venerdì 15 settembre 2023

Un percorso sensoriale per il Giardino delle Rose di Firenze

Superando del 15/09/2023

FIRENZE. Situato a ridosso di Piazzale Michelangelo a Firenze, il Giardino delle Rose è un parco botanico con più di mille specie e trecentocinquanta tipi di rose antiche, che ospita anche una collezione permanente di opere dello scultore belga Jean-Michel Folon.

Recentemente nel Giardino è stato inaugurato un nuovo percorso sensoriale appositamente pensato per favorire l’accesso alla cultura alle persone cieche e ipovedenti. Il progetto è stato sviluppato dalla Cooperativa MARE (Musei-Accessibilità-Ricerca-Esperienza), realtà che si occupa di innovazione sociale in àmbito culturale con sede a Catania, e finanziato dal Comune di Firenze (il finanziamento rientra nell’àmbito del progetto Enjoy Respect & Feel Florence, uno dei cinque progetti finanziati dal Ministero del Turismo a sostegno delle Grandi destinazioni italiane per un turismo sostenibile–GDITS). Alla realizzazione hanno collaborato anche professionisti del territorio e Associazioni quali l’UICI di Firenze (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e Quartotempo Firenze.

Il percorso sensoriale è stato realizzato attraverso la predisposizione di uno specifico podcast volto a descrivere ai visitatori e alle visitatrici le bellezze naturalistiche e scultoree presenti nel Giardino. La loro descrizione avviene attraverso una narrazione in grado di coinvolgere attivamente il visitatore o la visitatrice. Le narrazioni sono state studiate con una modalità inclusiva, tesa ad appagare tutti gli utenti e non solo le persone con disabilità.

Per accedere ai podcast basta inquadrare con il proprio smartphone il QR-code posto all’ingresso del giardino. I contenuti sono fruibili gratuitamente tramite smartphone e auricolari. I podcast sono caricati su una piattaforma digitale, realizzata appositamente dalla Cooperativa MARE, con specifici accorgimenti di accessibilità, come la presenza degli screen reader (“lettori di schermo”), per agevolare la fruizione alle persone cieche, di testi ad elevato contrasto per le persone ipovedenti, di filmati sottotitolati per le persone sorde e di altre soluzioni tecnologiche utili ad agevolare la fruizione dei contenuti multimediali alle persone con disabilità, o semplicemente a coloro che hanno poca dimestichezza con le tecnologie digitali.

Tutto il percorso è stato studiato coinvolgendo di volta in volta diverse professionalità. L’individuazione delle rose da inserire nei cardini narrativi del percorso è stata operata dalla Cooperativa MARE assieme agli Angeli del Bello cui è affidata la cura del Giardino. Dal canto suo, l’UICI di Firenze ha contribuito a definire l’itinerario, mentre un gruppo di persone cieche dell’Associazione Quartotempo Firenze ha collaborato a testare e revisionare i contenuti del podcast.

«Puntiamo molto a fare scoprire o riscoprire luoghi della nostra città anche da chiavi e punti di vista diversi e, come in questo caso, a rendere sempre più fruibili e accessibili a tutti, residenti e visitatori, dei veri e propri tesori come il Giardino delle Rose», ha dichiarato Alessia Bettini, vicesindaca del capoluogo toscano e assessora alla Cultura e Turismo, in occasione della presentazione pubblica del percorso.

«Ogni progetto che realizziamo è pensato per abbracciare un’ampia platea di fruitori, che non comprende solo persone con disabilità – ha argomentato Francesca Merz, presidente di Cooperativa MARE –. Vogliamo infatti abbandonare una concezione di accessibilità che separa le diverse tipologie di visitatori, progettando percorsi che permettano a persone con diversi bisogni e competenze di poter visitare insieme spazi e luoghi culturali. Il percorso realizzato al Giardino delle Rose va proprio in questa direzione e si inserisce all’interno di una serie di iniziative che ci hanno portato a collaborare con diverse realtà come il Museo Casa Carducci di Castagneto Carducci, o il Comune di Altopascio con il quale abbiamo allestito in luglio una mostra su Banksy accessibile anche a persone cieche».

