venerdì 29 marzo 2019

App e tablet per superare le barriere architettoniche

Il Resto del Carlino del 29.03.2019

JESI. Musei più accessibili grazie alla tecnologia. Si chiama 'Apri Palazzo Pianetti’ ed è la app interattiva che si potrà scaricare su smartphone e tablet per permettere di superare le barriere delle disabilità sensoriali tramite la realtà aumentata e la gamification, abbattendo ostacoli linguistici con il digital storytelling. Un progetto che è costato al Comune circa 70mila euro ma che, in parte, è stato finanziato con fondi - circa 45mila euro - stanziati dalla Fondazione Cariverona tramite la partecipazione a un bando. «L'obiettivo è quello di garantire una maggiore fruibilità dei luoghi di cui Jesi è custode - ha spiegato l'assessore alla Cultura Luca Butini -. Con questa app, si compiono finalmente grandi passi in avanti in termini di accessibilità, permettendo l'abbattimento delle barriere sensoriali nei tre musei civici». Guide audio per non vedenti e video con linguaggio Lis, percorsi tattili, realtà aumentata: non solo il palazzo ma anche le collezioni diventeranno inclusive con l'impiego dei nuovi strumenti. La app è il frutto di un lavoro a più mani che ha coinvolto il personale museale, in primis le curatrici Romina Quarchioni e Simona Cardinali che hanno gestito il coordinamento organizzativo e scientifico del progetto, ma anche professionisti specializzati tra cui Marchingegno, RossodiGrana, MenteZero e partner come il museo tattile Omero e gli studenti del Liceo classico Vittorio Emanuele II e dell'Iis Cuppari Salvati. Rientra nel progetto anche l'inserimento di un percorso ludico-didattico riservato ai più piccoli e che farà rivivere l'arte in maniera innovativa. I video in Lis, curati da Carlo di Biase, sono stati realizzati per tutti e tre i musei del palazzo, dal museo archeologico alla pinacoteca civica fino alla galleria d'arte contemporanea. Qui è inserito anche un percorso tattile che coinvolge cinque opere. Domani, a Palazzo Pianetti, saranno ufficialmente consegnati i 10 tablet.

di Chiara Cascio

Le pietre scolpite "parlano" e svelano l'arte ai non vedenti

L'Eco di Bergamo del 28.03.2019

Delegazione dell'Unione ciechi in via Piazzo alla scoperta del muro trasformato da Remo Ponti. "Noi riusciamo a cogliere particolari che a voi sfuggono».

ALBINO. Le dita scorrono lente tra le pieghe create nella pietra e, poco a poco, compare un pesce primordiale. Non troppo lontano, una coccinella che pare uno scarabeo. Poi spirali, greche, un fiore. Le mani esplorano e l'arte si svela. Per loro è invisibile agli occhi, ma accessibile. È la meraviglia del muro scolpito dal settembre 2013 a oggi ad Albino dall'ottantenne Remo Ponti. Ormai ci arrivano da tutta la provincia e non solo, per vederlo: le oltre 900 pietre scolpite a mano dagli scalpelli creati dallo stesso Ponti sono diventate un'attrazione che, nel giugno 2018, si è meritata il riconoscimento del Comune, con tanto di targa. Ma il muro scolpito può diventare molto di più: ad altezza comoda per qualsiasi visitatore, rappresenta per i non vedenti una mostra permanente a cielo aperto, collezione di opere tutte da scoprire, nate dall'eclettica mente dell'artista. Così sabato scorso una delegazione dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti, sezione di Bergamo, ha raggiunto il parcheggio di fronte al convento dei frati Cappuccini e da lì a via Piazzo dove, dopo un tratto in salita, sono stati accolti dallo stesso Ponti, oltre che dall'assessore a Istruzione e cultura Emanuela Testa, presenti pure alcuni alpini e albinesi dei Gruppi di cammino. «Le pietre scolpite erano tantissime, impossibile decifrarle tutte in così poco tempo - commenta Marianna Mazzola, giunta ad Albino insieme a una dozzina di non vedenti, tra cui i colleghi consiglieri dell'Uici Paolo Parimbelli, Stefano Caccia e Francesco Pagani -. Alcune, essendo molto astratte, rappresentavano a mio parere il personaggio dello scultore che io definirei, per quel poco che ho potuto interpretare, come uno spirito libero». Lui, l'autore, ha seguito curioso l'esplorazione, non risparmiando spiegazioni. «Ponti è un uomo vulcanico, felice di spiegare la sua poetica, il suo vissuto» dice Paolo Parimbelli che è rimasto colpito soprattutto da «una radice da cui Ponti ha ricavato la testa mostruosa di un animale immaginario: una testa molto allungata - spiega - con bocca, zanne, occhi, che dà una suggestione spaventosa». L'opera fa parte di quelle che l'autore ha portato davanti al muro ed esposto apposta per essere «viste» con nuove modalità.

COME SI FA.

Ma come prende forma un'opera d'arte, esplorata da un cieco? «La fruizione dell'immagine da parte di un vedente - spiega Parimbelli - è sintetica: con l'occhio coglie subito l'insieme dell'opera. Il non vedente, invece, esplorando con le mani ha un approccio analitico: l'esplorazione va fatta prima di tutto in modo generale, cercando di capire le dimensioni, il materiale, la forma. La seconda fase è la cosiddetta lettura iconografica nella quale si percorrono con le dita delle mani i dettagli della forma: se è un volto si riconoscono occhi, naso, bocca, capelli». C'è poi una «terza fase in cui si esplora di nuovo in modo generale, si cerca di capire il significato, il senso artistico di un'opera. I tempi sono quindi allungati». Ma c'è un plus: «Il risultato è che il non vedente - prosegue il consigliere dell'UICI - capisce e coglie molto di più l'opera, perché apprezza tutti i dettagli, mentre un vedente guarda l'insieme, ma gli sfuggono i particolari». Come il materiale, che si svela «freddo o caldo, ruvido o levigato». Insomma, una rappresentazione e sensazioni che vanno bel oltre un rapido «bello, mi piace».

STUDENTI IN CAMPO.

