giovedì 12 settembre 2019

La natura e la disabilità visiva

Superando.it del 12.09.2019

«Consentire alle persone con disabilità visiva di vivere pienamente le meraviglie naturali del nostro pianeta e promuovere l’importanza di creare esperienze inclusive e sensoriali nei parchi nazionali e nei giardini di tutto il mondo»: sono gli obiettivi con cui Evan Barnard, giovane studioso americano, ha realizzato il sito web “Nature for the blind”, che raccoglie oltre 200 percorsi all’aperto fruibili da persone con disabilità visiva, tra itinerari dedicati, sentieri facilmente percorribili e giardini sensoriali, in trentacinque Paesi di tutto il mondo. E c’è spazio anche per l’Italia.

C’è un sito web americano che raccoglie più di duecento percorsi all’aperto fruibili da persone con disabilità visiva, tra itinerari dedicati, sentieri facilmente percorribili e giardini sensoriali sparsi in trentacinque Paesi di tutto il mondo.
Per realizzarlo, come leggiamo nel sito di «SuperAbile INAIL», «sono state fondamentali la volontà e l’impulso di Evan Barnard, un giovane da sempre appassionato di natura, che ha iniziato a collaborare con la comunità ipovedente degli Stati Uniti all’età di 12 anni, quando aiutò a risistemare il sentiero Big Pine Braille, nella foresta Marshall, i cui pannelli in rilievo erano stati rubati. Volontario per il Georgia Council of the Blind (“Consiglio dei Ciechi della Georgia”), Barnard si è poi adoperato per dar vita al Whispering Woods Braille Trail: corde guida per indicare il percorso, cartelli tattili, nessun ostacolo in cui poter inciampare e la possibilità di accarezzare e annusare alberi e piante sono stati i piccoli trucchi per renderlo accessibile alle persone non vedenti e non solo. Da qui la curiosità di voler capire cosa succedesse al di fuori degli Stati Uniti».

Il sito si chiama Nature for the blind e Barnard, che oggi studia Ecologia all’Università della Georgia, ha via via scoperto che esistono numerose esperienze naturalistiche per persone con disabilità visiva nelle parti più disparate del globo, come il Touch ‘N’ Smell Garden all’interno dell’Istituto Nazionale di Ricerca Botanica di Lucknow in India, il Giardino Sensoriale di Rio de Janeiro in Brasile o il sentiero accessibile a tutti del Parco Nazionale di Carara in Costa Rica, fino a un percorso a tema in Braille nel Tennessee (Stati Uniti), nel Warrior’s State Park di Kingsport, basato sulla serie di libri per ragazzi delle Cronache di Narnia.

«Il sito web – spiega lo stesso Barnard – offre la possibilità di godersi l’aria aperta ovunque si viva o si voglia andare in vacanza. L’obiettivo è quello di consentire alle persone con disabilità visiva di vivere pienamente le meraviglie naturali del nostro pianeta e di promuovere l’importanza di creare esperienze inclusive e sensoriali nei parchi nazionali e nei giardini di tutto il mondo».

E l’Italia? Al momento, nel nostro Paese, Nature for the blind segnala due itinerari accessibili ai non vedenti, il primo dei quali in Trentino Alto Adige, all’interno del Parco Naturale Puez-Odle, partendo dal parcheggio della Malga Zannes in Val di Funes (Bolzano), il secondo in Friuli Venezia Giulia, ovvero il Sentiero Didattico Pian dei Ciclamini nel Parco Naturale delle Prealpi Giulie, con partenza dall’Hotel ai Ciclamini di Lusevera (Udine), entrambi percorribili anche in carrozzina.

Il sito, inoltre, menziona anche il Giardino Sensoriale dell’Orto Botanico di Lucca e il Museo Tattile e Olfattivo dell’Orto Botanico di Napoli.

E tuttavia, come scrive Michela Trigari sempre in «SuperAbile INAIL», «non si tratta delle uniche esperienze naturalistiche per ciechi in Italia. Dalla segnaletica in Braille sulle Orobie bergamasche al percorso odoroso del Parco dei Mulini di San Pietro al Tanagro (Salerno), dal Giardino Sensoriale Helen Keller dell’Orto Botanico del Salento a Lecce al sentiero tattile del Parco dei Briganti di Santeramo in Colle (Bari), dal percorso per non vedenti del Giardino Sensoriale del Polo Tattile a Roma al Giardino Sensoriale del Polo Tattile Multimediale di Catania, anche nella nostra Penisola non mancano “sentieri alternativi”». (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa).

