venerdì 4 dicembre 2020

Politiche per la disabilità: serve un welfare basato su diritti umani, civili e sociali

La Repubblica del 04/12/2020

L'appello di FISH e FAND: "Occorre una sostanziale riforma del sistema, basato principalmente sul sistema di protezione, in favore di un nuovo modello basato su diritti umani, civili e sociali".

LA CONVENZIONE ONU sui diritti delle Persone con disabilità, ratificata con legge 18/2009, prevede non solo il coinvolgimento dei diretti interessati nelle decisioni che li riguardano, ma la considerazione della disabilità in ogni politica che riguardi tutti i Cittadini, sancendo inequivocabilmente una forte volontà politica e un assetto strategico ed istituzionale chiaro con un intervento di coordinamento e innovazione della attuale normativa vigente.

I suoi principi rappresentano un manifesto ideale per le Federazioni FISH e FAND e per l'intera rete associativa che vi si riconosce e che individua nelle Federazioni le proprie voci unitaria nei confronti delle principali istituzioni del Paese. Ripartendo dalle riflessioni espresse in occasione degli incontri con il Governo, nonché delle differenti interlocuzioni avute con la stessa Presidenza del Consiglio negli ultimi mesi per la gestione dell'emergenza, FISH e FAND, si legge nel comunicato delle associazioni, "intendono ora rilanciare tale confronto attorno alle future politiche per la disabilità e agli aspetti organizzativi e funzionali necessari alla loro realizzazione, perché seppure esista già un riferimento ideale e politico nella Convenzione ONU sui diritti delle Persone con disabilità, è altrettanto vero che le persone con disabilità continuano a incontrare ostacoli nella loro partecipazione nella società e a subire violazioni dei loro diritti umani in ogni parte d'Italia e in diversi momenti della loro vita".

Il dilagare del virus Covid-19 a livello mondiale, oltre che mettere a dura prova tutto il sistema Italia ed in particolare il nostro Sistema Sanitario Nazionale ed il nostro Sistema di Protezione Sociale, ha fatto precipitare moltissime persone in uno stato di forte preoccupazione, resa ancor più grave dall'incertezza del prossimo futuro, di quelli che saranno i tempi necessari al superamento della crisi e delle conseguenze che questa avrà sulle nostre vite e sulle nostre relazioni sociali.

Queste preoccupazioni sono ancora più forti tra le migliaia di persone con disabilità del nostro Paese, le cui condizioni di vita sono già ampiamente determinate da livelli di protezione e inclusione sociale che sappiamo essere non propriamente e adeguatamente compiuti. "Non possiamo nascondere - continua il comunicato - che l'impatto della pandemia sulle nostre comunità ci obbligherà a ripensare molte cose nella nostra vita e a rimodulare alcune priorità in una direzione che preveda innanzitutto la garanzia di una maggiore tutela della salute e della sicurezza dei cittadini tutti, ma ancor di più di coloro che sono più vulnerabili ed esposti ai rischi connessi alla condizione di salute e tra questi vi sono le tante persone con disabilità".

L'attuale sistema dei servizi di welfare è vistosamente inadatto a dare risposte flessibili alle Persone con disabilità, visto che esso per anni è stato basato su servizi standardizzati non idonei nel fornire risposte personalizzate alle persone ed ai lori bisogni differenti, in base ai loro specifici contesti di vita e al loro progetto di autonomia ed indipendenza. Occorre da subito, secondo FISH e FAND, investire su un'azione sociale che tenga conto: a) della necessaria lotta alla segregazione e del relativo supporto alla domiciliarità (Fondo per la Non Autosufficienza); b) del supporto ai caregiver familiari affinché possano operare all'interno di un sistema integrato di interventi e servizi di sostegno (e non sia lasciato solo con un mero contributo economico a gestire le complesse necessità della persona con disabilità); c) della necessità di ripensare la costruzione degli interventi, in una ottica di percorsi di vita indipendente (Fondo per la Vita Indipendente); d) del bisogno di definizione di piani nazionali per avviare processi di de-istituzionalizzazione e di contrasto ad ogni forma di segregazione con sostegni alla vita autonoma, indipendente e alla domiciliarità. Sostegni necessari per garantire la scelta di dove, come e con chi vivere, anche in modo supportato, "durante e dopo di noi".

In altre parole, occorre una sostanziale riforma dell'attuale sistema di welfare, basato principalmente sul sistema di protezione, in favore di un nuovo modello basato sui Diritti umani, civili e sociali. Necessario, quindi, la definizione e l'adozione dei LEP (Livelli Essenziali di Prestazione) sociali, anche tramite la ricomposizione complessiva della spesa occorrente in capo ad un capiente Fondo Nazionale, tale da rispondere al fabbisogno della generalità delle Persone con disabilità e non autosufficienti, la definizione di percorsi di concreta inclusione nel mondo del lavoro completando le riforme e interventi previsti dal Programma Governativo per l'attuazione dei diritti delle Persone con disabilità e prorogando, consolidando e strutturando gli istituti, le misure e le soluzioni sperimentate durante il periodo emergenziale atte a garantire l'effeFività nell'accesso e mantenimento dell'occupazione, la garanzia del pieno godimento del diritto ai percorsi di inclusione scolastica.

Non può, inoltre, venir meno il sostegno anche ai servizi semiresidenziali e residenziali, che rischia ormai in pochissimi mesi di crollare e di lasciare centinaia di migliaia di persone con disabilità, soprattutto grave e non autosufficiente, prive di protezione. In occasione del 3 dicembre - Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità Fand - Federazione tra le Associazioni Nazionali dei disabili e FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap si appellano al Presidente Conte affinché venga ricordato che la Convenzione ONU sui diritti delle Persone con disabilità, ratificata con legge 18/2009, prevede non solo il coinvolgimento dei diretti interessati nelle decisioni che li riguardano, ma la considerazione della disabilità in ogni politica che riguardi tutti i Cittadini. La Giornata del 3 dicembre vuole quindi essere una celebrazione condivisa sotto il segno di dare sempre più futura concretezza alla Convenzione Onu e all'inclusione delle Persone con disabilità.

Per questi motivi le due Federazioni chiedono che il 3 dicembre sancisca inequivocabilmente una forte volontà politica e un assetto strategico ed istituzionale chiaro con un intervento di coordinamento e innovazione della attuale normativa vigente. Per queste ragioni il movimento delle Persone con disabilità e dei loro familiari, chiede che il Presidente del Consiglio possa farsi da garante delle modalità sin qui proposte, affinché si possano affrontare le numerose emergenze che riguardano milioni di cittadini con disabilità del nostro Paese. Molte di loro sono peraltro in larga misura oggetto del secondo Programma d'azione biennale sulla disabilità - approvato con decreto del Presidente della Repubblica ad ottobre 2017 - anch'esso deficitario fino ad oggi di regia e concretezza. Le organizzazioni di Persone con disabilità e loro familiari aspettano da molti mesi e chiedono che il 3 dicembre sia l'occasione per celebrare un concreto ed efficace impegno e una presa in carico del Governo delle richieste sin qui avanzate affinché davvero le Persone con disabilità siano Cittadini di un Paese inclusivo. Non solo a parole, ma con i fatti e l'impegno di tutti. Ricordiamoci oggi più che mai "Nulla su di noi, senza di noi!".

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