mercoledì 24 febbraio 2021

GIORNATA DELLE MALATTIE RARE 28 FEBBRAIO 2021

MOSTRA IL TUO SUPPORTO SUI SOCIAL #RareDiseaseDay #UNIAMOLEFORZE

La Giornata delle Malattie Rare quest’anno è fortemente condizionata dalle misure di sicurezza dovute alla pandemia da CoViD-19. Nata nel 2008, quest’anno dopo 13 anni la celebriamo domenica 28 febbraio 2021.

Gli Eventi

Sono molti gli eventi che ogni anno vengono realizzati in tutta Italia. Quest’anno le misure imposte dall’emergenza sanitaria non permetteranno lo svolgersi degli eventi in presenza ma insieme potremo portare l’attenzione di tutti sulle malattie rare.

Se stai organizzando un evento, puoi segnalarlo a: comunicazione@uniamo.org.

TUTTI GLI EVENTI IN PROGRAMMA

Le persone con una malattia rara, che per singola patologia sono poche o pochissime, sono nel complesso oltre 300 milioni in tutto il mondo e costituiscono la terza nazione più grande.

Secondo i Registri regionali ed il Rapporto MonitoRare 2020 in Italia i malati rari sono quasi 2 milioni e di questi, 1 su 5 è un bambino

La Campagna Social 

Diventa protagonista della campagna #UNIAMOleforze, ricevi la maglietta della Giornata e indossala pubblicando una foto sui tuoi canali social e taggando @uniamomalattierare.

RICEVI LA MAGLIETTA! 

Puoi anche mostrare il tuo sostegno sui social utilizzando i materiali grafici della campagna.

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Ricordati di utilizzare gli hashtag della campagna: #rarediseaseday #UNIAMOleforze e tagga @uniamomalattierare e @eurordis 

Che colpa ne ho se ci sono persone incivili? Parola di monopattino!

Superando del 24/02/2021

L’ultimo incidente causato a una persona non vedente dalla sosta “selvaggia” dei monopattini è accaduto a Roma, dove un insegnante in pensione è caduto rovinosamente, provocandosi danni fisici guaribili in una ventina di giorni. Mentre il Presidente Nazionale dell’UICI ha incontrato qualche giorno fa il Prefetto di Roma, chiedendo di porre fine a queste situazioni, l’UICI di Roma decide di «difendere in ogni situazione di “parcheggio irregolare” il monopattino elettrico», ma di essere sempre più intransigente verso gli utilizzatori incivili e sempre più pressante con le Istituzioni

Torna a presentarsi un grave problema già segnalato in diverse occasioni sulle nostre pagine (si veda la colonnina a lato del presente testo), quello cioè dei disagi causati alle persone con disabilità visiva dalla sosta “selvaggia” dei monopattini elettrici.

A segnalare infatti l’ennesimo incidente è l’UICI Nazionale (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che racconta la disavventura vissuta da Michele, insegnante cieco in pensione, che qualche giorno fa stava camminando con il suo bastone bianco nella zona della Capitale fra Tor Marancia e Viale Odescalchi, nei pressi della scuola di Via Cerbara, quando, ricorda egli stesso, «mi sono inaspettatamente imbattuto in un monopattino elettrico parcheggiato in diagonale sul marciapiede, che mi ha sbarrato il passo, facendomi cadere rovinosamente in avanti e sbattendo violentemente con il viso e tutto il corpo sul selciato». Per paura del contagio da Covid, Michele ha rinunciato a farsi medicare in ospedale, anche se le contusioni e le escoriazioni sono evidentissime e stimabili in una prognosi di una ventina di giorni.

Dal canto suo, il presidente dell’UICI di Roma Giuliano Frittelli è immediatamente intervenuto sulla Polizia Municipale e sull’Ottava Municipalità della Capitale, per far sì che vengano garantiti il diritto alla sicurezza e all’incolumità a tutte le persone cieche e ipovedenti che vivono in quella zona, considerando che nella vicinanza c’è anche l’Istituto dei Ciechi Sant’Alessio.

«Sono per altro trascorsi solo pochi giorni – informano dall’UICI – dall’incontro tra il Prefetto di Roma Matteo Piantedosi e il nostro Presidente Nazionale Mario Barbuto, che riportando le preoccupazioni di tutta la categoria ha dichiarato per l’occasione: “Crediamo sia necessario un provvedimento urgente che ponga un freno all’inciviltà dell’uso selvaggio dei monopattini elettrici. C’è la necessità che le Istituzioni, preposte al controllo del territorio, mettano in campo le giuste azioni di prevenzione e ove necessario di repressione, per garantire l’incolumità e la sicurezza delle persone con disabilità visiva su tutto il territorio di Roma”».

«Questo ennesimo episodio che vede coinvolto un cieco – concludono dall’UICI -, che ama passeggiare in autonomia grazie al suo bastone bianco, questa volta è terminato con un grande spavento, paura e numerosissime escoriazioni per Michele. Ora speriamo che il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza di Roma, sotto la spinta autorevole del Prefetto, assuma le iniziative necessarie per tutelare l’incolumità delle persone minorate della vista che scelgono la Capitale come residenza, tempo libero o turismo». (S.B.)

E il monopattino si difende dicendo: «Non ci sono gli stalli»!

Michele, dunque, ne avrà per almeno venti giorni e quanto gli è accaduto ci costringe ancora una volta ad affrontare un tema importantissimo, quello sull’uso sbagliato e superficiale di un mezzo di trasporto che annovera successi indiscussi in tutte le città nelle quali è stato introdotto per la mobilità sostenibile. Per questo, come UICI di Roma, abbiamo deciso con un atto provocatorio, vista l’assenza di una specifica regolamentazione, di difendere in ogni situazione di “parcheggio irregolare” il monopattino elettrico, mentre invece saremo più che intransigenti verso gli utilizzatori indifferenti alle conseguenze del loro comportamento leggero, e pressanti verso le Istituzioni, ancora sorde ai solleciti per emanare di un vero e proprio regolamento, anche assimilabile al Codice della Strada, con un primo conseguente obbligo, quello cioè di attrezzare subito “stalli” dedicati ai monopattini.

Facciamo gli auguri di pronta guarigione a Michele, e noi nel frattempo prepariamo “l’arringa”!

(Giovanni Fornaciari – UICI di Roma)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:

° ustampa@uici.it (Vincenzo Massa)

° ufficiostampa@uicroma.it (Giovanni Fornaciari)

martedì 23 febbraio 2021

Vaccini: FAND chiede a Regione Lombardia di inserire le persone con disabilità nella "FASE 1 BIS"

Mercoledì 17 febbraio si è svolto un incontro tra alcune realtà del terzo settore (tra cui il Forum Terzo Settore Lombardia, FAND e LEDHA), l’assessore regionale alla Sanità, Letizia Moratti, e l’assessore alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità, Alessandra Locatelli. Il tema al centro dell’incontro è stata la richiesta da parte delle associazioni di persone con disabilità di mettere le persone con disabilità, i loro familiari e i caregivers nelle condizioni di essere vaccinati il prima possibile contro il Covid 19.

Durante l’incontro con gli assessori Locatelli e Moratti, FAND, unitamente a Ledha e Forum Terzo Settore Lombardia, ha chiesto di dare precedenza ad alcune categorie di persone con disabilità nella cosiddetta “Fase 1 bis” all’interno della quale, Regione Lombardia, ha già inserito le persone che risiedono nelle RSD, le persone che risiedono nelle strutture psichiatriche e le persone con disabilità riconducibili alla categoria delle persone con comorbidità. Tutte le persone che rientrano in queste categoria verranno vaccinate a conclusione della “Fase 1”, dedicata a operatori sanitari e socio-sanitari delle strutture di ricovero e cura, degli operatori e degli ospiti delle RSA. 

FAND, attraverso il suo Presidente Nicola Stilla, ha chiesto di inserire all’interno della “Fase 1 bis” ulteriori categorie di persone con disabilità, anche impiegando criteri di priorità come ad esempio la gravità o la necessità  di spostamento come nel caso delle persone con disabilità che devono recarsi quotidianamente al lavoro, senza dimenticare le persone con disabilità sensoriale.

Inoltre, FAND ha condiviso con LEDHA la necessità di inserire nella “Fase 1 bis”, gli operatori inseriti nella filiera delle Unità d’offerta residenziali e semi-residenziali (Centri socio sanitari, comunità alloggio, centri diurni disabili, centri socio-educativi, servizi formazione autonomia - comprese quelle attivate a titolo sperimentale dai Comuni), le persone con disabilità che beneficiano della Misura B1 e del Voucher disabili, le persone con disabilità prese in carico con

diverse misure dai Comuni (Sad, B2, Progetti di vita indipendente, legge 162, legge 112 sul “Dopo di noi”) e le persone prese in carico dai servizi della psichiatria. Per tutte queste categorie, deve inoltre essere prevista la vaccinazione dei caregivers. Secondo le stime delle associazioni, dovrebbe trattarsi di circa 50mila persone con disabilità, cui aggiungere operatori e caregivers.

Le persone che rientrano in queste categorie necessitano di un forte sostegno e, soprattutto, si tratta di persone per cui la somministrazione del vaccino può fare la differenza tra continuare a vivere in una condizione di sostanziale isolamento e un progressivo ritorno alla vita sociale.