Nella doppia veste di assessore a Istruzione e cultura e mamma di una ragazza non vedente - la campionessa di nuoto paralimpico Greta Carrara, ora affermata copywriter a Milano - Emanuela Testa ha accolto il gruppo di non vedenti e accompagnatori, esprimendo «grande soddisfazione per questa visita. Il muro di Ponti va fatto conoscere - spiega Testa - e per questo stiamo procedendo con una convenzione scuola-lavoro con l'Istituto Romero: una classe mapperà, intervistando Remo Ponti, ogni pietra. Tutte le informazioni verranno raccolte su un pieghevole e inserite sul sito del Comune», quindi accessibili anche ai non vedenti grazie ai programmi vocali di uso abituale. Occhi, spirali, forme primordiali «escono» dalla pietra e raccontano il mondo di Ponti. O forse, chiudendo gli occhi, anche quello di ognuno di noi.

A San Marino è stato inaugurato il primo nucleo di uno spazio tattile

San Marino Fixing del 28.03.2019

SAN MARINO. È stato inaugurato al Cantone Panoramico, alla presenza degli Eccellentissimi Capitani Reggenti Mirko Tomassoni e Luca Santolini e dell'Ambasciatore d'Italia Guido Cerboni, lo spazio tattile "TACTILIA – Una storia di libertà per tutti".

Sono intervenuti il Segretario di Stato Territorio, Ambiente e Turismo Augusto Michelotti, che ha espresso la propria emozione per questa bella iniziativa che promuove il turismo sostenibile e accessibile a tutti e che spera si possa ampliare nei prossimi anni e il Segretario di Stato Istruzione e Cultura Marco Podeschi, che agli alunni della Scuola Elementare di Montegiardino presenti alla cerimonia ha raccomandato di farsi promotori della tutela del nostro Patrimonio artistico, che ci è stato tramandato dai nostri predecessori e che ognuno di noi ha il dovere di conservare e rendere accessibile a tutti.

Presenti anche il Segretario di Stato alla Sanità Franco Santi e l'Assessore al Turismo del Comune di Ravenna Giacomo Costantini, con il quale di recente la Repubblica di San Marino ha firmato l'accordo di reciprocità tra la carta PiùPerTe e la Carta Bianca di Ravenna.

Da oggi, grazie al progetto di Maria Sara Forcellini e Fabio Fabbri ed al sostegno della Commissione per la Conservazione dei Monumenti, saranno visitabili al Cantone la riproduzione tattile dell'affresco del Retrosi, che si trova nella Sala del Consiglio Grande e Generale, e la riproduzione in scala dell'antica Domus Magna Comunis, realizzata in pietra dagli scalpellini di San Marino.

L'obiettivo del progetto, che sarà ampliato nei prossimi due anni, è quello di rendere il patrimonio artistico e culturale del centro storico accessibile a residenti e visitatori con disabilità visive, uditive e motorie, ma anche di offrire ai più giovani e a tutti i visitatori uno strumento didattico e attrattivo per meglio comprendere la nostra storia e i nostri valori di libertà e democrazia.

In seguito è stata presentata a Palazzo Pubblico, grazie al prezioso sostegno dell'Associazione sportiva e culturale AttivaMente, l'opera "Cristo Rivelato – L'Arte senza barriere" realizzata dallo scultore non vedente Felice Tagliaferri, il quale da anni porta avanti il messaggio dell'arte come patrimonio universale, quindi accessibile a tutti. L'opera rimarrà esposta nell'atrio di Palazzo Pubblico fino al 10 aprile.

Per l'occasione l'Artista ha portato a San Marino una scultura in marmo con incisa in quattro lingue la Carta dei diritti delle persone con disabilità, dove i Capitani Reggenti hanno inciso le proprie iniziali sotto la guida esperta dello scultore.

L'obiettivo di Tagliaferri è quello di incontrare tutti i Capi di Stato del mondo per far firmare questo importante documento. Ogni Capo di Stato, togliendo con le proprie iniziali qualche granello di marmo, contribuirà ad alleggerire la Carta dei diritti, che avrà così un peso più sopportabile per tutti. La firma avrà il valore di una presa di coscienza simbolica da parte di tutte le Nazioni.

Informazioni: www.visitsanmarino.com

mercoledì 27 marzo 2019

Lotteria di Primavera

Torna la... “Lotteria di Primavera”! 😉

E' l'occasione per sostenere le attività riabilitative realizzate dall'I.Ri.Fo.R. a favore dei bambini che sono seguiti dal Servizio di Intervento Precoce. I biglietti saranno acquistabili presso le sedi dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS.

L'estrazione dei biglietti si terrà il 28 giugno 2019.

Grazie a chi vorrà dare il proprio contributo!

Di seguito l'elenco dei premi:

1. Buono per ritiro Auto Volkswagen Up
2. Fotocamera Reflex digitale
3. Smartphone Samsung Galaxy
4. Echo Plus Amazon con lampada intelligente
5. Cassa audio Bose
6. Estrattore di succhi
7. Tablet Samsung Galaxy
8. Tablet Samsung Galaxy
9. Mini drone
10. Navigatore Garmin
11. E-book Kindle
12. E-book Kindle
13. E-book Kindle
14. Mini-hi-fi
15. Casio tastiera musicale
16. Hard-disk esterno 
17. Macchina da caffè con cialde 
18. Apple I-pod
19. Nilox cam mini
20. Bistecchiera
21. Frullatore
22. Spazzolino elettrico
23. Phon 
24. Rasoio elettrico
25. Fontana di cioccolato
26. Macchina da caffè americano
27. Sveglia proiezione Oregon Scientific
28. Tostapane
29. Aspirabriciole 
30. Aspirabriciole 
31. Piastra per capelli
32. Bilancia pesa alimenti
33. Bilancia pesa bagagli
34. CD David Bowie “Best Of”
35. Set lucchetti
36. Set multi attrezzi
37. Macinapepe
38. Powerbank
39. Powerbank
40. Affetta ananas
41. Affetta cipolle
42. Affetta cipolle
43. Affetta julienne
44. Calcolatrice
45. Schiaccianoci
46. Auricolari 
47. Auricolari 
48. Auricolari 
49. Rotella tagliapasta
50. Tagliamela in acciaio
51. Confezione Vini
52. Confezione Vini
53. Confezione Vini
54. Confezione Vini
55. Confezione Vini
56. Confezione Vini
57. Confezione Vini
58. Confezione Vini
59. Confezione Vini
60. Confezione Vini
61. Confezione Vini
62. Confezione Vini
63. Confezione Vini
64. Confezione Vini
65. Confezione Vini
66. Confezione Vini
67. Confezione Vini
68. Confezione Vini
69. Confezione Vini
70. Confezione Vini

Braille: scoprire la differenziazione inclusiva, di Giancarlo Abba


Giornale UICI del 27-03-2019

Matera 20 febbraio 2019

Uno dei concetti fondamentali che ci dice la pedagogia, e con essa la pedagogia che si occupa e preoccupa delle persone con disabilità, è quello della Educabilità, intesa come senso profondo dell’umanità che è in ciascuno di noi.

