giovedì 20 settembre 2018

La direttrice dell'oculistica di Negrar prima donna mai premiata dall'ERVS

L'Arena del 20-09-2018

NEGRAR. È veneta la prima donna ad aver ricevuto dalla European Vitreo Retinal Society (EVRS) il premio «Relja Zivojnovic», nel corso del congresso annuale EVRS che si è tenuto a Praga nei giorni scorsi.
Si tratta della dottoressa Grazia Pertile, nata ad Asiago ma Verona ormai da 15 anni, direttore dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.

In 18 edizioni  mai nessuna donna era stata insignita del riconoscimento intitolato dalla Società scientifica a un pioniere della chirurgia vitreoretinica europea. Il premio viene conferito annualmente ad uno specialista oftalmologo che a livello mondiale si è distinto in questa disciplina.

Al dottor Richard Spaide di New York è andato l’EVRS Award per i suoi studi sulla diagnostica delle patologie retiniche. L’European Vitreo Retinal Society è stata fondata nel 2001, ha sede a Bordeaux, è presieduta dall’italiano dottor Giampaolo Gini e conta circa 1.400 membri. Grazia Pertile, cinquantadue anni, originaria di Asiago, dal 2003 è a capo dell’Oculistica di Negrar, dopo aver conseguito la specializzazione all’Università di Maastricht (Olanda) e aver lavorato dal 1999 al 2003 presso il Middelheim Hospital di Anversa (Belgio).

Chirurgo di fama internazionale, fa parte dell’equipe per la realizzazione della RETINA artificiale fotovoltaica tutta made in Italy, progetto a cui partecipano il gruppo del professor Guglielmo Lanzani, fisico del Politecnico e direttore del Centro di nanoscienze e tecnologia dell’Istituto italiano di tecnologia (IIT) di Milano e quello del professor Fabio Benfenati, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e neurotecnologie dell’IIT di Genova.

Sotto la sua guida, l’Oculistica del «Sacro Cuore Don Calabria» è diventata Centro di riferimento del Veneto per le malattie della retina e polo di attrazione da tutta Italia, con oltre il 60% dei pazienti con malattie retiniche provenienti da fuori regione.

mercoledì 19 settembre 2018

Vedere i monumenti con le mappe tattili e leggere Pinocchio con i cinque sensi

Press-IN anno X / n. 1957

Il Corriere della Sera del 19-09-2018

BERGAMO. Dai dinosauri a Quarenghi, dalle mappe tattili della città ai segreti dell'Orto Botanico. Sabato e domenica sono le Giornate europee del patrimonio, un'iniziativa lanciata dal Consiglio d'Europa e dalla Commissione europea per raccontare i tesori del territorio. «Gli appuntamenti - dice l'assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti - sono così numerosi che venerdì abbiamo inserito un'anticipazione». Il preludio è dedicato alla presentazione, all'Infopoint di Piazzale Marconi, delle mappe tattili di 12 monumenti realizzate per persone con disabilità visive. Il progetto, in collaborazione con l'Unione italiana ciechi e ipovedenti, prosegue sabato alla biblioteca Tiraboschi. Alle 16 Fabio Comana e Giuliano Gariboldi fanno una lettura sensoriale del libro «Pinocchio», invitando i bimbi a giocare con i 5 sensi (obbligatorio prenotare allo 035 399192). All'Orto Botanico, alle 10 e alle 11 si possono ammirare gli erbari di Lorenzo Rota, botanico ottocentesco, normalmente non accessibili al pubblico (prenotazioni allo 035 286062). Nel pomeriggio, alla biblioteca Mai sono invece visibili i disegni originali dell'architetto Giacomo Quarenghi. Attualmente ne sono stati restaurati 125, su 346 che hanno bisogno di essere messi in sicurezza. La giornata di domenica si apre con un murales di 90 metri realizzato da Hg80, la cooperativa Patronato S. Vincenzo e l'associazione Xpression, con un'opera che riflette sulla natura e sull'ecosistema a partire dal sottosuolo. Sempre domenica, al museo Caffi l'ingresso è ridotto per tutti a prezzo studenti, 3 euro. Il programma completo sul sito www.beniculturali.it.

di Gisella Laterza 

L'arte che si può toccare

Corriere Adriatico del 19-09-2018

La Pinacoteca Molajoli di Fabriano diventa tattile, sabato l'attesa inaugurazione

Viaggio dal 200 al 400, sette opere della collezione dedicate e pensate per i non vedenti.

FABRIANO. Una nuova dimensione per la pinacoteca civica di Fabriano, una dimensione tattile per rendere accessibile il museo anche ai non vedenti. Saranno 7 le opere della collezione storica dedicate e pensate per i non vedenti, per condividere (e toccare) la bellezza dei tesori della Pinacoteca Molajoli. Debutterà sabato alle 16 in concomitanza con le giornate europee del Patrimonio previste per sabato e domenica, il percorso tattile.

Le opere presentate.
Queste le opere, che da sabato saranno presentate, per un viaggio tra 200 e 400. Dal 200 ecco arrivare l'opera del Maestro di Sant'Agostino, con l'affresco (staccato, proveniente dall'ex convento di Sant'Agostino) raffigurante la consegna della regola agli eremitani. Salto in avanti di un secondo con la Madonna col Bambino, Santa Lucia, Santa Caterina d'Alessandria e Sant' Emiliano. L'opera del Maestro di Sant'Emiliano è un affresco proveniente dalla vicine abbazia di Sant'Emiliano in Congiuntoli. Ancora 300 con Puccio di Simone con il Sant'Antonio abate tra i devoti, Francescuccio di Cecco Ghissi con la Madonna dell'Umiltà e poi il trittico di Allegretto Nuzi: San Nicola da Tolentino, Sant'Agostino e Santo Stefano. Altro balzo di un secolo, per atterrare nel 400 con il Mestro di Staffolo. L'opera scelta per essere tradotta in rilievo per non vedenti è il trittico raffigurante la Vergine col Bambino, San Giovanni Battista e santa Caterina. Ultima opera scelta la Dormitio Virginis di Antonio da Fabriano.

Il ruolo di Archeomega.
Il percorso è nato dalla collaborazione tra Archeomega e la docente fabrianese Rosa Martellucci, non vedente e insegnante di inglese in un liceo classico di Perugia. Un supporto tecnico importante anche per la resa del percorso dedicato proprio ai non vedenti. Al progetto hanno lavorato anche i ragazzi del liceo scientifico Volterra impegnati nell'alternanza scuola/lavoro ed una tirocinante dell'università di Macerata. Una tecnica complessa ha permesso all'opera quasi di prendere vita e di essere riprodotta a rilievo. In questa fase preliminare sono state selezionate alcune opere, realizzate a mano in maniera funzionale a garantirne la migliore leggibilità, sia ponendo l'accento sugli aspetti più significativi, sia risaltando alcuni dettagli rilevanti. I soggetti di affreschi, tavole e tele, una volta riprodotti, acquisiscono la terza dimensione attraverso un fusore Zi-fuse che pone in rilievo le parti scure dell'opera stampata su un apposito supporto cartaceo. Opere poi accompagnate da una testo in braille per la conoscenza dell'opera.

di Saverio Spadavecchia

LA PRIMA ESCAPE ROOM AL BUIO

23 settembre 2018 - Museo Omero

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, dedicate all'Arte di condividere, domenica 23 settembre 2018 il Museo Tattile Statale Omero propone la prima Escape Room al Buio! 

