disabilità, creato su base volontaria attraverso una raccomandazione del Consiglio. Per affrontare gli attuali problemi di riconoscimento, diversi in tutta l’UE, il contrassegno di parcheggio europeo migliorato utilizzerà un modello comune vincolante.

LE RICHIESTE DEL MOVIMENTO CITTADINI DISABILI

Non tutte le richieste del movimento rappresentativo dei cittadini disabili europei sono state accolte, ma è lo stesso Forum a evidenziare i punti positivi del percorso che poterà alla realizzazione della European Disability Card, tra cui:

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• L’inserimento dei servizi di trasporto (pur con delle eccezioni).

• La previsione di disposizioni per l'accesso al sostegno quando si partecipa ai programmi di mobilità dell'UE.

• Rilascio e rinnovo gratuiti della carta europea di disabilità

• Sito web dell'UE e siti web nazionali con informazioni sulla carta

• Misure di sicurezza per proteggere la privacy dei titolari di carta

• La possibilità, per gli stati membri, di decidere l’estensione dell'uso della carta a soggiorni più lunghi.

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Inoltre, i negoziatori hanno ottenuto l'impegno della Commissione europea di esaminare ulteriormente le lacune rimanenti relative alla libera circolazione delle persone con disabilità, come la portabilità del sostegno alla disabilità quando si trasferiscono in un altro paese dell'UE. Si segnala, inoltre, che questo accordo getta le basi anche per una rapida conclusione della proposta di estendere le carte ai cittadini di paesi terzi che risiedono nei paesi dell'UE.

I punti deboli

Il Forum evidenzia anche alcune proprie richieste che, di contro, non sono state accolte:

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• Accesso temporaneo al sostegno e all'indennità di invalidità quando le persone con disabilità si trasferiscono per lavorare e studiare all'estero. Allo stato attuale, le persone con disabilità potrebbero non avere accesso al supporto durante i lunghi processi di "rivalutazione"

• Finanziamenti dell'UE per sostenere l'effettiva attuazione delle carte da parte degli Stati membri.

• La possibilità di escludere alcuni servizi specifici nel caso in cui l'accesso speciale o gli sconti previsti dipendano da ulteriori valutazioni

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TEMPISTICHE

Il maggiore rammarico viene dai lunghi tempi di recepimento e attuazione.

Il testo finale deve ancora ottenere l'approvazione formale del Consiglio dell'UE e del Parlamento europeo, seguita dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE. Successivamente, inizieranno le scadenze di cui sopra. Gli Stati membri dell'UE avranno 42 mesi di tempo per iniziare a fornire le carte, di cui 30 mesi per recepire la legislazione (vale a dire per creare leggi nazionali che la rispettino). Ciò significa che la Card diventerà pienamente realtà solo tra 4 anni.

IL COMMENTO

Yannis Vardakastanis, Presidente del Forum Europeo sulla Disabilità, ha dichiarato:

"Questa è una vittoria epocale per il movimento dei disabili, che ha lottato per questa carta per oltre un decennio. Ci aspettiamo che questa Carta sia ben implementata e che diventi una pietra miliare per la piena inclusione dei cittadini con disabilità nel progetto europeo".

domenica 11 febbraio 2024

«Non mi serve una mano, servono servizi e luoghi accessibili»

Corriere della Calabria del 11/02/2024

Francesca Pignataro, giovane ricercatrice universitaria, porta avanti anche sulla rete la battaglia contro le barriere. «È mortificante non sentirsi autonomi»

COSENZA. «Scegliere di non tingere i miei capelli e le mie ciglia per mimetizzare l’albinismo è una rivendicazione politica. Il mio corpo è mio, voglio sentirmi libera di uscire e di essere me stessa. Senza rinnegare la disabilità, ma coabitando con essa». Francesca Pignataro ha le idee chiare. Seduta al tavolino della sala da tè, scorre sul menù decine di miscele, ne sceglie una insolita da sorseggiare alle cinque del pomeriggio con i biscotti al burro: aroma affumicato, da gustare con cibi salati. Che poi, questo andare controcorrente, è la chiave per interpretare la sua vita.

