martedì 12 settembre 2023

Bergamo a quattro zampe, nona edizione di “Corri Dog”, domenica 17 settembre

Bergamo, per un giorno, diventa città a quattro zampe con la presenza di cani “speciali”. Eroi di tutti i giorni che per migliaia di persone sono diventati i loro occhi e il loro “amico” fedele che gli permette di vivere in totale autonomia: di andare al lavoro, di prendere i mezzi pubblici, di viaggiare, di uscire con gli amici. Di avere una vita lavorativa e sociale come tutti. Saranno i cani guida i veri protagonisti di questa giornata di festa e di solidarietà.

L’appuntamento è per il 17 settembre quando Bergamo ospiterà la nona edizione di “Corri Dog”, una sorta di carica dei 101 aperta a tutti i cani di tutte le razze e di tutte le età. L’evento è stato organizzato dalla Pro Loco di Bergamo, con il patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Bergamo e del Comune di Bergamo, in collaborazione con diverse realtà associative che gravitano nel mondo della cinofilia.

Il ritrovo sarà alle 9,00 in piazza Dante . Alle 10 la partenza con un percorso (non competitivo) di circa di 3 km tra le vie del centro storico, e alle 11.30 la cerimonia di premiazione. Ma la festa proseguirà per il resto della giornata. Il pomeriggio dalle 14,30 esibizione delle scuole cinofile e in particolare saranno presenti gli addestratori dei futuri cani guida dei ciechi. La quota di partecipazione è di 10 euro, per ogni cane. Un’occasione per trascorrere una domenica mattina di primavera all’aria aperta con la famiglia e il proprio amico (ma anche amici) a quattro zampe. Naturalmente i cani dovranno essere tenuti al guinzaglio, e i padroni dovranno essere muniti di sacchetto e paletta per raccogliere le deiezioni.

I fondi raccolti verranno devoluti all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Bergamo. Ad ogni partecipante verrà consegnata una pettorina numerata: chissà che al termine della camminata venga estratto il suo numero e possa portare a casa, anche un premio.

La manifestazione ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza che il cane guida ha per la persona con disabilità visiva. Purtroppo, ad oggi, la lista d’attesa per ricevere il cane guida è lunga e le scuole di addestramento devono anche fare i conti con le difficoltà economiche. Il tutto con ripercussioni negative per chi, non vedendo, si trova quindi a vedere compromessa la propria autonomia.

Inoltre, la giornata sarà l’occasione anche per far conoscere ai cittadini il progetto “puppy”: i cuccioli, futuri cani guida, che nei primi mesi di vita vengono dati in affidamento alle famiglie e poi, una volta raggiunto l’anno di età intraprendono il percorso di addestramento per diventare cani guida.

Offerta formativa per disabili visivi - Anno 2023-2024

A seguito dell'avviso di Città metropolitana di Milano per la realizzazione dell'iniziativa Emergo 2022 Bando MI0287-Azione di Sistema – “Accompagnamento all’inserimento lavorativo di persone con disabilità sensoriali” la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano onlus comunica la propria offerta formativa in condivisione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia.

Nello specifico trattasi di 2 percorsi professionalizzanti:

- centralinisti telefonici come da L. 113/85;

- professioni equipollenti come da D.M. Salvi 10 gennaio 2000 - Operatore telefonico addetto alle Relazioni con il Pubblico;

Entrambi i corsi, della durata di 900 ore, si svolgeranno nel periodo ottobre 2023 – luglio 2024 (dal lunedì al venerdì nei seguenti orari: 9:00 – 12:00 e 13:00 – 16:00).

Sono previste inoltre attività individuali di allineamento di alcune competenze, propedeutiche ai corsi di formazione proposti.

Si evidenzia che, come da Bando, i requisiti richiesti per l’adesione sono:

  • stato di disoccupazione
  • residenza o domicilio nel territorio di Regione Lombardia

Si precisa che l’iscrizione ai corsi per centralinista telefonico privo della vista ed ai corsi per professioni equipollenti, come da Legge 113/85 e successiva Legge 138/2001, è riservata a:

Ciechi totali

  • coloro che sono colpiti da totale mancanza della vista in entrambi gli occhi;
  • coloro che hanno la mera percezione dell'ombra e della luce o del moto della mano in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore;
  • coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 3 per cento

Ciechi parziali

  • coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, anche con eventuale correzione;
  • coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 10 per cento.

