mercoledì 22 maggio 2019

Proposta di Esperienza velica: da Napoli all’Isola d’Elba, 24/31 agosto 2019

Comunicato della Sede Centrale UICI n. 68/2019

Carissime e carissimi tutti, si apre l'opportunità per chi ama viaggiare in modo alternativo e senza inquinare, di trascorrere una settimana in crociera su Adriatica, la grande barca a vela di "Velisti per caso". La trasmissione televisiva che andava in onda su Rai 3 con Patrizio Roversi e Syusy Blady. Una nave a vela di venticinque metri, con due agevoli corridoi laterali, due grandi e comodi pozzetti e tanto spazio a bordo per prendere il Sole o per partecipare alle manovre. Sotto coperta Adriatica ospita due salotti, una stazione radio, la cucina e un grande tavolo. Le cabine sono ampie e tutte con bagno e lucernario. Un viaggio che dal 24 al 31 agosto ci porterà da Napoli all'Isola d'Elba. Un viaggio che farà scoprire le meraviglie del mare, del suo movimento, del vento e delle splendide isole del Tirreno meridionale. I posti sono limitati e per informazioni e contatti scrivere a:

Dario@noisyvision.org o visitare il sito:


Inclusione scolastica, Bussetti: passo avanti per gli alunni con disabilità

Cambia radicalmente l'approccio alla disabilità in ambito scolastico. Il Consiglio dei Ministri ha approvato lunedì, in via preliminare, un importante provvedimento che interviene per modificare significativamente le nuove norme in materia che sarebbero entrate in vigore il prossimo settembre e che vengono riviste.

ROMA. Passo avanti nell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità: il Consiglio dei Ministri ha approvato lunedì, in via preliminare, un importante provvedimento che interviene per modificare significativamente le nuove norme in materia che sarebbero entrate in vigore il prossimo settembre e che vengono riviste mettendo sempre di più al centro lo studente e le sue necessità. A partire dall'assegnazione delle ore di sostegno che, d'ora in poi, avverrà anche con il coinvolgimento delle famiglie, fino ad oggi lasciate fuori da questo processo. Cambia radicalmente l'approccio alla disabilità in ambito scolastico. L'Italia, già all'avanguardia in materia, si allinea definitivamente al principio riconosciuto dalle Nazioni Unite secondo cui la disabilità è tale in relazione al contesto: solo offrire opportunità specifiche ai ragazzi con diverse abilità garantisce maggiore autonomia e una qualità della vita più elevata. Con l'approvazione delle nuove norme, dunque, sussidi, strumenti, metodologie di studio più opportune, saranno decisi, non in modo 'standard', in relazione al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico veramente individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente. "Con il provvedimento approvato in Consiglio dei Ministri, che ho fortemente voluto sin dal mio insediamento, facciamo davvero un grande passo avanti- sottolinea il Ministro Bussetti- Abbiamo lavorato in accordo con le Associazioni di settore e l'Osservatorio permanente per l'inclusione scolastica. Il governo ha dimostrato di dare attenzione concreta a questi temi. Siamo passati dalle parole ai fatti. Appena insediato ho subito voluto far ripartire l'Osservatorio sull'inclusione, che era rimasto fermo. Per mesi abbiamo lavorato per raggiungere questo risultato. Ringrazio anche il Ministro Lorenzo Fontana che ha collaborato fattivamente per raggiungere questo importante obiettivo in un clima di costante collaborazione. Tutti i nostri giovani, nessuno escluso, devono essere protagonisti della loro crescita e devono essere messi in condizione di esprimere tutte le loro potenzialità”.

L'intera comunità scolastica sarà coinvolta nei processi di inclusione. Viene rivista la composizione delle commissioni mediche per l'accertamento della condizione di disabilità ai fini dell'inclusione scolastica: saranno sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell'alunno. Un cambio di passo che punta ad assicurare la presenza di uno specialista nella patologia dell'alunno. Anche i genitori e, dove possibile, nel caso di maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno, per superare l'attuale impostazione che prevede una meccanica associazione tra la certificazione data ai sensi della legge 104 e il supporto offerto all'alunno. Nascono i Gruppi per l'Inclusione Territoriale (Git), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (Pei) e nell'uso dei sostegni previsti nel Piano per l'Inclusione. I Git avranno anche il compito di verificare la congruità della richiesta complessiva dei posti di sostegno che il dirigente scolastico invierà all'Ufficio Scolastico Regionale. A livello scolastico opererà, invece, il Gruppo di lavoro operativo per l'inclusione, composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori dell'alunno con disabilità, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all'istituzione scolastica che interagiscono con l'alunno stesso, nonché con il supporto dell'unità di valutazione multidisciplinare e con un rappresentante designato dall'Ente Locale. Il Gruppo di lavoro operativo per l'inclusione avrà il compito di redigere il Piano Educativo Individualizzato, compresa la proposta di quantificazione di ore di sostegno e delle altre misure di sostegno, tenuto conto del profilo di funzionamento dell'alunno. (DIRE)

martedì 21 maggio 2019

Antonio di Muro Lucano È il primo ipovedente a partecipare ai "Giochi matematici del Mediterraneo"

La Repubblica del 21.05.2019

MURO LUCANO (PZ). Antonio Lasaponara ha dieci anni e un sorriso che abbraccia. I suoi compagni di giochi sono la dama, la tombola, il domino, la griglia magnetica, il cubo di Rubik: tutti tattili. Giochi speciali per un bambino speciale. Antonio è il primo ipovedente a partecipare ai "Giochi matematici del mediterraneo", qualificandosi prima alle gare dell'istituto comprensivo Joseph Stella di Muro Lucano (Potenza), dove frequenta la quarta elementare, poi alle finali della scuola, alle finali d'area e infine alla gara nazionale di Palermo. Qui Antonio - munito dell'adeguata strumentazione, a cui il concorso ha dovuto provvedere - ha sfidato 600 concorrenti.

"Antonio è una ricchezza per la classe - commentano orgogliose le sue maestre - ci insegna che tutto si può e che ogni percorso è bello se condiviso. Possiede un bagaglio di conoscenze e competenze tali che gli saranno certamente utili nel suo futuro immediato e prossimo. È il campione di Carmela e Michele, la sua mamma e il suo papà, ma anche un po’ della nostra scuola".

Il suo successo è quello di un modello di istruzione che favorisce l'inclusione valorizzando le diversità. È tra i banchi che Antonio apprende il linguaggio Braille, "il suo trampolino di lancio" per l'avvio alla letto-scrittura, prima attraverso la tavoletta e il punteruolo e successivamente con la "dattilobraille", "strumento tiflologico più immediato, veloce ed ergonomico nella forma e nella posizione dei tasti". La svolta avviene con l'utilizzo della "barra Braille" che, collegata al Pc, consente di interagire anche con chi non è addetto ai lavori.

"L'utilizzo del Pc con la barra Braille - spiegano dalla scuola di Antonio - permette in maniera semplice e automatica la trascodifica biunivoca della scrittura in nero e in braille e viceversa, permettendo di scrivere con la barra in Braille e immediatamente, con un semplice comando, ottenere la conversione in nero sullo schermo. Analogamente, è possibile scrivere in nero sulla tastiera del Pc e ottenere l'immediata conversione in Braille".

A trasformare lo studio della matematica in passione sono il "cubaritmo" e la dattiloritmica", nel campo dell'aritmetica. Il primo è lo strumento tiflologico necessario per eseguire in colonna le quattro operazioni, il secondo permette di eseguire la stessa operazione in modo più veloce.

