giovedì 19 maggio 2022

Mostra "La cultura della plastica: arte, design, ambiente"

Dietro la Notizia del 19/05/2022

ANCONA. Venerdì 20 maggio inaugura la nuova mostra del Museo Tattile Statale Omero “La cultura della plastica: arte, design, ambiente”, visitabile fino al 31 agosto con ingresso gratuito.

Un’esposizione, ideata da Andrea Sòcrati e allestita da Fabio Fornasari, per raccontare un materiale onnipresente nella nostra vita, ora esaltato, ora condannato, ora povero, ora chic, ora pop ora di élite.

Un materiale miracoloso, la plastica, che si trasforma da materia bruta a oggetto perfetto e utile ma che causa gravi problemi di inquinamento se viene abbandonato nell’ambiente e soprattutto nel mare.

Partner del progetto sono: il Liceo Artistico Mannucci, l’Università Politecnica delle Marche, Garbage Group, Fratelli Guzzini, Vesta Design.

La mostra è suddivisa in tre settori, ognuno dei quali racconta un legame tra plastica, arte, design e ambiente.

La mostra è tattile ed esperienziale, con tutti i supporti utili alla fruizione da parte di un pubblico con disabilità visiva, uditiva e cognitiva, grazie al Media partner Rai Pubblica Utilità, che ha realizzato video esplicativi in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e allo staff del museo Omero che ha prodotto sottotitoli e audiodescrizioni di alcuni video, didascalie in Braille e la guida di lettura facilitata alla mostra.

Presente anche un tavolo per i più piccoli con giochi in plastica oltre a due postazioni con tavolini e sedie per svolgere attività dedicate alle persone con autismo.

Il prof. Nicola Farina per il Liceo artistico Mannucci ribadisce il valore etico oltre che estetico dell’arte: questa mostra di forte impatto educativo si presta infatti, dopo Ancona, ad essere ospitata in altre località, accompagnata da attività didattiche inclusive sul tema della salvaguardia dell’ambiente.

L’intento è quello di promuovere, anche attraverso i linguaggi dell’arte e del bello, la conoscenza della plastica e di promuovere un’azione di sensibilizzazione sui temi del riciclo, della sostenibilità e della tutela dell’ambiente in un decennio, 2021-2030, proclamato dall’ONU “decennio del mare”.

La mostra inaugura in una settimana ricca di eventi per Ancona e la Mole Vanvitelliana grazie alla concomitanza con Ancona-Marche Design Week 2022 e la rassegna Tipicità in blu.

mercoledì 18 maggio 2022

Agli "Accessibility Days 2022" spazio a tutte le disabilità

Redattore Sociale del 18/05/2022

Torna in presenza e lo fa dalla prestigiosa sede dell'Istituto dei Ciechi di Milano il più grande evento italiano gratuito sull'accessibilità e l'inclusività delle tecnologie digitali promosso insieme all'UICI nazionale.

MILANO. Conferenze, workshop, aree tematiche, software house internazionali e un palcoscenico d'eccezione. Ma anche cene al buio, l'emozionante percorso sensoriale "Dialogo nel buio" e tutti i momenti che avvicinano lo spettatore, più di ogni altra esperienza, al mondo della disabilità e al ruolo imprescindibile dell'inclusione.

Tornano gli Accessibility Days (https://accessibilitydays.it/2022/it/) e per l'edizione 2022 lo fanno in grande e con una marcia in più: raccogliendo gli spunti, gli insegnamenti e le nuove urgenze di questo tempo che ha stravolto l'idea di quotidiano. E approfondendo temi che riguardano tutte le disabilità, con focus particolari su quella visiva e una forte e crescente collaborazione con l'Unione italiana ciechi e ipovedenti (UICI). Proprio dai soci dell'UICI di Ancona l'evento aveva avuto origine 6 anni fa.

A Milano, 20 e 21 maggio, il più grande appuntamento italiano sull'accessibilità e l'inclusività delle tecnologie digitali si presenta in doppia veste: presenza e online. E riprende il filo interrotto dal Covid nel 2020, facendo tesoro di tutto quello che di buono è arrivato dalla tecnologia negli ultimi due anni.

Sede della due giorni sarà il prestigioso Istituto dei Ciechi di Milano che per l'occasione ospiterà oltre 20 aree espositive e banchetti, un'area gaming accessibile e l'angolo dei maker con dispositivi che potranno essere provati di persona. L'ingresso è gratuito.

Microsoft, Google, Meta, Ibm, Rai, Salesforce, TIM, Fastweb, Airbnb: i giganti delle collaborazioni internazionali abbracciano nuove sinergie con gli altri protagonisti dell'edizione 2022. Dal Dipartimento per la trasformazione digitale all'AGID, l'agenzia per l'Italia digitale, dal CNR all'Inps, dal Politecnico di Milano alla Lega del Filo d'Oro, dall'Ente nazionale sordi (Ens) all'AID (associazione italiana dislessia).L'evento più atteso da sviluppatori, designer, maker, creatori, editori di contenuti e da tutte le persone che si occupano di tecnologie digitali, dedica ampio spazio anche al mondo della scuola, tra i settori che più di altri hanno dovuto fare i conti con la rete per superare le distanze. E a quello dell'occupazione con "Lavoropiù" che mette a disposizione un'importante opportunità di selezione e reclutamento per le persone appartenenti alle categorie protette.

"Abbiamo atteso questo momento per due anni - esordisce Sauro Cesaretti, tra i fondatori degli Accessibility Days - e finalmente ora potremo incontrarci in presenza per condividere, attraverso l'esperienza diretta, tutte le novità che la tecnologia è in grado di offrire. Consideriamo un ottimo risultato essere riusciti ad ampliare il campo: dalla disabilità visiva, punto di partenza degli AD, a tutte le disabilità".

"Il 2021 ha segnato un anno di svolta nella percezione dell'accessibilità da parte di aziende ed organizzazioni che stanno rivolgendo, come non mai, il loro interesse verso questo importante tema - sottolinea Stefano Ottaviani, cofondatore -. Invitiamo tutti a partecipare all'evento del 20 e 21 maggio: un'edizione ancora più ricca di contenuti e di attori di primo livello. E, a chi ne avrà la possibilità, consigliamo di raggiungerci a Milano, per arricchire le proprie conoscenze e vivere una due giorni che promette di rivoluzionare esperienze e punti di vista".

Prevista per i docenti la possibilità di acquisire crediti sulla piattaforma SOFIA. Tutte le sessioni dell'evento sono accessibili anche alle persone con disabilità uditiva grazie al sistema di sottotitolazione e al servizio di interpretariato LIS (Lingua dei segni italiana).

Sul sito dedicato all'evento è possibile prendere visione del programma e iscriversi all'iniziativa.

martedì 17 maggio 2022

UICI: Donare la propria voce per regalare a chi non vede il piacere della lettura

Corriere Quotidiano del 17/05/2022

Salone Internazionale del Libro di Torino “Entra in cabina, spegni la luce”, darà l’opportunità di vivere esperienze di ascolto al buio.

TORINO. La solidarietà è di scena al Salone Internazionale del Libro di Torino con un invito speciale rivolto dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI): donare la propria voce per realizzare audiolibri e regalare a chi non vede il piacere della lettura. Con questo messaggio, volto a far conoscere il mondo della disabilità visiva e l’opportunità di diventare “donatori di voce”, l’UICI sarà presente quest’anno al Salone di Torino con un proprio stand per stimolare curiosi e appassionati a donare un po’ del loro tempo partecipando alle attività di audioregistrazione di testi del Centro Nazionale del Libro Parlato, un piccolo gesto che può fare una grande differenza.

Presso lo stand dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti curato insieme al Centro Nazionale del Libro Parlato (padiglione 2 – stand J01) i visitatori avranno la possibilità di partecipare a uno speciale percorso immersivo nel mondo della disabilità visiva, adatto anche a bambini e giovanissimi.

L’iniziativa dell’UICI, dal titolo “Entra in cabina, spegni la luce”, darà l’opportunità di vivere esperienze di ascolto al buio, esplorazione tattile e gioco. In una cabina totalmente oscurata sarà possibile ascoltare la storia dell’audiolibro (come e dove è nato, come è arrivato in Italia e come si è evoluto) e un estratto da un’opera realizzata dal Centro nazionale del Libro Parlato per i non vedenti, anche con il contributo di donatori di voce professionisti e volontari. Molto emozionante anche l’esperienza di esplorazione tattile che inviterà i visitatori a riconoscere delle rappresentazioni di oggetti di uso comune, come banconote, piante e insetti, usando solamente il tatto. I più piccoli potranno infine divertirsi a giocare con i mattoncini Lego nell’edizione speciale “LEGO Braille Bricks”. Nati dalla collaborazione fra LEGO Foundation, Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti quale iniziativa di inclusione, I famosi mattoncini da costruzione sono stati adattati per poter essere utilizzati dai bambini ciechi e ipovedenti insieme ai compagni di classe e di giochi, in quanto i “bottoni” per l’incastro dei pezzi sono disposti in maniera da rappresentare le lettere e i numeri del codice di scrittura e lettura Braille. Anche i più piccoli potranno partecipare a un’esperienza di lettura al buio, grazie alla collaborazione degli addetti della Federazione Prociechi, in cui alla narrazione di un testo nella cabina oscurata si affiancherà la possibilità di poter toccare con mano la storia ascoltata su libro tattile.