Logica, curiosità, intuito, pazienza è quello che serve! In una stanza al buio e con il tempo tiranno, i giocatori dovranno basarsi esclusivamente sulle loro abilità sensoriali, tatto, olfatto, udito e gusto. Rispondendo esattamente la soluzione sarà davanti agli occhi! Non resta che provare…vi aspettiamo! 

INFO 
Domenica 23 settembre ore 10-13 e 16-19. 
Evento gratuito. 
Tagert: da 18 anni. 
Prenotazione obbligatoria entro il 21 settembre ore 18. Chiama il 335 569 69 85 o invia whatsapp con nome, cognome e n. partecipanti. 
Entrano gruppi formati da max 6 partecipanti ogni 30 minuti.

Museo Tattile Statale Omero - Mole Vanvitelliana
Banchina Giovanni da Chio 2 - 60121 Ancona

La scuola è iniziata: siamo sicuri che nostro figlio ci veda bene?

Diario del Web del 17-09-2018

I consigli dell'esperto. La scarsità di controlli della vista nei bambini rende difficile capire se c'è un problema. Eppure ci sono difetti visivi per 1 bambino su 4. L'importanza della visita oculistica.

Le scuole sono ormai iniziate per tutti. Tra le mille faccende da sbrigare può sempre sfuggire qualcosa. E nella lista delle cose da portare a scuola, insieme a zaino, quaderni, penne e matite, libri e quant’altro non dovrebbe tuttavia mancare un appuntamento fondamentale: quello dell’esame della vista. Perché, nonostante sia uno dei beni più preziosi, solo il 50% dei bambini è stato sottoposto a una visita oculistica prima dei 12 anni (dati USA). In Italia il 70% dei genitori segue le raccomandazioni e porta il bambino dall’oculista intorno ai 3 anni ma il 30% rimane fuori dai controlli. Inoltre, dopo il primo check up non ci sono visite successive a meno che il piccolo non riferisca qualche problema o genitori e insegnanti non si accorgano di qualche segnale.

I problemi alla vista però sono molto diffusi.
Nonostante i numeri sulla scarsità dei controlli della vista, si stima che un bambino su 4 (il 25%) abbia un problema visivo che può interferire con l’attenzione, la capacità di lettura, l’apprendimento e lo sport. «Sono molti i bambini che convivono con un disturbo della visione – spiega Luciano Quaranta, Specialista in Oftalmologia e Responsabile del Centro per il Glaucoma degli Spedali Civili di Brescia – in età prescolare vede male un bambino su 20, mentre dopo i 6 anni il problema balza a 1 su 4. La miopia, per esempio, che interessa il 25% della popolazione, insorge tra i 12 e i 14 anni. L’ipermetropia invece è diffusa tra i piccolissimi mentre a 17 anni interessa lo 0,5% dei ragazzi. Gli screening visivi proposti nelle scuole – prosegue lo specialista – possono non essere sufficienti e indurre un falso senso di rassicurazione. È più opportuno seguire il calendario dei controlli previsti a 6 e 12 mesi e poi a 3 e 6 anni con controlli periodici ogni due anni. Anche i bambini infatti sono colpiti da miopia, ipermetropia, astigmatismo, strabismo ecc. L’ambliopia per esempio è piuttosto comune già prima di due anni colpendo il 2-3% dei bambini».

Il ruolo dei genitori.
L’osservazione da parte dei genitori è preziosa: verificare se gli occhi sono in asse o se invece presentano uno strabismo anche lieve, accorgersi se il bambino strizza gli occhi di frequente o ha scosse irregolari degli occhi, riferisce mal di testa o fastidio alla luce, lacrima o ha bruciore oppure reclina la testa o avvicina gli occhi al foglio mentre fa i compiti o disegna sono segnali importanti che devono portare ad un controllo oculistico. Alcuni problemi devono infatti essere corretti tempestivamente per evitare che si stabilizzino. «I genitori – conclude il Professor Quaranta – spesso credono che lo strabismo sia destinato a risolversi spontaneamente ma non è sempre così, come spesso il mal di testa in età pediatrica è causato proprio allo sforzo effettuato dagli occhi di accomodare la visione e compensare ad esempio un difetto di vista. Il bambino che non vede bene infatti fa uno sforzo per mettere a fuoco le immagini e in questo modo affatica gli occhi».

martedì 18 settembre 2018

L'Audiolibraio il primo podcast italiano dedicato agli audiolibri, coprodotto da Audible e Illibraio.It

Media Key.tv del 18-09-2018

Il settore dei podcast è in continua crescita e in Italia l’attenzione su questo particolare format sta aumentando, grazie soprattutto alla qualità e alla varietà dei contenuti proposti da personaggi di spicco del panorama giornalistico italiano, e non solo. Per continuare a sostenere il ruolo dei podcast nel nostro Paese, Audible – società Amazon leader nella produzione e distribuzione di audiolibri, serie audio e podcast originali – e ilLibraio.it – punto di riferimento per i lettori e il mondo del libro e parte del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol – lanciano il progetto L’Audiolibraio, un format unico nel suo genere, in grado di coniugare due delle più interessanti e “nuove” forme dell’intrattenimento.

Puntata dopo puntata, la voce del giornalista Carlo Annese parlerà di libri letti ad alta voce, e lo farà proprio con chi quei libri (non solo di narrativa, ma anche di saggistica) li ha scritti o li ha tradotti, con chi li ha pubblicati su carta o in formato audio, e con chi li ha letti – attrici, attori e speaker di professione.

Ogni quindici giorni verranno raccontati due titoli: una novità uscita da poco e un classico della letteratura, oppure uno degli audiolibri che hanno appassionato di più gli ascoltatori negli ultimi anni. Si andrà alla scoperta dei fili nascosti che uniscono i diversi personaggi ma, soprattutto, si condividerà con il pubblico il piacere dell’ascolto e della narrazione.

Oggetto delle puntate sarà il confronto tra lettura silenziosa e lettura ad alta voce, per far comprendere la creazione del contesto, l’importanza delle sfumature, i profili dei personaggi, ma anche le modalità e le tecniche per trasformare un testo scritto in racconto ad alta voce e, di conseguenza, l’importanza delle voci, e la fruizione degli audiolibri.

Tutti i contenuti saranno supportati da materiali di backstage, interviste con attori e attrici, autori e narratori; particolare attenzione verrà dedicata al suono e agli effetti sonori: prodotti ad hoc, riprodotti o evocati dal conduttore, dagli autori e dagli attori, oltre a quello delle voci degli estratti dagli audiolibri.

Tutti gli episodi saranno disponibili interamente sull’app di Audible, mentre un estratto di ogni puntata sarà disponibile sul sito ilLibraio.it, che dedicherà al podcast una nuova sezione.

La prima puntata dedicherà la prima parte a L’amore molesto di Elena Ferrante, uscito in formato audiolibro all'inizio di giugno del 2018. Una novità in audiolibro per un romanzo, edito in audio da Emons, ormai considerato un classico della nostra letteratura, come tutto il resto della produzione di Elena Ferrante, diventata un caso di successo internazionale. Nell’intervista, Anna Bonaiuto racconterà la sua esperienza di lettura.