Quante persone con disabilità vittime di reati!

Superando del 23/02/2021

Si stima che ogni anno 75 milioni di persone in tutta Europa continuino a essere vittime di reati e in questo quadro le persone con disabilità sono particolarmente a rischio. È noto, ad esempio, che le donne e le ragazze con disabilità hanno da due a cinque volte più probabilità delle altre di subire violenza e il 34% delle donne con problemi di salute o disabilità hanno subìto violenza fisica o sessuale da parte di un partner nella propria vita.

In occasione, dunque, della Giornata Europea per le Vittime di Reati (European Day for Victims of Crime) di ieri, 22 febbraio, come Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) abbiamo voluto ricordare che mai nessuna vittima dev’essere lasciata indietro. Tutti, infatti, hanno diritto alla tutela e a un ambiente sicuro per denunciare i reati subiti e accedere alla giustizia, senza timore di ritorsioni da parte di coloro che quei reati hanno commesso.

Con l’adozione della Direttiva sui Diritti delle Vittime (Victims’ Rights Directive), la Commissione Europea e gli Stati Membri dell’Unione si sono impegnati a combattere la violenza e a promuovere i diritti delle persone vittime di reato. Si tratta di una norma che stabilisce con chiarezza varie indicazioni e obblighi per i Paesi dell’Unione, ma anche per altri organismi dell’Unione stessa e per organizzazioni della società civile di sostegno alle vittime, in modo tale che quei diritti vengano concretamente garantiti, ad esempio tramite un sistema giudiziario pienamente accessibile, sia a livello di comunicazione che di locali fisici senza barriere.

E tuttavia, nonostante ciò, è ancora molto difficile per le vittime con disabilità in tutta Europa rivendicare i propri diritti, a causa soprattutto della mancanza di informazioni, sostegno e protezione. Per loro, pertanto, appare particolarmente importante la Strategia dell’Unione Europea sui Diritti delle Vittime 2020-2025 (EU Strategy on Victims’ Rights), ove appunto si riconosce esplicitamente che esse sono spesso vittime di abusi, inclusi i reati ispirati dall’odio, e che il loro accesso alla giustizia è più difficile, specie se si tratta di persone private della capacità giuridica. Infatti, una volta divenute vittime di un reato, le persone con disabilità incontrano gravi difficoltà ad accedere alle misure di sostegno e ai servizi disponibili per altre vittime, nonché ad esercitare i propri diritti a livelli di procedimento penale, perché sovente i relativi servizi a disposizione di tutte le vittime non sono accessibili.

La Strategia Europea prevede quindi alcune importanti azioni, ovvero:

- Promuovere iniziative che traggano insegnamenti dalla pandemia Covid-19, quali servizi di supporto in linea e servizi di dichiarazione delle vittime quali strumenti essenziali.

- Promuovere un sostegno integrato e mirato alle vittime con bisogni speciali, come quelle con disabilità, attraverso campagna di sensibilizzazione e opportunità di finanziamento da parte dell’Unione Europea.

- Impegnarsi per l’adesione dell’Unione Europea alla Convenzione di Istanbul (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica del 2011 [ratificata dall’Italia con la Legge 77/13, N.d.R.] sulla violenza di genere o per misure alternative che raggiungano lo stesso obiettivo.

- Richiedere agli Stati Membri di adottare azioni chiave basate sulla Strategia Europea.

Da parte sua, quindi, il Forum Europeo sulla Disabilità intende continuare a difendere i diritti delle vittime di reati con disabilità, chiedendo ad esempio che le vittime con disabilità siano inserite nelle campagne di sensibilizzazione dell’Unione Europea, e a lavorare per la piena attuazione anche in questo àmbito della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, in particolare rispetto all’accessibilità alla giustizia e alla violenza di genere. In tal senso collaboriamo già con altre organizzazioni del settore, tra cui Victim Support Europe, oltre a far parte della Coalizione Europea per porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze, e a chiedere costantemente all’Unione Europea di aderire alla Convenzione di Istanbul e di sostenere le organizzazioni aderenti all’EDF che si battono per la ratifica della Convenzione stessa da parte dei propri rispettivi Paesi.

di Natalia Suárez,

Comunicazione esterna dell’EDF (European Disability Forum). Elaborazione del testo originale a cura della Redazione di «Superando.it». Ringraziamo Luisella Bosisio Fazzi per la segnalazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Marine Uldry, responsabile per i Diritti Umani nell’EDF, marine.uldry@edf-feph.org.

Progetto: “Il tuo gioiello che Brailla… Gioielli da vedere con le dita…"

Inaugurato in occasione della XIV Giornata Nazionale del Braille, presso la Gioielleria Oreficeria Tosoni di Mantova, il progetto: “Il tuo gioiello che Brailla… Gioielli da vedere con le dita…“, promosso dalla Sezione Territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Mantova.

Di seguito il servizio che il Tg di TeleMantova ha dedicato al progetto.

https://youtu.be/1EKxUsYQkWQ

“Problemi agli occhi e vizi di refrazione da 0 a 3 anni”: web talk sulla prevenzione visiva

Venerdì 26 febbraio, alle ore 11, in diretta streaming sul canale Facebook di Iapb Italia Onlus e sul sito www.proteggilasuavista.it si terrà il talk online “Problemi agli occhi e vizi di refrazione da 0 a 3 anni”.

L’incontro sarà moderato da Tommaso Vesentini, giornalista e divulgatore scientifico e si avvarrà del contributo della Dott.ssa Elena Piozzi, Direttore Emerito della S.C. Oculistica Pediatrica presso l’Ospedale Niguarda di Milano. Nel corso del talk, la Dottoressa sarà chiamata a rispondere in diretta alle domande di mamme blogger per spiegare cosa vede un neonato nei primi 3 anni di vita, quali sono le capacità visive che si sviluppano alla nascita e come i bambini interagiscono con l’ambiente circostante.

Il talk online affronterà in particolare i seguenti temi:

- Come vedono i bambini alla nascita e nei primi mesi di vita;

- La vista del neonato dai 5 ai 9 mesi;

- Lo sviluppo visivo dai 9 ai 12 mesi;

- La vista del bambino a 2 anni;

- Giochi da fare per stimolare la vista del neonato.

L’evento è rivolto ai neo genitori, affinché possano sostenere lo sviluppo della vista nel bambino: i genitori, infatti, svolgono un ruolo fondamentale nell’assicurare che gli occhi e la vista dei loro figli possano svilupparsi correttamente.

Il web talk rientra nell’ambito del progetto “Proteggi la sua vista”, la campagna di sensibilizzazione promossa da Iapb Italia Onlus per proteggere la salute visiva pre e post natale, con indicazioni e accorgimenti ai neo genitori per prevenire le malattie della vista del bambino.

Segui il link per partecipare alla diretta!

sabato 20 febbraio 2021

L'Unione ciechi distribuirà i Lego Braille Bricks alle scuole

Vita del 20/02/2021

Celebrata con un evento in streaming la "XIV Giornata nazionale del Braille" dedicata al sistema di comunicazione ideato nel 1829 e che ancora oggi è considerato "via maestra per l'inclusione e l’accesso alla cultura". All'iniziativa online la prima "uscita pubblica" del neo ministro Erika Stefani. Barbuto: «La sua presenza ci ha trasmesso speranza e voglia di fare».

di Antonietta Nembri

Dal 1829 il sistema Braille resta uno strumento insuperato con cui i non vedenti possono scrivere, leggere e comunicare. Un mezzo di integrazione – sottolineano all’Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti) alla vigilia della XIV Giornata nazionale del Braille che si celebra domenica 21 febbraio. Per l’occasione l’Uici ha organizzato insieme al Club Italiano del Braille un evento dal titolo “Braille: via maestra per l'inclusione e l’accesso alla cultura”.

Un appuntamento in streaming con piccole performance musicali di artisti non vedenti, sessioni di lettura tra scrittori di fama come Maurizio De Giovanni e disabili visivi, testimonianze di classi scolastiche in cui il Braille è patrimonio di tutti gli alunni, interventi istituzionali e tra questi la prima uscita pubblica del neo ministro alle disabilità, Erika Stefani che ha annunciato il suo impegno a farsi «carico delle istanze delle persone con disabilità, tra cui quella visiva, a partire dall’ascolto e dal confronto con organizzazioni come Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti perché c’è bisogno di lavorare insieme, immaginando insieme il futuro e affrontandolo con ottimismo». Da parte sua Mario Barbuto, presidente dell’Uici ha commentato: «La presenza del ministro, tra noi, un po’ a sorpresa, è quello che vorremmo e ci aspetteremmo da ogni persona delle Istituzioni e della Politica. La sua presenza, inoltre, ci ha trasmesso speranza e voglia di fare, e ci conferma la volontà del nuovo Governo di proseguire con ancora più forza sulla strada del sostegno, valorizzazione e inclusione dei cittadini più svantaggiati. Siamo pronti e determinati a lavorare insieme al ministro» ha proseguito Barbuto, «a partire dalle nostre proposte sul Recovery plan, inviate alla Camera qualche giorno fa, e che puntano ad affrontare il tema delle disabilità con una progettualità a tutto tondo. È urgente in particolare rafforzare innovazione tecnologica e digitale, prevenzione e riabilitazione funzionale e dare piena cittadinanza alle persone con disabilità. Siamo certi che su questi aspetti troveremo un interlocutore competente e attento».