“La platea del Salone Internazionale del Libro ci sembra il luogo più adatto per ricordare le prerogative del libro nella sua forma più moderna, quella dell’audiolibro, la cui diffusione è una risorsa straordinaria per una persona non vedente, migliorando le opportunità di inclusione culturale e lavorativa, oltre che di piena cittadinanza -– commenta il Presidente di Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Mario Barbuto – Per questo abbiamo coniato l’iniziativa “Dona la tua voce”, nata appena 3 anni fa e che ha visto crescere nel tempo il numero dei volontari. Tuttavia c’è un bisogno costante di nuovi “donatori di voce”, perché le richieste sono tantissime e non riusciamo a farvi fronte come sarebbe necessario e in tempi brevi, soprattutto per quanto riguarda i libri per bambini e i testi di studio per le scuole di ogni ordine e grado. Ci auguriamo che questo appello sia accolto in modo particolare dai tanti appassionati che visiteranno il Salone.”

Il Centro Nazionale del Libro Parlato è stato istituito dall’UICI nel 1957 per realizzare registrazioni professionali di testi di qualsiasi tipo e metterli a disposizione degli utenti ciechi e ipovedenti in forma di audiolibri. Alla realizzazione di queste opere, dai libri per bambini alla saggistica, dai libri di testo scolastici, ai grandi classici della letteratura, possono partecipare tutti.

Attraverso il servizio del Libro Parlato, in questo modo l’UICI consente ai non vedenti di accedere al patrimonio librario, anche a coloro che non conoscono a sufficienza il sistema Braille. Il catalogo del Centro Nazionale del Libro Parlato, in continuo incremento, vanta più di 50.000 titoli che vanno dalla narrativa per ragazzi alla saggistica. La produzione si articola su due “livelli”. Un primo livello, professionale, che prevede la lettura dei testi effettuata da speaker professionisti in sale di registrazione professionali attraverso 5 centri di produzione, tra cui Roma (presso la Presidenza Nazionale UICI), Brescia, Modena, Firenze e Lecce. Il secondo livello è invece di tipo amatoriale, ad opera appunto dei volontari, “donatori di voce”, che registrano autonomamente i testi presso il proprio domicilio.

Oggi questo gruppo di volontari speciali conta circa 1000 “voci” su tutto il territorio italiano. Si tratta per la maggior parte di persone madrelingua italiana, ma ci sono anche volontari che collaborano alla registrazione di audiolibri in inglese, tedesco e spagnolo. Nel tempo sono stati tanti gli scrittori e i personaggi famosi che si sono cimentati nell’arte dell’audiolibro tra cui Susanna Agnelli, Dacia Maraini con il suo “Bagheria”, Giuseppe Lazzaro Danzuso di “Ritorno all’Amarina” attori e doppiatori. Chi volesse seguire le loro orme e partecipare alle attività del Centro Nazionale Libro Parlato può visitare il sito www.libroparlatoonline.it o inviare una mail a donatoridivoce@uici.it.

Lo spazio dello stand dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti al Salone del Libro è condiviso anche con la Federazione degli Istituti Prociechi, la Stamperia Braille di Catania, il maggior centro nazionale per la produzione di testi in Braille e la Biblioteca per ciechi di Monza, istituzione di riferimento che mette a disposizione un catalogo ampio e aggiornato di testi in Braille di molteplici tipologie.

lunedì 16 maggio 2022

Global Accessibility Awareness Day, 20-21 maggio 2022

Care amiche, cari amici,

in occasione del Global Accessibility Awareness Day (GAAD), dal 20 al 21 maggio si terranno gli Accessibility Days, uno degli appuntamenti italiani più importanti per l’accessibilità e l’inclusività delle tecnologie digitali.

Quest’anno l’iniziativa si svolgerà in forma mista: in presenza presso la prestigiosa sede dell’Istituto dei Ciechi di Milano, mentre i contenuti delle sessioni plenarie verranno trasmessi anche online.

L’evento è rivolto a sviluppatori, designer, maker, creatori, editori di contenuti e a tutte le persone che sono interessate o si occupano di tecnologie digitali, non ultimo il mondo della scuola, che con la didattica a distanza ha dovuto rivoluzionare i tradizionali metodi d’insegnamento.

Il programma delle conferenze è molto nutrito, l’accessibilità verrà declinata nelle forme più varie: dalla scuola al lavoro, dall’arte all’intelligenza artificiale, dalla normativa al design, dalla comunicazione allo sviluppo.

Con la partecipazione in presenza, si avrà l’opportunità, oltre che di fare rete con gli speakers che interverranno e con gli enti presenti nei banchetti espositivi, di accedere a workshop pratici di approfondimento su varie tematiche.

Anche la nostra Unione, l’I.Ri.Fo.R. e INVAT hanno voluto offrire un contributo tangibile alla buona riuscita degli Accessibility Days, collaborando in modo significativo per arricchire il programma e offrire servizi di accessibilità durante la conferenza.

Nella sessione plenaria di venerdì 21 maggio, dalle ore 9:45 alle 11:15, avremo l’opportunità di mettere in rilievo il ruolo strategico dell’accessibilità per le persone con disabilità visiva.

La tavola rotonda “Si può raggiungere la vera accessibilità usando solo strumenti automatici?”, prevista per venerdì 21 maggio dalle 12:15 alle 13:00 in track 1, vedrà la partecipazione del Consigliere INVAT Sabato Derosa.

Ampio spazio verrà riservato a Edico con una sessione in track 3, sabato 21 dalle ore 12:30 alle ore 13:15 e workshop pratici in entrambe le giornate dell’evento.

Durante gli Accessibility Days sarà presente all’interno della Sala Mostre l’area espositiva di LETIsmart con il Componente della Direzione Nazionale UICI Marino Attini, che permetterà agli interessati di provare il bastone e dedicherà dei momenti di approfondimento sul tema della mobilità autonoma.

Sempre in quella sala, sarà possibile approfondire la conoscenza di UICI-Smartypbx una soluzione per lo smart working per i centralinisti telefonici.

Quest’anno sono previsti interventi da parte di grandi aziende come Google, Microsoft, Meta, IBM, Airbnb, Gucci; istituzioni come AGID, MIDT, INPS, CNR, Politecnico di Milano e di Torino e realtà da sempre impegnate per l’accessibilità come Rai Pubblica Utilità e Fondazione Asphi.

La scuola sarà in primo piano con sessioni e workshop dedicati non solo a tematiche per studenti con disabilità visiva, ma anche uditiva, cognitiva e con dislessia.

Appare importante portare all’attenzione dei potenziali interessati la presenza di Lavoropiù che parlerà di inclusività del match domanda offerta e strutturerà dei colloqui individuali con i partecipanti con disabilità che vorranno proporsi per alcuni profili professionali, per il reclutamento dei quali l’azienda è responsabile.

Nelle due giornate, ampio spazio verrà dedicato alla cultura, con la presenza di realtà che operano nel settore e con esposizioni di opere, che potranno essere toccate, dell’artista Sandro Tomassini e del progetto Beam Up che permetterà di avvicinarsi all’arte materica di Burri.

Si potrà inoltre approfondire la conoscenza di Odla, toccando con mano il dispositivo hardware che permette di scrivere la musica in modo innovativo e divertirsi giocando con gli audiogames.

Questi sono solo alcuni dei contenuti che Accessibility Days offrirà a quanti vorranno prendere parte all’evento. È importante sottolineare che si può partecipare gratuitamente all’iniziativa, ma che è necessario iscriversi collegandosi al seguente link:

https://accessibilitydays.it/2022/it/iscriviti/

Dopo l’iscrizione, verrà fornito un link per richiedere di partecipare agli workshop d’interesse che sono a numero chiuso.

Per ulteriori informazioni sugli Accessibillity Days è possibile consultare il sito:

https://accessibilitydays.it/2022/it/

martedì 10 maggio 2022

Firenze, viaggio nella scuola per cani guida: “Il nostro metodo? Gentile e senza punizioni”

Fanpage del 10/05/2022

Le telecamere di Fanpage.it sono andate a Scandicci, dove si trova una delle pochissime scuole in Italia per l’addestramento di cuccioli in grado poi di accompagnare persone non vedenti.

SCANDICCI. Si trova a Scandicci, vicino Firenze, ed è una delle pochissime in Italia ad occuparsi dell'addestramento di cuccioli in grado poi di accompagnare per tutta la loro vita delle persone non vedenti. Le telecamere di Fanpage.it sono entrate negli spazi della Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi, la seconda al mondo (dopo la prima nata negli Stati Uniti), fondata nel 1929 dall'Unione Italiana Ciechi e poi gestita dal 1979 dalla Regione Toscana, per capire in che modo è possibile rendere il miglior amico dell'uomo anche un ottimo compagno di viaggio per chi non può fare pieno affidamento in tutti i cinque sensi. “Il non vedente deve avere una mappa in testa e dare i comandi al cane in base a quella” spiega Claudia Savoia, una delle istruttrici. “Non è lui a decidere come muoversi -continua- ma il comando è sempre dell'uomo, attraverso la voce e la guida”. E cioè quell'attrezzo, simile ad un guinzaglio rigido, usato in questi casi. “Il metodo che utilizziamo è il metodo gentile -aggiunge invece Corrado Migliorucci, responsabile tecnico della scuola e addestratore da una vita-. Quando il cane fa qualcosa che ci piace, viene premiato. In caso contrario, lo ignoriamo. Essendo un animale intelligente tende infatti a dare risposte che portano a un guadagno, sociale o materiale, mentre inibisce risposte che non portano a niente”. E le punizioni? “Non esistono per due motivi -chiarisce Migliorucci-: uno etico, perché non è giusto trattare male un cane, e uno diciamo strumentale. La punizione, se funziona, tende a interrompere un comportamento, ma non ne indirizza un altro. Noi però dobbiamo insegnare al cane a fare delle cose”. Ad esempio a fermarsi davanti a dei dislivelli, a superare gli ostacoli e a saperli riconoscere.