di Simona Lancioni

Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso – con minimi riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione. 

giovedì 14 settembre 2023

Le banche e le fondazioni bancarie promuovono la Carta Europea della Disabilità

Superando del 14/09/2023

In virtù di un protocollo d’intesa sottoscritto tra la Presidenza del Consiglio, l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e l’ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio), le persone con disabilità titolari della EU Disability Card, la Carta Europea della Disabilità, potranno accedere in via agevolata a servizi bancari e finanziari sul fronte bancario e, su un fronte comune, alle iniziative di carattere culturale e sociale promosse rispettivamente da soggetti bancari e dalle fondazioni di origine bancaria che aderiranno all’iniziativa.

Come abbiamo avuto più volte occasione di segnalare su queste stesse pagine, la Carta Europea della Disabilità rientra all’interno del progetto europeo EU Disability Card che ha come obiettivo il mutuo riconoscimento della condizione di disabilità fra i Paesi aderenti, allo scopo di facilitare l’accesso delle persone con disabilità a vari servizi, in un regime di reciprocità tra gli stessi Paesi dell’Unione Europea.

«Questa intesa – si legge nel sito dell’ABI – è volta alla promozione e valorizzazione della Carta Europea della Disabilità e si inserisce nel quadro dell’impegno congiunto di ABI e ACRI sui temi della tutela delle diversità e dell’accessibilità in favore delle persone con limitazioni funzionali . L’impegno per l’inclusione è infatti in linea con l’attività sia del mondo bancario sia delle fondazioni di origine bancaria e può essere perseguito anche mediante la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, utilizzato quale leva di sviluppo sostenibile e sociale, proprio attraverso iniziative dirette ai territori e alle loro comunità».

Questi dunque gli obiettivi del protocollo che l’ABI e l’ACRI si impegnano a rispettare a pubblicizzare anche attraverso i rispettivi siti istituzionali:

- favorire la diffusione della conoscenza della Carta Europea della Disabilità all’interno sia del mondo bancario sia delle fondazioni di origine bancaria, al fine di supportare e migliorare sempre più l’accessibilità e l’inclusione delle persone con limitazioni funzionali;

- con specifico riferimento al mondo bancario, facilitare la possibilità per i titolari della Carta Europea della Disabilità di usufruire, secondo le modalità individuate dagli intermediari aderenti al protocollo, di agevolazioni e modalità semplificate di accesso a prodotti o servizi bancari, anche attraverso specifici strumenti dedicati, nonché di fruire in modo agevolato delle proprie iniziative di interesse pubblico, anche culturali o dalla valenza sociale;

- con specifico riferimento alle fondazioni di origine bancaria, di supportare le persone in possesso della Carta Europea della disabilità, consentendo loro di fruire del patrimonio artistico e culturale di proprietà mediante specifiche agevolazioni per l’accesso ai propri spazi in cui siano allestite mostre o esposizioni temporanee ovvero alle proprie esposizioni museali, anche gestite da enti o società strumentali.

La Carta europea della disabilità viene rilasciata a tutti i soggetti con certificazione di handicap medio o grave e di non autosufficienza. Essa può essere richiesta all’INPS. Per conoscere gli ulteriori dettagli è possibile consultare a questo link la scheda esplicativa disponibile nel sito dell’INPS, o quella predisposta nel sito del Ministero per le Disabilità. (Simona Lancioni)

Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso – con minimi riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

martedì 12 settembre 2023

Gioco al Centro: inaugurazione nuovo parco giochi inclusivo - Milano, domenica 17 settembre alle ore 15:00

Domenica 17 settembre p.v. presso il Giardino Santa Maria alla Fontana (Via Cusio – Milano), si terrà l’inaugurazione della nona area giochi inclusiva del progetto “Gioco Al Centro”, dove prevediamo le seguenti presenze per il consueto saluto iniziale:

- Elena Grandi – Assessore al Verde di Milano

- Anita Pirovano - Presidente Municipio 9

- Maria Chiara Roti - Consigliera della Fondazione di Comunità Milano

- Laura Borghetto - Direttore Generale l’Abilità Onlus.