Nella seconda parte Carlo Annese parlerà di Chiamami col tuo nome, il romanzo di André Aciman, pubblicato in audio da Salani, che ha ispirato il film vincitore dell'Oscar nel 2018 per la migliore sceneggiatura non originale, discutendone proprio con l’autore del libro e con il regista Luca Guadagnino.

“Far scoprire l’importanza della voce e il piacere dell’ascolto è la filosofia di Audible, che è anche tra i pionieri nella produzione e diffusione di podcast. Proprio per questo è stato quasi naturale dar vita al primo podcast italiano dedicato agli audiolibri, in collaborazione con ilLibraio.it. La voce di un professionista del giornalismo italiano ed esperto podcaster come Carlo Annese, dà autorevolezza e regala magia a un progetto cui tutti crediamo molto” – ha dichiarato Marco Azzani, Country Manager Audible Italia.

"Il sito ilLibraio.it, nato con l'ambizione di rivolgersi a tutti i lettori, punta a proporre quotidianamente contenuti giornalistici nelle diverse piattaforme. Da tempo guardavamo con interesse all'ascesa dei podcast e ora siamo felici della realizzazione di un progetto originale dedicato alla lettura, grazie a un partner come Audible e all'esperienza nel settore di un professionista come Carlo Annese" - ha dichiarato Antonio Prudenzano, giornalista e responsabile editoriale de ilLibraio.it.

“La collaborazione con ilLibraio.it e Audible” - ha detto Carlo Annese, conduttore del podcast - “è una preziosa opportunità per consolidare ulteriormente il settore dei podcast che negli ultimi mesi, anche in Italia, è cresciuto grazie alla qualità dei contenuti giornalistici disponibili”.

L’Audiolibraio si aggiunge al ricco catalogo di Audible che conta, ad oggi, 15.000 titoli e oltre 100.000 ore di ascolto, dedicati non solo ai lettori più appassionati ma anche a un pubblico più generalista, amante del mondo dell’entertainment e dell’immaginazione, affamato di nuovi contenuti, desideroso di più tempo a disposizione per ascoltare, imparare e divertirsi.

Un’offerta premium e completamente digitale, proposta agli utenti attraverso una conveniente offerta “all you can listen”: un abbonamento mensile al costo di 9.99 €, gratis per i primi 30 giorni di utilizzo e con accesso illimitato all’intero catalogo. Iscriversi è molto semplice: basta scaricare l’app o andare sul sito Audible.it e creare il proprio account, oppure utilizzare quello Amazon. Gli utenti che si abbonano possono scaricare e godere dai propri smartphone, ma anche da pc e tablet, di migliaia di contenuti audio senza interruzioni pubblicitarie, scaricabili e ascoltabili anche offline: in auto o sui mezzi pubblici, facendo sport, cucinando o intrattenendo i bambini durante un lungo viaggio in macchina o prima di dormire.

Insegnanti di sostegno in fuga . "Ora è emergenza"

Il Corriere della Sera del 17-09-2018

Aumenta la richiesta ma calano gli specializzati. E dopo 5 anni molti lasciano o si trasferiscono.

MILANO. In una scuola come l'istituto Maffucci, con 1500 studenti fra elementari e medie, zona Bovisa, all'appello quest'anno mancavano 43 insegnanti di sostegno, la preside ad oggi ne ha reclutati la metà ma resta fiduciosa: «Ci sarà un aggiornamento della graduatoria, riusciremo a coprire altri posti». All'istituto Lagrange, su 45 posti di sostegno assegnati per 95 disabili, ad oggi ce ne sono solo 19. «Aspettiamo i supplenti, c'è urgenza, e si aggiungono casi gravi -- sottolinea la preside Neva Cellerino --. L'anno scorso ad esempio la scuola ha organizzato anche un progetto domiciliare per una studentessa leucemica e un programma speciale per un ragazzo cefalalgico».

Trovare maestri e professori specializzati da inserire nelle classi con studenti disabili è la missione impossibile delle scuole milanesi. La domanda sale ogni anno, aumenta il numero delle certificazioni presentate dalle famiglie, aumentano i posti in deroga che i provveditorati devono coprire (per sentenza della Corte Costituzionale), mancano però i candidati. Quest'anno trovarli è ancora più complicato. Lo hanno denunciato anche i sindacati alla ripresa delle lezioni: «Servono già seimila supplenti. Anche per le nuove regole sulla mobilità: in 2500 hanno lasciato la cattedra nelle scuole milanesi perché hanno potuto ottenere un'assegnazione provvisoria su posti di sostegno, anche senza titolo, in Calabria, Campania, Sicilia», ha comunicato la Cisl. Al Maffucci se ne sono andate così quattro maestre delle elementari e due professori delle medie. «E i posti da coprire sono soprattutto quelli sul sostegno», dice la preside.

L'Ufficio scolastico regionale ha presentato il dossier sulla scuola in Lombardia all'avvio del nuovo anno ed ecco i numeri della provincia di Milano: su 363 mila studenti i disabili sono 13.281 e i posti di sostegno 4.562 più 2.640 con le deroghe (nel 2017 erano 4.562 più 2.357). «Il Ministero prevede settemila posti perché va garantita la presenza di un docente ogni due studenti disabili. Molti però saranno coperti da insegnanti senza una preparazione specifica perché mancano specializzati -- spiega un dirigente del provveditorato --. Il punto è che il sistema "perde": tanti precari che entrano come insegnanti di sostegno perché è una strada per l'assunzione ma dopo cinque anni cambiano».

Dalle associazioni delle famiglie con ragazzi disabili arriva un doppio appello: «Occorre investire risorse per sostenere l'inclusione. E anche rilanciare la professione dell'insegnante di sostegno -- dice Marco Rasconi, presidente della Ledha a Milano --. Ormai l'emergenza è nazionale, ne mancano 40mila, anche se quest'anno sono 13mila in più».

Intanto le lezioni sono riprese così al Maffucci: «Gli studenti disabili sono comunque accolti tutti. Non lasciamo a casa nessuno -- dice Barbirato --. Cerchiamo di garantire la migliore assistenza possibile utilizzando anche gli educatori, in attesa di trovare gli insegnanti». Al Lagrange Neve Cellerino: «Per ora abbiamo supplito distribuendo le ore di sostegno su tutti gli studenti che hanno bisogno, ma certo è urgente strutturare una organizzazione definitiva e completa».

Sul fronte degli educatori e dei servizi di trasporto, dall'anno scorso in capo alla Regione (e non più alla Città Metropolitana), spiega l'assessore al Bilancio del Pirellone, Davide Caparini: «La spesa complessiva sarà di 30 milioni, in linea con il 2017. Di questi 13 vengono messi a disposizione dallo Stato e 17 da noi. Abbiamo faticato molto per trovare le risorse spostandole da altri capitoli di spesa, perché i criteri di riparto hanno penalizzato molto la Lombardia», assicura. L'anno scorso la Regione ha preso in carico 6352 studenti (80% bisognosi di educatori per assistenza alla persona, il resto aveva diritto ai servizi di trasporto): «Garantiremo a tutti gli alunni disabili il necessario anche se la puntualità è una sfida perché le certificazioni arrivano anche in corso d'anno, e ad oggi non è possibile avere dati definitivi», conclude l'assessore.