"Retina in salute": il nuovo canale che parla di cura degli occhi

La Repubblica del 12.09.2019

Repubblica e la Società Oftalmologica Italiana insieme per un canale tematico dedicato alle informazioni su come proteggersi la vista con un focus sui problemi della retina come la degenerazione maculare senile che colpisce almeno 200 milioni di persone in tutto il mondo. Aggiornamenti e notizie sullo stato della ricerca, le risposte degli esperti, sezioni dedicate alla prevenzione, alle terapie e alle testimonianze.

Sono la "macchina fotografica" del nostro cervello e ci consentono di vedere tutto ciò che ci circonda. Sono gli occhi, l’organo della vista che spesso diamo per scontato e di cui non sempre ci prendiamo cura nel modo giusto. Anzi, proprio i ritmi di vita e di lavoro a cui li sottoponiamo, con lunghe ore davanti a vari dispositivi, li mettono a dura prova.

Proprio agli occhi è dedicato il nuovo canale “Retina in salute. Come proteggersi la vista” interamente dedicato alla conoscenza dell’organo della vista con un focus sulle malattie della retina che colpiscono in prevalenza gli over 60, fascia di popolazione in costante aumento per l’allungamento della speranza di vita. Le maculopatie, per esempio, sono una causa importantissima di perdita della visione centrale nei Paesi più avanzati, tra cui l’Italia. In particolare, la degenerazione maculare senile colpisce almeno 200 milioni di persone in tutto il mondo e circa in 1/5 di questi casi la malattia progredisce allo stadio avanzato che comporta forti di disabilità visive.


Il sito, realizzato con il patrocinio della Società Oftalmologica Italiana e in collaborazione con l'Agenzia Internazionale per la prevenzione della Cecità-IAPB Italia Onlus, si compone di otto sezioni per fornire ai lettori tante informazioni a cominciare dall’anatomia dell’occhio e dal meccanismo con cui avviene la messa a fuoco. Spazio anche alle spiegazioni sui sintomi delle varie malattie che possono mettere a rischio la vista, la prevenzione, le cure innovative e gli esperti che rispondono alle domande dei lettori. E poi ci saranno le storie di chi ogni giorno convive con disturbi della vista che possono mettere a rischio la qualità della vita e a volte anche la piena autonomia delle persone.

Il canale, realizzato con il contributo non condizionato di Novartis, sarà online da domani ed affronta il tema del rientro al lavoro e a scuola che sottopone la vista a sforzi maggiori per la continua esposizione a migliaia di stimoli digitali. Con un’intervista, Matteo Piovella, presidente della Società Oftalmologica Italiana, spiega come prendersi cura degli occhi anche quando si lavora per tante ore al giorno davanti al computer. I lettori avranno anche la possibilità di inviare le domande agli oculisti di ‘Retina in salute’ oppure segnalarci la testimonianza di qualcuno che soffre di una patologia oculare scrivendo alla casella di posta elettronica retinainsalute@repubblica.it.

di Irma D'Aria

mercoledì 11 settembre 2019

Sci nautico, nuovo record mondiale per Daniele Cassioli nello slalom

La Gazzetta dello Sport del 11.09.2019

NOVARA. Ai campionati italiani di sci nautico a Recetto, in provincia di Novara, Daniele Cassioli, non vedente dalla nascita, il più grande sciatore nautico paralimpico di sempre, nella prova di slalom ha stabilito il nuovo record mondiale girando la boa con corda a 11 a 58km/h.

Un nuovo trionfo per il campione di sci nautico che in questi campionati nazionali è sceso in acqua nelle figure, salto e slalom e si è ripreso il record in slalom (5.5 boe con corda a 12.25 metri, a 58 km/h) dopo che gli era stato soffiato lo scorso luglio durante gli ultimi mondiali in Norvegia.

Solo 5 settimane fa durante i Mondiali di Skarnes, in Norvegia, Daniele, nonostante una costola incrinata, aveva comunque vinto 3 ori nelle specialità di salto, figure e combinata non vedenti e 2 argenti nelle specialità di slalom e combinata assoluta portando a quota 25 gli ori mondiali vinti finora.

