sabato 9 febbraio 2019

Scambio internazionale giovanile sull’accessibilità delle città europee finanziato dal programma ERASMUS+ (candidature entro il 20 febbraio 2019)

Con il comunicato n. 17/2019, la Sede Centrale rende noto che l’Associazione di promozione sociale Kora ha chiesto all’Unione il sostegno nella diffusione dell’annuncio per la ricerca di 8 persone, tra partecipanti con disabilità visiva (almeno 3) e partecipanti vedenti, interessate a prendere parte allo scambio internazionale giovanile “One look, one culture”.

Durante lo scambio si avrà l’opportunità di discutere sull’accessibilità delle città europee per le persone cieche e ipovedenti dal punto di vista culturale, sociale e dell’ambiente costruito e di apprendere in che modo creare le condizioni di lavoro adatte in un gruppo multiculturale, in cui alcuni membri potrebbero avere bisogni speciali. Ci sarà anche la possibilità di condividere culture, tradizioni e piatti tipici, non tralasciando momenti ludici.

Lo scambio si svolgerà dal 19 al 28 marzo 2019 in Umbria, nella città di Perugia, in lingua inglese. Si richiede pertanto un livello linguistico sufficiente (almeno B1).

I costi di viaggio sono a carico dei partecipanti. Si prevede inoltre il pagamento di una quota di 70 euro. Il finanziamento del programma comunitario ERASMUS+ coprirà i costi di vitto, alloggio e attività delle persone selezionate. I candidati dovrebbero preferibilmente avere un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, ma sono ammesse deroghe fino a un’età massima di 30 anni. A due dei selezionati potrebbe essere chiesto di assumere l’incarico di capogruppo.

Ulteriori informazioni sono reperibili nella scheda informativa allegata al comunicato in oggetto.

Gli interessati potranno candidarsi inviando il modulo di iscrizione debitamente compilato, entro il 20 febbraio 2019 all’Ufficio Relazioni Internazionali dell’Unione all’email: inter@uiciechi.it.

Il file .rar contenente il comunicato in oggetto ed i relativi allegati è scaricabile al seguente url:

venerdì 8 febbraio 2019

Inclusione sì, ma con quale modello? di Luciano Paschetta*

Superando.it del 08-02-2019

«Fermo restando che l’inclusione nella scuola di tutti è il modo vincente per la scolarizzazione degli alunni con disabilità – scrive Luciano Paschetta -, non si esce dalla “crisi” circa la loro reale inclusione ipotizzando interventi di nuovi esperti, ma valutate le conseguenze della recente normativa sugli educatori e i pedagogisti, e analizzati i punti di forza e di debolezza emersi in questi anni, occorre che la “comunità pedagogica” elabori modelli operativi di inclusione generalizzabili, da proporre ai diversi ordini di scuola e capaci di rendere effettivo il “diritto di inclusione”».

In queste ultime settimane ho avuto modo di leggere alcuni articoli, uno dei quali pubblicato da «la Repubblica» (Scuola, Anief: “Sì alla rotazione per docenti di sostegno”) e gli altri su queste stesse pagine, ovvero Assistenti all’autonomia e alla comunicazione alla ricerca di un riconoscimento, curato da Michele Peretti, e i due pubblicati rispettivamente dagli amici Salvatore Nocera e Marco Condidorio, Non moltiplicare le cose, se non ve n’è necessità! e L’Educatore Tiflologico non è copia, ma sostanza.

Articoli certamente molto diversi tra loro, ma tutti incentrati sul dibattito riguardante le figure che “ruotano” attorno all’alunno con disabilità, per cercare di definirne ruoli, aspetti giuridici e funzioni, con particolare riferimento al docente per il sostegno e all’assistente alla comunicazione. La loro lettura mi ha indotto a condividere, sia pure in modo sintetico, una riflessione sulla “cornice” giuridico-funzionale all’interno della quale queste diverse figure operano.

Nelle considerazioni sviluppate in quei quattro articoli, mi è sembrato non si tengano presenti le conseguenze derivanti dalla Legge di Bilancio dello scorso anno [Legge 205/17, N.d.R.], dove vengono “normate” le professioni dell’educatore socioeducativo e quella del pedagogista, istituendone i relativi Albi Professionali e indicandone i rispettivi percorsi formativi.

Allo stesso modo, sempre in quegli articoli non vi è alcun riferimento al fatto che alcune Università, in attuazione delle norme transitorie di quella stessa Legge, hanno già attivato i percorsi formativi, per consentire a chi già opera nel settore e non ha il titolo di educatore o di pedagogista di acquisirne la qualifica, prima che il possesso dei titoli indicati dalla legge diventino vincolanti per l’iscrizione agli Albi Professionali.

A tal proposito va altresì sottolineato che l’articolo 13, comma 3 della Legge 104/92 non indica delle figure professionali, bensì delle “funzioni”, che devono essere svolte ad integrazione di quella del docente per il sostegno. Funzioni che finora sono state affidate agli stessi operatori che vengono impiegati nell’extra-scuola per i servizi di “educativa domiciliare”, realizzati a carico degli Enti Locali. Sono proprio molti di questi operatori, privi di titolo specifico, a frequentare i corsi richiamati sopra, per acquisire la qualifica di “educatore” e potersi così iscrivere al costituendo Albo Professionale.

Ragionamento e proposte fatti senza tenere conto di questa realtà, prospettando definizioni di profili, Albi e inquadramenti giuridici che stiano al di fuori dalle due figure professionali individuate dalla Legge, oltre a moltiplicare i ruoli, mi sembrano oggi “fuori contesto”: è in questi due àmbiti, infatti, che andranno inserite le figure che dovranno operare a favore dell’inclusione scolastica, se si vuole offrir loro future qualificate possibilità occupazionali (ad esempio, quelli che svolgono funzioni di assistente alla comunicazione tra gli educatori, e quella dell’esperto in Scienze Tiflologiche, tra i pedagogisti). Figura, quella del pedagogista, della quale – come ho cercato di spiegare tempo fa in un articolo pubblicato su queste stesse pagine [“Serve il pedagogista, per superare l’emergenza educativa”, N.d.R.]– la scuola inclusiva non può più fare a meno.

Dopo quarantacinque anni dai primi inserimenti, prima di dibattere sul ruolo, le competenze e le modalità di impiego delle diverse figure che devono agire “attorno” all’alunno con disabilità per garantirne l’inclusione, credo sia giunto il tempo di fare un’analisi e una profonda riflessione pedagogica sul come questa si sia venuta realizzando nel corso degli anni, di definirne i “modelli operativi” e, al loro interno, la funzione del docente per il sostegno, modello e funzione che di questi tempi ciascuno sembra interpretare sempre più a modo proprio.