Ma la vera forma di apprendimento è l'interazione con il resto della classe. "Abbiamo cercato di favorire la costruzione di relazioni di collaborazione e condivisione con le varie istituzioni - affermano dall'istituto comprensivo di Muro Lucano - scuola, famiglia, Fondazione Sinapsi, Centro di consulenza tiflodidattica di Foggia, attraverso incontri, scambi e confronti, per condividere lo sforzo educativo dei singoli e investire sempre più energie in un processo di autentica inclusione e integrazione scolastica. Nei momenti di pausa dalle lezioni Antonio utilizza insieme ai compagni i diversi giochi che usa abitualmente e non solo. Insieme studiano pianoforte, partecipando al saggio finale, e giocano a calcio".

di Anna Martino

San Siro, Milan pensa a un settore per i non vedenti

Calcio e Finanza del 21.05.2019

MILANO. Avere la possibilità di seguire una partita allo stadio della propria squadra del cuore non può che generare una grande emozione. Il Milan ha deciso però di pensare anche a chi non può vivere appieno questa esperienza e così, proprio in occasione dell’ultima partita casalinga della stagione contro il Frosinone, ha compiuto il primo passo significativo verso la creazione di un settore esclusivo, posto a livello del campo, dedicato a non vedenti e ipovedenti. Il progetto è stato pensato alla presenza di una delegazione dell’Istituto dei Ciechi di Milano guidata dal Presidente Rodolfo Masto.

Si punta così a realizzare un servizio dedicato per gli appassionati non vedenti e ipovedenti. Una conferma di come si voglia mettere in atto un vero e proprio percorso di inclusione, che ha come obiettivo quello di permettere a tutti i tifosi rossoneri di godere dell’emozione unica e immersiva di San Siro durante le partite.

Il settore sarà posto a livello del campo e sarà dedicato in via esclusiva a non vedenti e ipovedenti.

Nel corso dei primi test sono state adottate alcune soluzioni, tra cui un sistema speciale di audiodescrizione della partita (con uno speaker sportivo, formato dall’Istituto) che trasmette una traccia audio che permette ai tifosi di avere il racconto dettagliato del match e dell’ambiente circostante. Il servizio, attivo dalla prima giornata del prossimo campionato, verrà integrato da un team di steward (anch’essi formati dall’Istituto dei Ciechi di Milano) che si occuperà di assistere i tifosi non vedenti e ipovedenti durante tutta la loro permanenza allo stadio.

Non ci si vuole comunque fermare qui. La società con sede in via Aldo Rossi ha infatti predisposto sua politica di responsabilità sociale e punta a sviluppare anche altre soluzioni per rendere fruibile l’esperienza allo stadio a tutte le categorie di tifosi, sempre più ispirato dal percorso intrapreso dall’Uefa attraverso il CAFE (Centro per l’Accessibilità del Calcio in Europa).

Inclusione scolastica, la "rivoluzione copernicana" è pronta

Redattore Sociale del 21.05.2019

Approvate in Consiglio dei Ministri le disposizioni integrative e correttive del decreto 66/2017: il ministero aveva bloccato l'entrata in vigore delle nuove norme, annunciando una "piccola grande rivoluzione" per gli studenti con disabilità. Conte: "Un cambio di passo". Le novità annunciate dal sottosegretario Giuliano.

ROMA. È in dirittura d'arrivo la riforma del sostegno, anzi la “rivoluzione copernicana”, come la definisce Salvatore Giuliano, sottosegretario all'Istruzione, annunciando l'approvazione, ieri in Consiglio dei ministri, delle Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”. Sempre Giuliano aveva voluto e comunicato, nel dicembre scorso, la battuta d'arresto del decreto, promettendo allora una “piccola grande rivoluzione”. Quel decreto infatti, ricorda oggi Giuliano, “irrigidiva le procedure e riduceva la partecipazione dei soggetti che vivono e lavorano accanto agli studenti con disabilità”. Doveva essere rivisto e “lo abbiamo fatto, mettendo a punto un correttivo in sinergia con l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica e con la collaborazione delle maggiori associazioni e degli enti interessati all’inclusione scolastica e grazie all’impegno di tutti gli uffici del Miur”.

Conte, un “cambio di passo”. Per il premier Conte, che ha annunciato l'approvazione del decreto alla fine della riunione del Consiglio dei ministri, “si realizza un cambio di passo nella scuola italiana, si afferma un principio di civiltà. Si creano le premesse per migliorare l'inclusione scolastica, coinvolgendo le famiglie e consentendo la crescita delle alunne e degli alunni con disabilità su un piano di uguaglianza con gli altri. L'intero provvedimento - precisa - si richiama alla Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità, e introduce il modello bio-psico-sociale della disabilità. D'ora in poi tutti, nella scuola, saranno coinvolti nei processi di inclusione volti a rimuovere le barriere che ostacolano la piena partecipazione dell'alunno. La disabilità non riguarda la singola persona, ma coinvolge il contesto familiare e sociale in cui questa persona vive e studia. Dobbiamo mirare a un contesto senza barriere, più ricco di opportunità”. Per Giuliano, si migliora “la vita quotidiana di circa 200 mila studenti con disabilità, con una vera e propria rivoluzione copernicana”.

Cosa cambia? I tre nodi della “rivoluzione”. I primi dettagli sulle disposizioni approvate sono stati forniti dallo stesso Giuliano sulla sua pagina Facebook. Ecco i tre nodi cruciali della “rivoluzione copernicana”: primo, un cambiamento di prospettiva, poiché si afferma “il principio, riconosciuto dalle Nazioni Unite, per cui la disabilità è data non solo e non tanto dalle condizioni di salute della persona ma da quanto il contesto sia in grado di garantire la massima autonomia e uguaglianza. Se il contesto è senza barriere e più ricco di opportunità, cambia il modo in cui la persona vivrà la propria condizione di disabilità. Estendiamo insomma l’attenzione dal soggetto a tutto ciò che gli sta intorno, affinché sia adeguato alle sue concrete ed effettive esigenze”.

I gruppi di docenti esperti. “Una delle nostre priorità è stata quella di intervenire sui Gruppi per l’Inclusione Territoriale: il testo originario prevedeva che fossero questi ad autorizzare le ore di sostegno richieste da ogni scuola, sulla base della documentazione e lontano dall’istituto e dalla classe in cui l’alunno trascorre buona parte della sua vita scolastica. Noi abbiamo voluto fare un’operazione diversa: abbiamo creato dei gruppi di docenti esperti nell’inclusione, a disposizione delle scuole per supportarle in tutti i passaggi e per svolgere attività di formazione e miglioramento dei processi di inclusione”.

Le ore di sostegno. “Le ore di sostegno le decide chi sta accanto allo studente e addirittura si decidono insieme a lui quando maggiorenne – spiega Giuliano - A definirle, infatti, è come in passato quello che si chiamava GLHO, che ha il compito di redigere il Piano educativo individualizzato dell’alunno. Questo Piano, messo a punto da chi conosce sia le peculiarità dello studente sia le caratteristiche del contesto in cui apprende e vive la sua socialità, dovrà definire non solo le ore di sostegno, ma anche tutte le misure utili a rendere quanto più efficace possibile la partecipazione degli alunni con disabilità alle attività della classe e della scuola. Siamo dunque orgogliosi di dire – conclude Giuliano - che da oggi cambia lo sguardo con cui guardiamo alla disabilità a scuola e nel Paese e dunque la cultura dell’inclusione fa un importante balzo in avanti”.