I cani addestrati a Scandicci, consegnati poi ai richiedenti di tutta Italia, sono in prevalenza Labrador e Golden Retrevier, due razze molto socievoli, ma anche in grado di riuscire a superare un momento che per altri potrebbe essere traumatico. “Di solito i cani che lavorano, ad esempio per la polizia come antidroga, restano per tutta la vita col loro istruttore -spiega Migliorucci-. Noi invece li addestriamo e li diamo ad altre persone, quindi servono cani in grado di sostenere questo, che non è da tutti”. I cuccioli, inoltre, nascono direttamente dalle fattrici della scuola oppure arrivano da allevamenti, soprattutto della zona. “Ne facciamo 24 o 27 all'anno, con due corsi di consegna da 12– prosegue il responsabile tecnico-. L'addestramento dura sei mesi, però si deve partire da cani già socializzati”. In altre parole, già abituati a muoversi in determinati contesti e a stare a contatto con tutto ciò che si trova nel mondo estero. Quando il cucciolo ha due mesi, quindi, va per almeno un anno o poco più in una famiglia affidataria, alla quale viene fornito cibo e cure mediche, tornando a scuola una settimana al mese per vedere come procede questa prima fase. “Agli affidatari diamo anche un libretto tecnico con tutte le esperienze che deve fare” sottolinea infatti Migliorucci, aggiungendo: “Tutti i cani hanno l'intelligenza per fare da guida, quello che ostacola il loro apprendimento è il timore di qualche cosa. Per far sì che questo timore non ci sia, bisogna socializzarlo subito, perché c'è un'età del cane, che va dai due ai mesi, in cui tutte le esperienze che vive sono positive e non fanno paura. In quella finestra è importante farlo uscire e addestrarlo prima che diventi troppo grande”.

Dopo la prima fase di socializzazione, i cani iniziano quindi il corso vero e proprio e alla fine, durante un periodo di due settimane, avviene la consegna ai nuovi padroni (anche se rimangono di proprietà della scuola, per evitare terribili abbandoni o utilizzi non adeguati) che li terranno per tutta la vita. In quelle stesse due settimane viene inoltre insegnato anche i futuri conduttori come comportarsi coi cani guida e come dare loro indicazioni per spostarsi in sicurezza, cercando anche di far nascere fra i due un feeling necessario per poter andare avanti insieme. “Non è facile, ci vuole tempo -interviene Claudia Savoia-. L'affiatamento si crea in sei o otto mesi”. Altro dettaglio, non meno importante: il cane si comporta in un determinato modo solo quando indossa la guida. "Quando non ce l'ha è come tutti gli altri -ricorda ancora l'istruttrice-: è fondamentale che distingua i due momenti, altrimenti verrebbe sottoposto a uno stress continuativo tutto il giorno. E questo non porterebbe certo una qualità di vita ottimale". La salute dell'animale, insomma, non è un dettaglio.

L'iter per ottenere un cane guida, inoltre, è gratuito, prevedendo però prima di tutto un giorno di vera e propria commissione, con incontri con medici e istruttori, per capire se la persona non vedente che ne fa richiesta si sa muovere in sicurezza col bastone. “Se si, sarà anche in grado di usare al meglio in cane guida” conferma Migliorucci, ricordando infine che oltre all'addestramento specifico di cui si è parlato finora, vicino Firenze si portano avanti da tempo anche progetti di pet therapy e corsi per cani con padroni con disabilità motorie, fra le altre cose. “La nostra maggiore soddisfazione -conclude- è poter vedere un non vedente che riesce a muoversi in maniera autonoma e sicura insieme al proprio cane”.

a cura di Beppe Facchini

Legge Europea sui Servizi Digitali e accessibilità: così proprio non va!

Superando del 10/05/2022

«Il testo su cui è stato trovato l’accordo non tutela le persone con disabilità su base di uguaglianza con le altre, perché considera l’accessibilità, che è un diritto umano fondamentale sancito dal quadro giuridico dell’Unione Europea, come una prestazione meramente volontaria, delegata sostanzialmente alla “benevolenza” dei fornitori di servizi digitali»: non usa mezzi termini l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, nel giudicare in modo molto negativo l’accordo raggiunto nei giorni scorsi tra il Parlamento e il Consiglio d’Europa, composto quest’ultimo dai vari Stati Membri, sul testo del DSA (Digital Services Act), la Legge sui Servizi Digitali, proposto due anni fa dalla Commissione Europea.

«Questo accordo – si legge in una nota diffusa dall’EDF – è stato salutato come una pietra miliare per la regolamentazione delle grandi piattaforme online, per la protezione degli utenti online e per la garanzia della libertà di espressione e delle opportunità per le imprese. E tuttavia esso non tutela affatto milioni di persone con disabilità, in primo luogo perché esse potrebbero semplicemente non essere in grado di accedere ai servizi digitali, se è vero che anziché stabilire obblighi di accessibilità per i servizi digitali, i decisori politici hanno deciso di includere codici di condotta volontari per i fornitori, basati sulla “benevolenza” degli stessi e lasciando quindi alla loro buona volontà le misure di accessibilità, in barba alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e a un approccio fondato sui diritti all’inclusione».

«Si tratta – proseguono dal Forum – di un risultato particolarmente deplorevole, dato che l’Unione Europea dispone già di una solida base giuridica e tecnica per garantire l’accessibilità alle persone con disabilità, ma invece di basarsi sulle prescrizioni della Legge Europea sull’Accessibilità (European Accessibility Act), questo accordo fa fare un passo indietro alla politica dell’Unione in materia di accessibilità, consentendo, per legge, il rischio di aumentare ulteriormente il già crescente divario digitale tra coloro che possono accedere e beneficiare delle nuove tecnologie e coloro che sono rimasti indietro nella transizione digitale. Ma non solo: il testo approvato, infatti, promette di conferire potere ai consumatori e alla società civile, in forme diverse, anche attraverso la possibilità di impugnare le decisioni di moderazione dei contenuti delle piattaforme e di chiedere risarcimenti, sia tramite meccanismi di controversia extragiudiziale che tramite ricorsi giurisdizionali. Questo è senz’altro molto importante e necessario per i consumatori di servizi digitali, ma se l’accessibilità viene considerata solo una buona pratica da includere nei codici di condotta, milioni di persone con disabilità potrebbero non essere in grado di utilizzare i social media, di accedere a notizie, di creare contenuti sulle piattaforme, di trovare informazioni attraverso i motori di ricerca o di avviare la propria attività online imprese. E le stesse persone con disabilità saranno meno tutelate di quelle senza disabilità, poiché ad esempio i meccanismi per segnalare l’incitamento all’odio o le merci illegali saranno anch’essi accessibili solo in base alla “benevolenza” dei fornitori di servizi digitali. Spetterà infatti a questi ultimi, solo se lo vorranno, garantire che le persone con disabilità abbiano il controllo sui propri dati privati e sui contenuti o prodotti raccomandati dagli algoritmi, cosicché i ricercatori con disabilità e le organizzazioni di persone con disabilità potranno svolgere azioni di monitoraggio e di studio solo se i fornitori decideranno di garantire l’accessibilità. E da ultimo, ma non certo ultimo, in caso di situazioni legate alla salute pubblica o ad altre emergenze, le persone con disabilità potrebbero non essere in grado di ricevere informazioni vitali, con conseguenze estremamente dannose per il loro benessere e la loro vita».

«Dopo le tante rassicurazioni che ci erano arrivate da parte del Consiglio d’Europa, degli Stati Membri, del Parlamento e della Commissione Europea sul fatto che si sarebbe raggiunto un compromesso soddisfacente per garantire l’accessibilità alle persone con disabilità – concludono dall’EDF -, siamo profondamente delusi da un testo che consentirà ad alcuni fornitori di servizi digitali semplicemente di ignorare l’accessibilità. Pertanto, esortiamo con forza una rettifica di questo accordo politico, prima che venga adottato il testo finale». (S.B.)

lunedì 9 maggio 2022

Museo Etrusco, per una maggiore fruizione del pubblico, modellini tattili...

Agenzia AGR del 09/05/2022

ROMA. Giovedì 12 maggio alle ore 17, presso la Sala della Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, sarà presentato il progetto “Il diritto alla bellezza dell’Arte. Il modellino tattile del Sarcofago degli Sposi”. Grazie all’Associazione di Volontariato Museum ODV, presieduta dall’architetto Maria Poscolieri, che lo ha ideato, e al finanziamento dell’otto per Mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi) è stato possibile realizzare, a cura dello Studio ArchitaLab di Roma, due modellini in 3D che raffigurano fedelmente in scala 1:33 il celebre Sarcofago degli Sposi e, a grandezza naturale, le teste dei due coniugi.

Una grande opportunità di fruizione per il pubblico con disabilità visiva che potrà vivere una straordinaria esperienza tattile, riconoscendo forme, profili e materiali di una delle opere etrusche più importanti al mondo.

I modelli, realizzati grazie alle scansioni digitali messe a disposizione del Museo, sono resi con un materiale sintetico durevole di alta qualità che al tatto riproduce fedelmente la ceramica. Insieme ai modellini sono state realizzate anche delle brevi didascalie inclusive, con testo in braille e in caratteri adatti al pubblico ipovedente, e un testo divulgativo in braille stampato su un supporto durevole, il cui contenuto potrà essere ascoltato e potrà essere letto dalle persone sorde anche tramite un QR code.

