martedì 24 luglio 2018

Inizio anno scolastico rischia di partire senza docenti, posti vacanti in Lombardia

UIL Scuola Lombardia: fra pensionamenti e trasferimenti in Lombardia si partirà con migliaia di posti vacanti che non si riuscirà a coprire in tempo.

OrizzonteScuola.it del 24-07-2018

Il Segretario generale UIL Scuola Lombardia Carlo Giuffré – Con oltre 2000 pensionamenti di docenti e i movimenti relativi ai trasferimenti in altre regioni avvenuti nelle scorse settimane,
il dato allarmante per le scuole della Lombardia è quello che si partirà con migliaia di posti vacanti che non si riuscirà a coprire per tempo, se non ci sarà un’attenta programmazione già da ora.
Il risultato finale che si prefigura in Lombardia dopo i trasferimenti è comunque quello che avremo migliaia di posti vacanti di cui:
• 1371 alla scuola primaria
• 482 all’infanzia
• 1203 posti di Lettere
• 1079 di Matematica alle Medie
•oltre 2000 posti da coprire alle Secondarie di 2° grado, tra le quali spiccano Materie letterarie, Matematica, Matematica e Fisica, Tecnologia informatica, Tecnologia meccanica.
A tali posti vacanti in organico di diritto, se ne aggiungeranno altri innumerevoli che si renderanno vacanti per via delle assegnazioni provvisorie in altre regioni e su tali posti si dovranno convocare i docenti per l’assunzione a tempo determinato, con una calendarizzazione sicuramente poco compatibile con l’inizio del nuovo anno scolastico che comporterà ripercussioni sugli alunni che saranno privati del diritto di avere gli insegnanti sin dal primo giorno di scuola.
Appare chiaro che la tempistica ordinaria dei trasferimenti, quella dei concorsi e delle assunzioni sui posti vacanti non garantisce il regolare funzionamento del sistema scuola e tutti gli anni il problema si ripropone.
Oltre a ciò, un’ulteriore grandissima problematica è quella dei docenti con diploma magistrale assunti in ruolo con riserva che si pensa di tutelare con il “decreto dignità” che non fa altro che aggravare ancora una volta il sovraccaricare le aule di Giustizia e rendere precarie le condizioni di lavoratori, alunni e famiglie.
La UIL scuola su questa problematica ha avanzato una proposta concreta che prevede un intervento legislativo urgente che possa sanare gradualmente la situazione, a partire da un’analisi delle situazioni giuridiche del personale interessato e dei tanti posti liberi esistenti nel settore primario.
Ove non ci siano controinteressati, appare superfluo licenziare, trasformare i contratti in presenza di posti vacanti su cui è facile trovare soluzioni che prevedano lo scioglimento positivo della riserva con cui sono stati assunti in ruolo.
Per quanto riguarda il sostegno agli alunni diversamente abili, la UIL Scuola Lombardia ritiene sia “drammatica” la situazione dei posti di sostegno scoperti nelle scuole statali della regione:
• 2415 alla scuola media
• 1137 alla scuola primaria
• 457 alla scuola secondaria di 2° grado
• 233 alla scuola dell’infanzia
Dopo l’approvazione del D.Lvo. n. 66 del 13 aprile 2017 – Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107, che prevede una formazione specifica con adeguata e specifica formazione del personale docente da utilizzare sulle diverse disabilità, ci ritroveremo a settembre con migliaia di posti da coprire con personale senza alcuna competenza specifica!
Il diritto allo studio e l’inclusione dei diversamente abili viene assicurata solo a parole; nelle scuole della Lombardia i posti verranno coperti con supplenti annuali e temporanei privi di titolo di specializzazione e di competenze specifiche, che accettano la nomina su posto di sostegno per assicurarsi uno stipendio e fanno quello che possono.
È una situazione catastrofica e non accettabile da chi come noi della UIL Scuola crede nella funzione che la scuola è chiamata ad assolvere.
Affinché vi sia un’inclusione di qualità, occorre investire realmente ed adeguatamente sulla formazione dei docenti specializzati mancanti e di conseguenza sugli alunni con disabilità che usufruirebbero del vero diritto allo studio.
Per superare questa “piaga” riteniamo che a livello regionale, di concerto con Regione Lombardia, confidando nella sensibilità dell’Assessore all’Istruzione e lavoro e dell’USR, si debba aprire un tavolo che coinvolga il MIUR per provare a trovare una soluzione possibile, ovvero un piano straordinario finanziato dalla regione che coinvolga le Università lombarde al fine di istituire corsi annuali di specializzazione per il sostegno in numero adeguato ai posti organico di sostegno vacanti nella regione
La regione ha competenze sul diritto allo studio e sull’inclusione che deve essere assicurata in modo adeguato; ha il dovere quindi di metterci le risorse economiche necessarie per la formazione dei docenti abilitati che aderirebbero in massa, se le Università aprissero detti corsi con numeri di accesso congrui.
Avremmo finalmente, se non del tutto, in larga parte, coperto con persone specializzate i posti di sostegno vacanti e daremmo veramente ai diversamente abili possibilità di apprendimenti e miglioramenti psico-fisici.

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