«Quando ero piccola le persone si rivolgevano ai miei genitori con quello sguardo misto di commiserazione e pietà. Non lo dicevano apertamente, ma volevano far intendere che questa loro figlia ipovedente avrebbe potuto fare poco nella vita, che non sarebbe mai stata autonoma, che sarebbe andata avanti grazie ai sussidi sociali». E invece in direzione ostinata a e contraria Francesca ha studiato e si è buttata nel mondo, con i suoi occhiali che le permettono di vedere il necessario si sposta da una stazione dei treni all’altra, ha vissuto a Vienna, dopo la laurea magistrale in sociologia a Firenze ora sta conseguendo il dottorato in economia all’università di Bari con una borsa di ricerca sulla valutazione delle differenze di genere nei comportamenti che mettono a rischio la salute.

Ha 26 anni e potrebbe essere definita una mediattivista, poiché anche attraverso la rete porta avanti le sue idee per uno sguardo nuovo sulla disabilità e sul diritto all’autodeterminazione, ma questa etichetta non la convince. «Già affrontare la mia vita senza farmi fermare dalle difficoltà significa vivere politicamente la disabilità e affermare con l’esempio il diritto di ognuno a scegliere per se stesso. Quando si ragiona per pregiudizi è l’esperienza che può far cambiare idea e quindi può cambiare la mentalità». Il concetto è molto semplice: «Io non ho sempre bisogno di aiuto, voglio poter fare da sola, ovviamente i contesti devono consentirmelo».

L’albinismo non è solo una questione estetica che presuppone pelle chiarissima, capelli e ciglia quasi bianche. L’assenza di melanina e l’ipovisione interagiscono in modo profondo e pervasivo sulle vite di chi è affetto da questa malattia genetica rara. «Perciò è importante parlare di tutte quelle disabilità che, come la mia, non sono evidenti a tutti e rischiano di essere sottovalutate. Non è disabile solo chi associamo ad una sedia a rotelle o a un bastone bianco. Esistono molte forme di disabilità, esistono molti modi di vivere la propria disabilità e le persone disabili non sono uno stereotipo».

«Spesso qualcuno si meraviglia, mi chiede: ci vedi? Quanto ti manca? Ho 1/20. Quindi ci vedo molto male, non posso prendere la patente, ci sono diverse cose che riesco a fare con difficoltà. Questo è necessariamente un limite come spesso mi sono sentita ripetere? È la prova che valgo meno? O forse richiede solo capacità di adattamento e flessibilità nel trovare metodi alternativi attraverso i quali fare ciò che si vuole. Non è la disabilità a renderci disabili, è la società che prova a disabilitarci».

La sua consapevolezza è arrivata alla fine di un lungo percorso fatto anche di studi e letture. «Da bambina ho vissuto questa mia condizione avvolta e protetta dalle braccia di chi, a casa o a scuola, si prendeva cura di me. A lungo mi sono vista attraverso lo sguardo degli altri, fatto spesso di compatimento. Lo sguardo di chi tende ad aiutarti perché pensa che da sola non puoi farcela. Crescendo ho collocato me stessa all’interno di un sistema sociale più ampio, ho preso coscienza del fatto che invece io posso farcela anche sola, che la mia disabilità non toglie qualcosa alle mie capacità. A togliere qualcosa sono i contesti sociali avversi, che non tengono conto di chi ha una difficoltà e dunque sono disabilitanti».

È sufficiente guardarsi intorno per vedere barriere ovunque. «Faccio un esempio, banale ma che rende l’idea. Sono ipovedente ma ormai da anni viaggio sola con qualunque mezzo di trasporto, non ho bisogno di un accompagnatore per prendere un aereo e partire: mi basterà avere le informazioni necessarie sugli orari e percorsi senza ostacoli o magari facilitati. Diventa invece quasi impossibile per chi è nella mia condizione, andare all’ufficio ticket di questa città per prenotare una visita, se poi sul cartellone i numeri scorrono ma non vengono annunciati: questo mi rende non autonoma. Ed è mortificante».

Cosenza non è una città accessibile, il giudizio di Francesca è tranchant. «Perché non basta certo un percorso tattile sul corso principale a migliorare la qualità della vita delle persone cieche e ipovedenti. I trasporti pubblici che dovrebbero garantire il diritto alla mobilità offrono un servizio a dir poco imbarazzante».