CHE PALMARES!. Daniele Cassioli ad oggi ha vinto 25 medaglie d’oro ai Campionati Mondiali di Sci Nautico, 25 a quelli Europei e 35 agli Italiani. Detiene i record del mondo nelle specialità di: salto (21,10 metri), figure (2010 punti) e il nuovo segnato in slalom (1 boa con corda a 11 metri, a 58 km/h). Per tre volte è stato eletto atleta mondiale dell’anno dall’International Waterski & Wakeboard Federation, categoria disabili: 2008, 2010, 2014. Nel 2003, 2013 e 2015 ha ricevuto dal Coni la medaglia d’oro al valore atletico. Nel 2012 e nel 2014 è stato premiato agli Italian Sport Awards come sportivo paralimpico dell’anno. Il 15 agosto 2018 ha ricevuto la medaglia d’oro al merito sportivo dal Comitato Paralimpico Italiano.

PER E CON I BAMBINI. Oltre all’eccezionale risultato di Cassioli quest’anno si è fissato un nuovo speciale record, infatti per la prima volta due bambini non vedenti sotto i 14 anni hanno partecipato ai campionati italiani di sci nautico paralimpico. Questo straordinario risultato è stato raggiunto anche grazie al grande impegno che Daniele mette fuori dall’acqua per avvicinare i bambini non vedenti a questa disciplina e allo sport in generale.

di Gian Luca Pasini

Giocando si impara: giostre e altalene accessibili nei parchi italiani per diffondere l’inclusione

Il progetto, ideato da UILDM, si propone di difendere il diritto al gioco realizzando strutture inclusive in cui la disabilità non sia un ostacolo al divertimento dei bambini.

Giocare è un diritto, sancito sia dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità sia dalla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo. Eppure non sempre questa tappa, fondamentale nel processo di crescita, riesce a concretizzarsi. Basta andare in un qualsiasi parco giochi della nostra penisola per rendersi conto che le giostre, le altalene e tutti gli altri giochi presenti il più delle volte non sono adatti ai bambini disabili. Negli 8000 comuni, che compongono l’Italia, sono solo 350 i parchi inclusivi.

L’assenza di strutture ludiche adeguate a tutte le necessità ha spinto la UILDM Unione Lotta alla Distrofia Muscolare, tra le Associazioni Amiche di Fondazione Telethon, ad ideare nel 2017 il progetto “Giocando si impara” per sostenere e difendere il diritto al gioco dei bambini, che sono costretti a convivere con una disabilità fisica o intellettiva. Grazie ai fondi raccolti nel corso dell’anno e alla collaborazione con le istituzioni locali, l’Associazione è riuscita nel 2018 ad acquistare, trasportare ed installare giostre, altalene e altri giochi accessibili e fruibili da tutti. Si è iniziato con l’inaugurazione del parco giochi, accessibile e inclusivo, dei Giardini Montanelli a Milano. Si è passati poi all’inaugurazione di un’altalena inclusiva, con il suo pavimento smorza cadute e 2 pannelli ludici sensoriali al Parco Pertini di Arezzo. Ultima, ma solo per il momento, l’inaugurazione a Milano del parco giochi di Villa Finzi, 280 mq con pavimentazione anti-trauma colorata e 11 giochi completamente accessibili. Ma la realizzazione di strutture ludiche inclusive non finisce qui. Nei prossimi mesi “Giocando si impara” arriverà con i suoi giochi adatti a tutti anche a Gorizia, Parma, Vicenza, Pesaro-Urbino e Milano.

«La prima volta che sono salito su un’altalena accessibile ho pensato: se mi diverto io, figurati un bambino di 5 anni – spiega Marco Rasconi, Presidente di UILDM - Così abbiamo deciso di dar vita al progetto “Giocando si impara”. Non basta però regalare le giostre e i giochi, bisogna che i bambini capiscano anche che questi sono un bene di tutti, per poterli rispettare. Per questo da settembre abbiamo ampliato l’iniziativa con gli incontri nelle scuole. La diversità spinge chiunque ad alzare delle barriere, soprattutto quando si comincia a crescere, ecco perché dobbiamo far capire ai bambini e ai ragazzi che questa altro non è che un pezzo di cui si compone il mondo. Solo così potranno inglobare la diversità nella loro quotidianità ed avere un atteggiamento inclusivo verso le differenti realtà che li circondano».

“A scuola di inclusione: giocando si impara”, realizzato grazie alla vincita del bando “unico” del Ministero del lavoro e delle politiche sociali previsto dalla riforma del Terzo settore, prevede la collaborazione e il lavoro in rete di una serie di soggetti attivi tra cui le 66 sezioni di UILDM, 17 amministrazioni locali e gli studenti di 17 scuole sul territorio italiano. Oltre all’installazione di nuovi giochi accessibili nei comuni aderenti, il progetto prevede anche una serie di incontri con bambini e ragazzi tra i banchi di scuola. In queste circostanze l’Associazione avrà la possibilità di sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della disabilità, proprio lì dove troppe volte ancora, per paura o scarsa conoscenza, si tende a vedere la diversità come un limite e non come una ricchezza.