Ipovedenti gravi

  • coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, anche con eventuale correzione;
  • coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 30 per cento.

Come iscriversi

Le persone interessate ai corsi di formazione proposti devono confermare la propria adesione entro martedì 26 settembre 2023 scrivendo a: corsi.professionali@istciechimilano.it, in alternativa è possibile contattare telefonicamente la sig.ra Paola Monti al numero 02 7722 6240.

L’ordine preferenziale per la valutazione delle adesioni sarà l’ordine di arrivo delle stesse.

Successivamente le persone interessate saranno convocate per sostenere un colloquio di ammissione.

Tutti i dati forniti saranno trattati secondo la normativa vigente in materia di privacy e riservatezza.

Responsabile Formazione Francesco Cusati

Direttore Scientifico Franco Lisi

lunedì 11 settembre 2023

Come inizierà questo anno scolastico per alunni e alunne con disabilità?

Superando del 11/09/2023

MILANO. «Ci auguriamo che anche i circa 50.000 alunni/alunne e studenti/studentesse con disabilità della nostra Regione possano iniziare le lezioni in condizioni di parità con i loro coetanei, senza ritardi e senza incertezze»: lo dicono dalla LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), alla vigilia dell’avvio del nuovo anno scolastico anche in Lombardia. «E tuttavia – sottolinea la legale Laura Abet, coordinatrice del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA – la nostra esperienza degli anni passati e le prime segnalazioni ricevute a fine luglio dal nostro Centro ci fanno temere che, ancora una volta, molte alunne e alunni con disabilità si troveranno in una condizione di svantaggio e discriminazione rispetto ai loro compagni».

«Una delle principali difficoltà con cui le famiglie devono fare i conti ogni anno – argomentano dalla LEDHA – è il ritardo nell’assegnazione degli insegnanti di sostegno, che spesso avviene ad anno scolastico già iniziato e con supplenze temporanee, a causa della mancanza di figure qualificate. Durante l’anno scolastico 2021-2022, ad esempio, erano oltre 70.000 i supplenti senza specializzazione a livello nazionale. Quello che succede in alcuni casi è che a un solo insegnante di sostegno vengano assegnati due o più minori con disabilità».

«Anche per quanto riguarda l’assistenza educativa – proseguono dalla Federazione lombarda – può succedere che l’assistente all’autonomia e alla comunicazione, figura fondamentale per garantire la frequenza scolastica degli alunni con disabilità, venga assegnato in ritardo, con un numero di ore insufficiente rispetto a quelle stabilite nel PEI (Piano Educativo Individualizzato) o che debba farsi carico di più minori all’interno dello stesso plesso».

«La carenza di queste figure professionali – rileva Abet – fa crescere il rischio che i bambini e i ragazzi con disabilità vengano portati fuori dalle loro classi per “facilitarne” la gestione da parte del personale dedicato. Si tratta però di situazioni che non rappresentano semplicemente un disagio, ma che espongono bambini e ragazzi con disabilità a una discriminazione sanzionabile ai sensi della Legge 67/06, che vieta ogni forma di discriminazione basata sulla disabilità. Occorre inoltre ricordare che nessun problema di carattere gestionale, economico o politico può giustificare la mancata attivazione dei servizi necessari o il mancato riconoscimento di diritti fondamentali, come quello allo studio».

«Lo strumento fondamentale per garantire che vengano rispettati i diritti degli alunni e degli studenti con disabilità – ricordano dalla LEDHA – è il PEI, che deve essere redatto di anno in anno sulla base delle effettive esigenze e dei bisogni dell’alunno e dell’alunna con disabilità. Nel PEI, infatti, sono indicate le risorse necessarie sulla base delle specifiche esigenze del singolo e non, ad esempio, in base alle risorse disponibili o ad automatismi basati sulla tipologia e la gravità di disabilità.

«Una volta che nel PEI è stato indicato il numero di ore di sostegno e/o di assistenza educativa necessaria – sottolinea Giovanni Barin, referente del Gruppo LEDHA Scuola – le amministrazioni competenti non hanno alcuna discrezionalità e, pertanto, devono garantire le risorse così come stabilite nel documento. In altre parole, assegnare a un alunno o studente con disabilità un numero di ore di sostegno o di assistenza inferiore rispetto a quelle quantificate nel PEI costituisce la violazione di un diritto fondamentale e quindi una discriminazione indiretta sanzionabile ai sensi della Legge 67/06».

