martedì 18 giugno 2019

COMUNICATO STAMPA - REGIONE LOMBARDIA AGGIORNA LE LINEE GUIDA RELATIVE AI SERVIZI DI SUPPORTO ALL’INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ SENSORIALE

Proseguendo lungo il percorso avviato il 30 giugno 2017 con l’approvazione delle linee guida relative ai servizi di supporto all’inclusione scolastica rivolti agli alunni con disabilità sensoriale per ogni grado di istruzione e la contestuale riacquisizione delle competenze in materia (Delibera della Giunta Regionale X/6832), lo scorso 27 maggio, con la Delibera della Giunta Regionale XI/1682, Regione Lombardia ha aggiornato le medesime linee guida al fine di renderle maggiormente rispondenti alle reali esigenze degli alunni.

Mantenendo invariato il loro impianto originario, elaborato a suo tempo allo scopo di rendere i servizi uniformi su tutto il territorio regionale prevedendo precisi standard da rispettare da parte degli enti erogatori, con la Delibera adottata lo scorso 27 maggio Regione Lombardia ha introdotto alcuni miglioramenti che si ritiene vadano nella direzione da sempre auspicata dall’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) Lombardia, ovvero la predisposizione di una serie di servizi che tengano come punto di riferimento imprescindibile l’alunno con disabilità sensoriale inteso come persona con proprie inclinazioni, proprie aspirazioni e ovviamente anche con le proprie limitazioni e non come una mera voce di bilancio per la quale procedere ad una pianificazione puramente tecnica di risorse.

Ecco di seguito un quadro sintetico delle novità introdotte.

ALUNNI CON PLURIDISABILITÀ Viene meglio precisato il concetto di pluridisabilità, da intendersi come «doppia disabilità sensoriale o copresenza di una disabilità sensoriale con altra tipologia di disabilità».
Si pone così rimedio alle criticità createsi in precedenza a seguito di una errata interpretazione da parte di alcune ATS (Agenzie di Tutela della Salute), che consideravano con pluridisabilità solo gli alunni sordociechi, escludendo tutti i casi in cui l’alunno con disabilità sensoriale presenti minorazioni aggiuntive di natura fisico-motoria o intellettiva-relazionale.

ASSISTENZA A DOMICILIO Viene meglio precisato il concetto di attività svolta presso il domicilio dell’alunno, da intendersi come «l’attività svolta al domicilio finalizzata ad accompagnare l’alunno/studente nelle attività di apprendimento scolastico didattiche, - e stabilendo che - pertanto non sono ammissibili altre e diverse attività. In tal senso, contesti diversi dall’abitazione della famiglia sono da circoscrivere a particolari situazioni che rendono inopportuno il domicilio per svolgere le attività didattiche, che devono essere comunque realizzate in contesti adeguati (es. biblioteca o luoghi similari)».

MAGGIORE ATTENZIONE PER GLI STUDENTI FREQUENTANTI L’ULTIMO ANNO DEL PERCORSO FORMATIVO Agli studenti che, al termine dell’anno scolastico, sostengono l’esame di Stato dei percorsi di istruzione o l’esame di qualifica o diploma dei percorsi ordinamentali di istruzione e formazione professionale, può essere riconosciuto un monte ore aggiuntivo per un massimo rispettivamente di 15 ore nel caso dell’assistente alla comunicazione e di 4 ore nel caso del tiflologo/tifloinformatico (fermo restando il rispetto del tetto massimo previsto dal piano individuale).

INCREMENTO DEL MASSIMALE PER I PIANI INDIVIDUALI Il massimale previsto per il piano individuale standard passa da 5800,00 a 6300,00 euro.

ENTI EROGATORI Il contributo riconosciuto all’ente erogatore per garantire le necessarie azioni relative all’attuazione del piano individuale (incontri con la scuola, con gli specialisti, con la famiglia, predisposizione di specifico materiale), anche attraverso l’individuazione di una figura professionale responsabile del piano stesso, passa da 150,00 a 200,00 euro per ciascun piano (erogabile una sola volta).

La Delibera assunta lo scorso 27 maggio, infine, prevede l’ampliamento dei servizi anche a favore dei bimbi frequentanti gli asili nido e a tal fine si procederà alla sperimentazione di un modello di offerta adeguato alla fascia di età tra 0 e 36 mesi, che garantisca interventi precoci e adeguate stimolazioni sensoriali, così da facilitare l’inserimento dei bambini nei successivi percorsi educativi e formativi.

“La Delibera recentemente adottata da Regione Lombardia – dichiara il Presidente Regionale UICI Nicola Stilla – arriva dopo quasi 2 anni dalla prima approvazione delle linee guida in materia di servizi di supporto all’inclusione scolastica. Già nel 2017 eravamo perfettamente consapevoli che le linee guida, pur rappresentando un grande risultato, erano solo l’inizio di un lungo e complesso percorso. In questi 2 anni – prosegue Stilla – l’UICI della Lombardia ha prodotto il massimo sforzo nell’instaurare e mantenere vivo un confronto aperto e costruttivo con Regione Lombardia e credo che la Delibera del 27 maggio ne sia il risultato tangibile. Rivolgo un sentito ringraziamento all’Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Abitative e Disabilità Stefano Bolognini per la disponibilità all’ascolto e al dialogo dimostrata nei numerosi incontri svoltisi. L’istruzione e la formazione, non ci stancheremo mai di ribadirlo, sono il primo passo verso una concreta inclusione sociale e l’ampliamento dei servizi anche a favore dei bimbi frequentanti gli asili nido costituisce un ulteriore punto di forza delle linee guida. Auspico pertanto che si proceda con celerità alla definizione delle modalità applicative delle linee guida, così da poter assicurare ai nostri alunni e alle loro famiglie un inizio anno scolastico più sereno, riducendo al minimo i ritardi nell’erogazione dei servizi che troppo spesso rendono questo momento colmo di incertezze e di interrogativi”.

Mostra "LOVE IS BLIND / BLIND FOR LOVE" - Venezia

"LOVE IS BLIND / BLIND FOR LOVE"
Fino al 29 settembre 2019
PALAZZO TIEPOLO PASSI - VENEZIA

La mostra, che Caroline Lépinay presenta a Venezia in occasione della Cinquantottesima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale negli spazi di uno storico palazzo veneziano sul Canal Grande, propone una serie di creazioni tattili allestite in forma di "opera": ognuna di esse fa parte della storia ed è associata a una musica. "Love is Blind / Blind for Love" si compone di nove momenti ispirati al mito di Amore e Psiche raccontato da Apuleio nelle Metamorfosi e a grandi maestri nel campo della musica, della letteratura, del cinema e dell'arte.