Le difficoltà ci sono, non indifferenti e il fronte dell'accoglienza e del sostegno resta cruciale.

di Federica Cavadini, Elisabetta Andreis

CONGRESSO SIOG - Firenze, 13 ottobre 2018


Il Congresso SIOG (Società Italiana Oftalmologia Genetica) si terrà a Firenze il 13 Ottobre 2018 presso il Complesso di Sant'Apollonia in Via San Gallo 25.



sabato 15 settembre 2018

FISH e FAND incontrano il Presidente Conte

Giornale UICI del 14-09-2018

FISH e FAND, le due Federazioni maggiormente rappresentative delle organizzazioni delle persone con disabilità, hanno incontrato oggi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presente anche Vincenzo Zoccano, sottosegretario del Ministero per la famiglia e le disabilità. Intento dell’incontro: fare il punto dei temi più urgenti sulle politiche per la disabilità.

“Abbiamo innanzitutto evidenziato al Presidente che esiste già un dettagliato Programma di azione sulla disabilità, approvato con DPR nell’ottobre dello scorso anno. – riporta Vincenzo Falabella, presidente FISH – Esso costituisce il risultato di una elaborazione comune di organizzazioni delle persone con disabilità, Ministeri, Regioni, Istituzioni pubbliche che si sono confrontate con impegno per due anni, all’interno dell’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità, con l’obiettivo di attuare anche in Italia la Convenzione ONU.”

In effetti il Programma reca indicazioni operative (linee di azione e azioni specifiche) su moltissimi ambiti che interessano direttamente o indirettamente la qualità della vita delle persone con disabilità: dalla revisione dei criteri per il riconoscimento della stessa, alla vita indipendente, alla salute, al lavoro, allo studio e alla mobilità e altri aspetti.

“Abbiamo chiesto al Presidente di riprendere quel Programma e che il Governo assuma un ruolo centrale per la sua reale attuazione, rilanciando al contempo i lavori e la collaborazione dell’Osservatorio. L’Osservatorio va sicuramente riattivato quanto prima, tanto più vista la vocazione del nuovo Ministero per la famiglia e le disabilità. Il ruolo di raccordo fra i Ministeri e le Istituzioni che esso ricerca può essere ben supportato dall’Osservatorio.”

Oltre al Programma, le Federazioni hanno richiamato anche alcuni altri focus che oggi appaiono urgenti e centrali. Quello dell’inclusione lavorativa: mancano all’appello alcuni provvedimenti (linee guida e banca dati) e un ruolo maggiormente efficace dei nuovi servizi per l’impiego. Correlato alla inoccupazione c’è l’aspetto grave della povertà e dell’impoverimento di cui la disabilità è uno dei primi determinanti.

“Nell’imminenza dell’elaborazione della legge di bilancio, abbiamo sollecitato un adeguato finanziamento del Fondo per il ‘dopo di noi’, del Fondo per la non autosufficienza, di quello per le politiche sociali. Abbiamo ribadito però la necessità di adeguato monitoraggio e verifica sull’impiego reale ed efficace di questi Fondi. In particolare sulla non autosufficienza sarebbe più che opportuno delineare un Piano e livelli essenziali in modo da evitare disparità territoriali quanto mai evidenti.”

Vi sono anche ambiti che necessitano di una specifica azione normativa di sistema: è il tema dei progetti di vita indipendente, che dovrebbero uscire dallo sperimentalismo, e dei caregiver familiari su cui le Federazioni chiedono una norma che non sia al ribasso (solo indicazioni di principio) ma che garantisca tutele e diritti certi.

“Abbiamo anche ribadito la nostra contrarietà sullo stato di applicazione dei LEA. – sottolinea Falabella – A quasi due anni di distanza molte parti dei LEA risultano ancora disattese o solo parzialmente attuate. In particolare i ritardi più significativi riguardano proprio le prestazioni protesiche, cioè quegli ausili che riguardano sia la quotidianità di molte persone che la loro autonomia personale. Occorre intervenire, anche economicamente, e rimuovere queste lacune.”

Ed infine il tema dell’inclusione scolastica: si è attirata l’attenzione su alcune questioni strategiche complessive e che sono spesso connesse alle risorse o alla loro congrua allocazione.

“La riforma delle Province conserva ancora alcune ombre nella distribuzione di alcune competenze; si pensi al trasporto scolastico e agli assistenti educativi e alla comunicazione. Queste incertezze sono state affrontate e risolte temporaneamente con finanziamenti statali spesso frutto di emendamenti sul filo di lana di leggi di bilancio o di altri provvedimenti. La questione va affrontata in modo determinato una volta per tutte.”

Un incontro, quindi, molto denso di elementi, meritevoli di approfondimenti possibili solo se vi saranno realmente gli spazi e le occasioni.

“Da parte del Presidente abbiamo raccolto una attenzione verso le istanze presentate e l’intento di affrontarle progressivamente anche nel quadro del programma del Governo nella sua interezza e dei singoli Ministeri per le loro relative competenze, in particolare con il Ministero per la famiglia e le disabilità.”

14 settembre 2018

venerdì 14 settembre 2018

Soundscape, l'app che guida i non vedenti con audio 3D

Si chiama Soundscape ed è stata progettata e sviluppata in Australia, in partnership fra l'organizzazione no-profit Vision Australia e il gruppo Artificial Intelligence and Research della Microsoft.

Agenzia ANSA del 13-09-2018

SYDNEY. Una app che offre una mappa mentale a non vedenti e persone con disabilità visive grazie ad una tecnologia audio tridimensionale, che sfrutta voce e suoni, per aiutare la persona a sapere dove si trova e cosa c'è attorno. Si chiama Soundscape ed è stata progettata e sviluppata in Australia, in partnership fra l'organizzazione no-profit Vision Australia e il gruppo Artificial Intelligence and Research della Microsoft. L'utente indossa le cuffie e ha accesso all'app tramite il cellulare. Questa comunica anche la presenza di strade e di incroci mentre la persona cammina. Il responsabile di tecnologia di accesso di Vision Australia, David Woodbridge, egli stesso non vedente, ha detto che Soundscape aiuta gli utenti a formare una comprensione dello spazio in cui si muovono, permettendo loro di fare le proprie scelte di navigazione. "L'intenzione tuttavia non è di sostituire il cane guida o il bastone - sottolinea - ma di permettere alla persona di muoversi in modo più naturale". L'obbietto, aggiunge, è "connettere intuitivamente con l'ambiente, permettendo di svolgere altri compiti e di interagire con altre persone". (ANSA).

Luciano e la sua disabilità visiva: dalle difficoltà all'autonomia

Acquisire autonomia si può, non è mai troppo tardi!

Il Consiglio Regionale Lombardo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, su proposta della Commissione regionale Terza Età, ha prodotto alcuni brevi filmati allo scopo di offrire a chi perde la vista in tarda età spunti di riflessione, consigli e anche testimonianze di persone che hanno affrontato situazioni analoghe.

I filmati proposti intendono far comprendere, con semplicità e naturalezza, che l’autonomia può essere sempre riacquisita: basta convincersi che non è mai troppo tardi e non cedere alla tentazione di chiudersi in se stessi!

Ai familiari delle persone che perdono la vista in tarda età, i filmati illustrano atteggiamenti e comportamenti per aiutare la persona non vedente a raggiungere sicurezza nei gesti quotidiani, stimolando la voglia di fare e di rimettersi in gioco.