D’altro canto, sul “come” debba essere organizzato il modello operativo di inclusione, la normativa dice ben poco. In estrema sintesi: per la scuola dell’obbligo si limita ad indicare, nella Legge 517/77, che per far sì che l’integrazione possa realizzarsi, è necessario un adeguamento del “contesto scuola” nel cui àmbito potrà operare un docente a sostegno della classe.

Per quanto poi riguarda la scuola secondaria di secondo grado, quando la Sentenza della Corte Costituzionale 215/87 estenderà il diritto di frequenza della scuola di tutti anche a questo ordine di studi, nessuna particolare riflessione verrà fatta sulle modalità di organizzazione del modello operativo di inclusione, ma ci si limiterà ad emanare Circolari più che altro mirate alle modalità di valutazione.

La stessa Legge 104, per quanto riguarda le “modalità di integrazione”, pur definendone gli strumenti (Profilo Dinamico Funzionale; Piano Educativo Individualizzato; Accordi di Programma), all’articolo 13, comma 1, lettera E, fa riferimento a progetti da predisporre ai sensi del DPR 419/74 e quindi ancora sperimentali. Allo stesso modo – al di là del ribadirne la contitolarità sulla classe – in essa rimangono indefiniti le funzioni e il ruolo del docente per il sostegno, anzi, proprio nella Legge 104 trova origine una contraddizione: il numero delle ore di sostegno, infatti, dovrebbe essere definito dal GLH (Gruppo di Lavoro Handicap) di Istituto (articolo 15, comma 2), sulla base di quanto indicato dal Piano Educativo Individualizzato, ma poiché l’articolo 3 della stessa Legge “lega” l’entità degli interventi di supporto alla gravità della disabilità, pian piano saranno le Diagnosi Funzionali – quando non i Tribunali Amministrativi Regionali – a definire il numero delle ore di sostegno necessarie.

Ecco perché ritengo vane, quando non fuorvianti, le diverse proposte espresse negli articoli sopra citati e non più rinviabile una riflessione pedagogica mirata a definire i “modelli operativi di inclusione”.

La mia riflessione sulla storia dell’inclusione parte da un’esperienza personale vissuta “dal di dentro” sin dal 1972, una storia iniziata con l’inserimento, proseguita con l’integrazione e ora diventata quella dell’inclusione degli alunni con disabilità, una storia in cui sono cambiate le “definizioni”, ma dietro alle quali continuano tuttavia a “sperimentarsi” modalità operative, quasi sempre senza il coinvolgimento del contesto scolastico e sociale e senza che negli anni alle nuove definizioni sia corrisposta l’elaborazione di modelli operativi generali.

Parlo di modelli al plurale, perché sempre più convinto che modello applicativo e ruolo del sostegno non possano essere gli stessi nei diversi ordini di scuola. Non possiamo pensare infatti che l’inclusione degli alunni con disabilità nella scuola di tutti possa concretizzarsi secondo un unico modello operativo, quando sappiamo che, nella “scuola reale”, la preparazione pedagogico didattica di base dei docenti titolari è molto diversa. Nella scuola primaria essi hanno una completa formazione pedagogico didattica di base, mentre in quella secondaria i docenti delle varie discipline hanno alle spalle un percorso formativo disciplinare, dove quasi sempre la pedagogia e la didattica sono assenti.

Allo stesso modo non si può prevedere la medesima organizzazione delle modalità di inclusione nella scuola secondaria di primo grado e in quella di secondo grado, dove le finalità, gli obiettivi e le modalità di valutazione sono molto diversi. In quella di primo grado, infatti, trattandosi di scuola dell’obbligo, al termine è comunque previsto il rilascio del diploma, purché l’alunno abbia raggiunto gli obiettivi fissati dal Piano Educativo Individualizzato. Quella di secondo grado, invece, oltre a cercare di ottenere da ciascun allievo tutto ciò che potenzialmente può dare, è finalizzata al raggiungimento di obiettivi oggettivi, necessari a fornire al giovane le conoscenze e le competenze che servono per il suo futuro lavorativo o universitario, in mancanza dei quali il diploma non verrà rilasciato.

Fermo restando che l’inclusione nella scuola di tutti è il modo vincente per la scolarizzazione degli alunni con disabilità, non si esce dall’attuale “crisi” circa la loro reale inclusione, ipotizzando interventi di nuovi esperti, per garantirne il successo, ma valutate le conseguenze della recente normativa sugli educatori e i pedagogisti, e analizzati i punti di forza e quelli di debolezza emersi in questi anni nel processo di inclusione, occorre che la “comunità pedagogica” trovi il coraggio di procedere ad un’elaborazione di modelli operativi di inclusione generalizzabili, da proporre ai diversi ordini di scuola e capaci di rendere effettivo il “diritto di inclusione”. Si otterrà così l’indispensabile “cornice” giuridico funzionale di riferimento per definire ruoli, competenze, funzioni e modalità operative delle diverse figure (insegnante per il sostegno, pedagogista ed educatore), senza ricorrere a ipotesi aprioristiche, ma tenendo conto dei contesti giuridico e operativo nel quale queste andranno a formarsi prima, e ad operare poi.

* Luciano Paschetta,
Pedagogista, esperto in Scienze Tiflologiche.

GIORNATA DELLE MALATTIE RARE 28 FEBBRAIO 2019

“MOSTRA CHE CI SEI AL FIANCO DI CHI E’ RARO”

Arrivata quest’anno alla dodicesima edizione, la Giornata delle Malattie Rare si celebra tradizionalmente il 28 febbraio, ma tanti altri eventi saranno organizzati durante tutto il mese. Quest’anno la Giornata si concentra su un tema importantissimo per tutti i malati rari: “Integriamo l’Assistenza Sanitaria con l’Assistenza Sociale – Bridging Health and Social Care”

Il Programma degli Eventi (in continuo aggiornamento)

La scelta del tema di quest’anno è ricaduta sull’integrazione dell’assistenza sanitaria e di quella sociale, in quanto questa è la necessità più avvertita oggi dalla comunità delle persone affette da malattia rara. Per la maggior parte di esse, infatti, così come per i loro familiari o per chi si occupa di loro, la realtà della vita quotidiana può includere tante azioni e servizi da coordinare: il doversi procurare i medicinali, la loro somministrazione o assunzione anche in luoghi diversi dalla propria abitazione, le visite mediche,  le terapie fisiche riabilitative o abilitative, l’utilizzo di attrezzature specialistiche e l’accesso a vari servizi di supporto sociale, di comunità e di “sollievo” per la famiglia. Gestire queste e altre attività, insieme a quelle quotidiane come il lavoro, la scuola e il tempo libero, può essere difficile.

Tale tema sarà al centro anche dell’Evento Nazionale che UNIAMO, Federazione Italiana Malattie Rare, insieme all’Intergruppo Parlamentare per le Malattie Rare, terrà il 28 febbraio a Roma, presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari, via del Campo Marzio 78.