Ci saranno giochi, spettacoli e animazione per bambini.

Vi aspettiamo!

Bergamo a quattro zampe, nona edizione di “Corri Dog”, domenica 17 settembre

Bergamo, per un giorno, diventa città a quattro zampe con la presenza di cani “speciali”. Eroi di tutti i giorni che per migliaia di persone sono diventati i loro occhi e il loro “amico” fedele che gli permette di vivere in totale autonomia: di andare al lavoro, di prendere i mezzi pubblici, di viaggiare, di uscire con gli amici. Di avere una vita lavorativa e sociale come tutti. Saranno i cani guida i veri protagonisti di questa giornata di festa e di solidarietà.

L’appuntamento è per il 17 settembre quando Bergamo ospiterà la nona edizione di “Corri Dog”, una sorta di carica dei 101 aperta a tutti i cani di tutte le razze e di tutte le età. L’evento è stato organizzato dalla Pro Loco di Bergamo, con il patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Bergamo e del Comune di Bergamo, in collaborazione con diverse realtà associative che gravitano nel mondo della cinofilia.

Il ritrovo sarà alle 9,00 in piazza Dante . Alle 10 la partenza con un percorso (non competitivo) di circa di 3 km tra le vie del centro storico, e alle 11.30 la cerimonia di premiazione. Ma la festa proseguirà per il resto della giornata. Il pomeriggio dalle 14,30 esibizione delle scuole cinofile e in particolare saranno presenti gli addestratori dei futuri cani guida dei ciechi. La quota di partecipazione è di 10 euro, per ogni cane. Un’occasione per trascorrere una domenica mattina di primavera all’aria aperta con la famiglia e il proprio amico (ma anche amici) a quattro zampe. Naturalmente i cani dovranno essere tenuti al guinzaglio, e i padroni dovranno essere muniti di sacchetto e paletta per raccogliere le deiezioni.

I fondi raccolti verranno devoluti all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Bergamo. Ad ogni partecipante verrà consegnata una pettorina numerata: chissà che al termine della camminata venga estratto il suo numero e possa portare a casa, anche un premio.

La manifestazione ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza che il cane guida ha per la persona con disabilità visiva. Purtroppo, ad oggi, la lista d’attesa per ricevere il cane guida è lunga e le scuole di addestramento devono anche fare i conti con le difficoltà economiche. Il tutto con ripercussioni negative per chi, non vedendo, si trova quindi a vedere compromessa la propria autonomia.

Inoltre, la giornata sarà l’occasione anche per far conoscere ai cittadini il progetto “puppy”: i cuccioli, futuri cani guida, che nei primi mesi di vita vengono dati in affidamento alle famiglie e poi, una volta raggiunto l’anno di età intraprendono il percorso di addestramento per diventare cani guida.

Offerta formativa per disabili visivi - Anno 2023-2024

A seguito dell'avviso di Città metropolitana di Milano per la realizzazione dell'iniziativa Emergo 2022 Bando MI0287-Azione di Sistema – “Accompagnamento all’inserimento lavorativo di persone con disabilità sensoriali” la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano onlus comunica la propria offerta formativa in condivisione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia.

Nello specifico trattasi di 2 percorsi professionalizzanti:

- centralinisti telefonici come da L. 113/85;

- professioni equipollenti come da D.M. Salvi 10 gennaio 2000 - Operatore telefonico addetto alle Relazioni con il Pubblico;

Entrambi i corsi, della durata di 900 ore, si svolgeranno nel periodo ottobre 2023 – luglio 2024 (dal lunedì al venerdì nei seguenti orari: 9:00 – 12:00 e 13:00 – 16:00).

Sono previste inoltre attività individuali di allineamento di alcune competenze, propedeutiche ai corsi di formazione proposti.

Si evidenzia che, come da Bando, i requisiti richiesti per l’adesione sono:

  • stato di disoccupazione
  • residenza o domicilio nel territorio di Regione Lombardia

Si precisa che l’iscrizione ai corsi per centralinista telefonico privo della vista ed ai corsi per professioni equipollenti, come da Legge 113/85 e successiva Legge 138/2001, è riservata a:

Ciechi totali

  • coloro che sono colpiti da totale mancanza della vista in entrambi gli occhi;
  • coloro che hanno la mera percezione dell'ombra e della luce o del moto della mano in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore;
  • coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 3 per cento

Ciechi parziali

  • coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, anche con eventuale correzione;
  • coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 10 per cento.