Il presidente Barbuto nel corso dell’evento ha sottolineato come il Braille sia ancora oggi «l’unico strumento di apprendimento diretto e autonomo per un disabile visivo, l’unico applicabile a qualsiasi disciplina del sapere, dalla musica alle lingue straniere, e come tale indispensabile per insegnare a migliaia di ciechi e dare loro istruzione, lavoro, cultura, cioè il diritto a essere cittadini tra i cittadini». Barbuto ha poi ricordato la necessità di valorizzare e diffondere «maggiormente tra gli insegnanti, le famiglie, il personale di assistenza e tutta la collettività» il sistema Braille che in questa fase di emergenza sanitaria è ancora più urgente, «come ricorda l’Oms, i non vedenti sono i più esposti al rischio contagio perché usano il tatto per leggere e in generale per interagire con il mondo. Come Uici vogliamo quindi cogliere questa occasione di celebrazione anche per ribadire la necessità di una attenzione mirata sul piano di vaccinazione delle persone non vedenti, estesa anche ai loro assistenti e accompagnatori, perché non siano ulteriormente penalizzati nella loro fragilità».

Da parte sua Nicola Stilla, presidente del Club Italiano Braille ha auspicato un aumento nella diffusione dell’alfabeto Braille «a partire dal potenziamento della formazione che dovrebbe riguardare l’intero corpo docente per una didattica sempre più efficace e inclusiva, e da un’attività di sensibilizzazione culturale su questo argomento». Stilla ha anche ricordato che «c’è ancora molta strada da fare sotto il profilo dell’informazione agli utenti, le scritte in Braille dovrebbero ad esempio essere apposte su un numero crescente di categorie merceologiche di prodotto, come è stato nel caso dei farmaci, e stiamo vedendo sui detersivi e il vino».

In questo contesto, il presidente della Federazione Italiana Pro Ciechi Rodolfo Masto ha illustrato una novità assoluta per il mondo della disabilità visiva frutto dell’impegno di Fondazione Lego: i Lego Braille Bricks. Si tratta di un’edizione speciale dei famosi mattoncini per la prima volta adattati per poter essere utilizzati dai bambini ciechi e ipovedenti. Su ogni mattoncino sono stati disposti i sei “bottoni” per l’incastro dei pezzi in maniera da rappresentare le lettere e i numeri dei 6 punti del codice di scrittura e lettura Braille.

Lo scopo di questo innovativo progetto sociale, che ha coinvolto 20 Paesi tra cui l’Italia attraverso la Federazione Pro Ciechi di Roma e per impulso dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, è di rivolgersi non solo a un pubblico di bambini ciechi ed ipovedenti, ma a tutti i bambini affezionati a questo intramontabile gioco, quindi un sussidio didattico inclusivo da condividere fra ciechi e vedenti.

Le confezioni di Lego Braille Bricks, prodotte per ora in tredici lingue, sono distribuite da Lego Foundation gratuitamente. Del prototipo italiano, supervisionato e testato dall’Istituto dei Ciechi “Cavazza” di Bologna, è stata avviata la produzione in Danimarca, mentre la Federazione Nazionale Istituti Pro Ciechi, con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, si occuperà della distribuzione presso i Centri di Consulenza Tiflodidattica di Uici e le sue sezioni territoriali, scuole, istituzioni culturali impegnate in ambito pedagogico e altri luoghi collettivi, escludendo qualsiasi forma di commercializzazione.

Prima uscita pubblica del Ministro alle Disabilità Erika Stefani all’evento organizzato dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti in occasione della XIV Giornata Nazionale del Braille

Giornale UICI del 20/02/2021

Roma, 19 febbraio 2021 – Il Ministro alle disabilità, Erika Stefani, è intervenuta questa mattina all’evento in streaming organizzato dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e dal Club Italiano del Braille in occasione della XIV Giornata Nazionale del Braille promossa per celebrare uno strumento ancora oggi insuperato per consentire ai ciechi di tutto il mondo di scrivere, leggere e comunicare ed essere cittadini tra i cittadini.

Si tratta della prima uscita pubblica del neo Ministro alle disabilità che ha dichiarato: “Ringrazio l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di questo invito e sono molto emozionata di essere tra voi. Il mio impegno sarà quello di farmi carico delle istanze delle persone con disabilità, tra cui quella visiva, a partire dall’ascolto e dal confronto con organizzazioni come Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti perchè c’è bisogno di lavorare insieme, immaginando insieme il futuro e affrontandolo con ottimismo.”

“Siamo onorati e felici che il Ministro Stefani abbia scelto proprio l’evento dell’UICI come sua prima uscita pubblica per dare un segno tangibile del suo impegno nei confronti del mondo della disabilità, dimostrando di voler stare accanto in modo particolare alle persone cieche e ipovedenti e con disabilità aggiuntive – ha commentato il Presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Mario Barbuto – La presenza del Ministro qui, tra noi, un po’ a sorpresa, è quello che vorremmo e ci aspetteremmo da ogni persona delle Istituzioni e della Politica. La sua presenza, inoltre, ci ha trasmesso speranza e voglia di fare, e ci conferma la volontà del nuovo Governo di proseguire con ancora più forza sulla strada del sostegno, valorizzazione e inclusione dei cittadini più svantaggiati. Siamo pronti e determinati a lavorare insieme al Ministro, a partire dalle nostre proposte sul Recovery plan, inviate alla Camera qualche giorno fa, e che puntano ad affrontare il tema delle disabilità con una progettualità a tutto tondo. È urgente in particolare rafforzare innovazione tecnologica e digitale, prevenzione e riabilitazione funzionale e dare piena cittadinanza alle persone con disabilità. Siamo certi che su questi aspetti troveremo un interlocutore competente e attento.”

La “Giornata Nazionale del Braille” è stata istituita dalla legge 126 del 3 agosto 2007 e viene celebrata il 21 febbraio di ogni anno quale momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’importanza che il sistema di letto-scrittura Braille, a quasi 2 secoli dalla sua invenzione, nel 1829, riveste ancora oggi nella vita delle persone non vedenti.

L’obiettivo è sostenere lo sviluppo di politiche pubbliche e comportamenti privati che allarghino le possibilità di reale inclusione sociale e di accesso alla cultura e all’informazione per le persone con una disabilità visiva, circa 2 milioni di cittadini tra ciechi assoluti e ipovedenti.

Per informazioni

Caterina Banella – Email: caterinabanella@gmail.com

Ufficio stampa UICI – Vincenzo Massa – Email: comunicazione.massav@uici.it

venerdì 19 febbraio 2021

Primo incontro di conoscenza per FISH e FAND con la Ministra delle Disabilità

Superando del 19/02/2021

«Abbiamo innanzitutto ottenuto rassicurazioni sulla priorità dei vaccini per le persone con disabilità, le famiglie, i caregiver e gli assistenti personali. Nell’immediato futuro, poi, porteremo all’attenzione della Ministra tutti i nostri temi e le nostre battaglie, da inserire nel Piano Nazionale di Resilienza e Rilancio, con il pieno coinvolgimento anche degli altri Ministeri»: lo dichiara il Presidente della Federazione FISH Falabella, a margine di un primo incontro di conoscenza avuto dalla stessa FISH e dall’altra Federazione FAND con la Ministra delle Disabilità Erika Stefani

«Abbiamo innanzitutto ottenuto le rassicurazioni sulla priorità che verrà data ai vaccini alle persone con disabilità, alle proprie famiglie, ai caregiver, e agli assistenti personali. Nell’immediato futuro, poi, porteremo all’attenzione della Ministra i nostri temi e le nostre battaglie, sulle pari opportunità e sull’uguaglianza di genere tra uomo e donna, sull’inclusione scolastica e su quella lavorativa, questioni, tutte, da mettere sul piatto all’interno del Piano Nazionale di Resilienza e Rilancio, anche attraverso il pieno coinvolgimento degli altri Ministeri»: lo dichiara Vincenzo Falabella, a margine di un primo incontro di ascolto e conoscenza avuto dalle Federazioni FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con la Disabilità) con la Ministra delle Disabilità Erika Stefani, «un incontro – aggiungono i Presidenti delle due organizzazioni Falabella e Pagano – cui ne seguiranno molti altri di carattere più operativo, data la portata e l’ampiezza delle sfide e delle istanze che riguardano le persone con disabilità e le loro famiglie».

A tal proposito, è stato definito dalla Ministra, per il 23 febbraio prossimo, un incontro ufficiale, di carattere più strettamente operativo, con le delegazioni delle due Federazioni.

«Intendiamo garantire un futuro e un degno presente a tutti i cittadini e le cittadine con disabilità di questo Paese – conclude Falabella -, come abbiamo del resto ribadito qualche giorno fa in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al nuovo Presidente del Consiglio Mario Draghi. Piace, su questo, segnalare che il Capo dello Stato ha ritenuto di dover subito attenzionare la Ministra Stefani su tutti i temi della disabilità, rispetto ai quali si è da sempre rivelato particolarmente attento. Da parte nostra, dunque, garantiamo certamente la massima collaborazione nei luoghi deputati, a condizione che si continui sulla strada delle politiche di mainstreaming [“inserimento della disabilità nelle decisioni di ogni settore”, N.d.R.] e non di interventi parziali e segmentati, che riducano la disabilità a una condizione settoriale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it (Gaetano De Monte).