Da lei, ex bambina che ha avuto addosso gli sguardi curiosi – a volte morbosi e molesti (perché c’è ancora chi si sente in diritto di toccarle i capelli o di ironizzare sul suo pallore) – un consiglio per i genitori che affrontano oggi la disabilità dei figli. «Il consiglio è quello di ascoltare i loro bisogni e i loro desideri più dei bisbigli provenienti dall’esterno. Dove è possibile bisogna vincere la paura e lasciarli andare per la loro strada dandogli fiducia. Sbaglieranno, cadranno, si faranno male ma questo non impedirà loro di vivere nel modo che ritengono il più adatto per loro».

di Benedetta Caira

sabato 10 febbraio 2024

Al Gemelli ricerca con cellule staminali per proteggere gli occhi dalla degenerazione maculare atrofica

SuperAbile INAIL del 10/02/2024

ROMA. È stata messa a punto dai ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS una nuova tecnica per rallentare l’evoluzione della degenerazione maculare atrofica legata all’età. Le iniezioni sotto-retiniche di un prodotto derivato dal sangue di cordone ombelicale si sono dimostrate in grado di rallentare l’evoluzione di questa condizione, ancora orfana di trattamento e che può portare alla perdita della vista. In Italia ne soffre qualche milione di persone sopra i 50 anni.

COS’È LA DEGENERAZIONE MACULARE ATROFICA

La degenerazione maculare "atrofica" (secca o dell’anziano), è una delle patologie oculari più frequenti nel mondo industrializzato negli over 50 e può portare a perdita completa della vista nella parte centrale del campo visivo. Interessa in vari stadi di gravità qualche milione di italiani, mentre le stime per il 2050 prevedono che saranno affetti da questa patologia 280 milioni di persone nel mondo. La forma ‘secca’ rappresenta il 90% di tutte le maculopatie degenerative senili e ad oggi non dispone di un trattamento autorizzato in Europa.

A fronte della diffusione di questa patologia così invalidante insomma, c’è un grave unmet need relativo al suo trattamento. Al Gemelli si sta dunque tentando una strada innovativa, descritta in una recentissima pubblicazione su Opthalmology Science, che sfrutta le capacità rigenerative del sangue da cordone ombelicale.

“La degenerazione atrofica è una patologia molto comune ed invalidante negli anziani, per la quale ad oggi in Europa non esiste alcun trattamento- ha spiegato il professor Stanislao Rizzo, direttore della Uoc di Oculistica di Fondazione Policlinico Gemelli e professore ordinario di Oculistica presso l'Università Cattolica-. Abbiamo dunque avuto l’idea di utilizzare un derivato del sangue di cordone ombelicale, il plasma ricco di piastrine (PRP). Siamo i primi al mondo ad aver fatto questa esperienza e quello appena pubblicato è il nostro studio di fase 1”.

“In questa prima fase della nostra ricerca- ha detto la dottoressa Maria Cristina Savastano, della Uoc di Oculistica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, responsabile del disegno dello studio - abbiamo valutato innanzitutto la safety della procedura, consistente nell’iniezione in sede sotto-retinica di PRP da sangue ombelicale. Si tratta di una procedura non semplice, da affidare a mani esperte (al Gemelli è stata effettuata dal dottor Alfonso Savastano e dal professor Rizzo), che non può essere ripetuta troppo di frequente. Per cui, abbiamo subito disegnato un protocollo parallelo di somministrazione intra-vitreale, molto più facile da eseguire e più sicura, che è in corso già da un anno”.

“Il prodotto utilizzato in questo studio- ha aggiunto la professoressa Luciana Teofili, direttore Uoc Emotrasfusione del Policlinico Gemelli e Associato di Malattie del sangue all’Università Cattolica - è plasma arricchito di fattori di crescita e mediatori solubili contenuti all’interno delle piastrine. Utilizziamo le unità donate alla Banca del Cordone Ombelicale (della quale è responsabile la dottoressa Maria Bianchi), che non possono essere congelate per scopo trapiantologico. Dopo aver separato il concentrato, le piastrine vengono concentrate e sottoposte ad uno shock termico (ripetuti processi di congelamento e scongelamento), che le porta a rilasciare nel plasma una serie di preziosi fattori di crescita, che si vanno ad aggiungere a quelli già presenti nel plasma fetale. Per limitare la variabilità di questi prodotti vengono allestiti pool di varie unità e viene più volte testata la loro sterilità attraverso test di coltura per batteri e funghi”.