Ipovedenti gravi

  • coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, anche con eventuale correzione;
  • coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 30 per cento.

Come iscriversi

Le persone interessate ai corsi di formazione proposti devono confermare la propria adesione entro martedì 26 settembre 2023 scrivendo a: corsi.professionali@istciechimilano.it, in alternativa è possibile contattare telefonicamente la sig.ra Paola Monti al numero 02 7722 6240.

L’ordine preferenziale per la valutazione delle adesioni sarà l’ordine di arrivo delle stesse.

Successivamente le persone interessate saranno convocate per sostenere un colloquio di ammissione.

Tutti i dati forniti saranno trattati secondo la normativa vigente in materia di privacy e riservatezza.

Responsabile Formazione Francesco Cusati

Direttore Scientifico Franco Lisi

lunedì 11 settembre 2023

Come inizierà questo anno scolastico per alunni e alunne con disabilità?

Superando del 11/09/2023

MILANO. «Ci auguriamo che anche i circa 50.000 alunni/alunne e studenti/studentesse con disabilità della nostra Regione possano iniziare le lezioni in condizioni di parità con i loro coetanei, senza ritardi e senza incertezze»: lo dicono dalla LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), alla vigilia dell’avvio del nuovo anno scolastico anche in Lombardia. «E tuttavia – sottolinea la legale Laura Abet, coordinatrice del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA – la nostra esperienza degli anni passati e le prime segnalazioni ricevute a fine luglio dal nostro Centro ci fanno temere che, ancora una volta, molte alunne e alunni con disabilità si troveranno in una condizione di svantaggio e discriminazione rispetto ai loro compagni».

«Una delle principali difficoltà con cui le famiglie devono fare i conti ogni anno – argomentano dalla LEDHA – è il ritardo nell’assegnazione degli insegnanti di sostegno, che spesso avviene ad anno scolastico già iniziato e con supplenze temporanee, a causa della mancanza di figure qualificate. Durante l’anno scolastico 2021-2022, ad esempio, erano oltre 70.000 i supplenti senza specializzazione a livello nazionale. Quello che succede in alcuni casi è che a un solo insegnante di sostegno vengano assegnati due o più minori con disabilità».

«Anche per quanto riguarda l’assistenza educativa – proseguono dalla Federazione lombarda – può succedere che l’assistente all’autonomia e alla comunicazione, figura fondamentale per garantire la frequenza scolastica degli alunni con disabilità, venga assegnato in ritardo, con un numero di ore insufficiente rispetto a quelle stabilite nel PEI (Piano Educativo Individualizzato) o che debba farsi carico di più minori all’interno dello stesso plesso».

«La carenza di queste figure professionali – rileva Abet – fa crescere il rischio che i bambini e i ragazzi con disabilità vengano portati fuori dalle loro classi per “facilitarne” la gestione da parte del personale dedicato. Si tratta però di situazioni che non rappresentano semplicemente un disagio, ma che espongono bambini e ragazzi con disabilità a una discriminazione sanzionabile ai sensi della Legge 67/06, che vieta ogni forma di discriminazione basata sulla disabilità. Occorre inoltre ricordare che nessun problema di carattere gestionale, economico o politico può giustificare la mancata attivazione dei servizi necessari o il mancato riconoscimento di diritti fondamentali, come quello allo studio».

«Lo strumento fondamentale per garantire che vengano rispettati i diritti degli alunni e degli studenti con disabilità – ricordano dalla LEDHA – è il PEI, che deve essere redatto di anno in anno sulla base delle effettive esigenze e dei bisogni dell’alunno e dell’alunna con disabilità. Nel PEI, infatti, sono indicate le risorse necessarie sulla base delle specifiche esigenze del singolo e non, ad esempio, in base alle risorse disponibili o ad automatismi basati sulla tipologia e la gravità di disabilità.