«Qualora i genitori riscontrassero delle difformità tra quanto indicato nel PEI e la quotidianità della vita scolastica dei loro figli – ricordano in conclusione dalla LEDHA – possono contattare via e-mail il nostro Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi (antidiscriminazione@ledha.it), che mette gratuitamente a disposizione delle persone con disabilità, dei loro familiari e delle loro organizzazioni uno strumento concreto di difesa legale dei propri diritti». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@ledha.it.

mercoledì 6 settembre 2023

Riabilitazione visiva: quali sono i requisiti per ottenerla e come si accede ai Centri

Corriere della Sera del 06/09/2023

Si tratta di una prestazione prevista dal Servizio Sanitario Nazionale rivolta a persone in precise condizioni di ipovisione. La distribuzione dell'offerta è ancora disomogenea

Quando si ha una disabilità visiva non è vero che non c'è più niente da fare. «La vista non si recupera ma si può imparare a utilizzare al meglio le potenzialità visive rimaste attraverso un intervento di riabilitazione, per avere la massima autonomia possibile» spiega Filippo Amore, direttore del Polo nazionale di servizi e ricerca per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva degli ipovedenti, con sede presso l'ospedale Gemelli di Roma e finanziato dal ministero della Salute.

Spesso, però, sottolinea l'esperto, «chi ne avrebbe diritto arriva tardi al centro specializzato, o non vi accede proprio, perché c'è scarsa conoscenza tra gli oculisti sul percorso riabilitativo e sui benefici che procura».

I criteri per la prescrizione

Il percorso riabilitativo di norma si prescrive per coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 3/10. «In realtà si potrebbe intraprendere già a partire da circa 5/10 per ottenere più vantaggi» sottolinea Amore. L'ipovisione si definisce grave a 1/10, moderata a 2/10 e lieve a 3/10. «Prima si interviene sfruttando al massimo la funzione retinica rimasta e maggiori sono i risultati» precisa l'oculista. In età evolutiva l'ipovisione comporta «un ritardo dello sviluppo psicomotorio e problemi di apprendimento» continua Amore, mentre in età adulta «perdita di autonomia, di lavoro e di ruolo in famiglia con conseguenti ricadute psicologiche. Negli anziani sale il rischio di cadute e lesioni».

L'Istat stima che gli italiani dai 15 anni in su con una limitazione grave alla vista siano quasi un milione (di cui oltre il 70% over 65), quelli con una limitazione moderata 8,6 milioni (di cui il 45% over 65).

I centri

La sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb Italia onlus), che ha fondato il polo nazionale al Gemelli, ha censito circa 90 centri riabilitativi in Italia. Ma, come è stato denunciato dal ministero della Salute nell'ultima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione delle politiche sulla prevenzione della cecità e riabilitazione visiva (legge 284/97), la distribuzione dell'offerta di questi servizi è ancora disomogenea. La disparità di accesso è evidente se la Basilicata non ha nessun centro, la Sardegna solo uno e la Lombardia ben 16.

I trattamenti

L'equipe, formata da oculista, ortottista e psicologo, dapprima si preoccupa di capire come vede il soggetto, cioè in che modo usa il suo residuo visivo. «Si utilizza un test di sensibilità al contrasto, di adattamento quando la luminosità cambia, di stabilità di fissazione degli oggetti, di sensibilità cromatica e della retina, per individuare l'area che meglio risponde allo stimolo luminoso e riabilitarla» spiega Amore. Poi definisce un piano personalizzato per addestrare al meglio la sua condizione visiva. «Nei casi più semplici si interviene con un ausilio ottico, come lenti di ingrandimento o prismatiche, videoingranditori portatili o da tavolo e software assistivi per facilitare la fruizione del computer. Per scegliere l'ausilio più idoneo servono 2-3 sedute di training in ambulatorio»

lo specialista.