Braille, "via maestra per l'inclusione": il 21 febbraio la giornata nazionale

Redattore Sociale del 19/02/2021

Barbuto (Uici): "Ancora oggi è l'unico strumento di apprendimento diretto e autonomo". Stilla (Cib): "Potenziare la formazione del corpo docente". Tra le iniziative un progetto per intitolare una strada a Louis Braille in ogni città capoluogo e i Lego in braille.

ROMA. Non commettere l'errore di considerare il Braille superato dalle nuove tecnologie, con le quali anzi si integra perfettamente: senza un'adeguata competenza da parte di operatori e insegnanti di sostegno, infatti, c'è il rischio per circa 5000-6000 alunni ciechi o ipovedenti gravi di rimanere indietro o esclusi. È l'appello lanciato dall'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, che rappresenta le istanze di circa 2 milioni di cittadini ciechi assoluti e ipovedenti, e dal Club Italiano del Braille, per le celebrazioni della XIV Giornata nazionale del braille (21 febbraio). Per l'occasione è stato organizzato oggi "Braille: via maestra per l'inclusione e l'accesso alla cultura", insieme al Club Italiano del Braille, evento online in cui "approfondire lo studio e l'insegnamento del Braille, insieme alle sue molteplici applicazioni pratiche - che vanno dalla musica alla matematica all'apprendimento delle lingue straniere - e la sua imprescindibilità nel percorso di inclusione sociale e autonomia culturale delle persone disabili visive".

"Il Braille è ancora oggi l'unico strumento di apprendimento diretto e autonomo per un disabile visivo, l'unico applicabile a qualsiasi disciplina del sapere, dalla musica alle lingue straniere, e come tale indispensabile per insegnare a migliaia di ciechi e dare loro istruzione, lavoro, cultura, cioè il diritto a essere cittadini tra i cittadini - sottolinea Mario Barbuto, presidente dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - Per questo va valorizzato e diffuso maggiormente tra gli insegnanti, le famiglie, il personale di assistenza e tutta la collettività". Un'esigenza ancor più urgente in questa fase di emergenza sanitaria in cui, "come ricorda l'Oms, i non vedenti sono i più esposti al rischio contagio perché usano il tatto per leggere e in generale per interagire con il mondo". Da qui l'invito di Uici a considerare "la necessità di una attenzione mirata sul piano di vaccinazione delle persone non vedenti, estesa anche ai loro assistenti e accompagnatori, perché non siano ulteriormente penalizzati nella loro fragilità".

"È fondamentale aumentare la diffusione di questo prezioso alfabeto, a partire dal potenziamento della formazione che dovrebbe riguardare l'intero corpo docente per una didattica sempre più efficace e inclusiva, e da un'attività di sensibilizzazione culturale su questo argomento - sottolinea Nicola Stilla, presidente del Club Italiano Braille - Noi abbiamo in animo molte iniziative che stiamo portando avanti insieme ad Uici, tra cui un progetto che punta ad intitolare una strada a Louis Braille in ogni città capoluogo d'Italia, che abbiamo già ottenuto, tra le altre, a Milano, Cagliari, Pavia e che vorremmo estendere a tutto il territorio nazionale. Ma c'è ancora molta strada da fare anche sotto il profilo dell'informazione agli utenti, le scritte in Braille dovrebbero ad esempio essere apposte su un numero crescente di categorie merceologiche di prodotto, come è stato nel caso dei farmaci, e stiamo vedendo sui detersivi e il vino".

Musica, matematica e lingue: le testimonianze

Molte le testimonianze dirette previste: studenti, operatori, insegnanti, oltre agli interventi di istituzioni nazionali e locali, e personalità della cultura e della musica. Tra queste, un giovane flautista al primo anno di liceo musicale, che utilizza il metodo di studio della musica attraverso il Braille; l'esibizione del pianista non vedente Gianluca Casalino che esegue brani su spartiti in Braille, messi a confronto con quelli tradizionali, e la lettura "a 4 mani" tra lo scrittore Maurizio De Giovanni e la non vedente Flavia Tozzi di un brano tratto dal libro dello scrittore "Il concerto dei destini fragili".

Tra gli interventi poi quello della maestra della provincia di Terni, Paola Torcolini, che ha insegnato a un'intera classe l'uso del Braille perché non vedenti e normodotati potessero condividere l'esperienza dell'apprendimento senza barriere. In collegamento anche il presidente della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, Rodolfo Masto, anche in rappresentanza del Museo Italiano del Braille, in dialogo con la direttrice del Museo Casa Natale di Louis Braille di Coupvray-Ile De France, Farida Saidi-Hamid e i contributi di alcuni Centri di Consulenza Tiflodidattica (CCT) di Uici.

I Lego in braille, per imparare giocando

Frutto dell'impegno di Fondazione Lego, è stata realizzata un'edizione speciale dei famosi mattoncini per la prima volta adattati per poter essere utilizzati dai bambini ciechi e ipovedenti, i Lego Braille Bricks. Su ogni mattoncino sono stati disposti i sei "bottoni" per l'incastro dei pezzi in maniera da rappresentare le lettere e i numeri dei 6 punti del codice di scrittura e lettura Braille.

"Lo scopo di questo innovativo progetto sociale, che ha coinvolto 20 paesi tra cui l'Italia attraverso la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi di Roma e per impulso dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, è di rivolgersi non solo a un pubblico di bambini ciechi ed ipovedenti, ma a tutti i bambini affezionati a questo intramontabile gioco, quindi un sussidio didattico inclusivo da condividere fra ciechi e vedenti. - spiegano i promotori - Le confezioni di Lego Braille Bricks sono al momento prodotte in tredici lingue e sono distribuite da Lego Foundation gratuitamente. Del prototipo italiano, supervisionato e testato dall'Istituto dei Ciechi "Cavazza" di Bologna, è stata avviata la produzione in Danimarca, mentre la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, si occuperà della distribuzione presso i Centri di Consulenza Tiflodidattica di Uici e le sue sezioni territoriali, scuole, istituzioni culturali impegnate in ambito pedagogico e altri luoghi collettivi, escludendo qualsiasi forma di commercializzazione.

"Si tratta di una bellissima invenzione. Con questi mattoncini è possibile sia apprendere il braille che svolgere attività di progettazione. E i compagni dei nostri alunni non vedenti possono condividere le stesse attività didattiche! - spiega Barbuto che ha sperimentato in anteprima i bricks - Perché al carattere braille si associa il corrispettivo carattere nel tradizionale alfabeto di tutti. Tutti quindi possono esercitarsi nel comporre parole, scrivere, o esercitarsi in attività di creazione tridimensionale, come costruire torri o piramidi, insomma tutto quello che la fantasia di un bambino può concepire, con grande divertimento e felicità per tutti."

giovedì 18 febbraio 2021

Caro ministro Stefani: si può fare anche senza portafoglio

Vita del 18/02/2021

La leghista Erika Stefani presiederà il ministero per le Disabilità. Un ruolo senza portafoglio ma che dovrà essere trasversale e intervenire sui programmi e sulle norme di tutti gli altri dicasteri, vista la natura del tema che tratta, che investe tutti i momenti della vita civile delle persone. Ecco tutti i nodi da affrontare

Alla fine Salvini è passato all’incasso non solo ottenendo il ministero per le Disabilità (questa volta non abbinato alla famiglia che viaggia assieme alle pari opportunità), ma piazzando per la terza volta uno dei suoi: dopo Fontana e Locatelli si apre l’era di Erika Stefani.

di Carlo Giacobini

E sia. Al neoministro vanno, senza ironia né obtorto collo, i nostri migliori auguri ché ne ha bisogno eccome viste le innumerevoli istanze irrisolte ancora su piatto complice l’immobilismo e il rallenty degli ultimi anni e lustri.

Può anche essere che, complice la contestuale autorevolezza di Mister Draghi e la annunciata elevata qualità tecnica della nuova compagine governativa, riesca in una sfida per ora imbattuta. Non cadremo nell’inganno di alzare l’indice contro il fatto che si tratta di un Ministero senza portafoglio. È argomento troppo basico - nemmeno del tutto vero o tecnicamente significativo - per distrarci dal nocciolo di analisi più sensate e anche più radicali.

La disabilità è un tema trasversale che investe tutti i momenti della vita civile e quindi il ministro più che avere un portamonete dovrebbe riuscire a ravanare nei portafogli dei colleghi, a intervenire sui loro programmi, a incidere sulle norme che, ordinariamente o straordinariamente, riguardano tutti i cittadini. Le persone con disabilità e le loro famiglie sono cittadini, non una parte di essi, non un nucleolo a cui dedicare, quando va bene e con tempi biblici, solo leggi speciali.

E il primo banco di prova è proprio in PNRR (Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che sulla disabilità è dannatamente debole e deludente. Lo è sul tema del lavoro, dimentico, ad esempio, dell’esclusione vissuta dalle persone con disabilità intellettiva e relazionale e del necessario ripensamento in queste direzioni dei servizi per l’impiego. Lo è sulla non autosufficienza fenomeno che investe e spesso devasta le famiglie e i caregiver sovraccaricandoli, impoverendoli, marginalizzandoli.

