mercoledì 1 agosto 2018

Una mappa tattile mostrerà ai ciechi Sant'Ignazio


Gorizia. Inaugurata la mappa tattile della chiesa di Piazza Vittoria.

Il Piccolo di Trieste del 31-07-2018

Con postazione dedicata alla chiesa di piazza Vittoria si amplia il progetto #goriziaconTatto rivolto ai non vedenti e agli ipovedenti.
GORIZIA. Le splendide e antiche architetture della Chiesa di Sant'Ignazio da oggi sono a disposizione anche di chi non può coglierne la bellezza, quantomeno a livello visivo. È stata inaugurata la Mappa tattile della chiesa di piazza Vittoria. Si tratta di una postazione da toccare, come una mappa in rilievo, con alfabeto Braille destinata a non vedenti e ipovedenti. L'iniziativa nel suo complesso è stata realizzata nell'ambito del progetto #GoriziaconTatto, ideato dalla sezione di Italia Nostra, con la collaborazione dell'Uici e della facoltà di Ingegneria e Architettura dell'Università di Trieste e il contributo della Fondazione Carigo. I progetti della mappa e del sostegno sono a cura di Veronica Riavis. Hanno collaborato anche il Comune, l'Istituto regionale Rittmeyer per i Ciechi di Trieste, il Museo Tattile Omero di Ancona, l'Istituto dei Ciechi Cavazza di Bologna, le Università di Trieste e Udine, l'Erpac, i Musei provinciali, l'Isis Galilei di Gorizia e altri. Sinergie e un programma che coinvolge - al momento - cinque siti storici e museali, ognuno con un intervento indirizzato all'utenza cieca e ipovedente. Il primo degli interventi ha messo al centro Palazzo Coronini Cronberg con la riproduzione, per mezzo di stampanti 3D, di due "Teste di carattere" dello scultore Messerschmidt. Ulteriori interventi sono stati realizzati in castello, con una mappa tattile arricchita da una tabella esplicativa in Braille. Coinvolta anche la Sinagoga, con il restauro di un modello in legno della stessa e delle dispense esplicative, mentre a Palazzo Attems Petzenstein, sede della pinacoteca, è stata realizzata la riproduzione della parte centrale della facciata. Tempo fa l'associazione aveva espresso il desiderio di ampliare ancora il progetto coinvolgendo il Duomo, l'interno della pinacoteca di Palazzo Attems e il Giardino Viatori. (E.M.)

A spasso con Iubilantes lungo quei percorsi accessibili a chiunque

La Provincia di Como del 31-07-2018

COMO. Si chiama Camminacittà ed è un portale bilingue, unico in Italia, che dal 2009, racchiude mobilità dolce, turismo sostenibile e accessibilità. È frutto di un lavoro di squadra, iniziato grazie ad un "cammino", tra associazione Iubilantes, Uici di Como (Unione italiana ciechi ed ipovedenti), Politecnico e con una vasta rete di collaborazioni e partner (enti pubblici e privati, varie realtà e con la collaborazione di un progetto Interreg). Il sito presenta e fa riscoprire percorsi pedonali urbani, per ora, in otto località. In tutti i dettagli, anche in inglese: descrizione, mappe, tempi, punti di interesse, intersezioni con percorsi, collegamenti ai mezzi pubblici e parcheggi. E dà indicazioni oggettive sulle barriere architettoniche, così ciascuna persona può farsi una sua opinione sulla reale accessibilità. Non si tratta di percorsi certificati o misurati nella loro accessibilità. Il portale presenta, invece, itinerari "lenti" - è riscoprire il mondo come il pellegrino antico - di alta valenza culturale e vengono forniti dati utili, in modo che ogni potenziale utente, possa valutarne l'accessibilità effettiva, cioè il grado di fruibilità da parte di persone con esigenze specifiche. I soci di Iubilantes hanno messo a disposizione la lunga esperienza nei cammini. «Il progetto è iniziato quando Mario Mazzoleni era presidente di Uici, avevamo fatto anche dei viaggi ed iniziato a pensare al tema di come leggere le città - dice Ambra Garancini, presidente di Iubilantes - Con alcune persone di Uici avevamo fatto un'esperienza straordinaria: la mostra "Monumenti da toccare". Poi ci siamo detti "Perché non studiamo le città e facciamo dei percorsi?"». Qui la "scintilla". Poi, come detto, si amplia la rete di collaborazioni. Nell'équipe, tra gli altri, i presidenti di Uici che si sono succeduti. Il sito web è stato certificato come accessibile da soci Uici, che peraltro hanno testato in concreto gli itinerari. «Dal punto di vista umano abbiamo condiviso tanto e anche l'esperienza di costruire insieme i percorsi. - spiega Garancini - È fondamentale, inoltre, il fatto di avere l'esperienza di persone non vedenti ed ipovedenti, che ci ha fatto conoscere molto meglio quello che ci sta attorno, in tanti aspetti». Occorre precisare che nel progetto si tratta di «accessibilità universale», per tutti. Non solo per persone non vedenti ed ipovedenti, che collaborano al progetto. «Il concetto di base è una città per tutti. Un approccio alla città il più inclusivo possibile - conclude - La città, il bello, devono essere per tutti». Significa pensare a qualsiasi potenziale utente dei percorsi, cittadini o turisti. (M.Aia.)