L'artista intende farci scoprire un nuovo modo di vedere per sensibilizzare le persone sulla necessità di imparare a guardare non solo con la vista, ma anche con gli altri sensi per aprirsi agli altri e superare le barriere delle differenze. La mostra infatti vuole mettere in risalto le diversità tra la percezione esteriore, quella della vista fisica, e la percezione interiore resa possibile dagli altri sensi, tatto, udito, olfatto, invitando i visitatori a scoprire cosa si vede veramente con "gli occhi del corpo".

"Nell'arte come nell'amore è tutta questione di vibrazione"

Le modifiche al Decreto sull'inclusione scolastica: altre riflessioni

Superando.it del 18.06.2019

Il dibattito in relazione alle modifiche del Decreto sull’inclusione scolastica, avviato da «Superando.it», è interessante ed evidenzia aspetti positivi e negativi da diversi punti di vista.

Indubbiamente ci sono passaggi condivisibili, come il tentativo di coinvolgere le famiglie, gli studenti con disabilità. Allo stesso tempo, però, si aprono contraddizioni e passaggi critici, come è stato evidenziato da diversi interventi apparsi su queste stesse pagine, ma soprattutto da quello di Flavio Fogarolo e Giancarlo Onger perché, assieme alle riflessioni come quelle riguardanti l’istruzione domiciliare, ha evidenziato l’assenza dei princìpi inclusivi.
L’inclusione.

L’articolo 1 del nuovo schema di Decreto, su Principi e finalità inclusive viene contraddetto dall’articolo 2, asserendo che l’intervento è rivolto esclusivamente a chi è certificato come persona con disabilità.

Questa categorizzazione crea una differenza in negativo, cioè, un gruppo altro. Ne consegue che il principio dell’includere assume la forma di un’azione esterna (certificazione) con categorie fissate che neutralizzano il senso inclusivo.

In questa dimensione si producono differenze sulla diversità in negativo, inglobando tutti in uno spazio anonimo e collettivo dove l’individualità viene annullata.

«Si è riconosciuti come soggetto non a causa di ciò che si è o di quello che si ha positivamente, ma in ragione di, o in seguito a, ciò di cui si è privati o separati, esclusi, rifiutati» (Pierre Macherey, Il soggetto delle norme, Ombre Corte, 2017, p. 210).

L’inclusione non richiede le categorie del deficit come proprietà interna alla persona, bensì l’idea che le differenze hanno una loro visione del mondo, modalità e strategie originali e differenti per viverci.

In sintesi, non viene posto il tema delle differenze imbrigliate nella classica interpretazione e rappresentazione di “distanza dalla norma o di identità”, ma come condizione essenziale per dare un significato alle relazioni.

Inoltre, il superamento della locuzione “disabilità certificata” è stata una scelta corretta, ma con le parole «accertata la condizione di disabilità al fine dell’inclusione scolastica» ha aggiunto due problemi: il primo conferma sia la categorizzazione che la certificazione sopra spiegate e il secondo mette in discussione il concetto dell’inclusione per tutti. Ne deriva che le alunne, gli alunni, studentesse e studenti con disabilità non sono inclusi in “tutti”, ma sono solo una partizione del “tutti”, fra deficitario e non deficitario.

Tale prospettiva, che ondeggia fra inserimento e integrazione, suppone, quindi, che per la maggior parte esista una categoria di alunne, alunni, studentesse e studenti già inclusa in quanto non deficitaria. Ma l’inclusione non è questa: essa è per tutti: “Eccellenze”, “Bisogni Educativi Speciali”, l’abbandono scolastico, la “normalità”, la “fatica di apprendere, l’eccellenza… tutti”!

Un ultimo sguardo agli strumenti: PEI (Piano Educativo Individualizzato), Piano per l’Inclusione, Progetto Individuale, la collaborazione tra più soggetti (che riprende il Piano di Zona previsto dalla Legge 328/00), perché mancano indicazioni chiare su come essi possano effettivamente fare emergere le barriere al processo inclusivo. Infatti, il Profilo di Funzionamento come punto di partenza per l’elaborazione del PEI deve contenere indicazioni per poter identificare e rimuovere le barriere alla partecipazione.

Cosa manca

Come è possibile decretare norme per la promozione dell’inclusione scolastica se si mantiene il silenzio sulle scuole speciali e sulle classi potenziate la cui presenza è stata evidenziata da Giovanni Merlo nel testo L’attrazione speciale.

Minori con disabilità: integrazione scolastica, scuole speciali, presa in carico, welfare locale (Maggioli, 2015), con attenzione alle famiglie?

Il Decreto sottolinea spesso la centralità della famiglia e dell’impatto problematico della disabilità, ma la condizione di solitudine delle alunne, alunni, studentesse e studenti rispetto al sociale, la percezione dell’abbandono, l’autoreferenzialità dell’istituzione scolastica sin dalla prima infanzia, e la sua difficoltà nella gestione degli alunni con disabilità più o meno complesse, l’assenza di reti sociali costringono le famiglie alla ricerca di una tutela attraverso strutture dedicate. Questo elenco, non esaustivo, ci permette di comprendere le cause della sopravvivenza delle strutture non integrative e non inclusive.

Questo silenzio incontra anche l’articolo 4 dello schema di Decreto (Valutazione della qualità dell’inclusione scolastica), strumento utile per coinvolgere le famiglie, la scuola, il territorio, le alunne, alunni, studentesse e studenti. Invece lo troviamo inerte, delegato all’INVALSI [Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, N.d.R.], debole e generico nei criteri.

Come, allora, si possono individuare e superare gli ostacoli alla partecipazione di tutti nell’apprendimento e nelle relazioni sociali scolastiche ed extrascolastiche? Quali criteri si indicano? Quali pratiche si possono applicare, a partire dalla scuola d’infanzia? Interrogativi centrali, questi, perché la scelta dei criteri e degli indicatori e delle pratiche non è un’operazione neutra, ma ispirata da visioni dell’educazione, del percorso formativo e delle differenze: ed è su questo terreno che si possono mettere a confronto le diverse prospettive e le diverse modalità di analisi, riconducendole alle matrici teoriche che ne ispirano l’utilizzo.

Un’altra assenza la ritroviamo nell’articolo 5/b, che fa riferimento al «profilo di funzionamento secondo i criteri del modello bio-psico-sociale»“(ICF [la Classificazione internazionale del Funzionamento, Salute e Disabilità, elaborata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, N.d.R.]), uno strumento, questo, la cui osservazione deve fare riferimento al sociale.

Ma dove troviamo il rapporto tra scuola e il sociale del territorio in termini concreti? Ci sono riferimenti di tipo burocratico, deleghe e relazione fra servizi e scuola (naturalmente utili), ma più in una prospettiva assistenziale, senza criteri che portano ad un progetto sociale attraverso il quale si costruiscono e potenziano relazioni amicali e di collaborazione nei contesti scolastici ed extrascolastici.