Il progetto ha visto il supporto scientifico e tecnico del Museo, nello specifico della dott.ssa Maria Paola Guidobaldi, conservatrice delle collezioni museali, e della dott.ssa Vittoria Lecce, responsabile del Servizio Accessibilità culturale.

I modellini prodotti saranno esposti in via permanente grazie a due postazioni tattili che saranno posizionate nella sala 12, in prossimità del Sarcofago degli Sposi. L’ufficio tecnico del Museo sta lavorando alla progettazione delle postazioni e all’adeguamento della sala, necessari per ospitare questi nuovi componenti.

L’impegno del Museo verso il miglioramento dell’accessibilità del pubblico con esigenze speciali è costante e si concretizza in diverse iniziative e progettualità che spingono verso il superamento delle barriere fisiche che impediscono una fruizione completa del percorso espositivo e verso l’inclusione di tutte le tipologie di pubblico, soprattutto di quelle con difficoltà motorie e/o cognitive. La fruizione delle persone con disabilità visiva è spesso fortemente limitata dall’impossibilità di toccare con mano i reperti delle collezioni, collocati all’interno delle vetrine o non idonei all’esplorazione tattile per la loro fragilità conservativa.

Questo progetto consentirà al Museo di sperimentare un nuovo approccio, più inclusivo e partecipato, e fornirà alle persone con disabilità visiva uno strumento più vicino alle loro reali necessità di fruizione. L’acquisizione dei modellini e la futura realizzazione delle postazioni tattili rappresentano un’importantissima innovazione che permetterà di migliorare significativamente l’esperienza di visita delle persone non vedenti e ipovedenti, così come di tutte le categorie di pubblico, regalando un‘esperienza più inclusiva e interattiva. (E. B.)

domenica 8 maggio 2022

Cento chilometri senza vedere: il lungo trekking contro gli stereotipi

Corriere del Trentino del 08/05/2022

Cento chilometri senza vedere: il lungo trekking contro gli stereotipi

Cammino san Vili special week è organizzata da Natourism su incarico del parco fluviale della Sarca e dalla cooperativa sociale Abc IRifor del Trentino, che da anni si occupa di disabilità visiva e uditiva. Dal 20 al 26 giugno, in concomitanza con le feste vigiliane, un gruppo di non vedenti percorrerà oltre cento chilometri di trekking da Madonna di Campiglio a Trento, insieme agli accompagnatori di media montagna Filippo Zibordi e Luca Stefenelli.

Per inquadrare il cammino nel contesto culturale che lo rende speciale, è utile ricordare la storia ad esso associata. La leggenda narra che Vigilio, terzo nella serie dei vescovi di Trento, morì il 26 giugno del 405 d.C. a Spiazzo in val Rendena: durante uno dei suoi viaggi per diffondere il cristianesimo nelle valli Giudicarie, fu contestato e colpito dal lancio di zoccoli, al punto che precipitò nel fiume e venne trascinato via dalla corrente. Il suo martirio trova diverse testimonianze, una su tutte la Pieve di Spiazzo a lui dedicata, costruita proprio su un masso in riva al fiume. L'itinerario seguito da Vigilio e dai cristiani trentini che ne riportarono il corpo a Trento con il corteo funebre è diventato oggi un trekking, che unisce la val Rendena al capoluogo.

Il cammino San Vili corrisponde al vecchio passaggio del Bus de Vela, raggiunto da Tione attraverso Ragoli, Stenico, Banale, Ranzo e il Vezzanese. Molte chiese sono presenti sul percorso: da san Vigilio di Spiazzo fino alla cattedrale di Trento. «Il cammino è stato ripristinato dalla Sat negli anni '80, era già sulla carta dal 1988 - spiega lo zoologo e divulgatore ambientale Filippo Zibordi - Ma il parco fluviale del Sarca più recentemente ha pubblicato una nuova mappa e ha messo in rete le strutture ricettive. In determinati punti si serve di strade forestali, tratti di asfalto e piste ciclabili, ma per lo più è sentiero. È stata una scoperta anche per me: si snoda lontano dai flussi turistici più importanti delle quote alte e permette di apprezzare una natura varia e assolutamente non inflazionata».

L'itinerario si presta a un trekking «dolce». «Lo percorreremo con un gruppo di non vedenti e i loro accompagnatori. Le iscrizioni comunque sono ancora aperte, e chiunque può unirsi. Anzi, più la partecipazione è eterogenea, tanto più l'esperienza arricchisce chi la prova. Abbiamo scelto il cammino san Vili perché si presta particolarmente ai non vedenti: sia per il tipo di fondo, sia per le esperienze sensoriali che possiamo incontrare durante il trekking. All'interno di questo itinerario abbiamo poi fatto degli aggiustamenti, in base alle possibili varianti, per andare ulteriormente incontro alle nostre esigenze. Abbiamo già fatto una prova a ottobre con una quindicina di persone, un gruppo misto».

Lo spettro della disabilità è molto ampio, e il termine non vedente fa comprendere poco. «Saremo in due accompagnatori, io e Luca Stefenelli. Nel gruppo ci saranno sia ipovedenti, che se seguono uno zaino dai colori sgargianti riescono già a orientarsi visivamente, sia chi ha perso la vista e chi invece non l'ha mai avuta. Per noi sarà un'esperienza ricca di sfumature. Anche il racconto della natura che ci circonda si modifica a seconda di chi ti trovi di fronte. Parlare a chi è non vedente dalla nascita richiede un approccio comunicativo diverso, completamente orientato sugli altri sensi. Anche le andature sono differenti: c'è chi procede accompagnato con un cordino, chi invece addirittura quasi corre».

La propriocezione è particolarmente sviluppata nei non vedenti e permette loro di sentire lo spazio intorno al corpo con una sensibilità straordinaria. Andare incontro a questo mondo richiede disposizione personale e una certa applicazione. «Abbiamo fatto dei corsi, insieme alle guide alpine, siamo stati anche bendati per riuscire a capire meglio l'approccio al camminare. Ho conosciuto ragazzi non vedenti che mi hanno spiegato come sono più morbidi sulle gambe, sulle caviglie, e come in questo modo riescono a sentire il terreno in maniera più progressiva rispetto a noi. Nel cammino che faremo ovviamente abbiamo fatto molta micro progettazione, non solo per quanto riguarda la scelta del percorso, ma di quello che andremo a scoprire. Avremo diverse esperienze sensoriali: il tatto ci permetterà di conoscere le piante intorno a noi attraverso il tocco della corteccia, delle foglie. Mettendo i piedi nel torrente potremo sentire l'acqua, e per l'udito avremo il suono della natura ad accompagnarci: il vento, il cinguettare degli uccelli. Un cammino di cinque, sei, sette giorni è una esperienza che ti cambia, perché la distanza viene coperta interamente a piedi, ci si allontana dalla quotidianità. Il tempo scorre in maniera diversa e l'uso costante dei muscoli influisce sul nostro benessere».

La natura opera un vero e proprio risveglio della persona in una tale condizione, e comunque un trekking di un centinaio di chilometri ha un effetto tangibile anche se ci si limita a considerare il fisico. «E poi ci si confronta per più giorni con altre persone, si costruiscono relazioni».

C'è di più: il cammino di san Vili percorso dai non vedenti è anche uno spunto di riflessione: in una società nella quale ormai siamo abituati a fotografare tutto per certificare a noi stessi e agli altri di avere vissuto un'esperienza, è la risposta di chi sa disporre della propria persona in maniera alternativa e forse più profonda, in pieno contatto con la propria intimità.

Sempre al servizio di chi ha bisogno. E ora il super-bastone

BresciaOggi del 08/05/2022

LIMBIATE. Il progetto Cani Guida dei Lions si sviluppa a Limbiate (MI) e punta ad addestrare ogni anno circa 50 cani per persone non vedenti. Tutto comincia nella nursery dove nascono i futuri cani guida, segue una prima fase con i Puppy Walker, ovvero una famiglia affidataria che si occupa dell’affiatamento cioè di educare il cane ad esempio a non sporcare in casa o a giocare nel modo giusto, infine rientrano in struttura per un periodo di addestramento con dei trainer qualificati. Il centro è attrezzato con una grande area che simula i percorsi che il cane si trova ad affrontare nella vita reale.

«Ogni anno abbiamo una lista d’attesa di 150 persone delle quali 50 vengono soddisfatte - spiega Ivo Benedetti Governatore del distretto 108ib2 Brescia, Bergamo e Mantova -. I fondi per sostenere questa iniziativa (ogni cane addestrato per la guida costa circa 15.000 euro) sono sostenuti dai 40.000 soci Lions in Italia. Nel nostro distretto abbiamo 1500 soci ed ogni anno raccogliamo fondi per donare dai 3 ai 5 cani alle persone non vedenti del nostro territorio». Il cane rimane di proprietà del centro di Limbiate ma di fatto viene donato a chi ne ha bisogno: «Se uno dei nostri conduttori per qualche motivo resta senza cane, scala la graduatoria perché non potrebbe più farne a meno - prosegue Benedetti -. Sono davvero due occhi per chi non vede, si crea una simbiosi, inoltre i cani permettono loro di acquistare una forte autonomia oltre ad un amico». Questo progetto rientra in una delle cause umanitarie globali per la vista promosse dai Lions.