La campagna di sensibilizzazione internazionale che si attiva ogni anno con la Giornata delle Malattie Rare è lo strumento migliore in assoluto per far conoscere all’opinione pubblica l’esistenza delle malattie rare e le necessità di chi ne è colpito. Dall’anno della sua istituzione, il 2008, molti risultati sono stati raggiunti. Fino a pochi anni fa, infatti, non esistevano attività, né scientifiche né politiche, finalizzate alla ricerca in ambito di malattie rare. Non dimentichiamoci che le malattie rare sono state dichiarate priorità di Sanità Pubblica dalla Commissione Europea dal 1993, ma nei primi anni dall’approvazione di questo importante riconoscimento poco era stato fatto in proposito.

Oggi lo scenario sta cambiando, ma ancora le conoscenze sulla complessità delle malattie rare sono insufficienti. La Giornata è il momento di maggiore attenzione sentito dai pazienti e dalle loro famiglie per lanciare un appello globale a tutti gli stakeholders affinché si impegnino per migliorare le condizioni di vita delle persone e delle famiglie che si trovano ad affrontare una malattia rara, ognuno per il proprio campo di competenza.

#ShowYourRare è la campagna interattiva sui social media per la Giornata delle Malattie Rare che sta acquisendo sempre più forza soprattutto tra i giovani.

Dipingete il vostro volto con il logo della Giornata delle Malattie Rare , quello dei vostri familiari e chiedete ai partecipanti del vostro evento o agli amici di farlo e fatevi un selfie o una foto da condividere su Facebook e Twitter usando l’hashtag #ShowYourRare e #RareDiseaseDay!

Cambiate la foto del vostro profilo Facebook e quello della vostra associazione con il logo della Giornata e chiedete anche ai vostri amici di farlo in solidarietà con persone in tutto il mondo, che vivono con una malattia rara. Troverete i social media banners e la foto del logo GMR per il profilo FB su www.rarediseaseday.org/downloads

Condividete il video ufficiale della Giornata attraverso i canali social usando l’hashtag #RareDiseaseDay. 

Per chi vive con una patologia rara, ogni giorno è una sfida fatta di piccole e grandi preoccupazioni. Avere il supporto della propria comunità può alleviare molto il senso di isolamento che le famiglie devono fronteggiare.

A livello mondiale, la Giornata si celebra in oltre 94 Paesi e la mappa dei paesi coinvolti con i relativi programmi possono essere consultati sul sito internazionale della Giornata, a cura di Eurordis.

giovedì 7 febbraio 2019

DODICESIMA GIORNATA NAZIONALE DEL BRAILLE

Il Club Italiano del Braille, la Presidenza Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS, unitamente al Consiglio Regionale U.I.C.I. della Basilicata e le Sezioni territoriali U.I.C.I. di Potenza e Matera, organizzano due eventi, rispettivamente il 20 e il 21 febbraio, per celebrare la XII Giornata Nazionale del Braille a Matera, capitale europea della cultura nel 2019.

Di seguito il programma:

20 febbraio, ore 16.30

Ex ospedale San Rocco Chiesa del Cristo Flagellato
Piazza San Giovanni - Matera

Ore 16.30 Presentazione e significato della Giornata Nazionale del Braille

Moderano:
Fabiana Santangelo, giornalista
Nicola Stilla, Presidente Club Italiano del Braille

Ore 16.40 Saluto di benvenuto
Mario Barbuto Presidente Nazionale U.I.C.I.
Angelo Camodeca Presidente Consiglio Regionale U.I.C.I. Basilicata
Giuseppe Lanzillo Presidente Sezione Territoriale U.I.C.I. Matera

Ore 17.00 Primo intervento musicale
Orchestra del Conservatorio Statale di Musica Egidio Romualdo Duni

Ore 17.20 Saluto dei Soci Fondatori del C.I.B. e dei rappresentanti delle Istituzioni

Ore 18.00 Intermezzo musicale:
Anna Varriale soprano - Fernando Russo pianista

Ore 18.15 "Braille: scoprire la differenziazione inclusiva"
Giancarlo Abba Pedagogista, componente del Nis (Network Inclusione Scolastica) e della Commissione Nazionale Istruzione U.I.C.I.

Ore 18.35 Laboratori - “Insoliti puntini” a scuola di Braille
Maria Buoncristiano Consigliera Nazionale U.I.C.I. Donato Donnoli Governatore Rotary distretto 2120 Puglia e Basilicata

Ore 18.50 Intermezzo musicale
Anna Varriale soprano - Fernando Russo pianista

Ore 19.05 Braille, il mio compagno di vita.
Testimonianze: Mario Dileo, Francesca Modena, Alfonso Guttieri. Letture tratte dal libro “Filippo e Louis Braille” di Fabiana Santangelo: Emilia Fortunato, Hermes Teatro Laboratorio e Francesca Modena

Ore 19.30 Intermezzo musicale
Mario Dileo

Ore 19.50 Conclusioni

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21 febbraio, ore 9.00 - 13.00

Aula C 103 - Università degli Studi della Basilicata
Via Lanera - Matera

Presentazione 12a Giornata Nazionale del Braille

Ore 09.00 Registrazione dei partecipanti

Ore 09.30 Saluti e introduzione:
Nicola Stilla Presidente Club Italiano del Braille
Mario Barbuto Presidente Nazionale U.I.C.I.

Modera:
Giancarlo Abba Pedagogista, componente del Nis (Network Inclusione Scolastica)
e della Commissione Nazionale Istruzione U.I.C.I.

Ore 09.45 Lectio Magistralis "Tutti diversi e uguali, indicazioni pedagogiche e applicazioni possibili"
Domenico Milito Professore Associato di Didattica e Pedagogia Speciale, corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, Università degli Studi della Basilicata

Ore 10.30 “L’uso del Braille, oggi e domani”
Stefano Salmeri Professore Associato di Pedagogia generale e sociale, Facoltà di Studi Classici, Linguistici e della Formazione, Università degli Studi di Enna “Kore”

Ore 11.00 "Chi e perché può insegnare il Braille: la radice comune per una didattica condivisa"
Marco Condidorio componente la Direzione Nazionale U.I.C.I. e coordinatore delle Commissioni Nazionali Istruzione e Formazione e Terza Età U.I.C.I.

Ore 11.30 “Braille: dall’inclusione scolastica all’inserimento nel mondo del lavoro oggi”
Franco Lisi Direttore Scientifico della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano

Ore 12.00 "Braille e musica: un connubio indiscutibile"
Antonio Quatraro Presidente Consiglio Regionale U.I.C.I. Toscana e coordinatore della Commissione Nazionale Studi Musicali U.I.C.I.

Ore 12.30 Testimonianze

Ore 12.50 Conclusioni:
Mario Barbuto Presidente Nazionale U.I.C.I.
Nicola Stilla Presidente Club Italiano del Braille

La partecipazione degli studenti del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria sarà riconosciuta come attività di tirocinio indiretto.