Anche il ministro Marco Bussetti, tramite la propria pagina Facebook, ha espresso la propria “soddisfazione per l’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto inclusione. Il nuovo provvedimento, portato avanti con il ministro Lorenzo Fontana, dimostra l’attenzione e l’impegno del Governo nei confronti di tutti i nostri giovani. Perché ognuno sia protagonista della propria crescita”. (cl)

lunedì 20 maggio 2019

Importante intesa tra i disability manager e i Comuni Italiani

Superando.it del 20.05.2019

«Ritengo che questo accordo con l’ANCI – che rappresenta il tessuto sociale, geografico e culturale italiano – sia una vera e propria pietra miliare per la collaborazione alla diffusione di una cultura inclusiva che tuteli i diritti delle persone con disabilità e per lo sviluppo della figura del disability manager»: così Rodolfo Dalla Mora, presidente della SIDIMA (Società Italiana Disability Manager), commenta il Protocollo d’Intesa siglato con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, frutto di una volontà condivisa di promuovere progetti di sensibilizzazione per una cultura inclusiva.

È stato siglato nei giorni scorsi, dai rispettivi Presidenti, Antonio Decaro e Rodolfo Dalla Mora, un importante Protocollo d’Intesa tra l’ANCI (Associazione Nazionali Comuni Italiani) e SIDIMA (Società Italiana Disability Manager), iniziativa che è il frutto di una volontà condivisa di promuovere progetti di sensibilizzazione per una cultura inclusiva, con particolare attenzione all’attuazione delle raccomandazioni dell’Unione Europea sull’applicazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (Legge delle Stato Italiano 18/09).

«Gli àmbiti di collaborazione che le parti intendono definire per la realizzazione delle attività – si legge in una nota della SIDIMA – riguardano diversi temi, quali, ad esempio, l’informazione e la formazione omogenea sul territorio nazionale degli operatori della Pubblica Amministrazione; l’accessibilità universale; la vita indipendente; il lavoro, l’occupazione e l’inclusione nella società; le tematiche inerenti la non discriminazione; la promozione dell’integrazione interdisciplinare, organizzativa e funzionale tra le componenti istituzionali, associative e sociali, coinvolte a diverso titolo e specificità nel campo della disabilità; la promozione con i Ministeri competenti, con le Regioni, gli Enti Locali, gli altri Organismi e Istituzioni Pubbliche, ivi comprese quelle Sanitarie, centrali e periferiche, per il conseguimento della tutela dei diritti delle persone con disabilità e per l’elaborazione di Linee Guida o di Indirizzo dedicate».

«Ritengo che questo accordo – dichiara Rodolfo Dalla Mora – sia una vera e propria pietra miliare per la collaborazione alla diffusione di una cultura inclusiva e per lo sviluppo della figura del disability manager. L’ANCI, infatti, rappresenta il tessuto sociale, geografico e culturale italiano e noi, come SIDIMA, con il nostro patrimonio di esperienze e attraverso l’approccio del Disability Management, abbiamo la possibilità di contribuire a soddisfare in modo fattivo e capillare le necessità e le istanze dei cittadini con disabilità».

«Un sentito ringraziamento – conclude il Presidente della SIDIMA – va al presidente dell’ANCI Decaro per il risultato raggiunto, e ai nostri collaboratori che lo hanno reso possibile, con l’auspicio di poter dare al più presto il via agli intenti di questo Protocollo d’Intesa». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info.sidima@gmail.com.

Disability manager.
Tale figura si può definire come un professionista adeguatamente remunerato, con un ruolo di supervisione in ogni àmbito (accessibilità, mobilità, politiche sociali, scuola, lavoro ecc.), che vigili sul rispetto della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e faccia sì che tutti gli attori istituzionali, quando pianificano, si chiedano: «Questa decisione che effetto avrà sulle persone con disabilità?».

Disability Management
In àmbito lavorativo rappresenta una strategia d’impresa utile a coniugare, in modo soddisfacente, le esigenze delle persone con disabilità da inserire – o già inserite – con le necessità delle aziende.

Mario Barbuto confermato Presidente del FID: prima di tutto il diritto di voto


Superando.it del 19.05.2019

Riconfermato alla Presidenza del FID (Forum Italiano sulla Disabilità), Mario Barbuto ha annunciato una sua lettera ai candidati all’Europarlamento, per chiederne un impegno preciso sui temi della disabilità, a partire dal libero esercizio del diritto di voto e di elezione. Organismo importante soprattutto a livello internazionale, il FID ha nelle Federazioni FAND e FISH le sue principali componenti e queste ultime hanno ribadito per l’occasione il fermo proposito di raggiungere posizioni comuni e condivise sui temi principali che riguardano milioni di persone con disabilità in tutta Italia.

Nel corso dell’Assemblea di Roma del FID (Forum Italiano sulla Disabilità), Mario Barbuto è stato riconfermato alla Presidenza di tale organismo e Antonio Cotura alla Vicepresidenza. Il Forum stesso, inoltre, ha rinnovato il Consiglio Direttivo e ha approvato la riforma del proprio Statuto, ciò che ne renderà le attività più agili ed efficienti.

Il FID, è opportuno ricordare, si è costituito nel 2008, dalla fusione tra il CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilità) e il CID.UE (Consiglio Italiano dei Disabili per i rapporti con l’Unione Europea).

Esso comprende tutte le principali organizzazioni e federazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie e ha un ruolo molto importante non solo a livello nazionale, ma anche e soprattutto in campo internazionale. Sulla base, infatti, del perseguimento dei princìpi sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (ratificata nel nostro Paese con la Legge 18/09, e dall’Unione Europea nel 2010), il FID effettua proposte anche di tipo normativo, in relazione alle politiche europee e internazionali sulla disabilità, indica le linee operative nazionali presso le maggiori Istituzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente, e prende parte ai lavori dell’EDF, il Forum Europeo della Disabilità.

In occasione della sua riconferma, Barbuto ha annunciato una sua lettera personale a tutti i candidati al Parlamento Europeo, per chiedere un loro impegno preciso sui temi della disabilità, a partire dal libero esercizio del diritto di voto e di elezione da garantire a tutti in modo indipendente.

Dal canto loro, la FAND (Federazione tra le Associazioni di Persone con Disabilità) e la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), organizzazioni che costituiscono l’ossatura fondamentale del FID, presiedute rispettivamente da Nazaro Pagano e Vincenzo Falabella, hanno ribadito il loro fermo proposito di sviluppare modalità di dialogo e di concertazione, per raggiungere posizioni comuni e condivise sui temi principali che riguardano milioni di persone con disabilità in tutta Italia. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: fid.presidenza@gmail.com.

giovedì 16 maggio 2019

Esame maturità per studenti con disabilità: tempi, tipo di prove, attestato e titolo conseguibile

Disabili.com del 16.05.2019

Centralità del PEI, organizzazione delle prove, tempi e colloquio orale: l’Esame di Stato per i ragazzi con disabilità.

ROMA. Nelle scorse settimane ci siamo occupati dell’Esame di Stato delle Scuole Secondarie di Secondo Grado per gli alunni con disabilità, DSA e altri BES. Torniamo sull’argomento per un approfondimento riguardante le diverse prove d’esame per gli alunni con disabilità. Ricordiamo che l’intero esame, per i ragazzi con disabilità certificata ai sensi della L. 104/92 dev’essere organizzato sulla base di quanto previsto dal Piano Educativo Individualizzato (PEI), delle attività didattiche ed educative realizzate e delle modalità di valutazione attivate nel corso dell’anno.

