mercoledì 28 novembre 2018

Una cena, tre ore completamente al buio: Così si arriva a cogliere il mondo dei ciechi

LA CITTADELLA DI MANTOVA SUPPLEMENTO QUOTIDIANO AVVENIRE del 25/11/2018

Stare per più di tre ore al buio non è un’esperienza facile. Però è da provare e la consiglierei a chiunque. Il 7 novembre scorso, l’Azione cattolica di Mantova, nell’ambito dell’iniziativa “Sensazionale Christo. Percorsi sensoriali alla scoperta di Gesù vero uomo”, ha organizzato una cena al buio in un

locale di San Biagio di Bagnolo San Vito, in collaborazione con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, sezione di Mantova. Settanta i partecipanti, serviti da un gruppo di non vedenti, soci dell’Unione. Tra una portata e l’altra sono stati letti brani dei Vangeli in cui si racconta di Gesù mentre era seduto a tavola: è risuonato anche il celebre testo che lo definisce un mangiatore senza ritegno e un bevitore accanito, <<amico di pubblicani e peccatori>> (Matteo 11,19). Gesù amava la compagnia degli uomini e paragona il Regno di Dio a un bacchetto di nozze: non è un dettaglio, ma è sostanza. Alla cena di San Biagio ho partecipato anch’io e lo stare al buio mi ha aiutato ad apprezzare di più il sapore dei cibi e a fidarmi chi mi stava intorno, persone che in certi casi assolutamente non conoscevo. Ho pensato anche che, oltre al buio fisico – il locale era stato allestito con molta cura, senza uno spiraglio di luce –, ci può essere il buio morale, legato a quelle persone che commettono azioni gravi e che, per questo, non possono dire di vivere bene. Accanto a me era seduto Andrea, la cui mamma, Orietta, è diventata cieca a causa di una malattia, all’età di 25 anni. Ora ne ha 52. <<Mia mamma conduce una vita pressoché normale – spiega –: scrive al computer, viaggia, prende l’aereo. L’unica differenza rispetto a noi è che lei non guida l’auto>>. Mi ha positivamente colpito la descrizione di Andrea, così come sono rimasto sorpreso dalla personalità e dalla forza interiore di Mirella Gavioli, presidente della sezione mantovana dell’Unione italiana dei ciechi, la cui sede è in città, in via della Conciliazione 37, tel. 0376.323317, con un proprio sito Internet (all’indirizzo www.uicmantova.it).

La cena ha consentito di conoscere da vicino l’associazione, che offre sostegno alle persone e alle famiglie, predispone il disbrigo delle pratiche burocratiche, organizza attività culturali, ricreative e manuali grazie a una ventina di volontari. Ci sono anche gite e concerti. <<Vogliamo vivere in modo pieno la nostra città e i nostri paesi>>, dice Mirella. Per questo l’associazione chiede che i ciechi e gli ipovedenti possano usufruire degli spazi e delle iniziative pubbliche, con luoghi e contenuti accessibili. Domanda agli enti locali di essere adeguatamente coinvolta, affinché insieme si individuino i bisogni e si trovano delle soluzioni soddisfacenti. Città e paesi di più a misura di disabili, senza barriere, né fisiche né mentali.

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