«Una volta che nel PEI è stato indicato il numero di ore di sostegno e/o di assistenza educativa necessaria – sottolinea Giovanni Barin, referente del Gruppo LEDHA Scuola – le amministrazioni competenti non hanno alcuna discrezionalità e, pertanto, devono garantire le risorse così come stabilite nel documento. In altre parole, assegnare a un alunno o studente con disabilità un numero di ore di sostegno o di assistenza inferiore rispetto a quelle quantificate nel PEI costituisce la violazione di un diritto fondamentale e quindi una discriminazione indiretta sanzionabile ai sensi della Legge 67/06».

«Qualora i genitori riscontrassero delle difformità tra quanto indicato nel PEI e la quotidianità della vita scolastica dei loro figli – ricordano in conclusione dalla LEDHA – possono contattare via e-mail il nostro Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi (antidiscriminazione@ledha.it), che mette gratuitamente a disposizione delle persone con disabilità, dei loro familiari e delle loro organizzazioni uno strumento concreto di difesa legale dei propri diritti». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@ledha.it.

mercoledì 6 settembre 2023

Riabilitazione visiva: quali sono i requisiti per ottenerla e come si accede ai Centri

Corriere della Sera del 06/09/2023

Si tratta di una prestazione prevista dal Servizio Sanitario Nazionale rivolta a persone in precise condizioni di ipovisione. La distribuzione dell'offerta è ancora disomogenea

Quando si ha una disabilità visiva non è vero che non c'è più niente da fare. «La vista non si recupera ma si può imparare a utilizzare al meglio le potenzialità visive rimaste attraverso un intervento di riabilitazione, per avere la massima autonomia possibile» spiega Filippo Amore, direttore del Polo nazionale di servizi e ricerca per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva degli ipovedenti, con sede presso l'ospedale Gemelli di Roma e finanziato dal ministero della Salute.

Spesso, però, sottolinea l'esperto, «chi ne avrebbe diritto arriva tardi al centro specializzato, o non vi accede proprio, perché c'è scarsa conoscenza tra gli oculisti sul percorso riabilitativo e sui benefici che procura».

I criteri per la prescrizione

Il percorso riabilitativo di norma si prescrive per coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 3/10. «In realtà si potrebbe intraprendere già a partire da circa 5/10 per ottenere più vantaggi» sottolinea Amore. L'ipovisione si definisce grave a 1/10, moderata a 2/10 e lieve a 3/10. «Prima si interviene sfruttando al massimo la funzione retinica rimasta e maggiori sono i risultati» precisa l'oculista. In età evolutiva l'ipovisione comporta «un ritardo dello sviluppo psicomotorio e problemi di apprendimento» continua Amore, mentre in età adulta «perdita di autonomia, di lavoro e di ruolo in famiglia con conseguenti ricadute psicologiche. Negli anziani sale il rischio di cadute e lesioni».

L'Istat stima che gli italiani dai 15 anni in su con una limitazione grave alla vista siano quasi un milione (di cui oltre il 70% over 65), quelli con una limitazione moderata 8,6 milioni (di cui il 45% over 65).

I centri

La sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb Italia onlus), che ha fondato il polo nazionale al Gemelli, ha censito circa 90 centri riabilitativi in Italia. Ma, come è stato denunciato dal ministero della Salute nell'ultima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione delle politiche sulla prevenzione della cecità e riabilitazione visiva (legge 284/97), la distribuzione dell'offerta di questi servizi è ancora disomogenea. La disparità di accesso è evidente se la Basilicata non ha nessun centro, la Sardegna solo uno e la Lombardia ben 16.

I trattamenti

L'equipe, formata da oculista, ortottista e psicologo, dapprima si preoccupa di capire come vede il soggetto, cioè in che modo usa il suo residuo visivo. «Si utilizza un test di sensibilità al contrasto, di adattamento quando la luminosità cambia, di stabilità di fissazione degli oggetti, di sensibilità cromatica e della retina, per individuare l'area che meglio risponde allo stimolo luminoso e riabilitarla» spiega Amore. Poi definisce un piano personalizzato per addestrare al meglio la sua condizione visiva. «Nei casi più semplici si interviene con un ausilio ottico, come lenti di ingrandimento o prismatiche, videoingranditori portatili o da tavolo e software assistivi per facilitare la fruizione del computer. Per scegliere l'ausilio più idoneo servono 2-3 sedute di training in ambulatorio»

lo specialista.