CHI ACCEDE ALL'ESAME?

Tutti gli studenti sono ammessi a sostenere l’esame se in possesso dei requisiti previsti dall’art. 13 del D.lgs n.62/17, vale a dire se hanno frequentato per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fermo restando quanto previsto dall’art. 14 co 7 del DPR n.122/09 , secondo cui le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati.

Devono inoltre avere una votazione non inferiore ai sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi. Nel caso di votazione inferiore a sei decimi in una disciplina o in un gruppo di discipline, il consiglio di classe può comunque deliberare, con adeguata motivazione, l’ammissione all’esame.

LE PROVE D'ESAME.

Il consiglio di classe, sulla base del PEI, stabilisce la tipologia delle prove e se le stesse debbano avere o meno valore equipollente. La commissione d’esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all’assistenza previste, predispone, se indicato, una o più prove differenziate, in linea con gli interventi educativi e didattici attuati sulla base del PEI, con le modalità di valutazione in esso previste. Può avvalersi del supporto dei docenti e degli esperti che hanno seguito lo studente durante l’anno scolastico. Se indicato nel documento del consiglio di classe, il Presidente della commissione può nominare il docente di sostegno o eventuali altre figure a supporto dello studente con disabilità.

Il colloquio orale si svolge secondo quanto previsto dal D.lgs. n.62/17: a ciascun candidato la commissione sottopone i materiali selezionati e predisposti in coerenza con il PEI.

In presenza di studenti non vedenti o ipovedenti, le prove devono essere predisposte in base alle loro esigenze. Per i candidati non vedenti i testi delle prove scritte devo essere trasmessi dal MIUR anche in Braille, se le scuole lo richiedano. Se i candidati che non conoscono il Braille si possono richiedere ulteriori formati (ad esempio audio). Per i candidati ipovedenti, i testi delle prove scritte devono essere trasmessi in conformità alle richieste delle scuole le quali indicano in tali richieste tipologia, dimensione del carattere e impostazione interlinea.

TEMPO A DISPOSIZIONE PER SVOLGERE LE PROVE.

La commissione può assegnare un tempo differenziato per l’effettuazione delle prove da parte del candidato con disabilità, come previsto dal D.lgs n.62/17. I tempi più lunghi, previsti dall’art. 16 co 3 della L. n. 104/92, non possono di norma comportare un numero di giorni maggiore rispetto a quello stabilito dal calendario degli esami. In casi eccezionali, però, la commissione, tenuto conto della gravità della disabilità e della relazione del consiglio di classe, può deliberare lo svolgimento di prove equipollenti in un numero maggiore di giorni.

PROVE EQUIPOLLENTI E PROVE DIFFERENZIATE.

Se le prove sono equipollenti e predisposte sulla base di un PEI con obiettivi globalmente riconducibili a quelli della classe, lo studente consegue il regolare titolo di studio previsto al termine del percorso degli studi nel secondo grado. Agli studenti con disabilità, per i quali, sulla base del PEI, siano state invece predisposte prove non equipollenti a quelle ordinarie, che non partecipano agli esami o che non sostengono una o più prove, viene rilasciato un attestato di credito formativo recante gli elementi informativi relativi al percorso di studi, che non consente l’accesso agli studi universitari. Per questi studenti il riferimento all’effettuazione delle prove differenziate è indicato solo nell’attestazione e non nelle tabelle affisse all’albo dell’istituto.

APPROFONDIMENTI

Esame di Stato per studenti con disabilità
Nuovo esame di Stato: indicazioni per il colloquio
Tina Naccarato

martedì 14 maggio 2019

L'inserimento lavorativo delle persone con disabilità

Il Sole 24 Ore del 14.05.2019

L'inserimento lavorativo delle persone con disabilità rappresenta senz'altro uno dei principali temi su cui intervengono le attuali politiche occupazionali, sia normative che imprenditoriali.

Al fine di tracciare i confini del tema in esame, sembra opportuno intendere il termine "inserimento" in senso ampio: riferendolo, cioè, non soltanto all'ingresso del soggetto debole nella realtà produttiva, ma anche al suo effettivo mantenimento alle mansioni durante l'esecuzione del rapporto di lavoro.

La locuzione impiegata, quindi, può abbracciare sia il momento dell'assunzione del lavoratore disabile, sia il percorso successivamente svolto ai fini della piena ed effettiva integrazione della persona nella realtà aziendale.

Quest'ultimo obiettivo, seppur concretamente perseguibile con diverse modalità (tra cui, come si dirà in seguito, la contrattazione integrativa di secondo livello, le policy aziendali e le buone prassi), è unanimemente condiviso dalle fonti sovranazionali vigenti in materia.

In tale ottica, infatti, vanno intese le disposizioni contenute nella Carta di Nizza, nella Direttiva UE 2000/78 e nella Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, tutte concordi nell'intendere il tema dell'inclusione dei disabili sotto la lente della tutela dei diritti umani.

In particolare, la considerazione dei soggetti svantaggiati quali titolari di interessi meritevoli di tutela ordinamentale comporta, anzitutto, la necessità di quei comportamenti diretti, se non proprio a rimuovere, quanto meno a contenere gli effetti che conseguono allo stato di disabilità, sia in un'ottica di non discriminazione, sia nei termini di vera e propria inclusione.

Tali ultime istanze trovano riscontro, sul piano del diritto interno, sia nella Carta Costituzionale (v. artt. 1, 3, 4, 32, 38), sia in numerose leggi ordinarie, tra cui, in primo luogo, lo Statuto dei Lavoratori (v. art. 15) e l'intera Legge 68/99.

Da ultimo, inoltre, con il D.P.R. del 12 ottobre 2017 è stato adottato il secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, ai sensi della legge 18/2009 di ratifica della Convenzione ONU precedentemente citata.

Ciò posto, sembra inoltre pertinente intendere l'inserimento lavorativo dei soggetti disabili alla luce della responsabilità sociale di impresa, tema che costituisce uno dei pilastri della Strategia 2020 elaborata dall'Unione Europea in materia di occupazione, innovazione, istruzione, integrazione sociale e clima/energia.

Secondo la definizione generalmente accolta, infatti, un'impresa è socialmente responsabile in quanto "sostenibile" in ottica sia ambientale che sociale: ne deriva che il rispetto della persona (oltre che del territorio) diventa, pertanto, principale indice dell'attuazione dei princìpi di "etica produttiva".

Nella stessa direzione, inoltre, va anche letta la L. 208/2015 (v. art. 1, commi 376 -384) sulle c.d. "società benefit", la cui attività coincide, per espressa previsione normativa, con il conseguimento di un beneficio comune, consistente nel perseguimento di effetti positivi (ovvero di riduzione di effetti negativi) nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali, enti e associazioni.

Come anticipato, le aziende possono raggiungere gli obiettivi della effettiva inclusione lavorativa e del mantenimento al lavoro delle persone con disabilità attraverso percorsi differenti.

In tale prospettiva non può prescindersi dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati da un'azienda al proprio personale dipendente: accordi, questi ultimi, dai contenuti senz'altro variegati, poiché alcuni disciplinano il tema in esame in modo organico, mentre altri, invece, si limitano a trattarlo dedicandovi singole disposizioni.

Muovendo dai contratti collettivi nazionali, le singole imprese disciplinano la materia dell'inclusione dei lavoratori disabili attraverso una delle seguenti modalità: ricorrendo alla contrattazione integrativa di secondo livello, scrivendo policy unilaterali poi divulgate ai lavoratori, ovvero adottando buone prassi senza tuttavia recepirle in un documento scritto.