«Proprio venerdì scorso abbiamo promosso a Desenzano un’iniziativa proposta da un nostro socio che ha inventato LETIsmart – chiude Benedetti -: si tratta di un upgrade del bastone elettronico normale che interagisce con i radiofari ubicati sul territorio in modo da dare al non vedente tutta una serie di informazioni aggiuntive per renderlo ancora più autonomo quando si deve muovere». (G.Fer.)

Cani guida, Logan è la certezza per Irene

Il progetto dei Lions dà frutti da anni: uno degli esempi è la simbiosi che si è creata tra la donna, cieca dalla nascita, e il suo labrador, ormai punto di riferimento irrinunciabile.

Tra le celeberrime frasi di Antoine de Saint-Exupéry spicca: «Gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare con il cuore». Ne è prova vivente Irene Verzeletti, 45 anni di Brandico, che, cieca dalla nascita, ha sintonizzato i suoi battiti con quelli di Logan, il suo inseparabile Labrador di undici anni e mezzo e compagno di avventure da ben dieci. «È arrivato da me in un momento molto difficile - racconta Irene -, mio papà stava facendo la chemioterapia e stavamo per perderlo. Da allora Logan è stato l’angelo di questa casa: ha portato tanta serenità».

Sì perché Logan è tutto per Irene: non solo un fedele amico sul quale contare ma anche un supporto concreto, in quanto si tratta di un cane guida addestrato. Logan è arrivato ad Irene grazie al progetto Cani Guida dei Lions che dal 1959 addestra e dona questi animali alle persone non vedenti dislocate sul territorio nazionale a titolo completamente gratuito: «I Lions forniscono anche libri parlati, borse di studio con la quale da ragazza ho comprato una bright light, uno strumento che all’epoca ci aiutava a prendere appunti, a leggere e si collegava ai computer, insomma insieme ne abbiamo passate tante - dice Irene -. Un cane pensavo di non riuscire a gestirlo, ma avrei dovuto fare prima questa scelta perché con Logan la vita è un’altra, ho imparato a fare tutto con lui: mi ha regalato l’indipendenza». Per aiutare Irene, Logan ha imparato vari comandi: di affiatamento come seduto, sdraiato, in piedi, e quelli di guida ad esempio destra, sinistra, dritto, andiamo, uscita, tutti in lingua tedesca: «I cani guida non sono robot ai quali dici “portami in ufficio” e lui come un navigatore ti guida. Il percorso lo devi conoscere tu, lui ti accompagna, evita gli ostacoli, ti fa capire se ci sono dei gradini o dei pericoli, trova l’uscita e, se ti perdi, ti riporta nel luogo che per abitudine è più familiare e vicino».

Per imparare una strada nuova serve una terza persona: «Sonia abita vicino a me e ci aiuta in questo contesto – spiega Irene -: facciamo la strada insieme prima per mano, poi con Logan al guinzaglio e continuiamo a percorrerla finché non iniziamo ad andare da soli. Le prime due volte è garantito che ci perdiamo, ma piano piano la strada diventa conosciuta per tutti e due». Nasce così una simbiosi con il cane ed è importante, quando è in guida e sta lavorando, che non venga distratto. Esistono infatti alcune piccole regole fondamentali per aiutare il cane guida e il suo proprietario nel momento della camminata, ad esempio: non dare da mangiare all’animale, non salutarlo o toccarlo, non ostacolare il passaggio. Un grande sostegno dunque ma soprattutto un compagno di vita irrinunciabile ed insostituibile: Una volta mi ha davvero salvato la vita - dice ancora Irene -. Eravamo alla stazione di Rovato, io sono arrivata davanti ad un gradino e noto che Logan si inchioda, nonostante lo tirassi non veniva perciò con il bastone ho controllato e mi sono resa conto che non era un gradino ma il binario!».

Logan la avvisa quando sta arrivando qualcuno alla porta, esita se nota che stanno sbagliando strada, la protegge la sera quando deve prendere l’autobus e soprattutto la sostiene in tutti i momenti della sua vita: È come se fosse metà di me e poi è il mio migliore amico. È molto bello essere accompagnati da un cane: ci dà libertà».

di Giada Ferrari

mercoledì 4 maggio 2022

Forlì. La Maddalena “mostrata” anche ai non vedenti e ai non udenti

Corriere Romagna del 04/05/2022

FORLÌ. La bellezza della mostra sulla Maddalena, ai musei San Domenico, disponibile anche alle persone con disabilità visiva e con disabilità uditiva. Grazie ai percorsi realizzati dal centro “Diego Fabbri” la valorizzazione della cultura forlivese e l’inclusione sociale sono risultati tangibili. Per gli ipovedenti o non vedenti è stata realizzata una audioguida che consente alle persone con questa disabilità di godere di particolari che difficilmente potrebbero essere percepiti con l’utilizzo di una normale audioguida per la mostra. La guida audiodescritta è fruibile on line utilizzando il proprio smartphone. Iniziativa che sta riscuotendo grande successo: domenica scorsa un gruppo di una ventina di persone, proveniente da Rimini, ha potuto “ammirare” le 22 opere prese in esame, grazie anche a due guide specializzate. «Da diversi anni – spiega Paolo De Lorenzi, direttore del centro “Diego Fabbri” – portiamo avanti progetti di inclusione sociale, anche attraverso audiodescrizioni per non vedenti di spettacoli teatrali. Da quell’esperienza abbiamo allargato il campo anche alle visite museali, grazie anche all’accordo con la Fondazione Cassa dei Risparmi. Così abbiamo realizzato una audioguida speciale per far “vedere” una selezione di 22 opere, scelte con la Fondazione e il direttore della mostra Gianfranco Brunelli».

Sempre il centro “Diego Fabbri” ha predisposto un percorso che consente anche alle persone con disabilità uditiva di visitare la mostra sulla Maddalena, con una guida in linguaggio LIS, fruibile attraverso una web app accessibile da un tablet che verrà consegnato all’inizio della visita. «C’è anche una versione scritta – aggiunge De Lorenzi – per potersi godere la visita. Sono iniziative sia per gruppi, ma anche per singole persone. Domenica era previsto un concerto-aperitivo al ridotto del “Fabbri”, la visita alla mostra, il pranzo. Un modo per formare gruppi con persone senza disabilità e abbattere le barriere. Chi viene è guidato da un accompagnatore che magari non sarebbe venuto alla mostra. Persone che vengono anche da fuori Forlì che permettono di incrementare anche il turismo. Finora le risposte che abbiamo avuto sono state molto positive, tutti sono molto contenti. Con il tempo siamo riusciti a perfezionare il progetto, anche grazie ai suggerimenti che ci sono forniti da ipovedenti e alla collaborazione con l’Università di Bologna e la sede di Interpreti e traduttori di Forlì. D’altra parte le descrizioni sono delle vere e proprie traduzioni delle opere».

Unione Europea e voto di tutte le persone con disabilità: la strada è aperta

Superando del 04/05/2022

«Ogni cittadino dell’Unione Europea, a partire dai 16 anni di età, comprese le persone con disabilità, indipendentemente dalla loro capacità giuridica, ha diritto di voto alle elezioni del Parlamento Europeo»: basta citare questo articolo, per capire l’importanza della Risoluzione approvata a maggioranza dal Parlamento Europeo, per modificare la Legge Elettorale dell’Unione. La parola passerà ora agli Stati Membri, ma se la riforma andrà in porto, essa avrà inevitabilmente un effetto positivo sui diritti delle persone con disabilità anche in sede di elezioni nazionali, regionali e locali

BRUXELLES. La Risoluzione adottata alla fine di marzo dalla Commissione per gli Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, comprendente la proposta di una nuova Legge Elettorale dell’Unione Europea, di cui avevamo riferito anche sulle nostre pagine, è stata adottata ieri, 3 maggio, dall’Assemblea Plenaria dello stesso Parlamento Europeo, con 323 voti favorevoli, 262 contrari e 48 astenuti. Il testo verrà ora presentato al Consiglio dell’Unione Europea, poiché la decisione finale di modificare la Legge Elettorale dell’Unione, che risale al 1976 ,dovrà essere presa dagli Stati Membri.

Per capire l’importanza di questa Risoluzione per le persone con disabilità, basterà citarne alcuni articoli, a partire dal 4°, che recita: «Ogni cittadino dell’Unione a partire dai 16 anni di età, comprese le persone con disabilità, indipendentemente dalla loro capacità giuridica, ha diritto di voto alle elezioni del Parlamento Europeo».

L’articolo 6, quindi, obbliga gli Stati Membri dell’Unione «a garantire che le persone che vivono in contesti residenziali chiusi possano esercitare il loro diritto di voto», mentre l’articolo 7 si occupa di varie prescrizioni relative all’accessibilità del voto, ovvero: «Gli Stati Membri garantiscono che tutti i cittadini, comprese le persone con disabilità, abbiano eguale accesso ai materiali pertinenti, alle strutture elettorali e ai seggi elettorali» (comma 1), «Sulla base dei loro sistemi di voto nazionali, gli Stati Membri mettono in atto disposizioni adeguate allo scopo di facilitare l’esercizio del diritto di voto da parte delle persone con disabilità in modo indipendente e segreto» (comma 2) e «gli Stati Membri provvedono affinché le persone con disabilità ricevano, su loro richiesta, assistenza al voto da una persona di loro scelta» (comma 3).

E da ultimi, ma non ultimi, gli articoli 8 e 17 stabiliscono anche obblighi di accessibilità rispettivamente per il voto per corrispondenza e rispetto alle campagne elettorali.