Sembra quasi ovvio insistere, qui, sul principio della educabilità di chi non vede anche se ritengo importante ribadire quei concetti dati per consolidati ma che in realtà, per i più, non lo sono. Basta seguire un po’ la stampa generalista e quella specializzata del settore e leggere quasi quotidianamente episodi di mala scuola, di cattiva inclusione per carenze amministrative e burocratiche connesse con la politica del personale docente ma, credetemi anche a volte, per mancanza sia di sensibilità educativa che di conoscenze. E il Braille è, tra quelle, una delle conoscenze specifiche più peculiari e importanti che la scuola, sia dell’infanzia che dei gradi successivi, deve possedere quando accoglie alunni disabili visivi.

In questi ultimi anni, in occasione della Giornata Nazionale del Braille sono stato invitato più volte ad esporre, insieme ad altri colleghi, riflessioni sul Braille (chi scrive ha insegnato nella scuola media per ciechi, poi integrata per ciechi e vedenti all’Istituto di Milano, praticando direttamente con i ragazzi il Braille) e sempre tutti abbiamo evidenziato l’alto valore culturale del Braille.

Un sistema che va sempre tenuto “in focus”, proprio in questo momento storico in cui la tecnologia è uno degli elementi costitutivi della società. Infatti, se da un lato il mondo digitale ha valicato diversi confini e sicuramente ha portato soluzioni per molti problemi dall’altro, specialmente nella sfera della relazione umana e nell’insegnamento di qualcosa a qualcuno, (soprattutto nella primaria o comunque nel primo ciclo) la tecnologia ancora non offre risposte perché forte è il bisogno del bambino di legami emotivi e di motivazioni affettive. In una scuola che purtroppo, spesso, naviga sull’onda di questa moda associata ad una tecnologia pervasiva anche in campo didattico (una dimensione didattica adatta, a mio parere, a saperi freddi) il Braille corre dei rischi, sopraffatto da affermazioni tipo “con il computer il Braille è ormai superato” e altre superficialità non appartenenti certo alla cultura tiflopedagogica.

Allora, pur se per brevi tratti, cerchiamo, qui, di potenziare il valore del Braille soprattutto partendo dal rispetto per il bambino non vedente oggi, il giovane e l’adulto di domani, pensati però come cittadini ai quali è dovuta la difesa del principio del diritto allo studio a partire dal saper leggere e scrivere. Con questa particolare sottolineatura: saper leggere e scrivere AUTONOMAMENTE, senza mediatori, in modo diretto, intimo, personale. Dove il gesto del fermarsi, del procedere, del tornare indietro nella lettura o nella scrittura, non richiede comandi da digitare su una apparecchiatura ma dipendono esclusivamente dalla mano ovvero dalla volontà di chi legge o scrive.

Altra considerazione che intendo proporre è questa: il Braille è stata ed è una soluzione geniale di un problema. Il Braille non è nato dal buon cuore di qualcuno, con tutto il rispetto per gli atti di buon cuore, è nato dallo sforzo intelligente, geniale appunto, di chi non vedendo, ha sentito innanzitutto l’indomabile esigenza di accedere là dove tutte le strade sembravano precluse: la scrittura e la lettura. In che modo? In modo DIFFERENTE. Quante cose nella storia dell’umanità sono cambiate proprio perché ad un certo punto qualcuno le ha guardate o considerate in modo differente o, semplicemente si è chiesto il perché?

Possiamo definire il Braille una DIFFERENZIAZIONE INCLUSIVA? Sì, e per diverse ragioni, a partire proprio dalla sua differenza.

DIFFERENTE perché insiste sulla modalità TATTILE e non su quella visiva; DIFFERENTE perché il codice tattile non ha nulla in comune con quello grafico visivo; INCLUSIVA perché il Braille, con la sua specificità insiste in un contesto comune, di tutti: saper leggere e scrivere nella propria lingua madre e/o nelle altre lingue. In buona sostanza è come andare in un negozio in aeroporto e pagare gli acquisti con monete diverse, differenti, specifiche. Le diverse monete vengono accettate. Lo scopo rimane comune.

Già da questo semplice esempio si evincono gli elementi che collocano il Braille in una dimensione “normale” che non deve spaventare gli insegnanti vedenti che operano con bambini ciechi.

Il Braille è inevitabile. Il Braille non è una soluzione didattica per far capire, in modo più efficace al bambino non vedente, un contenuto, un concetto ecc. Il Braille è ciò che serve al bambino non vedente per la costruzione del proprio bagaglio cognitivo, così come l’alfabeto grafico-visivo lo è per chi vede.

Nell’apprendere a leggere e scrivere (il Braille) il bambino compie operazioni cognitive che lo rendono consapevole della parola, dello spazio fra le parole, dell’ortografia, della dimensione ritmata tra righe e pagina, un insieme di atti motori, di motricità fine e di affinamento senso-percettivo che, nello stesso tempo, costruiscono i concetti, la corrispondenza con la realtà. Saper scrivere una pagina reale diventa un passaggio indispensabile per “sapere scrivere una pagina virtuale”. Significa avere cognizione di quale sia la dimensione, la quantità di ciò che si deve leggere, 5 o 10 pagine non sono la stessa cosa, significa saper costruire riferimenti spaziali concreti ai quali potranno essere associate, poi, misurazioni anche temporali.

Molte delle considerazioni scientifiche sull’apprendimento ci dicono che scrivere, saper scrivere, migliora la comunicazione verbale, la memoria, la coordinazione motoria, le capacità organizzative, la capacità attentiva, il pensiero astratto. La letto-scrittura alimenta l’attività cognitiva. Leggere il Braille, scrivere in Braille, fa parte di questa attività del pensiero, della mente per chi non vede.