Sarà garantito il servizio di interpretariato LIS

I display diventano tattili

Avvenire del 07-02-2019

Sui touchscreen del futuro si potranno non solo vedere gli oggetti, ma anche percepirli. E mentre diverse aziende lavorano ai prototipi, a studiare come migliorare le performance del "feedback tattile" dei dispositivi, ci pensano i ricercatori. Tra questi anche Michele Scaraggi, 36 anni, ricercatore di Meccanica applicata alle macchine nel dipartimento di Ingegneria dell'Innovazione dell'università del Salento, che vive tra Londra, la Puglia e la Germania, dove ha conseguito in parte il suo dottorato. E che assieme a colleghi fisici e ingegneri di università e centri di ricerca tedeschi e turchi ha studiato un metodo accurato ed efficace per descrivere teoricamente l''interazione multiscala" con il touchscreen. «Esistono infatti un aspetto di natura tecnologica ed uno biologico - spiega Scaraggi -. Da una parte cioè un solido, una superficie con caratteristiche elettromeccaniche, dall'altra un dito. L'interazione è un processo di contatto, esperienza che facciamo quotidianamente. L'aspetto biologico coinvolge le terminazioni nervose presenti all'interno nel dito (l'esterno consta di cheratina e lipidi e costituisce la nostra impronta digitale) i cosiddetti meccano recettori, corpuscoli che permettono di avvertire il tatto. Quando si attivano il cervello avverte una vibrazione, che è l'informazione sensoriale che arriva, per cui riusciamo a distinguere una superficie liscia da una rugosa, un tessuto, una parete. Quel segnale diventa poi memoria per il cervello, e ne associa il ricordo. Fino al nostro studio, non era stato possibile calcolare le forze scambiate tra il dito e il display, neanche mediante l'utilizzo dei super-computer più potenti. Noi abbiamo invece sviluppato un modello a campo medio, poco oneroso dal punto di vista computazionale, con il quale abbiamo tracciato una design map per il miglioramento delle performance tattili. In dettaglio, abbiamo investigato sia teoricamente che sperimentalmente l'attrito del dito che scorre su un display. È l'attrito, infatti (dissipazione in meccanica) il fenomeno fisico cruciale che determina, da parte dell'utente, la percezione tattile di un oggetto. L'impressione tattile si realizza mediante il fenomeno dell'elettroadesione: se si applica una tensione elettrica variabile allo strato conduttivo del display si inducono, sulla superficie di visualizzazione e sul dito, cariche elettriche di segno opposto. È così che il display liscio attrae elettrostaticamente il dito rugoso, ne aumenta la superficie di contatto e, quindi, anche l'aderenza e l'attrito».

Con i nuovi display tattili, gli utenti potranno trovare la posizione dei campi di input o delle app senza guardare, con vantaggi anche per gli ipovedenti. Applicazioni nel campo dell'educazione (libri tattili) nella riabilitazione o rieducazione infantile, nel commercio online, per 'comunicare’ la percezione della superficie di un prodotto. Si tratta ora di passare alla fase dei finanziamenti, attraverso un bando europeo. Lo studio, pubblicato sulla rivista della 'National Academy of Sciences' (USA), è stato condotto in collaborazione con il Peter Grunberg Institute del Forschungzentrum Juelich (Germania), con la Faculty of Engineering and Natural Sciences, Istanbul Bilgi University (Turchia), e il College of Engineering, Koc University (Turchia).

di Sabrina Leonetti

Milano, al Niguarda nasce centro per bambini affetti da ipovisione

Sanità Informazione del 06-02-2019

Tra le patologie più importanti della fascia pediatrica ci sono la cataratta congenita e il glaucoma congenito. Anche l’atleta paraolimpica e parlamentare presente all’inaugurazione del centro. L’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera: «Fondamentale collaborazione tra specialisti e strutture diverse e con i Pediatri di base. È proprio grazie ad un approccio multidisciplinare, infatti, che riusciamo a rispondere in modo efficace ai bisogni di cura dei nostri cittadini».

MILANO. Nasce all’ospedale Niguarda di Milano un centro dedicato alla presa in carico dei bambini affetti da ipovisione. Una patologia che interessa un numero importante di persone che si stima siano in Italia oltre un milione e mezzo. Tra le patologie più importanti della fascia pediatrica ci sono la cataratta congenita e il glaucoma congenito. «Sono situazioni da cui può scaturire una condizione di ipovisione importante, come tutte quelle che si manifestano entro il primo anno di vita – indica Elena Piozzi, Direttore dell’Oculistica Pediatrica – Infatti, più è precoce l’esordio più possono essere gravi le conseguenze per la vista».

Un parto pretermine, sofferenze prenatali e neonatali, anomalie genetiche sono tra le cause principali dell’insorgenza di queste patologie che, nonostante un adeguato trattamento medico e chirurgico, portano a gravi riduzioni visive. Tra le patologie dei piccolissimi rientra anche la retinopatia del prematuro (ROP), che può colpire i bambini nati pretermine, portando a disturbi della vista che richiedono trattamenti specifici e una sorveglianza medica continua. Sono considerati a rischio di retinopatia tutti i prematuri nati sotto le 26 settimane di gestazione oppure di peso inferiore ai 1500g. «Tra i possibili campanelli d’allarme l’incapacità di stabilire un contatto visivo da parte del bambino mentre ad esempio viene allattato dalla mamma – spiega la dottoressa Piozzi – È utile segnalare anche eventuali movimenti insoliti dell’occhio, come ad esempio il nistagmo, che si manifesta con continui scorrimenti rapidi e ripetitivi della pupilla. Un altro possibile campanello d’allerta può essere la fotofobia, che si verifica quando il bambino passa in un ambiente con molta luce e tende a coprirsi il volto o a girarsi perché infastidito».

Agire precocemente in questi casi è fondamentale per migliorare la qualità di vita dei piccoli e delle loro famiglie. «È con questo obiettivo che nasce oggi al Niguarda un centro dedicato alla presa in carico dei bambini affetti da ipovisione – racconta Marco Bosio, Direttore Generale di Niguarda -. Grazie ad un team multi professionale di specialisti, che comprende oculisti infantili, ortottisti, neuropsichiatri infantili, fisioterapisti e psicologi, l’inquadramento diagnostico-terapeutico e l’intervento riabilitativo vengono strutturati sulle esigenze dei piccoli pazienti». Il percorso per intercettare le patologie visive più gravi inizia subito dopo la nascita con il test del riflesso rosso, un esame di screening utile per indirizzare la diagnosi su possibili casi di cataratta congenita. E poi ci sono i controlli con il pediatra nei primi mesi. Da non trascurare l’importante aiuto che i genitori stessi possono dare nel segnalare condizioni sospette. Fondamentale, quindi, una diagnosi precoce così da attivare percorsi abilitativi che possono favorire l’organizzazione della funzione visiva, anche con riferimento alla plasticità del sistema nervoso nella prima infanzia. «Gli interventi abilitativi personalizzati vengono disegnati per favorire compensi al deficit visivo, prevenire disarmonie dello sviluppo neuro-comportamentale nella sua globalità, supportando l’organizzazione della motricità funzionale, dell’attenzione e dell’interazione – spiega Roberto Vaccari, Direttore della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza-. I programmi coinvolgono direttamente i genitori, anche prevedendo un intervento psicologico clinico di supporto alla loro funzione educativa».