«Nei casi più compromessi, in cui si richiede di potenziare la fissazione, in cui la sensibilità della retina è particolarmente scarsa e l'acuità visiva, cioè l'abilità di definire nitidamente l'immagine, è inferiore o uguale a un decimo, sono necessari esercizi di fotostimolazione, di coordinazione oculomotoria e di fissazione, con sedute bisettimanali per cinque settimane».

La prima visita di controllo è prevista a 3 mesi di distanza, la seconda a 6 mesi e poi 1 volta l'anno. «Proponiamo un questionario sulla qualità di vita percepita all'ingresso, dopo un anno e dopo ogni intervento migliorativo: oltre il 60% degli assistiti riferisce di aver migliorato l'utilizzo della vista» conclude l'oculista.

I requisiti necessari per adulti e bambini

La riabilitazione visiva è destinata agli ipovedenti di qualsiasi età, a prescindere dalla causa. «Devono aver già ricevuto una diagnosi di malattia oculare e aver effettuato nei sei mesi precedenti una visita oftalmologica di accertamento clinico - chiarisce Filippo Amore -. Tra le malattie più frequenti che danneggiano la capacità visiva ci sono la maculopatia senile, la retinopatia diabetica, il glaucoma e le malattie genetiche retiniche. Nonostante le cure, più del 50% dei pazienti va incontro a un progressivo decadimento della vista e ha bisogno di un intervento riabilitativo».

Nei bambini le cause principali di ipovisione sono: «La retinopatia nei neonati pretermine, malformazioni oculari, glaucoma congenito e cataratta congenita» dice Amore. La maggior parte dei centri riabilitativi tratta tutte le fasce della popolazione, altri sono dedicati solo agli adulti e altri ai bambini.

I sintomi

Quali sono i sintomi indicativi di ipovisione da non sottovalutare?

«Difficoltà a leggere e scrivere nonostante la correzione degli occhiali con lenti da presbiopia, difficoltà a passare da un ambiente a un altro con luminosità diversa, campo visivo ridotto, per cui si tende a muovere la testa per visualizzare interamente ciò che si vuole guardare, disorientamento, non accorgersi di ostacoli e scalini, cadute apparentemente inspiegabili, disagio nell'attraversare la strada e nel guidare - risponde Amore -. Vi è, inoltre, una percezione non corretta dei colori e dei contorni, una difficoltà a riconoscere i volti e a compiere le normali attività quotidiane».

La sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb Italia onlus) ha attivato il numero verde 800068506 (dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13) per ricevere una consultazione oculistica telefonica da parte di un medico, solo a scopo informativo, che non può in alcun modo sostituire la visita oftalmologica tradizionale.

È possibile richiedere informazioni pure scrivendo a info@iapb.it.

Come si fa ad accedere La riabilitazione visiva è stata inserita nel 2017 nei Livelli essenziali di assistenza che il Servizio sanitario nazionale si deve impegnare ad assicurare, avendone riconosciuto l'efficacia.

Per fissare la prima visita in regime pubblico presso uno dei centri bisogna avere l'impegnativa del medico di medicina generale o dello specialista. Sul sito web polonazionaleipovisione.it è disponibile la lista dei centri distinti per regione. Questo polo, presso il Policlinico Gemelli di Roma, è il punto di riferimento in Italia per la ricerca e la sperimentazione di nuovi modelli riabilitativi. Tra cui la teleriabilitazione a domicilio.

«Abbiamo creato un software di esercizi di difficoltà progressiva da svolgere a casa davanti a un monitor 5 giorni la settimana, da lunedì a venerdì, per un totale di 30 sedute - spiega il direttore Filippo Amore -. L'esecuzione dell'esercizio viene monitorata da un operatore in diretta o differita».

di Chiara Daina

L'ESTATE VIVE NEI TUOI OCCHI - LA PREVENZIONE NON VA IN VACANZA: Mantova, 8 settembre ore 20.00

Venerdì 8 Settembre 2023

Ore 20.00 

presso Ristorante La Fontana

Frazione Ferri n.11 a Volta Mantovana 

La prevenzione non va in vacanza 

Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Mantova e

Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità IAPB Italia Onlus in collaborazione con Federfarma e 

Federottica Confcommercio Mantova

Cena con Musica dal vivo a cura di Rodolfo Vivaldini & Friends

dalle ore 19.30 alcuni volontari UICI e ottici saranno a disposizione per fornire informazioni e per la PROVA GRATUITA DELLA VISTA