Particolare soddisfazione viene espressa dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che nel testo approvato vede sostanzialmente riconosciute quasi tutte le proprie proposte di questi anni sulla materia del diritto al voto. «Con questa Risoluzione – commenta infatti Yannis Vardakastanis, presidente del Forum -, il Parlamento Europeo dimostra il proprio impegno per una democrazia europea più forte e inclusiva. Da parte nostra continueremo a lavorare con i nostri membri europei e nazionali per trasformare questa nuova Legge Elettorale in realtà e garantire che tutte le persone con disabilità godano degli stessi diritti politici di qualsiasi altro cittadino e cittadina».

«Avere infatti una nuova Legge Elettorale dell’Unione Europea in linea con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – aggiunge – avrà inevitabilmente un effetto positivo sulle elezioni nazionali, regionali e locali».

Permane per altro una criticità non ancora risolta, nel testo approvato, da individuare nell’articolo 5, riguardante il diritto alla candidature, in cui quest’ultimo non viene esplicitamente garantito indipendentemente dallo stato di capacità giuridica. Questo, secondo l’EDF, farà sì che nella maggior parte dei Paesi dell’Unione continuerà a impedire alle persone con disabilità intellettive e psicosociali di candidarsi alle elezioni. (Stefano Borgato)

martedì 3 maggio 2022

A MONZA ARRIVA IL BEL, IL BASTONE “PIPISTRELLO” CON I RADAR CHE AIUTA I NON VEDENTI AD EVITARE GLI OSTACOLI ANCHE A DISTANZA

La vita di Gianluca è cambiata. Grazie a quel bastone elettronico che emette vibrazioni radar simili a quelle di un pipistrello, può muoversi in modo ancora più autonomo e sicuro rispetto a quanto già oggi succede con l’utilizzo del bastone bianco.

Un dono speciale quello ricevuto nei giorni scorsi da Gianluca Russo, giovane non vedente e Consigliere della sezione UICI monzese. In occasione dell’assemblea dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Monza che si è svolta al Dehon, il Lions Club Monza Parco ha donato a Gianluca il BEL (Bastone Elettronico Lions). Si tratta di un dispositivo progettato con un’impugnatura ergonomica, tramite un fascio di raggi ultrasuoni rileva ostacoli fino a 4 metri di distanza. La persona non vedente riceve una vibrazione su di un dito che gli permette di scoprire con anticipo gli ostacoli ed evitarli.

Questo sistema “radar” , simile al comportamento dei pipistrelli, è inserito nel manico e fa sì che la vibrazione diventi sempre più insistente con l’avvicinarsi all’ostacolo: il tempo che il segnale impiega a ritornare indietro, fornisce la misura della distanza che intercorre tra il non vedente e l’ostacolo.

La vibrazione rileva anche intralci verticali, sino ad un metro e ottanta di altezza, come per esempio i rami degli alberi sporgenti sui marciapiedi ed emette vibrazione di diversa entità. Così che mentre il classico bastone bianco permette alla persona non vedente di intercettare ed evitare ostacoli presenti sul terreno quando il bastone lo percepisce, il BEL gli permette di evitare anche gli ostacoli verticali con anticipo.

“Un grazie immenso ai Lions – commenta Silvana Oliva, presidente dell’UICI di Monza -. Sono sempre presenti e sensibili ai nostri bisogni. Da anni ci sostengono con i progetti dei cani guida, del libro parlato, della raccolta degli occhiali usati, con la campagna di prevenzione dell’ambliopia ai bambini nelle scuole materne e nelle strutture scolastiche. Adesso anche con questo preziosissimo dono che certamente ha migliorato la qualità di vita del nostro Gianluca”.

Alla cerimonia di consegna del BEL erano presenti Sergio Pozzi presidente del Lions Club Monza Parco, Roberto Pessina responsabile distrettuale del Comitato cecità ed ipovisione, e dei Lions Filippo Lavaggi, Angelo Mauri e Pasquale Cammino.

(Nella foto: la Presidente UICI Monza Silvana Oliva con i rappresentanti dei Lions che consegna il BEL a Gianluca)

sabato 30 aprile 2022

Maculopatia legata all'età colpisce 1 milione di italiani, informazione "chiave"

Tiscali news del 30/04/2022

ROMA. Tra le maculopatie, la degenerazione maculare legata all’età (Dmle) è la prima causa di perdita della vista nei Paesi industrializzati. In Italia si calcola che ne siano affette circa un milione di persone (tra diagnosticate e non) e ogni anno si registrano circa 50mila nuovi casi. Il trattamento delle maculopatie è sensibilmente migliorato negli ultimi anni, con l’introduzione dei farmaci anti-Vegf (somministrati tramite iniezioni intra-vitreali), che si sono dimostrati efficaci nello stabilizzare o perfino migliorare l’acuità visiva, oltre che la qualità di vita dei pazienti. E' evidente, dunque, che un elemento fondamentale per il successo della terapia sia il coinvolgimento del paziente nel proprio percorso di cura e nella conoscenza degli strumenti necessari per affrontarlo. All'informazione in tema di maculopatie è stata dedicata l’iniziativa virtuale 'Chiedi all’esperto', rivolta al pubblico, e organizzata sulla pagina Facebook della campagna di Bayer #salvarelavistasipuò. “Ci stiamo accorgendo sempre più che il rapporto di comunicazione tra medico e paziente debba essere migliorato - ha dichiarato Massimo Nicolò, responsabile del Centro retina medica e maculopatie, Clinica oculistica, policlinico San Martino di Genova - per questo motivo ritengo che iniziative come questa siano molto utili, perché in modo semplice e immediato si riesce ad entrare in contatto con un numero significativo di persone, a cui spiegare chiaramente tutti gli aspetti del mondo delle maculopatie, compreso il percorso terapeutico. È importante che il paziente sappia - continua - che, se viene colpito da una forma di maculopatia essudativa, dovrà essere curato con iniezioni intra-vitreali da praticare ad intervalli regolari e che, mediamente, in un anno dovrà ricevere circa 7- 8 iniezioni". “Fortunatamente, oggi, sappiamo che sono disponibili farmaci che, grazie a protocolli terapeutici ad hoc, a parità di efficacia, permettono di diminuire sensibilmente il numero di iniezioni necessarie per mantenere una stabilità della malattia", aggiunge Nicolò. “E’ comunque, comprensibile che un paziente, durante una visita oculistica, non si trovi perfettamente a proprio agio e si ‘dimentichi’ di porre una domanda allo specialista. Con questa iniziativa, si è data la possibilità a chi non ha avuto l’occasione di un confronto più approfondito con il proprio medico di avere i chiarimenti attesi”. "Oggi i cittadini consultano la rete in merito alla loro salute, perché hanno molte domande da porre e necessitano di altrettante informazioni. Il problema è che nel web e in particolar modo nei social ci sono più fake news che notizie rigorosamente validate. Per questo motivo i pazienti non devono essere lasciati soli. E', quindi, importante riuscire a coniugare lo stile dei social, che ormai coinvolge tutti noi e che è indubbiamente immediato, ingaggiante e coerente con le aspettative dei pazienti, con la spiegazione di informazioni scientifiche", dichiara Guendalina Graffigna, ordinario di Psicologia dei consumi e della salute presso l’università Cattolica di Cremona e direttore del Centro di ricerca EngageMinds Hub, specializzato nella promozione del patient engagement, che fatto da moderatrice nella diretta Facebook, raccogliendo le domande arrivate dal pubblico e rivolgendole all'esperto. Lanciata nel marzo 2020 - ricorda bayer in una nota - la campagna #salvarelavistasipuò ha dimostrato di essere un punto di riferimento importante per chi soffre di questa patologia, raggiungendo circa due milioni di utenti, 28.000 dei quali sono diventati follower attivi su Facebook, dove circa 500 interagiscono quotidianamente con la pagina. Oltre 3.500 tra pazienti e caregiver, poi, grazie a contenuti e servizi personalizzati, hanno intrapreso un percorso di consapevolezza della maculopatia. Attraverso la piattaforma di paginemediche.it, nata per facilitare la relazione medico-paziente, è stata creata la pagina https://salvarelavistasipuo.paginemediche.it, che offre contenuti multimediali e strumenti interattivi utili nel percorso di comprensione della patologia e nella gestione del piano terapeutico. In occasione della diretta #SalvareLavistaSiPuò 'Chiedi all’esperto', Pagine Mediche ha amplificato i contenuti dell’iniziativa con la pubblicazione di nuove notizie, oltre alla pubblicazione di un post organico contemporaneamente su Facebook, Twitter e LinkedIn. "Le soluzioni web applicate alla comunicazione nell’ambito healthcare hanno notevolmente favorito la diffusione delle informazioni e delle conoscenze, migliorando la consapevolezza del paziente e facilitando il rapporto medico-paziente - ha affermato Simona Gatti, Responsabile Medical Affairs Specialty di Bayer – Le terapie intravitreali hanno cambiato il decorso della degenerazione maculare, riducendo l’ipovisione causata dalla patologia. Per garantire il mantenimento dei miglioramenti, tuttavia, è fondamentale che la terapia sia studiata ‘su misura’ per ogni paziente, il quale deve essere seguito e incoraggiato, portandolo a comprendere l’importanza dell’appropriatezza terapeutica. Ogni trattamento, anche il più innovativo, perde efficacia se non è seguito in modo scrupoloso. Per questo - conclude - Bayer ha sempre dimostrato particolare attenzione e sensibilità nel favorire l’aderenza alle terapie, rivolgendosi ai pazienti in modo semplice e appropriato, attraverso modalità e strumenti che l’evoluzione tecnologica rende via via disponibili”.

giovedì 28 aprile 2022

Attività formative anno 2022 – Evento formativo nazionale per Fisioterapisti non vedenti, ipovedenti e figure equipollenti a vario titolo (D.M. Salute 13 marzo 2018 e 09 agosto 2019) “LA RIABILITAZIONE DELLA SPALLA” – Percorsi di Valutazione e Trattamento

Comunicato IRIFOR Centrale n. 12/2022

L’I.Ri.Fo.R. Nazionale, su proposta del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale Fisioterapisti e Massofisioterapisti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, organizzerà un evento formativo accreditato nell’ambito del Programma nazionale di Educazione Continua in medicina (E.C.M.) dal titolo “La Riabilitazione della spalla” – Percorsi di Valutazione e Trattamento nelle Dinamiche Post-Chirurgiche, Post Traumatiche, Disfunzionali del Cingolo Scapolo, Omero-Claveare.