Alcuni penseranno che stiamo parlando di extra-scuola e che usciamo dal tema, ma se si parla di inclusione, non dobbiamo ragionare nell’approccio individuale, bensì nel sistemico, nei legami, nelle reti e nella responsabilità.

Spunti sull’accomodamento ragionevole

Il concetto di “accomodamento ragionevole” è richiamato dal nuovo testo, ma è utilizzato in modo fuorviante: il richiamo operato sembra infatti il frutto più di un’esigenza di “allineamento linguistico” che di una reale comprensione di cosa sia e come funzioni lo strumento citato.

Si tenga presente che l’accomodamento ragionevole è definito all’interno della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità così come segue: «Accomodamento [o soluzione] ragionevole indica le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e libertà fondamentali» (articolo 2, Definizioni).

In breve, l’accomodamento ragionevole ha una serie di caratteristiche: primo, si tratta di una soluzione estremamente individualizzata; secondo, l’accomodamento viene individuato instaurando un dialogo fra il soggetto tenuto a predisporre la modifica e la persona con disabilità interessata.

Non si tratta, perciò, di una soluzione standard valida per un insieme indeterminato e ampio di individui. Inoltre, perché possa instaurarsi un dialogo efficace, è necessario che vi sia un luogo istituzionale o meglio uno spazio entro cui attivare il confronto tra i soggetti coinvolti. Da un punto di vista strettamente giuridico, è necessario individuare una procedura attraverso cui, per poter essere ottenuto, l’accomodamento ragionevole venga richiesto.

Ancor prima di ciò, è fondamentale individuare quale sia il soggetto tenuto alla predisposizione dell’adattamento. L’accomodamento deve inoltre avere il carattere della necessità che è distinto da quello dell’appropriatezza: necessario è ciò che rende possibile l’esercizio del diritto o della libertà altrimenti preclusi; appropriato significa invece parametrato sulle esigenze specifiche della persona considerata. Dunque, la valutazione dev’essere compiuta rispetto ai bisogni da soddisfare, non in base al maggiore o minore impatto sulle risorse.

Nell’esperienza nazionale, l’“accomodamento ragionevole” è stato più volte richiamato in giurisprudenza, per esempio al fine di giustificare l’attribuzione di un certo numero di ore di sostegno a un alunno con disabilità per garantirgli in concreto il diritto allo studio (Tribunale di Milano, 10 gennaio 2011 e 19 marzo 2011; Tribunale della Spezia, 28 marzo 2011; Tribunale di Messina, 29 dicembre 2011). In sostanza, si è utilizzata una nuova definizione per qualcosa che era già previsto dalla legislazione italiana (nell’esempio concreto, un numero adeguato di ore di sostegno).

In questo modo è mancato completamente il dialogo preventivo, che la Convenzione ONU implicitamente richiede, teso ad individuare la migliore soluzione al caso concreto.

Punti problematici dell’accomodamento ragionevole sono:

1. nei testi normativi non è presente alcuna articolazione espressa di ciò che debba essere considerato accomodamento ragionevole;

2. per sua natura, l’accomodamento ragionevole non è esteso a tutte le persone con disabilità, trattandosi di un rimedio singolare e personalizzato;

Ma, soprattutto:

3. non è un istituto ben compreso da soggetti tenuti a porre in essere gli adattamenti, né dalle persone con disabilità potenzialmente interessate alla creazione di meccanismi di adeguamento ad esigenze specifiche, né dagli operatori legali che dovrebbero o potrebbero sfruttarne appieno le potenzialità. La mancanza di conoscenza è tale che, nell’uso dei giudici italiani, l’accomodamento ragionevole è anche diventato una “categoria logica” dell’argomentare giuridico e non – come invece è – una concreta modifica di un servizio (nel caso della scuola).

Si legga, ad esempio, quanto di seguito riportato: «la Corte [Costituzionale] ha […] chiarito che il sistema normativo (a seguito dell’introduzione della l. n. 67/2006) è caratterizzato dalla concreta valutazione di tutti gli interessi, sia di quelli dei portatori di handicap, che di soggetti terzi, e che il bilanciamento tra tali contrapposti interessi, tutti di pari rango, deve essere realizzato in sede contenziosa dall’autorità giurisdizionale mediante un “ragionevole accomodamento” che non imponga un onere sproporzionato ed eccessivo» (Tribunale di Reggio Emilia, Ordinanza del 7 ottobre 2011).

Ebbene, questa decisione rivela come il Giudice abbia (mal) compreso l’istituto, leggendolo attraverso i canoni della tradizionale ragionevolezza di stampo costituzionale, interpretando il nuovo strumento a disposizione come un richiamo al bilanciamento di interessi contrapposti. Ciò che l’accomodamento ragionevole cui si riferisce la Convenzione delle Nazioni Unite del 2006 non è.

Infatti, con il termine accomodamento – adjustment in lingua inglese – si indicano vere e proprie modifiche o, comunque, adattamenti di beni (quindi oggetti fisici) o servizi (potrebbe trattarsi di procedure che rendono accessibile ad un determinato soggetto qualcosa che altrimenti sarebbe a questi precluso); perciò, non si tratta di ponderare interessi, ma di modificare l’ambiente (materiale o immateriale, quindi istituzionale), che allo stato considerato porta all’esclusione del soggetto con disabilità.

In breve, l’accomodamento ragionevole non è la soluzione per l’inclusione dei disabili come gruppo omogeneo, che invece è garantita dalla progettazione universale e dal rispetto del principio del mainstreaming [inserimento dei provvedimenti riguardanti la disabilità all’interno di tutti i provvedimenti più generali, N.d.R.]. Il reasonable adjustment è la soluzione – a ben guardare più di fatto che di diritto –, che consente di garantire l’inclusione ad una specifica persona con disabilità in una situazione determinata.

Angelo D. Marra, Roberto Medeghini, Simona D’Alessio, Valentina Migliorini, Fabio Bocci, Giuseppe Vadalà ed Enrico Valtellina, componenti del Laboratorio di Ricerca Disability Studies (GRIDS) e Inclusione Scolastica e Sociale, Dipartimento di Scienze della Formazione, Università Roma 3.

La direttiva europea sull’accessibilità di prodotti e servizi: punti di forza e punti di debolezza

Disabili.com del 18.06.2019

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, lo scorso 7 giugno, la Direttiva (UE) 2019/882 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 (https://www.disabili.com/images/pdf/Direttiva-UE.pdf). La Direttiva, che entrerà in vigore a tutti gli effetti il prossimo 27 giugno 2019, introduce definitivamente lo European Accessibility Act - “Atto Europeo sull’Accessibilità” che mira a migliorare il funzionamento del mercato interno per prodotti e servizi accessibili eliminando gli ostacoli creati dalla legislazione divergente e contenente i requisiti di accessibilità di detti prodotti e dei servizi.