Oculistica e oftalmologia, nuove terapie e stato assistenziale in Italia. Il punto al Congresso ESASO e AIMO
Il centro di ipovisione ha come asse portante l’attività dell’Oculistica Pediatrica del Niguarda, primo reparto in Lombardia interamente dedicato ai disturbi visivi del bambino dal 1990. Qui ogni anno si effettuano circa 700 interventi chirurgici e più di 20mila prestazioni ambulatoriali con una multidisciplinarietà che coinvolge tutte le specialità pediatriche presenti nel Dipartimento Materno-Infantile.
Ma la collaborazione valica i “confini” del Niguarda per una integrazione con i Centri di Riabilitazione visiva presenti sul territorio. Tutto questo per offrire un percorso assistenziale completo in grado di incidere tempestivamente sulle potenzialità visive e sullo sviluppo globale del bambino.

«Questo centro rappresenta l’esatta fotografia dell’evoluzione del sistema sanitario che stiamo attuando – il commento dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera – ovvero il passaggio dal concetto di “cura” a quello del “prendersi cura della persona», in questo caso dei bambini, in un’alleanza sinergica fra ospedale e territorio. La diagnosi e la cura richiedono tempi, spazi e modalità dedicate oltre che personale competente. E soprattutto una grande collaborazione tra specialisti e strutture diverse e con i Pediatri di base. È proprio grazie ad un approccio multidisciplinare, infatti, che riusciamo a rispondere in modo efficace ai bisogni di cura dei nostri cittadini, assicurando loro l’eccellenza delle prestazioni e la continuità assistenziale di cui necessitano».

Sulla stessa lunghezza d’onda Giusy Versace, atleta paraolimpica e parlamentare di Forza Italia presente all’inaugurazione del centro. «È importante sapere di avere al proprio fianco un team di professionisti che si prendono cura non solo del paziente, ma anche della sua famiglia. Spesso, infatti, anche chi è vicino ad una persona malata, soprattutto quando si tratta di un bambino, è spaventato, confuso e ha bisogno di un sostegno e di speranza per affrontare questa situazione difficile. Gli specialisti, quindi, hanno il compito non solo di assistere e curare i pazienti, ma anche di accompagnare le loro famiglie in questo percorso».

Il centro del Niguarda intende posizionarsi come un hub di collegamento con i centri di riabilitazione visiva sul territorio. In queste sedi spesso il bambino è seguito per periodi intensivi dedicati alla rieducazione, alternati anche da mesi in cui questa attività si sospende ed è importante che anche in questi frangenti il bambino e la sua famiglia continuino ad essere seguiti con controlli mirati per il follow-up.

di Federica Bosco

Parco Nazionale della Sila da scoprire "a occhi chiusi": percorsi e iniziative per non vedenti

GreenMe.it del 05-02-2019

Anche i non vedenti possono ammirare le bellezze del Parco della Sila grazie agli itinerari appositamente studiati in collaborazione con l'Associazione Ciechi che, stimolando gli altri sensi, permettono di immergersi nelle meraviglie del parco nazionale calabro.

È possibile "vedere" la bellezza della natura, pur non vedendo? Si, se si usano gli altri sensi e se si riesce a ricreare la giusta sinestesia in grado di immergere completamente nel territorio. Il Parco Nazionale della Sila, in Calabria nell'ottica di una politica di turismo accessibile a tutti offre la possibilità di abbattere le barriere sensoriali e riscoprire il valore dell’ascoltare, il bello del toccare e la magia di riconoscere i profumi della natura, attraverso degli itinerari pensati per non vedenti e ipovedenti.

Il parco nazionale della Sila si estende per complessivi 73.695 ettari e comprende le province di province Cosenza, Catanzaro e Crotone. Dal 2011 grazie alla collaborazione con l’associazione Italiana Ciechi- Sezione di Catanzaro, il parco è diventato finalmente fruibile anche da questa categoria di disabili attraverso una serie di iniziative e percorsi studiati ad hoc che permettono di sfruttare gli altri sensi per immergersi nella sua profonda bellezza.

Ed è così che le meravigliose gradazioni di colore dell’autunno che si stagliano nel parco della Sila pur non potendo essere ammirate con gli occhi diventa possibile assaporarle immergendosi negli odori delle resine dei pini e dei frutti di stagione come i funghi ed i fiori ed ancora con i suoni degli animali che vi abitano.

In particolare, ecco i luoghi e gli itinerari per non vedenti previsti dal Protocollo d'Intesa:

1. L’orto botanico (Centro Visita "Cupone")
All’ingresso dell’orto si trova il plastico tattile che ricostruisce l’intera area. Il percorso di 350 metri è delimitato da una staccionata con corrimano. È possibile scaricare file audio che accompagnano la visita, inoltre le piante sono accompagnate da schede in braille per non vedenti e con caratteri marcati per ipovedenti.

2. Museo naturalistico (Centro Visita "Cupone").
Anche il Museo naturalistico è completamente accessibile e attrezzato per ipovedenti e non vedenti. Il museo descrive in modo preciso e dettagliato la flora e la fauna locali, ricostruendo anche gli habitat naturali.
È presente anche una mappa tattile dell’intero museo.

3. Centro Visita Garcea.
All’interno del centro si può percorrere il “sentiero per non vedenti“ attrezzato con sistemi di segnalazione tattile di orientamento a terra e corrimano. La natura può essere ‘letta’ per mezzo di tabelle descrittive dell’ambiente circostante, realizzate su supporto metallico con caratteri alfanumerici nel linguaggio Braille.

4. Sentiero “Donato Campagna”.
Il sentiero della solidarietà “Donato Campagna” è un percorso montano di 3 Km realizzato dal Cai e dal Centro Servizi per il Volontariato di Cosenza. Il sentiero montano può essere percorso da persone disabili che potranno raggiungere la località tramite treno/pulmini attrezzati delle Ferrovie della Calabria partendo da Cosenza, fino alla stazione di Righio. Da qui ci si può avventurare per il sentiero e vivere come una conquista la montagna silana, immergendosi nello splendido paesaggio, di laghi e fauna tipica del luogo.

5. Itinerari Teatrali.
Esperienza uditiva legata alla narrazione di momenti storici e letterari legati alla Sila attraverso uno spettacolo teatrale itinerante con cantastorie, attori e musicisti, realizzato a cura del Parco letterario Tommaso Campanella.

Ammirare ad occhi chiusi… si può!