Il corso mira a fornire al fisioterapista gli strumenti teorico-pratici per un approfondito approccio valutativo e riabilitativo del complesso distretto articolare della spalla.

Si parlerà di anatomia, biomeccanica, valutazione clinica e funzionale del paziente, somministrazione di test specifici, patologie di spalla, interpretazione e “diagnosi” fisioterapica, schemi di trattamento specifici, complicanze riabilitative e loro trattamento, protocolli di diagnosi differenziale, tecniche chirurgiche, terapia fisica.

Saranno affrontate patologie di natura ortopedica, traumatica, sportiva e neurologica.

La parte pratica sarà di fondamentale importanza e si occuperà dell’apprendimento e della realizzazione delle corrette prese nella mobilizzazione articolare, della miglior progressione, all’interno del progetto riabilitativo, nel recupero articolare passivo e muscolare.

Finalità

– Acquisire competenze di ragionamento clinico, di appropriatezza nell’uso di test valutativi propri del cingolo Scapolo, Claveo, Omerale, capacità di approcciare percorsi riabilitativi quanto più funzionali alla persona.

– Acquisizione dei Crediti Formativi E.C.M. necessari al fabbisogno triennale 2020/2022 nell’ambito del Progetto di Aggiornamento professionale attinente l’“Educazione Continua in Medicina” (E.C.M.) del triennio 2020/2022 dell’Age.Na.S., Co.ge. A.P.S. del Ministero della Salute

Destinatari

Il Corso è rivolto a:

– Fisioterapisti non vedenti e ipovedenti

– Fisioterapisti equipollenti non vedenti e ipovedenti (D.M. 27/07/2000)

– Massofisioterapisti non vedenti e ipovedenti (solo coloro iscritti agli Elenchi Speciali ad Esaurimento (D.M. 09/08/2019)

– Fisioterapisti Vedenti (Max 4 unità)

– Un solo posto è riservato a laureanda/o non vedente o ipovedente che, a 30gg dall’inizio del corso, risulti in possesso di certificazione di completamento del percorso di studi e che sia in attesa della discussione della tesi (Max 1 unità) – certificato di invalidità civile (legge 138/2001 Art. 2, 3, 4)

Numero di Corsisti

– Numero Minimo per l’attivazione del corso: 18 corsisti entro il 31 maggio 2022 o fino ad esaurimento posti.

– Numero massimo di partecipanti: 22 corsisti

– Numero massimo di Fisioterapisti vedenti: quattro (4) corsisti con pagamento dell’intera quota. Tali richieste potranno essere prese in considerazione solo dopo il raggiungimento del numero minimo di 14 discenti non vedenti o ipovedenti.

– Numero massimo di laureandi non vedenti o ipovedenti: un (1) partecipante senza crediti E.C.M. (quota ridotta di Euro 320,00 e richiesta di iscrizione da prendere in considerazione solo se sarà superato il numero di 18 iscritti)

Per ulteriori informazioni sulle quote di iscrizione e sulle modalità di adesione, si invita a scaricare il comunicato in oggetto in versione integrale unitamente ai relativi allegati all’indirizzo:

https://www.irifor.eu/comunicato-n-12-attivita-formative-anno-2022-evento-formativo-nazionale-per-fisioterapisti-non-vedenti-ipovedenti-e-figure-equipollenti-a-vario-titolo-d-m-salute-13-marzo-2018-e-09-ago/

Il Crocifisso ispirato alla Sindone realizzato da un non vedente

Famiglia Cristiana del 28/04/2022

A realizzarlo lo scultore Andrea Bianco: «Il Sacro Telo non l’ho mai visto. Udito e tatto sono i miei strumenti di lavoro. L’ho mostrato perfino al mio ortopedico, per essere sicuro della correttezza delle proporzioni e dei dettagli anatomici».

TORINO. Un crocifisso ispirato all’uomo della Sindone: una piccola scultura in bronzo, fissata a una croce in legno di ciliegio. Piccola nelle dimensioni, ma densa di significati. Un crocifisso “atipico”, che trascende l’iconografia tradizionale (ereditata da millenni di storia dell’arte), per restituirci un’immagine più coerente con i dati storici e scientifici relativi alla crocifissione, pratica di disumana crudeltà, che esponeva il condannato a sofferenze indicibili. Ma quell’opera è atipica anche perché nata in modo speciale: a realizzarla, infatti, è stato lo scultore non vedente Andrea Bianco.

«La Sindone non l’ho mai vista» racconta. «Udito e tatto sono i miei strumenti di lavoro». Con l’udito l’artista ha ascoltata le minuziose descrizioni di Emanuela Marinelli (studiosa di Sindone da decenni e autrice di svariate pubblicazioni in materia). E con il tatto ha modellato l’opera, passo dopo passo, sottoponendo via via il suo lavoro alla studiosa, ma anche ad altri occhi esperti: «L’ho mostrato perfino al mio ortopedico, per essere sicuro della correttezza delle proporzioni e dei dettagli anatomici».

Un cammino paziente, delicato e tenace. Un risultato raggiunto per vie alternative, sicuramente più ardue, ma non meno efficaci. Sì, perché, alla fine, ciò che si ha davanti agli occhi non è l’opera di un artista non vedente, ma è l’opera tout-court, l’opera e basta. Senza bisogno di aggettivi o specificazioni. Rispetto alle rappresentazioni tradizionali, nel crocifisso sindonico saltano all’occhio alcuni dettagli, come spiega lo stesso Andrea Bianco: «Il capo è molto reclinato in avanti. Un lembo della barba è strappato, il setto nasale è rotto. Si nota un colpo di bastone sullo zigomo destro. E un occhio è tumefatto, come quello di un pugile. Inoltre sulla fronte c’è un rivolo di sangue che sembra disegnare un 3».

E ancora: «I chiodi non sono nelle mani, ma nei polsi, e i pollici quasi non si vedono, come effetto della lesione dei nervi causata dai chiodi».

Poi, scendendo, si notano il colpo di lancia sul costato e diverse altre ferite, conseguenze di cadute e colpi di flagello. Tutti questi dati derivano dalla lettura del telo sindonico. E hanno un peso rilevante, poiché, come gli studi di anatomopatologi e altri specialisti hanno messo in luce, l’immagine impressa sul sudario torinese riproduce in maniera fedele le condizioni di un uomo sottoposto a crocifissione e deceduto per asfissia. Il crocifisso sindonico, dunque, cerca una coerenza scientifica, «però è anche un’opera davanti alla quale viene voglia di pregare» commenta Emanuela Marinelli, suggellando una collaborazione ormai consolidata con lo scultore. Infatti, già nel 2021, sempre sotto la guida della studiosa, Andrea Bianco aveva realizzato una scultura intitolata Ecce Homo, ispirata al volto della sindone. «Ora potremmo proseguire» rilancia Marinelli, «con un’immagine del Cristo morto, deposto dalla croce».

Presentato nella cattedrale di Torino (quindi a pochi passi dalla teca che custodisce il sudario) durante un momento di preghiera presieduto da don Carlo Franco, parroco del Duomo, il Crocifisso resterà esposto in chiesa per tutto il periodo pasquale. Successivamente verrà traslato nel sottostante museo diocesano e collocato nella sezione relativa alla Sindone.

di Lorenzo Montanaro

giovedì 21 aprile 2022

La luce dell’arte illumina il nero di Burri anche per i non vedenti

Il Dubbio del 21/04/2022

La mostra "La luce del nero" ideata e progettata dalla Fondazione palazzo Albizzini - Collezione Burri di Città di Castello. Visite aperte fino al 28 agosto.

CITTÀ DI CASTELLO. Le dita che sfiorano la creta, due occhi che possono solo immaginare, non potendo vedere. Se c’è qualcosa di universale al mondo, a cui tutti dovrebbero avere il diritto di accedere, quella è l’arte. E se è vero che l’arte è una forma visiva di poesia, ancor di più dovrebbe essere permesso di accedervi anche ai non vedenti. È sulla scia di questo assunto che la Fondazione palazzo Albizzini – Collezione Burri di Città di Castello ha ideato e progettato la mostra La luce del nero, in collaborazione con l’associazione Atlante servizi culturali (Asc).

L’obiettivo, secondo Gregorio Battistoni, presidente di Asc, è «la partecipazione dei non vedenti alle mostre temporanee e il permettere a questo pubblico di interagire e comprendere l’arte». Un intento nobile reso possibile nell’ambito del programma “Europa Creativa 2020” con il progetto “Beam Up” ( Blind Engagement In Accessible Museum Projects 2020- 2023), che ha lo scopo di rendere più accessibili i musei del vecchio continente. La mostra, visitabile da venerdì scorso e fino al 28 agosto, è a cura di Bruno Corà, presidente della Fondazione palazzo Albizzini, ed è stata allestita negli spazi dedicati alle esposizioni temporanee nella sede degli Ex Seccatoi del Tabacco, uno dei due poli museali dedicati al maestro Alberto Burri nella sua Città di Castello e rimessi a nuovo durante il periodo di chiusura forzata causa pandemia.