Lo è nella sostanza sulla scuola, una scuola differente e generativa di esperienze nuove. È assente sul versante sull’accessibilità dell’innovazione tecnologica, dei trasporti, della qualità urbana, della cultura, del turismo. E lo è nella sanità. Quelle grandi riforme che si prospettano per il Paese e per i suoi cittadini non sono permeate da una assunzione della disabilità come elemento da considerare in qualsiasi progetto sociale. Nel PNRR troviamo qualche riferimento alla “residenzialità”, a cohousing, ma ad essere malfidenti non si può non temere che sia il solito “dopo di noi” di cartongesso, quello che divide vecchie strutture o comunità da 20, 50, 100 posti in alloggi da 4, con separé appunto di cartongesso, ma senza alcuna visione, senza investimenti per risorse professionali che possano accompagnare e garantire una vita dignitosa, una vita adulta, o il diritto ad invecchiare. Troviamo nel PNRR anche accenni alla vita indipendente, ma quando i relativi progetti usciranno lo sperimentalismo che divide le persone con disabilità in quelle di serie A e di serie B?

E dopo aver incalzato sul PNRR la neoministro dovrebbe avere la forza, ed essere messa nelle condizioni di farlo con robuste deleghe, di affrontare da pari i colleghi.

- Lì ce n’è per tutti. Con Patrizio Bianchi (istruzione) dovrebbe gestire la patata bollente delle nuove Linee guida per l’inclusione scolastica, malamente approvate dal suo predecessore e causa di fortissime riserve e proteste fra le famiglie e gli operatori più sensibili, con il comitato #NoEsonero che sembra un fiume in piena a cui dare risposte veloci e convincenti. Ma a parte questa emergenza dovrebbe porre come nuovo traguardo l’opportunità che la scuola diventi luogo che accompagni alla transizione alla vita adulta, che consenta di sperimentare, di vivere esperienze vocazionali, di avvicinarsi al territorio, al contesto di riferimento contaminandosi e generando una più diffusa comunità educante.

- Con Andrea Orlando (lavoro) e con Elena Bonetti (pari opportunità e famiglia) dovrà trovare una intesa sulla gestione dei fondi attualmente disponibili e su quelli futuri: fondo non autosufficienze, fondo per le politiche sociali, fondo caregiver, fondo per il “dopo di noi”. Non di rado in passato la diffusa competenza, le incerte attribuzioni e la dissonanza di visioni ha prodotti ritardi insostenibili e produzioni normative traballanti. E con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di questioni aperte ce sono molte altre, ad iniziare dalle Linee guida sull’inclusione lavorativa previste nel 2015 e ancora lettera morta segnale del conto in cui tengano le politiche attive per il lavoro; alla correzione dello strumento dell’ISEE che ancora considera patrimonio le pensioni e le indennità accantonate per un temuto domani; al ripensamento dello strumento del reddito di cittadinanza che non considera la disabilità come elemento di impoverimento, al riforma dei criteri di riconoscimento della condizione di disabilità; alla infrastrutturazione rapida di un servizio sociale nazionale. E questo solo per iniziare il cammino verso un welfare differente, generativo, equo in cui comandino le soluzioni e i progetti personali e non l’ansia della compartecipazione.

- Con Speranza (salute) la Stefani avrà l’imbarazzo della scelta, ma se tiriamo la paglia la prima che esce è lo stato di attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, non solo nella parte, ancora lontanissima dall’essere applicata in modo omogeneo e certo, della fornitura degli ausili, ma anche della presa in carico delle disabilità complesse, delle malattie rare, delle patologie cronico degenerative, del decadimento cognitivo, dei servizi di prossimità e domiciliari.

- Corro veloce su altri ministri, per non tediare il Lettori. Con Lamorgese (interni) dovrebbe riprendere il tema dell’esercizio del diritto di voto (che ha ancora molte falle) e quello, oggi totalmente ignorato, dell’esercizio di ruoli politici e di amministratori locali di persone con disabilità. Con lo stesso ministro andrebbe aggredita la vergogna delle violenze e degli abusi sugli anziani e sulle persone con disabilità, tema da affrontare anche con la collega delle pari opportunità (Bonetti) giacché investe in modo significativo le donne con disabilità.

- A Marta Cartabia (giustizia) dovrebbe chiedere conto di quale fine abbiano fatto gli uffici di prossimità, oggetto di finanziamento di un ormai datato PON e che dovevano aiutare i cittadini in alcuni procedimenti come quello dell’amministrazione di sostegno. Su quest’ultimo istituto andrebbero uniti gli sforzi dei ministeri affinché la sua revisione, che ormai giace da tempo in Parlamento, approdi in gazzetta ufficiale.

- Ma per questo va aperta una collaborazione anche con Riccardo D’Incà (rapporti col Parlamento). A lui, già che si siamo, va anche rammentato che langue al Senato un disegno di legge pseudo-unificato sul sentito tema dei caregiver familiari. Se si buca l’approvazione, sarebbe la seconda legislatura che non riesce a produrre l’attesa risposta normativa. Ed è uno schiaffo a milioni di famiglie, in particolare a madri e sorelle visto che nel lavoro di cura c’è anche un evidente macigno di genere.

- Anche alla porta di Enrico Giovannini (infrastrutture) toccherà bussare con insistenza. I trasporti, le città, le abitazioni delle persone con disabilità richiedono un intervento talora di emergenza. Serve una visione che assuma il principio della progettazione universale. Servono risorse non residuale ed è necessario che ogni centesimo speso in infrastrutture tenga conto che devono poter essere usate, in condizione di pari opportunità, da ciechi, anziani, persone con problemi motori o cognitivi per rendere le nostre città a misura di tutti. Oggi non è ancora così. Le stesse riflessioni vanno riportate a Vittorio Colao: le nuove tecnologie devono essere una opportunità non generare nuove barriere, nuovi ostacoli o complicazioni.

- Con Brunetta (pubblica amministrazione) c’è una prateria su cui cavalcare in più direzioni. Quella di chi lavora nella pubblica amministrazione e che può trovarsi in una situazione di fragilità, e quella del rapporto fra pubblica amministrazione e cittadini. Ad esempio un tema da lasciare cadere sul tavolo è quello dello SPID e della praticabilità dello stesso anche per le persone con disabilità complesse. Va poi rilanciata una nuova stagione di semplificazione amministrativa di cui davvero si sente in bisogno.

- Alla Dadone (politiche giovanili) va rammentato che fra i giovani di sono anche ragazzi e ragazze con disabilità e che bisogna attrezzarsi di conseguenza, senza soluzioni speciali o a parte.

- Osso duro Daniele Franco (economia), non certo per il profilo della persona e del tecnico, quanto per la posizione che ricopre e per la complessità delle questioni aperte. Governa sicuramente le risorse, la loro destinazione e il loro investimento. Ma è con quel dicastero che vanno elaborate soluzioni che ci permettano di superare impasse ormai croniche, quali ad esempio, la copertura di importanti riforme o progetti come quelle sui caregiver per dirne una.

Insomma, Erika Stefani, anche senza portafoglio di opportunità ne ha eccome. Dipenderà da lei, dipenderà da Draghi e dipenderà dal resto di Governo se si riuscirà a cambiare rotta.

Braille: quei puntini in rilievo hanno cambiato la storia (e continuano a farlo)

Superando del 18/02/2021

«Il Braille è tuttora condizione essenziale, per le persone non vedenti, di una piena autonomia e di un’efficace integrazione nel tessuto sociale, scolastico, lavorativo e culturale»: è questo un concetto costantemente sottolineato dall’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), impegnata anche quest’anno per la Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio. Oltre a segnalare il principale evento promosso a livello nazionale, diamo spazio alle testimonianze provenienti dall’UICI di Torino e da quella di Cremona, ricordando anche due importanti incontri voluti dall’UICI di Napoli.

ROMA. «È grazie al Braille che i ciechi sono in grado di scrivere, leggere e comunicare. Il Braille è, per il non vedente, condizione essenziale di una piena autonomia e di un’efficace integrazione nel tessuto sociale, scolastico, lavorativo e culturale»: è questo un concetto costantemente presente nelle argomentazioni dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), le cui numerose componenti sono anche quest’anno impegnate in questi giorni a celebrare per la Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio, istituita dalla Legge 126 del 2007 come «momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti», in ricordo del geniale sistema inventato nell’Ottocento da Louis Braille (se ne legga ampiamente nel box in calce). La data del 21 febbraio, va detto, è stata scelta in quanto coincidente con la Giornata Mondiale della Difesa dell’Identità Linguistica promossa dall’Unesco.

Mentre dunque segnaliamo l’evento promosso a livello nazionale dall’UICI e dal Club Italiano del Braille per domani, 19 febbraio, intitolato Braille: via maestra per l’inclusione e l’accesso alla cultura, e che oltre alle conclusioni del presidente nazionale Mario Barbuto, prevede tra l’altro la lettura a due voci di alcuni brani del libro di Maurizio de Giovanni Il concerto dei destini fragili, a cura dello stesso scrittore e di Flavia Tozzi, presidente dell’UICI di Cremona, diamo qui spazio alle belle testimonianze di Giovanni Laiolo, presidente dell’UICI di Torino e della citata Flavia Tozzi.