Per maggiori info: Manuela d'Annibale

martedì 5 febbraio 2019

28 FEBBRAIO, TEATRO GRANDE DI BRESCIA: UN OMAGGIO A ROSSINI A SOSTEGNO DEL SERVIZIO INTERVENTO PRECOCE

Il Consiglio Regionale Lombardo dell’U.I.C.I. (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), grazie alla gentile disponibilità dell’Associazione Amici del Loggione del Teatro alla Scala di Milano, propone per il prossimo 28 febbraio presso il Teatro Grande di Brescia un concerto benefico, il cui ricavato sarà interamente devoluto a favore delle attività del servizio INTERVENTO PRECOCE, che da diversi anni assicura percorsi terapeutici personalizzati a bambini in età prescolare con problemi visivi e alle loro famiglie.

Protagonista della serata sarà il celebre compositore Gioacchino Rossini, che a poco più di 150 anni dalla sua scomparsa mantiene viva la sua presenza artistica grazie alla grandiosità delle sue opere. Saranno eseguiti pezzi dall’imponente produzione rossiniana (Aureliano in Palmira, Elisabetta Regina d’Inghilterra, Mosè in Egitto, l’Assedio di Corinto ed altre opere), alternando arie celebri a brani di rara esecuzione, facendo sì che Il concerto possa incontrare sia l’interesse del pubblico di massa che quello dell’appassionato, data l’eterogeneità della proposta.

Oltre che un “omaggio”, sarà anche una simpatica occasione per celebrare il compleanno di quest’ultimo, nato a Pesaro il 29 febbraio del 1792.

“A nome di tutto il Consiglio Regionale e di tutti i nostri Soci – dichiara il Presidente Regionale UICI Nicola Stilla – rivolgo un sentito ringraziamento all’amministrazione locale e al Teatro Grande di Brescia che hanno consentito la fattibilità dell’iniziativa. Esprimo viva gratitudine, inoltre, all’Associazione Amici del Loggione del Teatro alla scala di Milano, che con la sua orchestra composta da 36 elementi affiancata da un coro di almeno 80 elementi e 6 solisti ci permetterà di dare vita ad un evento in grado di coniugare cultura e finalità benefiche”.

COS’È IL SERVIZIO INTERVENTO PRECOCE?
Attivo da diversi anni sul territorio bresciano il servizio, assicurato dall’UICI tramite l’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia e grazie alla collaborazione e al sostegno dell’Associazione Nati Per Vivere, attraverso interventi riabilitativi individuali che tengano conto del grado di sviluppo, delle caratteristiche personali e delle peculiarità ambientali in cui il bambino vive, si pone l'obiettivo di monitorare e catalizzare lo sviluppo relazionale, ludico, cognitivo, motorio ed eventualmente visivo dei piccoli, affiancando le famiglie in questa delicatissima fase della crescita.
Un mancato intervento nei primi anni può compromettere irreversibilmente lo sviluppo psicomotorio del piccolo e, proprio per questo, INTERVENTO PRECOCE è un servizio di vitale importanza per le quasi cento famiglie del nostro territorio che ne usufruiscono.

28 febbraio, ore 20.45 – Teatro Grande di Brescia, C.so Zanardelli n. 9

Costo del biglietto - 15,00 euro intero, 10,00 euro per gli over 65 e under 25. L’orario di inizio è 20:45.
I biglietti sono acquistabili presso la Sezione UICI di Brescia - Via Divisione Tridentina 54 – Tel. 030.2209412 – e-mail: uicbs@uiciechi.it.
È possibile rivolgersi anche al Consiglio Regionale UICI della Lombardia – tel. 02.76011893 – e-mail: uiclomb@uiciechi.it

PROGRAMMA:

Dallo “Stabat Mater”:
• STABAT MATER DOLOROSA (coro e soli: Campanella, Menna, Bono, Park) 9:40
• CUIUS ANIMAM (tenore: Bono) 6:00
• PRO PECCATIS (basso: Park) 4:30
• INFLAMMATUS (coro e soprano: Campanella) 4:40 
Dalla “Petite Messe solennelle”:
• KYRIE (coro) 3:00
• AGNUS DEI (coro e mezzosoprano: Menna) 7:00
Da “Aureliano in Palmira”:
• SPOSA DEL GRANDE OSIRIDE (coro) 4:40
Da “Elisabetta d’Inghilterra”
• QUANTO E’ GRATO ALL’ALMA MIA (coro e soprano: Campanella) 7:00
Dal “Mose’ In Egitto”: 
• DAL TUO STELLATO SOGLIO (coro e soli: Campanella, Bono, Park) 5:00
Da “Semiramide” 
• BEL RAGGIO LUSINGHIER (soprano: Mannino) 7:00
Da “La donna del lago”:
• Coro di Introduzione DEL DI’ LA MESSAGGERA (coro) 4:30
Da “Assedio di Corinto” 
• GIUSTO CIEL IN TAL PERIGLIO (coro e soprano: Mannino) 3:40
Da “Guglielmo Tell”
• FINALE (coro e soli: Campanella, Mannino, Menna, Bono, Park) 3:20
BIS “Dal tuo stellato soglio” (coro e tutti i solisti) 5:00
CORO, ORCHESTRA e SOLISTI DELL’ASSOCIAZIONE “AMICI DEL LOGGIONE DEL TEATRO ALLA SCALA
Renata Campanella e Francesca Mannino soprani, Nunzia Menna mezzosoprano, Emanuele Bono tenore
Sandro Eria baritono, Kiok Park basso. 
DIRETTORE: FILIPPO DADONE

GIORNATA DELLE MALATTIE RARE 2019

“Integriamo l’Assistenza Sanitaria con l’Assistenza Sociale”

Ci siamo quasi!

Manca poco alla XII edizione della Giornata delle Malattie Rare celebrata, come tutti gli anni, l’ultimo giorno del mese di febbraio.

Gli eventi, che le associazioni di tutto il mondo hanno organizzato, sono tantissimi e tutti diversi fra loro.
Potete trovarli sul sito www.rarediseaseday.org al link: https://bit.ly/2AgrmMZ

Numerosi anche gli eventi sul territorio italiano!
Scopri quello più vicino alla tua città sul sito di UNIAMO FIMR e partecipa: https://bit.ly/2MJ0E2J








IRIFOR Centrale - Indagine conoscitiva sull’impatto dello sport sulla qualità della vita rivolta a persone con disabilità visiva sedentarie

Comunicato IRIFOR Centrale n. 8/2019

Il gruppo di ricerca della dottoressa Mirca Marini si occupa da tempo del ruolo dell’attività motoria e/o sportiva adattata ed in questo ambito ha già avuto modo di collaborare con l’Associazione Italiana Baseball Giocato da Ciechi (AIBXC Onlus) e con la Federazione Italiana Danza Sportiva (FIDS) svolgendo attività di ricerca nel campo delle applicazioni delle Scienze Motorie alla Medicina.