La prima tecnica, propria delle aziende più grandi e con consolidate relazioni industriali pregresse, si traduce in un approccio mirato ad una disciplina organica di valenza generale, non finalizzata a fronteggiare esigenze "puntuali" emerse in via d'emergenza.

Tale tendenza regolativa consente di adottare un approccio più condiviso al tema, con contestuale creazione, durante la fase di negoziazione, di una cultura aziendale più inclusiva ed incline ad attuare le misure contrattuali.

La policy, invece, viene generalmente adottata all'interno di aziende di medie dimensioni, prive di una solida tradizione di relazioni sindacali, che preferiscono risolvere "in proprio" questioni per cui non vige l'obbligo di contrattare con le altre parti sociali. Muovendo da quest'ultima strategia, poi, l'azienda tende a sensibilizzare il personale alla nuova cultura aziendale attraversattraverso specifici corsi di formazione.

In ultimo luogo, nelle aziende più piccole o dotate di una struttura organizzativa meno articolata, dove l'approccio è fortemente orientato all'ascolto dei bisogni del personale, la difficoltà sta nell'intercettare tali istanze prima che i dipendenti le manifestino.

In tale evenienza, idea ricorrente è quella di predisporre, volta per volta, buone prassi dirette a risolvere una difficoltà singola, e dunque non recepite in un documento scritto.

La disciplina attraverso best practices, se per un verso permette di affrontare i temi trattati con strategie più efficaci perché formulate ad hoc, sotto altro profilo non consente di attuare un'azione regolatrice uniforme ed omogenea, così esponendo l'impresa al rischio di promuovere misure difficilmente riconducibili a logiche equitative.

a cura dell'avv. Giulietta Bergamaschi e Chiara D'Angelo, Lexellent.

lunedì 13 maggio 2019

Linee guida sull’accessibilità informatica, di Marco Pronello

Giornale UICI del 13-05-2019

In un articolo precedente, abbiamo analizzato l’ambito di applicazione e le clausole di esclusione dagli obblighi della legge Stanca e della direttiva 2016/2102 sull’accessibilità degli strumenti informatici. Ora entriamo un po’ più nello specifico, analizzando le disposizioni sull’adozione, ai sensi dell’art. 11 della legge Stanca, delle linee guida per individuare le regole tecniche necessarie a garanzia del rispetto dei principi e dei requisiti di accessibilità.

I siti web e le applicazioni mobili dei soggetti erogatori sono accessibili se “…sono percepibili, utilizzabili, comprensibili e solidi.” (art. 3 bis comma 1 della legge Stanca e art. 4 della direttiva 2016/2102/UE)

Secondo il successivo comma della legge, i servizi realizzati tramite siti web, applicazioni mobili e supporti informatici rimovibili di cui all’ Allegato A del D.M. 8 luglio 2005 sui criteri per la verifica tecnica di accessibilità, e resi fruibili, tra l’altro, anche mediante la documentazione di supporto di cui all’Allegato D dello stesso Decreto Ministeriale, sono accessibili se presentano i requisiti ex art. 2 comma 1 lett. a) e, in particolare, se rispondono ai principi e alle linee guida WCAG 2.0, contenuti nella Recommendation Web Accessibility Initiative (WAI) del World Wide Web Consortium (W3C) dell’11 dicembre 2008.

In particolare, le informazioni devono essere facilmente fruibili su varie piattaforme e su diversi browser con tecnologie compatibili con l’accessibilità, assicurando che le azioni da compiere per ottenere servizi e informazioni siano sempre uniformi tra loro. L’uso dev’essere volto ad un principio di efficienza, assicurando la separazione tra contenuto, presentazione e modalità di funzionamento delle interfacce, e la possibilità di rendere disponibile l’informazione attraverso differenti canali sensoriali, e ad un principio di efficacia nell’uso e rispondenza alle esigenze dell’utente, assicurando che le azioni da compiere per ottenere in modo corretto servizi e informazioni siano indipendenti dal dispositivo o dai programmi utilizzati per l’accesso. Infine, l’esperienza di utilizzo dev’essere soddisfacente da parte dell’utente, che non deve trovare ingiustificati disagi o vincoli. L’allegato A del D.M. 8 luglio 2005 determina, nell’ambito della legislazione vigente e secondo le linee guida internazionali, i requisiti per la piena accessibilità, che sono in dettaglio:

1. Alternative testuali per qualsiasi contenuto di natura non testuale in modo che il testo possa essere fruito e trasformato secondo le necessità degli utenti, per esempio convertito in stampa a caratteri ingranditi, in stampa Braille, letto da una sintesi vocale, simboli o altra modalità di rappresentazione del contenuto. L’alternativa testuale dovrà comunicare lo stesso messaggio intrinseco del contenuto non testuale, ad eccezione delle seguenti situazioni: se il contenuto non testuale è un controllo o raccoglie l’input degli utenti, deve avere un nome esplicativo che ne descriva la finalità; se il contenuto non testuale è in formato audio, video, è una animazione o una combinazione di questi formati, se è un test o un esercizio che potrebbe essere non correttamente compreso se presentato come testo e se ha lo scopo primario di creare una specifica esperienza sensoriale, deve essere fornita anche una alternativa testuale che ne contenga almeno una descrizione; se la finalità del contenuto non testuale è confermare che esso viene utilizzato da una persona e non da un computer, devono essere fornite alternative testuali che ne identifichino e descrivano lo scopo, e devono essere fornite forme alternative di CAPTCHA che utilizzino diverse modalità di output per differenti tipologie di percezioni sensoriali al fine di soddisfare differenti disabilità; infine, se il contenuto non testuale è puramente decorativo, viene utilizzato solamente per formattazione visuale o non viene presentato agli utenti, deve essere realizzato in modo che la tecnologia assistiva lo possa ignorare.

2. Alternative testuali equivalenti per le informazioni veicolate da formati audio, video, contenenti immagini animate e formati multisensoriali in genere, se questi non costituiscono un’alternativa ad un contenuto testuale presente nella pagina e non sono chiaramente etichettati come tali. Devono essere forniti sottotitoli sincronizzati per i contenuti di solo audio. Salva l’eccezione di cui sopra, per i contenuti essenziali per l’erogazione di un servizio, registrati in formato video o che contengono animazioni e prevedono l’esecuzione di azioni non descritte tramite audio, deve essere fornita una descrizione audio o testuale alternativa, mentre per contenuti essenziali per l’erogazione di un servizio, presentati in diretta in formato audio, video o animazioni, o in formato multisensoriale, devono essere forniti sottotitoli sincronizzati per il formato utilizzato.

3. Contenuti presentati in modalità differenti, ad esempio con layout più semplici, senza perdita di informazioni o struttura e fruibili in qualsiasi situazione, definiti tramite la tecnologia compatibile con l’accessibilità utilizzata o resi disponibili in formato testuale. Quando il flusso sequenziale di presentazione del contenuto influisce sulla percezione del suo significato, deve essere definita la corretta sequenza di lettura. Ciò può essere realizzato tramite la tecnologia compatibile con l’accessibilità utilizzata. Le istruzioni fornite per comprendere ed operare sui contenuti non devono basarsi unicamente su caratteristiche sensoriali dei componenti quali forma, dimensione, ubicazione visiva, orientamento o suono.