Ciò fa riflettere inoltre su quanto sia importante l’AGIRE individuale, con le mani, sulla parola “scritta da me e che sento sotto le mie dita”, e non essere sempre AGITI, nella condizione di semplici recettori passivi. Anche l’utilizzazione futura di tutto il mondo web non può prescindere dalla condizione di autonomia che trova però le sue radici, ineludibili, nel possedere la competenza nella letto-scrittura Braille. L’era digitale, anche per chi non vede, ha sostituito la scrittura? Direi di no.

La cultura della scrittura, del libro, ha aperto la via a pratiche e funzionamenti cognitivi e psichici che non possono essere tralasciati. Quello della cultura del libro è un paradigma che oggi, certo, deve fare i conti con la cultura del digitale (e dello schermo per chi vede) ma noi siamo tra quelli che pensano sia importante, anzi fondamentale, salvare dapprima l’acquisizione della scrittura vissuta tra le dita, sentita, costruita in modo personale, autonomo e successivamente, esercitata in modo libero e volontario, con le diverse modalità acquisite, per navigare nell’oceano del digitale.

In EDUCARE AL COMPRENDERE Howard Gardner ci ha detto che non è possibile istruire se prima non si è provveduto alla costruzione dell’identità. Ebbene cosa è il Braille per chi non vede se non uno dei mattoni costitutivi della sua identità? Un codice che permette di conoscere la propria lingua madre e di saperla riprodurre, un codice che mette in comunicazione, che NON separa. Anche chi non vede è portatore di intelligenze e tra queste intelligenze multiple, (sempre ricordando Gardner), quella linguistica, logico-matematica, musicale, solo per fare qualche esempio, sarebbero possibili senza la conoscenza e l’uso (della letto-scrittura) del Braille?

È ancora necessario ribadire la qualità inclusiva del Braille? Un codice differente sì, come lo sono tanti altri codici di cui siamo a conoscenza a seconda dei nostri interessi o ambiti professionali, ma un codice che include! Man Ray (famoso fotografo e pittore dadaista) ha scritto che non si chiede mai ad un pittore quali pennelli usa o a uno scrittore che macchina usa per scrivere, quel che conta è ciò che crea, ciò che scrive, è l’idea non la macchina.

Se pensiamo al sistema Braille abbiamo l’evidenza della verità di questa affermazione: il codice tattile ci offre l’esempio che ciò che conta è ciò che si esprime non la modalità o lo strumento con i quali ci si esprime. E quello del Braille non è uno specialismo escludente bensì esclusivo nel senso di peculiare, prezioso. Richiede una competenza che tutti abbiamo, quella tattile, una competenza però, quando manca la vista, che diventa SPECIFICA e, nello stesso tempo, IRRINUNCIABILE e IMPRESCINDIBILE, da sviluppare in termini educativi e cognitivi rispettando le fasi di sviluppo e apprendimento in relazione alle caratteristiche, all’età e alla unicità della biografia del bambino non vedente.
Lo specialismo esasperato, in ambito educativo intendo, indirizza la persona disabile su versanti non scolastici, adiacenti alla scuola e alla persona (es. ambiti terapeutici) ma NON scolastici.

La specificità caratterizza e, se (ri)conosciuta, include.

Il Braille non è qualcosa che ripara il danno, è uno strumento per la cultura di chi non vede, è per tutti perché, se ci pensiamo bene, “butta giù parecchie barriere”. È una modalità differente di scrivere e leggere che non è in mano ai terapeuti di qualsiasi natura bensì agli educatori.

Incontrare sul proprio cammino scolastico insegnanti che conoscono e sanno insegnare il Braille significa incontrare figure educative che sanno “riconoscerti come bambino che non vede, nella tua peculiarità e contribuire, così, seriamente alla costruzione e consolidamento della tua identità”. Dove riconoscere, nel senso più bello dell’insegnare, significa “stare accanto”.

Da un’altra angolazione insegnare il Braille, sempre sul piano della costruzione dell’identità, significa imparare a rispettare, attendere i tempi del bambino non vedente, dello sviluppo del suo apprendimento, per permettergli di padroneggiare il codice che, nel futuro, gli consentirà di utilizzare con sicurezza tutti gli altri diversi mezzi e sistemi utili per accedere alla conoscenza.

L’inclusione sociale ha come premessa imprescindibile l’inclusione scolastica. Se non avviene nella scuola non avverrà nemmeno, a pieno titolo, nella società.

Il grande poeta argentino Borges in una delle sue illuminanti riflessioni ha scritto “… cos’è il libro? Il libro, la scrittura, è l’estensione della memoria…”.

A chi irresponsabilmente afferma un dubbio, o peggio, un No al Braille, per una acefala adesione al mondo digitale, dimenticando che prima di qualsiasi strumento o macchina che noi possiamo utilizzare per muoverci dobbiamo innanzitutto imparare a stare sulle nostre gambe e a camminare da soli, porgo questa domanda: “è possibile togliere la scrittura a chi può avvalersene, conoscerla, gioirne e praticarla per sé o per donare idee agli altri, una scrittura personale, non mediata, solo perché non la si conosce?”.


lunedì 25 marzo 2019

Torri e regine sono mondiali ai campionati per non vedenti

La Nuova Sardegna del 24.03.2019

CAGLIARI. Si svolgeranno in aprile a Quartu i campionati del mondo per giocatori non vedenti, sia nelle categorie maschili che in quelle femminili. La competizione si svilupperà nelle sale che verranno atrrezzate all'Hotel Califfo di Quartu Sant'Elena dal 5 al 15 aprile. Sono annunciati ai tavoli circa 70 partecipanti provenienti da 23 diverse nazioni; nove gli italiani in gara (8 uomini e una donna) più un numero almeno equivalente di accompagnatori. La manifestazione è organizzata dalla International Braille Chess Association, sotto l'egida della Federscacchi Mondiale (Fide). Sono in programma 9 partite (una al giorno, dal 6 al 14 aprile, nel pomeriggio dalle ore 15) senza eliminazione. Si gioca sulle apposite scacchiere e con gli appositi orologi per giocatori ciechi.



VOCI DALL'OLIMPO - Cinisello Balsamo (MI), Giovedì 28 Marzo alle ore 21.00

Giovedì 28 Marzo, ore 21.00 
Auditorium "Il Pertini"
P.zza Confalonieri 3 - Cinisello Balsamo.