La legge europea sull'accessibilità riguarda i prodotti e i servizi elencati di seguito che sono stati identificati come quelli che presentano il rischio più elevato di avere requisiti molto di accessibilità diversi tra i diversi paesi dell'UE:
• computer e sistemi operativi;
• bancomat, biglietterie e macchine per il check-in;
• smartphone;
• apparecchiature televisive relative ai servizi di televisione digitale;
• servizi di telefonia e relative apparecchiature;
• servizi di media audiovisivi come la trasmissione televisiva e le relative apparecchiature di consumo;
• servizi relativi al trasporto aereo, di autobus, ferroviari e passeggeri per via d'acqua;
• servizi bancari;
• e-book;
• e-commerce.

Secondo le intenzioni dell’UE, l’Atto dovrebbe far sì che le aziende traggano beneficio da norme comuni sull'accessibilità nell'UE che portano alla riduzione dei costi, un commercio transfrontaliero più fluido e maggiori opportunità di mercato per i loro prodotti e servizi accessibili. Sempre nell’intenzione del legislatore, le persone con disabilità e gli anziani beneficeranno di prodotti e servizi più accessibili sul mercato, prezzi più competitivi per questi prodotti, minori ostacoli nell'accesso all'istruzione e al mercato del lavoro aperto, più posti di lavoro disponibili in cui è necessaria la competenza in materia di accessibilità.
A partire da questo, il FID-Forum Italiano sulla Disabilità ha prodotto una sintesi in italiano dei principali punti di forza e delle più evidenti criticità della norma, a partire dall’analisi fatta dall’EDF-European Disability Forum, disponibile in versione integrale solo in inglese.

PUNTI DI FORZA
• I requisiti di accessibilità per i prodotti e i servizi inclusi nella Direttiva sono obbligatori per gli appalti pubblici.
• Per prodotti e servizi non inclusi nell’Atto, la Direttiva fornisce un elenco di requisiti di accessibilità che possono aiutare a dimostrare la conformità alle disposizioni sull’accessibilità stabilite nella legislazione dell’Unione Europea attuale e futura (ad esempio i regolamenti sui Fondi dell’Unione Europea).
• Gli operatori economici sono obbligati a mettere in atto misure correttive immediate, o a ritirare il prodotto, se esso non soddisfa i requisiti di accessibilità della Direttiva.
• Se uno Stato membro ritira dal mercato un prodotto non accessibile, gli altri devono seguirne l’esempio.
• Le autorità di vigilanza del mercato hanno un ruolo preminente e le Organizzazioni Non Governative, le Autorità Nazionali o altri organismi possono rappresentare le singole persone in giudizio ai sensi della Legislazione Nazionale.
• La Commissione Europea può adottare ulteriori misure che integrino i requisiti di accessibilità e le disposizioni della Direttiva.
• Infine, è estremamente positivo che le Organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità agiscano con le Autorità Nazionali, le altre parti interessate e la Commissione Europea, per fornire la propria opinione durante il procedimento di attuazione della Direttiva. Saranno anche coinvolte nelle future revisioni della Direttiva stessa.

PUNTI DI DEBOLEZZA
• L’ambito dei servizi e dei prodotti coperti è molto limitato. I servizi sanitari, l’istruzione, i trasporti, l’alloggio e gli elettrodomestici sono stati esclusi dalla Direttiva.
• Sono previste alcune esenzioni anche in caso di prodotti e servizi coperti dalla Direttiva. Ad esempio, quando il servizio è collegato al trasporto urbano, suburbano e regionale, o è fornito da una piccola impresa, è esente dai requisiti della Direttiva.
• I requisiti riguardanti l’ambiente costruito relativi ai servizi contemplati dalla Direttiva sono lasciati alla decisione degli Stati Membri.
• Esistono disposizioni che consentono ulteriori esenzioni basate su una modifica fondamentale del prodotto o del servizio o a causa di un onere sproporzionato per l’operatore economico. Inoltre, è spiacevole che il solido meccanismo di applicazione del contenzioso – vale a dire ricorrere in giudizio per conto di una singola persona in base alla Legislazione Nazionale – non si applichi ai casi di infrazione commessi dalle Autorità Pubbliche.
• Il periodo di recepimento da parte degli Stati membri è lungo e per alcuni dei prodotti e servizi l’attuazione è sproporzionatamente lunga.
“L’approvazione del Parlamento Europeo – ha fatto sapere l’EDF – è certamente importante, e tuttavia riteniamo che il lavoro dell’Unione Europea sia tutt’altro che concluso, poiché vogliamo una legislazione che assicuri parità di accesso alle persone con disabilità in tutti i settori della vita, mentre al momento la norma continua ad escludere aree essenziali, come il trasporto, l’ambiente edilizio e gli elettrodomestici».

di Alessandra Babetto

Al Museo Tattile dodici nuovi modelli dedicati all’arte

Varese News del 18.06.2019

VARESE. La bellezza è contagiosa? Domenica 16 giugno al Museo Tattile Varese, è parso proprio di sì! L’occasione era l’inaugurazione del progetto “La Grande bellezza”, con il quale sono stati realizzati 12 modelli e schede tattili, finalizzati appunto a permettere un diverso ed inclusivo modo di conoscere, studiare e approfondire la storia dell’arte.

Come è caratteristico della Associazione Controluce (che sta a capo del Museo Tattile Varese), il progetto è nato dalla volontà di permettere l’accesso al mondo dell’arte (anche e soprattutto nell’ambito scolastico) a tutti coloro che non vedono o che vedono poco, ma - come sempre accade – il risultato si dimostra di enorme utilità per tutte le tipologie di studenti, appassionati, e studiosi.