Liv Aakvik dal palco all'audiolibro: "La mia voce per i disabili"

Avvenire del 31-07-2018

OSLO. Così come l'inverno è stato lungo e molto freddo, con il termometro sceso anche a meno trenta, e lunghe notti gelate, l'estate a Oslo è calda come mai lo è stata negli ultimi trent'anni. Incontro Liv Aakvik all'1B di Observatoriegaten, dove si trova il Norsk lyd - Og Blindeskriftbibliotek, la Biblioteca norvegese audio e braille per i ciechi. Mentre fuori il sole del nord acceca e rischiara ogni cosa, lei se ne sta dentro un minuscolo studio buio e refrigerato a registrare.
È un'attrice dello storico Tramteater, il gruppo più importante di teatro politico norvegese, e in passato ha collaborato anche con Dario Fo e Franca Rame. Entrati nello spazioso edificio, mentre saliamo al secondo piano, mi spiega che ci troviamo in una biblioteca pubblica dove si producono audio-libri, o si traducono quelli cartacei in braille, e non è riservata solo ai non vedenti, ma a tutte le persone che hanno difficoltà a leggere un testo scritto, come per esempio i dislessici.
«Ci sono malattie come la sclerosi multipla - dice mesta - che non ti permettono più di girare le pagine di un romanzo». I libri sono letti anche in inglese, in somalo e persino in urdu, per i pakistani che vivono a Oslo, e da tutta la Norvegia cinquantamila persone ogni anno scaricano sui propri pc libri di tutta la letteratura mondiale, compresa quella italiana, di cui sono state registrate 130 opere, tra le quali quelle di Machiavelli, Dante, Moravia, Pasolini, Pirandello e Primo Levi. Lei viene qua dal 1988, ne ha letti moltissimi in questi anni, per giorni, in completa solitudine dentro la sala di registrazione, a raccontare capitolo per capitolo e a calibrare la voce. In questo periodo sta registrando l'autobiografia del politico socialdemocratico Jen Evensen. «Prima di iniziarlo pensavo che fosse un libro noiosissimo - racconta divertita -, invece l'ho trovato interessante. Lui, ha giocato un ruolo fondamentale nella Norvegia moderna, soprattutto nel periodo del boom del petrolio, quando ha capito che le multinazionali dovevano sfruttare i giacimenti senza che lo stato perdesse la sovranità».
Adesso sta leggendo un «giallo criminale», così lo definisce, di Eva Joly, una norvegese eletta al Parlamento europeo in Francia, che ha combattuto per tutta la vita la corruzione ad ogni livello. «Ogni libro ha la sua voce - dice Liv, con umiltà -, cerco di trovare quella del libro, ma è sempre la mia voce. Faccio prima delle letture per cercare il tono, la chiave interpretativa». Ma a volte mentre registra, pensa alle persone che la ascolteranno, «devono sentire il libro, entrare nel libro, e non pensare a me che leggo, e questo è difficile, perché la mia deve essere una interpretazione naturale ». Dice che alcuni suoi colleghi si commuovono mentre leggono, ha visto anche persone piangere, mentre lei mantiene sempre una distanza professionale. Ha letto libri inglesi, svedesi, francesi tradotti, ma sono storie leggere, rassicuranti, non la grande letteratura, e anche se sono gialli, non si tratta mai di cose molto tragiche. Mentre conversiamo, sbuca dal corridoio un uomo alto e capelluto, il viso molto espressivo, Anders Ribù. «Lui legge la grande letteratura - dice Liv invitandolo -, è uno dei più bravi lettori di audiolibri norvegesi». Il tipo si ferma, mi spiega che adesso sta leggendo la scrittrice tedesca Lesa Fenny Erpenberg, ma con la sua voce ha dato vita anche all'Inferno di Dante Alighieri, Dostoevskij, Tolstoj, molta letteratura russa.
L'idea che Liv leggesse ad alta voce a una platea di ciechi però mi piaceva, e anche quella che ogni uomo è un libro, come succede nel toccante finale di Fahrenheit 451, il film di Truffaut tratto dal romanzo di Bardbury, dove i sopravvissuti a un disastro nucleare si ritrovano sulle rive di un fiume ed ognuno è la memoria di un'opera della letteratura mondiale che conosce e racconta ad alta voce a memoria senza possederne copia per non trasgredire la legge.
di Angelo Ferracuti