«La Giornata Nazionale del Braille – scrive Laiolo – è l’occasione per ricordare, ancora una volta, l’importanza e l’attualità di un codice che da sempre è sinonimo di inclusione.

Quando, nel diciannovesimo secolo, la genialità di Louis Braille diede vita al sistema di lettura e scrittura a sei punti in rilievo, prese avvio una rivoluzione culturale senza precedenti per la comunità delle persone cieche. Fino a quel momento, infatti, i ciechi non avevano alcuna possibilità di leggere e scrivere in autonomia: serviva qualcuno che lo facesse per loro. Di conseguenza non potevano accedere, se non per interposta persona, al patrimonio librario, né potevano ambire a quella preparazione culturale indispensabile per svolgere incarichi di responsabilità e interagire compiutamente con l’ambiente circostante.

Da quando esiste, la scrittura Braille ha permesso a centinaia di migliaia di persone con disabilità visiva in tutto il mondo di studiare, di inserirsi nel tessuto sociale, di contribuire al progresso, alle arti, allo sviluppo di un pensiero critico. Generazioni di lavoratori (fisioterapisti e centralinisti telefonici, ma anche insegnanti, avvocati, musicisti ed esperti in molti altri ambiti) hanno potuto formarsi e conseguire i titoli di studio necessari, usando questo codice e continuando a utilizzarlo nello svolgimento della loro professione.

Con l’avvento dell’informatica e con gli straordinari progressi nelle nuove tecnologie, qualcuno potrebbe pensare che la scrittura in rilievo, ormai superata, sia da mandare in soffitta. Personalmente credo che, al contrario, il mondo digitale sia un’occasione di rilancio per l’alfabeto tattile: infatti i dispositivi Braille collegati con i PC o con gli smartphone permettono di accedere all’universo della rete: siti di informazione, giornali, ma anche libri e contenuti su qualsiasi argomento diventano, letteralmente, a portata di mano.

Credo anche che il solo dato sonoro, pur utilissimo, non sia sufficiente alla conoscenza profonda della realtà: fin dalla scuola primaria, i bambini hanno bisogno di confrontarsi con il testo scritto per imparare la grammatica. E per apprendere una lingua straniera è fondamentale capire come sono scritte le parole e come è costruita la frase. Ecco perché il Codice Braille ha un ruolo insostituibile nel percorso formativo. Dire a un ragazzo cieco che può fare a meno del Braille significa privarlo di uno strumento cognitivo di fondamentale importanza, negargli un’opportunità di inclusione e autonomia che non ha eguali.

Da questa consapevolezza deriva l’impegno dell’UICI per una didattica a tutto campo, che includa Braille e nuove tecnologie, strumenti, come detto, perfettamente compatibili. Grazie a possibilità che fino a un ventennio fa erano del tutto inimmaginabili, oggi, per chi non vede, il mondo della cultura è senz’altro più accessibile rispetto al passato e abbiamo ragione di sperare che il futuro sarà ancora più inclusivo. Ma gli strumenti, da soli, non bastano. Ciò che serve, prima di tutto, è una grande preparazione, ottenuta con percorsi coerenti e impegno quotidiano.

Ragazzi, ora la palla è nel vostro campo. E noi, come Associazione, faremo di tutto per essere al vostro fianco, anche con il Braille».

«Ancora oggi – scrive dal canto suo Tozzi -, dopo più di duecento anni, il Braille rimane l’unico metodo per chi è cieco assoluto di leggere e scrivere in modo diretto e autonomo e soprattutto privato.

Quando il codice a punti cominciò a diffondersi in tutto il mondo, esso permise ai ciechi assoluti di studiare, apprendere una professione, riscattandosi da una triste e solitaria esistenza di mendicanti all’angolo delle strade e sui gradini delle chiese, fino a conquistare una vita dignitosa e persino raggiungere traguardi prestigiosi.

Mentre un tempo i ciechi svolgevano quasi esclusivamente le professioni di centralinista, massaggiatore e impagliatore di sedie, oggi possono vantare tra loro esempi di ottimi insegnanti, scrittori, avvocati, magistrati, musicisti e politici.

Le nuove tecnologie hanno reso possibile anche lo svolgimento di professioni prima ritenute impensabili, per un cieco, quali il programmatore e l’impiegato amministrativo, l’imprenditore ecc.

Tutto per merito di Louis Braille, al quale il Comune di Cremona ha intitolato un parco giochi, che verrà presto corredato di una targa in Braille, donata dalla nostra Associazione, sulla quale anche chi è cieco potrà leggere il nome e la data di nascita e di morte di questo ingegnoso inventore.

Purtroppo, però, le nuove tecnologie hanno anche fatto sì che si diffondesse l’errata convinzione che il Braille fosse divenuto obsoleto e ormai inutile, perché può essere sostituito da sintesi vocali e audiolibri, strumenti estremamente importanti per un cieco o un ipovedente, ma assolutamente non in grado di eguagliare questo mezzo di lettura, che garantisce totale privacy e discrezione.

In questi ultimi tempi, infatti, vi è la tendenza ad insegnare sempre meno il Braille nelle scuole, forse per pigrizia degli insegnanti nell’apprenderlo, o più probabilmente perché è meno faticoso ricorrere all’utilizzo di una sintesi vocale. Il guaio è che se non lo si apprende nell’infanzia, quando i polpastrelli sono molto più sensibili al tatto, poi sarà sempre più difficile raggiungere una buona fluidità nella lettura! C’è il rischio, quindi, che molti bambini ciechi possano restare quasi analfabeti, ignari dell’esatta ortografia delle parole e di come è composta la pagina di un libro.

In Italia è stato fondato il Club Italiano del Braille, presieduto da Nicola Stilla, che ha proprio lo scopo di promuovere iniziative per divulgare e far conoscere questo codice di scrittura e che sostiene anche economicamente il museo dedicato a Louis Braille, situato nella sua città Natale, a Coupvray, in Francia.

Anche in Italia esiste un interessantissimo museo dedicato agli strumenti utilizzati per scrivere in Braille e alla sua storia, presso l’Istituto dei Ciechi di Milano, dove si possono vedere strumenti, macchine speciali, libri stampati per i ciechi e materiali tiflodidattici, che testimoniano la trasformazione avvenuta nella scuola dell’Istituto, dall’uso della scrittura visiva in rilievo a quella in codice Braille e dove viene conservata anche una delle prime dattilobraille, utilizzata dalla scrittrice sordocieca Hellen Keller per scrivere la storia della sua vita».

Segnaliamo infine che in occasione della Giornata di quest’anno, l’UICI di Cremona distribuirà un pieghevole con l’alfabeto Braille, insieme al settimanale «Mondopadano», in edicola domani, 19 febbraio.

E da ultime, ma non certo ultime, due importanti iniziative promosse dall’UICI di Napoli, a partire dall’incontro formativo Il metodo braille con i suoi codici di scrittura e lettura nella società della comunicazione, organizzato per domani, 19 febbraio (ore 17.30), insieme ai partner di Villa Fernandes a Portici e con il patrocinio del Comune di Portici.

Diffuso in diretta nella pagina Facebook di Villa Fernandes, tale evento prevede la partecipazione di Giuseppe Biasco, responsabile della progettazione nell’UICI di Napoli, che interverrà sul tema Louis Braille: un francese che ha cambiato la vita dei ciechi); Silvana Piscopo, responsabile dell’istruzione sempre nell’UICI partenopea (L’importanza dell’insegnamento del Braille ai bambini non vedenti); Giuseppe Fornaro, consilgiere nazionale dell’UICI (Il Braille e le nuove tecnologie).

Seguirà una lettura a cura di Emanuela Cozzolino, studentessa liceale, e le conclusioni saranno affidate al presidente dell’Associazione Mario Mirabile.

Quindi, domenica 21 (ore 17.30), vi sarà l’incontro intitolato 14ma Giornata Nazionale del Braille: pensieri e parole dei nostri ragazzi¸ durante il quale verrà data voce ai bambini, agli adolescenti e alle famiglie, «insomma a tutti coloro che quotidianamente utilizzano questo fondamentale strumento – sottolineano dall’UICI di Napoli – per l’accesso alla cultura, all’istruzione, alla formazione, uno strumento, più in generale, di “inclusione”».

Anche questo incontro verrà diffuso in diretta streaming, oltrechè nella pagina Facebook dell’UICI di Napoli. (S.B.)

Louis Braille

Francese di Coupvray, località non lontana da Parigi, Louis Braille vi nacque il 4 gennaio 1809. Il padre era un modesto artigiano che viveva fabbricando finimenti per cavalli.

A 3 anni, giocando nel laboratorio paterno, il bimbo si ferì gravemente ad un occhio con una lesina e nonostante le premurose cure dei genitori, la conseguente infezione si estese rapidamente anche all’altro occhio, portandolo nel giro di un anno alla cecità assoluta.

A 10 anni, Louis fu accolto nell’Istituto Reale per i Giovani Ciechi di Parigi (INJA – Institut National des Jeunes Aveugles), fondato nel 1784 da Valentin Haüy. Lì manifestò molto presto le sue straordinarie qualità, suscitando lo stupore degli insegnanti, soprattutto per la capacità di concentrazione.