Alla presentazione hanno partecipato: il Dottor Carlo Massironi, di Fondazione Comunitaria del Varesotto, che è stata lo ‘sponsor’ economico dell’intero progetto e che da sempre si dimostra particolarmente attenta alle tematiche di inclusione, l’Architetto Elena Brusa Pasquè Presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Varese, l’Architetto Angelo del Corso, storico dell’Architettura, la Dottoressa Paola Benetti dell’Ufficio Scolastico territoriale di Varese e l’Ingegner Carlo Mazza Presidente di Italia Nostra Varese. Tutti i relatori – nei loro brevi ma estremamente interessanti interventi – hanno avuto modo di sottolineare l’importanza del progetto e la necessità di rendere la bellezza dell’arte quanto più possibile ‘contagiosa’. L’incontro si è concluso con una serie di stimolanti domande da parte del pubblico presente, a dimostrazione di come il tema sia davvero di interesse per tutti.

lunedì 17 giugno 2019

Sci nautico per ipovedenti, 15 ragazzi a scuola da Cassioli

Giornale UICI del 17-06-2019

PLURICAMPIONE MONDIALE INSEGNA SPORT IN PARCO DEL TEVERE A ROMA

Una giornata speciale per 15 bambini e bambine, ragazze e ragazzi, non vedenti, seguiti dal Centro regionale Sant’Alessio – Margherita di Savoia, che si sono cimentati nello sci nautico insieme a Daniele Cassioli, campione del mondo di sci d’acqua, ospiti del Parco del Tevere Extreme a Roma. Una prima volta tutta da ridere, fra tuffi, scivolate e tentativi di reggersi in equilibrio mentre si scia sull’acqua. Il maestro è di quelli che capitano raramente: Cassioliha all’attivo 22 medaglie d’oro ai Mondiali e da tempo si impegna sul fronte della sensibilizzazione e della diffusione della cultura e della pratica paralimpica nel nostro Paese, in una continua sfida. Quella di proporre pratiche nuove e innovative di approccio allo sport che vuole essere realmente integrato.

L’iniziativa di questa mattina, patrocinata dal Comitato italiano paralimpico, ne è un esempio. I ragazzi, tutti al di sotto dei 18 anni, si sono messi gli sci e hanno provato a solcare l’acqua sotto la guida di Daniele.

“Io ho cominciato a fare sci nautico a 9 anni – ha ricordato Cassioli – ma solitamente le discipline paralimpiche si approcciano tardi. Anche per questo motivo, portare 15 giovanissimi non vedenti con le loro famiglie al Parco del Tevere Extreme a Roma rappresenta un’occasione speciale. Direi un ‘format’ unico di relazione e socializzazione oltre le barriere. Avere il patrocinio del Cip è perciò un onore che mi spinge a continuare su questa strada. Secondo me portare bambini che non vedono a sciare vuol dire proprio fargli vedere e fargli toccare con mano quello che si può fare. È vero manca la vista, è un casino, ma è anche vero che se non si esce di casa, se non si provano esperienze come questa, la vita diventa veramente molto dura. Lo sport può essere quel pezzo di strada che c’è tra noi e la felicità e tramite giornate come queste sicuramente sarà più facile sorridere e conoscersi”.

articolo pubblicato su Dire.it il 13 giugno 2019.

domenica 16 giugno 2019

Dal Movimento Apostolico Ciechi: Premio Munoz 2019

Il Movimento Apostolico Ciechi, al fine di promuovere il valore culturale e sociale della qualità della formazione e dell'inclusione nella scuola delle persone con disabilità, e in esecuzione del legato, indice, il Premio "Antonio Muñoz".

Possono partecipare gli studenti con disabilità visiva che hanno frequentato per l’anno scolastico 2018/2019 la scuola primaria o la scuola secondaria di I e II grado.

Il termine di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione è fissato al 31 luglio 2019.

Per partecipare occorre compilare la domanda direttamente online sul sito o, in alternativa, compilare l'apposito modulo "MOD. A) - Domanda di partecipazione" scaricabile dal sito. In questo ultimo caso il modulo, una volta compilato, va restituito al centro nazionale, in base a quanto definito nel regolamento del premio.

Per richiedere copia del bando e del regolamento, è possibile rivolgersi alla Sezione UICI di appartenenza.

In alternativa, tutte le informazioni necessarie sono reperibili alla pagina

Toccare con mano e capire i profili di Arco e Riva

L'Adige del 16.06.2019

RIVA DEL GARDA. Toccare con la mano e capire la geografia dei luoghi, il tessuto urbanistico, la definizione dei nuclei abitativi più antichi di Arco e di Riva. Ora è possibile grazie all'altorilievo in bronzo che il Lions club Arco-Riva ha donato alle due comunità come "service" offerto proprio alla realtà locale. E con un pensiero particolare ai non vedenti, categoria da sempre al centro di progetti di solidarietà e sostegno concreto firmati dal Lions.

Per ospitare l'opera - che misura due metri per un metro e settanta - è stato scelto il parco del Brolio, tra i grandi platani secolari. Ieri, alla cerimonia di scopertura dell'opera, c'erano il sindaco di Riva Adalberto Mosaner, il vice Mario Caproni con l'assessore al turismo Massimo Accorsi e per Arco il sindaco Alessandro Betta. «L'ideaè nata due anni fa, come omaggio al territorio e grazie al lascito di un socio che non c'è più, Angelo Daffra. Proseguiamo così il nostro impegno contro la cecità, aiutando i non vedenti a "vedere" attraverso il tatto le nostre due città. Ci sono scritte in Braille su ogni edificio storico e nella legenda accanto». L'opera è stata realizzata da «Artebronzo» di Verona grazie al lavoro della classe II E dell'istituto «Vittoria» di Trento, guidata dal professor Loris Angeli, che hanno realizzato il modello poi portato in fonderia. Per il Lions anche la scelta di guardare avanti: nel "plastico" ci sono già il nuovo Palafiere, il nuovo Palacongressi (con torre scenica) e il nuovo Palazzetto dello sport. D.P.

venerdì 14 giugno 2019

Museo Tattile Omero, percorso all'Egizio

La Gazzetta del Mezzogiorno del 14.06.2019

ANCONA. Il Museo tattile Omero di Ancona realizzerà un percorso di visita dedicato ai non vedenti al Museo egizio del Cairo. Un percorso che prevede 12 splendide opere, tra le quali Il faraone Amenhotep II (1428-1397 a.C.) con la dea Meretseger, granito, da Karnak (Luxor), scelte da far toccare, con didascalie in braille inglese, arabo e italiano che hanno impegnato Daniela Bottegoni e Saad Kalida. Ogni opera sarà corredata di reading pen con file audio nelle tre lingue con descrizioni. Verrà fornita una mappa a rilievo del museo con indicazione di opere e legenda in Braille inglese e arabo. Tra i pezzi prescelti per la lettura tattile la statua seduta della dea Sekhmet, granito nero, dal tempio di Mut a Karnak (Luxor), la sfinge del faraone Amenemhat III (1842-1794 a.C.) granito, la triade del faraone Menkaura (2494-2472 a.C.), grovacca, da Giza. Il 20 giugno sarà il ministro delle Antichità Khaled el-Anany, alla presenza dell'ambasciatore italiano Giampaolo Cantini, a inaugurare il percorso tattile.

giovedì 13 giugno 2019

Novara – Evento Rassegna teatro accessibile ad ipo e non vedenti “Le notti di Cabiria”