I familiari, in quest’ottica, ricoprono un ruolo fondamentale, poiché è necessario che essi conoscano i limiti e le potenzialità che la disabilità visiva comporta, al fine di mettere in atto tutte quelle strategie che possono aiutare la persona non vedente a riappropriarsi della propria autonomia in ambito domestico.

Riprendere possesso del proprio ruolo nell'ambito familiare e riassaporare i piccoli piaceri che offre la quotidianità è necessario per sentirsi ancora protagonisti nella vita di tutti i giorni.

I filmati, per necessità di sintesi, trattano solo alcune situazioni domestiche: se siete interessati ad approfondire l’argomento potete rivolgervi con fiducia alle Sezioni territoriali dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e chiedere di essere accompagnati in questo percorso, non semplice, ma comunque possibile.

Buona visione!


Il racconto di Luciano e Annalisa
Luciano e la sua disabilità visiva: dalle difficoltà all'autonomia


Disabilità visiva: come riconoscere le banconote
Esistono tecniche e accorgimenti che permettono alle persone con disabilità visiva di riconoscere i vari tagli di banconote in piena autonomia


Disabilità visiva: come riconoscere le MONETE
Esistono tecniche e accorgimenti che permettono alle persone con disabilità visiva di riconoscere le varie monete in piena autonomia



Disabilità visiva: organizzazione della postazione a tavola e utilizzo delle posate
Esistono tecniche e accorgimenti che permettono alle persone con disabilità visiva di gestire i propri pasti in piena autonomia




giovedì 13 settembre 2018

Milano Movie Week, dal 14 al 21 settembre 2018

MilanoMovieWeek, una settimana all'insegna del cinema promossa dal Comune di Milano. Il risultato è ricchissimo e offre proiezioni, conferenze, workshop, incontri, dibattiti, laboratori, anteprime in vari luoghi della città.

Una settimana di cinema a tutto campo: al via il 14 settembre la prima edizione di MilanoMovieWeek promossa dal Comune di Milano. Un palinsesto diffuso a cui partecipano festival, sale cinematografiche, scuole di cinema, case di produzione, organizzazioni e associazioni che promuovono e diffondono la cultura cinematografica. Il risultato è ricchissimo e offre proiezioni, conferenze, workshop, incontri, dibattiti, laboratori, anteprime in vari luoghi della città.

La Settima Arte sarà l’occasione per accendere i riflettori anche sulle altre. Tra gli appuntamenti, domenica 16 settembre alla Palazzina Liberty, in largo Marinai d’Italia, “Violini e cinema” le più belle scene (celebri o dimenticate) tratte da film dove il violino è protagonista o sullo schermo o nella colonna sonora, con esecuzione dal vivo. 
Prenotazione obbligatoria telefonando al numero 349 4406315.

Il 20 settembre al Castello Sforzesco (Corte Ducale, Sala Viscontea) alle ore 20.00 Michelangelo infinito evento di presentazione del film; un ritratto avvincente e di forte impatto emotivo e visivo dell’uomo e dell’artista Michelangelo, da una parte schivo e inquieto, capace di forti contrasti e passioni, ma anche di grande coraggio nel sostenere le proprie convinzioni e ideologie, di pari passo con il racconto cinematografico della sua vasta produzione artistica, tra scultura, pittura e disegni, con spettacolari riprese in ultra definizione e da punti di vista inediti ed esclusivi, cui si aggiungono ricostruzioni sorprendenti attraverso evoluti e sofisticati effetti digitali. 
Ingresso libero su prenotazione fino ad esaurimento posti.

Ma il cinema è anche occasione per approfondire altri sguardi: dal 15 al 19 e il 21 settembre al Cineteatro Centro Asteria, piazza Carrara 17, Oltre la visione lo sguardo: Autismo. Proiezioni, riflessi, riflessioni. Cinque giornate dedicate a proiezioni cinematografiche per famiglie, studenti delle primarie e delle superiori, insegnanti, giornalisti e chiunque voglia conoscere l’autismo più da vicino, accanto a serie televisive internazionali in anteprima, incontri, testimonianze e laboratori.

E a intrecciarsi al denso programma della Movie Week, anche appuntamenti già consolidati: dal 14 al 16 settembre al CityLife Anteo, in piazza Tre Torri, Terza edizione per Fuoricinema, una maratona no-stop di incontri diurni e proiezioni notturne c tutt’attorno un piccolo villaggio con street food, market place, aree di convivialità (Ingresso libero e gratuito) e, in contemporanea, la quarta edizione del Festival Internazionale Del Documentario Visioni Dal Mondo, Immagini Dalla Realtà (alla Triennale di Milano, viale Alemagna 6, alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, viale Pasubio 5 e al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, via San Vittore 2). Inaugurazione il 13 settembre. Ingresso libero e gratuito.

A conclusione della Movie Week, due serate di Street Cinema: il 21 e 22 settembre alle 21 piazza XXV Aprile, il Cinemobile Fiat 618 del 1936, restaurato da Regione Lombardia, sarà in funzione in piazza XXV Aprile per due speciali proiezioni a cielo aperto. L’evento è organizzato da Eataly Smeraldo, in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana e il Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca. Ingresso libero (www.eataly.it)

Qui il programma completo, gli aggiornamenti e la mappa di tutti i luoghi della MovieWeek.
Qui l’elenco dei luoghi che ospiteranno la manifestazione per i quali abbiamo verificato le condizioni di accessibilità.
Utilizzando questo link è inoltre possibile una ricerca libera dei luoghi, per conoscerne le condizioni di accessibilità.

Mancano all'appello migliaia di docenti di sostegno: anche quest'anno si andrà avanti coi supplenti

Disabili.com del 13-09-2018

Nei prossimi giorni si apriranno i cancelli di tutte le scuole d’Italia e i ragazzi torneranno al lavoro. In alcune regioni la scuola è già iniziata, in altre l’avvio è imminente. Persistono purtroppo i problemi di sempre ed anche quest’anno non sarà un avvio semplice. Molti uffici scolastici si sono attardati nelle operazioni di mobilità annuale dei docenti in ruolo e, quindi, devono ancora provvedere alle nomine annuali dalle graduatorie ad esaurimento. Solo dopo i posti residui torneranno alle scuole, che potranno procedere alla nomina di ulteriori supplenze dalle graduatorie d’istituto. Le cattedre annuali da ricoprire, curricolari e di sostegno, sono molte, mente i docenti specializzati, in alcuni territori, sono pochi. In molti casi non sono più presenti nelle graduatorie ad esaurimento, in altri sono specializzati e vincitori di concorso, ma fuori graduatoria. Si potrà attingere a questi ultimi solo dopo aver contattato i docenti presenti nelle graduatorie, se hanno mandato messa a disposizione. In ultimo, come sempre, sarà necessario incaricare moltissimi docenti privi di specializzazione.

Da tutto il Paese giungono notizie di tantissime cattedre ancora scoperte, di graduatorie ormai esaurite: il sostegno manca ovunque ed i docenti non sono sufficienti. Purtroppo, almeno in questa prima parte dell’anno scolastico, il diritto allo studio per gli alunni con disabilità sarà ancora disatteso. In questi giorni, cioè 250 mila alunni con disabilità torneranno a scuola, ma non tutti troveranno i docenti di sostegno. Secondo gli stessi dati del Miur, infatti, oltre 41 mila posti anche quest’anno saranno in deroga. Certo, verrebbe da chiedersi in deroga a cosa, visto che sono ormai diventati precariamente stabili, o forse sarebbe più corretto dire stabilmente precari.