Attualmente sta promuovendo un’indagine per la quale richiediamo la Vostra collaborazione al fine di poter diffondere la compilazione di un semplice questionario a soggetti con disabilità visiva sedentari come gruppo di controllo in studi svolti a valutare l’impatto di specifici sport sulla qualità di vita.

Si potrà accedere al questionario cliccando sul seguente link:


La relativa compilazione non richiederà più di 10-15 minuti e sarà del tutto anonima. I risultati saranno elaborati statisticamente e resi pubblici al termine della rilevazione attraverso una pubblicazione scientifica in ambito internazionale e/o in un’eventuale sede congressuale.

lunedì 4 febbraio 2019

Sci alpino paralimpico, altri due ori. Pancalli "Vittoria storica"

Redattore Sociale del 01-02-2019

Bertagnolli e Casal chiudono il mondiale con 5 medaglie. Il presidente del Cip: "Giacomo e Fabrizio ci hanno regalato grandissime emozioni. Sono parte di un gruppo straordinario, costruito con pazienza e dedizione dalla squadra Fisip guidata da Tiziana Nasi”.

SELLA NEVEA. Chiude un Mondiale di sci alpino memorabile, sulle nevi friulane di Sella Nevea. Edizione da cinque medaglie, quattro ori e un argento, per la coppia visually impaired delle Fiamme Gialle formata da Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal. Solo ieri, 31gennaio, giornata di supercombinata in cui il super G valeva anche come gara individuale per chiusura anticipata delle gare dovuta a maltempo, per i trentini sono arrivati due ori. Nel super G, appunto, dopo la squalifica per aver saltato una porta di Lahner, l'oro è arrivato con il tempo di 1:02.93 davanti agli slovacchi Krako/Bozman (1:04.39) e Haraus/Hudik (1:05.82), e nella supercombi con 1:46.32, stesso podio con Krako/Bozman argento (1:49.88) e Haraus/Hudik, bronzo con 1:51.03. "Che Mondiale fantastico - commenta Bertagnolli - siamo super contenti. Abbiamo avuto un bel po’ di fortuna in quasi tutte le gare, cinque su cinque medaglie è un risultato che ci mancava". A breve riprenderà il circuito di Coppa del Mondo IPC con le gare di Slovenia e Svizzera, ai primi di febbraio.

"Giacomo e Fabrizio ci hanno regalato ancora una volta grandissime emozioni. Hanno affrontato questo Mondiale con una determinazione e una consapevolezza da campioni, senza perdere la voglia di divertirsi con lo sport. Chiudono questa competizione con una vittoria storica, che li fa entrare di diritto nell'élite dello sport paralimpico internazionale. Questa coppia è parte di un gruppo straordinario, costruito con pazienza e dedizione dalla squadra FISIP guidata da Tiziana Nasi. Si tratta di atleti che si stanno dimostrando all'altezza dei grandi appuntamenti sportivi. Complimenti". È quanto ha dichiarato Luca Pancalli.

Davide Bendotti, invece, è 11° tra gli standing con 1:57.76 nella gara vinta dal francese Bauchet (1:40.68) e 18° nel SuperG (1:09.98, +10.75 dall'oro svizzero Gmur), mentre tra i sitting René De Silvestro è 5° con 1:55.85, nella gara vinta dall'olandese Kampschreur (1:46.24) e 10° nel SuperG (1:08.68, +7.53 dall'olandese Kampschreur).

"Sono contento di questi risultati, ovviamente - ha commentato Davide Gros, il tecnico azzurro- Jack e Fabri li ho visti molto tranquilli e rilassati, direi che la loro miglior performance è stata di testa, sono stati molto uniti, come era agli scorsi Mondiali di Tarvisio 2017 e finché sciano così siamo in una botte di ferro, con loro. Quanto a Davide e Renè, li ho visti molto bene in allenamento, mentre in gara hanno pagato la grande stanchezza sia fisica che psicologica di questo lungo periodo sulla neve, perché siamo in ballo dal 9 gennaio scorso. Mi aspetto molto da loro, dimostreranno presto quello che valgono".

L'intelligenza artificiale e le persone con disabilità

Superando.it del 01-02-2019

«Tutte le nuove tecnologie dovrebbero promuovere l’inclusione e la partecipazione delle persone con disabilità in tutte le fasi della vita e non produrre ulteriore esclusione e discriminazione»: lo ha detto Yannis Vardakastanis, presidente del Forum Europeo sulla Disabilità, nel corso di un importante incontro a Vienna, cui hanno partecipato, insieme a numerosi esponenti del movimento europeo delle persone con disabilità, i rappresentanti di vari “giganti” delle nuove tecnologie, quali Microsoft, Amazon, Facebook e Google.

VIENNA. «È un momento emozionante per la tecnologia. Dall’intelligenza artificiale alla robotica, dalla stampa in 3D alle realtà virtuali o alle cosiddette “città intelligenti”, sembra che le tecnologie emergenti in questi anni diventeranno presto una realtà quotidiana. È pertanto fondamentale che le persone con disabilità non restino indietro, così come deve avvenire in qualsiasi progresso tecnologico. Le nuove tecnologie, infatti, dovrebbero promuovere l’inclusione e la partecipazione delle persone con disabilità in tutte le fasi della vita e non produrre ulteriore esclusione e discriminazione. Si tratta in sostanza di una magnifica opportunità da non perdere».

A pronunciare queste parole è stato Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, nel corso dell’importante incontro promosso a Vienna, con il titolo di Using Artificial Intelligence to Enhance Accessibility. Opportunities and Risks of Emerging Technologies for Persons with Disabilities (“Usare l’intelligenza artificiale per migliorare l’accessibilità. Opportunità e rischi delle tecnologie emergenti per le persone con disabilità”), cui hanno partecipato, insieme a numerosi esponenti del movimento europeo delle persone con disabilità, i rappresentanti di vari “giganti” delle nuove tecnologie, quali Microsoft, Amazon, Facebook e Google.

Scopo dell’evento è stato segnatamente quello di discutere sui modi con cui le nuove soluzioni tecnologiche possano essere progettate per tutti, e le conclusioni raggiunte si possono sintetizzare in alcuni punti fondamentali, ovvero, innanzitutto, che l’intelligenza artificiale debba essere sviluppata da gruppi di lavoro comprendenti al proprio interno anche persone con disabilità. «Rispetto all’accessibilità e all’inclusività – è stato infatti sottolineato da più parti – le Società in grado di assumere e mantenere personale con disabilità partono avvantaggiate sulle altre».

Lo stesso concetto di accessibilità, per altro, dovrebbe far parte dello stesso DNA delle Società impegnate sul fronte delle tecnologie e come aspetto fondamentale degli sviluppi presenti in ogni settore.