I VENERDÌ SERA A CASA BOSSI
Via Pier Lombardo, 4-Novara

APERITIVI TEATRO MUSICA
DALLE 19:00 ALLE 24:00

L’associazione “Cabiria Teatro”, per l’estate 2019, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti –Sezione Territoriale di Novara/Vco e con il sostegno economico della Fondazione Comunità Novarese Onlus, presso la suggestiva cornice di Casa Bossi a Novara (in pieno centro città, proprio sotto la cupola antonelliana) promuove un evento di rassegna teatrale accessibile a tutti e quindi anche agli ipo e non vedenti interessati. Infatti tutti gli spettacoli proposti in rassegna saranno accessibili a persone prive della vista, grazie all’utilizzo di particolari cuffie bluetooth, con le quali gli spettatori potranno ascoltare la descrizione di movimenti, mimiche facciali e movimenti corpi degli attori. Questa iniziativa è stata voluta fortemente dai responsabili di “Cabiria Teatro” Elena Ferrari e Mariano Arenella e dal Presidente Uici Novara/Vco Pasquale Gallo, il quale ha definito il progetto pionieristico per il nostro territorio e soddisfacente per la categoria degli ipo e non vedenti. Si precisa che l’audio-descrizione attraverso le cuffie, sarà realizzata da Maria Castaldi, già lettrice del Libro Parlato di Novara. La rassegna inizierà il 28 giugno e si protrarrà fino al 13 settembre-ogni venerdì sera e con la sola pausa nel mese di agosto (vedi programma completo sotto indicato e in allegato con orari e giorni).

28 Giugno
Un vecchio amore
Esito di Laboratorio – SfollataMente

5 Luglio
Sempre Domenica
Controcanto collettivo
Spettacolo vincitore In-box dal vivo 2017

12 Luglio
L5-S1 Una storia naturale
Regia di Chiara Petruzzelli con Alessia Vicardi
Musiche dal vivo di Flavio Aster Bissolati

19 Luglio
In fondo agli occhi
Berardi/Casolari, Compagnia Premio UBU 2019
Regia Cesar Brie

26 Luglio
La stanza dei giochi
Durante la giornata si terrà un laboratorio genitori/figli
Produzione Gli Scarti. Premio Scenario Infanzia 2014

6 Settembre
O.Z. Storia di un’emigrazione
Eco di Fondo
Serata in collaborazione con Amnesty International

8 Settembre
Senza Filtro
Esito di laboratorio
Anime parallele/Onlus Humanitas

13 Settembre
Una classica storia d’amore eterosessuale
Domesticalchimia

ORARI:
19:00-21:30 Eventi avanspettacolo con aperitivo/apericena;

21:30-23:00 Spettacolo teatrale;

23:00-24:00 Post spettacolo – Drink and Tallk;

(n.b.: gli spettacoli si svolgeranno anche in caso di pioggia).

28 Giugno e 8 Settembre: Ingresso a offerta libera.

5 Luglio: Ingresso libero.

12/19/26 Luglio e 6/13 Settembre: Ingresso 10 euro.

mercoledì 12 giugno 2019

CENTRI DI IPOVISIONE E RIABILITAZIONE VISIVA IN LOMBARDIA

Le conseguenze sulla salute associate alla perdita della vista possono estendersi ben oltre l’occhio e il sistema visivo.

La disabilità visiva condiziona l’apprendimento e lo sviluppo neuropsicomotorio nell’età evolutiva, mentre incide sulla qualità della vita, l’indipendenza, la mobilità e l’autonomia nell’adulto. La perdita della vista aumenta inoltre il rischio di mortalità, il rischio di cadute e lesioni, porta all’isolamento sociale, alla depressione e ad altri problemi psicologici.

E’ pertanto evidente quanto la prevenzione dell’Ipovisione e la riabilitazione visiva rappresentino un aspetto prioritario in ambito di sanità pubblica.

L’intervento sanitario richiede un giusto equilibrio tra
  • PREVENZIONE, si basa sullo screening oftalmologico pediatrico ed individua 2 momenti  importanti:     

  1. la nascita. In Lombardia, lo screening è previsto all’interno del programma “Promozione della salute del bambino e della mamma nel percorso nascita “, con il progetto “Messa a sistema dello screening audiologico e dello screening oftalmologico presso tutti i Punti Nascita. Lo screening neonatale può esser fatto sia dal pediatra sia dall’oculista. Per quanto riguarda la
  2. visita ai 3 anni, le figure professionali che possono essere coinvolte sono: il pediatra, l’oculista e l’ortottista.

  • CURA e
  • RIABILITAZIONE.
Di fondamentale importanza l’istituzione dei Centri regionali di riabilitazione visiva (ultimo aggiornamento 11/06/2019), riconosciuti ai sensi della Legge 284/97, ove si concretizza il diritto del cittadino ad una salute intesa nella globalità dell'individuo, attraverso una corretta integrazione di interventi sanitari e sociali. 

Clicca qui per visitare il sito di Regione Lombardia.


Diversamente Speleo

Torna anche quest’anno Diversamente Speleo, la manifestazione nata con l’intento di promuovere la speleologia tra le persone con disabilità, organizzata per la prima volta in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti.

L’iniziativa avrà luogo domenica 23 giugno, alle ore 10.00, alle Grotte di Pastena (FR).

Le persone con disabilità visiva avranno modo di avere un contatto diverso col mondo che li circonda e, accompagnati in una visita multisensoriale da operatori appositamente formati, potranno scoprire le meraviglie del mondo sotterraneo delle grotte e dei fenomeni carsici che lo caratterizzano. Contemporaneamente, per approfondire ulteriormente le conoscenze, sarà allestito un banco tattile a tema.

Sarà l’occasione per partecipare a una giornata di festa in compagnia di tanti amici provenienti dalle diverse parti d’Italia. Al termine della visita chi vorrà potrà rimanere al pranzo, organizzato al di fuori della grotta.

Il percorso è semplice e adatto a tutti. Si consigliano scarpe e vestiario comodi.

La visita alla grotta è gratuita per tutti quanti. Per gli accompagnatori è previsto un contributo di 10€ per il pranzo.

Prenotazione obbligatoria entro il 14 giugno 2019.

Francesca Licordari, francesca.licordari@beniculturali.it, tel. 3475090574
Gabriele Catoni, gcatoni@iol.it, tel. 3488751277

Come arrivare alle Grotte di Pastena: autostrada A1 Roma-Napoli, uscita Ceprano, quindi seguire le indicazioni per Falvaterra e poi Pastena.

Ragazzi alla scoperta della lettura digitale accessibile

Superando.it del 12.06.2019

MILANO. Sarà una settimana, la prossima, all’insegna della formazione alla lettura digitale accessibile, grazie al corso in tre moduli (17, 19 e 21 giugno) organizzato presso l’Istituto dei Ciechi di Milano dalla Fondazione LIA (Libri Italiani Accessibili), rivolgendosi a una fascia di popolazione particolarmente sensibile alla tecnologia, ma anche alla lettura, vale a dire i ragazzi non vedenti e ipovedenti che frequentano scuole secondarie di primo e di secondo grado.