In Sardegna mancano tantissimi docenti specializzati in ogni ordine e grado: circa la metà avrà un incarico annuale e molti non saranno specializzati. Centinaia di cattedre mancano a Modena, ma la carenza di docenti specializzati è grave. Almeno 1500 studenti pavesi inizieranno la scuola senza docente di sostegno e quando arriverà nella maggior parte dei casi non sarà specializzato, perché mancano oltre 700 insegnanti di sostegno in provincia e le convocazioni sono andate deserte. E si potrebbe continuare con Milano, con Bergamo, con le province del Veneto, con Udine, dove sono stati ottenuti i posti in deroga ma, anche qui, non ci sono i docenti di sostegno. A Reggio Emilia le graduatorie sono esaurite e le cattedre da assegnare ai supplenti sono 607. Ovunque vi sono centinaia di cattedre non assegnate, migliaia di bambini e ragazzi che non avranno un docente specializzato. Sarebbe forse il caso di avviare al più presto un nuovo ciclo di specializzazione.

Ci sono però anche situazioni paradossalmente inverse. A Napoli, ad esempio, vi sono docenti specializzati vincitori di concorso o presenti nelle graduatorie ad esaurimento, che però non sono stati assunti, pur essendovi circa mille posti annuali sono nelle scuole secondarie di secondo grado. Anche nella regione Campania, infatti, un posto ogni tre viene ormai assegnato in deroga.

Le famiglie sono allarmate e non manca chi deciderà di posticipare l’inizio delle lezioni in attesa della nomina dei supplenti. Una mamma ha raccontato questo grande disagio, inviando una lettera di protesta alla Provincia di Varese, alla Regione Lombardia e al ministro per l’Istruzione, M. Bussetti: faccio appello al vostro buonsenso, ma vorrei che lo stesso si parlasse col cuore. Voi conoscete la disabilità? Come lo scorso anno, anche quest’anno abbiamo iniziato il nostro percorso senza la sua insegnante… Ci sono famiglie oggi che hanno dovuto spiegare ad un bambino disabile perché i suoi coetanei hanno iniziato la scuola e lui no. Ci sono famiglie che vorrebbero dare al proprio bambino una parvenza di normalità dopo un’estate passata nella giungla dell’abbandono… Non vi chiedo di far qualcosa per mio figlio (mi sento di dirvi di dare le giuste priorità…), non vi chiedo di avere la sua maestra domani… Vi chiedo più attenzione per il futuro, vi chiedo di snellire questa assurda burocrazia… Perché se comunque tra 10 giorni la nostra fantastica insegnante di sostegno arriverà, vuol solo dire che partendo con anticipo sarebbe potuta arrivare prima…
Buon anno scolastico a tutti.

Tina Naccarato

mercoledì 12 settembre 2018

Tooteko: l'arte accessibile ai non vedenti. Intervista a Serena Ruffato

Exibart.com del 11-09-2018

Intervista a Serena Ruffato, CEO di Tooteko, la start up veneta che combinando tecnologia, storytelling e esperienza tattile, mostra ai disabili visivi le opere d’arte.
Qual è la storia di Tooteko? Come è nata l’idea?
Tooteko nasce nel 2013 come progetto di tesi del Master in Architettura Digitale allo IUAV di Venezia.

Durante l’anno mi ero appassionata alle tecnologie di scansione e stampa 3D e alla prototipazione rapida con Arduino. Volevo trovare una applicazione che potesse concretamente cambiare la vita alle persone, mi sono casualmente imbattuta in un progetto di esperienza tattile per non vedenti e qui è nata l’idea: applicare a modelli 3D dei sensori che consentissero di rendere "parlanti” le opere d’arte.
L’idea era di per sé banale, ma dopo brevi indagini mi sono resa conto che non esisteva nulla di simile.

Insieme a Fabio D’Agnano, direttore del master, abbiamo cominciato a sviluppare i primi prototipi e abbiamo applicato a diversi concorsi per startup. In pochi mesi abbiamo vinto numerose competition grazie alle quali abbiamo potuto testare l’idea e migliorare la tecnologia.

Ci puoi spiegare la tecnologia che c’è dietro Tooteko? Come funziona esattamente?
Tooteko si basa su tre componenti principali: un supporto tattile tridimensionale, un anello hi-tech basato sulla tecnologia NFC e una app per smartphone.
Mentre le mani esplorano la superficie del supporto, l’anello individua degli speciali sensori NFC che vengono applicati in punti strategici dell’opera e invia allo smartphone delle informazioni audio descrittive.

In questo modo si può far corrispondere all’esperienza tattile delle descrizioni specifiche rispetto a ciò che sto effettivamente toccando. Una tecnologia inclusiva, pensata per non vedenti e ipovedenti ma che può essere utilizzata da tutti come esperienza multisensoriale che consente di "vedere” da un altro punto di vista un’opera d’arte.
So che avete ricevuto il Seal of Excellence, il riconoscimento dell’Unione Europea che attesta l’eccellenza dei progetti che partecipano ai bandi innovativi Horizon 2020.

L’Unione Europea sta investendo molti fondi su tecnologie inclusive e sulla cultura. Avvertiamo una sensibilità sempre maggiore anche da parte di Istituzioni, Musei e Siti Culturali, che si stanno adoperando per rendere accessibili i propri spazi e collezioni. Questo riconoscimento prestigioso è per noi motivo di orgoglio ma allo stesso tempo è una grande responsabilità. Stiamo investendo fondi in Ricerca e Sviluppo per far sì che questa tecnologia possa essere all’altezza delle aspettative e ci auguriamo che possa diventare il veicolo per l’avvicinamento al mondo della cultura non solo per alcune categorie di persone, bensì per tutti. Uno strumento multimediale e multisensoriale "design for all”
Tooteko è stato presentato nella primavera del 2017 al Museo dell’Ara Pacis, in occasione di Art For the Blind . Ci sono in programma nuovi progetti che riguarderanno l’estero?

"Art for the Blind” all’Ara Pacis è stato il primo progetto sperimentale per Tooteko. Durante il percorso di validazione del sistema, sono state coinvolte numerose persone e istituzioni, che ci hanno consentito di evidenziare i punti di forza e di debolezza del sistema. Abbiamo utilizzato questi feedback per migliorare la parte hardware e software e per rivedere l’idea di business e i prodotti/servizi offerti.

Oggi la nostra tecnologia è presente al Museo Archeologico di Massa Marittima in Toscana, al Sito Archeologico Lu Brandali in Sardegna ed è tecnologia abilitante del progetto VIBE, Voyage Inside a Blind Experience, itinerante tra Siena, Cork (Irlanda) e Zagabria (Croazia).
Abbiamo ampliato l’offerta destinata al mercato museale, integrando il sistema audio-tattile con prodotti/servizi hi-tech che spaziano dalla scansione 3D e stampa 3D fino al videomapping e sviluppo di applicazioni multimediali.