La mostra propone un’esperienza percettiva del Nero al pubblico sia vedente che non vedente, fornendo esempi di materiali e tecniche usate dagli artisti. In questo modo, nel percorso fruitivo della mostra avvengono processi cognitivi idonei a partecipare a un’esperienza, per molti versi, immediata e fortemente stimolante. Che le persone non vedenti possono vivere grazie a percorsi tattili e riproduzioni in braille capaci di far apprezzare la diversità dei vari materiali usati dagli artisti e la storia che si cela dietro ogni opera.

Nella mostra, oltre a quelli di Burri, sono presenti infatti lavori di Agnetti, Bassiri, Bendini, Castellani, Fontana, Hartung, Kounellis, Lo Savio, Morris, Nevelson, Nunzio, Parmiggiani, Schifano, Soulages e Tàpies. Artisti che hanno fatto del nero, considerato per molti secoli un “non- colore”, la base della propria vena creativa. «Il titolo di questa mostra nasconde un’ambizione – spiega Corà – la visione dell’opera non è solo un fatto oculare, ma è soprattutto mentale: è quello che si percepisce e deriva dall’opera e questa energia si può cogliere solamente se c’è un atto introspettivo». Al progetto hanno collaborato come partner la Fondazione istituto dei ciechi di Milano per tutti gli aspetti inerenti alla disabilità visiva e, per il settore museale, The Glucksman – museo di arte contemporanea nel campus dell’Università di Cork e il Museo di Arte Contemporanea di Zagabria.

Secondo Francesco Cusati, della Fondazione istituto dei ciechi di Milano, e Loretta Secchi, della Fondazione istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna, in una visita a un museo è importante poter toccare ciò che gli altri vedono. «Il tatto è un senso estremamente importante per una persona con una disabilità visiva e in questa mostra lo si potrà stimolare al meglio», commentano. Tra le opere presenti, Nero e oro di Alberto Burri, del 1993, Assioma- Darkness like the last point of light, di Vincenzo Agnetti, del 1970 e Concetto spaziale, attese, di Lucio Fontana, del 1959. Protagonista, in ognuna di esse, il nero.

A studiare le modalità di partecipazione dei non vedenti alla mostra hanno pensato direttamente le persone disabili, confrontandosi su ciò che può avvicinare maggiormente l’esperienza visiva di un’opera al suo eguale, ma al buio. Da qui è nata, ad esempio, l’idea di riprodurre in scala reale una porzione del Cretto di Gibellina, opera realizzata da Burri negli anni ’ 80 sulle macerie del terremoto del Belice, che per sua natura avvolge chi lo percorre e si presta perciò a un’esperienza percettiva totale.

«Tanta strada è stata percorsa nel sentiero dell’accessibilità e questo ha permesso, tramite tecniche e tecnologie sempre più avanzate, di far creare una propria idea dell’opera d’arte ai disabili della vista», sottolineano Nadia Bredice e Debora Tramentozzi, ragazze non vedenti che hanno attivamente collaborato alla realizzazione della mostra. «É indubbio che la vista è il senso del panorama – è il loro ragionamento – ma è altrettanto indubbio che il tatto è il senso del dettaglio, del particolare che resta indelebile al tocco e, infine, alla mente e al cuore: è proprio la percezione di tali dettagli che costituisce la chiave che rende partecipe anche il disabile visivo del bello dell’arte».

di Giacomo Puletti

Ottava Giornata Regionale del Turismo Sociale – Pavia, 21 maggio 2022

Progetto e Programma:

L’ottava giornata regionale del Turismo Sociale sarà così articolata:

1- Ritrovo di tutti i partecipanti alle 9.00 presso l’atrio della stazione ferroviaria di Pavia.

2- Ore 9.30, incontro con le guide, formazione dei gruppi ed inizio Tour: Basilica di San Pietro, visita del Centro Storico con Piazza della Vittoria, Palazzo Broletto, Duomo, Basilica di San Michele Maggiore e Cortili dell’Università;

3- ore 13:00 circa, Ritrovo dei partecipanti presso il “Ristorante Pizzeria Da Giulio” in V.le Matteotti 39 per il pranzo;

4- Ore 14.30 circa, inizio delle visite guidate del pomeriggio: Castello Visconteo;

5- Ore 16:30, conclusione della giornata culturale e rientro alla stazione ferroviaria di Pavia o ai punti di ritrovo concordati, per chi è giunto con altri mezzi.

6- Per rendere più fluida la coordinazione negli spostamenti lungo le vie di Pavia, si consiglia a ciascun socio un accompagnatore.

7- I cani guida sono ammessi in tutti i luoghi visitati.

8- La visita guidata agli interni è gratuita per tutti i partecipanti.

9- Quota di partecipazione: Euro 25 pro capite.

10- Servizi compresi: pranzo (menù con possibilità di portate vegetariane) composto da antipasto, primo piatto, secondo piatto, dessert, caffè, acqua naturale e frizzante, vino; servizio guide per l'intera giornata; organizzazione tecnica e materiale informativo.

11- Servizi esclusi: quanto non specificato nella voce Servizi compresi.

12- L’iniziativa potrà essere organizzata e confermata solo se si raggiungerà il numero minimo di 25 persone tra soci ed accompagnatori.

Per iscriversi contattare la propria Sezione territoriale U.I.C.I.

mercoledì 20 aprile 2022

Patrimonio culturale e giovanissimi, monumenti in scala con una stampante 3D

Ottopagine del 20/04/2022

BENEVENTO. Promuovere la partecipazione dei bambini e degli adolescenti al patrimonio artistico e culturale di Benevento e del territorio sannita utilizzando un approccio globale attraverso sistemi tecnologici sofisticati e innovativi. È l’obiettivo di “Educart3D”, progetto promosso e realizzato dalla cooperativa sociale onlus “La Meridiana” di Benevento con il contributo del Dipartimento per le politiche per la famiglia della Presidenza del Consiglio.

L’idea progettuale è la riproduzione in scala dei monumenti locali, mediante l’utilizzo di una stampante 3D ad alte prestazioni. Attraverso attività laboratoriali ed esperienziali tematiche saranno studiati i monumenti in miniatura, che riproducono fedelmente l’architettura e lo stile dell’opera originale. Durante i laboratori tematici, ogni bambino potrà scegliere e personalizzare un’opera in scala con colori e temi preferiti. Tutte le riproduzioni saranno corredate da un testo in braille, per bambini ipovedenti e non vedenti. Si privilegerà l’apprendimento informale sotto forma di gioco, immaginando lo stupore di un bimbo che si ritrova fra le mani una chiesa, un teatro, una scultura.

Il gioco è una delle principali modalità attraverso le quali i bambini apprendono, può contribuire ad arricchire l’apprendimento e a sviluppare competenze indispensabili per la vita di tutti i giorni. L’apprendimento sarà organizzato per fasce omogenee d’età, sotto forma di: giochi simbolici (6-7 anni), giochi di regole (7-11 anni), giochi di costruzione (dagli 11 anni in su).

Il progetto prevede di portare fisicamente i bambini sui luoghi della cultura e della conoscenza del Patrimonio artistico locale, attraverso delle visite guidate, quale momento di socialità e scoperta del territorio. Non a caso sono previsti laboratori di pittura, scultura, ceramica e argilla dove i bambini sotto la supervisione di esperti del settore, potranno dare la loro libera interpretazione dell’arte, producendo manufatti in ceramica, oggetti in pasta di legno, oggetti di argilla, potranno dipingere su tele e cartoncini con tempere, gessetti, colori a olio ecc.

“Il valore qualitativo della nostra proposta progettuale – spiegano i responsabili della cooperativa sannita - risiede nella capacità di coinvolgere nella fruizione del patrimonio artistico e culturale del territorio, un pubblico difficilmente raggiungibile. Per rendere attraente la nostra proposta abbiamo puntato infatti sulle moderne forme di riproduzione degli oggetti date dalla stampa 3d. Per ogni attività è stato valutato il grado di attendibilità e realismo rispetto all’utenza coinvolta e alle risorse finanziarie necessarie.

Le visite guidate per i ragazzi interesseranno il Complesso monumentale di Santa Sofia (Patrimonio UNESCO), l’Arco di Traiano, il teatro Romano, l’Hortus Conclusus , il Duomo di Benevento, Bue APIS, l’Obelisco egizio e il quadro di Manfredi, che rappresenta la battaglia di Benevento, gli Scavi archeologici e arco del Sacramento, l’Osservatorio Astronomico del Sannio, Geobiolab (museo della scienza multimediale), il Museo del Sannio, il Museo Archeologico del Sannio Caudino con l’imponente Castello di Montesarchio, il Paleolab (Museo multimediale di geologia e paleontologia dove si trovano i fossili del cucciolo di dinosauro ribattezzato col nome di “Ciro”) e il parco dei Dinosauri di San Lorenzello.

Per ogni sito sarà realizzata la riproduzione in 3d di un’opera e, successivamente, sarà organizzata una visita guidata del complesso monumentale da cui l’opera è stata estrapolata. A conclusione del progetto, per ogni punto gioco è previsto un evento finale con la partecipazione dei bambini, delle famiglie e di tutto il personale coinvolto nella realizzazione delle attività.