4. Visione e ascolto dei contenuti più semplice per gli utenti, con i contenuti in primo piano separati dallo sfondo. Il colore non deve essere utilizzato come unica modalità visiva per rappresentare informazioni, indicare azioni, richiedere risposte o come elemento di distinzione visiva. I contenuti sonori in una pagina web devono essere controllabili mediante funzionalità con le quali possano essere avviati, messi in pausa o interrotti, oppure deve essere fornita una modalità per il controllo del volume che sia indipendente dal controllo predefinito del sistema; qualora sia previsto l’inizio automatico della loro esecuzione, questa non deve durare più di tre secondi. La rappresentazione a monitor del testo in formato accessibile o immagine deve avere un rapporto di contrasto fra testo in primo piano e sfondo di almeno 4.5:1, eccetto per Testi di grandi dimensioni, almeno 18 punti normale o 14 punti grassetto, che possono avere un rapporto di contrasto di almeno 3:1 e per testi che siano parti inattive di componenti dell’interfaccia utente, di pura decorazione, invisibili oppure che facciano parte di immagini contenenti contenuti visuali maggiormente significativi, che non hanno alcun requisito di contrasto, così come i logotipi, cioè testi che fanno parte di un logo o di un marchio. Inoltre, il testo, ad eccezione dei sottotitoli e del testo in formato immagine, deve poter essere ridimensionato fino al 200% senza l’ausilio di tecnologie assistive e senza perdita di contenuto e funzionalità. Quanto al testo rappresentato come immagine, se le tecnologie utilizzate consentono di ottenere la corretta rappresentazione visuale, per veicolare l’informazione deve essere utilizzato un formato testo, tranne se l’immagine che rappresenta testo può essere personalizzata visivamente secondo le esigenze dell’utente e se una particolare rappresentazione del testo è essenziale per il tipo di informazione veicolata, come per esempio i logotipi.

5. Disponibilità di tutte le funzionalità anche tramite tastiera, senza obbligare a tempi specifici per le singole battute, salvo quando la funzione sottostante richieda un input dipendente dai movimenti dell’utente che non possa essere ottenuto in modo equivalente con input da tastiera. Se è possibile portare il focus su un componente della pagina tramite tastiera, deve anche essere possibile spostarsi ad un altro componente con la stessa modalità. Se non fosse sufficiente l’uso dei normali tasti Freccia o Tab o altri metodi di uscita standard, l’utente deve essere informato esplicitamente su come rilasciare il focus.

6. Tempo sufficiente per leggere ed utilizzare i contenuti, con la possibilità per l’utente di rimuovere o regolare in una gamma di opzioni che sia almeno dieci volte superiore alla durata prevista dall’impostazione predefinita il limite di tempo presente in un contenuto prima di raggiungerlo, previo avviso all’utente almeno venti secondi prima dello scadere e previa indicazione dell’azione semplice da eseguire, per un massimo di dieci volte, per estendere il limite, per esempio premere la barra spaziatrice, ad eccezione di eventi in tempo reale, in cui il limite di tempo è un elemento fondamentale, come un’asta on line, o è essenziale per l’attività, pena la sua invalidità, come una verifica a tempo, e quando il limite di tempo è superiore a 20 ore. Nel caso fossero presenti nella pagina animazioni, immagini lampeggianti, in scorrimento o contenuti che si aggiornano automaticamente, che durino più di cinque secondi e che siano presentati in parallelo con altro contenuto, deve essere presente un meccanismo per metterli in pausa, interromperli, nasconderli, o per controllare la frequenza dell’aggiornamento, a meno che siano parte essenziale dell’attività.

7. sviluppo di pagine web che non contengano nulla che lampeggi per più di tre volte al secondo, o con un lampeggiamento che sia al di sotto della soglia generale di lampeggiamento e della soglia del lampeggiamento rosso, in modo da non causare crisi epilettiche.

8. Funzionalità di supporto per navigare, trovare contenuti e determinare la propria posizione nel sito e nelle pagine. deve essere fornita una modalità per saltare i blocchi di contenuto che si ripetono su più pagine web, ogni pagina web deve avere un titolo che ne descriva l’argomento o la finalità e se una pagina web può essere navigata in modo sequenziale e le sequenze di navigazione influiscono sul significato e sul funzionamento, gli oggetti che possono ricevere il focus devono riceverlo secondo un ordine che ne preservi il senso e l’operatività. Lo scopo di ogni collegamento deve essere comprensibile e può essere determinato dal suo testo da solo o in sinergia ai contenuti contestuali circostanti, determinabili mediante la tecnologia compatibile con l’accessibilità utilizzata, salvo il caso in cui lo scopo del collegamento potrebbe risultare ambiguo per la gran parte degli utenti. Per identificare una pagina web all’interno di un insieme devono essere disponibili più modalità, salvo il caso in cui questa sia il risultato, o una fase, di un’azione. Per descrivere l’organizzazione logica degli argomenti e la finalità dei blocchi di contenuto, devono essere utilizzati titoli appropriati e nel corretto ordine sequenziale gerarchico e tutti i componenti interattivi devono essere dotati di etichette descrittive che ne chiariscano lo scopo. Infine, qualsiasi interfaccia utente utilizzabile tramite tastiera deve possedere una funzionalità operativa in cui è visibile l’indicatore del focus.

9. Leggibilità e comprensibilità del contenuto testuale, mediante la definizione della lingua di ogni pagina web e, in caso di porzioni in lingue diverse, di ognuna di esse e la sua impostazione può essere determinata mediante la tecnologia compatibile con l’accessibilità utilizzata, ad eccezione, in caso di lingue diverse da quella principale, di nomi propri, termini tecnici, parole in lingue indeterminate e parole o frasi che sono diventate parte integrante del gergo del testo immediatamente circostante.

10. Creazione di pagine web che appaiano e si comportino in maniera prevedibile, nel senso che non si avvii automaticamente un cambiamento del contesto alla ricezione del focus da parte di un componente e al cambiamento dell’impostazione di qualsiasi componente nell’interfaccia utente non deve seguire automaticamente un cambiamento di contesto, a meno che l’utente ne sia stato informato prima di utilizzarlo. Ancora, i meccanismi di navigazione ripetuti su più pagine web all’interno di un insieme devono apparire nello stesso ordine ogni volta che si ripetono, a meno che l’utente non abbia avviato un cambiamento. I componenti che hanno la stessa funzionalità all’interno di un insieme di pagine web devono essere sempre identificati in modo uniforme.

11. Assistenza nell’inserimento di dati e informazioni, aiutando l’utente ad evitare e correggere gli errori mediante chiara identificazione dell’elemento errato e descrizione dell’errore tramite testo. Quando il contenuto richiede azioni di input da parte dell’utente devono essere fornite etichette o istruzioni per la loro corretta esecuzione e se viene identificato un errore di inserimento che si può correggere devono essere forniti suggerimenti all’utente, a meno che ciò non pregiudichi la sicurezza o la finalità del contenuto. Per le pagine web che determinano obbligazioni giuridiche, che prevedono transazioni finanziarie, che gestiscono inserimento, cancellazione, gestione di dati controllabili dall’utente in un sistema di archiviazione o che inoltrano risposte a test, le azioni devono essere reversibili, i dati inseriti dall’utente devono essere verificati e va fornita all’utente la possibilità di correggere eventuali errori di inserimento, o va resa disponibile una funzionalità per la revisione, conferma e correzione delle informazioni prima del loro invio definitivo.