L’obiettivo è esportare la tecnologia all’estero, abbiamo già attivato i primi contatti con istituzioni in Inghilterra, Francia e America per cui a breve si sentirà parlare di Tooteko anche oltre oceano.


Registro elettronico nuovo, ma inutilizzabile per il prof. non vedente

Il Gazzettino del 11-09-2018

SELVAZZANO. Rientrare in classe e sentirsi impreparato ad accogliere i propri studenti ritrovandosi fra le mani un registro elettronico nuovo, installato a fine agosto e non adatto agli insegnanti non vedenti. È quello che in queste ore sta vivendo Fabrizio Zavan, da 32 professore di musica all'istituto Comprensivo 1 Albinoni di Selvazzano dove insegna in 6 classi per 12 ore al giorno. E quello che gli aspetta al suono della campanella è un inizio tutto in salita. Perché se con il software installato nel 2013, che ha permesso alla scuola di dotarsi di registro elettronico, il percorso non solo è stato condiviso dall'allora dirigente ma le tempistiche hanno permesso agli insegnati di prendere confidenza con il nuovo strumento prima di usarlo in classe, il cambio introdotto da poche settimane ha, invece, cancellato la pratica acquisita anche dall'insegnante non vedente e la scioltezza nell'utilizzarlo. «In questi anni ho sempre goduto della stima e dell'affetto di tutti i colleghi e dei genitori, tanto da farmi sentire ormai questa scuola come la mia seconda casa - spiega il docente -, sono un insegnante non vedente che ha sempre svolto la sua attività in autonomia. Dal 1995 uso il computer e oltre ai miei indispensabili appunti in braille, cominciai a scrivere un registro digitale da consegnare alla segreteria».

RICERCA. Cinque anni fa l'introduzione a scuola del registro elettronico e il docente fece presente la necessità di scegliere un prodotto accessibile anche ai ciechi. E fu lo stesso dirigente ad incaricarlo di svolgere una ricerca per trovare un registro che potesse soddisfare le esigenze di tutti. Fu organizzato per tempo un incontro di formazione e a tutti i docenti venne fornita una password per accedere ad una versione demo del programma per esercitarsi. Oggi nulla di tutto ciò. «A fine agosto di quest'anno una collega mi informa casualmente che era stato cambiato il registro elettronico. Panico, adesso cosa tocca? continua il docente -. Parlo con la dirigente Silvoni, arrivata il 9 giugno per sostituire l'ex dirigente Bollettin, e mi spiega come fosse necessario uniformare il registro dei docenti con quello della segreteria e che comunque il nuovo registro garantiva l'accessibilità anche da parte dei non vedenti».

Il docente chiede una versione demo per poterlo provare in anteprima, ma questa non è prevista, il 4 settembre la segreteria gli fornisce le credenziali per accedere al programma che si conferma difficile, e il 6 settembre al corso di formazione scopre che i suoi colleghi useranno un'applicazione diversa da quella che forse potrà usare lui. «Esco da quella riunione con un forte senso di frustrazione commenta - e con la chiara sensazione che questo registro non sia nato pensando anche ai ciechi, ma che solo in un secondo momento si sia cercato di tamponare la falla creando un'applicazione accessibile. Mi chiedo perché il cambio non sia stato affrontato in modo razionale e condiviso».

di Barbara Turetta

lunedì 10 settembre 2018

Yetnebersh Nigussie, l'attivista etiope che insegna l'inclusione. E vince il Nobel "alternativo"

Redattore Sociale del 08-09-2018

Quando perse la vista, nel villaggio si diede la colpa a uno spirito maligno. Ma fu la cecità a spalancarle il mondo: sfumato il progetto di matrimonio precoce, frequentò la scuola e l'università. Da allora si batte per le persone disabili, ricevendo premi per il suo impegno. 
ROMA. Aveva cinque anni, Yetnebersh Nigussie, quando il suo mondo divenne buio. Oggi ne ha 36, i suoi occhi continuano a non vedere ma lei ha imparato a superare gli ostacoli che incontra sul percorso. E insegna a tanti come lei a fare lo stesso, stando al loro fianco nella difesa dei diritti e delle opportunità di chi ha una disabilità. Specialmente in quella parte di mondo da cui lei stessa proviene, in cui tutto ciò è più complicato. Oggi la voce di Yetnebersh, dall’Etiopia in cui è nata e cresciuta, è arrivata in tutto il mondo. Laureata in giurisprudenza e con un master in assistenza sociale, ha presieduto comitati e associazioni per la difesa dei diritti umani: delle donne in particolare, sottoposte in molte culture a matrimoni combinati e precoci, e delle persone con disabilità, che in tante parti del mondo vivono in uno stato di emarginazione e discriminazione. Dal 2016 è impegnata con l’organizzazione non governativa Light for the world (Luce per il mondo); lo scorso anno, a settembre, ha ricevuto dinanzi al Parlamento svedese il Right Livelihood Award, considerato il Premio Nobel alternativo per una società più giusta, grazie al “suo lavoro per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità”. L'ha intervistata, per il numero di luglio della rivista SuperAbile Inail, Chiara Ludovisi di Redattore sociale.

Yetnebersh, cosa ricorda della sua infanzia?
Sono cresciuta in un villaggio rurale: a tre anni, insieme ai bambini più grandi, svolgevo faccende domestiche, mi occupavo del bestiame, raccoglievo legna da ardere e andavo a prendere l’acqua nel fiume, che distava da casa circa 25 minuti a piedi. 

Qual è la sua vita oggi?
È molto diversa da quella di allora: ho una laurea in giurisprudenza e un master in servizi sociali, sono sposata, ho due belle figlie, Ahati e Zema, e sono in attesa del mio terzo figlio, che nascerà tra un paio di mesi. Lavoro come consulente per la disabilità all’interno di Light for the world, un’organizzazione non governativa che si occupa di sviluppo e disabilità. 

Quando e come ha perso la vista?
Ho perso la vista per una causa prevenibile quando avevo cinque anni. Si attribuì la mia cecità a uno spirito malvagio: non c’erano strutture mediche nelle vicinanze, così trascorsero tre anni prima che fossi visitata da un medico. 

Come cambiarono le cose dal quel momento?
Completamente: non mi fu più permesso di passare del tempo fuori, dovevo restare a casa, completamente dipendente dagli altri, senza più poter badare agli animali di cui mi ero sempre presa cura. La mia famiglia dovette rinunciare al progetto di darmi presto in sposa: nessun uomo avrebbe voluto una ragazza cieca. Allora mia madre e mia nonna decisero di portarmi ad Addis Abeba, dove potessi ricevere cure mediche e frequentare la scuola. Così fui l’unica ragazza del nostro villaggio ad avere un’istruzione. Allora, dopo aver frequentato la scuola primaria per ciechi, iniziò la mia lunga battaglia per l’inclusione nella scuola pubblica tradizionale. Frequentai il Menelik II Senior Secondary School, una scuola inclusiva. Andare d’accordo con i compagni vedenti non è stato facile: non erano mai entrati in contatto con un bambino cieco. Ci hanno messo del tempo per accettarmi come compagna di classe e giocare con me. 

Poi arrivò l’Università: come fu possibile?
A causa del ridotto numero di università nel paese, la competizione per entrare è stata molto dura. Solo il 3-5% di coloro che avevano superato gli esami di maturità fu ammesso. E io ero tra questi. Sono stata continuamente sostenuta dalle suore cattoliche per ottenere materiale in Braille e altri ausili. Ma fu fondamentale anche il ruolo dei miei compagni e degli insegnanti. 