«Quando abbiamo dato vita al progetto “Giocando si impara” le prime giostre ci sono state regalate, poi con il passare del tempo ci hanno chiesto di regalarle, spero quindi che prima o poi si arrivi al momento in cui ci chiederanno come regalarle. Vorrebbe dire che le comunità locali hanno finalmente scelto di essere inclusive. Sarebbe bello vedere in ogni città una giostra o un parco accessibile”. Giocando si impara ad accettare sé stessi e gli altri con i propri limiti e le proprie qualità. Giocando si impara ad essere autonomi, ma allo stesso tempo a stare in gruppo. Giocando si impara a crescere e a diventare adulti consapevoli.

Per informazioni sul progetto, potete scrivere a :

martedì 10 settembre 2019

Sordocecità: così a Osimo l'eccellenza dei servizi è diventata green

Vita.it del 10.09.2019

Più ospiti, meno consumo energetico: siamo entrati nel nuovo Centro nazionale della Lega del Filo d’Oro. «Un sogno che si realizza: sentivamo la necessità di accorpare in un unico luogo tutte le attività dislocate in diversi edifici, per consentire agli ospiti di essere più autonomi ed evitare i disagi degli spostamenti». sottolinea il presidente Rossano Bartoli.

Quando ti trovi all’ingresso del nuovo Centro nazionale della Lega del Filo d’Oro, ad Osimo (Ancona), non puoi non pensare a Sabina Santilli.

Chissà che emozione proverebbe di fronte a questa splendida costruzione, quella visionaria donna abruzzese che, rimasta cieca e sorda all’età di sette anni, nel 1924, a causa di una meningite, decide di dedicare la sua vita ad aiutare le persone sordocieche come lei.

Sabina, da ragazza, riesce ad imparare cinque lingue, oltre alle tecniche di comunicazione dei ciechi e dei sordi e alla dattilografa. Capisce quindi che il potenziale di un essere umano è sempre superiore a quanto si pensi, e lotta affinché chi si trova nella sua stessa condizione venga stimolato a lavorare sulle sua abilità residue, per essere il più possibile autonomo e integrarsi nella società.

Per portare avanti questa missione, nel 1964, aiutata da don Dino Marabini e da un gruppo di volontari, fonda la Lega del Filo d’Oro e ne diventa presidente. Senza udito, senza vista e pure donna (in un’epoca in cui le donne non hanno voce) Sabina combatte per quello in cui crede. Sono passati 55 anni da quel momento.

Oggi la Lega è presente in 8 regioni, con 5 centri residenziali e 3 sedi territoriali. I dipendenti sono 608 e i volontari 677. Nel 2018, gli assistiti (persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali) sono stati 911. E, sempre nel 2018, ha iniziato appunto la sua attività anche il nuovo Centro nazionale di Osimo.

Samuela e il suo Agostino.

«Questo Centro è un sogno che si realizza», spiega Rossano Bartoli, il presidente dell’associazione. «Sentivamo la necessità di accorpare in un unico luogo tutte le attività dislocate in diversi edifici, per consentire agli ospiti di essere più autonomi ed evitare i disagi degli spostamenti. Questa struttura si estende su una superficie di 5,6 ettari, di cui circa 2,4 sono spazi verdi. Al momento stiamo utilizzando solo il primo lotto, nel giro di tre anni finiremo anche il secondo. Quando la sede sarà completata, incrementeremo i posti letto per il ricovero a tempo pieno da 56 (quali erano nella vecchia sede) a 80 e quelli per la degenza diurna da 15 a 20. Raddoppieremo poi i posti del centro diagnostico da 4 a 8 e dimezzeremo i tempi di attesa per la valutazione iniziale».

Grande attenzione è stata data al risparmio energetico e all’ambiente: per il riscaldamento si è puntato su geotermia e fotovoltaico, mentre per il raffreddamento estivo si è optato per la tecnica del natural cooling (prelievo di acqua direttamente dal sottosuolo). Si sono privilegiati materiali ecocompatibili. La costruzione ha seguito criteri antisismici.