«È importante – dichiara a tal proposito Cristina Mussinelli, segretario generale della Fondazione LIA – pensare a progetti specifici di formazione per i ragazzi, i futuri lettori di domani, in un’ottica di inclusione sociale che guardi al futuro. I ragazzi, infatti, sono lettori appassionati e curiosi, sempre pronti a mettersi in gioco. Siamo sicuri che questi corsi saranno per tutti un momento di scambio reciproco».

Alcuni formatori della Fondazione LIA e dell’Istituto dei Ciechi di Milano, dunque, esperti sia di tecnologie assistive che di accessibilità, illustreranno passo per passo ai partecipanti le potenzialità della lettura digitale e le principali soluzioni che permettono di leggere a chi ha una disabilità visiva, con consigli su misura a seconda delle specifiche esigenze e bisogni.

Il corso prevede un momento introduttivo di teoria e di confronto, cui seguiranno alcune ore di taglio laboratoriale, in cui mettere in pratica concretamente le nozioni apprese e sperimentare in prima persona la lettura digitale accessibile.

Così come altre, questa attività formative si inserirà all’interno del progetto MiCA (Milano per la Cultura Accessibile) – realizzato grazie al contributo della Fondazione Cariplo e in partnership con l’Istituto dei Ciechi di Milano -, attraverso il quale la Fondazione LIA sta proponendo in questi mesi varie iniziative mirate a promuovere l’editoria accessibile e l’inclusione socio-culturale nel capoluogo lombardo. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Denise Nobili (denise.nobili@fondazionelia.org).

martedì 11 giugno 2019

Tutela della vista: la cecità del non fare

Salute Domani del 11.06.2019

Presentato oggi alla Camera dei Deputati l’Inter-gruppo Parlamentare per la Tutela della Vista. L’iniziativa è stata presa da un gruppo di Senatori e Deputati appartenenti a diversi schieramenti politici, anche a seguito di una serie di iniziative di sensibilizzazione promosse dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus, che ha effettuato uno screening delle patologie ottico-retiniche presso i due rami del Parlamento.

Sono ben più di tre milioni gli italiani colpiti da malattie della vista che interessano la retina e il nervo ottico: retinopatia diabetica, glaucoma e maculopatia che, nel loro insieme, anche a causa della loro tendenza ad una ulteriore diffusione per l’invecchiamento della popolazione, lasciano intravedere in un futuro non lontano minacciosi scenari per quanto riguarda la qualità della vita degli italiani e la sostenibilità della spesa sanitaria. In questo quadro, l’elemento di maggior preoccupazione è il fatto che queste tre patologie non sono ancora contrastate in modo efficace: la mancata esecuzione di screening periodici, il limitato accesso a percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali e il problema delle liste d’attesa producono ritardi diagnostici e trattamenti tardivi che conseguentemente possono risultare inadeguati.

“Occorre agire con determinazione – ha dichiarato l’On. Paolo Russo, Presidente dell’Inter-gruppo parlamentare ed egli stesso oculista – intervenendo anche sul piano legislativo e la risposta può venire solo dal fatto di promuovere l’adozione di scelte di politica sanitaria che rendano possibili nuovi modelli gestionali - sistematici e strutturali - che consentano di affrontare questo specifico ambito sanitario secondo le indicazioni e i suggerimenti della comunità scientifica internazionale. Considerando che nel nostro Paese abbiamo potenzialità e competenze scientifico-tecnologiche non comuni, che vanno comunque messe a sistema in modo sinergico – ha proseguito – non intervenire sarebbe una grave colpa”.

Gli ambiti nei quali l’Inter-gruppo opererà sono essenzialmente quattro:

• promozione di politiche sanitarie che pongano la tutela della vista e la prevenzione delle patologie oculari al centro dell’agenda sanitaria del Paese;

• varo di iniziative di carattere legislativo e politico in grado di sollecitare Governo e Regioni verso l’adozione di provvedimenti che possano garantire a tutti i cittadini e su tutto il territorio una miglior prevenzione e una miglior cura delle patologie oculari, nonché l’accesso ai servizi di riabilitazione visiva;

• creazione di favorevoli condizioni per una più ampia adozione delle attività di screening atte a conseguire un miglioramento dei livelli di assistenza e una riduzione dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale;

• dare impulso ad iniziative di standardizzazione e centralizzazione dei dati clinici che consentano di ottimizzare conoscenze e sinergie tra le diverse strutture sanitarie del Paese.

Organismo consulenziale tecnico dell’Intergruppo Parlamentare sarà la stessa Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus,che è già fortemente impegnata in numerose iniziative di sensibilizzazione e che, al di là di quanto già fatto presso Camera e Senato, si appresta a varare altri progetti su scala nazionale con il supporto della rivista di politica sanitaria Italian Health Policy Brief (IHPB).

"La prevenzione – ha dichiarato l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente di IAPB Italia onlus – è un dovere di ogni persona: tra l’altro consente di evitare molte malattie oculari e notevoli sofferenze, oltre che un aggravio importante di spesa pubblica. Per questo i cittadini devono recarsi periodicamente dall'oculista e portarci i propri figli. Come diceva Leonardo da Vinci la vista è il signore dei sensi. Per questo non dobbiamo mai trascurarla: solo così potremo avere sempre luce nella vita".

L’affermarsi di nuovi e più efficaci paradigmi gestionali per le patologie ottico-retiniche potrebbe produrre salutari contributi alla sostenibilità della spesa sanitaria. A titolo di esempio, basterà ricordare che, secondo uno studio prospettico elaborato nel 2017 dal CEIS (Centre for Economic and International Studies-Università di Roma Tor Vergata), la retinopatia diabetica, in assenza di un miglioramento del quadro assistenziale, genererà un aumento della spesa sanitaria di 4,2 miliardi di euro nel periodo 2015-2030.

“La ricerca è impegnata su vari fronti e qualche risultato lo ha già dato – ha sottolineato il Prof. Filippo Cruciani, referente scientifico di IAPB Italia onlus – ma ciò su cui bisogna soprattutto puntare è la prevenzione sia primaria che secondaria. Primaria – ha proseguito – vuol dire sostanzialmente stile di vita mentre la secondaria consiste nella diagnosi precoce, quando la malattia è ancora allo stato asintomatico; purtroppo l’attitudine alla prevenzione è ancora molto bassa nel nostro Paese”.