12. Massima compatibilità con i programmi utente e con le tecnologie assistive: i linguaggi di marcatura devono essere utilizzati in modo conforme alle specifiche previste nelle relative grammatiche formali di riferimento e per tutti i componenti dell’interfaccia utente, tra cui elementi di un modulo, collegamenti e componenti generati da script, devono poter essere determinati mediante la tecnologia compatibile con l’accessibilità utilizzata; stati, proprietà e valori che possono essere impostati dall’utente devono essere impostabili da programma e le notifiche sui cambi di stato di questi elementi devono essere rese disponibili ai programmi utente, incluse le tecnologie assistive.
I contratti per la realizzazione e la modifica di siti web e applicazioni mobili stipulati dai soggetti di cui all’art. 3 comma 1 sono nulli se non rispettano la piena conformità a questi requisiti, salvo in caso di onere sproporzionato (art. 4 comma 2).

I tre successivi commi subordinano ai requisiti di accessibilità stabiliti dalle linee guida, la concessione di contributi pubblici a soggetti privati per l’acquisto di beni e servizi informatici destinati all’utilizzo, oltre che del pubblico, dei lavoratori con disabilità, anche per la predisposizione di postazioni di telelavoro, ex art. 13 comma 1 lettera c) della legge 68/99, che prevede il rimborso forfettario parziale delle spese necessarie all’adeguamento del posto di lavoro a beneficio dei disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%, o per l’apprestamento di tecnologie di telelavoro, secondo le specifiche tecniche stabilite dall’Agenzia per l’Italia digitale (AgId). Stessi obblighi sono in capo ai datori di lavoro pubblici che vi provvedono nell’ambito delle specifiche dotazioni di bilancio destinate alla realizzazione e allo sviluppo del sistema informatico.

Le disposizioni sull’accessibilità di cui agli Allegati A, B e D del D.M. 8 luglio 2005 valgono anche per il materiale formativo e didattico, compresi i software di lettura dei testi e di verifica delle competenze, utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado (art. 5 comma 1 della legge e art. 2 commi 2, 3, 4, 5 e 6 del D.M. 30 aprile 2008 recante “Regole tecniche disciplinanti l’accessibilità agli strumenti didattici e formativi a favore degli alunni disabili”). A tal fine, il successivo paragrafo vincola il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le associazioni di editori a prevedere, nelle convenzioni per la fornitura di libri alle biblioteche scolastiche, la fornitura di copie su supporto digitale degli strumenti didattici fondamentali, accessibili anche agli alunni con disabilità e agli insegnanti di sostegno, nell’ambito delle disponibilità di bilancio.

Sulla base delle linee guida, i soggetti erogatori effettuano ed aggiornano periodicamente una dichiarazione di accessibilità particolareggiata, pubblicata in un formato accessibile sul proprio sito web unitamente, quanto alle applicazioni mobili, ad altre informazioni disponibili al momento di scaricare l’applicazione (art. 3-quater commi 4 e 5). Tale dichiarazione comprenderà la valutazione relativa alla sussistenza delle circostanze che determinino, eventualmente, un onere sproporzionato ex art. 3 ter commi 1 e 2 della legge e art. 5 della direttiva, ostativo alla piena resa accessibile, in tutto o in parte, di uno strumento informatico (art. 3 ter comma 3 e art. 3 quater comma 1). In questo caso i soggetti erogatori dovranno indicare le parti di contenuto del sito web o dell’applicazione mobile non accessibili per onere sproporzionato, con le motivazioni che ne giustificano l’inaccessibilità e l’indicazione di eventuali soluzioni di accessibilità alternative (art. 3 quater comma 2 lett. a).

Ai sensi della successiva lettera b), i soggetti erogatori dovranno descrivere il meccanismo di feedback, ed indicare il relativo link per consentire a chiunque di notificare eventuali difetti degli strumenti informatici in termini di accessibilità e di richiedere le informazioni non accessibili e l’adeguamento dei sistemi.

Presso l’AgId si trova l’elenco delle persone giuridiche ammesse, su loro richiesta, come certificatori di accessibilità previa garanzia di imparzialità ed indipendenza nell’esercizio delle proprie attività e di disponibilità di un’adeguata strumentazione per l’applicazione delle metodologie di verifica tecnica e soggettiva per mezzo di figure professionali esperte ed idonee ad interagire con i soggetti con specifiche disabilità (art. 3 comma 2 DPR 75/2005). I soggetti privati si rivolgono ad uno dei valutatori che in caso di esito positivo rilascia l’attestato di accessibilità, con validità non superiore a dodici mesi e che sarà allegato alla richiesta al Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’autorizzazione ad utilizzare il logo attestante il possesso dei requisiti di accessibilità (art. 4 commi 1 e 2 e art. 5).

La conformità della dichiarazione di accessibilità al modello di cui all’art. 3-quater comma 3 e ai casi di inaccessibilità è verificata dall’AgId nell’ambito dei compiti di monitoraggio di cui all’art. 7 comma 1 lett. a) e a-bis) (art. 3-quinquies comma 1) e tale dichiarazione dovrà contenere altresì, secondo quanto disposto dall’art. 3-quater comma 2 lett. c), il link all’area presente sul sito istituzionale dell’AgId per presentare al difensore civico digitale, istituito dall’art. 17 comma 1-quater del d.lgs. 82 /2005, le segnalazioni ex art. 3-quinquies comma 2 in caso di risposta insoddisfacente o di mancata risposta, nel termine di trenta giorni, alla notifica o alla richiesta di cui alla lettera b).

Ricevuta la segnalazione, il difensore civico, se la ritiene fondata, invita il soggetto responsabile della violazione a porvi rimedio tempestivamente e comunque non oltre trenta giorni. Le decisioni del difensore civico sono pubblicate in un’apposita area del sito Internet istituzionale. Il difensore segnala le inadempienze all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari di ciascuna amministrazione.

Nota bene: queste ed altre tematiche saranno affrontate ed approfondite in un corso su diritto e disabilità, organizzato dal dipartimento politiche sociali e disabilità della Federiciana Università Popolare di Napoli. Per informazioni scrivere a federicianadisabilita@gmail.com.

Per ulteriori approfondimenti, scrivere a Marco Pronello, marco.pronello@gmail.com

Soggiorni Estivi anno 2019

Anche quest’anno, grazie all’impegno economico da parte del Consiglio di Amministrazione Centrale del nostro Istituto, l’ I.Ri.Fo.R. Regionale Lombardo organizzerà a Duna Verde di Carole (VE)  il Soggiorno Estivo per Famiglie (bambini e bambine 0-9 anni) e il Campo Estivo-educativo riabilitativo per ragazzi e ragazze disabili visivi. 

Soggiorno Estivo per Famiglie (bambini e bambine 0-9 anni) – Caorle (VE) 13-23 luglio 2019

Il soggiorno, come sempre, è riservato alle famiglie dei bambini con disabilità visiva anche con eventuali minorazioni aggiuntive di età compresa tra 0 e 9 anni e rappresenta una speciale occasione per vivere, in un contesto di vacanza e svago, un’esperienza altamente formativa; i genitori, parteciperanno da vicino all’attività riabilitativa dei figli, e potranno esserne protagonisti consapevoli e competenti; avranno la preziosa opportunità di interfacciarsi con i tecnici della riabilitazione e di confrontarsi per condividere esperienze, consigli ed informazioni, con una benefica e certa ricaduta di carattere psicologico e motivazionale.

Il numero di partecipanti previsto per il soggiorno estivo è di 18 nuclei familiari; per nucleo familiare si intende il bambino/a  ipo o non vedente accompagnato/a da uno dei due genitori.