Quota di partecipazione 28 euro a persona: Menù completo (antipasto, bis di primi, secondo con contorni, dolci, bevande e caffè)

È necessaria la prenotazione nei giorni antecedenti contattando la sezione UICI di Mantova di Via Conciliazione 0376 32 33 17 o la presidente Mirella Gavioli al 333 92 81 815

Verrà distribuito utile materiale informativo e gadget

La prevenzione non va in vacanza è promossa e finanziata dalla sezione italiana dell'agenzia internazionale per la prevenzione della cecità IAPB Italia Onlus in collaborazione con l'Unione italiana ciechi e ipovedenti

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti  ETS

Sezione Territoriale di Mantova

Via della Conciliazione n. 37 - 46100 MANTOVA

Tel. +39 0376 32 33 17  Fax +39 0376 15 90 674

domenica 3 settembre 2023

Scuola, docenti di sostegno cercansi

Avvenire del 03/09/2023

MILANO. Il tempo è scaduto e i sindacati dicono che la situazione è grave. Non quanto si temeva circa un mese fa, ma le difficoltà nelle scuole si presenteranno puntuali anche al suono di questa campanella di inizio anno. Già ai primi di agosto le stesse organizzazioni sindacali avevano lanciato l'allarme: l'Ufficio scolastico regionale non sarebbe riuscito a completare le nomine entro la scadenza dell'8 agosto e il via al nuovo anno scolastico sarebbe stato all'insegna del caos, considerando i buchi non solo per le cattedre ma anche nel personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Ora, quasi 30 giorni dopo, a Milano su 3.391 posti vacanti ne sono stati assegnati 2.164 e su 2.960 posti di sostegno ne sono stati coperti 1.023. Considerato che gli Uffici scolastici territoriali sotto organico avrebbero dovuto coprire oltre 10.000 posti in 20 giorni, quindi, il capoluogo lombardo sembra cavarsela ancora una volta meno peggio del previsto. Non mancheranno però i problemi: la maggior parte si vedranno alle elementari seguiti da quelli alle medie e alle scuole dell'infanzia.

Per quanto riguarda il sostegno, ad esempio, le assegnazioni solitamente provocano l'uscita di 800-1200 docenti e tutti i posti scoperti dopo l'esaurimento della graduatoria saranno assegnati a professori non abilitati, che non hanno cioè seguito il corso aggiuntivo e specifico per il delicato incarico.

Proprio all'inizio di agosto il sindacato Uil scuola Lombardia aveva prospettato 20.000 cattedre scoperte di cui 11.654 a tempo indeterminato con sette procedure diverse per formare le graduatorie che ora sono state utilizzate per riempire almeno qualche posto.

Sembra ormai certo però che lo scenario che si prospetta all'avvio alle lezioni prevedrà cattedre senza docenti e scuole che dovranno ricorrere alle graduatorie d'istituto. E alla mancanza di professori si aggiunge quella del personale Ata e dirigenziale che, insieme agli insegnanti di sostegno, sono tra le categorie in una situazione costantemente allarmante. Secondo gli ultimi dati le scuole lombarde che saranno affidate ai reggenti sono circa il 10 per cento, anche se 61 nuovi presidi hanno scelto di lavorare in Lombardia.

Se si pensa che ad inizio agosto i dirigenti scolastici mancanti in regione erano 154 e le nuovi immissioni in ruolo avrebbero dovuto portare a una copertura garantita da una "coda" di graduatoria formata da 156 direttori scolastici - da distribuire però su tutto il territorio nazionale - la Lombardia potrebbe tirare un sospiro di sollievo ma di sicuro non essere tranquilla. Ci saranno infatti ancora una volta istituti scolastici privi di presidi e si dovrà sopperire con le classiche e ormai note reggenze, che vedranno gli stessi dirigenti costretti ad accettare incarichi in più scuole anche contro la loro volontà perché previsto dal contratto. Tutto ciò avviene mentre in questi giorni negli istituti si stanno affrontando le prove di recupero che vedono impegnati studenti e insegnanti.

Mentre alcune scuole, infatti, stanno pensando di ridurre sempre di più o eliminare del tutto i vecchi "esami di riparazione", in altre gli studenti per cominciare l'anno scolastico senza debiti e voti negativi da recuperare hanno dovuto trascorrere l'estate tra libri e ripetizioni.