Lo spettacolo racconta di alcune dee che lottano per riavere i propri diritti.

Lo spettacolo è organizzato da L-inc insieme al progetto Domnia.

Le protagoniste saranno alcune donne del progetto L-inc e del progetto Domnia.

Puoi trovare il volantino cliccando su:

L'ingresso è libero, ma sei ha voglia di aiutare il progetto L-inc puoi fare una piccola donazione.

INTERROMPERE IL SILENZIO - Cinisello Balsamo (MI), Giovedì 28 Marzo 2019, 09:30-13:30

Seminario formativo
Associazioni e servizi incontrano la discriminazione 
delle donne con disabilità
Giovedì 28 Marzo 2019, 09:30-13:30
Villa di Breme Forno, Via Martinelli 23,
Cinisello Balsamo (MI)

Essere donna con disabilità implica una discriminazione multipla: come donna e come persona con disabilità. A questo si aggiunge un rischio maggiore di poter subire violenze e di poter essere segregata, rispetto alla donna in generale ma anche agli uomini con disabilità.

Condizioni di cui è necessario parlare, per creare conoscenza e consapevolezza, ma anche per una riflessione su come attualmente questa duplice discriminazione viene gestita all’interno delle associazioni e dei servizi (anche quelli nati a sostegno della donna) e su cosa ancora si può fare per contrastarla.

Se ne parlerà in un tavolo di discussione animato da donne provenienti da esperienze diverse.

Interverranno:

Luisa Bosisio Fazzi,  LEDHA- Lega per i diritti delle persone con disabilità

Silvia Cutrera,  AVI- Agenzia per la Vita Indipendente di Roma

Lucia Bellini,  femminista indipendente inglese e attivista per i diritti delle persone con disabilità

Monica Pozzi, progetto L-inc

Caterina Indelicato, Associazione Domnia

Il seminario è gratuito e disponibile fino ad esaurimento posti. Sono stati richiesti i crediti CROAS per gli Assistenti sociali ed è previsto il servizio di sottotitolazione. 

È consigliabile l'iscrizione.


venerdì 22 marzo 2019

I rappresentanti dell’Associazione dei Ciechi del Burkina Faso in visita alla Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita”, di Pietro Piscitelli

Giornale UICI del 22-03-2019

Il 27 febbraio scorso si è tenuto un importante incontro tra lo scrivente, Presidente della Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita”, e due rappresentanti dell’Associazione per Ciechi e Ipovedenti del Burkina Faso, rispettivamente il Presidente Christophe Oule e il Segretario Generale Ilboudo Lassané.

L’incontro ha rappresentato un’ottima occasione per scambiarsi metodi, informazioni e vissuti da parte di due realtà che, sia pur geograficamente distanti, si rivolgono primariamente allo stesso target, ovvero ai minorati della vista residenti sui rispettivi territori nazionali.

Nel corso dell’incontro sono stati trattati i seguenti temi: A) l’inclusione scolastica dei disabili visivi, B) i servizi di consulenza tiflopedagogica erogati nei confronti degli alunni e degli studenti, C) le modalità di stampa e trascrizione dei testi sia scolastici che di lettura amena. A suggello di tale incontro sono state consegnate ai rappresentanti dell’Associazione Ciechi e Ipovedenti del Burkina Faso una copia della Costituzione Italiana stampata in braille e rilegata ed una targa riportante l’alfabeto inventato dal celebre intellettuale francese.

Molti sono stati gli spunti di riflessione emersi: innanzitutto la conoscenza reciproca, che ha portato a delle considerazioni su beni e servizi da offrire nei confronti dei disabili visivi. Lo scrivente ha illustrato quelle che sono le principali attività della Biblioteca, scendendo poi nel dettaglio anche attraverso un tour guidato presso i diversi uffici, all’interno dei quali vi è stata l’occasione di presentare non solo il lavoro che viene quotidianamente svolto dalla Biblioteca ma anche i macchinari e gli strumenti utilizzati. Numerosi sono stati gli apprezzamenti espressi dagli ospiti del Burkina Faso in relazione per esempio alle stampanti braille, alle procedure attuate per arrivare a delle rilegature ottimali dei testi, fino a tutti i passaggi che portano da un foglio bianco ad una pagina braille fruibile.

Nel corso della visita è emersa una profonda differenza tra la situazione italiana e quella del Burkina Faso per quanto riguarda l’alfabetizzazione e, di conseguenza, la scolarizzazione degli alunni e studenti del Paese africano. La stessa Associazione ha infatti affermato di trovare molte difficoltà nell’assicurare una reale integrazione dei minorati della vista nel sistema scolastico, a causa di investimenti quasi inesistenti da parte delle loro istituzioni, della mancanza di collaborazione con le scuole che raramente avviano attività specifiche di supporto per gli studenti videolesi e la conseguente scarsezza di strumenti anche piuttosto tradizionali come fogli, punteruoli e tavolette.
Inoltre, essi hanno evidenziato che il sistema scolastico del Burkina Faso indirizza i maschi e le femmine verso lavori manuali: ai primi viene insegnato primariamente al prendersi cura della terra e ad essere impiegati quindi nel settore agricolo, mentre le seconde vengono indirizzate verso la lavorazione del sapone e di un prodotto tipico come il burro di karité. Incerto è anche il numero di minorati della vista presenti nel Paese, stimato comunque in circa 36.000 persone, ma al di là del difficile reperimento di statistiche ufficiali ciò che colpisce è che molte persone nascondano in questa realtà la propria disabilità, quasi come se essa rappresentasse una vergogna.

Come Biblioteca Italiana, si ritiene di dover prendere spunto da quanto riportatoci dagli amici del Burkina Faso per rafforzare ancora di più l’impegno nel fornire servizi di qualità ma anche nel ragionare in un’ottica più estesa, pensando di poter davvero rappresentare un modello nei confronti di tante altre realtà che, per diversi motivi, devono ancora implementare una produzione di beni e servizi realmente efficace nei confronti dei minorati della vista.