Nel caso in cui perverranno richieste in sovrannumero, dovremo necessariamente procedere ad una selezione di massima. Onde evitare qualsiasi problema, tale selezione sarà effettuata semplicemente sulla base dei seguenti criteri: 1) la data di presentazione dell’istanza di partecipazione; 2) la provenienza della famiglia (si cercherà di favorire la partecipazione di almeno un nucleo familiare per ogni provincia lombarda); 3) il coinvolgimento da parte della famiglia nel servizio di Intervento Precoce che il nostro I.Ri.Fo.R. svolge a Milano e Brescia. 

Il soggiorno si svolgerà presso la Casa per Ferie Villa Sant’Ignazio sita in Via Selva Rosata, 87 Duna Verde di Caorle (VE) dal 13 al 23 luglio 2019. 

Le adesioni dovranno pervenire alla Presidenza Regionale dell’I.Ri.Fo.R. entro e non oltre il 17 giugno p.v. (segreteria_irifor@uicilombardia.org).

Qui il riepilogo dell'iniziativa e la scheda d'iscrizione.

Nella certezza di poterVi offrire, anche quest’anno, risposte concrete, comunichiamo che ulteriori informazioni sul soggiorno potranno essere fornite dalla responsabile dei Progetti Riabilitativi, Sig.ra Silvia Marzoli cell. 334/6340071 - E-mail silviamarzoli29@gmail.com (contattabile per telefono dalle ore 14.00 in poi). 


Campo Estivo-educativo riabilitativo per ragazzi e ragazze disabili visivi – Duna Verde di Carole (VE) dal 26 luglio – 9 agosto 2019

Potranno partecipare al soggiorno estivo n. 21 giovani di età compresa tra i 12 e i 35 anni (*con priorità per la fascia d’età compresa tra 13 e 18 anni) e n. 4 bambini dai 9 ai 12 anni accompagnati da uno o entrambi i genitori. 

Quest’ultimo aspetto rappresenta la principale novità confermata nel progetto dopo il successo della sperimentazione dell’anno scorso: ovvero l’inclusione nel novero dei partecipanti dei piccoli tra i 9 e i 12 anni che finora non avevano trovato spazio in questo tipo di iniziativa. La finalità è quella di preparare i ragazzi più piccoli all’esperienza del campo estivo in modo morbido e graduale, offrendo la possibilità alle famiglie di questi ragazzi di essere ospitate, con spese a proprio carico, presso la struttura ove l’attività si svolge. Naturalmente i genitori (o gli eventuali parenti che vorranno partecipare) non interferiranno con le attività che il bambino svolgerà assieme agli altri e alle altre durante la giornata, e saranno presenti unicamente nelle ore serali e notturne.

Nell’ambito di questi quattro posti riservati ai bambini più piccoli accompagnati dai genitori, potranno essere inseriti, in via eccezionale, anche ragazzi oltre i 12 anni con gravi pluridisabilità, i quali, per ragioni di sicurezza e di salute, necessitano di un’assistenza specifica che il personale degli educatori/operatori presenti al campo non può fornire senza il supporto/presenza/supervisione di un familiare; le richieste di partecipazione relative a queste situazioni, verranno naturalmente valutate caso per caso ed accolte solo ed esclusivamente laddove si evidenzino chiaramente le necessità sopra descritte.     

Le adesioni dovranno pervenire alla Presidenza Regionale dell’I.Ri.Fo.R. su apposita scheda, attraverso le Sezioni Provinciali dell’U.I.C.I. o direttamente dalle famiglie (tramite fax: 02/76.00.15.28  o e-mail: segreteria_irifor@uicilombardia.org) entro e non oltre il 24 giugno p.v.

Al ricevimento delle adesioni, si provvederà alla eventuale selezione sulla base dei seguenti parametri:
a) data di ricezione 
b) provenienza (si cercherà di favorire la partecipazione di almeno una famiglia per ogni provincia lombarda)

Qui il riepilogo dell'iniziativa e la scheda d'iscrizione.

Nella certezza di poterVi offrire, anche quest’anno, risposte concrete, comunichiamo che ulteriori informazioni sul soggiorno potranno essere fornite dalla responsabile dei Progetti Riabilitativi, Sig.ra Silvia Marzoli cell. 334/6340071 - E-mail silviamarzoli29@gmail.com (contattabile per telefono dalle ore 14.00 in poi). 

sabato 11 maggio 2019

Lodi, 18 maggio 2019: 7° Giornata Culturale a carattere regionale. Quando cultura e svago si fondono nella socializzazione.

Il Consiglio Regionale Lombardo UICI, su proposta della Commissione Regionale Sport, Tempo Libero e Turismo Sociale, propone per sabato 18 maggio la 7° Giornata Culturale. L’iniziativa, a carattere regionale, si svolgerà presso Lodi dove, grazie al supporto di guide locali, i partecipanti potranno conoscere i luoghi più significativi della città.

PROGRAMMA

Ore 8:45–09:00: Ritrovo dei partecipanti alla Stazione Ferroviaria di Lodi per riunirsi con i partecipanti che arriveranno in autobus.
Proseguendo per Viale Dante inizio Tour.

Ore 9:30: Torrione e Castello Visconteo
CENNI STORICI
Il Torrione venne costruito nel 1906 come serbatoio dell'acquedotto ma divenne in seguito uno dei simboli più importanti di Lodi; il Castello Visconteo è stata una fortificazione difensiva della città di Lodi.

Ore 10:30: Palazzo Conti Barni e Palazzo Vistarini
CENNI STORICI
Nato dalla ristrutturazione di alcune proprietà dell'adiacente Palazzo Vistarini, dal 1700 questo palazzo ha visto ospiti illustri e regali provenienti da tutta Italia; il Palazzo Vistarini è una costruzione medievale, che si affaccia su Piazza Vittoria ed è uno dei simboli più belli ed antichi della Città.

Ore 11:15: Piazza della Vittoria
CENNI STORICI
Fino al 1924 conosciuta come "Piazza Maggiore", una delle rarissime piazze a forma quadrangolare porticata sui quattro lati. Sulla piazza si affaccia Piazza Broletto e il Palazzo Comunale, e su un intero lato la Cattedrale della Beata Vergine Assunta.

Ore 11:45: Visita guidata nella "Basilica Cattedrale della Vergine Assunta", comunemente conosciuta come "Duomo di Lodi"
Si tratta di una delle Chiese più grandi della Lombardia, è il monumento più antico della città, infatti la prima pietra fu posta simbolicamente il 3 agosto 1158, giorno della fondazione della città.

Ore 12:15: Visita guidata nel Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata
La Chiesa è riconosciuta come uno dei più grandi capolavori del Rinascimento Lombardo e rappresenta uno dei più preziosi capolavori della città.

Ore 13:15: Avvio dei partecipanti al Collegio Vescovile di Via Legnano, 23, per il pranzo

Ore 15:00: Avvio dei partecipanti verso la Piazza Ospitale (comunemente conosciuta come Piazza San Francesco)
cenni storici sulla Piazza e l’antica Chiesa di San Francesco risalente alla fine del 1200
Chiostro Ospedale Maggiore di Lodi edificato nel 1500 e Museo Paolo Gorini.

Ore 15:45: avvio dei partecipanti presso spazio Bcc in Corso Roma per inaugurazione “FAR SENTIRE L'ARTE” terza edizione. Mostra d'Arte accessibile organizzata annualmente dalla sezione U.I.C.I. Lodi, curatore Architetto Mario Quadraroli, grazie alla collaborazione, quest'anno, degli studenti e Professori del Liceo Artistico Piazza di Lodi.

Ore 17:15: Avvio partecipanti alla Stazione Ferroviaria/pullman.

Ore 17:30: Chiusura Tour.