In quel momento si guardava con estrema attenzione all’invenzione di Charles Barbier de La Serre, ex ufficiale di artiglieria, che aveva ideato un sistema detto di “scrittura notturna”, costituito da punti in rilievo i quali, a suo dire, avrebbero consentito ai militari di leggere al buio, per non essere individuati dai nemici. Barbier pensò quindi di far testare la sua invenzione proprio agli allievi dell’Istituto per i Ciechi di Parigi.

Quel sistema, però, risultava piuttosto complesso e poco pratico, perché fondato su due colonne parallele di sei puntini ciascuna. E tuttavia, l’esperimento fu accolto con entusiasmo dai giovani allievi, alcuni dei quali – tra cui Braille – iniziarono una corrispondenza con Barbier, utilizzando il suo laborioso metodo.

Rispetto ai numerosi tentativi precedenti per far leggere i ciechi, Barbier aveva introdotto una novità molto significativa per chi avrebbe dovuto leggere con le dita: aveva cioè sostituito i punti in rilievo al tratto continuo (ovviamente in rilievo), utilizzato da Valentin Haüy per stampare i primi volumi per i suoi alunni. A quel punto la speranza di poter trovare un modo per scrivere adatto ai ciechi e un’innata attitudine per la ricerca metodica condussero Braille, pur ancora adolescente, ad intuire il valore che avrebbe potuto assumere, per sé e per i suoi compagni, la disponibilità di un sistema di scrittura semplice e razionale.

Egli, dunque, riconobbe certamente il suo debito verso Barbier de La Serre, ma è esclusivamente a lui che va il merito di essere riuscito ad ottenere risultati definitivi, dopo alcuni anni di studio tenace e sistematico sulla posizione convenzionale di punti impressi su cartoncino. Era il 1825, Braille aveva 16 anni e il suo sistema poteva dirsi virtualmente compiuto.

Nel 1829 pubblicò l’opera Procedimento per scrivere le parole, la musica e il canto corale per mezzo di punti in rilievo ad uso dei ciechi ed ideato per loro, con la quale fece conoscere la scrittura da lui inventata, che è quella ancora oggi utilizzata dai ciechi di tutto il mondo (compresi i dialetti africani, la lingua araba e persino quella cinese).

Braille morì il 6 gennaio 1852 a soli 43 anni.

martedì 16 febbraio 2021

19 febbraio 2021. XIV Giornata Nazionale del Braille. Convegno “Braille: via maestra per l’inclusione e l’accesso alla cultura”

Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani - via della Dogana Vecchia, 29 Roma. 19 FEBBRAIO 2021 – 10.30 – 12.00. Anche in diretta streaming.

PROGRAMMA

- Proiezione video

dal Musical “Vivere contatto” la storia di Louis Braille

- Presentazione e significato della Giornata Nazionale del Braille

Moderatore Nicola Stilla, Presidente del Club Italiano del Braille

- Saluti istituzionali

Matteo Piantedosi, Prefetto di Roma

- “Lettura a due voci”

Lo scrittore Maurizio De Giovanni e Flavia Tozzi leggeranno un brano tratto dal libro “Il concerto dei destini fragili”

- Alessandra Locatelli

Assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità di Regione Lombardia

- “Braille: per giocare insieme”

Paola Torcolini, insegnante Scuola Primaria Direzione Didattica “Iole Orsini” di Amelia (TR)

Progetto di inclusione con i bambini della classe V: “Puntini puntini ora tocca a me”

- Farida Saïdi-Hamid

Direttrice del Museo Casa natale di Louis Braille di Coupvray (Francia)

- “Io, la Musica e il Braille”

Francesco Pio Licandro, primo anno liceo musicale, suonerà il Flauto traverso

- Proiezione video: LEGO® Braille Bricks

“Imparare giocando insieme a Nicole, Emiliano e Sara”

Beatrice Ferrazzano, Centro di Consulenza Tiflodidattica di Foggia

- Museo Italiano del Braille

Istituto dei Ciechi di Milano

- Esecuzione musicale al pianoforte di Gianluca Casalino

- Proiezione video

A cura del Coordinamento dei Centri di Consulenza Tiflodidattica

- Conclusioni

Mario Barbuto, Presidente Nazionale U.I.C.I.

Sarà possibile seguire l’evento su Slash Radio Web:

http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp

sulla pagina ufficiale FB della Presidenza Nazionale:

https://www.facebook.com/UnioneItalianaCiechieIpovedenti/

e sul canale Youtube UICI:

https://www.youtube.com/channel/UCJWTIy5DjSFrxo6y1E2JG-Q

lunedì 15 febbraio 2021

Le Federazioni FISH e FAND: pronti al confronto su tutti i temi della disabilità

Superando del 15/02/2021

Salute, scuola, lavoro, lotta alla segregazione e in generale una sostanziale riforma dell’attuale sistema di welfare: sono i temi su cui le Federazioni FISH e FAND intendono da subito «rilanciare il confronto con il nuovo Governo, per le future politiche sulla disabilità e gli aspetti organizzativi e funzionali necessari alla loro realizzazione, garantendo la massima collaborazione nei luoghi deputati, a condizione che non ci si trovi di fronte ad interventi parziali e segmentati, che riducano la disabilità stessa a una condizione settoriale».

«Fin da ora garantiamo la massima collaborazione nei luoghi deputati, a condizione che si continui sulla strada delle politiche di mainstreaming [“inserimento della disabilità nelle decisioni di ogni settore”, N.d.R.] e non di interventi parziali e segmentati, che riducono la disabilità a una condizione settoriale»: sono queste le prime dichiarazioni di Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano, presidenti di FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), dopo l’insediamento del Governo Draghi.

È partendo dunque da queste dichiarazioni che «le nostre Federazioni – come si legge in una nota congiunta – intendono da subito rilanciare il confronto con l’attuale Governo attorno alle future politiche per la disabilità e agli aspetti organizzativi e funzionali necessari alla loro realizzazione, perché, pur esistendo già un riferimento ideale e politico nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità [Legge dello Stato Italiano n. 18 del 2009, N.d.R.], è altrettanto vero, però, che le persone con disabilità continuano a incontrare ostacoli nella loro partecipazione nella società e a subire violazioni dei diritti umani in ogni àmbito della loro vita».

«Pertanto – prosegue la nota – nella convinzione che le politiche di rilancio del nostro Paese debbano passare necessariamente per il riconoscimento dei diritti, dell’inclusione e delle pari opportunità per tutti i cittadini e cittadine con disabilità e delle loro famiglie, mentre sta per essere attuato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in cui i temi centrali che riguardano la disabilità sono deboli, in alcune parti fragili, torniamo a chiedere con forza un immediato e urgente confronto su diversi settori di azione».

L’ampio comunicato diffuso da FISH e FAND subito dopo l’insediamento del nuovo Governo, è suddiviso per argomenti, a incominciare dalla questione di più stringente attualità, quale quella della salute. «Torniamo a chiedere chiarimenti – vi si legge – sulla disponibilità dei vaccini, dopo le comunicazioni ufficiali da noi inviate al Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri e al riconfermato Ministro della Salute Roberto Speranza, perché diventa sempre più urgente e necessario dare risposte e concrete indicazioni alle migliaia di richieste di informazioni che stiamo ricevendo ogni giorno da parte delle persone con disabilità e delle loro famiglie».

Sempre poi riguardo alla salute, viene sottolineata «la mancata attuazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e le criticità ancora esistenti nella fornitura degli ausili e dei presìdi. Inoltre, occorre garantire la continuità nei percorsi di presa in carico dei “pazienti” cronici complessi, delle Malattie Rare, potenziando la dimensione di umanizzazione delle cure, promuovendo allo stesso tempo le innovazioni già sperimentate, tutti quei percorsi, cioè, che garantiscono equità di accesso alle cure e sostenibilità, come la telemedicina, la dematerializzazione delle ricette, le modalità di consegna di farmaci a domicilio, solo per citare alcune soluzioni».

Per quanto poi concerne la scuola, «questa – secondo FISH e FAND – deve diventare un luogo che accompagni gli alunni e alunne con disabilità alla vita adulta, inclusiva sia in àmbito di lavoro che in quello sociale. Ma tutto questo sarà possibile se vi sarà convergenza di idee e di programmi tra i due Dicasteri della Disabilità e dell’istruzione. E proprio perché rifiutiamo l’idea della segmentazione delle politiche, riteniamo altresì come urgente, proseguire nella promozione di un nuovo modello qualitativo, e non solo quantitativo, di inclusione scolastica, riconoscendo tutte le figure professionali che a vario titolo operano per tale obiettivo. In tal senso non abbiamo accantonato la possibilità che si giunga ad una apposita cattedra di concorso per i docenti di sostegno e per questo riprenderemo con il neoministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi il confronto sui provvedimenti rimasti sospesi».

Si passa poi segnatamente al tema del lavoro, «un settore – dichiarano dalle Federazioni – in cui si configura una delle forme più evidenti di discriminazione, anche perché, con il perdurare della crisi economica, l’attenzione è sempre più spostata sulla quantità di lavoro che un sistema economico riesce a produrre, piuttosto che sulla qualità».