Proprio in materia di scarsa attenzione alla prevenzione una conferma è venuta anche dallo screening della retina promosso presso il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità- IAPB Italia onlus: “… dei parlamentari che si sono sottoposti agli esami – ha commentato il Dott. Marco Verolino, responsabile oculistica Ospedali Riuniti Area Vesuviana – ASL Napoli 3 Sud, che dell’indagine è stato il coordinatore – è risultato che il 65 per cento non esegue una visita oculistica completa di fondo oculare con regolarità una volta l’anno e che il 35 per cento ha eseguito un esame del fondo oculare solo a seguito di disturbi visivi. Se si considera ha proseguito – che, in questo caso, si tratta di un segmento di persone che, per diverse ragioni, dovrebbe essere particolarmente avvertito, possiamo comprendere quanto ancora resti da fare in materia di prevenzione”.

lunedì 10 giugno 2019

Le auto elettriche saranno obbligate a fare rumore

Wired.it del 10.06.2019

L'obbligo di montare un avvisatore acustico scatta da luglio per tutte le nuove vetture e dal 2021 per quelle già esistenti.

Dato che le auto elettriche non sono solo pulite ed efficienti ma anche estremamente silenziose, da luglio 2019 dovranno essere dotate di un avvisatore acustico per poter circolare all’interno dei territori dell’Unione Europea. In sostanza, dovranno integrare un dispositivo che emetterà un suono continuo e in grado di aumentare di intensità in corrispondenza alla velocità di spostamento, così da evitare collisioni e incidenti.

Le indicazioni dell’Ue si rivolgono ai veicoli elettrici o ibridi con quattro o più ruote che “Possono essere azionati in modalità normale, in retromarcia o almeno con una marcia avanti senza motore a combustione interna in funzione“, come si può leggere sul sito di riferimento in lingua italiana.

Questi mezzi di trasporto potrebbero infatti presentare pericoli per pedoni, ciclisti, motociclisti e altri automobilisti proprio per via della loro silenziosità nello spostamento. E non vale soltanto l’esempio di un pedone distratto che attraversa la strada senza guardare perché non sente rumori in avvicinamento, ma anche di tutte quelle persone ipovedenti o non vedenti che devono necessariamente basarsi soltanto sull’udito come senso che – letteralmente – salva la vita.

L’avvisatore acustico che dovrà essere montato a bordo delle vetture dovrà essere in grado di produrre un suono con intensità di almeno 56 decibel fino a 75 decibel quando la vettura si sta spostando fino a una velocità di 20 km orari.
Il nome di questo dispositivo è Avas, acronimo di Audible Vehicle Alert System e sarà obbligatorio per tutte le nuove vetture commercializzate dal prossimo luglio e, dal 2021, per tutte quelle esistenti che dovranno così aggiornarsi alle fresche normative europee Un 138 determinate lo scorso maggio.

Ci sono società che già si sono mosse in anticipo come Jaguar con I-Pace con un allarme sonoro che avvisa della presenza della vettura elettrica. Verso la stessa direzione si sono anche mosse Bmw e Nissan con progetti simili.

I dispositivi Avas in arrivo avranno un rumore non troppo strano (si è scoperto che suoni tipo film di fantascienza portavano i pedoni a guardare in alto), ma ben udibile e “concreto” e naturalmente non ci sarà possibilità per l’utente di poterlo disattivare in alcun modo.

Intanto un nuovo colosso si appresta a debuttare nello scenario della mobilità elettrica, Dyson, con il suo progetto che promette di diventare il peggior rivale di Tesla.

di Diego Barbera,
Giornalista sportivo e tecnologico, autore del romanzo "Ti scriverò prima del confine"

Emilia, 15 anni e senza vista: "Ho dieci in greco, faccio teatro e corro. Il mio segreto? Sono tosta"

Il Messaggero del 10.06.2019

ROMA. Emilia avrà in pagella la media del nove, in greco ha dieci. É rappresentante di classe, recita a teatro in una compagnia di amici, corre e fa gare di atletica, tifa Roma e va allo stadio, esce con gli amici, da grande vuole fare politica. Emilia non vede. «Ho ricordi di ombre e di luci», così lontani da sfuggirle ormai. Ma il buio non è mai stato un limite. «Fosse per me farei una cosa nuova al giorno. Il mio segreto? Non c'è un segreto, semplicemente sono così. Tosta di carattere. Di ostacoli ne ho incontrati tanti, ma preferisco oltrepassarli piuttosto che aggirarli».

Emilia Fares, romana, non ha ancora sedici anni, quando ne ha compiuti dieci Totti le ha ragalato una maglietta con il suo numero. "Amaurosi congenita di Leber", la diagnosi poco dopo la nascita. Da quando ha tre anni è seguita dal Centro Sant'Alessio, un istituto regionale di riabilitazione per non vedenti, lì ha intrapreso un percorso per raggiungere la totale autonomia.

«Ho dovuto attrezzarmi da subito per superare la disabilità e con due fratelli maschi ho imparato prestissimo ad affrontare e superare il gap di genere».

Emilia prende i mezzi pubblici e si muove da sola con il bastone bianco. «Le buche ci sono per me come per tutti gli altri», taglia corto. Frequenta il liceo Russell, l'anno prossimo sarà il terzo anno. «Mi ha sempre affascinata il mondo greco. L'ho scoperto grazie a un medico che mi leggeva le poesie in greco e poi le traduceva. All'inizio avevo delle perplessità se iscrivermi a questo liceo o no, c'era qualche problema con il vocabolario di greco cartaceo. Poi abbiamo trovato il modo di superarlo». Emilia usa il software Biblos per leggere il greco e Lambda per la matematica. Dal primo anno è rappresentante di classe, sono state le compagne a convincerla e tutti l'hanno votata.

Ma non c'è solo lo studio nelle giornate di Emilia. «Ho la passione per il teatro, recito in una compagnia di ragazzi dai 19 ai 25 anni, tutti vedenti. Quest'anno abbiamo portato in scena uno spettacolo su dodici donne della tragedia greca, io ero Ifigenia. Vado a correre allo stadio della Farnesina con un allenatore insieme ad altri ragazzi che non hanno alcun problema. Ho fatto anche qualche gara con i vedenti. E poi mi diverto molto, esco con gli amici. Da grande voglio occuparmi di politica, mi piacerebbe impegnarmi per i diritti delle persone». Ammira e cita Alexandra Ocasio-Cortez, la più giovane parlamentare statunitense. «Sono abbastanza coraggiosa. Sono forte e ho tutto quello che serve. Ce la posso fare».

di Maria Lombardi

Blocnotes mese di giugno 2019

Scaricabile al seguente link il numero di giugno del notiziario informativo mensile del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I., a cura di Massimiliano Penna.

BLOCNOTES GIUGNO 2019 (formato .doc)