Siamo certi che l’Associazione dei Ciechi e degli Ipovedenti del Burkina Faso abbia tratto indicazioni utili su quelli che possono essere progetti futuri, e di aver conosciuto una realtà alla quale rivolgersi se in futuro le risorse a loro disposizione aumenteranno. In questo senso la Biblioteca si è formalmente impegnata a fornire testi in lingua francese su richiesta dell’Associazione, e al fine di supportare questa dichiarazione di intenti ha reso omaggio al Presidente e al Segretario del libro “Le Petit Prince” (“Il Piccolo Principe”), stampato all’interno della struttura di Monza.

mercoledì 20 marzo 2019

Non vedente taglia il traguardo della mezza maratona di New York grazie a tre cani speciali

La Stampa del 19.03.2019

NEW YORK. Per Thomas Panek arrivare al traguardo della Half Maraton di New York è stato un vero primato. Domenica scorsa ha fatto la storia diventando il primo corridore non vedente a completare la gara con il supporto di cani guida. A condurlo nell'impresa di 21 chilometri fra le strade della Grande Mela sono stati infatti Waffles, Westley e Gus, tre labrador retriever.

L'insolito team ha concluso la gara in poco più di 2 ore e 20 minuti. I tre cani si sono allenati per mesi con Panek, trovando ognuno il proprio ritmo e percorrendo fra i 5 e gli 8 chilometri a testa.
L'atleta è presidente della Guiding Eyes for the Blind, un'organizzazione senza scopo di lucro che fornisce cani perfettamente addestrati a persone non vedenti e ipovedenti a titolo gratuito. Panek ha perso la vista più di 25 anni fa e, nonostante la sua grande passione per la corsa, «ero troppo spaventato per tornare a farlo».

Gli ci è voluto tempo per ambientarsi alla nuova situazione. E, con l'aiuto di una guida umana, è tornato a correre. Ma «non era la stessa cosa di prima. Stai correndo la tua gara ma sei costantemente legato ad un'altra persona». Insomma, gli mancava «l'indipendenza». Così nel 2015, su suggerimento dell'ex Marine Richard Hunter, altro appassionato corridore che ha perso la vista, ha messo in piedi il «Running Guides», un programma di allenamento podistico con cani guida.

In questi anni hanno addestrato e allenato labrador e pastori tedeschi a correre per lunghe distanze e guidare contemporaneamente i non vedenti. Una formazione che i cuccioli iniziano a 18 mesi ma che solo un gruppo selezionato supera, ottenendo il titolo di Running Guide Dogs. «Le competenze di base per un cane guida e un cane da corsa sono le stesse: cercando ostacoli e si assicurano che la persona che conducono sia al sicuro». E quegli stessi cuccioli lo hanno accompagnato al traguardo della mezza maratona.

di Luisa Mosello

lunedì 18 marzo 2019

Dalla Società Velica Caorle ASD: Corso di vela per ipo e non vedenti, 3/7 giugno

Con il comunicato n. 41/2017, la Sede Centrale UICI informa che la Società Velica Caorle ASD propone, dal 3 al 7 giugno, un corso scuola vela rivolto a persone non vedenti e ipovedenti.

Il corso si terrà a Caorle, presso la base a mare della S.V.C. sulla spiaggia di Levante, accanto alla chiesa della Madonnina adiacente al centro storico.

L'orario del corso è indicativamente dalle 9 alle 13, ma potrebbe variare in funzione delle condizioni meteo o da accordi presi con gli istruttori. Tuttavia, se l'orario venisse posticipato, l'albergo fornirà il cestino pranzo.

Il corso in mare si svolgerà a bordo di un natante a deriva mobile, il Tridente 16, con supporto di un gommone per la sicurezza.

Il numero dei partecipanti sarà da quattro a otto e saranno supportati da istruttori ed aiuto istruttori della Federazione Italiana Vela (F.I.V.).

Per ulteriori informazioni, consultare il comunicato in oggetto, raggiungibile al seguente url:

Scuola. Esame di stato nel II ciclo: indicazioni per alunni con disabilità, DSA e altri BES

Disabili.com del 14-03-2019

Pubblicata l’ordinanza sugli esami conclusivi del II ciclo di istruzione: date, modalità ed indicazioni operative, anche per alunni con BES.

ROMA. Sul sito del MIUR è disponibile l’OM n. 205 relativa all’Esame di Stato conclusivo del II ciclo di Istruzione e contenente alcune novità che entrano in vigore per effetto del D. Lgs n. 62/ 17. Nelle prossime settimane proseguiranno le simulazioni delle prove per consentire a insegnanti e studenti di testare i nuovi scritti previsti da tale decreto.

Le date.

La prima prova, di italiano, è calendarizzata per il 19 giugno. Il giorno dopo si terrà la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi. Vengono individuate anche le date per le eventuali prove suppletive. Per quanto riguarda la prova orale, l’ordinanza esplicita i vari passaggi e le modalità del colloquio. Nelle prossime settimane proseguiranno le simulazioni delle prove scritte. Il 26 marzo il MIUR pubblicherà una nuova simulazione della prova di italiano, il 2 aprile è in calendario la pubblicazione di ulteriori esempi della seconda prova.

L’ordinanza fornisce anche alcune indicazioni importanti in merito agli alunni con disabilità, con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o con altri Bisogni Educativi Speciali (BES).

Esame dei candidati con disabilità.

Il consiglio di classe stabilisce la tipologia delle prove d'esame e se esse hanno valore equipollente all'interno del piano educativo individualizzato (PEI). La commissione d'esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all'assistenza prevista per l'autonomia e la comunicazione, predispone una o più prove differenziate, in linea con gli interventi educativo-didattici attuati sulla base del PEI e con le modalità di valutazione in esso previste. Tali prove, ove di valore equipollente, determinano il rilascio del titolo di studio conclusivo del secondo ciclo di istruzione. Per la predisposizione, lo svolgimento e la correzione delle prove d'esame, la commissione può avvalersi del supporto dei docenti e degli esperti che hanno seguito lo studente durante l'anno scolastico.

Per la correzione sono predisposte griglie di valutazione specifiche, in relazione alle prove differenziate. I testi delle prove scritte sono trasmessi dal Ministero anche in codice Braille, per candidati non vedenti. Per i candidati che non conoscono il codice Braille si possono richiedere ulteriori formati (audio e/o testo), oppure la Commissione può provvedere alla trascrizione su supporto informatico, autorizzando in ogni caso anche l’utilizzazione di altri ausili idonei, abitualmente in uso nel corso dell'attività scolastica ordinaria. Per i candidati ipovedenti, i testi delle prove scritte sono trasmessi in conformità alle richieste delle singole scuole in merito a tipologia, dimensione del carattere e impostazione interlinea.