Come è nato il suo impegno in difesa dei diritti umani?
Quando ho iniziato a frequentare la settima classe, ho capito che le cose dovevano cambiare. Vedevo gli studenti ciechi sostenere gli esami in corridoi rumorosi e polverosi, esposti a sole e pioggia. Mi battei allora, fino a ottenere una stanza in cui potessero dare gli esami. È così: il mio percorso verso l’advocacy è stato fortemente influenzato dalla mia esperienza personale di esclusione e discriminazione.

Che risultati ha ottenuto finora?
Credo di aver raggiunto una serie di obiettivi: il primo è quello di aver posto la disabilità al centro del dibattito sullo sviluppo nel mio Paese. In particolare, ho guidato il processo di creazione del Centro etiopico per la disabilità e lo sviluppo, che insegna i temi dell’inclusione ai cosiddetti attori dello sviluppo. All’università, poi, ho svolto un ruolo fondamentale nella creazione di un centro per studenti disabili. Anche al liceo ero riuscita a creare dei comitati per accelerare il processo di inclusione. 

Nel 2017 ha ricevuto il Right Livelihood Award, quest’anno a New York il premio Spirit of Hellen Keller: cosa significano per lei questi riconoscimenti internazionali?
Significano molto: Right Livelihood Award non è un’organizzazione specifica per le disabilità, quindi con questo premio abbiamo conquistato un altro importante alleato, elevando la causa della disabilità al rango di questione di diritti umani. 

I suoi prossimi obiettivi e progetti?
Nella vita ho imparato che la scuola è il luogo naturale per far crescere generazioni inclusive: ragazzi in diverse condizioni, che giocano e apprendono insieme, non avranno difficoltà a lavorare insieme, a costruire relazioni e perfino a sposarsi tra loro. Per questo, voglio dedicare la mia vita alla costruzione di un sistema educativo di qualità e inclusivo per tutti. Attraverso l’istruzione, da ragazza dimenticata in casa sono diventata una riconosciuta figura di spicco. Voglio che questa fantastica opportunità sia offerta a tutti, indipendentemente dal colore della pelle, dalla disabilità o da qualsiasi altra condizione.

venerdì 7 settembre 2018

Nuovi criteri per i fondi dedicati all'assistenza degli alunni con disabilità

Superando.it del 06-09-2018

Restano invariati (75 milioni) i fondi nazionali a supporto delle spese di Regioni e Città Metropolitane, per i servizi di assistenza agli alunni con disabilità. Cambiano però i criteri di ripartizione (riguardanti le sole Regioni a Statuto Ordinario), guardando molto più agli alunni con disabilità iscritti che non alla spesa media sostenuta in passato dalle scuole. «Bene – secondo Vincenzo Falabella, presidente della FISH – che il decreto di riparto sia giunto prima dell’inizio della scuola, il problema è se e come le Regioni e gli Enti Locali si sono organizzati».
Il nuovo anno scolastico sta per partire con significative novità rispetto alle risorse assegnate alle Regioni a Statuto Ordinario, che a loro volta le ripartiranno a Province e Città Metropolitane, per far fronte alle spese relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali.
Complessivamente si tratta sempre di 75 milioni di fondi nazionali, per supportare le spese che da qualche anno – dopo la soppressione delle Province – sono a carico di Regioni e Città metropolitane, per servizi necessari a garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità. In particolare, si tratta di organizzare il servizio di trasporto degli alunni con disabilità delle scuole secondarie superiori e gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione personale agli alunni con disabilità fisiche o sensoriali.
Se tuttavia la cifra è rimasta invariata, sono però cambiati i criteri di ripartizione. Nel 2015, infatti, le risorse (15 milioni) erano state ripartite in base alla sola “spesa storica”, ovvero la spesa media sostenuta dalle Province per le medesime funzioni nel triennio 2012-2014; nel 2016 il 60% delle risorse (70 milioni) era stato ripartito sulla base del numero degli alunni con disabilità nelle scuole superiori di ciascuna Provincia e il 40% sulla spesa storica; lo scorso anno, infine, i 75 milioni erano stati divisi per il 70% in base al numero degli alunni con disabilità iscritti nelle scuole superiori e per il 30% in base alla spesa storica. Quest’anno, invece, le percentuali sono diventate dell’80% in base al numero di alunni iscritti e del 20% in base alla spesa storica. Restano escluse le Regioni a Statuto Speciale.
Alcune conseguenze? A Roma ci saranno 872.000 euro in meno, Napoli ne guadagnerà 400.000. Lodi avrà 427.000 euro più dell’anno scorso, Milano ne perderà 347.000 e Brescia 379.000. E ancora, Perugia ne avrà 193.000 in più, Reggio Emilia 250.000.
Nel complesso, a livello regionale, Campania, Emilia Romagna, Puglia e Toscana vedranno aumentare significativamente le risorse disponibili: +879.000 euro in Toscana, +861.000 euro in Emilia Romagna, +357.000 euro in Campania, +309.000 in Puglia. La Lombardia invece perderà nel complesso 1.159.000 euro, il Lazio starà a -869.000, il Piemonte a -426.000 euro.
Nel 2016 Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), aveva evidenziato come «fissare il riparto sulla base della spesa storica» fosse «un atto miope, non equo e discriminatorio» [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Oggi lo stesso Falabella dichiara che «il maggior peso del numero degli alunni iscritti va nella direzione di una maggiore equità», sottolineando che in precedenza «Regioni con numeri analoghi di alunni con disabilità iscritti venivano penalizzate da una spesa che in passato era stata non adeguata». Il Presidente della FISH, però, ricorda anche che i 75 milioni di euro stanziati dal Governo sono «lontani dai 112 della spesa storica annua documentata», in riferimento al triennio 2012-2014.
All’atto dell’intesa sul riparto, il vicepresidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome Giovanni Toti ha dichiarato: «Abbiamo chiesto al Governo di far diventare strutturale questo fondo e di incrementarlo fino al raggiungimento del fabbisogno che l’Esecutivo stesso ha stimato pari a 112 milioni».
La Conferenza Unificata ha dato il sostanziale via libera al riparto nella seduta del 1° agosto scorso, nell’ottica di dare certezze alle Regioni prima dell’avvio dell’anno scolastico, benché vada fatta registrare anche una “mancata intesa”: «Le Regioni a Statuto Speciale – ha spiegato infatti Toti – hanno manifestato il proprio dissenso per il fatto di non essere state incluse nella ripartizione. Le Regioni a Statuto Ordinario hanno però concordato all’unanimità e proposto appunto al Governo una ripartizione delle risorse per l’80% attribuita in base al numero degli alunni con disabilità iscritti nelle scuole secondarie di secondo grado e per il 20 % basata sulla spesa media del periodo 2012-2014».
«È positivo – commenta in conclusione Falabella – che il decreto di riparto sia giunto prima dell’inizio della scuola, il problema è se e come le Regioni e gli Enti Locali si sono organizzati, perché ci sono ancora problemi su questo fronte». (Sara De Carli)
La presente nota costituisce il riadattamento di un testo già apparso in «Vita.it». Per gentile concessione.