«Nei casi più compromessi, in cui si richiede di potenziare la fissazione, in cui la sensibilità della retina è particolarmente scarsa e l'acuità visiva, cioè l'abilità di definire nitidamente l'immagine, è inferiore o uguale a un decimo, sono necessari esercizi di fotostimolazione, di coordinazione oculomotoria e di fissazione, con sedute bisettimanali per cinque settimane».

La prima visita di controllo è prevista a 3 mesi di distanza, la seconda a 6 mesi e poi 1 volta l'anno. «Proponiamo un questionario sulla qualità di vita percepita all'ingresso, dopo un anno e dopo ogni intervento migliorativo: oltre il 60% degli assistiti riferisce di aver migliorato l'utilizzo della vista» conclude l'oculista.

I requisiti necessari per adulti e bambini

La riabilitazione visiva è destinata agli ipovedenti di qualsiasi età, a prescindere dalla causa. «Devono aver già ricevuto una diagnosi di malattia oculare e aver effettuato nei sei mesi precedenti una visita oftalmologica di accertamento clinico - chiarisce Filippo Amore -. Tra le malattie più frequenti che danneggiano la capacità visiva ci sono la maculopatia senile, la retinopatia diabetica, il glaucoma e le malattie genetiche retiniche. Nonostante le cure, più del 50% dei pazienti va incontro a un progressivo decadimento della vista e ha bisogno di un intervento riabilitativo».

Nei bambini le cause principali di ipovisione sono: «La retinopatia nei neonati pretermine, malformazioni oculari, glaucoma congenito e cataratta congenita» dice Amore. La maggior parte dei centri riabilitativi tratta tutte le fasce della popolazione, altri sono dedicati solo agli adulti e altri ai bambini.

I sintomi

Quali sono i sintomi indicativi di ipovisione da non sottovalutare?

«Difficoltà a leggere e scrivere nonostante la correzione degli occhiali con lenti da presbiopia, difficoltà a passare da un ambiente a un altro con luminosità diversa, campo visivo ridotto, per cui si tende a muovere la testa per visualizzare interamente ciò che si vuole guardare, disorientamento, non accorgersi di ostacoli e scalini, cadute apparentemente inspiegabili, disagio nell'attraversare la strada e nel guidare - risponde Amore -. Vi è, inoltre, una percezione non corretta dei colori e dei contorni, una difficoltà a riconoscere i volti e a compiere le normali attività quotidiane».

La sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb Italia onlus) ha attivato il numero verde 800068506 (dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13) per ricevere una consultazione oculistica telefonica da parte di un medico, solo a scopo informativo, che non può in alcun modo sostituire la visita oftalmologica tradizionale.

È possibile richiedere informazioni pure scrivendo a info@iapb.it.

Come si fa ad accedere La riabilitazione visiva è stata inserita nel 2017 nei Livelli essenziali di assistenza che il Servizio sanitario nazionale si deve impegnare ad assicurare, avendone riconosciuto l'efficacia.

Per fissare la prima visita in regime pubblico presso uno dei centri bisogna avere l'impegnativa del medico di medicina generale o dello specialista. Sul sito web polonazionaleipovisione.it è disponibile la lista dei centri distinti per regione. Questo polo, presso il Policlinico Gemelli di Roma, è il punto di riferimento in Italia per la ricerca e la sperimentazione di nuovi modelli riabilitativi. Tra cui la teleriabilitazione a domicilio.

«Abbiamo creato un software di esercizi di difficoltà progressiva da svolgere a casa davanti a un monitor 5 giorni la settimana, da lunedì a venerdì, per un totale di 30 sedute - spiega il direttore Filippo Amore -. L'esecuzione dell'esercizio viene monitorata da un operatore in diretta o differita».

di Chiara Daina