La commissione può assegnare un tempo differenziato per l'effettuazione delle prove. In casi eccezionali, la commissione, tenuto conto della gravità della disabilità, della relazione del consiglio di classe e delle modalità di svolgimento delle prove durante l'anno scolastico, può deliberare lo svolgimento di prove equipollenti in un numero maggiore di giorni. Il colloquio si svolge con materiali predisposti in coerenza con il PEI. Agli studenti con disabilità, per i quali siano state predisposte prove non equipollenti, che non partecipano agli esami o che non sostengono una o più prove, viene rilasciato un attestato di credito formativo. Il riferimento all'effettuazione delle prove differenziate è indicato solo nell'attestazione e non nelle tabelle affisse all'albo dell'istituto.

Esame dei candidati con DSA.

Gli studenti con disturbo specifico di apprendimento (DSA) sono ammessi a sostenere l'esame secondo quanto previsto dal piano didattico personalizzato (PDP). La commissione d'esame, considerati gli elementi fomiti dal consiglio di classe, tiene in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive e, in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate. Sulla base della documentazione, la commissione predispone le modalità di svolgimento delle prove. Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati con DSA possono utilizzare tempi più lunghi di quelli ordinari e utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal PDP e che siano già stati impiegati per le verifiche in corso d'anno o che comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell'esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove. I candidati possono usufruire di dispositivi per l'ascolto dei testi della prova registrati in formati "mp3".

Per la piena comprensione, la commissione può individuare un proprio componente che legga i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. Nel diploma non viene fatta menzione dell'impiego degli strumenti compensativi. I candidati che hanno seguito un percorso con esonero dall'insegnamento delle lingue straniere e che sono stati valutati dal consiglio di classe con l'attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale percorso, sostengono prove differenziate, non equipollenti a quelle ordinarie, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell'attestato di credito formativo.

Il riferimento all'effettuazione delle prove differenziate è indicato solo nell'attestazione e non nelle tabelle affisse all'albo dell'istituto. Per i candidati che hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte di lingua straniera, la commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, predispone una prova orale sostitutiva e coerente con quanto previsto dal PDP. In tal caso, gli studenti che sostengono l’esame con esito positivo conseguono il diploma, su cui non viene fatta menzione della dispensa dalla prova scritta di lingua straniera.

Esame dei candidati con altri BES.

Per gli studenti con altri bisogni educativi speciali (BES), individuati dal consiglio di classe, devono essere fomite indicazioni per consentire di sostenere adeguatamente l'esame. La commissione, esaminate tali indicazioni e l’eventuale Piano Didattico Personalizzato, tiene in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive. In ogni caso, per tali studenti non è prevista alcuna misura dispensativa, mentre è possibile concedere strumenti compensativi, in analogia a quanto previsto per studenti con DSA, se sono già stati impiegati per le verifiche in corso d'anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell'esame. Gli studenti che sostengono con esito positivo l'esame di Stato a tali condizioni conseguono il diploma conclusivo.

giovedì 14 marzo 2019

Campus Internazionale sulla Comunicazione e l’Informatica per giovani ciechi e ipovedenti - ICC 2019 in Regno Unito

Con il comunicato n. 40/2019, la Sede Centrale informa che  anche quest’anno l’Unione desidera partecipare al Campus Internazionale sulla Comunicazione e l’Informatica per giovani ciechi e ipovedenti – ICC (http://www.icc-camp.info/).

L’edizione 2019 si terrà a Hereford (Regno Unito) dal 22 al 31 luglio 2019, e accoglierà numerose delegazioni provenienti da tanti Paesi europei ed extraeuropei, tra le quali il nostro gruppo di giovani italiani con disabilità visiva tra i 16 e i 20 anni con il loro coordinatore e un assistente vedente. Possibili eccezioni ai limiti di età saranno valutate caso per caso.

Per proporre la propria candidatura a partecipare al campus occorrerà inviare:

- i propri dati personali (nome e cognome, data di nascita, visus, recapito email e telefonico, indirizzo di residenza);

- un testo in lingua inglese di almeno 200 parole con una propria presentazione, hobbies, preferenze, motivazioni, ecc.

Scrivere al Coordinatore Nazionale per ICC 2019 Alessandro Bordini a info@alessandrobordini.com e in copia a Francesca Sbianchi, Coordinatrice dell’Ufficio Relazioni Internazionali a inter@uiciechi.it al più presto e comunque preferibilmente entro il 10 aprile 2019.

Il file .zip contenente il comunicato in oggetto e la scheda di presentazione del progetto è scaricabile al seguente url:

Il progetto pilota per formare sommelier non vedenti

Il Sole 24 Ore del 14-03-2019

C’è un’attenzione crescente che il mondo del food indirizza ai diversamente abili. Ora anche quello della sommellerie ha intrapreso un’iniziativa per chi è colpito da handicap visivo. È di pochi giorni fa la firma del primo protocollo d'intesa nazionale tra l'ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) e l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Il primo corso omologato.

Dopo il successo dei corsi sperimentali attivati a Verona e Brescia nel 2018, con una proposta curricolare speciale riservata a non vedenti e ipovedenti, le due associazioni hanno infatti deciso di confermare la collaborazione.

I responsabili del progetto hanno studiato dunque il primo corso per assaggiatori di vino omologato in tutta Italia dedicato ai soci UICI. Si tratta di moduli composti da 9 lezioni di 3 ore, dove docenti qualificati guideranno gli aspiranti sommelier alla scoperta del mondo del vino, supportati dal testo di studio tradizionale tradotto in braille o in formato audio. Il tutto a un costo ridotto.

“La scelta di avviare una collaborazione – dichiara il presidente UICI Mario Barbuto – nasce dal desiderio di offrire a tutti i nostri associati la possibilità di accedere a un percorso formativo degustativo su una delle eccellenze del nostro Paese, il vino. La disponibilità e la sensibilità con cui i dirigenti dell'ONAV si sono avvicinati al nostro mondo porterà alla nascita di un nuovo sbocco occupazionale con percorsi aggiuntivi specializzanti”. La collaborazione Onav-Uici prevede al momento l'attivazione di corsi speciali di avvicinamento al vino dedicati a ciechi e ipovedenti.