L’IMPIEGO DI PRP

L’impiego di PRP da sangue adulto trova da tempo applicazione nel trattamento delle ulcere diabetiche, dei processi degenerativi ortopedici, in chirurgia estetica, in dermatologia, ecc. L’uso del PRP cordonale in ambito oculistico è invece molto meno diffuso. Visto l’estendersi dei campi di utilizzo di sangue cordonale, l’invito è quello di donare sempre il cordone al momento del parto.

“La somministrazione di questo emocomponente- ha sostenuto il professor Rizzo- andrà verosimilmente ripetuta a cadenza mensile, ogni due mesi o ogni tre mesi perché dallo studio appena concluso abbiamo evidenziato che l’arresto dell’estensione dell’atrofia si ottiene solo per 1-3 mesi, dopo la somministrazione dell’emoderivato”. Certo, se gli studi in corso (quelli con la somministrazione intra-vitreale) ne dimostrassero una buona efficacia, questo potrebbe essere l’uovo di Colombo per i pazienti, peraltro low cost.

“Abbiamo depositato negli Usa il brevetto dell’utilizzo intra-oculare di pool di PRP da sangue di cordone ombelicale- ha proseguito il professore- a ulteriore conferma che siamo stati i primi ad avere l’idea di un preparato di questo tipo (il ‘pool’ e la via di somministrazione)”.

venerdì 9 febbraio 2024

Carta Europea della Disabilità e Contrassegno Europeo di Parcheggio: avanti tutta!

Superando del 09/02/2024

BRUXELLES. Vi avevamo parlato recentemente, in un precedente articolo, della Proposta di Direttiva Europea volta ad istituire un modello di Carta Europea della Disabilità (European Disability Card) e di Contrassegno Europeo di Parcheggio (European Parking Card for persons with disabilities) validi in tutti i 27 Stati Membri dell’Unione Europea.

Ieri, la Presidenza del Consiglio Europeo ha raggiunto l’accordo con i delegati dell’Europarlamento sul testo, apportandovi delle interessanti modifiche. La titolarità della Disability Card sarà considerata quindi una prova della condizione di disabilità del cittadino dell’Unione Europea che ne è titolare e darà diritto a quest’ultimo di accedere ai trattamenti preferenziali e, in alcuni casi, ai servizi concessi ai residenti con disabilità dello Stato che sta visitando, per un breve periodo.

Dal canto loro, gli Stati Membri saranno responsabili per il rilascio in formato accessibile della Card e del Contrassegno auto. Mentre l’Unione darà vita a una propria pagina web accessibile, contenente informazioni su questi due importanti strumenti, nelle diverse lingue parlate nel territorio europeo.

Secondo quanto stabilito dai rappresentanti delle due Istituzioni dell’Unione, inoltre, gli Stati dovranno riconoscere la Disability Card per periodi di permanenza più lunghi, quando questi avvengano nell’àmbito di attuazione di programmi di mobilità europei, e potranno liberamente scegliere altri casi in cui farlo.

Sulla card, una volta arrivata l’approvazione della Direttiva, dovrà essere apposta una “A”, per indicare se il suo possessore abbia una necessità elevata di assistenza, oppure nel caso in cui egli abbia diritto ad essere supportato da un assistente personale.

Il rilascio e la consegna della Carta dovranno essere effettuati dai vari Paesi gratuitamente, tranne in caso di smarrimento e di danneggiamento. Diversamente, invece, funzionerà per il Contrassegno , per il quale sarà possibile, per ogni Stato, far pagare dei costi amministrativi. E in aggiunta anche la creazione di un formato digitale del Contrassegno sarà opzionale, per gli Stati.

Il testo tornerà adesso al Parlamento Europeo e al Consiglio per una valutazione tecnica e la definitiva approvazione, dopodiché gli Stati avranno tre anni e mezzo di tempo per la concreta applicazione.

Il Presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) Vincenzo Falabella ha commentato la notizia di questo importante passo avanti nella creazione di una Carta e di un Contrassegno europei: «Garantire un’ampia accessibilità e facilitare l’utilizzo di questi documenti da parte delle persone con disabilità deve essere il faro di questo accordo e della sua successiva applicazione. Come dall’inizio, in quanto l’Italia è uno degli Stati in cui è stata sperimentata la Disability Card, continueremo a seguire da vicino i progressi di questa iniziativa e a collaborare con le autorità competenti per assicurare una piena ed efficace implementazione. Di pari passo sarà necessario che ogni Paese renda sempre più luoghi e servizi accessibili e li faccia rientrare nel circuito di questi documenti». 

(Elisa Marino)