***

Ne mancano quasi 2.000. Situazione più difficile alle elementari. I sindacati: temevamo peggio ma va trovata una soluzione Quando mancano meno di 10 giorni all'inizio dell'anno scolastico, restano scoperte ancora molte cattedre.

Va meglio con i nuovi presidi . Tra pochi giorni parte l'anno scolastico e ancora mancano all'appello numerosi docenti. La situazione più difficile è quella degli insegnanti di sostegno. Ne mancano quasi 2.000. (Ansa)

di Monica Lucioni

I nodi

1. Le cattedre scoperte. Nonostante il piano straordinario di reclutamento varato nei mesi scorsi dal ministero dell'Istruzione, il precariato non cessa di affliggere il mondo della scuola. Sono oltre 200mila secondo i sindacati della scuola i supplenti annuali, ai quali sono da aggiungere quelli con supplenze più brevi.

2. Il sostegno che manca. Per la formazione degli insegnanti di sostegno agli alunni disabili sono a disposizione 29mila posti, ma appena 4.175 al Nord, dove più alta è la domanda di docenti specializzati. «Siamo in un vicolo cieco», denuncia il Misosper (Movimento degli insegnanti di sostegno specializzati). Così anche quest'anno comincerà, per tanti alunni, senza aiuto e senza continuità didattica.

3. Reggenti, non presidi. Il MIUR ha annunciato l'assunzione di 280 nuovi dirigenti scolastici. Ma, attaccano i presidi, ben 411 pensionamenti, «da sempre compensati con altrettante assunzioni, saranno compensati, salvo rinunce, con 210 neodirigenti scolastici: 166 del concorso del 2017 e 44 del 2011. Dei restanti 201, 57 sono proroghe, e ben 144 andranno in reggenza».

venerdì 1 settembre 2023

Imbersago: il 2 settembre la mostra ''Io ti vedo così''

Al Centro Polifunzionale di Imbersago, nel contesto dell'attesissimo evento Imberfood del prossimo sabato 2 settembre, sarà possibile vivere un'esperienza unica attraverso la visita della mostra itinerante "Io ti vedo così". L'iniziativa è promossa dall'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ETS di Lecco.

La mostra "Io ti vedo così" si presenta con pannelli fotografici posti ad altezza umana, con l'obiettivo di esplorare le varie prospettive e sfumature delle visioni e delle non visioni degli ipovedenti. Questi punti di vista spesso trascurati o poco compresi saranno messi in luce attraverso una gamma di immagini evocative.

Questa mostra nasce da un lavoro svolto all’interno del gruppo di sostegno mensile del Centro Regionale di Ipovisione dell’Unità Oculistica di Cesena, insieme alla sezione territoriale dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Forlì.

L'evento Imberfood, in programma dalle 18:00 alle 23:00, rappresenta un'opportunità straordinaria per sensibilizzare e coltivare l'empatia nei confronti delle sfide quotidiane affrontate da coloro che vivono con limitazioni visive. La mostra "Io ti vedo così" mira a illuminare le diverse realtà di chi non possiede una visione completa, con l'obiettivo di promuovere una comprensione reciproca più profonda.

"La generosa concessione del Comune di Imbersago, guidata dalla sensibilità della consigliera Eleonora Lavelli, ha reso possibile questa esposizione, che gode anche del patrocinio gratuito all'interno di Imberfood" ha commentato la presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS di Lecco, Paola Vassena "L'evento Imberfood, giunto alla sua settima edizione, è un'occasione speciale per sperimentare una varietà di sapori, ascoltare musica e gustare street food italiano e internazionale, coinvolgendo sia adulti che bambini. La referente dell’ipovisione dell'UICI di Lecco, Angela Gianola esprime la sua profonda soddisfazione per questa opportunità. Si auspica una partecipazione numerosa e intrisa di empatia da parte del pubblico. Vi invitiamo dunque a partecipare con entusiasmo a questa straordinaria giornata il 2 settembre. L'ingresso alla mostra "Io ti vedo così" è libero e aperto a tutti, dalle 18:00 alle 23:00".

UICI LECCO (Corso G. Matteotti, 3/a - Tel 0341.284328 - E-mail: uiclc@uici.it)