“Tutto è nato da un evento organizzato da ONAV in occasione di Vinitaly 2016 – ricorda la vicepresidente Pia Donata Berlucchi, che si dedica con passione al coordinamento dei progetti sociali – L'esperienza di degustazione guidata per alcuni gruppi di non vedenti arrivati da Brescia e da Verona è stata entusiasmante e da quel momento abbiamo iniziato a lavorare su un progetto comune”. Al momento è stato adeguato solo il primo livello, ma non si esclude di evolvere (con manuali in braille e docenti specializzati) anche i livelli successivi.

“Per il momento accontentiamoci di apprendere i primi rudimenti per riconoscere gli aromi e il gusto di quello che molto spesso ci servono a tavola”, dichiara Barbuto, “ma il sogno di evolvere le competenze per chi ha spesso una sensibilità più acuta dei normo-vedenti potrebbe essere a portata di mano”.

I corsi saranno attivati, sulla base del protocollo, dalle delegazioni territoriali ONAV nelle rispettive aree di riferimento, in collaborazione con l'Uici (il calendario verrà comunicato attraverso il sito ONAV).

di Giambattista Marchetto

mercoledì 13 marzo 2019

Il turismo oggi è davvero accessibile a tutti?

Solo Ecologia del 13-03-2019

I numeri del turismo accessibile al giorno d’oggi non devono tenere conto unicamente dei soggetti che soffrono di una disabilità fisica. Tale mercato, infatti, include un mondo più ampio e per certi versi più generico, quale quello dei bisogni: non tutte le persone, infatti, hanno disabilità riscontrabili ed evidenti. Si pensi, per esempio, alle donne in gravidanza, ai bambini o ai genitori con passeggini, così come agli anziani: essi ovviamente non sono disabili, eppure hanno caratteristiche o esigenze speciali che richiedono delle accortezze particolari.

Un vero turismo per tutti, poi, deve considerare anche le persone che hanno una disabilità sensoriale, come quelle non vedenti e quelle non udenti, senza dimenticare i disagi degli ipovedenti e degli ipoudenti.

Molti sono gli individui che hanno specifiche necessità alimentari, non solo dovute a problemi fisici – la celiachia è il più classico degli esempi, ma la casistica delle intolleranze e delle allergie è molto più ampia – ma anche basate su ragioni culturali e religiose

La domanda di turismo accessibile.

E, ancora, ci sono gli obesi, le persone che soffrono di autismo, i disabili cognitivi e i disabili motori: tra questi ci sono coloro che hanno difficoltà di deambulazione e i soggetti che per muoversi hanno bisogno di una sedia a motore, di una sedia a rotelle o di un girello.

La domanda potenziale di turismo accessibile in Europa, secondo i dati che vengono forniti da Eurostat, parla di più di 127 milioni di persone: di queste, circa 46 milioni soffrono di una o più forme di disabilità, mentre gli altri 81 milioni di persone sono semplicemente anziani che hanno superato i 65 anni di età.

Non è una nicchia.

Come è facile intuire da questi dati, di conseguenza, quello del turismo accessibile non può certo essere considerato un settore di nicchia, in quanto solo nel Vecchio Continente coinvolge il 17% della popolazione.

Il continuo invecchiamento della popolazione stessa, peraltro, è un fattore che non può essere trascurato, ed è anche per questo motivo che le destinazioni turistiche si dovrebbero impegnare per promuovere, implementare e migliorare il proprio livello di accessibilità.

Un invecchiamento costante che non è correlato solo all’incremento dell’aspettativa di vita, ma anche alla riduzione delle nascite. Si calcola, sulla base delle stime che sono state messe a disposizione dall’Oms, che entro il 2040 oltre il 28% della popolazione in Europa Occidentale avrà più di 65 anni, mentre nel nostro Paese questa percentuale sarà ancora più elevata, arrivando a sfiorare il 33%, per un’età media di ben 52 anni.

Le persone coinvolte.

Quando si parla di turismo accessibile, d’altro canto, è bene tenere in considerazione che quasi sempre gli individui che hanno una o più disabilità necessitano di un accompagnatore che consenta loro di muoversi. La quantità di persone coinvolte, dunque, aumenta in misura radicale.

Per ogni disabile che disponga delle possibilità fisiche ed economiche per viaggiare devono essere calcolati due accompagnatori, che in molti casi sono parenti e amici.

Se la spesa media per vacanza di una persona è pari a 620 euro, un rapido calcolo permette di intuire come il turismo accessibile sia in grado di generare un reddito potenziale pari a 166 miliardi di euro, frutto del coinvolgimento di 268 milioni di persone fruitrici di servizi di questo settore.

Cosa rende accessibile il turismo.

Non rimane, a questo punto, che identificare con precisione il turismo accessibile, definito come l’insieme di strutture e servizi che consentono la fruizione del tempo libero e delle vacanze a chi ha bisogni speciali, nelle migliori condizioni di comfort, di sicurezza e di autonomia, sulla base del principio di uguaglianza e – soprattutto – con dignità.

di Daniele Grattieri

martedì 12 marzo 2019

Iniziativa di cooperazione internazionale – raccolta materiali tiflodidattici e per l’autonomia

Con il comunicato n. 37/2019, la Sede Centrale informa che l’UICI ha lanciato una raccolta di materiali tiflodidattici e per l’autonomia quotidiana a favore di due associazioni di ciechi dell’estero con cui la nostra Unione ha un legame particolare: la prima è l’Unione dei Ciechi d’Albania, con cui l’Unione da molti anni ha iniziato un percorso di accompagnamento, e la seconda è l’Unione Nazionale delle Associazioni per la Promozione dei Ciechi e degli Ipovedenti in Burkina Faso, con cui l’Unione ha di recente firmato un accordo di gemellaggio che stimola l’Unione ad intervenire in questo paese africano con interventi diversificati, tra cui la presente raccolta materiali da destinare al centro per bambini non vedenti di Tenkodogo.

Per ulteriori informazioni, si rinvia al comunicato in oggetto, raggiungibile all’url di seguito riportato. All’interno della pagina troverete anche il link per il download del comunicato e del documento allegato, nel quale vengono specificati gli strumentidi cui i 2 enti necessitano.