Nel nuovo Centro incontriamo Samuela, che vive a Casteldardo. Agostino, il suo bambino, otto anni fa è nato con la sindrome di Charge, patologia rara, riconosciuta come una delle maggiori cause di sordità e cecità. «Agostino ha vissuto in ospedale per i primi otto mesi. Era quasi sempre a letto, sdraiato, trattato come un malato», racconta.

«Una volta dimesso, l’abbiamo portato alla Lega del Filo d’Oro e qui hanno iniziato a considerarlo un bambino e a stimolare le sue capacità residue. Così si è capito che, diversamente da quanto si credeva, da un occhio ci vede abbastanza bene. Pian piano Agostino è riuscito a sedersi. Oggi sta in piedi e cammina. E poi comunica. Con sé ha sempre un album con immagini di oggetti, luoghi e persone: indicandole, esprime quello che desidera. Per noi la Lega del Filo d’Oro ha significato tutto. È una seconda famiglia».

Agostino frequenta le elementari, supportato da insegnanti di sostegno. Un’educatrice va regolarmente a domicilio per aiutarlo dal punto di vista cognitivo. Due volte a settimana, poi, Samuela lo accompagna nella sede di Osimo per i suoi incontri di fisioterapia, logopedia e musicoterapia.

I servizi educativo-riabilitativi e sanitari rappresentano infatti le principali attività del Centro nazionale di Osimo. Per ogni ospite, in collaborazione con la famiglia, viene elaborata una terapia riabilitativa personalizzata, grazie al lavoro di un team interdisciplinare di professionisti che comprende operatori educativo riabilitativi, fisioterapisti, psicologi, logopedisti, assistenti sociali e medici.

Fondamentale il ruolo delle tecnologie assistive: da oltre 40 anni, il centro di ricerca lavora per sviluppare strumenti e ausili che facilitino la vita dei pazienti. Nella nuova sede di Osimo è attivo anche il Centro Diagnostico, dove si valutano i pazienti che si rivolgono per la prima volta all’associazione. Nel secondo lotto del Centro, troveranno spazio le residenze per gli ospiti a tempo pieno e la foresteria per le famiglie. E poi, piscine, palestre, lavanderia, mensa e in ne il Museo con la storia dell’associazione e il centro didattico.

Una legge da riformare.

Oltre a prendersi cura dei pazienti, la Lega del Filo d’Oro continua a combattere per il loro diritti, come sa bene Francesco Mercurio, 37 anni, presidente del Comitato delle persone sordocieche (organo interno alla Lega del Filo d’Oro).
Nato cieco, Francesco diventa sordo all’età di dieci anni e nel 2008 riesce a laurearsi in legge con 110 e lode: basta parlargli due minuti, per capire che tutti gli ostacoli sono crollati sotto la forza della sua caparbietà e dell’irresistibile ironia napoletana.

«Oggi il nostro obiettivo è migliorare la 107 del 2010», spiega, «La legge definisce sordocieche le persone cui siano riconosciute entrambe le minorazioni. Per la legislazione vigente, però, si è considerati sordi civili solo se lo si diventa prima dei 12 anni. Noi vogliamo che la 107 si applichi a tutte le persone che realmente sono sordocieche, quindi anche a coloro che perdono l’udito dai 13 anni».

«A me la Lega del Filo d’Oro ha dato tanto. È stata quel lo di Arianna che mi ha permesso di non perdermi nel labirinto della sordocecità. Con il mio lavoro vorrei poter porgere questo lo alle tante persone che ne hanno bisogno», conclude Mercurio.

di Diletta Grella

venerdì 6 settembre 2019

LA TRAVIATA, Concerto Inaugurale delle Celebrazioni per i 100 anni dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS - APS

25 ottobre 2019, ore 21.00 - Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro, 2 - Milano

Concerto Inaugurale delle Celebrazioni per i 100 anni
dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS - APS

La Traviata

di Giuseppe Verdi, selezione in forma semiscenica

con la partecipazione di

Amici del Loggione del Teatro alla Scala e Ensemble Testori

BIGLIETTI da 15 a 20 euro (esclusa prevendita)
INFORMAZIONI E PREVENDITA Aragorn: 02 465.467.467 (lunedì/venerdì, ore 10-13 e 14-17)
Amici del Loggione del Teatro alla Scala: 02 806.806.12 (lunedì/sabato, ore 16/19.30) – via Silvio Pellico 6 Milano

Blocnotes mese di settembre 2019

Scaricabile al seguente link il numero di settembre del notiziario informativo mensile del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I., a cura di Massimiliano Penna.

BLOCNOTES SETTEMBRE 2019 (formato .doc)