«Ancora oggi nel mondo del lavoro – ribadiscono a tal proposito Falabella e Pagano – le persone con disabilità suscitano diffidenza. Da ben cinque anni attendiamo che le Linee guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilità, previste dal Decreto Legislativo n. 151 del 2015, vengano concretamente applicate. Per questo ci aspettiamo che il presidente del Consiglio Mario Draghi, la ministra per la Disabilità Erika Stefani, e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, possano incontrare al più presto le nostre Federazioni, per ascoltare le nostre istanze costruttive e propositive e rispondere così ai bisogni e alle aspettative dei tanti lavoratori e lavoratrici con disabilità che vivono in Italia, garantendo loro diritti e pari opportunità».

Un capitolo a sè viene quindi dedicato da FISH e FAND a quella che viene definita in generale come lotta alla segregazione, ma che comprende tante questioni aperte, a partire da quella dei Fondi disponibili. «In questo senso – si legge nella nota -, occorrerà da subito investire su un’azione sociale che tenga conto della necessaria lotta alla segregazione e del relativo supporto alla domiciliarità (Fondo per la Non Autosufficienza), del supporto ai caregiver familiari (Fondo per la Vita Indipendente), del bisogno di definizione di Piani Nazionali per avviare processi di deistituzionalizzazione e di contrasto ad ogni forma di segregazione, con sostegni alla vita autonoma e indipendente. Sostegni, questi, necessari per garantire la scelta di dove, come e con chi vivere, anche in modo supportato, “Durante e Dopo di Noi”».

E da ultimo, ma non certo ultimo, il riferimento a uno strumento programmatico quale il secondo Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica nell’ottobre 2017, «un documento – si ricorda – che dev’essere finalmente attuato con metodo ed impegno. Esso, infatti, è stato il risultato di un convergente impegno del movimento delle persone con disabilità e di molti esperti e referenti istituzionali, ed è costato due anni di elaborazione, con indicazioni precise e concrete di cui nessuno, però, ha assunto ancora la regia».

«Detto in altri termini – conclude la nota di FISH e FAND -, occorrerà una sostanziale riforma dell’attuale sistema di welfare, attualmente basato principalmente sul sistema di protezione, verso un nuovo modello che sia realmente calibrato sul riconoscimento dei diritti umani, civili e sociali. Per questo è urgente e necessario che l’intero Governo si metta a disposizione da subito per rilanciare le politiche del nostro Paese a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie, rispondendo adeguatamente alle loro aspettative, bisogni e diritti. Se non ora quando?». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it (Gaetano De Monte).  

L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti guarda con fiducia al nuovo Governo Draghi. Barbuto, Presidente UICI, saluta all’istituzione del Ministero delle Disabilità

Giornale UICI del 15/02/2021

Il presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Mario Barbuto, guarda con ottimismo alla costituzione del nuovo Governo presieduto da Mario Draghi.

Al Presidente del Consiglio e a tutta la squadra i ciechi e gli ipovedenti italiani augurano buon lavoro e grandi risultati per tutto il Paese, in primo luogo per le persone meno tutelate.

Il ritorno del Ministero delle Disabilità va considerato come un auspicio importante della volontà del nuovo Governo di proseguire in modo anche più efficace le politiche di sostegno, valorizzazione e inclusione dei cittadini più svantaggiati.

Tali politiche dovranno essere attuate in modo trasversale a tutti i provvedimenti di Legge e all’intera azione di Governo.

Come Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti saremo a disposizione della Ministra Erika Stefani, per lavorare insieme e aiutarla a individuare le migliori soluzioni per rispondere con efficacia ai tanti bisogni delle persone con disabilità visiva, tra le più penalizzate da questa lunga fase di emergenza sanitaria.

Le nostre proposte sul Recovery plan, inviate alla Camera qualche giorno fa affrontano il tema delle disabilità a tutto tondo attraverso l’innovazione tecnologica e digitale, la telemedicina e la tele assistenza, la prevenzione, la riabilitazione funzionale, il diritto all’accesso alla cultura, all’istruzione, al lavoro, alla mobilità, a un ambiente urbano più green e vivibile.

Senza dimenticare il tema delle disabilità plurime gravi, gravissime, le risorse per il dopo di noi, il lavoro prezioso di migliaia e migliaia di caregivers e volontari che hanno il diritto di uscire dall’attuale condizione di “esseri invisibili”.

Le disabilità in Italia colpiscono oltre cinque milioni di persone e influenzano la vita di milioni di famiglie.

Il Governo e il Presidente Draghi non devono e non possono dimenticarlo.

Gli studenti di informatica di Luino imparano a far navigare su internet i non vedenti

Varesenews del 15/02/2021

Hanno imparato un linguaggio che per chi è cieco vuol dire tutto: poter vedere attraverso siti internet e rimanere così collegati col mondo.

Così il 28 gennaio scorso gli alunni della classe IV A INF del corso Informatica e Telecomunicazioni dell’I.S.I.S. “Città di Luino – C. Volonté” hanno svolto un importante incontro on line con le guide non vedenti di Dialogo nel Buio-Istituto dei Ciechi di Milano.

Durante l’incontro, le guide Elisabetta Corradin, Maria Lucchet, Marinella Monachella e Giovanna Tamagnini hanno affrontato con gli alunni alcuni aspetti teorici e pratici riguardanti l’applicazione della legge del 9 gennaio 2004, n. 4, recante “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”.

Le guide hanno mostrato agli alunni l’utilizzo degli strumenti hardware e software tramite i quali un non vedente ha la possibilità di accedere, con pc o app dello smartphone, alle informazioni presenti su Internet oltre che alle applicazioni e ai servizi quotidiani quali la consultazione degli orari ferroviari, l’accesso all’internet banking o ai servizi quali l’INPS e altri servizi burocratici di cui necessita un cittadino. Si è trattato di un’attività didattica decisamente formativa sia dal punto di vista della sensibilità individuale (infatti il modulo è stato svolto nell’ambito dell’Ed. Civica) che da quello dell’acquisizione di conoscenze e competenze qualificanti e specializzanti per il futuro anche professionale degli alunni del corso di Informatica dell’I.S.I.S. Città di Luino. Un ringraziamento particolare va alle guide di Dialogo nel buio per la loro cortesia e attenzione nell’approntare un percorso didattico proficuo e mirato alle necessità dei nostri futuri informatici. Nella speranza di poter quanto prima poter incontrare le guide “dal vivo” presso il percorso Dialogo nel buio di Milano…

Così hanno commentato alcuni studenti della IV A di informatica: «L’incontro è stato illuminante su alcuni problemi in cui incorre un non vedente quando naviga su internet ma ci ha anche spronato a trovare soluzioni concrete per facilitare l’uso del web a tutte le persone che, in generale, trovano difficoltà nel fare ciò che a noi ragazzi sembra estremamente facile dato che nel mondo digitale ci siamo cresciuti. La simpatia, la gentilezza e l’apertura al confronto delle guide di “Dialogo nel buio” hanno poi dato un tocco di colore in più all0incontro», scrive Matteo Bianchi.

«È stato molto più interessante di quello che ci mi aspettavo, ho scoperto cose nuove e soprattutto un nuovo modo di “vedere” le cose. Grazie a questo incontro ho capito che al giorno d’oggi le persone non vedenti sono molto più “avanti” di quanto si pensi, come ad esempio nell’uso della sintesi vocale, nel modo in cui si orientano in internet, insomma… come se fosse tutto “normale”! Con le guide di “Dialogo nel buio” abbiamo affrontato i temi dell’accessibilità dei disabili ai servizi informatici, delle difficoltà che i non vedenti hanno nel fare alcune cose come per esempio il semplice leggere una pagina web. Prima magari mi chiedevo: come fanno se devono leggere un articolo? Oppure come fanno a trovare qualche argomento su internet?”. Ho ottenuto in modo esauriente le risposte alle mie domande, capendo a fondo piccoli aspetti che magari do per scontati, ma che invece adesso ho capito che non sono da sottovalutare. Con il docente di informatica abbiamo successivamente analizzato più a fondo lo strumento “sintesi vocale” tanto che grazie alle nuove conoscenze che abbiamo acquisito abbiamo poi progettato un nostro prototipo di sintesi vocale. Propongo a tutti, se si ha l’occasione, di partecipare a incontri di questo tipo perché ne vale la pena. Sia per la propria crescita umana personale che professionale (se si vuole fare gli informatici in futuro)» spiega Kevyn Arena.

Per Matteo Volpi «l’esperienza dell’incontro con “Dialogo nel buio” credo sia stata molto interessante e formativa. Ci ha permesso di conoscere realtà che non ci appartengono, facendoci vivere, anche solo per qualche ora, quello che le persone non vedenti affrontano nella loro quotidianità. Azioni molto semplici, che si possono dare per scontate ai nostri giorni, come leggere o inviare messaggi sul proprio cellulare, sono per loro piuttosto difficili. Mi sono messo nei loro panni, cercando di capire quanto impegno mettono ogni singolo giorno nei loro gesti. E ho capito che dobbiamo mettere tutto il nostro impegno e le competenze di informatica che fanno parte del nostro piano di studi per facilitare tali operazioni a tutte le persone in difficoltà».