A fare la propria parte, inoltre, dovrebbe essere anche il mondo della politica, garantendo, per quanto di propria competenza, che le nuove tecnologie fossero disponibili a tutti.

Tutti temi e questioni, in ogni caso, che saranno presto oggetto di un’ampia e approfondita relazione curata dal Forum Europeo sulla Disabilità.

«I sistemi sociali e anche quelli legali – ha dichiarato durante l’incontro Gabriele Sprengseis, responsabile del Consiglio Austriaco per la Disabilità – sono decisamente in ritardo rispetto ai nuovi sviluppi delle tecnologie. L’intelligenza artificiale, infatti, i Big Data e il cosiddetto “Internet delle Cose” stanno cambiando seriamente tutta la nostra vita e non solo le nostre forme di comunicazione. Le persone con disabilità devono quindi essere attivamente coinvolte in questi processi di cambiamento».

Sono intervenuti quindi gli esponenti di Microsoft, Amazon, Facebook e Google, che oltre a soffermarsi sulle proprie iniziative in favore dell’accessibilità, hanno tutti voluto elogiare il Forum Europeo sulla Disabilità, per la volontà di promuovere il dibattito su temi tanto importanti.

«Le tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale – ha dichiarato Adina Braha-Honciuc di Microsoft – possono consentire alle persone con disabilità di partecipare in modo più completo ad ogni aspetto della vita. Ma è facendo sì che la tecnologia mantenga la promessa di soddisfare i più ampi bisogni della società, che potremo consentire a tutti di ottenere di più, comprese quindi le persone con disabilità».

«Per Amazon – ha affermato poi Constantin Gissler, manager per la zona europea della grande azienda americana di commercio elettronico – l’accessibilità è importante ed è parte del nostro processo di sviluppo del prodotto. Infatti, lavoriamo continuamente per sviluppare ed estendere le funzionalità di accessibilità a vantaggio dei clienti».

«La nostra missione – ha aggiunto Monica Desai, che dirige le politiche pubbliche di Facebook – è dare alle persone il potere di costruire comunità e avvicinare il mondo. L’accessibilità è una parte fondamentale di questa missione, perché quando parliamo di “avvicinare il mondo”, ciò va riferito a tutti, indipendentemente dalle loro capacità. Il nostro obiettivo, per altro, non è semplicemente quello di includere persone con disabilità sulla nostra piattaforma, ma anche di creare esperienze che cambino ciò che le persone ritengono possibile nello spazio della tecnologia e della disabilità».

«Riteniamo – ha concluso Anna-Verena Naether per Google – che l’accessibilità non riguardi solo il funzionamento dei nostri prodotti, ma la stessa innovazione e applicazione dell’intelligenza artificiale, per migliorare la vita delle persone, tra cui oltre un miliardo di persone con disabilità. Siamo pertanto orgogliosi di sostenere il Forum Europeo sulla Disabilità nel suo progetto di sensibilizzazione riguardante il potenziale delle tecnologie emergenti, per migliorare l’accessibilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Comunicazioni Esterne EDF (André Félix), andre.felix@edf-feph.org.

domenica 3 febbraio 2019

"L'incanto svelato" - Quando l'arte e' accessibile a tutti

Press-IN anno XI / n. 357

L'Eco di Bergamo del 03-02-2019

BERGAMO. Iniziative. La mostra è visitabile da ipo e non vedenti fino al 24 febbraio a Palazzo Polli Stoppani in Città Alta. 

Un percorso dedicato con l'App in Chiostro e audioguide Musei per tutti, musei accessibili, musei senza barriere: il tema dell'accessibilità al patrimonio culturale negli ultimi anni è oggetto di acceso dibattito, di iniziative e anche di importanti campagne di comunicazione.

Eppure, nell'immaginario collettivo quando si sente pronunciare la parola «accessibilità» ancora si pensa fondamentalmente a una «rampa di scale». In realtà, il pubblico che ha bisogno di attenzioni speciali è eterogeneo e il tema dell'accessibilità non può essere semplicemente ricondotto a barriere di tipo fisico ma riguarda anche le difficoltà sensoriali, cognitive, economiche e in senso più ampio, di formazione culturale. In questa direzione si muove il progetto messo in campo dall'associazione culturale in Chiostro, con il sostegno di Fondazione Comunità Bergamasca, nell'ambito della mostra «L'incanto svelato», visitabile fino al 24 febbraio a Palazzo Polli Stoppani in via S. Giacomo in Città Alta. In primo luogo, l'ingresso all'esposizione è gratuito, scelta che va nella direzione dell'inclusione di quel «non pubblico» di mostre e musei, come le famiglie, gli anziani o persone con limitate possibilità economiche, per il quale il costo del biglietto d'ingresso può essere un ostacolo alla fruizione. Per venire incontro alle esigenze di chi ha disabilità sensoriali, poi, il percorso espositivo è stato attrezzato con dispositivi ad hoc: «Grazie al supporto di Fondazione della Comunità Bergamasca - spiega il presidente di inChiostro Marco Ceccherini - da un paio di anni stiamo sviluppando una App che rende l'arte accessibile a tutti. Il progetto, già sperimentato nel complesso dell'abbazia di S. Paolo d'Argon, ora è stato applicato alla mostra in corso, collocando nelle sale espositive cinque sensori speciali che si attivano automaticamente quando il visitatore si avvicina, mettendo a disposizione tramite la App contenuti multimediali. Sono strumenti pensati in particolare per la fruizione da parte di persone ipo o non vedenti, ma che si trasformano in audioguide utili per tutti i visitatori, che possono ascoltare descrizioni e didascalie muovendosi liberamente tra le opere d'arte e gli ambienti del palazzo». Per usufruire di questo percorso è sufficiente scaricare sui propri dispositivi la App inChiostro (gratuita sia per Android che Apple), e tenerla accesa durante la visita alla mostra. Sabato 23 febbraio, alle ore 14, invece, inChiostro organizza in occasione della mostra l'itinerario «Paesaggio e fortezze», un tour guidati gratuito lungo le mura venete, aperto a tutti e consigliato anche al pubblico dei non udenti perché non mancherà un interprete LIS (ritrovo a Porta S. Agostino, prenotazioni su inchiostroarte.it). 

Una sperimentazione, quella nell'ambito de «L'incanto svelato», che ci invita a ripensare il tema dell'accessibilità, non come un problema squisitamente sociale ma che coinvolge in senso più ampio il concetto di fruizione dell'arte e della cultura: «Il tema dell'accessibilità è il tema dell'accoglienza - conclude Ceccherini - non necessariamente riservato a chi ha una disabilità fisica o sensoriale. L'obiettivo è di garantire a chiunque la fruibilità del patrimonio culturale e la condivisione della bellezza dell'arte e delle emozioni che suscita. Pensiamo alle famiglie con i bimbi nei passeggini, a chi è anziano o semplicemente stanco, a un bambino che non sa leggere o a una persona che ha dimenticato gli occhiali».